E’ arrivato il momento che l’Amministrazione riconosca al malato  il diritto all’assistenza, all’eletto il diritto al trasferimenti durante l’esercizio del proprio mandato così come al genitore di stare vicino alla figlia o al figlio nei prime tre anni di vita.

Basta con le restrizioni, si torni a riconoscere i diritti alle lavoratrici e ai lavoratori. Questa è la posizione della Fp Cgil VVF questo è quanto rivendicheremo in occasione dell’incontro del 3 settembre alle ore 15,00.

Garantire il diritto al personale interessato di essere trasferito ai sensi dell’art. 33, comma 5, della Legge 104/1992, dell’art. 78, comma 6, del D.lgs. 267/2000 e dell’art. 42 bis del D.lgs. 151/2001 passa anche attraverso la definitiva soluzione della carenza di organico.

La legge si applicata subito

Al Presidente
Prof. Pasquale Tridico

Alla Direttrice Generale
Dott.ssa Gabriella Di Michele

Al Direttore Centrale Risorse Umane
Dott. Giovanni Di Monde

OGGETTO: RICHIESTA INCONTRO

Con la presente, questa Organizzazione Sindacale chiede al più presto la calendarizzazione di un incontro
per affrontare una serie di rilevanti questioni, già sollecitate in precedenti richieste e tuttora pendenti:
-Aggiornamenti iter certificazione del CCNI 2018;
-Riorganizzazione;
-circolare front end;
-bozza circolare agenzie territoriali;
-riqualificazione professionale personale area A e B;
-stabilizzazione personale a tempo determinato;
-richieste di assegnazioni temporanee dei neo assunti;
-Immissione in ruolo dei lavoratori presenti nella graduatoria B1, la cui scadenza (30 settembre p.v.) si
avvicina.
In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Fp Cgil
Antonella Trevisani – Matteo Ariano

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale nella quale evidenzia la scelta dell’ Amministrazione di chiudere la sede di Marino per mancanza di personale e di organizzazione, il tutto a discapito del soccorso.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali Fp. Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF riguardo la richiesta di chiarimenti inviata al Direttore della Direzione Centrale per la Formazione, a seguito della programmazione didattica per l’anno 2019-20, che a quanto pare crea delle imparzialità di trattamento sul territorio nazionale

Autoformazione ECM

La presente comunicazione ha lo scopo di fornirvi uno strumento per informare tutte le lavoratrici ed i lavoratori del fatto che attraverso le attività di formazione individuale e, nello specifico, l’attività di autoformazione, viene introdotta un’ulteriore e snella possibilità di acquisire crediti ECM.
Come ricorderete, lo scorso 19 agosto vi abbiamo mandato la delibera della Commissione nazionale formazione continua in merito alla possibilità di acquisire 30 crediti ECM per il triennio 2017/2019 e ulteriori 20 crediti per il prossimo triennio, costruendo un dossier di autoformazione.
Riteniamo pertanto importante darvi indicazioni su come poter accedere e costruire i dossier formativi
individuali.
Le attività di “formazione individuale” che danno il diritto al riconoscimento dei crediti comprendono
tutte le attività formative non erogate da provider di seguito riportate.
a) attività di ricerca scientifica: pubblicazioni scientifiche, sperimentazioni cliniche
b) tutoraggio individuale
c) attività di formazione individuale all’estero
d) attività di autoformazione.
Per il triennio 2017/2019 i crediti maturabili tramite le suddette attività di formazione individuale (voci a, b, c, e d) non possono complessivamente superare il 60% dell’obbligo formativo triennale tenendo conto anche dei crediti acquisibili con le docenze, fermo restando il limite del 20% per l’autoformazione.
Cos’è l’Autoformazione e come ottenere il riconoscimento:
L’attività di autoformazione consiste nella lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non accreditati come eventi formativi ECM. Per il triennio 2017/2019 il numero complessivo di crediti riconoscibili per attività di autoformazione non può superare il 20% dell’obbligo formativo triennale valutando, sulla base dell’impegno orario autocertificato dal professionista, il numero dei crediti da attribuire. Rimane ferma la facoltà di Federazioni, Ordini, di prevedere ulteriori tipologie di autoformazione sulla base delle esigenze delle specifiche professioni.
Per ottenere il riconoscimento della formazione svolta attraverso questa modalità formativa si può presentare la richiesta collegandosi direttamente al sito CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica
Professioni Sanitarie) al seguente link:

