Comunicato
Nel diffondere ancora una volta la nota trasmessa ai vertici dell’Istituto giorni fa, con la quale denunciavamo quella che sembrava una grave violazione delle relazioni sindacali, prendiamo atto del silenzio dell’amministrazione in proposito.
Se l‘assenza di smentite vuol dire che l’amministrazione, nell’ambito del confronto contrattualmente previsto, ha deliberatamente dichiarato alle OO.SS. fatti non corrispondenti alla realtà, anzi diametralmente opposti a ciò che in realtà stava ponendo in essere; se questa è l’idea che l’amministrazione ha del confronto sindacale, la considerazione che ha dei suoi interlocutori e dei lavoratori, No, Grazie.
Come preannunciato, non ritenendo ve ne siano le condizioni, non parteciperemo agli incontri programmati sui professionisti, a partire da quello di oggi.
Nell’attesa che siano posti in essere gesti concreti in direzione del ripristino di corrette relazioni sindacali, lasciamo all’amministrazione il compito di portare avanti proposte, quale quella che ci è stata trasmessa in merito ai criteri per l’attribuzione del secondo livello differenziato di professionalità, ancora una volta inaccettabili.
Proposte che, anziché premiare il merito e l’esperienza, proseguono nella direzione di aumentare la frattura retributiva tra professionisti scelti dall’amministrazione in totale discrezionalità e professionisti che, pur svolgendo il proprio lavoro in modo impeccabile, evidentemente non meritano il “premio”.
Il tutto naturalmente a scapito dell’autonomia e della indipendenza dei legali, dei tecnici, degli attuari. E in danno dell’Istituto per il quale questi lavoratori prestano la propria preziosa attività.
FP CGIL INPSUIL PA INPSUNAEP
Matteo ARIANO Sergio CERVO Massimo CASSARINO
Antonella TREVISANI
Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale riguardo l’organizzazione dei servizi di vigilanza
Comunicato
La scorsa settimana, nel corso della Relazione Annuale, il Presidente ha lanciato alcune proposte che rientrano appieno nell’ambito della futura riorganizzazione dell’Istituto: la creazione di una Direzione Centrale Antifrode, di una Direzione Centrale Informatica e Innovazione, di una Scuola Nazionale del Welfare “Federico Caffè”.
Sempre la scorsa settimana, dopo la Relazione Annuale, c’è stato un incontro tra i vertici dell’Istituto e i suoi dirigenti di prima fascia per fare il punto sui risultati dei gruppi di lavoro.
Non entriamo nel merito delle proposte presentate dal Presidente nell’ambito della Relazione Annuale, ma crediamo sia essenziale fissare al più presto una serie di incontri sulla riorganizzazione, nell’ambito dell’organismo a tal fine deputato dal CCNL delle funzioni centrali: l’organismo paritetico per l’innovazione.
Non accetteremo incontri che si traducano in semplice informativa alle organizzazioni sindacali e rivendichiamo, invece, il ruolo di proposta che il CCNL ci riconosce.
Si stili, dunque, un calendario di riunioni sull’argomento – metodo da noi proposto, che sta dando i propri frutti, visto che non ci sono più rinvii di riunioni –, così da dare alle organizzazioni sindacali la possibilità di dare un proprio contributo concreto sul futuro dell’Ente previdenziale più grande d’Europa.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
COMUNICATO
Riunione al Dap sulla ridefinizione delle piante organiche del Corpo negli istituti penitenziari:
aveva ragione la FP CGIL!
In data odierna si è tenuta la terza riunione al Dap sulle modalità di ridefinizione delle piante
organiche della Polizia Penitenziaria nei vari istituti.
La novità rilevante della riunione odierna è stata che la parte pubblica ha fornito le proiezioni delle
possibili dotazioni organiche di 24 istituti penitenziari, elaborate secondo il metodo di calcolo “ Ideal
e Medium test, sviluppato dal gruppo di lavoro ex PCD 18 aprile 2019.
La proiezione elaborata dimostra che quanto sostenuto dalla Fp CGIL durante le precedenti riunioni,
ossia che per lavorare al meglio servirebbero 44000 unità solo per le sedi penitenziarie e che
l’organico attualmen te previsto non è compatibile con le attuali esigenze di servizio, corrisponde a
verità. Infatti, se fosse utilizzato il metodo di calcolo prospettato, molti istituti, ad oggi in sofferenza,
si vedrebbero ulteriormente ridotto l’organico, con conseguenze d evastanti per l’organizzazione del
lavoro e la possibilità per il personale di fruire dei diritti soggettivi previsti dalla normativa vigente.
