Pubblichiamo la nota sindacale unitaria territoriale Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal e Conapo, riguardo al mancato rispetto del richiamo dell’Art  34 del CCNL 2006/09 sull’ organizzazione del lavoro

Riunione in Aran della Commissione paritetica prevista dal passato contratto

“Passi avanti nella revisione del sistema di classificazione del personale del comparto delle Funzioni Centrali, così come previsto dal passato contratto, che dovranno necessariamente proseguire”. A darne notizia è la Funzione Pubblica Cgil nel resoconto della riunione di oggi all’Aran della Commissione Paritetica sui sistemi di classificazione del personale.

L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, fa sapere il sindacato, “ha presentato una ‘Ipotesi di lavoro per la revisione del sistema di classificazione del personale’ sulla quale si è svolto il confronto che si sostanzia su un sistema articolato su 3 aree (di supporto, operativa e funzionariale), con la previsione di un solo accesso dall’esterno per ogni area e la previsione di gruppi e famiglie professionali. La proposta – spiega la Fp Cgil – contiene inoltre una analisi delle criticità riscontrate nell’istituto delle progressioni economiche orizzontali, ipotizzando l’adozione di modalità che ‘sdoppino’ l’attuale istituto in modo da dare risposta sia all’esigenza di inclusività (tramite il riconoscimento dell’esperienza professionale) sia all’esigenza di selettività (tramite il riconoscimento dell’acquisizione di più elevate capacità professionali)”.

Inoltre, continua il sindacato, “Aran inserisce poi la proposta di un potenziamento dell’utilizzo delle posizioni organizzative mediante la previsione di incarichi ‘manageriali’ o ‘professionali’, in riferimento rispettivamente ad incarichi correlati a responsabilità di risultato o a responsabilità derivanti dallo svolgimento di funzioni richiedenti la iscrizioni ad albi professionali. In virtù della caratteristica di ‘investimento sull’organizzazione’ si ipotizza la possibilità di destinare a questo istituto risorse specifiche per non gravare sui fondi per la contrattazione decentrata”.

Come Fp Cgil, prosegue, “abbiamo apprezzato l’obiettivo di convergere verso un modello unico di classificazione per l’intero comparto delle Funzioni Centrali, precisando tuttavia che vanno tenute a riferimento le esperienze più evolute all’interno del comparto, in modo da rispondere alle dichiarate esigenze di flessibilità e dinamicità del sistema per mettere le Amministrazioni in condizioni da poter rispondere con tempestività alle evoluzioni dei processi lavorativi nella Pa. Abbiamo poi espresso apprezzamento per il recepimento nella proposta di alcuni elementi che fanno parte della nostra proposta e che avevamo anticipato nel precedente incontro, come la necessità di riconoscere l’esperienza professionale e la peculiarità di alcune professionalità specifiche”.

Tuttavia, precisa la Fp Cgil, “abbiamo considerato insufficienti le soluzioni ipotizzate sia per quanto riguarda l’individuazione delle tre aree, che sostanzialmente ripropongono la struttura attuale e non prevedono di fatto il superamento definitivo della attuale prima area, sia per la soluzione individuata per le specifiche professionalità, con la previsione di utilizzare l’incarico di posizione organizzativa. Per questo abbiamo chiesto di ragionare sulla istituzione di una terza area riservata a professionisti e alte specialità, in tal caso superando l’ipotesi di una terza area di bassa qualificazione professionale. Abbiamo poi evidenziato come nel testo di Aran siano da inserire e sviluppare sia il tema delle declaratorie di area che quello relativo agli accessi nelle aree, elementi indispensabili per verificare la coerenza della proposta con gli obiettivi del superamento dell’attuale prima area e del fenomeno del mansionismo”.