http://application.cogeaps.it/cogeaps/registrazioneProfessionista.public

Dopo essersi registrati ed aver conseguentemente avuto accesso alla propria pagina personale, selezionare:
1. “partecipazione ECM”
2. “crediti individuali”
3. “inserisci crediti autoformazione”
4. triennio di riferimento (scegliere)
5. compilare i campi e, al termine, selezionare “invia”.
Sarà poi possibile scaricare un’autocertificazione, da compilare, firmare, indicando la descrizione del
materiale utilizzato per l’autoformazione (titolo dell’articolo o del libro, editore, anno pubblicazione, autore),
il periodo in cui si è svolto lo studio ed ogni altra informazione che viene richiesta dall’applicativo.
Al termine e dopo l’invio dell’autocertificazione di cui sopra, i crediti assegnati, una volta validati, saranno resi noti dal portale Co.Ge.A.P.S. nella propria pagina individuale.
Pubblichiamo la “Guida all’inserimento in banca dati Co.Ge.A.P.S. di crediti ECM per attività di autoformazione” che riteniamo di semplice consultazione.

La Segretaria Nazionale FP CGIL
Barbara Francavilla

Filippi: ‘Parole Giorgetti inaccettabili e pericolose’

Bene le parole del Ministro Grillo sull’importanza strategica della Medicina Generale in risposta alle inaccettabili e pericolose affermazioni del sottosegretario Giorgetti sulla presunta fine del rapporto fiduciario tra medico e paziente“.  Ad affermarlo è  il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Per difendere il Servizio sanitario è necessario tutelare prima di tutto la relazione di cura che rappresenta, come afferma il Ministro della Salute, il fulcro su cui deve ruotare qualsiasi progetto di riordino del Servizio sanitario”.

Gli stessi medici promotori nel 1978 dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale con la legge 833, ricorda Filippi, “affermavano che qualsiasi programma di riforma sanitaria doveva prima di tutto partire dal superamento del rapporto conflittuale tra operatori e cittadinanza; invece in questi anni abbiamo assistito a campagne denigratorie nei confronti dei professionisti della salute che, al contrario, hanno minato alle fondamenta la fiducia indispensabile all’alleanza che deve intercorrere nella relazione terapeutica”.

Per il sindacalista, “la strategia è molto chiara: attaccare il rapporto medico-paziente per distruggere il ‘fulcro’ di qualsiasi organizzazione sanitaria. L’inarrestabile crescita del fenomeno delle aggressioni a danno dei sanitari è proprio il risultato di questa campagna denigratoria che da anni si consuma a danno degli operatori con un violenza di gran lunga superiore a qualsiasi violenza fisica”. Secondo Filippi serve “ripartire dalla Medicina Generale per ricostruire quel rapporto fiduciario che negli anni è saltato, anche per il progressivo definanziamento sulla medicina del territorio e sulla prevenzione. È necessario un programma di riorganizzazione che, partendo dal consolidamento del rapporto di lavoro anche di dipendenza e possibilmente esclusivo dei Medici di Medicina Generale con il Servizio sanitario nazionale, favorisca una forte presa in carico della cittadinanza nei percorsi di salute, attraverso la forte valorizzazione del ruolo dei professionisti”, conclude.

Sin da subito dopo la firma del Nuovo CCNL, i tre Sindacati che non lo hanno firmato hanno sollevato e diffuso ovunque una mole di critiche sui suoi contenuti, addossando ai Sindacati firmatari ogni genere di responsabilità in ordine ai peggioramenti che a loro giudizio esso introdurrebbe. Tali critiche sono non solo approssimative e superficiali in generale, ma in alcuni loro aspetti anche completamente fuorvianti, in quanto non corrispondenti alla realtà dei fatti.

Negli ultimi giorni esse sono divenute tali da obbligare ad una risposta, perché rischiano di creare confusione e smarrimento in tutti i Dirigenti ai quali il Nuovo CCNL si applicherà, i quali non meritano, dopo oltre 10 anni di vacanza contrattuale, ulteriori frustrazioni o disorientamenti.

