A Gabinetto del Ministro della Difesa
e, p.c.
Stato Maggiore Difesa
Direzione Generale personale civile
Segretariato Generale della Difesa
R O M A

Oggetto: Graduatorie mobilità ordinaria 2019 – Richiesta convocazione.

Come noto, nel corso della riunione del 25 febbraio 2019 presso la Direzione Generale per il personale civile
(tavolo tecnico sul bando di mobilità ordinaria 2019) emerse con chiarezza:
1. gli Organi programmatori, con la sola eccezione di Stato Maggiore Difesa, avevano del tutto disatteso gli accordi raggiunti nel 2018, sia per le percentuali di scopertura che sui posti da mettere a bando, che avrebbero dovuto essere tutti quelli disponibili, mentre a fronte di 6.486 vacanze organiche ne sono state rese disponibili solo 2.200.
2. una interpretazione distorta del cosiddetto “grado di scopertura” concordato; infatti, quest’ultimo doveva essere usato esclusivamente per consentire l’uscita dall’Ente in cui presta servizio l’eventuale vincitore della graduatoria.
Pertanto le scriventi Organizzazioni Sindacali, esigendo rispetto dell’accordo, chiesero che la compilazione delle graduatorie rispettasse il principio che tutti gli Enti non presentanti posti in entrata dovevano essere considerati con l ’organico coperto al 100% ed i dipendenti che vi prestavano servizio, risultanti vincitori nella graduatoria finale, avrebbero dovuto essere trasferiti col solo vincolo del rispetto
dei gradi di scopertura concordati.
Dall’esame delle graduatorie finali, pubblicate il 3 giugno u.s., rileviamo che l’Amministrazione, pervicacemente ha proseguito sulla strada del non rispetto degli accordi quasi avesse come obbiettivo il fallimento di un sistema di mobilità volontaria che garantisce la piena trasparenza delle procedure, per un ritorno al preesistente sistema “clientelare”.
Per quanto sopra, si chiede la convocazione di urgente specifico incontro in merito.

 

Fp Cgil                                Cisl Fp                                  Uil Pa                     Confsal Unsa
Francesco Quinti     Massimo Ferri/Franco Volpi       Sandro Colombi      Gianfranco Braconi

“I Vigili del fuoco, purtroppo, volano bassi. Su 76 aeromobili a disposizione, di cui 55 ad ala rotante e 21 ad ala fissa, solo 31 risultano efficienti ed operativi. Il Ministro Salvini si ponga obiettivi seri per garantire alla collettività il soccorso tecnico urgente in tempi brevi”. A dirlo è il Coordinatore Nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.

“Risulterebbe inoltre – fa sapere Giulianella – che il 50% dei mezzi di soccorso Aps siano fuori servizio, così come il 40% circa delle autoscale. Se così fosse, a sostenere i costi di questo disservizio sarebbero i cittadini”. Aggiunge la Fp Cgil Vigili del Fuoco: “Oltre agli uomini e ai mezzi bisogna rispondere alle esigenze salariali dei professionisti del soccorso che necessiterebbero di uno stanziamento pari a 213 milioni di euro per vedersi adeguare lo stipendio a quello di altri Corpi dello Stato. L’assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali non può più essere rinviata”. Per tutte queste ragioni sabato 8 giugno i Vigili del Fuoco saranno in piazza, conclude Giulianella.

