Comunicato

Il prossimo 8 giugno saremo in piazza per chiedere assunzioni e risorse per il rinnovo del CCNL dei lavoratori pubblici, che attendono il giusto scatto economico ormai fermo dal 2018 e per difendere i lavoratori pubblici da una nuova ondata di discredito, dai controlli biometrici alle telecamere.
Vogliamo il rinnovo, ma il CCNL Funzioni Centrali 2016-2018 c’è, e in molti Ministeri la contrattazione è ripartita, c’è stato il confronto con i sindacati sul sistema di valutazione, ci sono i tavoli per il Contratto Integrativo di Ministero, è stato firmato il FUA , oggi FRD (Fondo risorse decentrate) del 2018 contrattato secondo l’art. 77 e 78 del CCNL.
Al MEF no. Al MEF siamo all’anno zero. Non si è avviato alcun confronto sulla valutazione e nessuna trattativa sul contratto integrativo in cui possono rientrare molti diritti da ritagliare sulle esigenze dei lavoratori del MEF.
Non è stato istituito l’Organismo Paritetico per la Valutazione e una innovazione importante e sentita come il lavoro agile è stata oggetto solo di una consultazione al CUG: in altri ministeri è stato elaborato di concerto nell’Organismo partitetico e portato al tavolo nazionale. Lo smart working esaminato con i lavoratori è risultato una procedura accolta ed efficace, entro i giusti parametri di legge. Al MEF anche un generatore di benessere e consenso come lo smart working, emanato come determina dirigenziale calata dall’alto sta ovviamente trovando critiche e difficoltà di applicazione.
Non sono i lavoratori a non essere mai soddisfatti, è l’Amministrazione che non rispetta le procedure, si comporta come se non fossero intervenute le modifiche normative al TU 165 nel 2017 e non applica il Contratto collettivo Nazionale di lavoro Funzioni centrali.
Vogliamo essere convocati sul FUA (FDR) 2018, vogliamo l’istituzione dell’OPI, vogliamo che l’Amministrazione si attivi per la restituzione dei soldi dei buoni pasto quiticket, che la bozza di DPCM con il progetto di riorganizzazione circoli in modo aperto come informativa e sia portato al tavolo nazionale di contrattazione come Innovazione, vogliamo che i lavoratori tornino protagonisti nella contrattazione perchè è previsto dal Contratto, e questa amministrazione fa finta di niente.
Chiediamo la convocazione del tavolo nazionale.
Saremo in Piazza l’8 giugno per dire chiaro che i lavoratori pubblici sono consapevoli dei loro diritti e del valore del servizio pubblico che rendono ai cittadini: IL MEF non fa eccezione.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Americo Fimiani

Manifestazione nazionale, servono risposte su contratti, assunzioni e risorse

Risorse per il rinnovo dei contratti, pubblici e privati. Un piano straordinario di assunzioni. Maggiori investimenti. Serve intervenire con urgenza per evitare l’implosione dei Servizi Pubblici”. Questi i tre principali temi alla base della manifestazione nazionale in programma sabato 8 giugno a Roma dal titolo ‘Il futuro è servizi pubblici’ promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa. Una manifestazione con corteo lungo le vie della capitale: concentramento alle ore 9 in piazza della Repubblica, da lì direzione piazza del Popolo dove dalle ore 11 si terranno i comizi finali.

Oggi, presso la sede della Città metropolitana di Roma, i segretari nazionali delle quattro categorie di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Rossetti, Franco Berardi, Daniele Ilari e Sandro Colombi, hanno elencato le ragioni della manifestazione (insieme ai numeri dei Servizi Pubblici). “Un appuntamento per cittadini e lavoratori perché quella dei servizi pubblici è una battaglia generale che riguarda l’idea di solidarietà e la garanzia dei diritti sociali per tutti”. Così le ragioni: “Scendiamo in Piazza chiedendo con forza lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini”. Così come, sul fronte contratti, hanno aggiunto: “Scendiamo in Piazza per chiedere il rinnovo di tutti i contratti pubblici, per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate, e privati, alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili”.

