“Trattativa serrata per il rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, a lavoro per raggiungere un buon accordo”. A fornire un aggiornamento sulla trattativa è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Dopo aver raggiunto un accordo chiaro con le Regioni per il finanziamento pieno del rinnovo contrattuale, in attesa della bollinatura del Ministero dell’Economia con una integrazione della parte economica dell’atto d’indirizzo, stiamo lavorando intensamente per dare finalmente un buon contratto anche ai medici e ai dirigenti sanitari del Servizio sanitario”.
La trattativa, fa sapere il dirigente sindacale, “è serrata e ci aspettiamo che nelle prossime riunioni l’Aran accolga i nostri emendamenti al testo proposto, tutti per noi fondamentali e di buon senso. Le nostre priorità sono chiarissime: costruire un sistema di classificazione di carriere che valorizzi tutti i professionisti ad iniziare dai giovani, storicizzare le posizioni aumentando le parti fisse della retribuzione, rendere finalmente esigibile il diritto di tutti i dirigenti ad avere un incarico dopo 5 anni di anzianità di servizio, anche per coloro che hanno lavorato a tempo determinato con o senza soluzione di continuità”.
Per Filippi si tratta di “temi fondamentali sui quali possiamo ottenere grandi risultati per tutti. La partita però continua su tutte le questioni normative: dal sistema di valutazione al rapporto di lavoro, dalle assicurazioni al disagio dei professionisti. Temi sui quali non siamo disposti a lasciare nulla sul tavolo che non porti al riconoscimento delle professionalità indispensabili alla salute della cittadinanza”, conclude.
Al Segretario generale
Al Vice Segretario generale
e, p. c. ALL’Ufficio Relazioni Sindacali
Oggetto: Obiettivi prioritari a garanzia degli interessi del personale della Corte dei conti.
Richiesta urgentissima calendarizzazione incontri.
Al termine dell’ultima riunione di contrattazione queste OO.SS. si erano assunte l’impegno di individuare i temi da affrontare, al più presto, in un calendario di incontri in relazione a tutti gli aspetti che sono al centro dell’agenda, al fine di attivare un confronto costruttivo tra Sindacati e Istituto a garanzia degli interessi di tutto il personale.
Conclusa questa prima fase importantissima con le sottoscrizioni di accordi fondamentali per la Corte dei conti, ritenendo che non si possa far trascorrere altro tempo, le scriventi chiedono un incontro per calendarizzare le prossime riunioni di contrattazione, sia per monitorare il raggiungimento di tutti gli obiettivi già contrattati, sia per proseguire verso la definizione di nuovi accordi che si ritengono urgenti e non più differibili.
Le priorità per queste OO.SS. sono le seguenti:
• indicazioni precise sulle tempistiche relative alle procedure che dovranno essere attivate, sia per le progressioni economiche, sia per le posizioni di alta professionalità di cui alla delibera n. 82/2019 del Consiglio di Presidenza recante modifiche al RAC;
• informativa sulle modalità e tempistiche per l’attivazione dei progetti che dovranno essere attuati in tutti gli uffici al fine dell’attribuzione ai lavoratori dell’indennità incentivante (delibera n. 82/2019 Consiglio di Presidenza);
• immediata apertura della fase negoziale inerente al Fondo 2019;
• avvio della revisione del sistema di valutazione dei dipendenti, come da dichiarazione congiunta inserita nell’ipotesi di accordo sul fondo 2018;
• sussidi, partendo dalla necessaria valutazione delle ricadute dell’ultimo accordo, al fine di apportare opportune correzioni o integrazioni per l’attribuzione dei sussidi relativi all’anno 2018;
• avvio del confronto sulle problematiche connesse allo SMART WORKNG (Lavoro Agile);
• stato di avanzamento della procedura per il rinnovo della Polizza Sanitaria;
• avvio di un dialogo costruttivo rivolto alla rimozione delle attuali criticità in tema di orario di lavoro.
Queste OO.SS. unitariamente intendono essere protagoniste di questo importante momento di cambiamento della Corte dei conti: per questo le scriventi confermano il proprio impegno nel proseguire il percorso di confronto e scambio costruttivo già intrapreso, attribuendo massima considerazione agli sforzi fatti dai Vertici di Istituto per reperire risorse economiche da destinare al personale attraverso le modifiche al RAC, nell’ambito del più ampio percorso rivolto al pieno riconoscimento dell’autonomia di Istituto.
A tale proposito vista la sensibilità mostrata da questo vertice per addivenire al riconoscimento professionale del personale della Corte dei conti e considerando la lungimiranza del tavolo contrattuale (parte pubblica e componente sindacale) nell’inserire all’articolo n. 4 dell’accordo sulle Progressioni Economiche la previsione della possibilità di incremento delle somme destinate alle PEO, recependo inoltre, le sollecitazioni provenienti alle scriventi dal personale stesso, confidiamo nella possibilità di ulteriore ampliamento delle risorse destinate al FRD come già dimostrato nelle intenzioni del Segretario Generale.