Proviamo dunque a fare chiarezza e sgomberare il campo dalle inesattezze nei dettagli delle “colpe” delle quali, con la firma di questo Nuovo CCNL, i Sindacati che lo hanno firmato, secondo le accuse loro rivolte, si sarebbero macchiati, mentre invece, con tale firma, si sono responsabilmente assunti il compito non facile di assicurare un contratto che altrimenti, nel clima anche politico che si sta oggi manifestando, come essi avevano ampiamente già informato i loro Iscritti, avrebbe rischiato di essere ulteriormente rimandato a data da destinarsi.

 

OSSERVAZIONI CRITICHE DELLA CIMO

RISPOSTA SIGLE SINDACALI FIRMATARIE

1^ Critica

“Ridimensiona pesantemente il ruolo delle rappresentanze sindacali in sede locale, nei fatti ridotte a semplici uditori delle iniziative datoriali, senza la possibilità di poter interloquire in proposito e incentivando il rinvio a “discipline legislative regionali”, anticamera dell’autonomia differenziata anche in materia contrattuale”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

Il ridimensionamento del ruolo delle rappresentanze sindacali in sede locale non è affatto conseguenza del Nuovo CCNL, bensì dell’obbligato recepimento contrattuale di disposizioni imperative di Legge (D.Lgs. 75/2017, Legge Madia, etc.), contro le quali, all’epoca della loro emanazione, non si ricordano tante levate di scudi da parte di chi oggi critica e pontifica, mentre le OO.SS. firmatarie ne avevano sollevato le pesanti ricadute sui Pubblici Dipendenti.Anzi, è incontrovertibilmente vero il contrario: con il Nuovo CCNL, entro i limiti del possibile, tali disposizioni legislative sono state, e non poco, mitigate.

2^ Critica

“Riorganizza la carriera del medico, ma ne stoppa la crescita con limitazioni quantitative eccessive degli incarichi dirigenziali più elevati, siano essi manageriali o professionali, inibendo la necessaria osmosi tra i due percorsi di sviluppo e lasciando il Direttore Generale libero di assegnare gli incarichi di maggior contenuto professionale senza aver preventivamente fissato le regole cui anche il medesimo deve soggiacere, affinché le sue scelte non risultino essere il mero esercizio dell’arbitrio, in barba alla tanto sbandierata, ma solo a parole, meritocrazia”.

Risposta

È vero esattamene il contrario.

Introduce la possibilità di attivare complessivamente circa 2.600 nuove posizioni di Altissima Professionalità a Valenza Dipartimentale, con retribuzione di posizione fissa pari alle U.O. Semplici a Valenza Dipartimentale, e circa 6.100 nuove posizioni di Alta Professionalità all’interno delle U.O. Complesse, con retribuzione di posizione fissa pari alle U.O. Semplici interne delle U.O. Complesse.

3^ Critica

“Vincola la presenza in servizio nell’ambito di un orario di lavoro di fatto senza regole, la cui quantificazione media di 48 ore settimanali è incrementata fino ad un periodo di riferimento semestrale”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

Il Nuovo CCNL non vincola affatto la presenza in servizio a 48 ore medie settimanali. Le 48 ore medie settimanali sono il limite massimo raggiungibile nel rispetto delle disposizioni della Comunità Europea e comunque devono essere rispettate le disposizioni sui riposi giornalieri e settimanali.

L’unica cosa che è cambiata è la misura del periodo temporale che viene utilizzato per il calcolo della media, periodo temporale che semplicemente, potendo anche consentire una maggior flessibilità anche a favore dei Colleghi, è stato portato da 4 mesi a 6 mesi, mentre peraltro il D.Lgs. 66/2003, ben più ampiamente, prevede tale flessibilità fino a 12 mesi, che è stato ben ritenuto di non raggiungere.

4^ Critica

“Consente che la pronta disponibilità possa essere utilizzata anche oltre gli attuali servizi notturno e festivo mantenendo un livello di sotto retribuzione della pronta disponibilità”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

L’utilizzo diurno della P.D. non è stato affatto introdotto dal Nuovo CCNL, bensì è stato sempre contrattualmente possibile dal 1996 ad oggi.

Il Nuovo CCNL, al contrario, non solo rende più chiaro il diritto alla remunerazione di tali P.D. “diurne”, ma riafferma con maggior forza il diritto al recupero orario di tutte le P.D.