Nella giornata di ieri si è svolto l’incontro con l’Amministrazione per la sottoscrizione sul Fondo Risorse
Decentrate per il personale del comparto e per i dirigenti e per l’attuazione dell’accordo sulle progressioni economiche.
Per quel che attiene il fondo, si è proceduto alla sottoscrizione dell’accordo, posto che i criteri di distribuzione
sottesi erano identici a quelli dell’anno precedente; più nello specifico nel merito della composizione
economica del FRD lavoratori si è registrato un aumento della quota variabile da € 974.926 a € 1.136.411. Sul fondo dirigenti abbiamo richiesto ed ottenuto che l’Amministrazione ponga esplicito quesito all’IGOP per l’adeguamento del fondo a seguito del trasferimento del personale dell’ex IVCA.
Si è passati successivamente alla discussione circa l’attuazione dell’accordo PEO 2019 che, come FP CGIL, abbiamo fortemente voluto e sostenuto. L’Amministrazione ci ha comunicato che si sta completando l’iter della certificazione e che lo stesso dovrebbe terminare entro il mese di giugno. Questo permetterà la pubblicazione del bando che verrà comunicato per circolare a tutto il personale con cui, concretamente, si darà avvio a tutta la procedura concorsuale.
Le domande saranno prodotte dai lavoratori interessati, via intranet e la prova di esame prevista si svolgerà fra fine settembre e inizio ottobre, sempre su piattaforma. Ovviamente i quiz somministrati saranno diversificati a seconda dei profili.
Come FP Cgil abbiamo preso atto delle comunicazioni avvenute sottolineando che:
1) sarà importante, per l’Amministrazione, utilizzare il tempo tra la presentazione delle domande e la somministrazione delle prove d’esame, per individuare il punteggio relativo ai titoli di studio e all’anzianità di servizio. Questo al fine di imprimere la massima velocità alla procedura concorsuale posto che tutto deve terminare nel corso dell’anno al fine di individuare il beneficio economico da gennaio 2019;
2) si tenga conto dei lavoratori cessati dal servizio in corso d’anno a cui bisognerà consegnare una postazione per permettere l’espletamento della prova d’esame.
Esaminati i punti all’ordine del giorno, l’Amministrazione ha inteso informare le OOSS circa lo stato di
avanzamento relativo ai passaggi di area che, come FP CGIL abbiamo già richiesto all’atto dell’informativa
sui piani di fabbisogno e, successivamente, in tutte le occasioni utili di incontro con l’amministrazione.
Ci è stata ribadita l’intenzione di procedere, in tempi rapidi, all’attivazione delle procedure per 85 passaggi dalla II alla III area a cui si dovrebbero aggiungere almeno altri 20 rispetto all’aggiornamento
dei dati che si sta predisponendo. Come FP Cgil abbiamo ribadito per l’ennesima volta la necessità e l’urgenza di rispondere alle giuste rivendicazioni dei lavoratori in termini di attivazione dei passaggi di
area avendo cura di procedere anche ad una ricognizione complessiva dei titoli di studio posseduti dai
possibili aventi titolo, al fine di consentire accessi diversificati rispetto ai profili professionali di destinazione.
Inoltre, visto che il MIT ha già chiesto alla Funzione Pubblica l’autorizzazione a porre in essere concorsi per assunzioni di Assistenti Amministrativi, Informatici, Tecnici e Geometri, abbiamo chiesto che, all’atto dell’emanazione degli stessi, venga riservata la quota del 20% al personale di I area, in possesso del titolo di studio previsto per il passaggio alla II area.
Ricordando a tutti che il tema dei passaggi di area è uno degli elementi a base dello stato di agitazione proclamato, come FP CGIL porremo in essere tutte le iniziative necessarie affinché il risultato venga
colto nel più breve tempo possibile, ricordando che siamo disponibili a qualsiasi iniziativa di denuncia e
di sollecitazione che i lavoratori coinvolti intenderanno perseguire .

 

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                          p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                    Paolo Camardella

Firmato l’accordo sui festivi. Arrivano i passaggi dalla prima alla seconda area. Progressioni 2018 le Commissioni ancora al lavoro

