Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
p.c. Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
p.c. Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Le scriventi organizzazioni sindacali, letta la comunicazione relativa alla sottoscrizione il 13 ottobre scorso del decreto interministeriale sull’adeguamento della indennità di trasferta corrisposta agli ufficiali giudiziari, ai sensi della normativa vigente in tema di informazione in favore delle rappresentanze sindacali ed in tema di trasparenza chiedono la trasmissione con urgenza di copia del menzionato decreto.
Distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Resoconto incontro su Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale
Dopo numerose richieste di incontro di parte sindacale, si è svolto in data 23 ottobre un incontro
con il dipartimento per le politiche del personale e con il Prefetto Sarti, Presidente della Commissione
Nazionale.
Il prefetto Sarti ci ha dato una informativa sullo stato dell’arte del processo di riorganizzazione delle
commissioni e delle sezioni territoriali che, secondo quanto dalla stessa asserito, risente della natura
molto variabile del fenomeno migratorio che non consentirebbe una previsione certa per il futuro.
Per questo motivo, sempre secondo il Prefetto Sarti, la riorganizzazione del servizio, comprese le
eventuali ricostituzioni delle Commissioni Territoriali e ogni altra ipotesi, che comunque dovrà essere
oggetto di confronto con il Gabinetto del Ministro, è caratterizzata da estrema incertezza.
L’amministrazione ci ha comunque dato informazioni sulle prossime chiusure programmate per il 4
novembre, data in cui saranno chiuse le sezioni temporanee di Milano 3, Bologna 2, Genova 2, Firenze
1, Roma 4, a cui si aggiungeranno quelle di Bergamo, Campobasso, Latina e forse Monte
Brianza. Queste chiusure vanno ad aggiungersi a quelle recenti di Ancona, Napoli 2 e Roma 2 e a
quelle di giugno di Reggio Calabria, Catania e Caserta. Ha poi ipotizzato la possibilità di un potenziamento delle Commissioni sulle 5 zone di frontiera recentemente istituite in corrispondenza delle nuove rotte di arrivo dei migranti.
Ha confermato che il personale proveniente dalla sezioni chiuse continuerà ad essere assegnato
provvisoriamente alle locali Prefetture e commissioni territoriali ancora attive, rispettando l’ordine
di ruolo, in attesa di procedere al successivo ricollocamento definitivo una volta completata la riorganizzazione delle Commissioni sul territorio nazionale che dovrebbe concludersi nel prossimo
mese di dicembre.
Tuttavia non è escluso che il processo di “snellimento” del sistema delle Commissioni Territoriali
si concluda con le chiusure del 4 novembre in conseguenza dell’incremento degli afflussi di richiedenti
asilo dalle zone di guerra, e del modificato approccio al tema del nuovo Governo, che ha dichiarato
di considerare l’Italia porta di Europa e quindi naturalmente terra di approdo. Su tale ipotesi
è comunque in corso una verifica interna da parte dell’amministrazione.
Per la Fp Cgil è intervenuto il Segretario Nazionale Florindo Oliverio, che ha esposto la posizione
della categoria rispetto a tale complessa vicenda, sulla quale si ritiene indispensabile l’apertura di
una interlocuzione con il decisore politico Con l’occasione ha comunque rappresentato al vertice
amministrativo presente al tavolo alcuni obiettivi sui quali intendiamo lavorare:
– ragionare su un’ipotesi di previsione legislativa che possa dare stabilità alla gestione del fenomeno
migratorio nella sua interezza e conseguentemente ad una funzione come quella svolta dalle Commissioni Territoriali che ha dimostrato di essere in grado di garantire un
servizio continuativo e di eccellenza;
– intervenire sulla norma prevista dal decreto sicurezza bis, che, prevedendo il ricollocamento del personale nel rispettivo ambito regionale, (previo esperimento di una procedura di mobilità su base volontaria), presso le sedi centrali e periferiche dell’amministrazione civile del Ministero dell’Interno, di fatto deroga alla norma contenuta nel CCNL che prevede il limite dei 50 km. Per la mobilità d’ufficio.
– riconoscere nel profilo dei funzionari istruttori delle commissioni una figura di alta professionalità
nell’ambito del nuovo CCNL.