Questo perché, nel Nuovo CCNL, in considerazione delle risorse economiche limitate, si è fatta la scelta di concentrare le risorse sul disagio notturno e festivo lavorato, quindi sulle guardie.

Non solo: il Nuovo CCNL introduce comunque la possibilità, in trattativa aziendale, di remunerare tutte le P.D. con indennità superiori a quelle stabilite a livello nazionale.

5^ Critica

“Elimina il riposo di 11 ore consecutive qualora il dirigente medico sia chiamato in servizio di pronta disponibilità poiché la chiamata sospende (non interrompe) il riposo”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

È la Legge che in questo caso sospende il riposo di 11 ore (L. 133/2008, art. 41, comma 4). Le ore mancanti vengono recuperate subito dopo la conclusione dell’attività in P. D.

Il Nuovo CCNL ha inoltre introdotto un importantissimo principio finora mai normato, consistente nel fatto che dopo una P.D. notturna, il dirigente può riprendere il servizio solamente nel pomeriggio successivo.

6^ Critica

“Trasforma dà diritto a concessione la fruizione di 15 giorni continuativi di ferie durante il periodo estivo”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

Dal CCNL del 1996 i 15 gg. di ferie estive sono un diritto, salvo improvvise e importanti esigenze di servizio.

Tale diritto è stato confermato.

7^ Critica

“Esclude che l’aspettativa per l’assunzione di altro incarico, durante il relativo periodo di prova, sia un diritto ma la rende una concessione dell’amministrazione”.

Risposta

Quest’accusa è surrettizia e fuorviante.

Premesso che da sempre la Legge non ha mai previsto la concessione dell’aspettativa durante il periodo di prova per l’assunzione di altro incarico, tranne nei casi di assunzione di direttore di U.O.C., il Nuovo CCNL, pur non avendo potuto ristabilire un diritto contrattuale (all’aspettativa) degli altri Dirigenti, comunque nel tempo sempre meno rispettato, ne ha sancito chiaramente un altro, molto più essenziale (quello della certezza del posto di lavoro) e ne ha introdotto un altro, altrettanto importante (quello dell’esonero dal periodo di prova per i Dirigenti con anzianità di servizio superiore a 12 mesi, anche a tempo determinato! E/o con soluzione di continuità).

Ribadito che il previgente articolato contrattuale (nel caso della Dirigenza Medica l’Art. 10 CCNL 10.2.2004, come integrato dall’art. 24 CCNL 3.11.2005, comma 8 lett. b), proprio in mancanza di basi legislative, è stato via via svuotato di applicabilità, il Nuovo CCNL, all’art. 12, prevede (c. 12) l’esonero dal periodo di prova dei “dirigenti che abbiano svolto periodi di rapporto di lavoro subordinato anche a tempo determinato e almeno superiori a dodici mesi o che lo abbiano già superato, in rapporti di lavoro subordinato anche a tempo determinato, nella medesima qualifica e disciplina, presso Aziende o Enti del comparto.”, nonché (c. 13) l’esonerabilità dei “dirigenti che abbiano svolto periodi di rapporto di lavoro subordinato anche a tempo determinato e almeno superiori a dodici mesi o che lo abbiano già superato, in rapporti di lavoro

subordinato anche a tempo determinato, nella medesima qualifica e disciplina presso altra amministrazione pubblica”.

8^ Critica

“Nella costituzione di fondi unici verticali per le categorie della dirigenza sanitaria cui si applica il contratto – non già armonizzati, secondo legge, ma unificati -, ammette che la retribuzione della dirigenza sanitaria non medica e della dirigenza infermieristica siano finanziate sostanzialmente con i fondi della dirigenza medica, stante la penuria delle loro dotazioni di provenienza”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

Dai dati del Conto Annuale dello Stato, pubblicati dal Ministero Economia e Finanze, risulta che la posizione fissa media pro capite dei medici risulta la più bassa, in alcuni casi anche in modo significativo, rispetto a quella dei veterinari, della dirigenza sanitaria e della dirigenza delle professioni infermieristiche. Per un semplice principio dell’aritmetica elementare, il finanziamento delle retribuzioni di ciascuna categoria dirigenziale, anche a fronte di eventuali variazioni proporzionali tra le stesse, troverà quindi per la dirigenza medica, un equilibrio almeno invariato rispetto al panorama attuale.

