Permane stato agitazione lavoratori federazioni sportive

“Malgrado il rilevante impegno economico garantito dal Ministro dello Sport Spadafora e dal Presidente ed Amministratore delegato dello Società Sport e Salute Cozzoli a sostegno delle attività delle Federazioni sportive italiane, la Federazione italiana nuoto (Fin) ha deciso comunque di mettere in cassa integrazione 85 lavoratori per risparmiare poche centinaia di migliaia di euro”. A denunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Cisal Fialp, spiegando che: “Si è concluso ieri in tarda serata il previsto esame congiunto in video conferenza tra il presidente della Fin Barelli e le rappresentanze sindacali nazionali del personale dipendente. Un incontro che ha confermato la volontà della Fin di ricorrere comunque, pure in una condizione di assoluta e drammatica emergenza sociale, e nonostante le valide ragioni opposte dalle organizzazioni sindacali nel corso della discussione, anche dal punto di vista strettamente finanziario, alla cassa integrazione di tutti i propri dipendenti”.

La Fin, ricordano i sindacati, “è un’associazione senza fini di lucro e con personalità giuridica di diritto privato, che pur non operando in un mercato concorrenziale continua ad essere destinataria dei contributi pubblici erogati dal Mef per il tramite della società Sport e salute (ieri Coni Servizi), compresi quelli ricevuti proprio per sostenere il costo del personale dipendente, l’incidenza dei quali, stando al bilancio consultivo anno 2018 della predetta federazione, risultava pari al 103,8% della spesa complessivamente sostenuta, quindi posta interamente a carico delle finanze pubbliche. Ciò, evidentemente, solleva seri dubbi, come abbiamo provato a spiegare anche nel corso della riunione, sulla liceità del ricorso a simili forme di integrazione salariale, perché quella ulteriore sovvenzione andrebbe a sovrapporsi a quella già attribuita dal Presidente e Amministratore delegato di Sport e salute con la lettera del 21 aprile scorso, con la quale si comunicava l’avvio delle procedure per il conferimento anticipato della seconda tranche del contributo annuo a tutte le Federazioni sportive erogato dal Mef”.

Tuttavia, proseguono, “proprio per non correre il rischio di arrivare a questo punto, lo scorso 6 marzo abbiamo sottoscritto con Sport e Salute S.p.A. e Federazioni Sportive Nazionali un accordo, peraltro rinnovato lo scorso 21 aprile in previsione della cosiddetta ‘Fase 2’, finalizzato a definire modalità e istituti (tra cui il lavoro agile, invero utilizzato solo per il 40% dei dipendenti da parte della Fin) atti a fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19, le cui previsioni continuano ad essere pienamente efficaci e vincolanti. Conseguentemente, riteniamo sia da escludersi, anche sotto tale profilo, la legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione italiana nuoto al Fondo di integrazione salariale”. In ragione di quanto sopra, Fp Cgil, Cisl FP, Uilpa e Cisal Fialp “si riservano di valutare la legittimità della decisione assunta in tutte le sedi deputate e, contestualmente, di avviare tutte le iniziative di lotta ritenute necessarie a contrastare la scelta assunta dalla Fin per tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”, concludono.

FIRMATO IL VERBALE DI CONFRONTO SULLO SMART WORKING

Nella tarda serata di ieri è stato sottoscritto un verbale di confronto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che – oltre a indicare in dettaglio le linee di indirizzo per i lavoratori in smart working adottate nelle settimane scorse – precisa e chiarisce aspetti non secondari relativi all’utilizzo dell’istituto.
Abbiamo sottoscritto il verbale anche perché siamo riusciti ad ottenere l’impegno dell’Agenzia ad un confronto – in adesione alle disposizioni governative che avviano la Fase 2 dell’emergenza Covid 19 – sulla organizzazione del lavoro, sui sistemi di sicurezza da garantire al personale, sulle linee di attività in smart working e sulla assegnazione dei buoni pasto.
Riteniamo positivo essere riusciti tutti, Amministrazione e OO.SS., a convergere su un testo anche per evitare, dopo la singolare diffusione della bozza presentataci dall’amministrazione venerdì pomeriggio, il rischio di una possibile situazione caotica che, in questo momento difficile per il Paese nel quale il nostro personale è, con professionalità e disponibilità, in prima linea, avrebbe avuto l’effetto di mettere in difficoltà l’Agenzia e i lavoratori doganali.
Si allega copia del “verbale di confronto” sottoscritto.

