LE (IM)PARI OPPORTUNITA’:NON DITE CHE NON VE L’AVEVAMO DETTO …
Con un comunicato dal titolo “Le (im)pari opportunità”, lo scorso 8 luglio denunciavamo la mancata tutela della parità di genere e della genitorialità all’interno dell’Ente che sarebbe istituzionalmente preposto alla vigilanza in materia.
Denunciavamo la mancanza di sensibilità da parte dei vertici dell’Istituto e da parte di alcuni dirigenti territoriali al punto tale da richiedere un intervento, sulla materia, di una Consigliera regionale di parità.
La notizia di ieri è che il giudice del lavoro ha condannato per discriminazione l’ITL convenuta in giudizio dalla Consigliera di parità e ha imposto la rimozione delle discriminazioni rilevate, mediante accordo di contrattazione integrativa di sede.
Potremmo festeggiare questa vittoria di chi crede nelle pari opportunità, di chi crede che la genitorialità vada tutelata e che sia possibile conciliare la vita personale con quella lavorativa, ma francamente ci dispiace: ci spiace che si sia addirittura dovuti arrivare a una sentenza di un Tribunale per ottenere un risultato di buon senso, ci spiace che, quelli che sono diritti scontati in altre Amministrazioni, nell’INL debbano perfino essere imposti da un giudice.
Ora, se l’INL vuole evitare di rimediare ulteriori figuracce chiediamo di attuare immediatamente un piano di azione a tutela di quelle lavoratrici e di quei lavoratori che ne hanno necessità. Come?
Anzitutto, bisogna dare concreta e vera agibilità a quegli istituti introdotti dal CCNL delle Funzioni Centrali cui ancora l’Amministrazione non intende dare reale e piena attuazione.
1- Banca delle ore: l’Amministrazione centrale deve dare un termine perentorio – a nostro parere, entro e non oltre il 30 novembre 2019 – entro cui tutti gli uffici devono rendere operativo l’istituto tramite accordo sindacale di sede, nei termini di cui all’art. 27 del CCNL, come già previsto con accordo
integrativo dello scorso anno;
2- Flessibilità ulteriori dell’orario di lavoro: rendere immediatamente operativo l’art. 26, co. 4 del CCNL mediante un apposito accordo sindacale nazionale da attuare nei territori;
3- Ferie e riposi solidali: chiudere un accordo nazionale per dare finalmente attuazione all’art. 30 del CCNL, come da noi già più volte richiesto e come già accade al Ministero del Lavoro da mesi;
4- Smart-working e orario di lavoro destrutturato: bisogna superare le resistenze culturali che impediscono all’Amministrazione di considerare in modo negativo questo diverso modo di lavorare. Vanno, pertanto, superati i troppi limiti che stanno impedendo allo smart-working di essere davvero
apprezzato dai dipendenti e va finalmente introdotto l’orario di lavoro destrutturato, come si chiede da anni;
5- Telelavoro: nonostante l’Amministrazione faccia sapere per vie traverse ad alcuni dipendenti che il telelavoro non può essere concesso per l’opposizione dei sindacati, è bene si sappia la verità: da mesi noi chiediamo, inascoltati, di arrivare a un accordo nazionale in materia da rendere operativo al più presto,
tenendo presente che la Corte dei conti ha avviato un’indagine sulla diffusione del telelavoro nelle Funzioni Centrali.
Se entro la fine di novembre non arriveremo a un accordo nazionale su questo, percorreremo tutte le vie necessarie per ottenere quanto previsto dal CCNL.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
L’INL DEVE FUNZIONARE ORA!
Sono trascorsi tre anni dall’operatività di quella che avrebbe dovuto essere l’Agenzia unica delle ispezioni. In questi anni, molte cose si sarebbero potute e dovute fare, ma si è rimasti arenati.
Pretendiamo risposte chiare e immediate alle troppe questioni che restano in sospeso. Per questo proclamiamo lo stato di agitazione del personale e avvieremo, nei prossimi giorni, una immediata mobilitazione nazionale.