“Nell’interlocuzione abbiamo introdotto l’ipotesi di percorsi formativi in entrata differenziati a secondo del titolo di studio posseduto dal lavoratore (scuola dell’obbligo o diploma per l’area operativa; laurea triennale, vecchio ordinamento o magistrale per quella funzionariale), nonché la necessità di prevedere accessi anche dall’interno con percorsi selettivi ed esperienza professionale utilizzabile in mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno. In conclusione riteniamo che la seduta di oggi abbia contribuito a far fare dei passi avanti significativi nei lavori della Commissione e che negli incontri prossimi dovranno necessariamente proseguire per traguardare gli obiettivi che da ultimo ci siamo dati con il documento presentato nell’incontro unitario del 10 ottobre scorso. La prossima riunione della Commissione dovrebbe essere fissata entro il mese di novembre”, conclude la Fp Cgil.

Il 23 ottobre a Roma al Mef presidio unitario, vogliamo soluzioni ‘Mai viste prima’

“Il governo vuole mettere in campo per contrastare l’evasione fiscale interventi antielusivi ‘mai visti prima’? Allora anche per le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie Fiscali servono soluzioni contrattuali e normative ‘mai viste prima’”. Domani mercoledì 23 ottobre a Roma presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97 a partire dalle ore 9.30 si terrà un presidio organizzato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp.

I sindacati, alla luce delle norme previste in manovra, e chiamando in causa il titolare del Mef, Roberto Gualtieri, affermano: “Le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie Fiscali, con carichi di lavoro ai limiti della praticabilità a causa di gravissime carenze di organico, sia di funzionari che di dirigenti, lottano ogni anno per limitare i continui tagli del salario accessorio. Tagli generati dalle norme sui tetti dei Fondi, in ragione di generali regole della spending review, che non solo riducono ogni anno il salario di produttività, ma che obbligano anche alla chiusura uffici territoriali, presidio di legalità sul territorio”.

Lavoratori inoltre che, proseguono i sindacati, “subiscono attacchi offensivi e scorretti solo perché svolgono con impegno e professionalità la missione strategica per eccellenza per gli interessi del sistema Paese e per garantire equità sociale e sviluppo economico”. Per queste ragioni, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp, “se il Governo vuole mettere in campo norme antielusive ‘mai viste prima’, anche i lavoratori che le dovranno applicare hanno bisogno di soluzioni contrattuali e normative ‘mai viste prima’”. Questioni che i sindacati hanno sottoposto al Ministro Gualtieri, “senza registrare alcun riscontro”, e che domani rilanceranno nel corso del presidio al Mef.

COMUNICATO

Lo scorso 14 ottobre è stato presentato ufficialmente il progetto “INPS per tutti”.
Ci avrebbe fatto piacere avere un incontro sul punto per poter evidenziare alcune possibili criticità, ferma restando la condivisione dell’idea di una Pubblica Amministrazione strumento di sostegno e aiuto a chi vive situazioni di disagio sociale o difficoltà economiche o personali.
Da quanto appreso, il progetto vede il coinvolgimento del personale dell’Istituto delle Sedi Territoriali per attività lavorativa da svolgersi in luoghi che notoriamente risultano caratterizzati dalla frequentazione di chi vive una situazione di fragilità sociale, economica o personale.
Consapevoli che l’accoglienza e il sostegno a queste persone richiede specifiche competenze e formazione degli operatori coinvolti, nonché tutele per la loro salute e incolumità, restiamo in attesa di una convocazione in tempi brevi.