FP CGIL                     CISL FP             UIL PA                   CONFSAL-UNSA       FLP           CONFINTESA
Iervolino                      Fanfani            Procopio                      Veltri                   Sperandini          Bono

BENEFICI, PROGRESSIONI E NUOVE VERIFICHE “ANTICOVID”

Il 27 aprile si è svolto un tavolo di negoziazione relativo al regolamento per la concessione di benefici di natura assistenziale sociale in favore dei dipendenti relativi agli anni 2017 e 2018 e per l’individuazione delle modalità delle progressioni verticali.
Tuttavia, alla luce delle previsioni contenute nel DPCM del 26 aprile – che prevede un diretto coinvolgimento dell’INL nell’ambito dei controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro – abbiamo chiesto di fissare un incontro urgente sul tema con il neonominato Direttore Centrale della sicurezza, vigilanza e tutela del lavoro, nonché un intervento deciso da parte del Direttore dell’INL per chiarire e precisare gli ambiti di competenza della vigilanza.
Lo ribadiamo per l’ennesima volta: senza formazione e senza sicurezza dei lavoratori non è, per noi, possibile programmare alcuna attività.
Abbiamo nuovamente confermato la necessità di arrivare a un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno, anche per uniformare le richieste e le condotte delle Prefetture con i nostri Uffici territoriali.
In riscontro alle nostre richieste, ci è stato preannunciato l’invio di una nota che dovrebbe chiarire – speriamo definitivamente! – , i molti dubbi da noi sollevati negli ultimi giorni.
Inoltre, in vista di una parziale futura riapertura degli uffici, abbiamo avanzato la proposta di un protocollo d’intesa con le OO.SS. per la gestione della “Fase 2”. Rispetto a questo, riteniamo che: la percentuale di personale in smart-working debba restare molto alta, gli uffici debbano garantire tutte le misure necessarie al contenimento del contagio da COVID 19 e si debba gestire in modo nuovo e diverso il rapporto col pubblico.
Nella prospettiva di offrire una maggiore tutela ai lavoratori, avevamo proposto all’Amministrazione di stipulare una polizza assicurativa “rischio COVID 19” per tutto il personale. Tale proposta è stata accolta e a breve verrà data comunicazione ufficiale della sottoscrizione di questa polizza.
Venendo agli argomenti all’ordine del giorno, ci è stato anzitutto comunicato che il FRD 2019 ha passato il vaglio del collegio dei revisori dei conti ed è stato inviato al MEF e al DFP per la certificazione, atto da cui dipende l’avvio delle procedure per le progressioni orizzontali.
Relativamente ai benefici assistenziali, abbiamo concordato sul regolamento da adottare e sull’esigenza di accelerare la conclusione delle relative procedure. Questo primo accordo ci è servito anche per evidenziare delle modifiche che dovranno essere apportate nel futuro, ad esempio sull’aumento dell’ISEE per poter accedere ai benefici, ad oggi probabilmente troppo basso.
Rispetto alle progressioni verticali, (per cui ricordiamo i posti messi a bando sono complessivamente 113: 95 per il passaggio dalla II alla III Area e 18 dalla I alla II), abbiamo chiesto all’Amministrazione di predisporre un database dei quesiti, da cui estrarre quelli che saranno oggetto della prova, mettendolo a disposizione dei colleghi con congruo anticipo, così da dar modo ai lavoratori di prepararsi. Abbiamo anche chiesto che il numero dei posti sia tale da consentire il passaggio di tutti coloro in possesso del titolo di studio previsti dalla legge. In questa stessa prospettiva, abbiamo chiesto di abbassare il voto minimo richiesto alla prova scritta per poter accedere alla prova orale, ricomprendendo chi ha avuto la sufficienza. Sebbene non sia materia di contrattazione, abbiamo infine proposto la sottoscrizione di un verbale d’intesa con le OO.SS. firmatarie del CCNL.