Per questo abbiamo ribadito che, da quanto ci viene riferito dai territori, il numero di assenze è più
elevato d i quello indicato dalla parte pubblica e supera abbondantemente il 50% , quindi il
coefficiente di maggiorazione da applicare alla pianta organica non può essere del 38% come
proposto.
La parte pubblica ha chiuso la riunione dicendo che l’aspirazione de
ll’amministrazione è di andare
verso una condizione ideale, ma ad oggi non si può fare una ripartizione delle dotazioni organiche
che tenga conto di un dato astratto. Comunque il gruppo di lavoro continuerà ad operare per fornire
un quadro sempre più compl eto della situazione attuale.
La prossima riunione è stata fissata per il 23 luglio alle ore 15.
Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.
Pubblichiamo il comunicato stampa del della Fp Cgil di Catania condividendone appieno i contenuti.
Il Coordinamento Nazionale Fp Cgil VVF su invocazione del territorio siciliano ha più volte chiesto all’Amministrazione di risolvere il problema catanese, rimaniamo sconcertati quindi dalle parole del Capo del Corpo che, a quanto pare, ha dichiarato di non conoscere il grave disagio vissuto dal personale che presta servizio in quella città.
Catania, incendio Plaja, per i vigili del fuoco catanesi le soluzioni prospettate sono insufficienti. “Siamo sotto organico e le segnaliamo da sempre. Gli straordinari sono dovuti e non risolvono l’emergenza”
Durante il confronto con le organizzazioni sindacali a seguito del grave incendio che ha devastato i lidi Plaja nei giorni scorsi, il responsabile nazionale dei Vigili del Fuoco, Fabio Dattilo, ha asserito di non conoscere il “Dossier Catania” e dunque l’insieme delle richieste di aiuto che da anni vengono espresse con forza dal territorio. La Fp Cgil di Catania sottolinea che in città, da molto tempo oramai, la protesta dei vigili del fuoco segnala il pericoloso sotto dimensionamento degli organici, dei mezzi e delle attrezzature, peraltro già evidenziato con lo sciopero delle settimane scorse. Per il segretario generale della FP Cgil di Catania, Turi Cubito, e per Salvo Di Dio, RSA del sindacato, “l’offerta dello straordinario e di 2 squadre aggiuntive per l’estate 2019 non risolve il problema. Negli ultimi 5 anni abbiamo già registrato due incidenti mortali, molti infortuni e pericolosi affaticamenti sul lavoro”.
Dal documento redatto dagli stessi lavoratori del corpo catanese dei Vigili del fuoco, provengono parole dure: “E’ possibile che una città come Catania debba poter contare ordinariamente su una sola squadra di vigili del fuoco? Quando ci propongono lo straordinario, non fanno altro che darci il dovuto.
L’apertura del Distaccamento di Palagonia, peraltro previsto da molto tempo, avrà una zona di competenza ben precisa da coprire per suo conto, e per questo non ci riguarda più di tanto. In definitiva, la sede di Catania è sottovalutata: necessita di standard adeguati e di un passaggio di livello. I Vigili del fuoco catanesi sono stanchi e arrabbiati, ma soprattutto stanchi di inseguire disastri”.
Rmdn
TEMPI DETERMINATI E CCNI 2018: AVANTI SENZA INDUGIO!
Seppur con una certa fatica e con dinamiche diverse nei vari territori, anche in funzione della dotazione assegnata, a distanza di 15 giorni possiamo affermare che il personale neoassunto si è insediato nelle rispettive sedi e, gradualmente, sta prendendo familiarità con questo nuovo ambito lavorativo.
Giungono, al contempo, notizie di un certo numero rinunce tra i 3009 assunti a tempo indeterminato.
