Corona virus

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito all’ assegnazioni degli art 12 del DPR del 07 maggio 2008 in merito all’emergenza epidemiologica COVID 19

La Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn e la Uil Fpl Medici, Veterinari e Dirigenti sanitari non aderiscono allo stato di agitazione virtuale proclamato dagli altri sindacati di categoria. “Questo momento storico – affermano – richiede la massima vicinanza degli operatori sanitari ai cittadini, oltre ad uno straordinario impegno delle organizzazioni sindacali in un confronto continuo con Regioni e Governo. Il nostro ruolo ci impone di agire con la responsabilità che questo drammatico momento richiede. Non ci possiamo permettere di aggiungere ulteriori motivi di disagio e preoccupazione agli operatori che oggi sono impegnati sul campo a fronteggiare la Covid 19. Il nostro posto è nelle aziende e nei territori a combattere per dare risposte, una protesta virtuale non è quello che serve, ciò di cui abbiamo bisogno è che la politica agisca“.

Ogni giorno, affermano Andrea Filippi della Fp Cgil e Roberto Bonfili della Uil Fpl, “anzi ogni ora dall’inizio di questa emergenza, siamo sul campo con le nostre confederazioni, in ogni reparto e sul territorio vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, per sostenerli e difenderli nello straordinario sforzo che li vede impegnati in una lotta che nessuno si aspettava di dover affrontare e per la quale non eravamo preparati. Non è tempo di dichiarare lo stato di agitazione, è tempo di mettersi ancora di più a disposizione dei cittadini e dei lavoratori e di pretendere con forza che venga applicato in tutti i luoghi di lavoro il protocollo di intesa sottoscritto da Cgil Cisl e Uil con il Ministero della Salute per garantire la sicurezza degli operatori sanitari”.

Per uscire insieme da questa tragedia, proseguono Filippi e Bonfili, “la sicurezza dovrà essere il tema principale anche nei prossimi mesi. Oggi però dobbiamo prepararci ad affrontare un’altra enorme sfida, quella della cosiddetta ‘fase 2’ nella quale, per tornare lentamente ad una vita ‘normale’, dovremo essere in grado di gestire i nuovi casi e prevedere la diffusione del contagio. Dovremo essere in grado di accelerare il percorso diagnostico a domicilio e nelle Rsa, nei luoghi dove la gente vive, per iniziare precocemente la terapia e tutto ciò richiederà un totale ripensamento della funzione e dell’organizzazione della medicina territoriale. La sfida sarà vinta solo se il territorio sarà in grado di dare quelle risposte efficaci che la fase 2 richiederà, sollevando gli ospedali dall’enorme carico assistenziale a cui sono ancora oggi sottoposti”, concludono.

Emergenza Coronavirus e buoni spesa, servono delle linee guida per mettere insieme l’efficacia delle misure con l’esigenza di tutelare cittadini e lavoratrici.
Abbiamo scritto all’Anci sull’ordinanza di Protezione Civile 658, avanzando proposte per garantire sicurezza ai cittadini e agli operatori dei servizi sociali.

A seguito della circolare esplicativa emanata dal Ministero della Pubblica Amministrazione in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica COVID 19 nelle P.A., abbiamo invitato l’Amministrazione a convocare le Parti sociali per la definizione di un “accordo nazionale” che riconosca il diritto al buono pasto al personale del Corpo che ha svolto o sta svolgendo attività professionale in modalità lavoro agile.

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Pubblichiamo il comunicato dell’Opera Nazionale Assistenza per il personale del CNVVF nel quale ribadisce a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID 19 la chiusura dei centri di soggiorno e le limitazione delle attività della stessa

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali in merito alla gestione mensa per il periodo 2021-2024  dove si evidenziano le perplessità come più volte espresse

Se sei un operatore sanitario iscritto alla Fp Cgil ti ricordiamo che la polizza che offriamo ai nostri iscritti copre tutte le rivalse che potrebbero essere richieste dai datori di lavoro in caso di colpa grave durante l’esercizio della propria attività professionale, anche durante l’emergenza Covid-19.

Tutte le informazioni nel volantino in basso.

Vittoria, la Lega fa marcia indietro! Il segretario della Lega Salvini annuncia il ritiro dell’’emendamento vergogna’ al Cura Italia che avrebbe fatto ricadere sulle spalle degli operatori sanitari le responsabilità legate alla gestione dell’emergenza Coronavirus.
Certo l’emendamento – come sostiene – non si sarebbe ‘prestato a fraintendimenti’, era scritto male.
Ma adesso ciò che conta è il risultato: aver tutelato tutti i professionisti e gli operatori della Sanità!