INL VA FATTO FUNZIONARE ORA, SENZA PIÙ RINVII, SENZA “SE”, SENZA “MA”
E SENZA PIÙ ALIBI DA PARTE DI NESSUNO.
Certo, qualche timido passetto in avanti è stato compiuto, prevedendo uno stanziamento di risorse umane ed economiche in favore dell’INL.
Non possiamo tacere, tuttavia, che le risorse economiche stanziate sono variabili e questo condizionerà inevitabilmente i margini di intervento della contrattazione integrativa, già pesantemente ostacolata dagli organi di controllo esterno, che hanno bloccato la parte normativa del CCNI.
Non possiamo tacere che accanto alla previsione di assunzione di ispettori del lavoro ordinari, non è stata fatta una congrua previsione di assunzione di impiegati e funzionari amministrativi. Questo sta provocando un fenomeno deplorevole, quello di un’alta percentuale di personale ispettivo distolto dalla funzione ispettiva e adibito (in tutto o in parte) ad altre mansioni, con inaccettabile aumento dei carichi
di lavoro.
Non si può pensare di supplire alla carenza di personale amministrativo utilizzando altro personale, ma bisogna avere il coraggio di reclamare a gran voce l’esigenza di assumere un numero congruo di personale amministrativo, di seconda e terza area, per garantire lo svolgimento di tutte le attività svolte quotidianamente che vanno al di là della funzione ispettiva, essenziali per il ruolo istituzionale dell’INL e la tutela del lavoro che esso deve garantire.
Non possiamo tacere la grave carenza di ispettori tecnici e l’assoluta irrilevanza delle assunzioni previste riguardo a quest’ultimi. Stiamo parlando di colleghi che, tra l’altro, controllano la salute e la sicurezza in un settore – l’edilizia – tra quelli maggiormente interessati dagli infortuni sul lavoro. L’INL deve uscire fuori dalle ambiguità e dirci in modo chiaro se e come intende presidiare questo settore
strategico.
Noi crediamo serva un piano di assunzioni straordinario, programmare nell’immediato l’attivazione di percorsi di riqualificazione per attuare le progressioni verticali, sfruttando la massima percentuale consentita dal decreto “Madia” e riservando nei concorsi la massima percentuale per il personale interno.
Non possiamo tacere che consideriamo insoddisfacente la cosiddetta riorganizzazione, che non ha affatto avuto quella portata innovativa che avrebbe dovuto avere e che avevamo sollecitato: sulla carta sono stati introdotti il lavoro in team e per processi, ma nei fatti si continua a lavorare come prima, senza alcuna formazione in tal senso. Continua a mancare, intanto, un piano strategico che coinvolga il personale, tenendo conto degli obiettivi dell’INL e delle specifiche professionalità presenti.
Non possiamo tacere che le posizioni di responsabilità siano ancora assegnate solamente su base fiduciaria e senza criteri condivisi con le OO.SS., senza alcuna attenzione all’esistenza di possibili conflitti di interesse e alla rotazione negli incarichi – in moltissimi casi, consolidati e mantenuti da troppo tempo.
Non possiamo tacere che, a distanza di tre anni, l’INL non si sia ancora dotato di un’adeguata struttura tecnologica informatica degna di questo nome, affrancandosi dall’avvalimento – diventato “avvilimento” – asfittico del Ministero del lavoro, che manca soprattutto di immediatezza risolutiva, come per l’imposizione dell’ultima “innovativa” (!!) soluzione dei nuovi apparati telefonici, che spesso vanno off-line senza apparente motivazione, legati indissolubilmente all’utilizzo costante dei PC.
Non possiamo tacere che, nonostante tutti i nostri sforzi, continui a mancare una risposta esaustiva al personale su un sistema indennitario che coinvolga tutti quei lavoratori con specifiche responsabilità e compiti.