La stessa Amministrazione, nel corso dell’incontro che si è tenuto il 26 giugno u.s., ha confermato che a fronte di eventuali rinunce si sarebbe proceduto allo scorrimento della graduatoria, trasformando un numero corrispondente di contratti da tempo determinato ad indeterminato. Si converrà senz’altro sull’importanza di cogliere tale opportunità, poiché oltre a fornire stabilità al rapporto di lavoro porterebbe lo stesso da 30 a 36 ore settimanali. Un fatto di non poco conto per quanti, ricevendo l’assegnazione in sedi anche molto distanti dal proprio domicilio, hanno dovuto valutarne la sostenibilità e, alla fine, accettare, pur di non perdere questa preziosa opportunità lavorativa e professionale.
Chiediamo pertanto all’Amministrazione di procedere, senza indugio, allo scorrimento della graduatoria, così come chiediamo di darci notizie sull ‘ iter di verifica da parte del MEF sul Contratto integrativo 2018.
Su quest’ultimo punto – lo chiediamo in particolare al Presidente – riteniamo che l’Istituto debba far valere il proprio peso politico e determinare le condizioni per la firma definitiva.
Infatti, mentre nel pieno delle imminenti ferie estive dovremmo ancora avviare la discussione sul Contratto integrativo 2019, registriamo che quello relativo all’anno precedente è, ancora una volta, impantanato “nel bel mezzo delle certificazioni ministeriali”, con tutto ciò che ne deriva in termini negativi, a risultati conseguiti, per la retribuzione del personale.
Fatte salve le auspicabili smentite, non ci sembra affatto che questa situazione di stallo possa essere di buon auspicio per l’impegnativo lavoro che ci attende nei prossimi mesi.
Attendiamo fiduciosi, ma non troppo, che giungano segnali significativi nel senso indicato.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale chiedono chiarimenti sulla gestione organizzativa della sede di Cefalu’, da parte dell’Amministrazione.
“Trattativa serrata per il rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, a lavoro per raggiungere un buon accordo”. A fornire un aggiornamento sulla trattativa è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Dopo aver raggiunto un accordo chiaro con le Regioni per il finanziamento pieno del rinnovo contrattuale, in attesa della bollinatura del Ministero dell’Economia con una integrazione della parte economica dell’atto d’indirizzo, stiamo lavorando intensamente per dare finalmente un buon contratto anche ai medici e ai dirigenti sanitari del Servizio sanitario”.
La trattativa, fa sapere il dirigente sindacale, “è serrata e ci aspettiamo che nelle prossime riunioni l’Aran accolga i nostri emendamenti al testo proposto, tutti per noi fondamentali e di buon senso. Le nostre priorità sono chiarissime: costruire un sistema di classificazione di carriere che valorizzi tutti i professionisti ad iniziare dai giovani, storicizzare le posizioni aumentando le parti fisse della retribuzione, rendere finalmente esigibile il diritto di tutti i dirigenti ad avere un incarico dopo 5 anni di anzianità di servizio, anche per coloro che hanno lavorato a tempo determinato con o senza soluzione di continuità”.
Per Filippi si tratta di “temi fondamentali sui quali possiamo ottenere grandi risultati per tutti. La partita però continua su tutte le questioni normative: dal sistema di valutazione al rapporto di lavoro, dalle assicurazioni al disagio dei professionisti. Temi sui quali non siamo disposti a lasciare nulla sul tavolo che non porti al riconoscimento delle professionalità indispensabili alla salute della cittadinanza”, conclude.
Al Segretario generale
Al Vice Segretario generale
e, p. c. ALL’Ufficio Relazioni Sindacali
Oggetto: Obiettivi prioritari a garanzia degli interessi del personale della Corte dei conti.
Richiesta urgentissima calendarizzazione incontri.
Al termine dell’ultima riunione di contrattazione queste OO.SS. si erano assunte l’impegno di individuare i temi da affrontare, al più presto, in un calendario di incontri in relazione a tutti gli aspetti che sono al centro dell’agenda, al fine di attivare un confronto costruttivo tra Sindacati e Istituto a garanzia degli interessi di tutto il personale.
Conclusa questa prima fase importantissima con le sottoscrizioni di accordi fondamentali per la Corte dei conti, ritenendo che non si possa far trascorrere altro tempo, le scriventi chiedono un incontro per calendarizzare le prossime riunioni di contrattazione, sia per monitorare il raggiungimento di tutti gli obiettivi già contrattati, sia per proseguire verso la definizione di nuovi accordi che si ritengono urgenti e non più differibili.