FP CGIL
Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

UIL PA
Bruno Di Cuia

Ancora annunci, ma nessun atto che concretamente faccia corrispondere un riconoscimento vero alle tante belle parole spese per ringraziare il personale sanitario“. Questa è la sintesi delle tre sigle sindacali del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil alla lettura del testo di conversione del Decreto Legge n.18/2020, così detto ‘Cura Italia’.

“I nostri professionisti sono descritti come eroi. Tuttavia, alla prova dei fatti, ancora una volta non si vuole affrontare il nodo del riconoscimento economico per il contributo di professionalità e di sacrificio personale che hanno dato e stanno dando per l’emergenza sanitaria” affermano le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che continuano “non è stato recepita nessuna delle proposte emendative proposte per avere più risorse e più flessibilità di utilizzo, sia delle poche risorse previste dall’articolo 1 del cura Italia solo per lo straordinario e sulla possibilità di usare le risorse aggiuntive che le singole regioni hanno a disposizione per dare un doveroso riconoscimento al personale della sanità”.

“Orari di lavoro dilatati, turni senza soluzione di continuità, tutto determinato dall’esigenza di non sguarnire reparti che si affollano, di minuto in minuto, di pazienti affetti da Covid19 da curare senza una terapia specifica, con difficoltà nei processi diagnostici, in carenza di ventilatori, senza protocolli omogenei che da subito definissero percorsi separati dai pronto soccorso alle degenze. Questo è lo scenario che molti professionisti si trovano a dover affrontare oramai da oltre tre mesi: la risposta del Governo non coglie il dramma umano e professionale che i lavoratori hanno vissuto in prima linea e sulla propria pelle”, continuano i tre sindacati confederali di categoria”.

“In queste ore – concludono – è in corso un confronto con le Regioni, con molte delle quali abbiamo o stiamo definendo accordi per dare un riconoscimento tangibile a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza, per chiedere insieme al Governo che nel Dpcm prossimo siano garantite risorse adeguate, da erogare utilizzando veicoli normativi che permettano di superare vincoli, resistenze burocratiche e scarsità di risorse. Dalle indennità per malattie infettive, alla turnistica usurante e alle deroghe sull’orario di lavoro, non si può accettare che chi salva la nostra vita rischi in prima persona e si veda anche svalorizzato. Un Paese civile premia chi promuove il benessere della collettività. Senza sanità siamo tutti più fragili e il paese non riparte, per questo diciamo al Governo che non c’è Fase2 senza interventi a sostegno della sanità e che il tempo è scaduto visto che ci sono pochi giorni per non deludere le aspettative legittime del personale”.

Pubblichiamo l’appunto  del Dipartimento in merito alla tabella dei posti disponibili per la scelta concorso Capo Squadra decorrenza 2019

Luca Infantino, Coordinatore regionale dei Vigili del fuoco Funzione pubblica: Costerà ai cittadini fino a 7 volte di più del servizio VVF

Luca Infantino Coordinatore Fp Cgil VVF Liguria, spiega che probabilmente già da giugno il servizio sarà affidato a privati. Il bando pare sia stato affidato a un’azienda lombarda che durante l’emergenza Covid ha cessato i servizi, mentre noi Vigili del Fuoco abbiamo continuato ad effettuarli, anche per trasporti di malati potenzialmente infetti . Cade l’ultimo baluardo di servizio pubblico in questo ambito, anche con la complicità dei vertici del Corpo che negli ultimi 10 anni non hanno inviato nuovi piloti e ha fatto sì che ci fossero carenze di organico tra specialisti e piloti talmente ampie che non consentono, se non attraverso lo sforzo dei colleghi, di coprire il servizio.
Quello della Liguria era l’ultimo elisoccorso d’Italia pubblico. Era rimasta anche la Sardegna, ma con l’avvento della giunta di centro-destra è stato cancellato anche lì – prosegue il sindacalista -. Tutto questo ha pesanti ricadute sul servizio pubblico e sulle tasche dei contribuenti.
Ma quanto costa il servizio privato rispetto a quello pubblico? Non conosco i termini del bando – risponde Infantino -, ma in Abruzzo, dove c’è una densità abitativa simile alla Liguria, la Regione spende per il servizio privato 7 volte quello che ha sempre speso la nostra Regione.

