Pubblichiamo condividendone i contenuti, la nota unitaria delle organizzazioni territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl VVF e Uil Pa VVF sul gravissimo  fatto accaduto alle lavoratrici e ai lavoratori durante le operazioni di soccorso

Continuano i problemi nel Comando come si evidenziato nella dichiarazione dello stato di agitazione richiesta dalla Fp Cgil VVF territoriale

Alle lavoratrici e ai lavoratori del MATTM

Resoconto incontro 30 luglio 2019

Si è tenuto oggi un incontro di contrattazione decentrata decentrata tra la delegazione di parte
pubblica del Ministero dell’Ambiente e le RSU e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali
firmatarie del CCNL.
All’incontro, che aveva all’ordine del giorno il proseguimento del confronto per il raggiungimento di
un accordo sulle progressioni economiche orizzontali del personale, l’Amministrazione si è presentata
in un primo momento ribadendo, come già aveva fatto durante l’ultimo incontro, l’impossibilità
di concludere entro il 31/12/2019 l’intera procedura, nonostante avesse anche ipotizzato l’utilizzo di
una prova selettiva con quesiti a risposta multipla come già sperimentato in altri Enti, e che quindi
non fosse possibile prevedere passaggi economici decorrenti dal 1 gennaio 2019.
Nel corso dell’incontro siamo riusciti a riportare la discussione sul merito, e a concordare
quindi sul fatto che è responsabilità delle parti trovare un metodo che garantisca l’effettuazione
delle progressioni con decorrenza 01/01/2019.
Dopo un vivace dibattito, centrato a questo punto non sulla fattibilità o meno delle progressioni ma
soprattutto sulla individuazione dei criteri per definire le relative graduatorie, abbiamo concordato
di aggiornare la riunione al 6 agosto.
L’amministrazione, prima di quella data, ci farà avere una proposta sulla quale da parte sindacale
faremo le opportune valutazioni e provvederemo ad indicare modifiche ed eventuali
controproposte, con l’auspicio di riuscire già nella giornata del 6 a giungere ad un accordo.
Giudichiamo positivamente il fatto di essere riusciti a non archiviare il tema relativo alle progressioni,
sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, da una parte per garantire la massima equità nella
procedura, dall’altra per cercare di rendere più ampia possibile la platea dei destinatari,
nonostante le indebite ingerenze di MEF e Dipartimento della Funzione Pubblica che danno indicazioni
prescrittive alle amministrazioni affinché pongano il limite del 50% degli aventi i requisiti.
Vi terremo ovviamente informati di ogni ulteriore sviluppo.

FP CGIL
Anna Andreoli /Francesca Valentini

SOTTOSCRITTO DEFINITIVAMENTE IL FONDO 2018 PER IL PERSONALE DIRIGENZIALE

In data venerdì 26 luglio, la FP CGIL ha sottoscritto in via definitiva il Fondo 2018 per il Personale
Dirigenziale.
Auspichiamo che ora , in tempi rapidi, vengano attivate tutte le procedure per la l iquidazione.
Sapendo che anche il personale dirigente è in sofferenza, contestualmente , abbiamo chiesto all’Amministrazione di liquidare al più presto il Saldo Fondo 2017 e i Risparmi di Spesa 2016.

La Coordinatrice FP Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco

BENI CULTURALI: PRESERVARE L’UNITARIETA’ DEL MINISTERO

In questi giorni è annunciato un vertice ristretto del Governo e delle regioni interessate con il Ministro Bonisoli avente come tema l’autonomia differenziata in materia di tutela, gestione e promozione dei beni culturali.
FP CGIL, CISL FP E UIL PA esprimono fortissima preoccupazione per l’impatto dell’autonomia differenziata sulle attività oggi di competenza del Ministero per i Beni e le attività Culturali, che metterebbe in seria discussione il principio di unicità della gestione statale della tutela dei beni culturali producendo uno strappo gravissimo, un precedente difficilmente giustificabile che apre un fase di deregolamentazione in un settore fondamentale per la crescita civile, sociale ed economica del nostro paese.
FP CGIL, CISL FP E UIL PA, nel condividere l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Comitato per la Bellezza, auspicano che il Ministro Bonisoli sappia resistere al tentativo di sottrazione alla titolarità del MIBAC di territori strategici per la gestione del nostro patrimonio culturale. In caso contrario si valuteranno tutte le iniziative conseguenti di mobilitazione e di protesta.