Ciò consentirebbe a tutto il personale in possesso dei relativi requisiti di progredire economicamente nel minor tempo possibile.
Cordiali saluti
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanange
Il Consiglio dei Ministri ieri ha approvato un disegno di legge delega di riforma della Polizia Locale, decidendo di utilizzare lo strumento legislativo della delega al governo, che si dovrebbe sviluppare in un arco di tempo di dodici mesi. Tale scelta vanifica il percorso di confronto sindacale già avviato presso il Ministero dell’interno e il percorso in itinere presso la Commissione Affari Costituzionali che aveva accorpato le sette proposte di legge in materia depositate in Parlamento.
Di tale cambiamento di approccio non è stata data informativa al sindacato così come non è si era a conoscenza del testo del disegno di legge delega del quale, solo dopo l’approvazione, siamo venuti a conoscenza e non dalle fonti istituzionali.
Conforta unicamente che dopo trent’anni finalmente si darebbe avvio alla tanto auspicata riforma della Polizia Locale e che buona parte delle nostre rivendicazioni trovano risposte nelle finalità individuate nella delega. Infatti, da anni la Fp CGIL denuncia che i lavoratori della Polizia Locale rispetto alle altre forze di polizia sono gli “unici senza tutele” e la nostra forte rivendicazione di una nuova legge di riforma mette al centro la valorizzazione del suo ruolo peculiare e il riconoscimento delle “giuste tutele”.
Le risposte contenute nell’art. 1 della delega che recepiscono le nostre istanze attengono ai seguenti
principi:
1) La costituzione del corpo di polizia locale con un contingente minimo di personale che insieme alla previsione dell’esercizio in forma associata delle funzioni dovrebbe preludere a economie di scala tali da migliorare e rendere più funzionale le attività sul territorio;
2) La dotazione organica adeguata alla realtà morfologica territoriale, in termini di numero di abitanti
e alla incidenza degli illeciti che influenzano la sicurezza locale;
3) La formazione regionale del personale che riteniamo debba essere strutturata e permanente ed in grado di garantire la preparazione ai vincitori di concorso prima di accedere al servizio su strada;
4) La qualificazione e valorizzazione del ruolo dei Comandanti che dovrebbe essere corretta con la dicitura “ di Polizia Locale” in sostituzione di polizia municipale;
5) L’estensione di tutte le tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali al pari delle altre forze di polizia, compreso il riconoscimento della condizione di vittima del dovere che tanto ha negato giusti diritti ai familiari dei lavoratori caduti per servizio;
6) Il riconoscimento della tutela con la copertura delle spese legali per fatti di servizio che garantisce una maggiore serenità nelle attività di lavoro quotidiane;
7) L’accesso gratuito alle banche dati del ministero dell’interno;
8) La patente di servizio per tutti;
9) La conferma del CCNL delle Funzioni Locali con una sezione negoziale specifica e con risorse aggiuntive che bisogna individuare in modo concreto, così come rileviamo delle ambiguità relativamente ai fondi e sia alla rilevazione della rappresentatività che meritano di essere rivisitate prima della attuazione della delega;
10) La previsione con un elencazione dell’armamento individuale e di settore per la quale va aggiunta la modalità del confronto sindacale anche per definire percorsi di addestramento e di formazione a tutela dei lavoratori e per le dotazioni di tutela;
11) Le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza senza limitazioni temporali e territoriali con autorizzazione a portare l’arma in dotazione anche fuori del territorio di competenza che bisogna
meglio chiarire.
Questo impianto degli obiettivi generici che la delega si propone ha bisogno di essere sicuramente migliorato anche perché alla certezza che tutti i compiti, le funzioni e le attività compresa la sicurezza
urbana integrata già sono onerosi e rischiosi carichi di lavoro per il personale della Polizia Locale vengono prospettati dodici mesi, ancora, per darne attuazione e con la assurda modalità che non dovrà comportare aumento della spesa.
Riteniamo impensabile che dopo tanti anni di attesa si intenderebbe dare attuazione alla riforma della Polizia Locale senza prevedere nessun investimento di risorse finanziarie adeguate e necessarie
per rendere tutto credibile e realizzabile.
Dagli stessi atti parlamentari (ddl giacenti) abbiamo potuto evincere che la estensione ai lavoratori
della Polizia Locale delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali al pari delle altre forze di
polizia, compreso il riconoscimento della categoria usuranti e gravose, viene stimata in alcuni centinaia di milioni di euro.
Quindi se devono essere effettivamente esigibili servono le risorse finanziarie necessarie.
