Pubblichiamo il resoconto dell’incontro con il Direttore della Direzione Centrale per la Formazione e l’ Ufficio per la Medicina del Lavoro e la Formazione Sanitaria  tenutosi in data 14 Gennaio 2020   riguardo la circolare relativa alla ricognizione del personale operativo per il supporto psicosociale e sanitario.

Pubblichiamo  la graduatoria e gli elenchi di mobilità per i ruoli Capo Reparto e Capo Squadra dei settori: generici,radioriparatori,nautici di macchina, sommozzatori, piloti e AIB emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane

dadone sindacati

I lavoratori attendono risposte su risorse, assunzioni e contratti

“Bene l’apertura di Fabiana Dadone ai sindacati per discutere della situazione del pubblico impiego, ma il tempo passa e i lavoratori sono in attesa di risposte. Per questo proseguiremo con assemblee e iniziative di mobilitazione e saremo disposti a intensificare l’azione sindacale se non riceveremo a breve un riscontro concreto su assunzioni, risorse e contratti”. Questa la posizione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa sulle dichiarazioni rilasciate da Fabiana Dadone, Ministro della Funzione Pubblica, questa mattina durante la presentazione del rapporto Cnel sui servizi della Pa.

“La Pubblica Amministrazione sta assistendo a un vero e proprio esodo di lavoratori, dovuto al blocco delle assunzioni degli ultimi anni e all’introduzione di Quota 100 che vanno a incidere su un personale con un’età media molto elevata – fanno sapere le categorie di Cgil Cisl e Uil dei servizi pubblici -. Basti pensare che l’età media è di circa 51 anni e i dipendenti sotto i 30 anni di età rappresentano appena il 2,8% del totale. Le uscite previste per i prossimi due anni sono di circa 500 mila persone. È quindi necessario procedere con un nuovo piano straordinario di assunzioni che non garantisca solo il ricambio generazionale ma che intensifichi i servizi pubblici, con un 30% di assunzioni oltre il numero di pensionamenti previsti”. Questo il quadro della situazione fornito da i segretari generali delle quattro categorie: Serena Sorrentino (Fp Cgil), Maurizio Petriccioli (Cisl Fp), Michelangelo Librandi (Uil Fpl) e Nicola Turco (Uil Pa).

“Abbiamo già annunciato le prossime mobilitazioni: quella dei dipendenti delle Agenzie Fiscali, prevista per i prossimi 23 gennaio e 6 febbraio, e lo stato di agitazione dei 5 mila lavoratori dell’Inl. Saranno solo le prime di una serie di iniziative sindacali che metteremo in campo se non riceveremo un serio e immediato riscontro per intervenire su risorse, assunzioni e contratti nel pubblico impiego”, concludono.

SMART WORKING: L’ISTITUTO DELLE LIBERTA’

Lo avevamo purtroppo previsto.
Lo smart working o lavoro agile, disciplinato da una legge del lontano agosto 2015, doveva
essere uno strumento per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Con esso si sarebbe potuto garantire ai lavoratori, già dal 2016, un innovativo sistema di
lavoro che incontrasse le esigenze del personale, dell’Amministrazione (che vedeva ridotti costi
e consumi) oltre ad ottenere ricadute virtuose sull’ambiente riducendo gli spostamenti casalavoro.
Si trattava di mettere in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario
lasciando alle persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una
maggiore responsabilizzazione sui risultati secondo i principi chiave di autonomia, flessibilità,
responsabilizzazione, valorizzazione e fiducia.
Purtroppo a questa novità l’Inps ci arriva tardi e male.
Il 31 dicembre 2019 era l’ultimo giorno di quel triennio durante il quale le PP.AA. si sarebbero
dovute adeguare alla normativa e, in extremis, negli ultimi mesi, l’Inps lo ha fatto avviando
una sperimentazione i cui primi risultati sembrano essere pessimi.
In questa fase di avvio emergono preponderanti le ragioni che indussero la Cgil a non
sottoscrivere l’accordo del 23 luglio.
Come avevamo previsto il tetto minimo del 10% del personale è diventato un tetto
massimo ed in esso vi è compreso tutto il personale (dirigenti, professionisti, amministrativi).
Come temevamo la discrezionalità attribuita al Dirigente o Coordinatore ha reso “agili”
alcune attività escludendone inspiegabilmente altre.
Il quadro è quello di assoluta libertà per l’Amministrazione: graduatorie poco chiare con, in
alcuni casi, istanze respinte per motivazioni generali e poco trasparenti, sedi che forniscono
dotazioni informatiche e altre che non lo fanno, dirigenti che – contro ogni logica – pongono
limiti sulla scelta delle giornate “agili”, ecc..
Non c’è uniformità, inoltre, nei contratti che i lavoratori stanno firmando con
l’Amministrazione, non c’è garanzia per i lavoratori nella quantificazione e nell’indicazione delle
giornate e, come se non bastasse, la commissione paritetica prevista per monitorare
l’attuazione dello smart working non è stata ancora istituita.
E’ così quindi che la logica della totale discrezionalità dell’amministrazione sancita dall’accordo
di luglio va a rovinare in Inps uno strumento nobile ed intelligente come quello del lavoro agile.
Chiediamo quindi con forza all’amministrazione di istituire subito la citata Commissione e di
porre rimedio a questa situazione di totale deregulation.