Queste sono le risultanze dell’incontro di ieri a livello nazionale.
In sostanza l’Amministrazione si è impegnata ad attuare lo scorrimento dalla prima alla seconda area, sulla base della norma approvata in legge di stabilità, della graduatoria del 2007, in concomitanza con l’indizione del bando per l’assunzione del personale di seconda area di imminente emanazione.
Una buona notizia, certamente, anche se noi al tavolo abbiamo rappresentato la necessità di utilizzare anche l’altro strumento, quello previsto dalla legge Madia, per consentire anche al personale escluso per vari motivi dalla prima selezione (personale proveniente da mobilità o da assunzioni ex legge 68/99) il passaggio ed arrivare al pressoché totale svuotamento della prima area, necessario ai fini dellarideterminazione degli organici previsionali con il corrispondente incremento di posizioni previste nelle due aree superiori.
Per quanto riguarda le progressioni 2018 le Commissioni stanno ancora procedendo alla verifica della graduatoria provvisoria e ancora non sono stati in grado di definire una data di conclusione dell’intero processo. Naturalmente non sono mancate le sollecitazioni della parte sindacale al riguardo, anche tramite un opportuno rafforzamento delle Commissioni.
È stato posto il problema delle riunificazione dei profili di operatore e assistente nella seconda area: l’argomento sarà oggetto di approfondimento nel corso della prossima riunione, a seguito del quale offriremo le nostre valutazioni su un passaggio complicato, per via delle norme che disciplinano gli accessi dall’esterno che non sono modificabili in sede di contrattazione integrativa. Di conseguenza non è una operazione che si può fare a monte: si può operare con i passaggi orizzontali, rivedendo i contenuti dei profili interessati. Vedremo se ci sarà una proposta dell’amministrazione e ci confronteremo sul merito.
Abbiamo infine definito la necessità di procedere immediatamente al confronto sul FUA 2019, al fine di evitare i ritardi nell’erogazione del quantum dovuto ai lavoratori che abbiamo verificato lo scorso anno.
Per quanto riguarda i pagamenti degli arretrati (rimasto da pagare 2018, conto terzi 2018 e progetti di valorizzazione) abbiamo chiesto informazioni e ci è stato detto che sono in attesa dell’assegnazione delle risorse da parte del MEF, che dovrebbero arrivare in questo mese. Al riguardo precisiamo che anche le somme relative al Piano di Valorizzazione 2018 saranno pagate tramite cedolino unico per effetto di una norma contabile che ne ha definito una imputazione specifica su un capitolo dispesa dell’amministrazione.

TUTTI IN PIAZZA SABATO 8 GIUGNO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI
PUBBLICI!

NON CI STANCHIAMO DI RIPETERLO: UNA PRESENZA FORTE, VISIBILE E MASSICCIA DEI
LAVORATORI DEI BENI CULTURALI È LA MIGLIORE RISPOSTA POSSIBILE A CHI ANCORA
NON VUOLE RICONOSCERE IL DIRITTO AL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE, ALLA
PIENA OCCUPAZIONE NEI CICLI LAVORATIVI, AL RICONOSCIMENTO DELLA QUALITÀ ED
ESSENZIALITÀ DEL LAVORO PUBBLICO.
VI ASPETTIAMO TUTTI!

 

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

Servono fatti concreti, da contratti a assunzioni



Basta con le chiacchiere e le illusioni da campagna elettorale, ora servono i fatti: risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, per il riordino delle carriere, per mettere in sicurezza gli istituti penitenziari e per le assunzioni“. Ad affermarlo è la Fp Cgil Polizia Penitenziaria annunciando la presenza in piazza a Roma sabato 8 giugno per la manifestazione ‘Il futuro è servizi pubblici’.

“Fino ad oggi – afferma il responsabile della Fp Cgil Pol Pen, Massimiliano Prestini – il Governo non ha fatto altro che illudere i Poliziotti Penitenziari con una serie di promesse non mantenute. Siamo stanchi di sentire chiacchiere da campagna elettorale permanente: se il governo ha intenzione di investire risorse nel comparto sicurezza lo dimostri con i fatti”.

Ad oggi, infatti, aggiunge, “le risorse stanziate non consentono di rinnovare il contratto di lavoro, scaduto dal primo gennaio di quest’anno, di garantire adeguati correttivi al riordino delle carriere del personale, di colmare una carenza in organico che supera le 4.000 unità, di garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, gli istituti penitenziari del nostro Paese sono datati e malsani, e sui mezzi di trasporto, che hanno alle spalle centinaia di chilometri fatti. Non ci interessano Ministri che indossano le magliette delle Forze di Polizia, abbiamo bisogno di politici in grado di garantire investimenti che ci consentano di fare il nostro lavoro in modo dignitoso“, conclude Prestini.