 

FP CGIL                                          CISL FP                                   UIL PA
Serena Sorrentino                   Maurizio Petriccioli                    Nicola Turco

Bonisoli preservi unitarietà del Mibac, no a deregolamentazione

“Fortissima preoccupazione per l’impatto dell’autonomia differenziata sulle attività oggi di competenza del Ministero per i Beni e le attività Culturali, bisogna preservare l’unitarietà del dicastero”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, in vista, fanno sapere, dell’annunciato vertice ristretto del Governo e delle regioni interessate con il Ministro Bonisoli avente come tema l’autonomia differenziata in materia di tutela, gestione e promozione dei beni culturali.

Per i sindacati, l’autonomia differenziata sulle attività di competenza del Ministero “metterebbe in seria discussione il principio di unicità della gestione statale della tutela dei beni culturali, producendo uno strappo gravissimo, un precedente difficilmente giustificabile che apre un fase di deregolamentazione in un settore fondamentale per la crescita civile, sociale ed economica del nostro paese”. Per queste ragioni, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “nel condividere l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Comitato per la Bellezza, auspicano che il Ministro Bonisoli sappia resistere al tentativo di sottrazione alla titolarità del Mibac di territori strategici per la gestione del nostro patrimonio culturale. In caso contrario si valuteranno tutte le iniziative conseguenti di mobilitazione e di protesta”, concludono.

On.le Vittorio Ferraresi
Sottosegretario alla Giustizia

On.le Jacopo Morrone
Sottosegretario alla Giustizia

Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Risulta alle scriventi Organizzazioni Sindacali che codesta amministrazione, nell’ambito del riordino, riallineamento e revisione della dotazione organica del corpo della Polizia Penitenzia, abbia intenzione di prevedere posti di funzione dirigenziale nell’ambito del DAP e del DGMC per i funzionari del predetto corpo.
Considerata la rilevanza della problematica, la sua ricaduta anche sul rapporto di lavoro del personale delle funzioni centrali e l’assenza di risposte in merito alle varie problematiche sollevate con particolare riferimento a quella del personale di polizia dichiarato non idoneo alle mansioni di istituto ed inquadrato nei ruoli amministrativi sulla base di tabelle di equiparazione già unilateralmente definite ovvero in via di nuova definizione, CGIL CISL e UIL chiedono, ai sensi della normativa vigente anche in tema di trasparenza, di essere informate compiutamente sull’argomento e sui progetti di ulteriore riorganizzazione del DAP e del DGMC. Le stesse chiedono altresì di essere successivamente sentite nell’ambito di un confronto schietto sul tema del rapporto tra personale di polizia e personale delle funzioni centrali all’interno delle amministrazioni penitenziaria e per la giustizia minorile e di comunità.
Con riserva di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro, si porgono distinti saluti

Roma, 29 luglio 2019

 

FP CGIL                                  CISL FP                                           UIL PA
Turbati / Macigno                           Marra                                               Amoroso

Pubblichiamo il decreto sull’inquadramento emanato dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane per il personale del CNVVF

Il punto sulla stato della trattativa e le proposte del sindacato

Per i tatticismi di Aran e di alcuni sindacati autonomi, si è persa l’occasione di rinnovare, dopo ormai dieci anni di blocco, anche il Contratto dei Dirigenti e dei Professionisti delle Funzioni Centrali, oltre quello dei medici del Servizio Sanitario Nazionale”. A fare il punto sullo stato delle trattative è il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, aggiungendo che: “Una responsabilità che non sentiamo nostra perché è da oltre un anno che ribadiamo la necessità di un rinnovo contrattuale che riconosca il valore di una dirigenza pubblica, che sappia distinguersi per managerialità e non per il grado di fedeltà al potere politico, e restituisca dignità ai professionisti degli enti pubblici nel rispetto della propria deontologia professionale”.