Guarda il video della conferenza stampa

Oggi abbiamo spiegato, ancora una volta, le ragioni per cui sabato #8giugno saremo in piazza.Nelle parole di Fabrizio…

Pubblicato da Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale su Mercoledì 5 giugno 2019

 

Tra i temi, inoltre, “cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati; garantire una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere; rivendicare più investimenti nei servizi pubblici e per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini”.

Tra le questioni, inoltre, “un taglio netto a consulenze e una revisione del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato, insieme all’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa rivendicano inoltre “finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza”.

Infine, hanno aggiunto Rossetti, Berardi, Ilari e Colombi, “l’avvio di confronti con le istituzioni, sul tema contratti e welfare, e con le associazioni datoriali per il rinnovo dei contratti privati a partire a quello della Sanità Privata. In piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti”. Queste le ragioni della manifestazione di sabato a Roma ‘Il futuro è servizi pubblici’, “perché non c’è futuro senza lavoro, non c’è uguaglianza senza servizi pubblici”.

Al Segretario generale della Corte dei conti
Al Vice Segretario generale della Corte dei conti
Al Dirigente generale della gestione delle risorse umane
Alla Dirigente del Servizio per la disciplina del lavoro
Al Servizio relazioni sindacali

Oggetto: Fruizione delle ferie residue. Personale in quiescenza Quota 100.

Pervengono alla scrivente Organizzazione Sindacale lamentele da parte del personale in prossimità della quiescenza con modalità “Quota 100” che, alcuni Dirigenti, applichino la norma del divieto di poter usufruire delle ferie maturate residue, durante il semestre immediatamente anteriore alla data del pensionamento.
Fermo restando che nel pubblico impiego è vietata ogni forma di monetizzazione delle ferie, a differenza dei dipendenti privati, si fa presente che s e durante il preavviso non si possono utilizzare ferie, il divieto non può intendersi automaticamente applicato anche ai sei mesi di decorrenza per la pensione previsti dalla Quota 100.
Va, invece, favorita la fruizione delle ferie maturate residue e non ancora godute, proprio in virtù del fatto che non sono soggette a nessun tipo di monetizzazione e che altrimenti verrebbero perdute.
Tutto ciò premesso, si chiede che il personale “de quo” venga favorito alla fruizione delle ferie , anche nel semestre anteriore al raggiungimento della quiescenza.
Si coglie l’occasione per inviare c ordiali saluti

La Coordinatrice Nazionale
FP Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco

Dott. Lucio Bedetta
Direttore Generale del bilancio e della contabilità

Non si contano le segnalazioni che pervengono alle scriventi organizzazioni sindacali in merito alla
pessima spendibilità dei buoni pasto corrisposti dall’amministrazione ai lavoratori della Giustizia su
tutto il territorio nazionale. L’adozione dei buoni pasto elettronici, poi, ha reso ancora più difficile
gli acquisti presso gli esercizi convenzionati perché pochi si sono dotati del POS necessario al
pagamento e quei pochi applicano spesso detrazioni o limitazioni di spesa.
Poiché la fruizione del buono pasto costituisce, al pari di altri, un diritto fondamentale del
lavoratore, CGIL CISL e UIL chiedono che codesta Direzione Generale ponga in essere ogni utile
iniziativa, dandone contezza ai lavoratori ed al sindacato, nei confronti della CONSIP e delle
aziende fornitrici dei predetti ticket affinché siano risolte al più presto le problematiche che stanno
pregiudicando l’utilizzo dei buoni pasto.
CGIL CISL e UIL chiedono inoltre che senza ulteriore indugio che sia predisposta e diramata da
parte di codesto Generale Ufficio una circolare esplicativa su modi e tempi di denuncia agli enti
competenti della mancata ovvero non corretta fruizione dei buoni pasto.
CGIL CISL e UIL infine chiedono che codesta Generale Direzione dia chiare indicazioni a tutti i
centri di spesa sulle modalità di recupero dei buoni Qui Ticket non utilizzati a causa del fallimento
della società fornitrice.
Distinti saluti

Roma, 4 giugno 2019

FP CGIL                              CISL FP                             UIL PA
Meloni                                   Marra                                Amoroso