Le priorità per queste OO.SS. sono le seguenti:
• indicazioni precise sulle tempistiche relative alle procedure che dovranno essere attivate, sia per le progressioni economiche, sia per le posizioni di alta professionalità di cui alla delibera n. 82/2019 del Consiglio di Presidenza recante modifiche al RAC;
• informativa sulle modalità e tempistiche per l’attivazione dei progetti che dovranno essere attuati in tutti gli uffici al fine dell’attribuzione ai lavoratori dell’indennità incentivante (delibera n. 82/2019 Consiglio di Presidenza);
• immediata apertura della fase negoziale inerente al Fondo 2019;
• avvio della revisione del sistema di valutazione dei dipendenti, come da dichiarazione congiunta inserita nell’ipotesi di accordo sul fondo 2018;
• sussidi, partendo dalla necessaria valutazione delle ricadute dell’ultimo accordo, al fine di apportare opportune correzioni o integrazioni per l’attribuzione dei sussidi relativi all’anno 2018;
• avvio del confronto sulle problematiche connesse allo SMART WORKNG (Lavoro Agile);
• stato di avanzamento della procedura per il rinnovo della Polizza Sanitaria;
• avvio di un dialogo costruttivo rivolto alla rimozione delle attuali criticità in tema di orario di lavoro.
Queste OO.SS. unitariamente intendono essere protagoniste di questo importante momento di cambiamento della Corte dei conti: per questo le scriventi confermano il proprio impegno nel proseguire il percorso di confronto e scambio costruttivo già intrapreso, attribuendo massima considerazione agli sforzi fatti dai Vertici di Istituto per reperire risorse economiche da destinare al personale attraverso le modifiche al RAC, nell’ambito del più ampio percorso rivolto al pieno riconoscimento dell’autonomia di Istituto.
A tale proposito vista la sensibilità mostrata da questo vertice per addivenire al riconoscimento professionale del personale della Corte dei conti e considerando la lungimiranza del tavolo contrattuale (parte pubblica e componente sindacale) nell’inserire all’articolo n. 4 dell’accordo sulle Progressioni Economiche la previsione della possibilità di incremento delle somme destinate alle PEO, recependo inoltre, le sollecitazioni provenienti alle scriventi dal personale stesso, confidiamo nella possibilità di ulteriore ampliamento delle risorse destinate al FRD come già dimostrato nelle intenzioni del Segretario Generale.
Ciò consentirebbe a tutto il personale in possesso dei relativi requisiti di progredire economicamente nel minor tempo possibile.
Cordiali saluti
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanange
Il Consiglio dei Ministri ieri ha approvato un disegno di legge delega di riforma della Polizia Locale, decidendo di utilizzare lo strumento legislativo della delega al governo, che si dovrebbe sviluppare in un arco di tempo di dodici mesi. Tale scelta vanifica il percorso di confronto sindacale già avviato presso il Ministero dell’interno e il percorso in itinere presso la Commissione Affari Costituzionali che aveva accorpato le sette proposte di legge in materia depositate in Parlamento.
Di tale cambiamento di approccio non è stata data informativa al sindacato così come non è si era a conoscenza del testo del disegno di legge delega del quale, solo dopo l’approvazione, siamo venuti a conoscenza e non dalle fonti istituzionali.
Conforta unicamente che dopo trent’anni finalmente si darebbe avvio alla tanto auspicata riforma della Polizia Locale e che buona parte delle nostre rivendicazioni trovano risposte nelle finalità individuate nella delega. Infatti, da anni la Fp CGIL denuncia che i lavoratori della Polizia Locale rispetto alle altre forze di polizia sono gli “unici senza tutele” e la nostra forte rivendicazione di una nuova legge di riforma mette al centro la valorizzazione del suo ruolo peculiare e il riconoscimento delle “giuste tutele”.