 

 

FP CGIL                                          FP CGIL
Antonella Trevisani                            Matteo Ariano

Il caos del sistema di valutazione

In questi giorni sono state notificate le valutazioni individuali ai colleghi delle Dogane e dei Monopoli, valutazioni che, come noto, pur riguardando tutto il personale sono in particolare utili alla determinazione delle graduatorie per i colleghi che partecipano alle procedure di passaggio economico 2019, anche se – è bene ricordarlo – in realtà non avranno alcun peso sull’esito delle graduatorie stesse.
Come era prevedibile e come abbiamo sempre sostenuto in tutte le sedi, sono immediatamente apparsi chiari i nodi di un Sistema, adottato autonomamente dall’Agenzia nel 2014, che conteneva evidenti criticità proprio per la genericità delle procedure e per la carenza di regole omogenee e di salvaguardie per il personale, carenze che avrebbero prodotto il rischio concreto di trasformarsi in valutazioni discrezionali da parte dei dirigenti.
Avevamo dunque ragione: la cosiddetta “omogeneizzazione” delle valutazioni che avrebbe dovuto precedere l’invio delle schede, é stata, a nostro avviso, solo una operazione di facciata proprio perché non ha evitato evidentemente il prodursi di logiche punitive e discriminatorie.
Chiaramente i colleghi che ritenessero di essere stati valutati in modo “erroneo” potranno attivare la richiesta di riesame tramite contraddittorio, per il quale tutti i nostri responsabili sindacali forniranno la massima assistenza ai colleghi.
Tuttavia non è questo il punto.
Il punto è che, come peraltro abbiamo dichiarato formalmente alla Amministrazione, con l’entrata in vigore del CCNL Funzioni Centrali, diventa del tutto inutilizzabile un sistema di valutazione i cui criteri non siano stati concordati tra le parti e, dunque, quel sistema non potrà essere adottato, nella contrattazione integrativa sul Fondo 2018/2019, per riconoscere incentivi legati alla performance individuale.
Tanto è vero che il confronto, in atto in questi giorni con l’Agenzia per definire il “nuovo sistema di valutazione” – confronto che dovrà introdurre criteri trasparenti, equilibrati e leggibili oltre che tutele per il personale nella fase conciliativa – sarà attivato dal 2020.

 

FPCGIL                     CISLFP                          UILPA                CONFSAL/Unsa
Iervolino                     Fanfani                         Procopio                           Veltri

A TUTTO IL PERSONALE DI SPORT e SALUTE SPA E FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI

Lo scorso 15 Ottobre si è svolto un incontro con la delegazione di Sport e Salute per riaprire il confronto su alcuni delicati temi che saranno affrontati nelle prossime settimane.
Dopo la prima riunione di fine luglio ed i mutamenti del quadro politico intervenuti alla fine dell’estate,
l’intero mondo sportivo si sta interrogando su quale potrà essere il futuro assetto di un comparto che
comprende oltre a Sport e Salute, il Coni, le Federazioni Sportive Nazionali e le altre organizzazioni del
settore, ai lavoratori del quale si applicano le regole previste dai Contratti Collettivi Nazionali di cui le scriventi Organizzazioni Sindacali sono firmatarie.
Con la riforma del sistema sportivo, delineata con i provvedimenti del precedente Governo, si è determinato un nuovo equilibrio negli assetti del mondo sportivo istituzionale, che però non è ancora interamente compiuto sia dal punto di vista legislativo che da quello organizzativo.
Nel corso dell’incontro i rappresentanti di Sport e Salute hanno illustrato alle Organizzazioni Sindacali alcune iniziative che, in questa delicata fase transitoria e già a partire dai prossimi mesi, interesseranno gli assetti organizzativi territoriali. Obiettivo di tali interventi, che saranno accompagnati da percorsi formativi dedicati al personale coinvolto, è quello di allineare l’organizzazione territoriale alla missione attribuita a Sport e Salute dal legislatore che, in termini di promozione dello sport sul territorio, sia di supporto alla pratica sportiva in ambito scolastico, di sostegno agli eventi e alle iniziative in coordinamento con il Coni e le Federazioni Sportive Nazionali.
Da questo punto di vista, è chiaro che il processo di riassetto organizzativo richiederà del tempo e che
andranno quanto prima definiti momenti di verifica in modo da apportare, ove necessario, eventuali
correttivi in corso d’opera. In tal senso, abbiamo chiesto ed ottenuto dalla delegazione di parte datoriale precise garanzie sulla piena salvaguardia dei livelli occupazionali e sul fatto che non si determineranno spostamenti di sede per i dipendenti di Sport e Salute in servizio sul territorio.
Il nuovo modello che verrà introdotto prevede una rivisitazione delle funzioni e degli obiettivi degli attuali Coni Point; funzioni che atterranno più al supporto amministrativo e organizzativo delle ASD sul territorio.
Ciò, stando a quanto comunicato, con il preciso obiettivo di facilitarne gli adempimenti amministrativi ed incrementare, in particolare attraverso la creazione dello “sportello per lo sport”, le attività sportive e di proselitismo.
A supporto del processo territoriale verrà quanto prima varato un piano di formazione interamente a carico del Fondo impresa. Con l’obiettivo di accrescerne le competenze e, di conseguenza, più agevolmente affrontare la fase di cambiamento in atto, la formazione sarà anzitutto somministrata al personale che opera sul territorio (circa 260 colleghi). Consapevoli del fatto che la formazione rappresenta una delle principali leve su cui agire per accompagnare i processi di innovazione organizzativa, ci siamo immediatamente resi disponibili a redigere nuovi accordi con il/i fondo/i per ampliare il processo formativo anche a tutto il restante personale, delle Federazioni sportive nazionali e non.
Abbiamo inoltre chiesto alla delegazione di parte datoriale di valutare l’opportunità di certificare la
formazione e di costruire, per ogni lavoratore, un “libretto di formazione certificata”. Riteniamo infatti che la certificazione delle competenze potrà tornare utile quando, auspichiamo prima possibile, si porrà mano, in termini di progressione all’interno del sistema di classificazione, ad un processo di valorizzazione delle professionalità che deve poter sempre accompagnare i processi di rinnovamento aziendale. Tanto più in un contesto come lo sport, destinato ad incidere profondamente sul tessuto sociale ed economico del Paese.
Ci si è poi dedicati ad introdurre nella discussione il tema del rinnovo dei contratti scaduti, sia per le Aree che per la Dirigenza, sottolineando l’esigenza di dare sollecito avvio ai due negoziati. In particolare, per il rinnovo del contratto delle Aree, abbiamo proposto alla controparte di aprire tavoli tecnici finalizzati all’approfondimento e alla definizione di talune rilevanti tematiche che più di altre necessitano di attivare un confronto specifico; ciò, evidentemente, al fine di facilitare la discussione che avrà poi luogo al tavolo politico.
A nostro avviso, i negoziati per il rinnovo dei contratti scaduti potranno essere avviati anche prima della sottoscrizione del contratto di servizio. Sul punto abbiamo registrato disponibilità da parte
dell’Amministrazione per l’inizio del prossimo mese di novembre.
In ultimo, ci è stata illustrata l’istituzione di un “pacchetto salute” che sarà rivolto a tutto il personale
operante sul territorio nazionale, che renderà possibile attivare una serie di controlli ed esami medici da svolgere presso l’Istituto di medicina dello sport. Stando a quanto appreso, solo in una prima fase operativa questo servizio verrà attivato per il personale di Roma. Del resto, come si ricorderà, a più riprese nel passato le scriventi OO.SS. hanno sottolineato l’esigenza di ampliare le prestazioni ed i servizi di welfare destinati al personale.
Come sempre, vi terremo tempestivamente aggiornati sull’evolversi delle tematiche trattate.