Non possiamo tacere che, nonostante tutti i nostri sforzi, le risposte dell’Amministrazione in tema di orario di lavoro siano ancora insufficienti e per nulla in linea con lo spirito innovativo che una moderna Agenzia dovrebbe avere.
Non possiamo tacere che il cambio di vertice – auspicato come una svolta per INL – nonostante tutto l’impegno profuso, non abbia avuto gli effetti sperati e che alcune scelte politiche di indirizzo troppo spesso siano apparse completamente avulse e distanti dai problemi degli uffici territoriali e poco inclini ad occuparsene, nonostante le nostre continue sollecitazioni.
In questi tre lunghi anni abbiamo fatto tutto il possibile per far decollare davvero il modello di Agenzia e scongiurare il fallimento dell’INL, presentando proposte su tutte le questioni sopra elencate, ma continuando a ricevere risposte insoddisfacenti.
Si chiede di contrastare il triste fenomeno delle morti sul lavoro, di contrastare il caporalato, di contrastare il lavoro nero. Tutto giusto, ma con quali risorse, con quale organizzazione e con quale e quanto personale?
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo Ariano Michele Cavo Bruno Di Cuia
Tanto per cominciare queste persone vivono quotidianamente nell’incertezza, senza sapere dove, quando e come verranno ricollocati. Il Decreto Sicurezza infatti prevede che, una volta chiuse le sezioni, i dipendenti delle Commissioni Territoriali vengano redistribuiti verso tutte le mansioni civili in capo al Ministero dell’Interno, in qualsiasi luogo della propria regione dove vi sia esigenza. E in questa redistribuzione non vigerà il vincolo territoriale dei 50 km da casa. Dunque non sapranno quale ruolo andranno a ricoprire, né quanto lontano. Diventerà difficile specializzarsi, fare carriera. E anche fare progetti di vita personale.
“Ciò vuol dire restare perennemente in una situazione di precarietà – ci racconta Antonio, dipendente della Commissione Territoriale di Bari –. Abbiamo fatto il concorso per un determinato ruolo e rischiamo di ritrovarci a fare tutt’altro. Questo va a incidere in maniera netta nella vita di una persona”. E prosegue: “Ogni giorno ascoltiamo le storie dei migranti, li seguiamo e non sappiamo se potremo mai sapere l’esito della loro richiesta, perché chissà dove saremo. Prendiamo decisioni sulla vita delle persone e lo facciamo in una situazione di incertezza. Questo non ti permette di curare con la giusta serenità situazioni che sono delicatissime e che riguardano i diritti fondamentali di persone che spesso i diritti non sanno nemmeno di averli”.
In attesa dell’ignoto – come se non bastasse – i dipendenti delle Commissioni Territoriali subiscono una svalutazione contrattuale. Infatti, pur ricoprendo ruoli considerati ‘altamente specializzati’, non hanno un inquadramento e una remunerazione che li diversifichi dal resto dei funzionari amministrativi.
“Mi piace tantissimo il lavoro che svolgo – spiega Alessia da Roma -, ogni mattina mi sveglio contenta di andare ad ascoltare le storie dei richiedenti asilo. Ma ultimamente stiamo svolgendo il nostro lavoro in una situazione di grande disagio. Abbiamo vinto un concorso che ci etichettava come funzionari altamente specializzati e poi questa qualifica si è rivelata essere un contenitore vuoto”. Alessia ci racconta l’esperienza di alcuni suoi colleghi: “Li stanno collocando presso le Prefetture a svolgere mansioni da funzionari amministrativi. Abbiamo un senso di mancato riconoscimento della nostra specializzazione professionale. In questo modo non abbiamo neanche possibilità di progressione di carriera”.