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Pubblichiamo la circolare 2/2020 del Ministero per la Pubblica Amministrazione, nella quale fornisce orientamenti applicativi in merito alle misure inserite nel D.L. 17 marzo 2020 n.18 recante le Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori ed imprese connesse all’emergenza epidemiologica COVID 19

[Aggiornamento notizia: Lega fa marcia indietro su emendamento vergogna]

Una vergogna. Da un lato il senatore Salvini fa tanta retorica sul valore degli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Coronavirus mentre dall’altra in Senato lavora per scaricare sulle loro spalle le responsabilità civili e penali. Salvini ritiri l’emendamento vergogna che lascia scoperti medici, infermieri e operatori sanitari”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito all’emendamento presentato dalla Lega, con primo firmatario il senatore Salvini, al ddl di conversione del decreto Cura Italia e che scaricherebbe sugli operatori sanitari le responsabilità civili e penali.

“Salvini smentisce Salvini – spiegano i sindacati -. Il senatore della Lega, che in Aula a Palazzo Madama invocava maggiori tutele e protezioni per i medici e per il personale sanitario tutto impegnato nella gestione di questa emergenza, ora è lo stesso che presenta un emendamento che tutela solo i datori di lavoro nei confronti della responsabilità civile e penale, scaricando tutto sulle spalle degli operatori sanitari”. Con questo emendamento, affermano i sindacati, “gli operatori sanitari pagherebbero questa emergenza tre volte: perché sono senza Dpi e mettono a rischio la propria salute, perché non hanno alcuna valorizzazione professionale ed economica e, adesso, con la responsabilità civile e penale che gli verrà scaricata sulle spalle, nonostante il contesto in cui operano e l’alta soglia di rischio alla quale sono sottoposti”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl precisano che “non è assolutamente ciò che abbiamo chiesto al Parlamento in queste ore. Abbiamo, al contrario, chiesto una valorizzazione economica, riconoscendo una indennità al personale impegnato nell’emergenza; così come, anche attraverso il protocollo sottoscritto col Ministero della Salute, abbiamo chiesto che in via prioritaria il personale avesse dispositivi di protezione individuale adeguati e che fossero sottoposti al test coloro che sono stati esposti al rischio. Il tutto insieme ad un potenziamento in termini di risorse umane per dare ristoro a tutti quegli operatori che da giorni, e per molte ore, sono alle prese con la gestione di questa emergenza. Questo emendamento della Lega è una vergogna, ci aspettiamo che venga ritirato subito”, concludono.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal in merito all’ immediata attivazione
della concertazione con la Direzione Regionale e dei Comandi  riguardo la modifica dei carichi di lavoro del personale

È stata raggiunta l’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica e Cgil, Cisl, Uil confederali e di categoria, con la sottoscrizione di un “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”.
Per Cgil, Cisl e Uil, mai come di questi tempi è assolutamente necessario presidiare la situazione del comparto pubblico nel duplice riferimento ai destinatari dei servizi e a coloro che operano nel sistema dell’offerta: le lavoratrici e i lavoratori che in queste giornate delicate continuano a garantire l’offerta al Paese.
In analogia con quanto già avvenuto lo scorso 25 Marzo per l’omologo “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità Pubblica e Privata” in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”, anche il restante personale di tutte le pubbliche amministrazioni ha visto riconosciuto il proprio diritto alla massima informazione e tutela, nel primario interesse di coniugare la necessaria continuità dell’azione amministrativa del Paese con la assoluta ricerca della salubrità degli ambienti di lavoro e della salute dei cittadini/dipendenti e dei cittadini/utenti.
Entrambi questi documenti integrano e completano il Protocollo siglato tra il Governo, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria per la salute dei dipendenti privati in data 14 marzo.
La firma del presente Protocollo, sottolineano Cgil, Cisl, Uil confederali e di categoria, testimonia la giusta fondatezza delle sensibilità in materia di sicurezza dei lavoratori avanzate dal sindacato confederale e riconosciute valide e condivisibili dal Governo.
Mai come oggi siamo convinti che per accompagnare l’uscita dall’attuale delicata situazione sia importante che i servizi pubblici possano qualificare la propria missione come cardine sociale del Paese riaffermando la loro funzione fondamentale per la sostenibilità e la coesione sociale.

In basso il testo del protocollo condiviso.

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