Al termine dell’incontro la parte sindacale ha chiesto di avere tutte le informazioni sulle decisione
che verranno assunte, concordando con l’amministrazione di rivedere a breve l’intero progetto di
riorganizzazione al fine di dare garanzie concrete e tempi certi al personale coinvolto nella riorganizzazione anche e soprattutto in relazione a questa fase transitoria che certamente sta provocando malessere lavorativo nei lavoratori coinvolti.
L’amministrazione ha condiviso con noi sulla necessità di un approfondimento sull’intera materia, e
sulla convocazione di un prossimo incontro specifico sul personale interessato ai processi di riorganizzazione.
Roma, 25 ottobre 2019
La Coordinatrice Nazionale Esecutivo Nazionale
FP CGIL Ministero dell’Interno FP CGIL Funzioni Centrali
Adelaide Benvenuto Anna Andreoli
Resoconto incontro su FRD 2018
Si è svolto oggi l’incontro sul FRD 2018.
L’amministrazione ha fornito, come da impegni presi in chiusura dell’incontro precedente, una bozza
di ipotesi di accordo che recepisce i vari punti sui quali nel periodo della trattativa si è trovato
una convergenza di massima.
Nello specifico la bozza contiene la previsione di un incremento della misura dell’indennità di turnazionefestiva/notturna e festiva/notturna infrasettimanale e quella dell’inclusione del personale proveniente dalla Croce Rossa Italiana, dall’ex Corpo Forestale dello Stato e dagli Enti di Area Vasta (EAV), (nello specifico provenienti dall’ex ENIT e dalle ex Amministrazioni provinciali), transitato per mobilità nei ruoli del MIUR.
Per quanto riguarda la retribuzione correlata alla performance organizzativa ed individuale vengono confermate le modalità utilizzate per il FRD 2017.
Il punto sul quale non è stato ancora possibile trovare un accordo definitivo è quello relativo alla maggiorazione del premio individuale previsto dall’art.78 del CCNL. La proposta dell’amministrazione,
nell’accogliere la nostra posizione di destinare alla contrattazione di sede la titolarità della decisione della quota di destinatari del premio nell’ambito di un range definito in sede di contrattazione integrativa, individua una forbice tra un minimo del 10% e un massimo del 30% di destinatari della maggiorazione.
Come FP CGIL riteniamo debba essere individuata una percentuale più bassa soprattutto per quanto riguarda la quota massima di possibili destinatari della maggiorazione, al fine di evitare di sottrarre una quota troppo consistente di risorse alla generalità dei lavoratori (quelli che non saranno destinatari della maggiorazione).
Sebbene le posizioni di partenza non siano omogenee siamo fiduciosi sulla possibilità di trovare una convergenza con CISL e UIL da proporre all’amministrazione per la chiusura definitiva nell’incontro che si terrà nella prima settimana di novembre.
Successivamente intendiamo procedere celermente sul FUA 2019 e sul CCNI triennale.
Roma, 25 ottobre 2019
La Coordinatrice Nazionale Esecutivo Nazionale
FP CGIL MIUR FP CGIL Funzioni Centrali
Roberta Sorace Anna Andreoli
“L’Ispettorato nazionale del lavoro, nato operativamente tre anni fa, si è arenato. È ora che funzioni, servono risposte chiare e immediate su: nuove assunzioni, maggiori risorse e giusta valorizzazione di chi ci lavora. Per questo è proclamato lo stato di agitazione del personale, con l’avvio nei prossimi giorni di una mobilitazione nazionale”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, nel sottolineare: “Si chiede all’Inl di contrastare il triste fenomeno delle morti sul lavoro, il caporalato e il lavoro nero. Tutto giusto, ma con quali risorse, con quale organizzazione e con quale e quanto personale?”.
Per i sindacati, “ l’Agenzia unica delle ispezioni va fatta funzionare ora, senza più rinvii, senza se, senza ma e senza più alibi da parte di nessuno. L’Inl deve uscire fuori dalle ambiguità e dirci in modo chiaro se e come intende presidiare questo settore strategico”. In estrema sintesi, elencano i sindacati, “noi crediamo serva: un piano di assunzioni straordinario, programmare nell’immediato l’attivazione di percorsi di riqualificazione per attuare le progressioni verticali, sfruttando la massima percentuale consentita dal decreto ‘Madia’ e riservando nei concorsi la massima percentuale per il personale interno”.
