Ape Social, scopri come fare per anticipare la pensione nella fase di emergenza Covid 19.

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“Tutta la Funzione Pubblica Cgil si stringe nell’abbraccio alla famiglia e agli affetti di Anna, la nostra compagna delegata nella residenza Villa Margherita di Modena, morta stanotte a soli 36 anni per Coronavirus”. È quanto si legge in una nota della Fp Cgil Nazionale.

“Appassionata, determinata, Anna ha scelto di mettersi a disposizione degli altri prima nel lavoro e poi, da cinque anni, con un’energica ed entusiasta attività di militanza nel nostro sindacato. Assieme all’altro delegato Samir è stata la protagonista assoluta di una durissima vertenza contro un cambio di contratto che prevedeva per gli operatori un peggioramento delle condizioni, fra l’altro, proprio del trattamento di malattia. Poi è arrivata l’epidemia, e come altri nove suoi colleghi e molti ospiti della struttura è rimasta coinvolta in un’altra battaglia che, purtroppo, se l’è portata via. Anna lascia un vuoto grande e un dolore più grande, che potremo parzialmente colmare solo rinnovando ogni giorno lo spirito con cui ha vissuto il suo essere così tanto Fp-CGIL, lottando e operando ogni istante per garantire sicurezza, diritti e dignità al lavoro. A ognuno di noi, a Fabio e a tutto il gruppo dirigente di Modena, Anna lascia questa pesante e bella eredità”, conclude la Fp Cgil.

Pubblichiamo il resoconto della videoconferenza tenutasi il 7 aprile 2020

Valorizzazione economica del personale del servizio sanitario nazionale, tutela nei confronti delle responsabilità professionali, riconoscimento di malattia e infortunio, insieme al riconoscimento delle tutele in regime di sorveglianza sanitaria. Queste in estrema sintesi le rivendicazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl relative al decreto ‘Cura Italia’, in via di conversione, contenute in una lettera inviata, tra gli altri, ai ministri Speranza e Gualtieri e al presidente delle Regioni Bonaccini.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ribadiscono alcune richieste relative al potenziamento del Servizio sanitario nazionale, a partire dalla valorizzazione economica del personale. “Riteniamo queste misure – scrivono – insufficienti a dare il giusto riconoscimento al valore del lavoro professionale dei lavoratori del SSN e delle strutture che operano nel sistema accreditato e che stanno concorrendo alla gestione della Pandemia mettendo a rischio la propria salute e quella dei loro congiunti motivato da spirito di servizio, senso del dovere di cura e responsabilità verso la deontologia professionale. Per questi lavoratori non ci sono riconoscimenti adeguati ipotizzabili al contributo che stanno dando nell’Emergenza, a maggior ragione la rivalutazione di alcune indennità e la maggiorazione dello straordinario non possono rappresentare ciò che viene riconosciuto loro. Chiediamo pertanto di poter utilizzare Risorse Aggiuntive Nazionali e Regionali in deroga ai vincoli dell’art.23 dlgs 75/17 ed al di fuori dell’attuale modalità di costituzione dei fondi per la contrattazione collettiva riconoscendo un’Indennità Covid-19 per fasce di intensità di esposizione che sia erogabile tramite accordi aziendali con le Rsu sulla base di Accordi Regionali con le organizzazioni sindacali che definiscano quote di RAN (risorse aggiuntive nazionali da prevedere nel DL 18/20) e RAR (risorse aggiuntive regionali) e criteri di ripartizione delle stesse”.

Quanto al tema delle responsabilità professionali, i sindacati affermano: “Sul tema della responsabilità civile e penale degli esercenti le professioni sanitarie, professionali, tecniche ed amministrative occorse durante l’Emergenza Covid19, si ritiene che vada chiarito, senza possibili fraintendimenti, che tali soggetti non ne rispondono ne civilmente, ne per danno erariale, ne penalmente tranne nel caso della sola colpa grave determinata dalla violazione dei principi fondamentali dell’esercizio della professione”. Infine, ultimo punto, relativo al riconoscimento di malattia e infortunio e regime di sorveglianza sanitaria, i sindacati rivendicano: “A chiarimento delle norme a tutela del personale del Ssn sin qui introdotte va chiarito che l’infortunio per contagio Covid19 viene sempre riconosciuto a tutto il personale sanitario, sociosanitario, socio assistenziale che lavora nelle strutture pubbliche e private e risulti positivo, senza ulteriori obblighi di certificazione”. Così come, proseguono, “va superato l’art 7 DL 6 del 23 febbraio 2020 che esclude dalla quarantena il personale sanitario e dei servizi essenziali. È paradossale, infatti, che a fronte dell’evidenza scientifica e statistica dell’incidenza dei contagi del personale sovraesposto al rischio perché operante in ambienti Covid19 si preveda addirittura una cancellazione delle tutele previste dalle norme che regolano salute e sicurezza in materia di sorveglianza sanitaria”.