FP CGIL                                                FP CGIL
Antonella Trevisani                         Matteo Ariano

Pubblichiamo la circolare e i relativi moduli emanati dal Ufficio Attività Sportive, per la la partecipazione al 19° Campionato Italiano VVF di maratona  facente parte del circuito podistico, che si svolgerà il 01 marzo 2019 a Bologna

Progressioni economiche. E’ arrivato il momento che tutto il personale
dell’ENAC attendeva ormai da qualche settimana. Tanta attesa però, per molti
si è rapidamente trasformata in sconcerto e delusione.

Le graduatorie delle progressioni orizzontali, appena pubblicate, hanno lasciato in molti una spiacevole
sensazione di ingiustizia e stupore. Si dirà che la delusione di chi resta fuori è una conseguenza
inevitabile di qualunque procedura selettiva. Questo è sicuramente vero e in fondo normale. Ciò
che però non è normale è che una procedura selettiva porti con sé tante recriminazioni, sospetti,
rabbia, accuse, frustrazione: un coacervo di sentimenti negativi che poco hanno a che fare con la
normale delusione che accompagna gli esclusi, e che trovano origine e spiegazione nella opacità,
inadeguatezza ed arbitrio dei criteri adottati.

Sarà inelegante dire “l’avevamo previsto”, ma è semplicemente la verità. E non è inelegante ricordare
la verità, soprattutto quando si è rimasti da soli a sostenerla. Purtroppo la CGIL l’aveva
previsto ed è per questo che scelse di non firmare l’accordo per la pubblicazione del Bando, o
meglio sarebbe dire per la pubblicazione di QUEL bando, un mix di criteri per noi squilibrati
quando non addirittura assurdi. E ora la nostra posizione speriamo risulti più chiara anche a chi
non l’aveva compresa all’inizio.

Ci abbiamo provato, con forza, a migliorare un testo che era già partito molto male e poi diventato
semplicemente inaccettabile: un bando la cui cifra caratterizzante era la mancanza di trasparenza;
in cui vi era un grossolano squilibrio nella definizione dei criteri che regolano anzianità e titoli; in cui
vi era un vistoso cedimento all’arbitrarietà della valutazione. Un testo dunque che, come ampiamente
provato con la graduatoria, avrebbe svilito il merito e la trasparenza e favorito l’elargizione
di “prebende ecclesiastiche”.
Registriamo alcuni fra gli aspetti più vistosi degli esiti della procedura. Uno riguarda una quota del
personale che, pur in graduatoria, non aveva avuto la progressione orizzontale nella precedente
tornata selettiva, e ne è stato nuovamente escluso: segno che non si sono mai avviati, per costoro,
percorsi di accrescimento e valorizzazione professionale, o dell’ostacolo insormontabile rappresentato
da “inimicizie” locali. E’ poi evidente il vantaggio che hanno avuto, su tutti, i titolari di posizioni
organizzative, fino alla “riserva” di fatto all’accesso alla posizione apicale della categoria funzionari.
Ed è probabile che alcune attività professionali siano state considerate più degne di altre di generare
punteggio: cosa in sé possibile, in termini della loro complessità e responsabilità, ma che andrebbe
discussa e conosciuta in anticipo, e discusse andrebbero le modalità con cui quelle attività sono
assegnate. Infine, si intravede una possibile penalizzazione (punizione?) dei colleghi in part‐time.
Una vicenda, insomma, cominciata sotto brutti auspici e continuata peggio, che lascia dietro di sé
disaffezione, disimpegno, e un clima di accuse, rancori e sospetti che rendono l’aria irrespirabile.
Quello che ora ci preme chiedere è che l’Amministrazione si affretti a pubblicare nel dettaglio le
modalità con cui sono stati attribuiti i punteggi di ognuno, certo non già per rimediare ad una situazione
ormai compromessa, ma quantomeno per impedire che questo scempio si trasformi in una
ondata di ricorsi e di richieste di accessi agli atti, paralizzando l’attività dell’ufficio del personale per
chissà quanto tempo e incattivendo ancora di più un clima già piuttosto teso.