“L’assemblea di oggi rappresenta già di per sé un fatto nuovo e importante. Sono lavoratori che richiedono di essere riconosciuti nella loro professionalità senza disperdere funzioni e competenze – afferma Florindo Oliverio, segretario nazionale della Fp Cgil -. Il nostro è un paese che ha bisogno di una svolta culturale e politica perché il tema dei richiedenti asilo va affrontato in maniera strutturale e non più solo emergenziale. Perché i fenomeni migratori possono conoscere picchi di crescita o di decrescita, ma non sparire del tutto”. Prosegue Oliverio: “C’è bisogno di una iniziativa legislativa che dia continuità e stabilità, prima ancora che a dei lavoratori, a un servizio di eccellenza del nostro paese nel panorama europeo. Da oggi la Fp Cgil darà definitivamente voce ai funzionari amministrativi di alta specialità del Ministero dell’Interno arrivando a proclamare lo stato di agitazione di questi lavoratori fino a che politica e governo non daranno risposte adeguate”.
GRANDE SUCCESSO DEL PRESIDIO AL MEF E DELLE ALTRE INIZIATIVE TENUTESI SUL TERRITORIO NAZIONALE
Alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Una delegazione delle scriventi Segreterie nazionali nella mattinata di oggi è stata ricevuta dal Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Antonio Misiani mentre era in corso l’affollato presidio organizzato presso la sede del MEF in Via venti settembre a Roma.
Nel corso dell’incontro abbiamo rappresentato all’esponente di Governo le motivazioni alla base di questa nuova giornata di partecipazione e mobilitazione che ha visto in concomitanza lo svolgimento di altre iniziative in molte realtà territoriali di tutto il Paese.
In particolare abbiamo rappresentato quanto segue :
• se il contrasto all’evasione fiscale rappresenta uno dei punti centrali dell’azione del nuovo Governo, allora molti sono gli interventi necessari sulla macchina fiscale, perché è indubbio che tale azione dovrà camminare sulle gambe delle donne e degli uomini delle Agenzie fiscali. E’ quindi assolutamente necessario un piano straordinario di assunzioni che sia in grado di colmare le gravi carenze di organico che attanagliano le Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e l’Agenzia delle Entrate, gap che si aggraverà nei prossimi mesi con “quota 100”.
• E’ necessario altresì recuperare da subito i ritardi nell’emanazione del DM ex comma 165 per l’anno 2018, la cui mancata emanazione mette in discussione il salario aziendale del personale a distanza ormai di quasi due anni dall’effettuazione delle prestazioni. Così come vanno recuperate le risorse che, pur stanziate a titolo di comma 165 e quota incentivante, vengono ogni anno tagliate e non destinate, come dovrebbe essere, al personale, restando comunque nella disponibilità dei bilanci delle due Agenzie. Abbiamo chiarito che tale rivendicazione è a costo zero e non comporta aggravi al bilancio dello Stato trattandosi per l’appunto di somme già stanziate.
• Abbiamo inoltre rappresentato come sia necessaria una rivisitazione dei modelli organizzativi delle Agenzie, che in questi anni sono stati oggetto , ad ogni cambio di Direttore, di progetti di riforma, accorpamenti, modifiche che spesso hanno aggravato i problemi piuttosto che risolverli, aumentando la confusione con iniziative contraddittorie che hanno portato all’aumento dei carichi di lavoro e a complicare gli stessi processi lavorativi. Per fare una vera azione di contrasto all’evasione e alle frodi, affrontare senza affanni i nuovi adempimenti derivanti dalla BREXIT è necessario rimettere al centro dell’azione di Governo il funzionamento delle due strutture, riprendendo lo spirito originario della riforma che portò alla nascita delle Agenzie fiscali, in questi anni completamente smarrito per effetto delle politiche di spending review, di delegittimazione del personale, di azzeramento delle conquiste contrattuali.
Tutti i temi da noi espressi sono stati oggetto già di un primo confronto e il Vice Ministro ha convenuto sulla rilevanza del rilancio della funzionalità complessiva della macchina fiscale, e sul ruolo fondamentale del personale del fisco per il sistema Paese.