Questo, ovviamente vale per tutte le previsioni contenute nella delega compreso quelle salariali, della valorizzazione delle carriere e delle responsabilità connesse che bisognerebbe stabilire che la loro attuazione vada demandata al CCNL.
Per quanto attiene la potestà legislativa regionale ( regolamenti, coordinamento, scuole o accademie formative, ecc.) bisogna che la delega valorizzi pienamente la titolarità sulle queste materie di competenza come, ad esempio, in merito all’esercizio in forma associata delle funzioni di polizia locale per i piccoli comuni la scelta della dimensione demografica andrebbe condivisa con la Conferenza delle Regioni e delle Autonomie Locali.
Per queste ragioni contestiamo che la delega non prevede alcun investimnto in termini di risorse finanziarie e strumenti che siano in grado di dare certezza che tutto quanto previsto si realizzi concretamente.
Per queste ragioni, continuiamo a rivendicare che il governo convochi il sindacato per aprire il confronto su tutti i temi individuati per definire miglioramenti necessari e le soluzioni per riconoscere “adesso” e non tra dodici mesi i tanto attesi diritti e tutele ai lavoratori della Polizia Locale.
Come sempre vi terremo costantemente aggiornati su ogni ulteriore sviluppo sia nel merito dei temi trattati sia sul percorso attuativi.
Per il Comparto Funzioni Locali
Antonio Santomassimo
Pubblichiamo la nota inviata all’ Amministrazione del Coordinamento provinciale riguardo la decontaminazione dei DPI ,
A seguito dell’informativa della Direzione Centrale per la Formazione pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione, chiedendo un urgente incontro viste le modalità che la stessa vorrebbe adottare
Pubblichiamo la richiesta inviata alla Direzione Centrale per la Formazione,per l’apertura di un tavolo tecnico riguardo la formazione sul mezzo fuoristrada Ford Ranger Limited FR 35
Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per le Risorse Umane riguardo l’indagine conoscitiva per assegnazioni art 42 Comandi di Alessandria, Asti, Belluno, e Gorizia per il personale operativo Direttivo,Direttivo Speciale e Ispettore Antincendio
SI CONCLUDE LA PRIMA FASE DEL PERCORSO DI MOBILITAZIONE E CONSULTAZIONE DEL PERSONALE
Nell’ambito delle iniziative avviate a sostegno dell’azione nei confronti dell’Amministrazione per rivendicare e conseguire:
– il ripristino di corrette e proficue relazioni sindacali;
– una maggiore attenzione nell’individuazione e rilascio di innovazioni procedurali che devono essere di supporto all’attività e non freno o, peggio, ostacolo se non addirittura motivo di frustrazione;
– una sana politica di investimenti sulla risorsa umana con l’incremento degli organici ma ancor più delle assunzioni e della valorizzazione complessiva del Personale in servizio;
– il rilancio delle attività istituzionali;
– un modello organizzativo che consenta di dare servizi di qualità e prossimità all’utenza,
le scriventi OO.SS. hanno tenuto, come anticipato, un’assemblea in Direzione Generale nella quale hanno presentato ai lavoratori gli esiti delle assemblee del 2 luglio: centinaia di ordini del giorno pervenuti, a copertura di oltre il 95% delle strutture territoriali a testimonianza della condivisione dell’iniziativa ma, soprattutto, della partecipazione convinta del Personale e della saturazione dei limiti di sopportazione.
Anche in quest’ultima assemblea i lavoratori della Direzione Generale e delle Sedi di Roma e provincia non solo hanno avallato le azioni fin qui messe in campo, ma altresì esortato le organizzazioni sindacali a non indietreggiare, anzi, se necessario, ad essere più incisivi e propositivi ed a tenere alta la guardia. Consapevoli dei rispettivi ruoli centrali e territoriali hanno preteso la revisione delle strategie e dell’organizzazione del lavoro, quale più efficace supporto alle attività istituzionali. È stata anche l’occasione per discutere dell’iniziativa della presentazione alla Delegazione di un’ipotesi di verbale relativa ad un Accordo di Programma che individui e proponga una serie di possibili reali sviluppi per il Personale. Iniziativa, questa, che i presenti hanno molto apprezzato, così come l’opportunità di presentare ai Vertici i risultati della mobilitazione assembleare del 2 luglio attraverso la consegna, entro la giornata di venerdì, dei richiamati ordini del giorno.
Alla luce della risposta dell’Amministrazione, valuteremo, di concerto con i lavoratori, le future iniziative da mettere in campo, certamente non è nostra intenzione, né quella dei dipendenti dell’Istituto, continuare a subire inerzie, disservizi e riduzione della forza, comportamenti questi che danneggiano l’Utenza, l’Ente e il suo Personale.