Così non è stato, fa sapere Oliverio: “Il presidente Gasparrini è arrivato al termine del suo mandato in Aran non riuscendo a costruire, con le parti sindacali che più tengono al miglioramento delle amministrazioni pubbliche e all’adeguato riconoscimento di quanti possono concretamente contribuire al raggiungimento di questo obiettivo, un contratto collettivo senza rincorrere le chimere di chi vuole, per interessi di bottega, solo accaparrarsi fette più grosse di risorse (poche) destinate all’insieme della categoria. Per questo è stato vano anche il tentativo in extremis una settimana fa. Ma è bene, anche per chi assumerà la presidenza dell’Aran nei prossimi giorni, ribadire le posizioni fin qui espresse dalla Funzione Pubblica Cgil, in questi lunghi mesi di trattativa inconcludente”.

Tra i punti, Oliverio sottolinea: “Innanzitutto chiediamo un sistema di relazioni sindacali che restituisca alle rappresentanze sindacali il potere di tutelare e valorizzare il lavoro di dirigenti e professionisti, in ogni amministrazione dello stato, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici, non solo sulle materie che riguardano il rapporto di lavoro ma anche su tutto ciò che, riguardando l’organizzazione del lavoro e dei servizi, condiziona il concreto svolgersi della funzione dirigente e dei professionisti, dai criteri per il conferimento e revoca degli incarichi alle procedure di mobilità. Per questo chiediamo, oltre gli istituti dell’informazione, del confronto e della contrattazione, di istituire un organismo paritetico, in ogni amministrazione, che estenda la partecipazione delle rappresentanze alle scelte organizzative, esercitando anche un compito di proposta per il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi”.

Inoltre, aggiunge, “chiediamo di permettere anche a dirigenti e professionisti di scegliersi i propri rappresentanti con libere elezioni e così determinare, assieme al dato associativo, la reale e trasparente certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali. Abbiamo poi chiesto di introdurre una norma finalizzata ad estendere anche a dirigenti e professionisti l’accesso alla previdenza complementare e al welfare contrattuale. Relativamente ai dirigenti abbiamo poi sollecitato l’assicurare, con una clausola di salvaguardia, il mantenimento della retribuzione in godimento per quanti passano ad incarico di minore graduazione non per valutazione negativa ma per riorganizzazione dei servizi, almeno fino al termine della durata prevista dal precedente incarico. Così come abbiamo chiesto di stabilire il mantenimento dell’indennità in godimento anche nel caso in cui, per responsabilità dell’amministrazione, vi sia un ritardo nel rinnovo dell’incarico”.

Quanto alla dirigenza delle professioni sanitarie del Ministero della Salute e dell’Aifa, osserva ancora, “abbiamo dichiarato la nostra contrarietà a prevedere l’orario di lavoro a 38 ore settimanali (unico vero risultato ottenuto fin qui dai sindacati autonomi dei medici) e ad ogni istituto ad esso collegato. Il ‘debito orario’, infatti, snatura la funzione dirigente, che deve essere legata al raggiungimento degli obiettivi assegnati, in un’amministrazione moderna che vuole misurarsi con il management dell’impresa privata. Sapendo peraltro che la peculiarità del management pubblico dovrebbe essere finalizzata al raggiungimento di obiettivi che direttamente dipendono dal bene comune rappresentato dalla missione istituzionale dell’amministrazione. Di ben altro hanno invece bisogno i dirigenti del Ministero della Salute come superare definitivamente la disparità di trattamento oggi esistente, tra dirigenti assunti prima e dopo il 2004 o tra le professioni sanitarie, non giustificata dalla graduazione degli incarichi”. Infine, ultima questione, “relativamente ai professionisti ribadiamo la necessità di introdurre nel disciplinare il riferimento al codice deontologico e alla normazione ordinistica mentre attendiamo risposte concrete sia per il superamento del blocco al passaggio all’inquadramento di livello superiore sia per ridurre la differenza retributiva oggi esistente tra due livelli di inquadramento, che si giustificano solo per un vincolo normativo ma non per l’effettivo scarto di responsabilità”.