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “in questi tre lunghi anni abbiamo fatto tutto il possibile per far decollare davvero il modello di Agenzia e scongiurare il fallimento dell’Inl, presentando proposte su tutte le questioni sopra elencate, ma continuando a ricevere risposte insoddisfacenti”. Ed è per rivendicare “risposte chiare e immediate alle troppe questioni che restano in sospeso” che i sindacati proclamano “lo stato di agitazione del personale e avvieremo, nei prossimi giorni, una immediata mobilitazione nazionale”.
Pubblichiamo la dichiarazione dello Stato di Agitazione, proclamato unitariamente dalle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal e Conapo, sulla decisione discriminatoria adottata dall’Amministrazione riguardo gli incarichi al personale
Pubblichiamo la circolare inviata dall’Ufficio Sanitario riguardo le modalità di vaccinazione anno 2019-20
Pubblichiamo il verbale del Tavolo Tecnico Formazione, tenutosi il 24 Ottobre 2019 riguardante la definizione della Circolare NBCR e la Circolare Cinofili
Nessuna certezza per il futuro di circa 2500 tirocinanti delle cancellerie degli Uffici Giudiziari a supporto del personale amministrativo.
Continua il dramma dei lavoratori in tirocinio formativo negli uffici giudiziari, che dopo 9 anni non
potranno sperare in una risoluzione della loro vertenza.
Non risolve il problema neanche l’avviso di avviamento a selezione tramite i centri per l’impiego,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 Ottobre, dal Ministero della Giustizia, per 616 operatori
giudiziari.
Le criticità e l’inadeguatezza di detto reclutamento sono sotto gli occhi di tutti, dall’esclusione di
alcune regioni, pur avendo negli Uffici Giudiziari del proprio territorio evidenti carenze di organico rispetto al fabbisogno, dall’insufficienza dei posti messi a bando relativamente al bacino dei lavoratori precari delle cancellerie, all’inefficacia dei meccanismi tesi a riconoscere un punteggio aggiuntivo ai predetti lavoratori.
Oggi siamo in attesa che il Ministero della Giustizia, entro il 7 novembre, comunichi le linee guida
alle Regioni e ai Centri per l’Impiego interessati, affinché questi ultimi individuino sulla base dei requisiti delineati dalle diverse normative regionali, gli iscritti alle liste di collocamento.
Resteranno, quindi, pochi giorni per intervenire seriamente sui meccanismi di reclutamento che
possano dare seguito al progetto formativo finalizzato al reinserimento lavorativo, per il quale sono stati investiti milioni di euro ed al contempo un reclutamento che dia speranza ai tirocinanti della Giustizia di tutta Italia, che proprio nella formazione hanno investito tempo e denaro; gli stessi lavoratori scenderanno in piazza per manifestare il proprio sdegno il 29 Ottobre prossimo.
Non è più accettabile che si dica che il bando per 616 operatori giudiziari sia un bando per
“tirocinanti della Giustizia – formati da anni come operatori giudiziari -” così come ha affermato lo stesso Ministro Alfonso Bonafede, in una nota emittente radiofonica nazionale, dopo qualche mese dal suo insediamento, o in un post su Facebook appena uscito l’avviso in Gazzetta Ufficiale.
E’ necessario oggi un importante impegno politico del Governo, capace di presentare un ventaglio
anche diversificato di soluzioni, nelle pubbliche amministrazioni in generale, un impegno del Dicastero di via Arenula congiunto col Ministro della Funzione Pubblica.
Per tale motivo in occasione della manifestazione, chiederemo di poter incontrare i due Ministri, al
fine di individuare una stabile ed immediata risoluzione normativa di una problematica che ormai appare non più rinviabile, alla luce degli sforzi fatti per sconfiggere ogni forma di precariato, anche quello più subdolo.
Non si chiedono sanatorie, ma l’applicazione dell’articolo 97 della Costituzione e di una valorizzazione del percorso formativo fatto, che consenta finalmente ai tirocinanti di poter essere regolarizzati nell’ambito delle assunzioni come operatore giudiziario.
Per questo il 29 ottobre saremo in piazza Cairoli, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, per un presidio di
protesta davanti al Ministero della Giustizia, rivendicando il diritto a vedere riconosciuta la dignità del
lavoro al servizio dei cittadini.
