Nel pomeriggio di oggi c’è stato il tentativo di raffreddamento a seguito dello stato di agitazione indetto dalle OO.SS. Confederali, il 27 Giugno 2019
Le parole del Sottosegretario Candiani e del Capo del Corpo Dattilo non hanno soddisfatto le richieste avanzate; troppe chiacchiere, servono risorse economiche che a quanto pare non ci sono.
Alle promesse di oggi devono seguire fatti concreti per il bene del CNVVF.
Cgil Cisl e Uil VVF non conciliano e preparano iniziative di lotta
Comunicato
Il CCNL delle Funzioni Centrali ha introdotto, tra le varie novità, le ferie solidali, già presenti – con buonissimi risultati – nel privato. Si tratta di un istituto proveniente dalla legislazione francese, a sua volta scaturita dal caso di un padre che aveva esaurito tutte le ferie e i permessi per assistere il figlio undicenne, malato terminale di cancro. A seguito di accordo aziendale, gli altri dipendenti decisero di donargli una parte delle loro ferie, così da potergli permettere di assistere il figlio.
Da noi, l’istituto è regolamentato dall’art. 30 del CCNL, per cui basterebbe una circolare dell’INL con cui vengono date indicazioni agli uffici periferici su come gestirlo, inviando la relativa modulistica.
Tuttavia, nonostante altre Amministrazioni – quali ANPAL e Ministero del Lavoro, ad esempio – abbiano già emanato circolari in tal senso, tutto sembra tacere, per ora, da INL.
Come per l’ulteriore flessibilità dell’orario di lavoro – prevista dall’art. 26 comma 4 del CCNL – pare si intenda aspettare la certificazione del CCNI dell’Inl. Noi non riteniamo affatto necessario un simile passaggio, trattandosi – in entrambi i casi – di norme “auto-applicative”, ossia non necessitanti di ulteriori appositi interventi da parte della contrattazione integrativa di Ente.
INL, quindi, può dare attuazione a queste norme del CCNL e scegliere, una volta tanto, di dare un segnale di attenzione al benessere dei propri dipendenti. Cosa si aspetta?
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
Come anticipato nella nota unitaria dl 12 luglio , pubblichiamo il testo definitivo del CCNL
sottoscritto relativo alla sezione del personale del ruolo della ricerca sanitaria IRCCS e IZS, reso
disponibile dall’ARAN.
Il testo non ha subito modifiche sostanziali soltanto su indicazione del consiglio dei ministri è stato
modificato il contenuto dell’art. 13 con l’introduzione del comma “c) quota a favore del bilancio
dell’Istituto nella percentuale indicata nell’art. 43, comma 3, della Legge 449/1997”, che nulla modifica
rispetto ai contenuti, è solo una ripetizione della norma a salvaguardia delle aziende.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
IRCCS e IZS
Sandro Alloisio
Lavori insalubri: il punto
L’emanazione della Circolare 35/2019, che sospende provvisoriamente gli effetti della Circolare n.
4/2019, sta producendo comprensibile allarme tra i lavoratori interessati. Ci pare opportuno, per tale
motivo, fornire i necessari chiarimenti. La sospensione degli effetti della Circolare 4/2019, in attesa di
conoscere il parere del Ministero del Lavoro, è purtroppo un atto dovuto e certamente non voluto. In
questa vicenda non è il MIBAC la nostra controparte, sono altri i soggetti, in primis l’INPS che è intervenuto a gamba tesa sulla vicenda, peraltro proponendo la singolare tesi per cui le sostanze insalubri hanno effetti nocivi solo in base alla qualifica rivestita dai lavoratori. E sarebbe in questo momento un errore non considerare che la presa di posizione del MIBAC sia stata un atto apprezzabile di assunzione di responsabilità e ci risulta peraltro che c’è un contatto continuo ai massimi livelli con gli Enti interessati e ancora nutriamo ragionevoli speranze per l’esito positivo, ed in questo caso definitivo, della vicenda.
Cosa si imputa al MIBAC rispetto alle procedure seguite? Il fatto di non aver considerato che questa normativa ha effetti generali e pertanto non doveva essere il MIBAC ad assumere decisioni. Anche in questo caso siamo ad una interpretazione singolare, che avrebbe avuto qualche fondamento se qualcuno si fosse preso la briga di aggiornare questa normativa ferma a 100 anni fa e se il Mibac non fosse risultato soccombente in una vertenza e con una sentenza che ribalta esattamente la posizione ancora oggi espressa dall’INPS.
