A Stato Maggiore Aeronautica
Stato Maggiore Esercito
Stato Maggiore Marina Comando Generale
Arma Carabinieri
Agenzia Industrie Difesa
E,p.c.
Direzione Generale del Personale
dr.ssa Gabriella Montemagno
Oggetto: Accordi territoriali FRD 2019. Violazione Norme contrattuali
Rileviamo il reiterarsi di contrattazioni decentrate territoriali aventi ad oggetto la distribuzione del FRD dell’anno 2019, talvolta anche con la riproposizione di alcuni progetti di produttività. La circostanza integra evidentemente una palese violazione del CCNL 2016/18 F.C., sia nel merito che nel metodo.
Nel metodo, perché non è stato ancora sottoscritto l’accordo nazionale sulla distribuzione delle risorse per l’anno 2019, il che costituisce un vulnus che rende nullo ogni accordo raggiunto in sede locale.
Nel merito, in quanto il CCNL 2016/18 ha profondamento innovato la previgente disciplina contrattuale sulla distribuzione delle risorse del Fondo Unico di Sede, regolamentato dall’art.7 co.7 e dall’art.77, che escludono il ricorso a progetti che hanno caratterizzato le contrattazioni degli anni passati.
L’individuazione dei criteri per l’attribuzione delle risorse economiche attribuite alla contrattazione di sede e destinate alla produttività è, come noto, di esclusiva competenza della sede di contrattazione locale, in applicazione dell’art.7 co.4 punto b.
Al fine di evitare di indurre confusione tra i lavoratori e generare contenziosi, pur nel rispetto delle iniziative e dell’autonomia delle rappresentanze sindacali unitarie e territoriali, si invitano gli organismi in indirizzo a sensibilizzare le proprie articolazioni locali al puntuale rispetto delle norme contrattuali richiamate.
Si rammenta, infine, che in ogni accordo territoriale è indispensabile tener conto dell’espressione maggioritaria delle rappresentanze sindacali dei lavoratori (si allega orientamento Aran), in assenza della quale nessuna contrattazione potrà ritenersi valida ed efficace.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
F. Quinti M. Ferri S. Colombi
R. De Cesaris F. Volpi
Orientamento ARAN RS377
Per la sottoscrizione del contratto integrativo si deve applicare la regola del 51%? Quando è validamente sottoscritto il contratto integrativo?
L’art. 43, comma 3, del D.Lgs 30 marzo 2001, n. 165 prevede che il contratto collettivo nazionale sia legittimamente sottoscritto se le organizzazioni ammesse alle trattative che vi aderiscono raggiungono il 51% complessivo di rappresentatività come media tra il dato associativo e quello elettorale, o almeno il 60% del solo dato elettorale.
Analoga norma non è prevista né dal legislatore né dai contratti collettivi per la contrattazione integrativa. In sede locale, pertanto, vale il principio generale del raggiungimento del maggior consenso possibile la cui valutazione rientra nella discrezionalità dell’amministrazione, in relazione sia del grado di rappresentatività locale delle sigle ammesse alle trattative, sia del fatto che acconsentano alla stipulazione dell’accordo il maggior numero possibile delle stesse.
Si precisa che in sede di contrattazione integrativa la delegazione trattante di parte sindacale è costituita dalle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL e dalla RSU, che decide al suo interno a maggioranza.
Il consenso va valutato non solo tenendo conto della rappresentatività delle sigle firmatarie all’interno dell’Ente ma anche in base al numero delle stesse.
Come già evidenziato in precedenza, la volontà della RSU è validamente espressa con il parere favorevole della maggioranza dei suoi membri.
Nel caso in cui la RSU abbia adottato un proprio regolamento e designato uno o più membri quali portavoce della maggioranza autorizzati a sottoscrivere gli accordi, sarà sufficiente la loro firma per impegnare l’intera RSU.
Pubblichiamo la convocazione che si terrà il giorno 18 novembre 2019 con il Ministro della Difesa.
Accordo sui progetti locali 2019
Nella giornata di ieri abbiamo siglato l’accordo sui progetti locali 2019. L’accordo impegna complessivamente 10 milioni 350mila euro e ricalca nelle sue modalità quelli sottoscritti negli anni precedenti. In verità vi è stato un tentativo di introdurre nell’accordo una sorta di pagellina di valutazione individuale, un tentativo che noi abbiamo considerato del tutto improprio sia per le motivazioni addotte, che si riferiscono alle prese di posizione degli organi di controllo, che pretenderebbero la valutazione individuale in ogni dove, che per la natura stessa di questi accordi di produttività collettiva volti al miglioramento ed alla qualificazione dei servizi.