FP CGIL CISL FP
“Apprendiamo dalla stampa di un’operazione che ha fatto emergere un complesso sistema di frode ai danni delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia, in cui sarebbe coinvolta la società Sereni Orizzonti Spa, che gestisce delicati e importanti servizi rivolti ad anziani minori e adolescenti. Società che abbiamo più volte segnalato nel tempo per scorrette applicazioni contrattuali. La nostra attenzione va, oltre che all’utenza e al servizio, a lavoratrici e lavoratori che non possono in alcun modo ritrovarsi a pagare il conto di una situazione su cui non hanno alcuna responsabilità”. Questo il commento di Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uilt TuCs sull’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Udine, coordinata dalla Procura della Repubblica, e che vede coinvolta la società Sereni Orizzonti Spa.
“Abbiamo più volte segnalato, nel corso del tempo, le scorrette applicazioni contrattuali operate dall’azienda ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori. Se le accuse di frode fossero confermate, verrebbe dimostrata la giustezza delle nostre denunce – sottolineano i sindacati -. Ciò nonostante, in questa fase così drammatica, la nostra attenzione va ai lavoratori e all’utenza, vere vittime di una situazione che può avere risvolti gravi. Attenderemo l’evolversi delle indagini. Intanto opereremo in ogni modo per tutelare servizi e lavoratori. Lo faremo mantenendo con loro uno stretto rapporto, struttura per struttura, a partire dai prossimi giorni”, concludono.
Si è tenuto stamattina al Viminale l’incontro del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con le
rappresentanze sindacali del personale contrattualizzato, comparto e dirigenza, dell’Amministrazione
Civile dell’Interno.
Abbiamo colto l’occasione per mettere in evidenza le questioni da affrontare in tempi rapidi e con
rinnovato slancio per dare risposte utili alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.
In particolare abbiamo posto l’esigenza di accelerare le procedure assunzionali già previste magari
attingendo dalle graduatorie aperte di concorsi banditi negli ultimi anni dalle amministrazioni pubbliche.
Ma le procedure previste non sono una risposta sufficiente a coprire le carenze d’organico stimate
in oltre tremila unità.
Abbiamo chiesto al Ministro di favorire l’apertura di un confronto di merito per la definizione del fabbisognodi personale per il prossimo triennio, non solo a copertura delle uscite per pensionamento
ma per garantire le effettive necessità per assicurare servizi adeguati su tutto il territorio nazionale.
Tale richiesta è ancor più giustificata in ragione della necessità di dare corso al cosiddetto protocollo
Minniti che aveva il compito di definire funzioni e ruoli da destinare esclusivamente alle competenze del personale del Comparto e che oggi invece sono svolte dal personale della Polizia di Stato.
Per quanto ci riguarda, a tal proposito, abbiamo anche chiesto che si definisca e realizzi il principio
della dipendenza gerarchica e funzionale del personale del Comparto delle Funzioni Centrali a personale inquadrato nell’Area della Dirigenza delle Funzioni Centrali e non a personale di altri ambiti contrattuali.
Abbiamo ancora chiesto al Ministro di promuovere l’apertura del confronto per la definizione del
Contratto Collettivo Nazionale Integrativo triennale, come previsto dal Ccnl delle Funzioni Centrali,
nell’ottica di definire e declinare il nuovo sistema di relazioni nell’ambito dell’architettura organizzativa dell’amministrazione civile dell’Interno, rendere più fluidi e effettivamente esigibili gli istituti del nuovo Ccnl in materia di banca ore, permessi retribuiti, ferie solidali, eccetera.
Così come serve avviare un percorso di effettiva valorizzazione del personale tutto, integrando le
risorse del fondo risorse decentrare, permettendo sia di attivare lo strumento delle progressioni
economiche sia per avviare un percorso di allineamento delle retribuzioni complessive del personale
civile alle altre componenti che convivono nel Ministero dell’Interno. Magari prendendo a riferimento
quanto altre amministrazioni hanno già fatto rivalutando le indennità di amministrazione del
proprio personale.
Da ultimo abbiamo colto l’occasione per porre il tema della stabilità del servizio di eccellenza oggi
rappresentato dalle Commissioni Territoriali per i richiedenti asilo e della effettiva valorizzazione
della professionalità di quanti lavorano al loro interno. Abbiamo chiesto che il Ministro si attivi presso
il governo per una norma legislativa utile a dare continuità alle Commissioni e alle sezioni territoriali,
per abrogare l’art. 8 quater del decreto sicurezza bis, che precarizza personale altamente specializzato. Ma anche per realizzare, attraverso la contrattazione integrativa quella integrazione del personale delle Commissioni nel sistema di norme e riconoscimenti definiti dal contratto di comparto.