Roma lì, 14 gennaio 2020

FP CGIL ENAC
M. Barberis

Care amiche e amici, care compagne e compagni,
Nei giorni 8-9-10 e 14 gennaio è proseguita la trattativa per il rinnovo del CCNL della sanità privata.
Il confronto dei primi tre giorni si è concentrato sugli articoli normativi consentendo di chiudere definitivamente alcuni importanti articoli fra i quali quelli relativi alla variazione temporanea delle mansioni e all’orario di lavoro.
Nello specifico, per quanto riguarda l’orario di lavoro, abbiamo chiarito le diverse tipologie di orario, confermando le 11 ore di riposo, introducendo i 14 minuti dei tempi di vestizione/passaggio di consegne per tutti coloro che sono tenuti ad indossare una divisa all’interno del posto di lavoro, con decorrenza automatica dal mese successivo dall’entrata in vigore del contratto.
Inoltre, abbiamo definito che la durata della prestazione complessiva non possa eccedere le 12 ore continuative complessive, a qualsiasi titolo prestate.
Per quanto riguarda la variazione temporeanea delle mansioni, abbiamo chiarito che l’utilizzo temporaneo del lavoratore in categoria o posizione economica superiore a quella posseduta può avvenire, con atto scritto, riconoscendo il differenziale di retribuzione mentre, nel caso di assegnazione a categoria o posizione inferiore è sempre garantito il mantenimento della retribuzione in godimento.
Inoltre si è convenuto sulla riscrittura della modalità di acquisizione del livello superiore di mansione, con una formulazione che da maggiori chiarezze e garanzie.
Per quanto riguarda la malattia, nella ridefinizione dell’articolo che la suddivide dall’infortunio, pur non avendo ancora completato la discussione, abbiamo inserito che i giorni di assenza derivanti dagli effetti collaterali delle terapie salvavita non riducono il periodo di comporto, separando quest’ultimo, ridefinito in 540 giorni (pari a 18 mesi), dal periodo di comporto dell’infortunio pari a ulteriori 540 giorni (18 mesi), entrambi in un periodo mobile di quattro anni.
Nella giornata odierna, alla presenza dei Segretari Generali di FP Cgil – Cisl FP – Uil FPL, è iniziato il confronto sulla parte economica.
Dopo ampia discussione il punto di sintesi raggiunto consente di confermare quanto da noi rivendicato, ovvero il riallineamento della retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata alla retribuzione degli stessi colleghi della sanità pubblica.
I lavori proseguiranno nella giornata di lunedì 20 e, a seguire, a partire da lunedì 27 gennaio senza più interruzioni al fine di arrivare a definire il ccnl.
Come sempre, continueremo a tenervi informati.
Cari saluti.

FP CGIL
Barbara Francavilla
CISL FP
Marianna Ferruzzi
UIL FPL
Mariavittoria Gobbo

Pubblichiamo il codice emergenza e i relativi allegati emanati dalla Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo,  riguardo la missione del personale inviato in Albania, per l’evento sisma.

Pubblichiamo il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 5 novembre 2019, in riferimento all’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita disposti a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Sulle assunzioni di personale e sul contrasto al sovraffollamento detentivo, gli impegni assunti dal Ministro della Giustizia sono assolutamente insufficienti”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil, aggiungendo che: “Le 1.300 assunzioni di Poliziotti Penitenziari effettuate nel 2019 e le 754 previste nel 2020 sono una goccia nel mare rispetto alla carenza di organico del Corpo. Così come le 50 assunzioni di funzionari giuridico pedagogici non danno il sollievo necessario agli enormi carichi di lavoro che tali figure professionali devono sopportare ogni giorno”.

Al momento, prosegue il sindacato, “non solo mancano circa 4.000 Poliziotti per completare la dotazione organica, ma ogni anno se ne perdono circa 1.300 tra pensionamenti e passaggi al ruolo civile per motivi di salute, quindi la carenza rischia di aumentare nei prossimi anni. Stesso discorso vale per il personale delle funzioni centrali, dove rispetto ad una dotazione organica di 5.034 unità, ne sono presenti solo 4.340 tra educatori, contabili, professionalità tecniche e amministrative, a far fronte ad un costante aumento dei detenuti”.

Per la Fp Cgil “servono ulteriori risorse per un piano straordinario di assunzioni e, soprattutto, la risposta al sovraffollamento di detenuti non può essere l’incremento dei posti detentivi, ma un serio investimento nell’esecuzione penale esterna, che consenta di assumere personale, in particolare assistenti sociali, e di poter aumentare il ricorso alle misure alternative per i soggetti con scarsa pericolosità sociale. Rispetto ai problemi di natura psichiatrica e psicologica che si registrano nelle carceri riteniamo che sia necessario implementare la presenza di psicologi negli istituti penitenziari, cominciando a ragionare anche su una stabilizzazione di quelle figure professionali che già collaborano nelle carceri, per far fronte al crescente numero di detenuti con patologie di questo tipo e anche ai problemi di stress correlato al lavoro che colpiscono il personale che vi opera ed oggi è abbandonato al suo destino dal datore di lavoro che dovrebbe tutelare la sua salute”, conclude.

Pubblichiamo la convocazione di rinvio per l’incontro sull’aggiornamento Circolare 1/2011

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF riguardo la programmazione didattica formativa per l’anno 2020 autorizzata dalla Direzione Sicilia

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