POSIZIONI ORGANIZZATIVE EX ARTT. 17 E 18

Ieri, 4 giugno 2019, il confronto tra le OO.SS. e l’Amministrazione si è focalizzato sulla questione delle posizioni organizzative ex artt. 17 e 18, previste dal CCNL e dal CCNI, ormai in prossima scadenza il 30 giugno p.v.
L’Amministrazione ci ha presentato una proposta comprensiva di criteri di conferimento e di ipotesi di stanziamento economico-finanziario per la relativa remunerazione delle figure in questione.
E’ stato inevitabile aprire la discussione partendo non già dai criteri di conferimento, ma dalla valutazione economica della proposta, atteso che le risorse messe in campo per l’operazione prevedono, oltre all’annuale utilizzo di risorse del Fondo dei lavoratori, un ulteriore ricorso ad una parte di quelle risorse stanziate con l’ultima legge di bilancio (circa 8,5 milioni) assegnate per incentivare le politiche per il personale dell’Agenzia delle Entrate.
La necessità di avere maggiore disponibilità economica nasce da una serie di considerazioni fatte sull’intera partita delle posizioni di responsabilità (poer e p.o.), nonché a seguito di quelle criticità emerse in questi anni sulla gestione economica delle p.o. artt. 17 e 18 relativamente alla liquidazione dei FPS. Da ciò, l’ipotesi prevede di aumentare le indennità di posizione e, nel contempo, recuperare quell’eccessivo divario economico tra posizioni poer (4° fascia) e queste nuove P.O.
Se questo è il progetto, l’Amministrazione deve fare la sua parte! Non è pensabile che tutto il peso dell’operazione possa ricadere sul Fondo dei lavoratori.
Alla nostra richiesta di trovare le risorse in capo all’Amministrazione, la riunione è stata rinviata a lunedì prossimo. Un tempo tutto sommato breve, ma necessario probabilmente per poter avere una risposta esaustiva. Da quest’ultima potrà ripartire il confronto che sarà inevitabilmente conseguenziale alla prospettiva data.

FP CGIL NAZIONALE                           FP CGIL NAZIONALE
Elena Ciola                                            Luciano Boldorini

‘Se è intenzione del Ministro scenda in piazza sabato 8 giugno con noi’

Non basta fare un tweet, c’è bisogno di salvare il Servizio sanitario nazionale garantendo maggiori risorse e non ulteriori tagli”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Michele Vannini, in merito alle ipotesi circolate sul taglio al Fondo Sanitario nazionale, aggiungendo che: “Dopo lo scandalo dei medici pensionati, l’invio di quelli dell’esercito e il personale sanitario che manca, sia nelle aziende territoriali che negli ospedali, adesso arriva anche la notizia che il governo starebbe ipotizzando un taglio di 3,5 miliardi per il prossimo biennio al Fondo sanitario nazionale”.

“Al ministro della Salute Grillo – aggiunge – diciamo che non bastano i post sui social, non ci interessa la polemica politica: abbiamo bisogno dei contratti, di assunzioni e soprattutto di garantire un servizio sanitario di qualità ai cittadini. L’unica dichiarazione che ci aspettiamo è che anziché stare in termini di spesa sanitaria e incidenza sul Pil al di sotto del 7%, ovvero il tasso che l’Unione Europea individua per dichiarare un sistema sanitario sostenibile, il ministro annunci che il governo intende investire sul Fondo sanitario con uno stanziamento straordinario. Se davvero il ministro Grillo vuole salvare il sistema sanitario, scenda in piazza con le lavoratrici e i lavoratori della Sanità, dei Servizi Pubblici tutti, sabato 8 giugno a Roma e garantisca che il governo non taglierà la sanità”, conclude Vannini.

Lavoratori pubblici sempre meno e più anziani, con contratti scaduti. Sabato 8 giugno in piazza a Roma perché ‘Il Futuro è Servizi Pubblici’

Sempre meno e più anziani, con retribuzioni che risentono dei lunghi anni di blocco dei contratti, risorse al minimo per i prossimi rinnovi. È il quadro dei Servizi Pubblici che rischiano di implodere, sotto il peso di scelte politiche che li hanno svuotati.

In un report di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa sui numeri che disegnano lo stato dei Servizi Pubblici le ragioni della manifestazione in programma sabato 8 giugno in piazza del Popolo, a Roma, dal titolo ‘Il Futuro è Servizi Pubblici’, a difesa del valore dei servizi pubblici. L’appuntamento è alle ore 9 in piazza della Repubblica, con un corteo che arriverà fino in piazza del Popolo dove si terranno gli interventi conclusivi. Parteciperanno anche i segretari generali confederali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Numero di dipendenti, età media e pensionamenti

