COMUNICATO STAMPA

Mibact, cambio di sede della Soprintendenza di Viterbo-Rieti-Etruria meridionale. Fp Cgil: “spazi inadeguati e disagi per lavoratori. A rischio il presidio del territorio” Roma, 31 gennaio 2020 – è di ieri l’annuncio dell’ennesimo intervento sulla struttura del MIBACT del Ministro Franceschini: la neonata Soprintendenza per le province di Viterbo, Rieti e Etruria Meridionale avrà la sua sede
ufficiale a Viterbo, nonostante nell‘informativa fornita ai sindacati la sede indicata fosse Roma.
Un’altra riforma, quindi, e un ulteriore spostamento senza confronto con le parti sociali per la struttura che si occupa di tutelare il patrimonio di quel territorio, prima con sede a Villa Giulia, e dal 2014 nella sede di Via Cavalletti a Roma.
“Preoccupa la superficialità e la mancata valutazione dei risvolti pratici della questione”, commenta la Fp Cgil di Roma e Lazio. “A Viterbo il MiBACT non possiede spazi adeguati e sufficientemente grandi per ospitare gli uffici della Soprintendenza, che necessiterebbero di strutture tecnico-scientifiche e amministrative. Anche all’interno del Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo, gli spazi che potrebbero essere destinati a uffici sono totalmente insufficienti. E se anche il Comune dovesse risolvere la questione della sede, manca il personale.
I lavoratori – archeologi, architetti e storici dell’arte in primis, ma anche amministrativi e tecnici – che, oggi, portano avanti la Soprintendenza con le necessarie competenze tecnico-scientifiche lavorano nella sede romana, una sede centrale e raggiungibile anche dai pendolari. Finora hanno assicurato con professionalità la tutela del territorio con un presidio costante”, prosegue la Fp Cgil.
“Con lo spostamento della sede molti di questi lavoratori che, per ragioni di conciliazione vita-lavoro non potranno trasferirsi a Viterbo, dovranno rinunciare a proseguire il loro percorso professionale. In questi anni, nonostante le difficoltà delle varie riforme e la carenza di personale, sono proprio queste professionalità che hanno garantito presidio e tutela del grande e importantissimo patrimonio di quel territorio. Potrebbe crearsi una “scatola vuota”, con pochi lavoratori e senza struttura amministrativa, non in grado di svolgere le sue naturali funzioni istituzionali.Un vuoto nei beni culturali sicuramente da evitare”, conclude la nota del sindacato.

Al fine di non disperdere le professionalità del personale, che attivamente provvede a perfezionare il settore delle patenti terrestri, pubblichiamo la richiesta inviata alla Direzione Centrale per la Formazione, riguardo lo studio e la realizzazione dell’attività del settore patenti terrestri

Pubblichiamo la nota di rinvio inviata dall’Amministrazione con data da destinare, riguardo la convocazione dell’incontro relativa alla distribuzione risorse settore aeronavigante

Pubblichiamo la rettifica  della graduatoria finale concorso per 12 posti per l’accesso al ruolo dei
Vigili del Fuoco in qualità di atleta del Gruppo Sportivo dei vigili del fuoco Fiamme Rosse

Pubblichiamo la nota di riconvocazione riguardo gli schemi di regolamenti per  concorsi interni per la qualifica di Capo Squadra.

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF, in merito al trattamento per i dipendenti VF in caso di malattia

https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/-/il-consiglio-di-stato-ha-reso-il-parere-sullo-schema-di-decreto-integrativo-e-correttivo-del-codice-della-protezione-civile

Le Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil PA VVF chiedono un incontro  per il personale specialista del settore nautico, visto il nefasto D. Lgs. 127 del 2018, che di fatto sta penalizzando i Capo squadra e i Capo reparti nautici di coperta

I lavoratori lo hanno dimostrato, la lotta paga.

Ottenute le risorse in Legge di Bilancio è arrivato il momento che l’Amministrazione provveda a sistemare gli inquadramenti ancora non fatti. E’ il caso del personale “SAF 2B” non inquadrato in “elisoccorritore” nel ruolo aeronavigante.

