Alle iscritte e agli iscritti della Funzione Pubblica Cgil
Care Compagne e Cari Compagni,
Molti di voi in questa giornata, come sempre, sono al Lavoro. Come lo sono stati, senza far mancare i servizi essenziali ai cittadini, in questi mesi drammatici a causa della pandemia.
Tante lavoratrici e tanti lavoratori dei Servizi Pubblici lavorano anche nella giornata in cui si celebra la Festa dei Lavoratori.
Ma quest’anno è diverso. Un primo maggio in pandemia non è una giornata festiva in cui capita “semplicemente” di essere in turno lavorativo. Come non lo è per quelle lavoratrici e per quei lavoratori che oggi avrebbero preso parte ai cortei, alle iniziative, per esprimere la loro militanza. Oggi non potranno farlo nelle piazze reali ma solo in quelle virtuali.
Sono passati mesi nei quali tante e tanti hanno rischiato la salute, la vita stessa, sacrificato gli affetti per esserci per tutte le cittadine e i cittadini che hanno bisogno di noi e dei Servizi Pubblici.
In troppi si sono ammalati, in tanti sono morti. Non è tollerabile non riconoscere la dignità del lavoro e non proteggerlo nei confronti dei rischi per la salute, soprattutto per chi è in prima linea e con la propria competenza e professionalità si prende cura delle persone. Solo grazie a loro si sta lentamente riprendendo il controllo dell’emergenza sanitaria, che non è alle nostre spalle e che attraversa tanti luoghi di sofferenza nei quali l’assenza di intervento è colpevole: le residenze assistite, i centri residenziali per minori soli, le comunità terapeutiche e tanti altri.
Spesso questi lavoratori fanno parte del settore privato della sanità e del sociosanitario e non si vedono riconosciuti neanche il diritto al rinnovo del Contratto collettivo di lavoro da oltre un decennio.
Per loro, come per i lavoratori della Sanità, delle Amministrazioni Centrali, delle Autonomie Locali, dell’Igiene Ambientale e del Terzo Settore, insieme alla Cgil, abbiamo lavorato per garantire tutele adeguate. Non sempre ci siamo riusciti, spesso abbiamo dovuto denunciare, diffidare amministrazioni e aziende per affermare un principio che dovrebbe essere inviolabile: prima la cura, prima la salute, prima la sicurezza sociale delle persone.
L’opinione pubblica ha compreso quanto sia fondamentale preservare i principi contenuti nella prima parte della Costituzione che fanno dei diritti fondamentali delle persone un bene comune, universale e pertanto pubblico.
Se siamo, e vogliamo continuare ad essere, una Repubblica democratica fondata sul Lavoro, il Lavoro deve essere il valore sociale che orienta le scelte politiche.
Abbiamo gestito migliaia di accordi di crisi in queste settimane, tanti lavoratori si ritrovano loro malgrado col sostegno degli ammortizzatori sociali, in sospensione senza reddito, senza contratto, senza lavoro. Migliaia sono le amministrazioni e le aziende nelle quali grazie agli accordi sindacali si è potuto garantire un diverso modo di lavorare che prevedesse maggiori tutele con il ricorso al lavoro da remoto e con accordi sulla sicurezza per chi invece ha continuato a lavorare recandosi in azienda o in ufficio tutti i giorni.
Siamo Essenziali, lo dicono persino leggi e decreti. Siamo Essenziali, lo dicono i cittadini che applaudono dai balconi la forza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, del soccorso e della sicurezza.
Non siamo solo Essenziali bensì Fondamentali: la vera Cura per il nostro Paese sono i Lavoratori. Per questo non possiamo fermare le lotte sindacali anche in questa fase di crisi da Covid19: salario, lavoro stabile, equità fiscale, sostenibilità ambientale, diritti sociali, un’altra politica economica e sociale.
Davanti a noi ci sono settimane difficili, superare il lockdown vorrebbe, o forse dovrebbe, voler dire aver definito piani di riorganizzazione dei servizi pubblici e privati, della produzione, dei tempi delle città, premettendo la sicurezza e la tutela della salute all’intensità del contenimento.