’Tra pensionati e militari, siamo in situazione di emergenza’



Medici pensionati richiamati in servizio, medici militari utilizzati nelle corsie di ospedali ‘civili’. Le gravi carenze di personale specializzato, che si protraggono da tempo, rendono ogni giorno di più drammatica la situazione nei servizi di emergenza-urgenza negli ospedali di tutto il territorio nazionale“. A denunciarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, nel rilanciare la presenza in piazza della categoria il prossimo 8 giugno a Roma “contro l’incapacità di questo governo di far fronte all’emergenza Sanità, in difesa del diritto alla salute della cittadinanza: ci saremo, camici bianchi, in mezzo ad un fiume di bandiere colorate”.

Nel dettaglio, osserva Filippi, “in assenza di un intervento strutturale del Governo per superare in modo definitivo la mancanza di medici, tutte le Regioni stanno correndo ai ripari con i più ‘disperati’ provvedimenti: in Piemonte si inseriscono nei Pronto Soccorso i medici di famiglia, in Toscana si ricorre a quelli senza specializzazione a danno di color che nel frattempo si stanno specializzando, fino ad interventi sicuramente più critici come quello di far tornare i pensionati, oggi proposto anche dalla Liguria dopo il Veneto, o quello allarmate di chiamare l’esercito come in Molise”.

Per Filippi, “con il Governo del cambiamento la situazione in Sanità sta drammaticamente precipitando: serve un piano di reclutamento di personale straordinario, ma al di là dei proclami il ministro Bongiorno continua a rimandare. Servono 4 mila contratti di specializzazione in più per coprire tra 5 anni il minimo del fabbisogno di Medici specializzati, eppure il Ministro Grillo ne ha ottenuti solo 900 dal Governo; così come il Fondo sanitario nazionale oggi è bloccato dalle politiche di governo che vedono nei servizi pubblici una spesa e non una risorsa”.

La situazione, osserva il dirigente sindacale, “è davvero insostenibile, i turni di lavoro sono massacranti, il diritto alle ferie e alla malattia stanno diventando un miraggio, i professionisti sono mortificati per la campagna denigratoria che si perpetua da anni e che oggi è sicuramente una delle cause delle continue aggressioni a danno degli operatori sanitari che si consumano negli Ospedali e nel Territorio. Per questo l’8 giugno noi medici e dirigenti sanitari della Funzione Pubblica Cgil saremo in piazza per la grande manifestare indetta da Cgil Cisl e Uil, perché senza servizi pubblici non c’è futuro”, conclude Filippi.

Decreto Ministeriale sulla riorganizzazione
dei Centri per la Giustizia Minorile e dei Servizi Minorili
I risultati della consultazione del 3 giugno us