Secondo una rielaborazione del Conto Annuale fatta dalle categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil emerge che dal 2008 al 2017 ci sia stato un grave fenomeno di decrescita del numero di lavoratori nel pubblico impiego. Infatti, nel giro di appena 9 anni c’è stata una riduzione di personale pari al 7,5%, complessivamente 257.661 unità. In Italia 13 lavoratori su 100 lavorano nel pubblico, 7 persone in meno rispetto alla Francia, dove gli impiegati pubblici sono 20 su 100. Inoltre, il personale dei servizi pubblici ha un’età media che negli anni è avanzata, passando dai 47 anni medi del 2001 ai 51 anni del 2017. Attualmente, i dipendenti che superano i 60 anni di età sono 394 mila; sono invece 658 mila quelli tra i 55 e i 59 anni di età. Secondo le stime, dunque, nei prossimi tre anni saranno almeno 500 mila i pensionamenti previsti (anche in relazione all’entrata in vigore di Quota 100), rimpiazzati unicamente da 33 mila assunzioni straordinarie previste dalla legge di Bilancio 2019. Assunzioni che non saranno immediate ma cui, al contrario, si procederà nei prossimi 5 anni.

 

Retribuzione

Nell’elaborazione dei dati del Conto Annuale, un piccolo focus è stato dedicato alla retribuzione media complessiva dei dipendenti pubblici. Ciò che ne è emerso è che negli ultimi 9 anni, dal 2010 ad oggi, la crescita delle retribuzioni si è sostanzialmente arrestata. Infatti, nel 2010 la retribuzione media di un dipendente pubblico era di 34.687 euro, nel 2017 si è persino scesi a 34.491 euro. Il costo della vita aumenta e le retribuzioni rimangono ferme.

Contratti

Per quanto riguarda i contratti nazionali di lavoro del pubblico impiego, secondo le risorse stanziate dalla legge di Bilancio per il 2019, sono previsti – fanno sapere i sindacati – degli incrementi molto contenuti. In percentuale, gli incrementi previsti sono dell’1,3% per il 2019, 1,65% per il 2020 e 1,95% per il 2021. Sottolineano le categorie che lo scorso rinnovo contrattuale (2016-2018), aveva previsto un incremento del 3,48%, cui risultò un aumento medio di 85 euro lordi. Il previsto incremento dell’1,95% consentirebbe, dunque, aumenti inferiori.

Per quanto riguarda, invece, i contratti privati, di settori che erogano servizi pubblici, molti di questi sono fermi da diversi anni. È il caso, per esempio, della sanità privata, con un contratto bloccato dal 2006, e che interessa una platea di 300 mila lavoratori, tra infermieri, radiologi, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e tutti i professionisti della salute. Così come la gran parte dei contratti del terzo settore, per circa 400 mila lavoratori, sono in attesa di rinnovo.

Conclusioni

Quello che emerge è un quadro dei servizi pubblici nel nostro paese al collasso, in mancanza di risorse adeguate per fornire servizi efficienti e di qualità ai cittadini. Una tendenza di svalutazione e delegittimazione che va invertita attraverso investimenti adeguati per il rinnovo dei contratti e un piano straordinario di assunzioni che sopperisca all’elevato numero di pensionamenti. Per questo saremo in piazza, per difendere il valore dei servizi pubblici. Perché non c’è futuro senza lavoro. E non c’è uguaglianza senza servizi pubblici.

Agenzia del demanio
Normativa relazioni Sindacali
Dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it

Oggetto: Regolamento Incentivi Funzioni Tecniche ex D.lgs.50/2016.

Siamo a chiedere se corrisponda al vero la notizia secondo la quale codesta Struttura centrale abbia chiesto ai Direttori Regionali di sospendere l’inoltro delle richieste per la liquidazione della quota incentivo, destinata al personale coinvolto nei procedimenti “servizi e forniture”, ex D.lgs. 50/2016.
Nell’affermativa, sottolineando che la ripartizione degli incentivi rappresenta anch’essa materia negoziale, appare doveroso che l’Agenzia fornisca opportuni e urgenti chiarimenti in merito a tale decisione, assunta unilateralmente e pertanto priva di condivisione con le OO.SS. in merito ai
motivi ispiratori.
Diffidando l’Ente a porre in essere comportamenti che possano pregiudicare crediti, eventualmente
maturati e maturandi dal Personale impegnato nelle funzioni previste dalla normativa vigente, si resta in attesa di un sollecito riscontro alla presente.