Le risposte contenute nell’art. 1 della delega che recepiscono le nostre istanze attengono ai seguenti
principi:
1) La costituzione del corpo di polizia locale con un contingente minimo di personale che insieme alla previsione dell’esercizio in forma associata delle funzioni dovrebbe preludere a economie di scala tali da migliorare e rendere più funzionale le attività sul territorio;
2) La dotazione organica adeguata alla realtà morfologica territoriale, in termini di numero di abitanti
e alla incidenza degli illeciti che influenzano la sicurezza locale;
3) La formazione regionale del personale che riteniamo debba essere strutturata e permanente ed in grado di garantire la preparazione ai vincitori di concorso prima di accedere al servizio su strada;
4) La qualificazione e valorizzazione del ruolo dei Comandanti che dovrebbe essere corretta con la dicitura “ di Polizia Locale” in sostituzione di polizia municipale;
5) L’estensione di tutte le tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali al pari delle altre forze di polizia, compreso il riconoscimento della condizione di vittima del dovere che tanto ha negato giusti diritti ai familiari dei lavoratori caduti per servizio;
6) Il riconoscimento della tutela con la copertura delle spese legali per fatti di servizio che garantisce una maggiore serenità nelle attività di lavoro quotidiane;
7) L’accesso gratuito alle banche dati del ministero dell’interno;
8) La patente di servizio per tutti;
9) La conferma del CCNL delle Funzioni Locali con una sezione negoziale specifica e con risorse aggiuntive che bisogna individuare in modo concreto, così come rileviamo delle ambiguità relativamente ai fondi e sia alla rilevazione della rappresentatività che meritano di essere rivisitate prima della attuazione della delega;
10) La previsione con un elencazione dell’armamento individuale e di settore per la quale va aggiunta la modalità del confronto sindacale anche per definire percorsi di addestramento e di formazione a tutela dei lavoratori e per le dotazioni di tutela;
11) Le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza senza limitazioni temporali e territoriali con autorizzazione a portare l’arma in dotazione anche fuori del territorio di competenza che bisogna
meglio chiarire.
Questo impianto degli obiettivi generici che la delega si propone ha bisogno di essere sicuramente migliorato anche perché alla certezza che tutti i compiti, le funzioni e le attività compresa la sicurezza
urbana integrata già sono onerosi e rischiosi carichi di lavoro per il personale della Polizia Locale vengono prospettati dodici mesi, ancora, per darne attuazione e con la assurda modalità che non dovrà comportare aumento della spesa.
Riteniamo impensabile che dopo tanti anni di attesa si intenderebbe dare attuazione alla riforma della Polizia Locale senza prevedere nessun investimento di risorse finanziarie adeguate e necessarie
per rendere tutto credibile e realizzabile.
Dagli stessi atti parlamentari (ddl giacenti) abbiamo potuto evincere che la estensione ai lavoratori
della Polizia Locale delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali al pari delle altre forze di
polizia, compreso il riconoscimento della categoria usuranti e gravose, viene stimata in alcuni centinaia di milioni di euro.
Quindi se devono essere effettivamente esigibili servono le risorse finanziarie necessarie.
Questo, ovviamente vale per tutte le previsioni contenute nella delega compreso quelle salariali, della valorizzazione delle carriere e delle responsabilità connesse che bisognerebbe stabilire che la loro attuazione vada demandata al CCNL.
Per quanto attiene la potestà legislativa regionale ( regolamenti, coordinamento, scuole o accademie formative, ecc.) bisogna che la delega valorizzi pienamente la titolarità sulle queste materie di competenza come, ad esempio, in merito all’esercizio in forma associata delle funzioni di polizia locale per i piccoli comuni la scelta della dimensione demografica andrebbe condivisa con la Conferenza delle Regioni e delle Autonomie Locali.
Per queste ragioni contestiamo che la delega non prevede alcun investimnto in termini di risorse finanziarie e strumenti che siano in grado di dare certezza che tutto quanto previsto si realizzi concretamente.
Per queste ragioni, continuiamo a rivendicare che il governo convochi il sindacato per aprire il confronto su tutti i temi individuati per definire miglioramenti necessari e le soluzioni per riconoscere “adesso” e non tra dodici mesi i tanto attesi diritti e tutele ai lavoratori della Polizia Locale.
Come sempre vi terremo costantemente aggiornati su ogni ulteriore sviluppo sia nel merito dei temi trattati sia sul percorso attuativi.
Per il Comparto Funzioni Locali
Antonio Santomassimo
Pubblichiamo la nota inviata all’ Amministrazione del Coordinamento provinciale riguardo la decontaminazione dei DPI ,
A seguito dell’informativa della Direzione Centrale per la Formazione pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione, chiedendo un urgente incontro viste le modalità che la stessa vorrebbe adottare
« Pagina precedente —
Pagina successiva »