Non possiamo permetterci di non rafforzare e riorganizzare il Sistema delle cure: salute, sociale, assistenza. Convivere per molti mesi con il Covid19 dovrebbe voler dire condizionare alla tutela della salute di chi lavora la velocità della ripresa economica. Soprattutto dovrebbe spingere il Paese verso la scelta della valorizzazione delle competenze, della ricerca non solo in campo sanitario ma applicata a un “Progetto per il Paese”, orientato alla trasformazione sostenibile di tutte le produzioni, non solo dei beni ma anche dei servizi: innovare per migliorare la qualità della nostra cittadinanza. Il tempo, ci dicono, è un fattore decisivo per la competizione globale. Per noi lo sono prima di tutto le Persone.
In questo primo Maggio quello che manca è la possibilità di gridare nelle piazze che le persone che lavorano hanno diritto di non abbandonare la speranza, non nel ritorno alla normalità, che forse non abbiamo mai conosciuto e che forse è un concetto che non ha un significato sociale, ma nella forza rivoluzionaria che l’intelligenza del lavoro ha sempre agito nelle grandi trasformazioni. Serve più partecipazione non più autocrazia, bisogna dare voce e peso al pensiero del Lavoro, ma dobbiamo anche essere capaci di innovare per salvaguardare il mondo che abitiamo a partire dai servizi pubblici.
Ci ritroveremo a celebrare i nostri valori in una dimensione privata pur sapendo di essere Popolo. Lo abbiamo fatto il 25 Aprile, lo faremo oggi che è il 1° Maggio.
Vi confesso, però, che avverto la privazione dell’esercizio della militanza: essere in piazza con le compagne e compagni per le ragioni del lavoro.
Mettiamo il nostro quadrato rosso, sventoliamo la nostra bandiera, scriviamo un messaggio per la dignità del lavoro e di ringraziamento alle lavoratrici e ai lavoratori dei Servizi Pubblici che, spesso a mani nude, hanno affrontato la pandemia e continuano a resistere consapevoli del Valore Pubblico del loro Lavoro.
Siamo questo: donne e uomini che nei simboli, nei valori e nelle pratiche si riconoscono come Popolo.
Per noi il Lavoro deve essere libertà, eguaglianza, autonomia e, oggi più che mai, sicurezza.
Buon Primo Maggio, Compagne e Compagni, scorrono nella memoria tutte le immagini delle nostre manifestazioni, iniziative, assemblee e trattative. Scorrono con la forza della passione che ci anima e continuerà ad animarci anche in questo tempo in cui, seppur distanti, siamo uniti, vicini ma non prossimi. La nostra forza è quella passione che ci fa lavorare per tutti, tutti i giorni.
W il 1° Maggio! W la Cgil! W le Lavoratrici e i Lavoratori dei Servizi Pubblici!
Serena Sorrentino
Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale Fp Cgil VVF in merito alla mancanza di personale del ruolo tecnico amministrativo, la quale si ripercuote negativamente sull’aspetto organizzativo del Comando
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione con la quale proroga l’inizio delle lezioni dei corsi 87° e 88° AA.VV.F., il II° corso per FF.RR. il II° corso Orchestrali e l’XI corso per VDP fino all’08 Maggio 2020
Pubblichiamo la ministeriale n. 0143265.U del 30.4.2020. di cui all’oggetto.
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito al metodo di colloquio a distanza per il personale che ha partecipato alla ricognizione per le strutture degli organi costituzionali
La Fp Cgil VVF crede fortemente che il principio di Unitarietà si fondi e si ispiri sul fondamentale caposaldo del RISPETTO reciproco.