FP CGIL Nazionale
Luciano Boldorini

Si trasmette la ministeriale n. 0167026U del 28.5.2019 di cui all’oggetto

“I Vigili del fuoco salvano vite umane, non lenzuola. Il Ministro Salvini dia immediatamente seguito a quanto promesso ai professionisti del soccorso prima delle elezioni europee. Servono salari, assunzioni e un’assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali”. A dirlo è il Coordinatore Nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, che annuncia la presenza dei Vigili del Fuoco in piazza, sabato 8 giugno a Roma, alla manifestazione nazionale ‘Il Futuro è Servizi Pubblici’.

“La campagna elettorale propagandistica fatta anche sulle spalle dei Vigili del Fuoco – prosegue Giulianella – non è passata inosservata all’opinione pubblica. I 223 milioni di euro promessi per armonizzare gli stipendi e le pensioni dei Vigili del Fuoco con quelli degli altri Corpi dello Stato siano effettivamente stanziati. Serve inoltre risolvere il problema della carenza di 3.500 unità operative e di circa 1.000 unità nel personale amministrativo, adeguare automezzi e attrezzature, una politica mirata alla salute e alla sicurezza del personale e soprattutto serve dare una assicurazione Inail contro gli infortuni che riconosca le malattie professionali ai Vigili del Fuoco. Al Governo del cambiamento chiediamo di dare risposte serie. Per questo saremo in piazza sabato 8 giugno a Roma, insieme a tutte le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici”, conclude Giulianella.

UNO SMART-WORKING POCO SMART

Nella giornata del 4 giugno si è riunito l’organismo paritetico per l’innovazione per effettuare il primo monitoraggio sullo smart-working in corso, al fine di monitorare le adesioni pervenute e le criticità rilevate nelle sedi in sperimentazione.
Le adesioni sono state mediamente più elevate nelle sedi del Nord Italia. In qualche sede ci sono state pochissime adesioni. Considerando che siamo in fase di sperimentazione, abbiamo manifestato la necessità di tarare meglio l’istituto, accogliendo le richieste provenienti dai colleghi delle sedi in sperimentazione.
A tale scopo, abbiamo chiesto:
1) di consentire lo smart-working a tutti gli ispettori e a chi ha la rappresentanza in giudizio sia in entrata che in uscita;
2) di consentirlo anche a coloro che hanno l’orario con i due rientri, non solo a chi sceglie le 7h e 12’;
3) di eliminare il vincolo dell’abitazione privata, non presente in molti altri accordi (da ultimo quello siglato pochi giorni fa proprio al Ministero del Lavoro…);
4) di applicare tali variazioni da subito, per vederne gli effetti, proseguendo la sperimentazione per altri tre mesi con le nuove regole.
Nessuna di queste proposte è stata accolta dall’Amministrazione, che ha invece manifestato l’intenzione di proseguire la sperimentazione con le modalità attuali per tutto il mese di giugno. Ai primi di luglio si terrà una nuova riunione dell’organismo, per valutare se apportare cambiamenti o meno.
Con riferimento alla sperimentazione dell’orario di lavoro, ci è stato ribadito che ai primi di luglio, l’orario sperimentale si estenderà a tutte le sedi. Sul punto, però, abbiamo chiesto di avere una rendicontazione di quanto finora si è realizzato e abbiamo segnalato che, in particolare il personale ispettivo aveva apprezzato l’introduzione dell’orario destrutturato, ritenendo invece un enorme passo indietro e un ritorno al passato l’eliminazione di quella novità. Abbiamo chiesto, pertanto, il ritorno all’orario destrutturato per le attività che lo consentano. Ancora una volta l’Amministrazione si è trincerata dietro alle necessità di riattivare l’orario destrutturato solo dopo che sarà operativo il fantomatico – o famigerato? – sistema informatico di rilevazione delle presenze … Sul punto mettiamo subito le mani avanti: non accetteremo forme di controllo a distanza dell’attività lavorativa, sia chiaro.
Piuttosto che lasciarsi ossessionare dal controllo dei dipendenti, l’Amministrazione dovrebbe concentrarsi sul raggiungimento dei risultati e, ancor prima, sull’organizzazione e pianificazione del lavoro. Invece, temiamo che non essendo in grado di organizzare il lavoro dei propri dipendenti, preferisca la vecchia logica del lavoro “per adempimenti” a quella del lavoro “per risultati”.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

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