9^ Critica

“Prevede che la parte fissa della retribuzione di posizione, definita in valori identici per tutti i dirigenti dell’area, sia soggetta a cospicui squilibri tra i singoli dirigenti a seconda della categoria professionale di appartenenza e che il relativo finanziamento avvenga non già con il ricorso a nuove risorse ma attingendo a quelle già disponibili, svuotando in tal modo le risorse disponibili per finanziare gli elementi accessori della retribuzione”.

Risposta

Non è assolutamente vero.

Il nuovo CCNL prevede che la contrattazione integrativa aziendale può decidere di traslare nel fondo di posizione fino al 30% del fondo di risultato unico. Inoltre la traslazione di parte del fondo di posizione variabile aziendale nella parte fissa determina significativi vantaggi previdenziali e un significativo incremento del TFS (trattamento di fine servizio).

Tutto ciò, quindi, costituisce un vantaggio concreto per tutta la dirigenza a cui si applica il Nuovo CCNL.

Al Direttore della Direzione Generale del Personale Civile
dott.ssa Gabriella Montemagno
Roma

Al Capo di Stato Maggiore della Marina
Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone
Roma

Al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito
Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina
Roma

Al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica
Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso
Roma

OGGETTO: Risposta a quesito su ferie e assenze nell’orario multiperiodale Criticità e ritardi pagamenti

Egregi,
le scriventi sono costrette, ancora una volta, a sottoporre all’attenzione delle SS.VV. il perdurare
di serie criticità relative all’applicazione non omogenea di alcuni istituti contrattuali e l’inaccettabile
stato di confusione e inefficienza degli organi preposti alla elaborazione, trasmissione ed erogazione
delle retribuzioni del personale civile.
In particolare, queste OO.SS. devono rilevare:
a) La recente risposta ad un quesito, riferito ad un ente periferico, con cui la Direzione Generale,
ha fornito indicazioni interpretative sulle modalità di fruizione e recupero delle ferie durante
l’orario multiperiodale, senza tuttavia informare la catena gerarchica di comando, l’ente
interessato, e neppure le OO.SS, ha determinato confusione e incertezza tra i lavoratori
esponendoli a recuperi orari non dovuti, e non favorisce certo l’instaurarsi di corrette relazioni
sindacali.
b) L’applicazione della decurtazione stipendiale dell’assegno ad personam, percepito dagli ex
militari transitati nei ruoli civili, a causa della corresponsione dell’indennità di vacanza
contrattuale per l’anno 2019, in apparente contrasto con quanto disposto dalla circolare NoiPa
n. 031/2019 del 26.03.2019, la quale afferma testualmente che “l’attribuzione dell’indennità di
vacanza contrattuale non riassorbe gli importi di eventuali assegni in godimento con codice
520/004 – assegno personale pensionabile riassorbibile con contratto.”
c) L’inaccettabile protrarsi dei ritardi dell’accredito a tutti i dipendenti civili delle somme spettanti
relative a prestazioni già rese da tempo (straordinari 2018-2019, turni, rischio, reperibilità 2019,
ecc.) e del pagamento delle progressione economiche 2018, nonché la reiterata abitudine degli
elementi organizzativi preposti alla elaborazione dei dati stipendiali (quali ad esempio il CNA
Esercito), di accorpare in unica mensilità le decurtazioni addebitate al personale (assenza per
malattia, congedi parentali, scioperi, mancati recuperi dei permessi, ecc.) risalenti anche ai
cinque/sei mesi precedenti, come sta avvenendo ai dipendenti del CME Emilia Romagna di
Bologna.
Per quanto sopra, FP CGIL, CISL FP e UIL PA chiedono alle SS.VV.:
– di estendere a tutti i soggetti rappresentativi del personale civile e ai responsabili degli enti
delle FF.AA. le linee interpretative relative all’argomento di cui alla lettera a), chiarendo altresì
se le stesse ricomprendano anche altri tipi di assenza (malattia, donazione sangue, maternità, l.
104, ecc.);
– di evitare di intervenire con interpretazioni unilaterali su materie contrattuali in attesa della
definizione del CCNI normativo;
– di fornire chiare disposizioni circa l’applicabilità o meno della decurtazione dell’assegno ad
personam in ragione della erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale, come esposto alla
lettera b), ordinando l’eventuale restituzione delle somme fin qui trattenute;
– di sollecitare l’urgente e non più differibile liquidazione delle somme arretrate dovute al
personale civile, come rappresentato alla lettera c), adoperandosi affinché il sistema
organizzativo responsabile degli stipendi sia una volta per tutte reso efficiente ed omogeneo.
In attesa di un immediato riscontro e riservandosi di attivare ogni iniziativa a sostegno di quanto
richiesto, le scriventi cordialmente salutano.