Pubblichiamo la nota unitaria inviata all’Amministrazione

GRAZIE FABRIZIO

Quest’oggi, 31 gennaio, sarà l’ultimo giorno di servizio di Fabrizio Ottavi.
Nella sua vita lavorativa e sindacale lo abbiamo visto impegnato in molti ruoli: iscritto Cgil, segretario Funzione Pubblica Cgil Roma e Lazio, compagno di lotte e di vita sindacale, collega, dirigente, direttore.
Tutti questi ruoli li ha svolti sempre con impegno e passione.
Da ultimo anche come “delegato di parte datoriale” in Inps lo abbiamo visto collaborare nell’interesse del personale e dell’Istituto per sbloccare, con le sue capacità di mediazione e di sintesi, situazioni che apparivano insuperabili.
La Cgil, questa grande famiglia di cui farà sempre parte, vuole oggi ringraziarlo e salutarlo con affetto augurandogli il meglio in questo suo nuovo percorso di vita.
Grazie Fabrizio.

COORDINAMENTO NAZIONALE FP CGIL INPS

Al Presidente dell’INPS
Prof. Pasquale Tridico

Al Direttore Generale
Dott.ssa Gabriella Di Michele

Alla Direttore centrale Risorse Umane
Dott.ssa Maria Grazia Sampietro

Oggetto: richiesta differimento termine adesione banca delle ore e ore in eccesso

Con il messaggio Hermes n.4799 del 20 dicembre 2019 si è dato avvio, in attuazione dell’art. 7 del CCNI 2016/2018 per le aree professionali A, B e C, all’applicazione dell’istituto della banca delle ore, fissando al 31 gennaio 2020 il termine ultimo di adesione ad eccezione del personale eventualmente pervenuto in corso d’anno, che potrà accedere anche successivamente alla predetta data.
Avendo riscontrato in queste settimane non pochi problemi nella corretta applicazione del nuovo istituto anche da parte della dirigenza locale, al punto da richiedere una PEI della DC Risorse Umane per chiarire i punti controversi in relazione ad altre tipologie di istituti contrattuali diretti alla conciliazione vita-lavoro con i quali la banca ore interagisce, si chiede un differimento del termine del 31 gennaio 2020, in modo da consentire a tutto il personale di compiere una scelta ragionata e consapevole, avendo un quadro di riferimento certo, in ordine alle relative implicazioni su altre tipologie di flessibilità lavorative oggi in uso nella nostra Amministrazione.
Con l’occasione, si chiede altresì un differimento del termine entro cui ciascun lavoratore dell’Istituto è chiamato a recuperare le ore in eccesso. In questo caso, infatti, considerato che i lavoratori non hanno ricevuto un congruo preavviso per consumare le ore in eccesso, rischiano, per questa ragione, di perdere quelle accumulate sinora.

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO/ Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

“Siamo prima di tutto medici e professionisti sanitari non manager”

“Siamo prima di tutto medici e professionisti sanitari non manager. Per questo l’applicazione del nuovo contratto deve essere l’occasione per valorizzare il ruolo sanitario. La recente sottoscrizione del rinnovo per medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale, infatti, rimette finalmente in primo piano il ruolo professionale di tutela della salute della cittadinanza”. Ad affermarlo Andrea Filippi e Renato Costa a nome della Segreteria nazionale Fp Cgil medici e Dirigenti SSN che precisano: “L’aziendalizzazione e con essa i problemi di sostenibilità economica hanno costretto i professionisti a mettere in campo competenze manageriali, spesso a scapito di quelle sanitarie. Oggi noi rivendichiamo, anche grazie al gran lavoro fatto con il nuovo contratto, la necessità di valorizzare nelle nostre Aziende gli incarichi funzionali come vera spinta propulsiva per un servizio sanitario organizzato per l’integrazione di funzioni più che per strutture isolate e spesso frammentate”.

Per Filippi e Costa “con la contrattazione integrativa che tutte le Aziende devono finalmente avviare, dopo più di 10 anni di paralisi, abbiamo tutti la grande occasione per coniugare la valorizzazione dei professionisti con una più fluida ed integrata organizzazione dei servizi offerti alla cittadinanza. La Fp Cgil è pronta alla trattativa per agevolare questo cambiamento radicale in tutte le Aziende, ma serve prima di tutto avviare percorsi di partecipazione di tutti i professionisti nelle politiche sanitarie aziendali, regionali e nazionali, perché la disintermediazione che abbiamo vissuto in questi anni e la progressiva emarginazione del ruolo degli operatori sono la prima causa della malagestione dei servizi. Le competenze sanitarie e l’autonomia professionale sono prerogative che vanno tutelate e valorizzate per consentire ai medici e sanitari di recuperare il rapporto di fiducia con i pazienti come fondamento della relazione terapeutica”, concludono

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