Non sono motivazioni serie: la questione della valutazione della produttività è certamente uno dei punti
su cui la nuova stagione contrattuale, che sarà avviata dal nuovo integrativo, affronta una delle sue sfide
più qualificanti in un Ministero dove la cultura della valutazione è del tutto assente, a partire dalle
modalità con le quali si valuta la produttività dei dirigenti. Inserirla in un accordo che ha altre finalità
senza una regolamentazione a monte e solo per fare contenti organi esterni a cui interessa solo un
esercizio stilistico e non certo la qualità dei livelli di produttività che gli stessi accordi producono è un
esercizio inutile e controproducente.
Noi ribadiamo che gli accordi di produttività firmati in questo Ministero a partire dal 2000 hanno prodotto risultati più che tangibili nei termini di ampliamento degli orari e di qualificazione dell’offerta culturale ai cittadini. In tale contesto è opportuno che si introducano strumenti di apprezzamento degli impegni individuali, ma solo nell’ambito di un processo che determini la riconoscibilità preventiva degli obiettivi assegnati, la loro corretta parametrazione alle condizioni organizzative, la possibilità di verifica e di contraddittorio e soprattutto definisca una stretta correlazione tra la valutazione del dirigente e quella dei lavoratori che operano alle sue dipendenze. Operazione che sta all’interno del nuovo contratto integrativo e che da questo verrà demandato ad un accordo specifico coerentemente con le previsioni del nuovo CCNL. L’accordo sui progetti locali adesso affronta l’iter di certificazione e solo dopo la sua conclusione si attiveranno le contrattazioni locali nella modalità ormai note. L’accordo lo trasmetteremo quando ci verrà inviato dall’Amministrazione.
Sempre ieri abbiamo sollecitato l’avvio del confronto finalizzato alla chiusura del nuovo Contratto integrativo, la cui definizione è quasi giunta al traguardo: resta da definire il capitolo sul welfare contrattuale, i limiti delle ore fruibili in banca ore e aggiustamenti di minore valenza. La sigla dell’ipotesi di nuovo integrativo aprirà una fase di consultazione unitaria dei lavoratori con la quale sottoporremo all’approvazione degli stessi i contenuti del nuovo accordo.
Ci è stato comunicato inoltre nel corso della riunione che le preselezioni per il concorso dei 1052 AFAV
partiranno molto probabilmente non prima di gennaio prossimo. Confermando la previsione, anche in
relazione al numero enorme di domande di partecipazione (209 mila circa), di una gestione assai difficoltosa e dilatata di un processo che al momento peraltro non prevede nemmeno una graduatoria di
idonei anche se il nuovo Governo ha annunciato una misura di ripristino di una quota del 30%. Nel contempo i dati sulle uscite per cessazioni confermano ed anzi peggiorano le previsioni fatte dalla stessa
amministrazione: una vera e propria emorragia che ha visto quest’anno uscire più di 1000 lavoratori e
che nei prossimi due anni assumerà caratteri ancora più imponenti. Anche in questo caso non possiamo
che sottolineare che il piano assunzioni previsto appare del tutto insufficiente a ridare fiato ad organici
ormai allo stremo e che le tempistiche che si possono ipotizzare per l’espletamento dei nuovi concorsi
sono tali da determinare una fase di desertificazione degli Uffici. Da qui il senso della proposta generale
che noi avanziamo da tempo, purtroppo inascoltati, di un piano straordinario di assunzioni che
affronti e risolva una volta per tutte le carenze strutturali che si sono create per effetto dei blocchi prolungati del turn over. Carenze che all’interno del MIBACT si possono quantificare in almeno 3000 posti che non saranno coperti dalla programmazione assunzionale attuale.
Ci è stato comunicato infine che la prima settimana del mese prossimo saranno convocati per la scelta
della sede i funzionari che hanno avuto lo scorrimento di area con decorrenza 15 luglio scorso. Gli altri,
ovvero i passaggi restanti dalla prima alla seconda area e l’ulteriore scorrimento dei funzionari a copertura delle graduatorie regionali rimaste senza idonei, saranno avviati a partire dal 15 novembre prossimo.
Relativamente al FUA 2019 ci è stato comunicato che sono state assegnate le risorse e che pertanto si possono attivare le procedure per il pagamento di quanto dovuto ai lavoratori.
Al riguardo, sempre restando in attesa di avere le dovute comunicazioni della parte politica sul destino
della restante graduatoria, abbiamo sollecitato l’applicazione della famosa norma Madia con l’attivazione di un nuovo corso concorso che riguardi il passaggio dalla prima alla seconda area e dalla seconda alla terza e una nuova fase di passaggi orizzontali. Per i quali abbiamo rappresentato la necessità per l’Amministrazione di dare riscontro alle istanze presentate dai lavoratori, considerato che il diritto al passaggio orizzontale secondo noi il lavoratore lo matura al compimento dei tre anni di svolgimento delle mansioni del profilo verso il quale intende transitare e che l’unica condizione che la norma contrattuale impone è la verifica della carenza nell’organico. Processi che l’Amministrazione ha invece annunciato di volere intraprendere non prima della chiusura di questa fase di scorrimenti e pertanto se ne parlerà con il nuovo anno. Vedremo, ma per noi questi restano obiettivi irrinunciabili.
FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni
Rinnoviamo la Pa – Contratti, Assunzioni, Risorse. È il titolo dell’Attivo unitario, promosso da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, che si terrà a Roma il prossimo mercoledì 30 ottobre presso il Teatro Argentina in largo di Torre Argentina 52 a partire dalle ore 10. All’attivo delle delegate e dei delegati interverranno anche i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil.
A seguire, a partire dalle ore 14:30 e fino alle ore 16:30, si terrà in piazza Vidoni, nei pressi del Ministero della Pubblica Amministrazione, un presidio unitario.
Pubblichiamo la nota di chiarimento della Direzione Centrale per le Risorse Finanziarie sulla distribuzione delle risorse economiche per gli eventi sismici del 2016
Pubblichiamo la nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione, indirizzata al solo personale istruttore di patente terrestre VF non in possesso dell’abilitazione per la formazione del modulo formativo GTNP
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione con la quale è intenzionata a dare inizio ad corso dedicato agli istruttori di patenti terrestri VV.F. al fine di abilitare all’estensione ADR il personale autista VV.F
Pubblichiamo la nota unitaria dei coordinamenti Fp Cgil VVF,Fns Cisl e Confsal sulla mancata organizzazione delle squadre alluvionali, così come previsto dalle direttive dell’Amministrazione
Si informa che la Direzione Centrale per le Risorse Umane ha comunicato che, con diversi provvedimenti con decorrenza 4 novembre 2019, riguardanti n. 111 Capi squadra del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, si procederà con l’attuazione dei trasferimenti temporanei ai sensi della legge n. 104/92.
UFFICIO RELAZIONI SINDACALI
La Corte Europea di Giustizia ha emanato una sentenza, relativamente al caso che vede la Federazione sindacale europea dei servizi pubblici (Epsu) contro la Commissione Europea per quanto riguarda i diritti all’informazione e alla consultazione dei dipendenti e funzionari delle amministrazioni centrali, che di fatto mette a rischio la effettività del Dialogo Sociale in Europa.
Il Tribunale attribuisce, in contrasto con quanto sostenuto dal sindacato, un diritto di iniziativa della Commissione in relazione agli accordi stipulati tra le parti sociali, di fatto limitandone il potere e l’autonomia.
Come Fp Cgil riteniamo che a questo punto, a prescindere da quale sarà l’iter giudiziario della questione, che la nuova Commissione, una volta insediatasi, debba confrontarsi immediatamente con il sindacato per garantire il Dialogo Sociale.
Il Pilastro Sociale Europeo, come abbiamo spesso dichiarato, rischia di essere una mera dicharazione di intenti se non c’è una inversione di tendenza da parte della Commissione che sino ad oggi si è comportata in maniera autoreferenziale.
È il momento per la nuova Commissione di dichiarare se c’è una inversione di tendenza sul Dialogo Sociale. Facciamo appello a tutte le Istituzioni Europee perché si possa intervenire sulla Commissione a favore del Dialogo Sociale.
Today @EUCourtPress ruled against @EPSUnions & confirmed Commission decision to block information & consultation rights for government workers! New Commission has to ensure 9.8M govt. workers same rights as other workers in EU #EUSocDia #EPSUruling
Info: https://t.co/LVxh2O5ER3 pic.twitter.com/qvnaQSu3wj— EPSU (@EPSUnions) October 24, 2019
Diritto a informazione e consultazione, campagna Epsu
Al Comitato Nea, che segue le Amministrazioni Centrali nell'ambito di European Public Service Unions (EPSU), si discute della mancata trasposizione in direttiva dell'accordo europeo su informazione e consultazione per le lavoratrici e i lavoratori pubblici. La Commissione ha risposto negativamente, sostenendo motivazioni inconsistenti e in violazione del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. Noi non ci stiamo e combatteremo contro questa decisione. In Europa solo la Fp Cgil difende i tuoi diritti: #CiSiamo!Guarda il video 📹⬇️#rsu18 #lettingworkersdown
Pubblicato da Funzione Pubblica Fp Cgil Dipartimento Internazionale su Martedì 27 marzo 2018
Pubblichiamo la risposta inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione sulla richiesta di chiarimenti sul percorso per Formatori SAF Basico
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Fp Cgil VVF delle SCA, nella quale chiede chiarimenti sul mancato permesso di utilizzo degli impianti Ginnici/Natatori della FMP per gli iscritti al Gruppo Sportivo VF “Brunetti”