FP CGIL                CISL FP           UIL PA
F. QUINTI           M. FERRI       S. COLOMBI
R. DE CESARIS    F. VOLPI

Direttore Centrale Risorse Umane
Dott. Giuseppe Mazzetti
SEDE

Oggetto: erogazione buoni pasto

Pervengono alle scriventi Organizzazioni Sindacali segnalazioni circa la mancata attribuzione dei buoni pasto ai dipendenti dell’Istituto nei tempi previsti dal contratto stipulato ai sensi della convenzione CONSIP.
Come già rappresentato in precedenti occasioni, tali ritardi si sono verificati e si verificano in modo sistematico e nel corrente mese di agosto sembrerebbero essere stati accentuati dalla chiusura per ferie delle ditte aggiudicatarie dei vari lotti.
Spiace dover tornare nuovamente su un tema che si sperava chiuso con le note vicende giudiziarie dello scorso anno, ma l’Istituto ha il dovere di denunciare gli inadempimenti contrattuali affinché CONSIP possa assumere le consequenziali determinazioni in ordine all’applicazione di penali, ovvero ricorrendone le condizioni, procedendo alla rescissione dei contratti in essere.
Certi di un immediato intervento si resta in attesa di conoscere gli esiti delle iniziative che verranno adottate in merito.

Roma, 22 agosto 2019

A. Mercanti  M. Molinari  D. Di Cristo  F. Savarese

al Direttore Generale
Dott. Giuseppe Lucibello
Direttore Centrale Risorse Umane
Dott. Giuseppe Mazzetti

Oggetto: pagamento arretrati contrattuali CIE 2018.

Considerata la sottoscrizione del CIE 2018 intervenuta in data 18 marzo 2019, accordo peraltro già certificato dal Collegio dei Sindaci, le Scriventi chiedono l’erogazione con il mese di settembre delle competenze ancora non liquidate relativamente agli istituti innovati dalla contrattazione d’Ente.
La richiesta è avvalorata dalla condivisa valutazione circa il pieno rispetto da parte del nostro Contratto integrativo della vigente normativa,
tanto da trovare riscontro nelle chiarificazioni rese da codesta Amministrazione in risposta alle osservazioni formulate dai ministeri vigilanti.
Oltretutto, non essendo mai stata messa in discussione l’entità delle somme spettanti ai lavoratori non si vede ragione per procrastinarne la relativa corresponsione.

Roma 22 agosto 2019

Mercanti
M.Molinari
D.Di Cristo
F. Savarese

“I numeri ci dicono che a quelle previste dalla legge Fornero si sommano con quota 100 uscite tra i comparti della Pa dove il lavoro è più faticoso ma che paradossalmente sono proprio quelli che erogano servizi direttamente ai cittadini”. Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, commenta i primi dati ufficiali che l’Inps ha elaborato sulle richieste di uscita che partono dal mese di agosto, che è quello di avvio di Quota 100 nella P.a.

Per questo, prosegue, “ci vuole la proroga delle graduatorie degli idonei, la stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni. Il ministro della Pa Bongiorno aveva totalmente sbagliato linea, altro che qualificazione e innovazione della Pa. La Pubblica amministrazione ha subito dalle politiche della Bongiorno un colpo mortale. L’anno che abbiamo perso si dovrà adesso recuperare con misure straordinarie per l’occupazione e, soprattutto, per la prossima finestra d’uscita andrebbe data certezza ai lavoratori su Tfs per il quale, a dispetto dei proclami passati, mancano ancora decreti attuativi”, conclude Sorrentino.

Pubblichiamo la nota inviata dal Coordinamento territoriale in merito all’assegnazione del personale tutor per le esigenze logistiche della struttura DCF

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