Quindi noi consideriamo dirimente il contenuto del parere del Ministero del Lavoro, riteniamo che in questo momento si debbano rivolgere ai nostri uffici legali solo coloro che hanno ricevuto un danno immediato, ovvero coloro che dovevano andare in pensione e sono stati bloccati. Per tutti gli altri l’appuntamento è a settembre sperando che la questione sia risolta dal parere. Altrimenti si riprende tutta la vertenza, sia dal punto di vista giudiziale che con la vera e propria mobilitazione, organizzando sit in davanti all’INPS ed al Ministero del Lavoro.
In ballo non ci sono solo i benefici nel calcolo pensionistico, punto centrale della questione è il diritto alla salute dei lavoratori che non può essere gestito nel modo mortificante e indegno con cui si interpreta una normativa obsoleta e mai affrontata dal legislatore in 80 anni di democrazia.
E il nodo vero della questione, una volta risolta la vertenza contingente, è la determinazione di una nuova normativa che tuteli effettivamente i lavoratori e che aggiorni in modo adeguato l’elenco delle sostanze insalubri. Una esigenza che l’approccio burocratico dell’Inps rende quasi ineludibile e che sarà tema delle nostre richieste alla parte politica.
Infine vogliamo rassicurare i lavoratori: noi stiamo seguendo passo passo l’evoluzione di questa squalificante (per coloro che l’hanno avviata) vicenda e sarà nostra cura aggiornare tempestivamente su ogni novità e sollecitare le nostre controparti a fare in modo che il parere del Ministero del Lavoro arrivi in tempi brevi.
Fp Cgil Nazionale
Claudio Meloni
Valore di 15,6 crediti, gratuito per gli iscritti Fp Cgil e attivo fino al 31 luglio
Ancora pochi giorni per il corso Ecm Fad dal titolo ‘Violenze e aggressioni nei confronti del personale sanitario – La prevenzione e il contrasto alle aggressioni: al lavoro sicuri’.
Un corso dal valore di 15,6 crediti, gratuito per gli iscritti alla Fp Cgil e rivolto a tutte le professioni sanitarie, medici e assistenti sociali, e attivo fino al 31 luglio 2019 con iscrizione tramite la piattaforma: www.proteoformazione2.it/moodle.
Il programma è diviso in quattro parti principali: un’introduzione generale che indaga il fenomeno dal punto di vista empirico e sociologico; una seconda parte relativa agli assistenti sociali; una terza parte in cui si analizzano tre case studies: esempi virtuosi di procedure per la prevenzione del fenomeno in Emilia-Romagna, Sardegna e Piemonte; una quarta parte in cui si trova la sintesi di report internazionali sul tema. Completa il programma un’ampia documentazione istituzionale (nazionale e internazionale) relativa a esperienze e progetti.
Parallelamente è scaricabile gratuitamente un utile e sintetico vademecum, sempre prodotto dalla Fp Cgil, dal titolo ‘Stop! Alle aggressioni al personale sanitario’. Una guida che tra le altre cose fornisce informazioni sul cosa fare in caso di probabile aggressione e cosa si chiede alle aziende in termini di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Affrettati, clicca qui e iscriviti al corso.
Comunicato
Nel diffondere ancora una volta la nota trasmessa ai vertici dell’Istituto giorni fa, con la quale denunciavamo quella che sembrava una grave violazione delle relazioni sindacali, prendiamo atto del silenzio dell’amministrazione in proposito.
Se l‘assenza di smentite vuol dire che l’amministrazione, nell’ambito del confronto contrattualmente previsto, ha deliberatamente dichiarato alle OO.SS. fatti non corrispondenti alla realtà, anzi diametralmente opposti a ciò che in realtà stava ponendo in essere; se questa è l’idea che l’amministrazione ha del confronto sindacale, la considerazione che ha dei suoi interlocutori e dei lavoratori, No, Grazie.
Come preannunciato, non ritenendo ve ne siano le condizioni, non parteciperemo agli incontri programmati sui professionisti, a partire da quello di oggi.
Nell’attesa che siano posti in essere gesti concreti in direzione del ripristino di corrette relazioni sindacali, lasciamo all’amministrazione il compito di portare avanti proposte, quale quella che ci è stata trasmessa in merito ai criteri per l’attribuzione del secondo livello differenziato di professionalità, ancora una volta inaccettabili.