Il Coordinamento Nazionale Fp Cgil VVF riunitosi oggi, 30 Aprile 2020, ha ritenuto di dare pieno mandato al Coordinatore nazionale Mauro Giulianella nel comunicare alla FNS Cisl la nostra indisponibilità a partecipare all’incontro fissato per il prossimo 5 Maggio allargato, tra le altre cose, ad altre Organizzazioni Sindacali autonome distanti dalle politiche Confederali.
Riteniamo inaccettabili le regole di coinvolgimento preconfezionate così come, riteniamo impropria la rigida chiusura manifestata nella nota di invito sui punti da affrontare durante l’incontro che limita di fatto il confronto al solo tema della distribuzione delle risorse economiche stanziate nella legge di Bilancio 2020. Tale suggestione è indicativa circostanza che allontana l’idea autentica di ricercare l’Unità Sindacale di Cgil, Cisl e Uil.
L’unità sindacale si coltiva e si costruisce su percorsi condivisi, che riguardano l’intero impianto di una piattaforma Unitaria forte, innovativa e alternativa.
A nostro avviso la totale chiusura su altre fondamentali questioni non lascia né spazio né energia per intraprendere una nuova discussione, poiché inficia aprioristicamente ogni possibile approfondimento e condivisione.
Buon 1° Maggio a tutti
FUA 2019 PRESSO IL DAP ED IL DGMC
Si sono svolti oggi i programmati incontri sui criteri di pagamento del FUA 2019 presso l’amministrazione per la Giustizia Minorile e di Comunità e, a seguire, presso l’amministrazione penitenziaria.
In apertura degli incontri FP CGIL,CISL FP e UIL PA hanno chiesto con forza il ripristino di un corretto sistema di relazioni sindacali, contestando la carenza di confronti sulle questioni che riguardano il personale delle funzioni centrali dei due dipartimenti e i ritardi con cui sono arrivate le informazioni preventive per le riunioni odierne.
Presso il DGMC l’incontro ha avuto carattere preliminare ed ha riguardato i contenuti della proposta inviata dall’amministrazione nella serata di ieri. Nel corso della riunione abbiamo chiesto l’incremento delle somme destinate alle progressioni economiche ed abbiamo affrontato, tra l’altro, la problematica relativa ai criteri di pagamento del Fondo di Sede, con particolare riferimento agli aspetti legati alla valutazione del personale. Tuttavia su tali argomenti ogni decisione sarà presa nella riunione del prossimo 4 maggio. Inoltre abbiamo chiesto, con successo, il riconoscimento della posizione organizzativa in favore dei capi area contabili degli ULEPE di Siena, Avellino, Foggia e Livorno. Abbiamo osservato inoltre che il risparmio di spesa derivante all’attribuzione dell’incarico dirigenziale a cinque dirigenti penitenziari sia stato attributo, mediante incremento della relativa posizione economica, solo ai direttori di IPM ed ai direttori di USSM del secondo e quarto gruppo. Per tale motivo abbiamo chiesto ed ottenuto l’incremento della posizione organizzativa anche per i direttori dei CPA e dei Centri Polifunzionali. Abbiamo infine chiesto l’assegnazione al Commissariato di Governo di Bolzano dei posti riservati ai ruoli nazionali ad esaurimento analogamente a quanto avvenuto per i posti riservati ai ruoli locali. Su quest’ultimo punto e su eventuali altri aspetti faremo pervenire al Dipartimento un contributo scritto.
La discussione presso il DAP è stata condizionata dal fatto che il dipartimento ha trasmesso alle organizzazioni sindacali la sua proposta scritta con grave ritardo ossia poco prima dell’inizio della riunione. Nel merito abbiamo chiesto l’ampliamento delle somme da destinare alle progressioni economiche ed abbiamo chiesto di rivedere i criteri dell’allegato A, con particolare riferimento alle specificità proprie dell’amministrazione, nonché i criteri di individuazione delle presenze effettive. Sugli aspetti ci siamo riservati di far pervenire osservazioni scritte prima della riunione del 4 maggio. A margine della riunione il Direttore Generale del personale, su nostra richiesta, ha comunicato che nel prossimo mese di giugno avverrà il pagamento del premio in favore dei lavoratori che hanno presidiato gli uffici nel mese di marzo (art. 63 DL 18/2020).