Si è svolto, ieri, il programmato incontro consultivo sui contenuti del Decreto Ministeriale sulla riorganizzazione dei Centri per la Giustizia Minorile e dei Servizi Minorili. Per la parte pubblica hanno partecipato il Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile nonché i dirigenti Zanghi e Delle Chiaie.
Nel suo intervento, il DG Starita, dopo i saluti di rito ha illustrato per sommi capi i contenuti del provvedimento e ha dato la parola alle organizzazioni i sindacali.
CGIL CISL e UIL, nel loro intervento preliminarmente hanno ribadito quanto già affermato nella richiesta di incontro:
• La singolarità dell’adozione di un decreto ministeriale per delineare l’organizzazione interna dei CGM e dei Servizi Minorili in quanto in passato si era provveduto attraverso lo strumento ben più agile e rapido della Circolare emanata dal Capo dipartimento. L’adozione di uno strumento rigido come il D.M. renderà rigida un’organizzazione che viceversa deve essere improntata al massimo grado di elasticità per adeguarla alle mutevoli esigenze di minori, giovani adulti e di un’utenza in formazione le cui specificità cambiano rapidamente;
• L’attribuzione a personale non contabile (e di qualifica non meglio precisata) dell’attività di consegnatario (art.9, comma 2: “nelle Direzioni dei Servizi minorili il cui direttore pro tempore non sia funzionario delegato non è prevista l’area III – Amministrazione contabile e la gestione dei beni è affidata ad un “consegnatario” ricompreso tra il personale, non necessariamente contabile, dell’Area I – Affari generali e personale”). L’attività di consegnatario dei beni, per le responsabilità che la stessa comporta, è svolta di regola da personale contabile ossia da personale dotato di esperienza professionale e formazione specifica;
• Il richiamo contenuto nell’art.10 comma 3 al dovere dei Dirigenti degli Istituti Penali per i Minorenni di operare “di concerto” con i Dirigenti dei Centri di Giustizia Minorile. Infatti, il dirigente dell’IPM ha prerogative proprie che gli consentono di svolgere la sua attività in autonomia salvo poi rispondere dei risultati del suo operato innanzi agli uffici sovraordinati.
Successivamente CGIL CISL e UIL hanno espresso forti perplessità su:
• L’attribuzione del “controllo di gestione” all’area “attuazione dei provvedimenti giudiziari” (art. 6 lett. e). Il controllo di gestione infatti attiene più a competenze giuridico-economiche che a competenze trattamentali ed inerenti alla riabilitazione socioeducativa dei minori/giovani. Tale inciso dovrebbe intendersi come “controllo e monitoraggio delle attività progettuali finanziate con risorse pubbliche”.
• La mancata specificazione nell’art.4 che nella individuazione delle quattro aree funzionali “sono fatti salvi gli incarichi già in essere al momento dell’entrata in vigore del presente decreto”.
• La previsione che nei servizi annessi in un’unica direzione sia il dirigente del CGM e non il direttore del servizio minorile a nominare il coordinatore del servizio annesso.
Con riferimento alle osservazioni formulate da CGIL CISL e UIL l’amministrazione ha replicato:
• La emanazione del decreto ministeriale per la disciplina della organizzazione dei CGM e dei servizi minorili è disposta dalla legge (DPCM 84/2015) ed anche in passato la predetta organizzazione è stata prevista da decreti ministeriali, l’ultimo dei quali è del 2007;
• L’attribuzione del ruolo di consegnatario a figure diverse dal contabile è prevista dalla normativa vigente e non dalla disciplina del regio decreto del 1920 sulla contabilità carceraria;
• Il rilievo sul ruolo del direttore di IPM il quale, anche se dirigente, deve operare “di concerto” con il dirigente del CGM è fondato e pertanto la norma sarà modificata su tale punto;
• Il controllo di gestione va inteso in senso ampio e non in senso tecnico-contabile e si riferisce alla rilevazione dei dai sull’attività istituzionale dell’ufficio (che, come è noto, si concentra in massima parte proprio nell’area dell’attuazione dei provvedimenti giudiziari e), dati che, una volta acquisiti, sono successivamente trasmessi all’amministrazione centrale;
• Del mantenimento degli incarichi in essere, rispetto al quale l’amministrazione non si è detta contraria, si discuterà in sede di confronto sui criteri di conferimento degli incarichi di capo area cercando di evitare il proliferare delle posizioni organizzative soprattutto in considerazione della esiguità delle risorse disponibili nel FUA;
• La previsione che nei servizi annessi in un’unica direzione sia il dirigente del CGM e non il direttore del servizio minorile a nominare il coordinatore del servizio annesso risponde alla necessità di omologare la disciplina di tali nomine a quella vigente nell’amministrazione penitenziaria presso i PRAP.

 

FP CGIL                         CISL FP                                   UIL PA
Macigno                          Marra                                      Amoroso

TARANTO: Vigili del Fuoco. Oggi assemblea FP CGIL

 

 

 

 

 

Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione  Centrale per le Risorse Umane con le relative note di riferimento, riguardo i controlli per le assenze per malattia del personale del CNVVF

Approvato dalle lavoratrici e dai lavoratori l’accordo di solidarietà relativo alla procedura di esubero aperta dalla cooperativa Medihospes impegnata nei servizi per l’immigrazione.