Proposte che, anziché premiare il merito e l’esperienza, proseguono nella direzione di aumentare la frattura retributiva tra professionisti scelti dall’amministrazione in totale discrezionalità e professionisti che, pur svolgendo il proprio lavoro in modo impeccabile, evidentemente non meritano il “premio”.
Il tutto naturalmente a scapito dell’autonomia e della indipendenza dei legali, dei tecnici, degli attuari. E in danno dell’Istituto per il quale questi lavoratori prestano la propria preziosa attività.
FP CGIL INPSUIL PA INPSUNAEP
Matteo ARIANO Sergio CERVO Massimo CASSARINO
Antonella TREVISANI
Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale riguardo l’organizzazione dei servizi di vigilanza
Comunicato
La scorsa settimana, nel corso della Relazione Annuale, il Presidente ha lanciato alcune proposte che rientrano appieno nell’ambito della futura riorganizzazione dell’Istituto: la creazione di una Direzione Centrale Antifrode, di una Direzione Centrale Informatica e Innovazione, di una Scuola Nazionale del Welfare “Federico Caffè”.
Sempre la scorsa settimana, dopo la Relazione Annuale, c’è stato un incontro tra i vertici dell’Istituto e i suoi dirigenti di prima fascia per fare il punto sui risultati dei gruppi di lavoro.
Non entriamo nel merito delle proposte presentate dal Presidente nell’ambito della Relazione Annuale, ma crediamo sia essenziale fissare al più presto una serie di incontri sulla riorganizzazione, nell’ambito dell’organismo a tal fine deputato dal CCNL delle funzioni centrali: l’organismo paritetico per l’innovazione.
Non accetteremo incontri che si traducano in semplice informativa alle organizzazioni sindacali e rivendichiamo, invece, il ruolo di proposta che il CCNL ci riconosce.
Si stili, dunque, un calendario di riunioni sull’argomento – metodo da noi proposto, che sta dando i propri frutti, visto che non ci sono più rinvii di riunioni –, così da dare alle organizzazioni sindacali la possibilità di dare un proprio contributo concreto sul futuro dell’Ente previdenziale più grande d’Europa.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
COMUNICATO
Riunione al Dap sulla ridefinizione delle piante organiche del Corpo negli istituti penitenziari:
aveva ragione la FP CGIL!
In data odierna si è tenuta la terza riunione al Dap sulle modalità di ridefinizione delle piante
organiche della Polizia Penitenziaria nei vari istituti.
La novità rilevante della riunione odierna è stata che la parte pubblica ha fornito le proiezioni delle
possibili dotazioni organiche di 24 istituti penitenziari, elaborate secondo il metodo di calcolo “ Ideal
e Medium test, sviluppato dal gruppo di lavoro ex PCD 18 aprile 2019.
La proiezione elaborata dimostra che quanto sostenuto dalla Fp CGIL durante le precedenti riunioni,
ossia che per lavorare al meglio servirebbero 44000 unità solo per le sedi penitenziarie e che
l’organico attualmen te previsto non è compatibile con le attuali esigenze di servizio, corrisponde a
verità. Infatti, se fosse utilizzato il metodo di calcolo prospettato, molti istituti, ad oggi in sofferenza,
si vedrebbero ulteriormente ridotto l’organico, con conseguenze d evastanti per l’organizzazione del
lavoro e la possibilità per il personale di fruire dei diritti soggettivi previsti dalla normativa vigente.
Per questo abbiamo ribadito che, da quanto ci viene riferito dai territori, il numero di assenze è più
elevato d i quello indicato dalla parte pubblica e supera abbondantemente il 50% , quindi il
coefficiente di maggiorazione da applicare alla pianta organica non può essere del 38% come
proposto.
La parte pubblica ha chiuso la riunione dicendo che l’aspirazione de
ll’amministrazione è di andare
verso una condizione ideale, ma ad oggi non si può fare una ripartizione delle dotazioni organiche
che tenga conto di un dato astratto. Comunque il gruppo di lavoro continuerà ad operare per fornire
un quadro sempre più compl eto della situazione attuale.
La prossima riunione è stata fissata per il 23 luglio alle ore 15.
Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.
Pubblichiamo il comunicato stampa del della Fp Cgil di Catania condividendone appieno i contenuti.
Il Coordinamento Nazionale Fp Cgil VVF su invocazione del territorio siciliano ha più volte chiesto all’Amministrazione di risolvere il problema catanese, rimaniamo sconcertati quindi dalle parole del Capo del Corpo che, a quanto pare, ha dichiarato di non conoscere il grave disagio vissuto dal personale che presta servizio in quella città.