Cordiali saluti

 

FP CGIL                        CISL FP                             UILPA                    CISAL FIALP                        USB
Francesco Quinti     Alessandro Bruni        Paolo Liberati                 Dino Carola                Carla Degano
Antonella Merlonghi    Fabrizio Biffi           Annamaria Ponci          Fabio Tiddi            Donatella Bottura

Stato di attuazione DL 98/2017

Le scriventi OO. SS., durante la riunione tenutasi con l’Amministrazione in data 14 ottobre 2018, hanno chiaramente riportato le grandi difficoltà affrontate dagli uffici nell’approcciare i nuovi processi digitali soprattutto a causa del malfunzionamento delle procedure in particolare il GUT2 e delle rigidità del sistema di prenotazione degli accessi centralizzato . E’ stato sottolineato il clima di demotivazione e sconforto che ne è logicamente conseguito , la sensazione di impotenza nel non riuscire a fornire il servizio di qualità al quale non solo l’utenza ma anche i lavoratori erano abituati. Abbiamo fatto presente i disagi per l’utenza e per i lavoratori nell’utilizzo della procedura GUT 2 che nella maggior parte dei casi, nonostante gli sforzi profusi dai colleghi, non consente di portare a buon fine la pratica costringendo l’utenza a lunghe attese e esponendo i lavoratori del PRA a critiche di scarsa professionalità. A tutto questo si aggiunge poi la giusta indignazione dei colleghi che dalla gestione centralizzata del sistema di prenotazione subiscono anche ripercussioni negative sulla applicazione di istituti contrattuali consolidati (quali ad esempio la flessibilità). L’Amministrazione ha spiegato le ragioni di questa situazione con una enorme difficoltà ad attuare una architettura informatica molto complessa discendente dall’impianto stesso del decreto 98/2017, in tempi , anch’essi dettati da norma, ridottissimi nonostante un clima di totale armonia in sede politico – tecnica fra Aci e Motorizzazione. Le scriventi OO.SS hanno stigmatizzato come sia stato caricato solo sugli uffici PRA il gravoso onere di testare sul campo un prodotto grezzo con l’aggravante di aver diffuso in maniera massiva tali procedure non limitandone l’applicazione ad alcune sedi e che comunque il clima positivo non è stato sufficiente a garantire gli step necessari , su un piano operativo , per arrivare al rilascio di procedure mature ed efficienti. Le scriventi OO. SS., pertanto, pur rendendosi conto dei risvolti di opportunità celati dietro questa disponibilità, segnalano la necessità di supportare al massimo i colleghi negli Uffici nell’utilizzo delle procedure consentendo una adeguata gestione dell’utenza nonché la necessità di adottare soluzioni tali da garantire un clima organizzativo sereno con strumenti di gestione del personale il più possibile flessibili e adattabili alle singole realtà . In concreto si è chiesto di intervenire : SUL SISTEMA DI PRENOTAZIONE CENTRALIZZATO DEGLI ACCESSI, con specifico riferimento alla possibilità di calibrare l’apertura degli sportelli, anche all’interno di una stessa giornata, in relazione alle esigenze ed accordi locali;
SUL GUT 2 , con specifico riguardo all’opportunità di “testare”la nuova procedura con buon senso riservandola per es. alle pratiche fuori appuntamento e consentendo laddove necessario il ricorso a procedure alternative efficaci; SULLA GESTIONE ISTITUTI CONTRATTUALI RAPPORTO LAVORO, con specifico riferimento a ferie, permessi , flessibilità con l’adozione di misure di gestione flessibile che si armonizzino con le esigenze di conciliazione dei tempi vita – lavoro e che salvaguardino il benessere lavorativo. Nell’incontro che si è tenuto il giorno 16 ottobre 2019 con i direttori del PRA le sopracitate proposte sono state rappresentate dall’Amministrazione come soluzioni percorribili. Le OO.SS evidenziano come sia necessario indicare anche con istruzioni scritte le modalità per dare attuazione a queste soluzioni.