Temi che si è impegnato a rappresentare da subito al Ministro Gualtieri al fine di verificare da una parte la fattibilità di immediate iniziative sul tema del salario accessorio e dall’altra mirate all’apertura di un confronto più ampio e continuo sui temi della riorganizzazione e del rilancio delle Agenzie.
Vi terremo informati degli ulteriori sviluppi.
Roma, 23 ottobre 2019
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Cefalo
Ciola Fanfani Procopio Vitiello Patricelli
Iervolino Veltri Sperandini
COMUNICATO
Riordino delle carriere del personale di Polizia Penitenziaria, Fp Cgil: ora che lo schema di decreto è pubblico, sono chiari i motivi delle nostre proteste!
Ricorderete che la FP CGIL è stata l’unica organizzazione sindacale, insieme al Silp della Polizia di Stato, ad organizzare due manifestazioni per portare in piazza le ragioni della nostra protesta rispetto al testo dei correttivi al riordino delle carriere delle Forze di Polizia.
Nell’utima di queste manifestazioni, avevamo dichiarato che in autunno, quando avrebbero letto il testo dello schema del decreto, tutti I Poliziotti avrebbero capito le ragioni e la validità del percorso intrapreso in splendida solitudine dalla Fp Cgil e dal Silp. Oggi i fatti ci danno ragione, poichè ci troviamo di fro nte ad un testo che non tiene conto delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali, delle esigenze dei lavoratori e si basa solo ed esclusivamente sull’accordo trovato tra le amministrazioni coinvolte.
Come accaduto per la predisposizione del testo del precedente riordino, le suddette amministrazioni tendono ad assumere decisioni unilaterali, spesso intervenendo su temi che hanno natura prettamente contrattuale e poco a che fare con una revisione delle carriere, tenendo in scarsa considerazione i ruoli di base e quelli intermedi, che nella Polizia Penitenziaria rappresentano il 98% del personale. Tra l’altro, anche le scelte fatte per il personale della carriera dei funzionari non risolvono problemi che ci portiamo dietro da anni sulle funzioni e sul le progressioni in carriera. Vengono assegnati nuovi compiti alla Polizia Penitenziaria, quando tutti sanno che la dotazione organica attuale non basta neanche per espletare i compiti istituzionali all’interno degli istituti penitenziari. Sono apportate mo difiche al sistema disciplinare, ma non nella direzione auspicata dalla FP CGIL, che da sempre richiede maggiori tutele per il personale e una revisione dei giudizi di fine anno. Non modifica le dotazioni organiche dei sovrintendenti e degli ispettori, sup erando la differenza di genere, cosa che la nostra organizzazione sindacale chiede da tempo per eliminare le discriminazioni subite dal personale femminile nelle progressioni in carriera.
Per queste ed altre ragioni continueremo a chiedere modifiche al testo durante tutto l’iter parlamentare, nella speranza che tutti voi abbiate apprezzato l’impegno profuso su questa vicenda, lo ribadiamo ancora una volta in splendida solitudine.
vicenda, lo ribadiamo ancora una volta in splendida solitudine.
Fp Cgil Nazionale
Massimiliano Prestini
Pubblichiamo il bollettino ufficiale del bando per Capo Squadra decorrenza anno 2019 e la precisazione dei ruoli in aggiornamento dei VE, emanato dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane
“Grande presidio al Mef dei lavoratori delle Agenzie fiscali, così come tutti quelli organizzati sui territori: per le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie servono soluzioni contrattuali e normative”. Oggi, infatti, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp hanno promosso una giornata di mobilitazione per rivendicare interventi sulle Agenzie fiscali in vista del nuovo impulso alla lotta all’evasione fiscale che il governo si appresta a dare con la prossima legge di Stabilità.
Nel corso del presidio di Roma una delegazione ha incontrato il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Antonio Misiani, per rappresentargli tre questioni: “un piano straordinario di assunzioni per l’Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e l’Agenzia delle Entrate, l’esigibilità del salario aziendale, una rivisitazione dei modelli organizzativi delle Agenzie”.