Infine abbiamo chiesto maggiore attenzione nei confronti della dirigenza contrattualizzata, a partire
da un utilizzo più coerente delle risorse disponibili alla contrattazione integrativa dell’Area.
La Coordinatrice del Ministero dell’Interno
Adelaide Benvenuto
Il Coordinatore nazionale della Dirigenza
delle Funzioni Centrali
Domenico Mancusi
Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio
Se da una parte è sacrosanta la necessità di uno stanziamento economico adeguato da parte del Governo al fine di raggiungere una armonizzazione retributiva e previdenziale del personale e riconoscerne la professionalità e la specificità dall’altra, come Organizzazione sindacale, non possiamo esimerci nel rivendicare con forza i diritti e le tutele di tutti, quelle acquisite e che pian piano vengono messe in discussione per pochi spicci.
La pubblicizzazione del contratto di lavoro non ha portato i benefici auspicati, questo è evidente a tutti, Amministrazione compresa.
La c.d. delega Madia non ci ha consentito di modificare l’impianto già sbagliato del decreto legislativo 217/05. Il risultato è stato il decreto 127/18 voluto dall’Amministrazione e avallato da talune organizzazioni sindacali. Questo ha peggiorando di fatto l’impianto organizzativo del Corpo mettendo in discussione tutto anche la mobilità del personale.
Un Dipartimento completamente fermo, ingessato da norme sbagliate, scritte male e inapplicabili che obbligano le lavoratrici e i lavoratori ad avvalersi del legale per affrontare i necessari ricorsi.
La Fp Cgil VVF rivendica almeno 600 euro di aumenti mensili per il personale del Corpo, in linea con le retribuzioni dei Vigili del Fuoco dei Paesi del Nord Europa più evoluti. Chiede il rinnovo del Contratto Nazionale, la delegificazione del rapporto di lavoro, l’ingresso nel sistema assicurativo INAIL, la previdenza complementare e più diritti e tutele per le lavoratrici e i lavoratori.
Nel documento che abbiamo presentato al Presidente del Consiglio c’è una proposta di FUTURO del Corpo, fuori dalle logiche della sicurezza, FUORI dal Ministero dell’Interno.
Chiediamo un cambio di rotta, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di collocare i Vigili del Fuoco sotto le dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dove le risorse economiche, quando necessarie, ci sono sempre.
Come sapete siamo stati attivamente impegnati insieme ad Epsu nella difesa del Dialogo sociale con una causa contro la Commissione Europea che aveva rifiutato di mandare avanti la procedura relativa all’Accordo su diritti di Informazione e Consultazione per i lavoratori delle Ammnistrazioni Centrali.
Ieri, la Corte Europea di Giustizia, ha emanato la sentenza che di fatto mette a rischio la effettività del Dialogo Sociale in Europa.
Il Tribunale attribuisce, in contrasto con quanto da noi e da Epsu sostenuto, un diritto di iniziativa della Commissione in relazione agli accordi stipulati tra le parti sociali, di fatto limitandone il potere e l’autonomia. Epsu sta analizzando la sentenza con i suoi legali e durante il prossimo Esecutivo di Epsu, che si terrà il 5 ed il 6 novembre prossimi, decideremo quali strade intraprendere per contrastare questo risultato negativo.
Riteniamo che a questo punto, a prescindere da quale sarà l’iter giudiziario della questione, la nuova Commissione, una volta insediata, debba confrontarsi immediatamente con il sindacato per garantire il Dialogo Sociale. Il Pilastro Sociale Europeo, come abbiamo spesso dichiarato, rischia di essere una mera dicharazione di intenti se non c’è una inversione di tendenza da parte della Commissione che sino ad oggi si è comportata in maniera autoreferenziale, è il momento per la nuova Commissione di dichiarare se c’è una inversione di tendenza sul Dialogo Sociale. Facciamo appello a tutte le Istituzioni Europee perché si possa intrevenire sulla Commissione a favore del Dialogo Sociale.
Vi terremo infromati sugli sviluppi e sulle iniziative che verranno intraprese.
Ai seguenti link trovate le dichiarazioni stampa di Epsu e la sentenza in varie lingue (purtroppo non c’è ancora l’italiano).
https://www.epsu.org/it/node/11906
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=5C99C1AC1F61B591B095A215A6A783AB?text=&docid=219448&pageIndex=0&doclang=fr&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=7184849
Nicoletta Grieco