–  Iter di approvazione CCI 2018-

L’Amministrazione ci ha illustrato il secondo “giro” di interlocuzioni avvenute con i Ministeri Vigilanti dopo che , come ricorderete, prima dell’estate c’era stato l’impegno anche da parte dei Vertici di Aci di intervenire per giungere rapidamente ad una conclusione positiva dell’iter contrattuale.
Pur avendo ottenuto delle aperture su alcuni argomenti , non sembra comunque possibile a breve la chiusura definitiva del contratto . Le osservazioni del MEF , infatti, sembrano mettere in discussione il principio di autonomia di bilancio e la conseguente autoregolamentazione da parte dell’Ente e quindi non solo parte delle risorse che alimentano il fondo per il salario accessorio dei lavoratori Aci ma anche molti altri istituti peculiari del nostro Ente.
Su questo abbiamo richiesto un incontro con il Segretario Generale e con il Presidente.

–  Proposta di legge 1634 ABOLIZIONE PRA –

L’8 ottobre scorso è stata assegnata alla IX Commissione Trasporti della Camera in sede referente una proposta di legge di abolizione del PRA. Stiamo cercando di acquisire più notizie possibile e seguiremo da vicino l’iter che comunque è piuttosto lungo . Al momento comunque non risultano ancora calendarizzate sedute di esame in Commissione.
Abbiamo, in ogni caso, chiesto anche su questo un incontro con i Vertici dell’Ente .

 

FP CGIL ACI      FP CISL ACI    UILPA ACI ACP   CONFINTESAFP ACI    CONFSAL UNSA ACI
Figliuolo           Semprini             Piccirilli                     De Santi                         Cappelli

Pubblichiamo la Circolare e i relativi allegati inviati dall’UAS riguardo il Campionato Italiano VVF di ciclocross che si svolgerà a Viterbo dal 13 al 14 dicembre 2019. La corsa di Ciclocross darà inizio al Circuito Ciclistico VVF anno 2020

Roma, 18.10.2019

A: Gen. C.A. S. FARINA
Capo di S.M.E.

A: Gen. C.A. P. FIGLIUOLO
Com.te Logistico E.I.

A: Gen. D. F. DIELLA
Direttore Policlinico Mil.re RM

A: SME DIPE – Uff. Pers. Civile

A: SME RPG – Uff. Org. Delle Forze

Oggetto: Caserma Bocchetti di Anzio.

Le scriventi OO.SS. sono venute casualmente a conoscenza che sul sito internet di Difesa Servizi S.p.A. – nella sezione “gare”, è stato pubblicato il 6 agosto scorso un “Avviso esplorativo finalizzato ad individuare operatori commerciali interessati a formulare proposte di finanza di progetto ai sensi dell’artt. 182 e 183, comma 15, del D.Lgs. n. 50 del 2016 per la valorizzazione di asset immobiliari di proprietà dell’Amministrazione della Difesa in cui realizzare strutture residenziali non sanitarie per la terza età (c.d. senior housing)”.
Tra le strutture oggetto del bando è compresa anche la Caserma Bocchetti di Anzio, sede del Dipartimento Lungodegenza del Policlinico militare di Roma, unica caserma attualmente in funzione presso la quale opera personale civile.
Fanno rilevare le scriventi che nel corso delle riunioni con SME del mese di luglio non è mai stata data alcuna informazione sulle intenzioni della Forza Armata nei riguardi di tale Ente e non vi è stato fatto cenno né durante l’incontro con il Capo di SME del 24 settembre scorso, né durante il recente incontro con il Comandante Logistico E.I.
Ritenendo che la mancata informazione sulle intenzioni della Forza Armata sull’Ente in oggetto violi il dettato contrattuale e rischia di provocare una frattura nei rapporti con lo SME finora improntati al dialogo costruttivo, si chiede una riunione, da convocare con urgenza, al fine di acquisire ogni utile informazione al riguardo.

Si resta in attesa di riscontro.