Catania, incendio Plaja, per i vigili del fuoco catanesi le soluzioni prospettate sono insufficienti. “Siamo sotto organico e le segnaliamo da sempre. Gli straordinari sono dovuti e non risolvono l’emergenza”
Durante il confronto con le organizzazioni sindacali a seguito del grave incendio che ha devastato i lidi Plaja nei giorni scorsi, il responsabile nazionale dei Vigili del Fuoco, Fabio Dattilo, ha asserito di non conoscere il “Dossier Catania” e dunque l’insieme delle richieste di aiuto che da anni vengono espresse con forza dal territorio. La Fp Cgil di Catania sottolinea che in città, da molto tempo oramai, la protesta dei vigili del fuoco segnala il pericoloso sotto dimensionamento degli organici, dei mezzi e delle attrezzature, peraltro già evidenziato con lo sciopero delle settimane scorse. Per il segretario generale della FP Cgil di Catania, Turi Cubito, e per Salvo Di Dio, RSA del sindacato, “l’offerta dello straordinario e di 2 squadre aggiuntive per l’estate 2019 non risolve il problema. Negli ultimi 5 anni abbiamo già registrato due incidenti mortali, molti infortuni e pericolosi affaticamenti sul lavoro”.
Dal documento redatto dagli stessi lavoratori del corpo catanese dei Vigili del fuoco, provengono parole dure: “E’ possibile che una città come Catania debba poter contare ordinariamente su una sola squadra di vigili del fuoco? Quando ci propongono lo straordinario, non fanno altro che darci il dovuto.
L’apertura del Distaccamento di Palagonia, peraltro previsto da molto tempo, avrà una zona di competenza ben precisa da coprire per suo conto, e per questo non ci riguarda più di tanto. In definitiva, la sede di Catania è sottovalutata: necessita di standard adeguati e di un passaggio di livello. I Vigili del fuoco catanesi sono stanchi e arrabbiati, ma soprattutto stanchi di inseguire disastri”.
Rmdn
TEMPI DETERMINATI E CCNI 2018: AVANTI SENZA INDUGIO!
Seppur con una certa fatica e con dinamiche diverse nei vari territori, anche in funzione della dotazione assegnata, a distanza di 15 giorni possiamo affermare che il personale neoassunto si è insediato nelle rispettive sedi e, gradualmente, sta prendendo familiarità con questo nuovo ambito lavorativo.
Giungono, al contempo, notizie di un certo numero rinunce tra i 3009 assunti a tempo indeterminato.
La stessa Amministrazione, nel corso dell’incontro che si è tenuto il 26 giugno u.s., ha confermato che a fronte di eventuali rinunce si sarebbe proceduto allo scorrimento della graduatoria, trasformando un numero corrispondente di contratti da tempo determinato ad indeterminato. Si converrà senz’altro sull’importanza di cogliere tale opportunità, poiché oltre a fornire stabilità al rapporto di lavoro porterebbe lo stesso da 30 a 36 ore settimanali. Un fatto di non poco conto per quanti, ricevendo l’assegnazione in sedi anche molto distanti dal proprio domicilio, hanno dovuto valutarne la sostenibilità e, alla fine, accettare, pur di non perdere questa preziosa opportunità lavorativa e professionale.
Chiediamo pertanto all’Amministrazione di procedere, senza indugio, allo scorrimento della graduatoria, così come chiediamo di darci notizie sull ‘ iter di verifica da parte del MEF sul Contratto integrativo 2018.
Su quest’ultimo punto – lo chiediamo in particolare al Presidente – riteniamo che l’Istituto debba far valere il proprio peso politico e determinare le condizioni per la firma definitiva.
Infatti, mentre nel pieno delle imminenti ferie estive dovremmo ancora avviare la discussione sul Contratto integrativo 2019, registriamo che quello relativo all’anno precedente è, ancora una volta, impantanato “nel bel mezzo delle certificazioni ministeriali”, con tutto ciò che ne deriva in termini negativi, a risultati conseguiti, per la retribuzione del personale.
Fatte salve le auspicabili smentite, non ci sembra affatto che questa situazione di stallo possa essere di buon auspicio per l’impegnativo lavoro che ci attende nei prossimi mesi.
Attendiamo fiduciosi, ma non troppo, che giungano segnali significativi nel senso indicato.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale chiedono chiarimenti sulla gestione organizzativa della sede di Cefalu’, da parte dell’Amministrazione.
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