“Ciò che più ha impressionato di questi lunghi mesi di attesa del termine dei balletti tra Aran e Organizzazioni autonome è l’incomprensibile ritrosia a parlare di cifre e numeri. Non una ipotesi di nuova tabella retributiva è stata resa nota dall’Aran in oltre un anno di confronto. Finora abbiamo solo l’indicazione della Ragioneria dello Stato, che ha tradotto l’impegno del precedente governo con Cgil Cisl Uil nell’accordo del 30 novembre 2016, in aumenti medi mensili pari al 3,48% a regime nel 2018. Sappia il nuovo presidente dell’Aran che, a maggior ragione dopo il Ccnl per i dirigenti del Ssn e a 2019 ormai avanzato, la partita per il Contratto nazionale dell’Area dei Dirigenti e dei Professionisti delle Funzioni Centrali non potrà chiudersi con poco più di 200 euro a regime, magari divisi tra tutte le voci retributive”, conclude Oliverio.

COMUNICATO

Il giorno 24 u.s. è stato firmato dalle OO.SS. firmatari del CCNL il protocollo di intesa per l’avvio di
un progetto pilota di “lavoro agile”. Pur tuttavia abbiamo sottolineato ed evidenziato, a nostro parere,
una serie di perplessità e punti critici riassunti nella nota a verbale annessa al protocollo. Abbiamo
ritenuto, quindi, di siglare l’accordo nonostante che lo stesso non fosse pienamente soddisfacente
poiché crediamo che questo nuovo istituto flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato
trovi, a regime, giusta applicazione anche nella nostra Amministrazione, storicamente restia
ad accettare le novità inerenti il mondo del lavoro pubblico.
Nella stessa giornata con un preavviso di circa 48 ore, l’Amministrazione ha integrato al precedente
o.d.g. la contrattazione per gli sviluppi economici all’interno delle aree per l’anno 2019, presentandoci
due proposte di intesa. Considerato che la materia necessita un ulteriore approfondimento
visto i tempi assolutamente insufficiente ad elaborare una propria proposta, le OO.SS. unitariamente
hanno ritenuto di rinviare ai primi di settembre la discussione. Ciononostante questa O.S.
ha ribadito la propria netta contrarietà alla riproposizione dei criteri che hanno caratterizzato le precedenti
selezioni e che tanto malcontento hanno raccolto tra i lavoratori e lavoratrici di tutte le sedi,
ed ha invitato l’Amministrazione a presentare, proprio all’inizio di settembre, una propria proposta
di contratto integrativo di amministrazione che contenga nuovi criteri di selezione conformi ed in linea
con i CCNL e che hanno trovato giusta corrispondenza in altre amministrazioni dello stato.
Vi terremo costantemente aggiornati della situazione.
Si allega protocollo di intesa con nota a verbale e le proposte dell’amministrazioni sulla riqualificazione
2019.

Il Coordinatore Nazionale Fp CGIL Avvocatura Stato
Vincenzo Malatesta

A seguito dell’informativa della Direzione Centrale per la Formazione sul seminario ADR per personale autista VF  pubblichiamo la nota inviata ai vertici dell’Amministrazione.

Ancora una volta la Direzione Centrale per la Formazione crea figli e figliastri. Una formazione ad personam, per pochi eletti,  rimaniamo atterriti dall’atteggiamento del Dirigente il quale dimostra di non avere nessuna intenzione di migliorare una formazione deficitaria e clientelare, che pensa a sfornare solo numeri, senza alcuna regola, programmazione e soprattutto non curante del Tavolo Tecnico della Formazione unico strumento contrattuale formalmente autorizzato dal Capo Dipartimento per affrontare e discutere in maniera trasparente e seriamente della formazione

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