Roma, 11 luglio 2019
FP CGIL CISL FP UILPA CONFINTESA FP
A. Mercanti M. Molinari D. Di Cristo F. Savarese
Sottoscritta ieri definitivamente, dopo 196 giorni dalla pre intesa, la sezione contrattuale della ricerca del contratto della Sanità Pubblica 2016-2018 che coinvolge circa 3mila precari. “Oggi si è completato il percorso per permettere ai ricercatori precari della sanità di essere finalmente riconosciuti e inquadrati nel contratto collettivo nazionale di lavoro. Un primo importante risultato – fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – ottenuto grazie alla mobilitazione unitaria per il pieno riconoscimento e la valorizzazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni hanno consentito alla ricerca sanitaria di essere ai primi posti nel mondo”.
“La nostra azione – proseguono – non si esaurisce qui e saremo impegnati da subito per dare applicazione concreta al contenuto del nuovo contratto. Riteniamo ora necessario stringere i tempi e che, in attesa che vengano emanati il Dm e il Dpcm previsti dalla normativa, si intervenga sugli Ircss e sugli Izs affinché diano comunque inizio alle procedure di applicazione delle norme contenute nella sezione contrattuale appena sottoscritta. Provvederemo quindi a sollecitare il Ministero della Salute e il Ministero della Pubblica Amministrazione affinché procedano in tempi rapidissimi all’emanazione dei Decreti previsti”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
“Indossano i nostri simboli, fanno propaganda sulla nostra pelle, ma quando c’è da riconoscerci diritti e tutele si tirano indietro. Il Governo prosegue il suo percorso fatto di campagna elettorale permanente e a pagarne le conseguenze sono in questo caso i Vigili del Fuoco. Basta con questo gioco irresponsabile praticato sulle nostre spalle”. Così la Funzione Pubblica Cgil Vvf commenta la bocciatura degli emendamenti al decreto Sicurezza bis relativi ai Vigili del Fuoco.
“Non ci sono le coperture economiche, questa è la verità contro la propaganda di governo. Una pratica continua che ad oggi non ha portato al raggiungimento di nessun obiettivo, solo tante chiacchiere”, afferma il Coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, elencando nel merito gli emendamenti cassati: “Tra i provvedimenti bocciati c’erano, oltre all’incremento del fondo per migliorare le condizioni economiche e previdenziali del personale, misure per lo stanziamento di risorse per assunzioni, passaggi di qualifica, tutele economiche per la cura dal personale a titolo di anticipo in caso riconoscimento di dipendenza da causa di servizio, straordinari per soccorso e incremento delle dotazioni organiche”.
Il 27 giugno unitariamente, Cgil, Cisl e Uil dei Vigili del Fuoco, hanno proclamato lo stato di agitazione del corpo e il 16 luglio ci sarà un incontro con il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Stefano Candiani, per provare a trovare risposte alle rivendicazioni avanzate dai sindacati. “Abbiamo proclamato lo stato di agitazione per denunciare il grave disagio in cui versa il corpo, a partire dall’esigenza di prevedere risorse adeguate e specifiche per riconoscere economicamente l’elevata professionalità, il rischio e la specificità di una professione unica nel suo genere”, aggiunge Giulianella nel rivendicare: “Il rinnovo del contratto, insieme all’esigenza di un’assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali, alla previdenza complementare e a nuove assunzioni e interventi su mezzi e attrezzature. I conflitti politici all’interno della maggioranza si stanno giocando sulla pelle dei Vigili del fuoco, su coloro che si occupano della salvaguardia dei cittadini. Pretendiamo risposte e lo rivendicheremo con forza”, conclude.
Esito negativo tentativo obbligatorio di conciliazione comparto sanità privata.
Come sapete, al fine di proseguire nel percorso di vertenza sulla sanità privata, avevamo richiesto l’attivazione, a livello nazionale, della procedure di conciliazione previste ai sensi dell’art 2 comma 2 della L. 146/90, così come modificato dalla L.83/2000, e da quanto previsto all’art.5, c.4 del CCNL 2002/05 per il personale non medico delle strutture sanitarie associate ad AIOP e ARIS.
L’incontro, che si è svolto nella giornata di ieri presso il Ministero del Lavoro, non ha prodotto alcun passo avanti rispetto alle posizioni sino ad ora sostenute dalle parti datoriali; conseguentemente è stato stilato un verbale di mancato accordo che trovate in allegato.
Stante il permanere della situazione, fermo restando che occorre proseguire l’opera di iniziative di presidio delle strutture, nelle prossime ore vi comunicheremo il proseguo del percorso che dovrà portare, qualora non si creino le condizioni per una vera ripresa del confronto, ad iniziative di livello nazionale.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Barbara Francavilla Marianna Ferruzzi Mariavittoria Gobbo
“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Fp Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.
Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.
Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.