Un accordo – che produce una prima positiva risposta ancorché non esaustiva – che ha origine con la modifica degli standard delle prestazioni richieste per la gestione dei servizi di accoglienza a seguito dell’entrata in vigore del Decreto sicurezza. Provvedimento, quest’ultimo, che senza una reale modifica determinerà ancora il rischio reale di cancellare tutto il sistema dell’accoglienza faticosamente costruito negli anni.

Alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti e che in seguito alle consultazioni hanno dato mandato ai sindacati di sottoscrivere l’accordo di solidarietà va il nostro ringraziamento.

A seguire i verbali sull’accordo raggiunto

Pubblichiamo  gli accordi  contratto solidarietà con la Cooperativa Sociale Medihospes, 3 giugno 2019.

MOBILITA’: ATTO SECONDO

Lo scorso 31 maggio le scriventi organizzazioni sindacali, definite “incompetenti ed incapaci” da chi non partecipa al Tavolo nazionale di confronto con l’Amministrazione o addirittura qualificate come “dinosauri in via di estinzione” da chi è in pensione da anni, della serie “il bue chiama cornuto l’asino” come recita un valido proverbio quando si vogliono impartire lezioni senza averne l’autorevolezza e la dignità, hanno sottoscritto un verbale di intesa che integra di fatto gli accordi in materia di mobilità a domanda firmati l’11 febbraio ed il 18 aprile di quest’anno.
L’intesa, raggiunta dopo un confronto aspro che ha richiesto, grazie alla nostra intransigenza rispetto ad un’ipotesi presentata dalla delegazione di parte datoriale del tutto insoddisfacente, una sospensione dei lavori con successiva ripresa nel pomeriggio di venerdì scorso, prevede:
– l’indizione di un nuovo bando di mobilità che contempli un elenco di sedi carenti di personale più esaustivo di quello allegato al messaggio Hermes n.1603 del 19 aprile 2019;
–  la partecipazione al bando consentita a tutto il personale in servizio, compresi i colleghi soggetti a vincoli di permanenza sulla base delle esigenze organizzative e funzionali dell’Amministrazione, con l’eccezione dei colleghi informatici “addetti all’evoluzione e gestione del software e dei sistemi centrali”;
– la possibilità di indicare tra le destinazioni della mobilità anche quelle sedi (Verbano- Cusio-Ossola, Lodi, Rovigo, Trieste, Ascoli Piceno, L’Aquila, Benevento, Agrigento e Nuoro) non ricomprese nell’elenco allegato all’accordo, a condizione, come recita l’intesa, che si “creino vacanze in organico … nei tempi di vigenza delle graduatorie di mobilità (due anni dalla data di pubblicazione)”.
Nel corso della giornata di ieri, con messaggio Hermes n.2110, anticipando il termine del 6 giugno indicato nel verbale d’intesa del 31 maggio u.s., è stato pubblicato il nuovo bando che ricalca i contenuti dell’accordo e che fissa il termine perentorio di presentazione delle domande al 12 giugno p.v. con inoltro a decorrere da giovedì 5 giugno da parte del personale: i colleghi che hanno già presentato domanda di partecipazione al primo bando di mobilità, potranno partecipare al nuovo bando solo previa rinuncia alla sede già assegnata in esito al bando pubblicato ad aprile.

 

FP CGIL/INPS                           CISL FP/INPS                             UIL PA/INPS
Matteo ARIANO                      Paolo SCILINGUO                           Sergio CERVO

Ci siamo. Mancano pochi giorni alla grande manifestazione nazionale dei servizi pubblici che si terrà a Roma sabato 8 giugno, in piazza del Popolo. Anche le temperature della Capitale si sono unite alla causa, il cielo si è aperto e la pioggia è scomparsa. Tutto è pronto per un appuntamento che ci riguarda tutti, perché siamo tutti cittadini e lavoratori. Sabato 8 giugno scendiamo in piazza per difendere il valore dei servizi pubblici.