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito alla ricognizione per l’individuazione del personale in servizio presso l’Area Romana  per prestare servizio presso il Dipartimento di Medicina Legale di Roma Cecchignola a supporto dell’attività della Commissione Medica Ospedaliera

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale FP Cgil VVF in merito alla procedura di scelta sede per il concorso Capo Squadra decorrenza 2019

Pubblichiamo la nota unitaria inserita al verbale dalle OO.SS. Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal VVF, Usb e Conapo,  a seguito dell’incontro con il Direttore Regionale, dove sono state evidenziate molte lacune da parte di alcuni Comandi nella gestione organizzativa e di sicurezza per il personale del Corpo, in merito all’emergenza epidemiologica in atto

MI MUR Incontro su misure di contenimento corona virus

E’ proseguita ieri l’interlocuzione con l’Amministrazione iniziata lo scorso 6 aprile a seguito della
richiesta fatta da FP CGIL, CISL FP e UIL PA.
Il Capo Dipartimento Dott.ssa Boda, ha anticipato alle OO.SS. che è in corso di predisposizione un
documento con le Linee Guida per le modalità di rientro di parte del personale presso le sedi di
lavoro se verrà confermata la possibilità a partire dal prossimo 4 maggio. Ha assicurato che in ogni
caso le modalità di rientro saranno disposte in ottemperanza delle disposizioni sanitarie previste dai
provvedimenti del Governo.
A questo scopo è in fase di definizione una intesa con il medico del lavoro e la Croce Rossa
Italiana per garantire assistenza continua sia presso le sedi centrali che quelle territoriali affinhè
siano osservate tutte le misure di prevenzione disposte, (eventuale misurazione della temperatura
con termoscanner, sanificazione dei locali, DPI per il personale, rispetto del distanziamento sociale
etc.).
E’ stato poi comunicato dal Direttore del Personale Dott.Greco che è in preparazione una
circolare con ulteriori indicazioni in applicazione della circolare n.2/2020 del Ministro della Pubblica
Amministrazione. Le anticipazioni rispetto al contenuto della circolare sono state decisamente
insoddisfacenti, poiché a fronte dell’impegno ad approfondire alcuni dei temi posti dalle OO.SS.
nella riunione dello scorso 6 aprile ci è stato comunicato che in linea generale tutti gli istituti
contrattuali connessi alla misurazione dell’orario di lavoro sarebbero incompatibili con la modalità
di lavoro in Smart Working e che quindi in questa ipotesi non sarebbe neanche possibile
riconoscere il diritto alla corresponsione dei buoni pasto, sebbene su quest’ultimo punto, come
pure sul tema dell’utilizzo dell’istituto delle ferie pregresse e esenzione abbiano coinvolto l’ARAN
nell’auspicio di avere una risposta che possa dare indicazioni omogenee a tutte le Amministrazioni.
Come OO.SS. abbiamo richiamato la volontà di entrare nel merito di tutte le singole questioni e
riproposto una serie di criticità che riteniamo opportuno chiarire sia per quanto riguarda il periodo
appena trascorso sia in vista di un eventuale parziale rientro del personale dopo il 4 maggio che
della permanenza di parte del personale in smart working.
Non possiamo correre il pericolo di vanificare i risultati delle misure fin oggi intraprese e per questo
motivo riteniamo opportuno continuare a garantire massimi livelli di sicurezza per i lavoratori anche
con la definizione di regole precise relativamente allo smart working ed una adeguata dotazione
degli strumenti necessari all’esercizio della propria prestazione lavorativa da remoto,
principalmente per i dipendenti che in questo periodo hanno dovuto sopperire la mancata
presenza in servizio con varie tipologie di congedo.
E’ stato inoltre sollecitato un riscontro alle richieste della revisione del DVR, del monitoraggio dei
dipendenti risultati positivi al Virus e circa l’attivazione di convenzioni per autoparcheggi nelle zone
adiacenti alle sedi lavorative.
In particolare abbiamo chiesto all’amministrazione di adoperarsi per implementare quanto prima
le strumentazioni informatiche al fine di consentire il più ampio utilizzo dello smart working che, a
nostro avviso, dovrà essere utilizzato dalla maggioranza dei lavoratori anche successivamente alla
parziale riapertura ordinaria degli uffici.
Abbiamo inoltre espresso le nostre perplessità sulla possibilità che ARAN possa dirimere in maniera
univoca temi che la legge e la stessa circolare della Funzione Pubblica espressamente
demandano alle responsabilità delle singole amministrazioni.
Su tutti questi punti e su quelli emersi durante la discussione abbiamo chiesto all’amministrazione la
disponibilità alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa prima del 4 maggio che contenga le
indicazioni per le misure organizzative da adottare per la tutela e la sicurezza del personale
nonché per chiarire in maniera univoca gli istituti previsti dall’art.87 del DL 18/2020Per questo
motivo abbiamo chiesto che il prossimo incontro si svolga in tempi utili a consentire la possibilità di
sottoscrivere un protocollo d’intesa utile a definire, prima del 4 maggio, modalità organizzative e
comportamenti da adottare sia dal punto di vista della sicurezza che degli istituti contrattuali,
fornendoproponendo da parte nostra di elaborare a questo scopo una piattaforma su cui aprire
la discussione.
L’amministrazione ha convenuto su questo ultimo punto e, ribadendo l’impegno a giungere al
prossimo incontro con risposte definitive rispetto ai temi ancora in sospeso, ha assicurato la
convocazione di un incontro nel corso della prossima settimana e la disponibilità a discutere della
piattaforma che invieremo unitariamente.

FP CGIL                                     CISL FP                                   UILPA
Anna Andreoli                      Michele Cavo                        Alessandra Prece

Corona virus

Pubblichiamo la nota del Capo del Corpo, in riferimento all’emergenza epidemiologica in atto in merito alle procedure per il riconoscimento di deceduti in servizio e di vittime del dovere.

A FIN – Federazione Italiana Nuoto
Pres. Paolo Barelli

e p.c.

Al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport
On. Vincenzo Spadafora

Al Ministro dell’Economia e Finanze
Prof. Roberto Gualtieri

Al Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia e Finanze
Pres. Luigi Carbone

Al Capo di Gabinetto del Ministro
per le Politiche giovanili e Sport
Prof. Giovanni Panebianco

Alla società Sport e Salute S.p.a.
Pres. Avv. Vito Cozzoli

Al Direttore Risorse Umane
Dott. Riccardo Meloni

Oggetto: Avvio esame congiunto procedura per richiesta assegno ordinario ex
art.30 comma 1 del D.lgs. n. 148/2015 – causale “emergenza Covid – 19”.

In relazione alla comunicazione fatta pervenire da codesta Federazione Sportiva
Nazionale lo scorso 23 aprile, ed avente ad oggetto “Art. 19 comma 2 del Decreto Legge n. 18
del 17/03/2020: Informativa, richiesta di consultazione ed esame congiunto ai fini dell’attivazione
della procedura per richiesta di «assegno ordinario «ex art. 30, comma 1 del D.Lgs. 148 del 2015 –
Causale “emergenza COVID – 19” –” le scriventi OO.SS. con la presente chiedono l’avvio
dell’esame congiunto.
Al fine di consentire un proficuo e celere svolgimento dei lavori, anche considerati i
tempi ristretti previsti dall’art. 19 D.L. 18/2020, si espongono fin da subito le seguenti
considerazioni, con riserva di integrarle nel proseguito dell’esame.
Codesta Federazione Sportiva Nazionale è un’associazione senza fini di lucro, con
personalità giuridica di diritto privato, che non opera in un mercato concorrenziale ed
è destinataria di notevoli contributi pubblici, erogati oggi per il tramite della Società Sport
e Salute e precedentemente dal CONI.
A tal riguardo, dall’esame degli ultimi dati contabili consolidati resi pubblicamente
disponibili (bilancio consuntivo anno 2018), si evince come la Federazione ricevesse dal
CONI complessivi “contributi per il personale già a contratto federale, e contributi costo lavoro
personale ex CONI Servizi SpA”, pari a € 4.120.698 , a fronte di costi del personale
dipendente pari ad euro 3.969.624 , comprensivi degli oneri previdenziali, assicurativi, tfr,
buoni pasto e premi di produzione, al netto dei costi per lavoro straordinario e dei
rimborsi per le spese di missione. L’incidenza dei predetti contributi risultava così essere
pari al 103,8% della spesa sostenuta per il personale, che alla fine, considerando anche le
retribuzioni per lavoro straordinario (€ 130.894), e i rimborsi destinati alle spese di
missione (€ 53.046), arrivava comunque complessivamente al 99,2%.
Come si desume dai dati sopra richiamati il costo del personale si dimostra quindi –
e immaginiamo lo sia tuttora – completamente a carico delle finanze pubbliche. Tale
asserzione risulta valida anche in relazione alle novità introdotte nel modello di
erogazione dei contributi alle Federazioni Sportive Nazionali per il 2020. Ed infatti,
sebbene nel nuovo sistema non siano più specificati i contributi relativi alle spese per il
personale, questi devono comunque essere ricondotti all’interno del modello di calcolo
algoritmico. Pare inoltre opportuno evidenziare come, in linea più generale, la massa di
contributi erogati dal CONI prima e da Sport e Salute oggi incida sulla Federazione
Italiana Nuoto per una percentuale estremamente elevata sul valore totale della
produzione della predetta Federazione. Difatti, nel 2018 il totale dei contributi erogati dal
CONI, pari a € 13.633.219, incideva per il 31,1% sul valore totale della produzione. E nel
2020 il contributo previsto per la Federazione risulta pressoché invariato (€ 13.408.661).
Benché già solo dall’esame degli elementi sopra riportati si potrebbe concludere, a
giudizio delle scriventi, sulla illegittimità al ricorso a strumenti di integrazione salariale da
parte di codesta Federazione, in quanto già destinataria di ingenti contributi pubblici,
riteniamo comunque opportuno valutare ulteriori argomenti, di seguito meglio specificati.
In particolare si evidenzia come, con nota datata 21 aprile 2020, indirizzata a tutti i
presidenti federali, il Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute S.p,A. abbia
comunicato di aver “dato mandato agli uffici di disporre il pagamento a favore della Federazione
della 2a tranche del contributo 2020 (parte disponibile) deliberato dal CdA della Società il 6
dicembre 2019. Pertanto, nelle prossime ore si provvederà all’accredito nella liquidità federale”. Il
MEF ha infatti garantito puntualità nei pagamenti, mettendo quindi la Società nella condizione di
rispettare la propria pianificazione di tesoreria, liquidando 3 mensilità anticipate dei contributi
assegnati rispetto al periodo di riferimento (aprile-giugno). Nella misura in cui il contributo statale
pervenga nel rispetto della pianificazione di tesoreria concordata con il MEF, si prevede che
l’erogazione della 3a e 4a tranche avvenga rispettivamente nei mesi di luglio ed ottobre p.v.. Tale
tempistica di erogazione costituisce un miglioramento a beneficio delle Federazioni rispetto al
passato in cui, come si ricorderà, i contributi dell’esercizio venivano liquidati nell’arco di periodo
dal dicembre dell’anno prima al dicembre dell’anno di competenza.”
Nella medesima nota si anticipa inoltre:“che Sport e Salute, con l’obiettivo di
fronteggiare le situazioni di bisogno emerse a causa dell’attuale emergenza sanitaria, in particolare
per supportare la base del movimento sportivo (ASD/SSD, tesserati), intende attivare nel brevemedio
termine alcune misure di sostegno economico/finanziario. Ciò sia offrendo un supporto nel
consentire alle Federazioni la possibilità di riallocare, nell’ambito dei propri bilanci, parte dei
contributi già assegnati (tenendo conto del contestuale venir meno di alcune voci di spesa, come
conseguenza dello stravolgimento della programmazione sportiva/calendario delle gare), per le
nuove finalità “emergenziali”, sia e soprattutto ridefinendo priorità e linee di intervento della parte
dei contributi assegnati ma non immediatamente disponibili (es. quota 5% da destinare a “Sport di
tutti”) e sulle risorse ancora da assegnare, tra cui le (eventuali) risorse statali integrative destinate
alla contribuzione agli OO.SS., che dovessero esserle attribuite, come nello scorso esercizio, in sede
di assestamento del bilancio dello Stato 2020.”
Tali ulteriori agevolazioni e strumenti, finalizzati a dare risposta, da un lato alle
esigenze in termini di liquidità delle Federazioni e, dall’altro, alle sofferenze palesate dalla
base del movimento sportivo, si assommano a quanto già previsto dall’art. 14 decreto
legge n. 23 dell’8 aprile scorso, che consente l’accesso a finanziamenti a costo zero per le
Federazioni Sportive Nazionali attraverso l’Istituto per il Credito Sportivo.
In considerazione di quanto sopra esposto, si sollevano seri dubbi sulla liceità del
ricorso a simili forme di integrazione salariale da parte di codesta Federazione. Ed infatti,
tale ulteriore sovvenzione andrebbe così a sovrapporsi a quelle già ottenute attraverso i
contributi ordinari già erogati, determinando per questa via la possibile distrazione di
risorse pubbliche dalle finalità a cui sono destinate, nonché a quelle ulteriori forme di
sovvenzione/agevolazioni previste dai recenti provvedimenti sopra richiamati.
In tal senso, e anche al fine di scongiurare azioni tese ad accertare l’eventuale
insorgenza di plausibili responsabilità di natura contabile, le scriventi OO.SS. chiedono al
Presidente e Amministratore delegato della società Sport e Salute, quale soggetto
incaricato all’erogazione dei finanziamenti destinati alle Federazioni Sportive Nazionali,
al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, e al Ministero dell’Economia e delle
Finanze, destinatari per conoscenza della presente comunicazione, di valutare
attentamente la particolarità della presente segnalazione e gli eventuali profili di
legittimità in ordine al paventato ricorso da parte della Federazione Italiana Nuoto al
Fondo di integrazione salariale.
Va infine sottolineato come in data 6 marzo c.a. le scriventi OO.SS. abbiano
sottoscritto con la società Sport e Salute Spa e le Federazioni Sportive Nazionali, un
accordo finalizzato a definire modalità e istituti contrattuali atti a fronteggiare l’emergenza
epidemiologica Covid 19, strumenti che, peraltro, stando a quanto ci risulta, sono stati
agiti solo parzialmente dalle Federazioni Sportive Nazionali in favore del proprio
personale, tra questi in particolare lo smart working.
Tenuto conto che tale accordo non prevede il ricorso ad alcuna forma di
integrazione salariale, che il medesimo è stato di recente (21 aprile u.s.) prorogato fino alla
data del 3 maggio, e rilevato che nel frattempo non è pervenuta alcuna disdetta da parte di
codesta Federazione, né di tutte le altre, si ritiene che le previsioni ivi contenute siano ad
oggi pienamente efficaci e vincolanti e, conseguentemente, sia da escludersi, anche sotto
tale profilo, la legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione Italiana Nuoto al
predetto Fondo di integrazione salariale.
Si resta in attesa di riscontro.

FP CGIL                      CISL FP                     UILPA                   CISAL FIALP
Francesco Quinti   Alessandro Bruni     Paolo Liberati           Dino Carola

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