Tre punti cruciali, che si sommano ad altre questioni, tra queste, dispositivi di sicurezza, test clinici, assunzioni e stabilizzazione dei precari, linee guida sulla gestione organizzativa dell’emergenza, finanziamenti, rinnovo dei contratti e altro. “Riteniamo indispensabile – scrivono i sindacati – che sull’ordine di queste priorità ci sia un segnale forte, coeso e concreto, altrimenti tutte le belle dichiarazioni che in queste settimane si sono susseguite se non corroborate da interventi concreti testimonieranno la non volontà di ascoltare chi in queste settimane di fronte all’incertezza organizzativa e talvolta politica ha usato competenze e professionalità per salvare il Paese dall’Emergenza sanitaria. Di fronte all’assenza di risposte, ritenendo altresì una forzatura democratica le disposizione della commissione di garanzia sugli scioperi dei servizi essenziali, agiremo tutte le forme di mobilitazione che siano necessarie. Il personale ci ha dimostrato in questi giorni che prima si salvano le vite, si garantiscono i servizi e si risponde alla responsabilità determinata dall’Emergenza. Questo non può e non deve in nessun modo giustificare la negazione dei diritti, della dignità e del rispetto di chi lavora. La politica può e deve fare la differenza anche in questo momento difficile, stando al fianco dei lavoratori e garantendo come prioritaria la loro sicurezza”, concludono.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali in merito all’organizzazione del soccorso presso la sede di Lipari

Mai come oggi, in Italia e nel Mondo, dovremmo essere capaci di celebrare la Giornata Mondiale della Salute tentando di andare oltre la retorica e oltre la semplice denuncia.
Oggi, più che mai, tocchiamo con mano l’importanza del diritto alla salute, al quale i nostri Costituenti e le nostre Costituenti, nella loro lungimiranza, garantirono un rango Costituzionale, con l’articolo 32 della nostra Carta.
Oggi, più che mai, tendiamo la mano agli operatori e alle operatrici del Servizio Sanitario Nazionale, cui dovrebbe andare molto di più di un sentimento di gratitudine o di un riconoscimento pubblico.
Oggi, più che mai, dobbiamo difendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universale, che va sostenuto e cui vanno garantite le condizioni per poter migliorare e per poter dare, a tutte e tutti, le migliori risposte possibili ai bisogni di salute, vecchi e nuovi.
Oggi, più che mai, dovremmo essere capaci di ragionare non in emergenza ma con lungimiranza, perché può accadere di nuovo, perché il Covid-19 ha fatto emergere tutta la nostra fragilità e quella di un Servizio Sanitario Nazionale per anni depauperato di risorse, finanziarie e professionali. Sono oltre 45mila, negli ultimi dieci anni, gli operatori che il SSN ha perso, tra cui 7000 medici e quasi 35mila operatori del comparto. Ben 44mila sono i precari che lavorano in sanità.
Oggi, e sempre, dovremmo essere grati a tutte le operatrici e agli operatori della sanità privata e dei servizi socio-sanitari privati e del privato sociale che col loro lavoro rendono esigibile il diritto alla salute e all’assistenza spesso in condizioni difficili e senza che sia loro garantita parità di diritti col sistema pubblico.
Agli infermieri e alle infermiere, alle ostetriche cui è dedicata quest’anno la Giornata Mondiale della Salute, vogliamo dire che la Funzione Pubblica Cgil c’è, è al loro fianco, soprattutto in questo periodo drammatico.
Oggi più che mai, e sempre.

Corona virus

Pubblichiamo la nota di chiarimento a firma del Capo del Corpo in merito alle direttive impartite con Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18. Art. 87 e le precisazioni nella Circolare 2/2020  riguardo le misure straordinarie in materia di lavoro
agile e di esenzione dal servizio

Corona virus

Pubblichiamo la nota dell’Ufficio per la medicina del lavoro e la formazione sanitaria riguardo il supporto psicologico che vuole dare al personale del CNVVF in merito all’emergenza epidemiologica COVID 19 in atto

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil pa VVF, Confsal VVF, Usb e Conapo in merito alla richiesta di sorveglianza sanitaria riguardo all’emergenza epidemiologico COVID 19

Pubblichiamo la nota unitaria di richiesta delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal e Conapo in merito all’organizzazione delle squadre di soccorso, degli automezzi di soccorso e  sulla gestione del soccorso.

Pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione dove ribadiamo i concetti espressi ampiamente nelle note e nei comunicati precedenti

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