Temi sottoposti al vice ministro Misiani che, riportano i sindacati, “ha convenuto sulla rilevanza del rilancio della funzionalità complessiva della macchina fiscale, e sul ruolo fondamentale del personale del fisco per il sistema Paese. Temi che si è impegnato a rappresentare da subito al Ministro Gualtieri al fine di verificare da una parte la fattibilità di immediate iniziative sul tema del salario accessorio e dall’altra mirate all’apertura di un confronto più ampio e continuo sui temi della riorganizzazione e del rilancio delle Agenzie”, concludono.
Presidio al Mef, interventi per lavoratori Agenzie Fiscali
Per fare la lotta all’evasione fiscale, fulcro della prossima manovra, c’è bisogno di #AssunzioniSubito e di motivare le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate.Noi siamo pronti, ma basta giocare: servono segnali forti e decisi da parte del governo di Giuseppe Conte.#CiSiamo 📹 Dal presidio di oggi al Ministero Delle Finanze ⤵️
Pubblicato da FP CGIL – coordinamento Agenzie fiscali su Mercoledì 23 ottobre 2019
Pubblichiamo a seguito della richiesta di incontro la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo la mobilità per il personale inquadrato nel ruolo di Vigile del Fuoco non specialista
Pubblichiamo il comunicato unitario.
E I GUFI STANNO A GUARDARE!
Dopo un iter di certificazione caratterizzato dal tentativo dei Ministeri vigilanti di entrare a gamba tesa sulla contrattazione integrativa INPS e sull’autonomia negoziale delle parti contraenti con indicazioni prescrittive che l’intero Tavolo negoziale, Amministrazione ed Organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL, ha respinto, espungendo dal testo finale clausole dai contenuti vincolanti che avrebbero condizionato il futuro CCNI 2019, ieri abbiamo sottoscritto in via definitiva il CCNI 2018 delle aree professionali A,B e C.
A dispetto dei “gufi”, fedeli alla filosofia del tanto peggio tanto meglio e pronti a diffondere, loro sì, veleno sulla contrattazione integrativa alla quale si sono sottratti per loro scelta, non avendo firmato il CCNL di comparto, il testo firmato, ad eccezione di alcune modifiche sulla parte normativa e su quella economica che non intaccano la sostanza dell’accordo, replica i contenuti dell’ipotesi negoziale firmata lo scorso 18 aprile.
In sintesi il CCNI 2018 prevede:
– una nuova tabella di valori mensili del TEP così declinata: da A1 a C3 480,00 €, C4 485,00 € e C5 490,00 €. La decorrenza dei nuovi importi sarà 1° giugno 2018 per tutti, ad eccezione di coloro i quali hanno conseguito l’attuale posizione economica con effetto 1.1.2018,che si vedono attribuire i nuovi valori a decorrere dal 1° dicembre 2018;
– conservazione del TEP, secondo i nuovi valori in tabella, per il personale Inps che accede all’area superiore in virtù di progressioni verticali o di concorsi pubblici a condizione di aver maturato almeno 2 anni di servizio in Istituto;
– previsione di un’indennità, valore 150,00 euro mensili e non cumulabilecon l’indennità di posizione organizzativa, per il personale amministrativo inquadrato in area C e addetto in forma prevalente, con specifico ordine di servizio, all’attività di contenzioso in materia di invalidità civile, così come convenuto con specifico verbale d’intesa sottoscritto il5/10/2017;
– introduzione per tutto il personale dell’Istituto, di una maggiorazione della retribuzione oraria del 20% per il periodo di effettivo svolgimento dell’attività di front-office;
– previsione di un termine di tre mesi dalla firma del contratto integrativoper la definizione di un accordo tra le parti che consenta l’operatività dell’istituto del tutoraggio, secondo la formula contenuta nel CCNI 2017, con impegno a far decollare, in tempi brevi, tale istituto, in applicazione della circolare n.147/2015 e della determinazione presidenziale n.102/2018;
– estensione ai colleghi incardinati nella Sede Virtuale della Direzione servizi agli utenti ed al personale del Progetto Estratto Conto dipendenti pubblici, della maggiorazione del coefficiente individuale di attribuzione degli incentivi nella misura del 10%. Tale maggiorazione è riconosciuta anche al personale del profilo geometra-perito industriale “con impegno esulante le ordinarie competenze e/o in sussidiarietà per risolvere situazioni di particolare criticità”;
– incremento di 50,00 € mensili dell’indennità per particolari compiti riconosciuta a tutto il personale del profilo geometra-perito industriale.
Nella sezione dedicata alle dichiarazioni congiunte sono stati confermati gli impegni:
– all’avvio delle procedure per le progressioni orizzontali A2>A3 e B2>B3 a completamento delle riqualificazioni professionali all’interno delle aree A e B del triennio 2016/2018;
– alla rivisitazione dell’attuale modello di misurazione della produttività e della performance riconosciuto finalmente dalla stessa Amministrazione come inadeguato;
– alla rimodulazione del sistema indennitario relativo alle posizioni organizzative;
– alla riduzione ad un anno di anzianità di servizio in Istituto del requisito temporale per il riconoscimento del TEP.
Nel corso della riunione il Presidente ha annunciato che giorno 6 novembre p.v. sarà adottato il provvedimento di modifica della determinazione n.177/2018 in materia di progressioni verticali.
Sull’erogazione delle competenze economiche legate al contratto firmato, l’Amministrazione ha chiarito che nel mese di novembre saranno corrisposti, oltre agli acconti dell’incentivo 2019, ordinario e speciale, gli arretrati legati al TEP ed alle altre partite indennitarie del CCNI 2018 in modo da erogare a dicembre il saldo incentivo 2018.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Antonella TREVISANI






AL MINISTRO DEL L AVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
ON. NUNZIA CATALFO
Egregio Ministro,
Innanzitutto,
vogliamo augurarLe buon lavoro per il incarico assunto di uno dei più importanti ministeri quale è il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Tra le molte e delicate questioni che dovrà affrontare nell’espletamento di questo prestigioso incarico, vogliamo ribadirLe la necessità di intervenire con ur genza sulla situazione dell Ispettorato Nazionale del Lavoro.
A distanza di anni dalla costituzione dell’INL persistono ancora forti criticità che impediscono a
questo nuovo Ente di poter svolgere appieno la sua delicata funzione di tutela sociale dei lavoratori e di vigilanza sulle molteplici irregolarità presenti nel mercato del lavoro.
Nonostante le novità introdotte dalla legge di stabilità dello scorso anno, infatti, permane l’urgenza di interventi mirati che rivedano l impianto disegnato dal D.lgs. 149/2015, prevedendo ulteriori investimenti economici per la valorizzazione del personale, l’ampliamento della dotazione organica e, finalmente, una maggiore autonomia gestionale.
La ssenza di investimenti adeguati, l allarmante carenza di personale degl i uffici del territorio ed i vincoli normativi previsti dalla legge istitutiva non consentono, ancora oggi, di garantire all attività di vigilanza un effettivo presidio del territorio e un più efficace cont rasto ai fenomeni di illegalità e che sono, spesso , prodromici di infortuni sul lavoro.
Le scriventi OO.SS. chiedono pertanto che la S.V. possa intervenire anche relativamente alla prossima legge di bilancio e che convochi le scriventi OO.SS. per cercare di risolvere le criticità rappresentate scongiura n do , in tal modo, inevitabili ricadute sulla collettività.
Le auguriamo nuovamente buon lavoro e restiamo in attesa di un cortese riscontro.
Roma 22 ottobre 2019
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo ARIANO Michele CAVO Bruno DI CUIA