CGIL, CISL E UIL in entrambi i dipartimenti hanno espresso fermamente la necessità che, nell’ambito del sistema di valutazione, anche il giudizio di “non adeguato” corrisponda comunque ad un riconoscimento – seppure ovviamente ridotto – in ragione di una serie di fattori stringenti: procedimenti di valutazione nella quasi totalità irregolari o illegittimi.
Vi terremo informati sugli sviluppi.
Roma, 29 aprile 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Turbati/Macigno Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota di chiarimento del Capo del Corpo in merito all’inquadramento del personale nel ruolo elisoccorritore
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione nella quale da indicazione sulla modalità del percorso formatico per il corso a Capo squadra decorrenza 2019, con inizio l’11 Maggio 2020
Pubblichiamo la nota del Capo del Corpo nella quale definisce il ripristino dell’orario di servizio ad 12/24 -12/48 dal 18 Maggio 2020
È stato sottoscritto, nella giornata odierna, un protocollo d’intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e le Organizzazioni Sindacali FP Cgil, Cisl FP, Uil FPL, per l’individuazione e la destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli Enti e Aziende del SSN. Un testo costruito grazie anche al coinvolgimento del Comitato di Settore Regioni-Sanità.
Regioni e sindacati, con il protocollo, chiedono di riconoscere “la grande professionalità, la capacità di adattamento organizzativo e la dedizione al lavoro” degli operatori, attraverso un pacchetto di interventi “che incrementi in misura sensibile le risorse disponibili, anche con un ulteriore stanziamento da parte del Governo”, escludendo le risorse “dal computo dei limiti previsto dall’attuale art.23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.
Regioni e sindacati del pubblico impiego elencano le leve retributive impiegabili, tra le quali: una particolare maggiorazione della produttività, a titolo di “progetto covid-19”, individuata previo passaggio in contrattazione integrativa; l’estensione di un’indennità di malattia infettiva a tutto il personale sanitario ed oss, con la richiesta di intervenire, da un punto di vista normativo, per permettere l’estensione dell’indennità a tutto il personale; infine, la possibilità di ampliare i reparti e i servizi destinatari dell’indennità di terapia intensiva e sub-intensiva, attraverso il confronto e la contrattazione regionale.
Per rendere operative queste misure – proseguono le Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie del presente protocollo -, è stato condiviso “l’invio al Governo di una serie di proposte tra le quali, in particolare, alcuni emendamenti all’ex art.1 del Cura italia”.
È stato inoltre richiesto “di dare compiuta attuazione a quanto previsto nel Patto per la Salute 2019-2021, prevedendo la possibilità per le Regioni in equilibrio economico, che hanno garantito i LEA e avviato il processo di adeguamento alle disposizioni di cui al DM 2 aprile 2015, n. 70, di destinare alla contrattazione integrativa risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste nel CCNL, nel limite del 2 per cento del monte salari regionale, rilevato nell’anno 2018, nonché ulteriori risorse aggiuntive di derivazione nazionale e comunitaria”.
A tal fine, “risulta poi necessario per poter pienamente utilizzare le auspicate ulteriori risorse, che interventi finanziari di carattere europeo e nazionale per la gestione dell’emergenza, siano escluse dal computo dei limiti previsti dall’attuale art. 23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.
Si ritiene infine – concludono Regioni e Sindacati – che “debba essere previsto, in relazione all’eccezionalità dell’emergenza sanitaria in atto, un intervento normativo che tuteli tutto il personale coinvolto che ha operato nella fase emergenziale da responsabilità civili e penali, salvo il caso di condotte poste in essere con dolo o in ipotesi particolarmente qualificate di colpa grave”.
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Confederali Regionali nella quale chiedono il prolungamento dell’orario lavorativo e l’ organizzazione del lavoro, così come attuato per l’emergenza in atto