FP CGIL                                CISLFP                          UIL PA
F. Quinti/R. De Cesaris    M. Ferri/F. Volpi         Sandro Colombi

Al Presidente
Prof. Pasquale Tridico

Gent.mo Presidente,
intervenire sugli equilibri interni a una struttura amministrativa è sempre cosa assai
delicata, ancor di più se si tratta di una struttura particolarmente complessa come quella
dell’INPS e siamo lieti del fatto che Lei abbia accolto l’invito, di parte sindacale, ad aprire
un’interlocuzione con chi rappresenta i lavoratori e intende dare un proprio concreto e
fattivo contributo.
Il nostro, vuole essere finalizzato a produrre quel salto di qualità necessario alle condizioni
lavorative del Personale ed alla qualità dei Servizi erogati, in una visione e una prospettiva
di lungo campo, fondando le nostre proposte sui suggerimenti e gli spunti di coloro che
quotidianamente vivono nell’Istituto e ne conoscono la storia.
Per questo, Le poniamo schiettamente e pubblicamente una questione di metodo: perché
non attendere la nomina del Consiglio di Amministrazione, coinvolgendolo in questo
importantissimo processo di cambiamento? Come FP CGIL abbiamo formulato fortissime
critiche “al modello dell’uomo solo al comando” e l’esperienza ci insegna che questo vale
ancora oggi. Ciò che Lei ora rischia – sia pur animato dalle migliori intenzioni – è di
ripercorrere esattamente lo stesso schema, con l’aggravante di non avere l’alibi dei suoi
predecessori, ovvero dell’assenza di una norma che istituisse il C.d.A.
Siamo convinti che far trovare il Consiglio di Amministrazione di fronte a una
riorganizzazione già definita, ad una scelta compiuta, determinerebbe uno svilimento in
partenza del suo ruolo e un disconoscimento del valore di collegialità che si intende ora
ripristinare.
Al contrario, l’arrivo del C.d.A. e la discussione al suo interno potrà accompagnare
proficuamente il cammino di ascolto e dialogo auspicato, senza che questo possa in alcun
modo comportare alcun blocco o ostacolo al percorso avviato.
Perché non si dà il tempo di conoscere meglio la macchina di cui è alla guida da pochi mesi?
È una macchina complessa, che sarebbe bene conoscere meglio, prima di intervenire. In
questo modo, non solo gli interventi che potranno farsi saranno assunti con totale
consapevolezza e al riparo da possibili strumentalizzazioni, ma saranno anche più duraturi,
proprio perché mossi da conoscenza più precisa.
Gent.mo Presidente, l’impronta della collegialità rappresenta certamente quel valore
aggiunto irrinunciabile a scelte di portata cruciale per il nostro Istituto come quelle di cui
trattasi. Lo stesso spirito della norma istitutrice, cioè quello di riportare dopo molti anni la
gestione dell’INPS all’interno di un “organo plurale” non può che essere colta come una
opportunità, piuttosto che come un “lacciuolo” di cui liberarsi alla prima occasione o,
peggio, prima ancora che il C.d.A. muova il primo passo.

 

 

FP CGIL                                                  FP CGIL
Antonella Trevisani                                      Matteo Ariano

“Registriamo con estrema soddisfazione le dichiarazioni dell’esponente del Movimento 5 Stelle Sabrina Ricciardi con le quali comunica di aver recuperato, con un emendamento presentato dal gruppo al Senato al decreto legge sulle crisi aziendali, alcune graduatorie di concorso”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, quest’ultimo nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici.

“L’aver deciso di ampliare il perimetro di quelle coinvolte dal recupero – proseguono -, partendo ora da quelle approvate nel 2011, avvicinandosi a quanto da noi richiesto, rafforza ulteriormente le nostre tesi in sostegno di tutti coloro che sono risultati idonei in precedenti concorsi. Da anni, infatti, ribadiamo l’importanza di un simile provvedimento per arginare la fuoriuscita di tantissimi dipendenti pubblici e mantenere in piedi tutti quei servizi che quotidianamente garantiscono ai cittadini”, concludono Fp Cgil e Comitato XXVII Ottobre.

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