L’appuntamento:

Il concentramento della manifestazione ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’ sarà alle ore 9, in piazza della Repubblica da cui partirà un corteo che sfilerà lungo via Vittorio Emanuele Orlando in direzione largo di Santa Susanna, per poi passare in piazza Barberini e risalire da via Sistina verso piazza della Trinità dei Monti, e poi riscendere fino a piazza del Popolo, dove si terranno gli interventi conclusivi. Alla manifestazione parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, oltre che i segretari delle categorie dei servizi Pubblici, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

 

Ogni realtà nazionale fa perno proprio sull’efficienza dei servizi che offre ai cittadini. Senza una pubblica amministrazione di qualità, senza prendersi cura dei servizi pubblici erogati dal privato, i paesi finiscono al collasso. Ed è quello che sta succedendo in Italia, a causa di una politica che negli ultimi anni ha svilito i servizi pubblici, ha disinvestito, ha tagliato le spese, lasciando i servizi in balia del caos, a dover far fronte ad una grande richiesta da parte dei cittadini ma con le risorse e gli strumenti al minimo. Noi dobbiamo invertire questa tendenza, questa progressiva delegittimazione del valore dei servizi pubblici. Non esiste paese vivibile senza un servizio ai cittadini che si rispetti.

Ripartire non è possibile con i soli slogan elettorali. Rimettere in moto la macchina del nostro paese significa ridare dignità e qualità ai servizi che si offrono. Una causa che restituirebbe non solo orgoglio a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si occupano della collettività, ma anche servizi efficienti sui quali si può tornare a contare come cittadini, senza doversi rassegnare a liste d’attesa lunghe mesi, a servizi scadenti e al limite delle possibilità.

La battaglia di sabato 8 giugno è una battaglia che ci riguarda tutti, la cui eco dovrà convertirsi in un cambio di rotta della politica. Assunzioni, contratti e dignità al lavoro: questi i tre grandi temi su cui verterà la nostra azione rivendicativa. Dobbiamo partire dalle assunzioni, perché avere meno personale vuol dire penalizzare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono ai cittadini. Bisogna rinnovare tutti i contratti, e con le risorse necessarie, non al ribasso. Dobbiamo difendere il valore dei servizi pubblici garantendo investimenti adeguati.

 

I nostri obiettivi:

• lo sblocco immediato del turn-over, un Piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di precari, perché le pubbliche amministrazioni sono al collasso ed avere meno personale significa non solo carichi di lavoro insostenibili ma anche una penalizzazione per la qualità e la quantità dei servizi che si è in grado di offrire ai cittadini
• il Rinnovo di tutti i contratti, pubblici per i quali ad oggi non ci sono risorse adeguate e privati alcuni dei quali non vengono rinnovati da più di 12 anni eppure parliamo di persone che si occupano della nostra Salute, della nostra assistenza e di quelli dei nostri cari e delle persone più fragili
• cancellare le iniquità e le disparità nel sistema previdenziale sia nel settore pubblico riguardo al trattamento di fine rapporto, sia su quota 100 e sui lavori gravosi nei nostri settori pubblici e privati
• una contrattazione piena sui processi di riorganizzazione e sulle questioni del personale per dare più valore alla contrattazione decentrata, per tutelare la dignità dei lavoratori e contro ogni forma di delegittimazione della funzione e del lavoro dei pubblici e contro ogni forma di controllo invasivo, dalle impronte alle telecamere
• rivendicare più investimenti nei servizi pubblici per il loro rafforzamento e per contrastare i processi di esternalizzazione dei servizi pubblici che determinano dumping contrattuale e mancata universalità dei diritti per i cittadini
• un taglio netto a consulenze e una revisione immediata del codice degli appalti pubblici, soprattutto per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato
• l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione, di investimenti seri per il potenziamento dei servizi ispettivi e maggiore tutela e garanzie per la sicurezza sul lavoro e per la lotta alla illegalità
• finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.
• che il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali, sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare
• che le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata

Scendiamo in Piazza perché cittadine e imprese hanno bisogno di una pubblica amministrazione efficace, di politiche che guardino alla dignità ed al benessere di tutti, perché i servizi pubblici garantiscono realmente equità nel nostro Paese se potenziati e garantiti.

Dunque, sabato 8 giugno scendiamo tutti insieme in piazza, cittadini e lavoratori, per difendere il valore del lavoro. Perché non c’è futuro senza lavoro, e non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.

 


 

Tutti i materiali

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto