Donne della Polizia Penitenziaria in netta minoranza, con pochi posti disponibili nei concorsi, escluse dai percorsi di carriera. Cosa vuol dire essere donne poliziotte, in un ambiente da sempre maschile

 

Come vive una donna che lavora in un carcere? Con quali condizioni di lavoro ha a che fare ogni giorno? Cosa vuol dire lavorare in un ambiente che negli anni è sempre stato caratterizzato da una presenza prettamente maschile? Esiste la tanto decantata parità di genere nel mondo del lavoro e, in particolare, in quello delle donne in divisa? Questi gli interrogativi dai quali siamo partiti e che ci hanno portato a costruire un’idea di parità, umana e professionale, che abbiamo deciso di condividere, domani, a Milano, nel Carcere di San Vittore, con un’iniziativa targata Fp Cgil dal titolo ‘Oltre le sbarre, il lavoro delle donne in divisa’.

 

Donne e lavoro.

Purtroppo viviamo in un Paese in cui, più che nel resto dell’Europa, si scontano importanti disparità di condizioni tra i generi. Assistiamo sempre più spesso, negli ultimi mesi, a iniziative della politica che, di fatto, minano le libertà e i diritti individuali delle donne, ad un arretramento culturale che rafforza un modello di società patriarcale. Questo ‘modus pensandi’ si riversa inevitabilmente nel mondo del lavoro, tutto. A partire dalle retribuzioni. Lo scenario italiano infatti è quello di donne mediamente molto più istruite dei colleghi uomini, ma con salari inferiori, a parità di occupazione e di mansioni, nonostante le più elevante competenze. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi al 2018, lo scarto di retribuzioni tra uomini e donne sfiora il 30%.

 

La maternità.

A maggior ragione la maternità è implicitamente considerata, in Italia, un evento personale e legato alla vita privata – e, diciamocelo, un inconveniente per il datore di lavoro – piuttosto che una risorsa per il Paese, che in fondo non è altro che una macchina che si mette in moto e si alimenta, di generazione in generazione. E’ di conseguenza considerato un costo quello per i servizi a sostegno delle famiglie, piuttosto che un investimento. Secondo i dati Istat, infatti, sono il 27% le madri che lasciano il lavoro per prendersi cura dei propri figli, contro il solo 0,5% degli uomini nella stessa condizione.

 

Le donne della Polizia Penitenziaria.

Non è difficile immaginare quanto possa essere enormemente più complicato per tutte quelle donne che trascorrono gran parte della propria giornata, ogni giorno, in ambienti di lavoro in cui la presenza maschile è predominante. La presenza di donne nel corpo di polizia penitenziaria è una novità introdotta appena 29 anni fa con la Legge 395 del 1990 e rappresenta oggi il 9% del personale tra gli agenti (il 7% tra i sovraintendenti e il 12% tra gli ispettori). Questa è una conseguenza anche della normativa vigente secondo cui “il personale del corpo di polizia penitenziaria da adibire ai servizi in Istituto all’interno delle sezioni deve essere dello stesso sesso dei detenuti”. E se consideriamo che la popolazione carceraria è costituita da circa 55 mila detenuti uomini e da sole 2.228 detenute donne (dati del 2017), va da sé che la presenza maschile è quasi esclusiva.

Ma è davvero quella vigente l’unica modalità possibile? Eppure questo non vale per tutte le legislazioni. Ci sono infatti esperienze europee (come quelle di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Francia e Germania) in cui le donne della Polizia Penitenziaria sono ammesse anche nelle sezioni maschili, salvo che per le operazioni di perquisizione dei detenuti. Queste esperienze ci insegnano che aumentare il numero di donne nel corpo di Polizia Penitenziaria, se fatto con criterio, è possibile. C’è poi da considerare che l’Italia esclude attualmente le donne non solo dai ruoli che operano all’interno delle sezioni detentive, ma anche da ruoli e mansioni che non prevedono il lavoro in sezione: ispettori e sovrintendenti. Gli ultimi concorsi per accedere ai suddetti ruoli, infatti, hanno previsto soli 172 posti femminili per i sovrintendenti, pari al 6% (contro 2.679 posti maschili) e 35 posti femminili per gli ispettori pari al 5% (contro i 608 maschili). Per gli agenti la percentuale aumenta al 22%, con 196 agenti donne e 678 agenti uomini.

 

Le condizioni di lavoro.

Quanto detto fino adesso tocca solo questioni numeriche, c’è poi tutta la questione di come si lavora nelle carceri. Un ambiente storicamente maschile ha mantenuto in sé una serie di aspetti organizzativi e pratici, oltre che psicologici e umani, che rendono difficile il clima per le donne poliziotte. Nelle carceri, per esempio, non ci sono spogliatoi, bagni, armadietti e stanze per il pernottamento che siano riservati alle sole donne. Mancano misure di flessibilità di orari e turni per armonizzare quanto più possibile la conciliazione della vita personale con il lavoro. Sono tanti gli aspetti che fino ad oggi non sono stati curati e che meritano invece la giusta attenzione.

 

Per questo la Fp Cgil ha deciso, attraverso questa iniziativa, di sensibilizzare la politica a questo tema e di avanzare delle proposte, contenute nella Piattaforma per le pari opportunità, che permetterebbero a tutto il personale di Polizia Penitenziaria, uomini e donne, di vivere in armonia, nel rispetto e nella realizzazione personale e professionale. Nel corpo di Polizia Penitenziaria vi è una discriminazione verso le donne sostanziale rispetto a quanto avviene negli altri corpi di polizia. “Siamo convinti – commenta il sindacato – che una maggiore presenza femminile in ambienti così chiusi e delicati possa dare un contributo importante, rendendoli più sereni e vivibili. Non possiamo fare passi indietro, dobbiamo procedere in avanti, in direzione di una parità di opportunità tra uomini e donne che è da ritenersi civile”.

 

Le donne in divisa si raccontano:

 


Leggi anche: Donne in divisa: intervista a Manuela, Comandante in un carcere

Leggi anche: Carceri: Fp Cgil, domani a Milano iniziativa ‘Oltre le sbarre’

 

Pubblichiamo la nota unitarie delle OO.SS. nazionali Fp Cgil VVF FNS Cisl e Uil Pa sulla richiesta di rinvio dell’incontro sulla distribuzione delle risorse economiche destinate al personale non direttivo non dirigente e direttivo che esplica ruoli specialistici

COMUNICATO SULL’INCONTRO DEL 6 GIUGNO 2019
CON IL DOTT. AMATO, CAPO DELLA SEGRETERIA
TECNICA DEL MINISTRO DELLA SALUTE GRILLO

Il 6 giugno 2019, alle ore 13.00, nella sede di Lungotevere Ripa, si è tenuto l’incontro con il Dr. Amato, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Grillo, dove sono state affrontate le problematiche dei lavoratori della dirigenza del Ministero della Salute.
La parte pubblica era composta dal Dott. Amato, dal Dott. Celotto, dalla D.ssa Chiurato (Ufficio di Gabinetto), dal Dott. Milonis e dalla Dott.ssa Salbitani, mentre le OO.SS. presenti erano la FP CGIL, la UIL, la CISL, la UNADIS, la ASSOMED e la DIRSTAT.
Nel nostro intervento abbiamo riconosciuto all’Amministrazione per l’impegno dimostrato per l’inizio della procedura con cui finalmente verranno stabilizzati i 155 dirigenti sanitari ancora a tempo determinato, chiedendo, nel contempo, le tempistiche di svolgimento e chiusura della procedura.
Il dott. Celotto ha informato che successivamente alla scadenza del bando, inizieranno le procedure per le nomine delle Commissioni, che lo svolgimento delle prove tra settembre e ottobre e che le assunzioni potrebbero arrivare per la fine di novembre di quest’anno.
Su nostra richiesta, è stato poi precisato che dopo la nuova assunzione in servizio decadranno gli attuali incarichi e bisognerà procedere a nuovi interpelli per gli incarichi nuovi.
Abbiamo poi portato all’attenzione della controparte pubblica la principale “pendenza” sulla quale abbiamo chiesto un pressante impegno politico e cioè la sottoscrizione del CCNL della dirigenza dopo quasi 15 anni di stasi, sottolineando l’importanza di eliminare le diversità di trattamento tra le diverse figure di dirigenti sanitari presenti nel Ministero della Salute.
Per quanto riguarda il Decreto Ministeriale sul ruolo unico della dirigenza sanitaria la complessa procedura sta andando avanti ; in ogni caso abbiamo ribadito l’importanza della sottoscrizione dei contratti (Stato e SSN) in quanto il nuovo provvedimento non può avere parti o passaggi in contradizione con i Contratti nazionali.
Il dott. Celotto ha confermato la necessità di parlare unicamente di dirigenti sanitari e assicurato che l’Amministrazione è a favore di un uguale trattamento a parità di incarico .
Inoltre, la prossima settimana dovrebbero arrivare le convocazioni per avviare le trattative per stabilire l’indennità di risultato relativamente al 2017.
Vi terremo informati sugli sviluppi delle questioni affrontate .

 

La delegazione FP CGIL
Francesco Quinti
Fabio Lupi
Valeria Di Giorgi Gerevini

La bozza che l’Amministrazione ha presentato riguardo la ripartizione dei fondi destinati all’incremento delle indennità degli specialisti, che pubblichiamo per opportuna conoscenza, viene ritenuta dalla Fp Cgil VVF inaccettabile e inadeguata.

Rimaniamo convinti che l’impianto normativo della pubblicizzazione del rapporto di lavoro non ha portato alcun beneficio ai lavoratori; le aspettative del personale con questa proposta non sono state nuovamente soddisfatte.

Il contratto di lavoro è l’unico strumento sul quale il Governo deve stanziare risorse adeguate e specifiche per riconoscere al personale elisoccorritore una indennità simile o uguale a quella degli specialisti elicotteristi.

Basta con le politiche che istituiscono nuovi ruoli senza specifiche risorse  di copertura; dividere il personale non fa

PIANI DI LAVORO DA RIVEDERE

In questi giorni stiamo ricevendo diverse segnalazioni relativamente ai piani di lavoro assegnati al personale.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a numeri assegnati non alla fine dell’anno precedente o, al limite, all’inizio dell’anno di riferimento, ma a obiettivi indicati a semestre quasi concluso.
Peraltro, non si tratta nemmeno di numeri accettabili e obiettivi raggiungibili. Infatti, quel che sembra emergere è che l’Amministrazione non abbia affatto considerato, ad es., che il numero dei dipendenti è sceso rispetto all’anno passato.
Ora comprendiamo bene la necessità di una “tenuta” complessiva dell’Inl sul territorio, ma non si può neppure fingere che tutto vada bene, non facendoci sapere neppure quale sia il nuovo modello di performance che si intende adottare.
C’è disperato bisogno di personale – ispettivo e amministrativo – per svolgere tutti i compiti assegnati a INL e su questo chiediamo all’Amministrazione di far la voce grossa con gli organi deputati alle autorizzazioni ad assumere, rappresentando loro in ogni forma l’urgenza di assunzioni in tempi rapidissimi, se non si vuole intaccare l’efficienza e la produttività dell’INL.
Nel frattempo, l’Amministrazione riveda subito gli obiettivi assegnati al personale, perché non si può continuare a spremere i lavoratori a tempo indefinito.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Agenzia Dogane e Monopoli
Incontro del 6 giugno 2019

Dopo la fase di avvio della riorganizzazione dell’Agenzia, abbiamo avuto il primo incontro con il nuovo Direttore del Personale, dott. Flore, al quale seguirà, secondo gli impegni assunti ieri, l’avvio di una fase serrata di confronto tra le parti per affrontare a tamburo battente le numerose e inderogabili aspettative di tutti Lavoratori nell’ambito del rinnovo del CCNI.
Il dott. Flore ha iniziato l’incontro fornendo alle OO.SS. una serie di importanti informazioni riguardo a precise e reiterate richieste sindacali.
-Sono in corso di perfezionamento le graduatorie dei passaggi 2017 con decorrenza 2018 che saranno pubblicate nei prossimi giorni.
-È stata decisa nell’ambito della mobilità intercompartimentale l’acquisizione urgente di 50 chimici da suddividere variamente tra i laboratori chimici nazionali.
-Di seguito l’Agenzia procederà anche all’acquisizione di:
40 analisti di sistema (con laurea in statistica o matematica),
546 funzionari di 3 Area e 210 assistenti di 2 Area.
Tali operazioni di acquisizione sono necessarie per il successivo avvio dei previsti concorsi pubblici.
L’Agenzia ha inoltre confermato di prevedere un bando per i passaggi da prima a seconda area per 161 unità attualmente in attesa del via libera del Ministro dell’Economia e Finanze.
Nel mese di settembre l’Agenzia procederà anche ai passaggi verticali da 2^ a 3^ area pur con i limiti normativi attuali come introdotti dal Decreto Madia.
Si è proceduto, poi, alla discussione e sottoscrizione dell’accordo sulle “ulteriori risorse disponibili” FPSRUP 2017. Tali risorse sono destinate
A) al budget di ufficio che prevede:
– l’importo di 2.580.000 per finanziare la parte residua dell’indennità di disagio;
– l’ importo di 4.100.000 per il budget di sede da contrattare a livello decentrato (sia per il personale doganale che per il personale monopoli);
B) al residuo premio di performance calcolabile in circa 940 euro medi pro-capite e che verosimilmente saranno pagati in settembre.
In merito al budget di sede per € 4.100.000 e’ stata firmata la relativa suddivisione tra struttura centrale (Uffici Centrali + Saisa), Direzioni Regionali, Direzioni Interregionali e Direzione Provinciale.
È stato poi presentato dall’Amministrazione l’aggiornamento delle sedi che danno titolo all’indennità di disagio in seguito agli accordi e/o riscontri effettuati a livello “regionale/interregionale”.
Si è proceduto inoltre ad apportare una rettifica agli accordi sulle posizioni organizzative contrattuali e agli incarichi di responsabilità nella parte riguardante le clausole di esclusione.
È stato, infine, firmata l’ipotesi di accordo riguardante la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti di 2^ fascia per quanto attiene alla quota delle risorse disponibili 2017.

Roma 7 giugno 2019

 

 

FPCGIL              CISLFP                   UILPA                 CONFSAL UNSA                        FLP
Iervolino             Fanfani                   Procopio          Veltri/Fici/Fiorentino         Cefalo/Sperandini

Al centro il tema della parità di genere nel personale di Polizia Penitenziaria

‘Oltre le sbarre, il lavoro delle donne in divisa’, questo il titolo dell’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil che si terrà domani, martedì 11 giugno, nella Casa Circondariale di San Vittore, a Milano, in Piazza Gaetano Filangieri 2, dalle 9.30 alle 13. Al centro il tema della parità di genere nel personale di Polizia Penitenziaria e per tutte le donne in divisa. Nell’occasione verrà nuovamente illustrata la piattaforma per le pari opportunità tra uomini e donne negli istituti di reclusione, ideata e proposta dalla Fp Cgil e già presentata lo scorso 5 marzo al Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, che interverrà durante l’iniziativa.

Il programma. Presiede Manuela Vanoli (Segretaria Generale Fp Cgil Lombardia). È previsto inoltre il saluto di Giacinto Siciliano (Direttore della Casa Circondariale di San Vittore). Ad intervenire, oltre a Francesco Basentini (Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), sono Pietro Buffa (Provveditore Dap Regione Lombardia) e Elena Lattuada (Segretaria Generale Cgil Lombardia). Dopo la relazione introduttiva di Lorella Brusa (Responsabile Politiche di Genere Fp Cgil nazionale), sono previsti contributi e testimonianze. Coordina Simona Ravizza (giornalista Corriere della Sera). Partecipano Francesca Bagni Cipriani (Consigliera Nazionale di Parità), Barbara Campagna (Coordinatrice Dap Ministeri Fp Cgil Lombardia), Paola Cassani (agente di Polizia Locale), Lucia Covello (agente di Polizia Penitenziaria). Manuela Federico (Comandante Reparto Casa Circondariale San Vittore), Pierfrancesco Majorino (Assessore Politiche Sociali Comune di Milano), Jacopo Morrone (Sottosegretario Ministero Giustizia), Mauro Palma (Garante Nazionale per i Diritti dei Detenuti), Michela Pascali (Segretaria Nazionale Silp Cgil), Serena Sorrentino (Segretaria generale Fp Cgil nazionale) e infine Laura Testa (delegata Silf).

Da tempo crediamo che la parità di genere nel personale degli istituti penitenziari e per tutte le donne in divisa sia una questione civile non più rinviabile – fa sapere la Fp Cgil -. Presenteremo nuovamente la nostra piattaforma, le nostre proposte e idee, per chiedere alle istituzioni competenti un riscontro concreto e costruttivo. Vogliamo favorire uno scambio, un momento di confronto, importante per arrivare insieme a soluzioni possibili”, conclude.

 

Comunicato

Si è svolto mercoledì il previsto incontro con il nuovo DG Aics Dott. Luca Maestripieri : così si è presentato, sottolineando volutamente la differenza dal Ministro Plenipotenziario Maestripieri e la forte volontà con cui ha ricercato questo incarico, segnale del suo impegno per il decollo e la piena operatività dell’Agenzia.
Ci ha informato rispetto alle sue prime azioni, volte a conoscere più approfonditamente le problematiche dell’ente, ed ha indicato quelle che ritiene nell’immediato le priorità della sua azione :
incrementare l’organico (comandi e concorso), definire la logistica delle sedi (Roma e Firenze) e stabilire un contatto più stretto con le sedi estere di AICS, mancato a suo giudizio negli anni precedenti. Ha precisato di voler – per il momento – soprassedere rispetto a modifiche organizzative, poiché senza il popolamento dell’Agenzia non ha senso pensare a nuove articolazioni degli Uffici : a tempo debito, sarà lui ad elaborare un nuovo modello, tenendo informati i lavoratori e i loro rappresentanti.
Ci ha poi chiesto un’esplicitazione delle richieste contenute nella nota unitaria del 29 maggio, rispetto
alle quali non si era ancora pronunciato.
Questo ha dato modo a noi tutti, tramite interventi di sigla che si sono mossi nel solco di quella nota,
di entrare nel merito dei singoli problemi e di presentare le relative richieste, che possiamo riportare
ad un fatto comune : cambiare passo, dimostrare attenzione verso il personale interno, portare a
conclusione quanto era stato contrattato o comunque condiviso fino al marzo 2018.
Quindi :
– trasparenza degli atti dell’Agenzia
– chiusura della partita “progressioni economiche 2018” con risposta alle richieste di chiarimento
avanzate dal collegio dei sindaci revisori
– ripresa e definizione dei bandi per i passaggi di Area
– valutazione del personale per l’anno 2018 così da poter procedere al pagamento del Fondo
– costituzione del Fondo 2019 ed apertura della contrattazione relativa
– revisione del sistema di valutazione
– costituzione del Comitato Unico di Garanzia e dell’Organismo paritetico per l’innovazione
– definizione della delegazione trattante di parte pubblica
– nuovo clima nelle relazioni sindacali
– attribuzione degli incarichi tramite interpelli che valorizzino il personale interno.
Abbiamo colto l’occasione per “aggiornare” l’elenco con gravi elementi emersi dopo il 29 maggio: ad
esempio informandolo sulla vicenda dei C.U. modificati e riemessi senza che il personale fosse
avvisato, sull’annullamento di atti di stabilizzazione di personale comandato, su proroghe di incarichi
in contrasto con deliberazioni della Sezione di Controllo della Corte dei Conti e sul pagamento di
emolumenti accessori al personale dirigente avvenuto senza che, per il 2016, 2017 e 2018, fosse
costituito il relativo Fondo (distinto da quello del personale delle Aree) e fosse attivata la relativa
contrattazione.
Il Dott. Maestripieri si è riservato di approfondire i temi proposti, ma ha assicurato le prime risposte (a
partire dalle progressioni economiche e dai bandi per quelle di area) nel giro di 2 settimane.
Il risultato “politico”, a situazione data, ci appare positivo : restiamo in attesa di fatti concreti.

 

CGIL/FP                            CISL/FP                     UIL/PA                    UNSA           FLP
G.Oberosler                        A. Fanfani                    E. M. Ponti           V. DI Biasi    R. Cefalo

‘C’è bisogno di cambiare, diritti ai lavoratori e ai cittadini’

In piazza per cambiare, perché c’è bisogno di migliori servizi pubblici per tutti. Questo l’obiettivo della manifestazione unitaria di domani 8 giugno a Roma”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un video messaggio a sostegno della manifestazione nazionale ‘Il futuro è servizi pubblici’ promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa e in programma domani a Roma con corteo da piazza della Repubblica alle ore 9 e comizi conclusivi in piazza del Popolo.

“Perché – aggiunge – per avere il diritto alla salute e all’istruzione, per avere più sicurezza sui luoghi di lavoro e un sistema pubblico che funzioni meglio, c’è bisogno che chi ci lavora abbia dei diritti: non sia precario, abbia uno stipendio adeguato e contratti adeguati”. Così come, prosegue Landini, “c’è bisogno anche che ci lavorino più persone, che si facciano assunzioni, che si investa, con meno privatizzazioni e più servizio pubblico, e che si rinnovino tutti i contratti”. Per queste ragioni, “la battaglia che facciamo è per tutto il paese, perché uniamo la lotta per i diritti nel lavoro alla qualità dei servizi che debbono essere garantiti a tutte le persone. Venite in piazza del Popolo a Roma perché abbiamo bisogno di cambiare tante cose”, conclude Landini.

 

Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P.
Dott. Massimo Parisi
R o m a

E, p.c.
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida Del Grosso
R o m a

Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Oggetto: pagamento spettanze FESI 2018.

Egregio Direttore,

giunge notizia che altre Forze di Polizia si apprestino a pagare le spettanze dovute al personale, relative all’accordo sul F.E.S.I. 2018, nel mese di giugno.
Non avendo ricevuto notizie da codesta amministrazione su quando saranno pagate le suddette spettanze al personale di Polizia Penitenziaria, la FP CGIL Le chiede di attivarsi al più presto per verificare che non vi siano ritardi nei pagamenti e comunicare al personale quando avverrà la corresponsione di quanto dovuto.
Si resta in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti.

 

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

 

COMUNICATO SULL’INCONTRO DEL 6 GIUGNO 2019
CON IL DOTT. AMATO, CAPO DELLA SEGRETERIA
TECNICA DEL MINISTRO DELLA SALUTE GRILLO

Nella mattinata del 6 giugno 2019, alle ore 11.00, nella sede di Lungotevere Ripa, si è tenuto l’incontro con il Dr. Amato, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Grillo, dove sono state affrontate tutte le problematiche dei lavoratori delle aree funzionali del Ministero della Salute.
La parte pubblica era composta dal Dott. Amato, dal Dott. Celotto, dalla D.ssa Chiurato (Ufficio di Gabinetto), dal Dott. Milonis e dalla Dott.ssa Salbitani, mentre le OO.SS. presenti erano la FP CGIL, la USB, la UIL, la CISL, la FLP e Confintesa.
Nel nostro intervento abbiamo ringraziato il Dr. Amato per avere tenuto un separato incontro per le aree funzionali, così da focalizzare i problemi senza disperdere l’attenzione, come avevamo richiesto .
Ciò, in quanto, la situazione delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Ministero della Salute delle aree funzionali merita una profonda riflessione da parte dell’Amministrazione che non può pensare di avere un Ministero d’elite e un ministero di rincalzo .
Il nostro Ministero sta morendo di consunzione; le Lavoratrici e i Lavoratori delle aree funzionali sono ridotti ai minimi termini sia per numero che per incentivi professionali ed economici, con meno prospettive di crescita e di opportunità
rispetto al passato dovendo dividersi fra i tanti dirigenti che li circondano, continuando a tenere testa con competenza al sistema perverso che tenterà di scaricare su di loro le proprie inadempienze.
L’unico minimo riconoscimento è stato quello collegato alle progressioni economiche previste dal contratto del 2009, bloccate per anni dai governi spending review, e pagate con le consistenze di parte fissa contenute nei Fondi Unici di Amministrazione e quindi già nella disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Pertanto, abbiamo chiesto con forza quanto stiamo chiedendo da più di un anno : il rifinanziamento del Fondo Unico di Amministrazione del Ministero della Salute per permettere l’erogazione di un salario accessorio dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori. Le proposte operative sono state già inviate alla Ministra più volte ma non abbiamo avuto nessun riscontro.
Il numero delle lavoratrici e i lavoratori delle aree funzionali è ormai ad un rapporto imbarazzante rispetto a quello dei Dirigenti di seconda fascia e a quelli sanitari. Appaiono necessarie, dunque, le assunzioni di giovani in numero importante e non si può essere soddisfatti da quanto previsto dalla ultima legge di bilancio di 108 persone per le aree funzionali, a fronte di un piano assunzionale presentato nel mese di agosto 2018 dall’Amministrazione al Dipartimento della Funzione Pubblica di
470 persone complessive. Pertanto abbiamo chiesto CONCORSI, CONCORSI E CONCORSI .
Collegata alla necessità dei concorsi esterni sono parimenti necessarie le selezioni per le progressioni verticali per tutte le aree funzionali, per recuperare tutti quei Lavoratori che sono “condannati” a vita nella seconda area funzionale pur svolgendo un lavoro di responsabilità per l’Amministrazione con profili importanti di rilevanza esterna.
Abbiamo chiesto di recuperare le professionalità mortificate da questa immotivata situazione con la pianificazione delle progressioni verticali per tutte le aree dell’Amministrazione.
La piena applicazione degli istituti previsti dal nuovo CCNL 12.02.2018 (smart working, banca delle ore ecc.) sono stai richiesti con forza anche in relazione al recupero delle ore tagliate a novembre 2018; abbiamo ricordato al Dr. Amato di aver consegnato a lui più di 400 firme il 5 febbraio 2019 che chiedevano il ripristino dello scippo. L’unico effetto che è stato posto in essere dall’Amministrazione è stato quello di mandare una mail ai dirigenti degli Uffici per segnalare i casi particolari per “la mancata fruizione nei termini sia da ricollegare a situazioni oggettive quali, ad esempio, assenze per maternità
o lunghi periodi di malattia”. Abbiamo ribadito che le ore tagliate vanno ripristinate TUTTE in quanto le ore stesse sono state autorizzate e validate dai singoli dirigenti.
O I lavoratori dovevano essere in servizio o stavano in Ufficio per loro piacere personale . Basta con le finzioni per far vedere che si fa qualcosa senza risolvere nulla.
Dopo di che abbiamo portato all’attenzione del Dr. Amato la insostenibile situazione degli Uffici periferici, che sono in perenne stato di sofferenza per la carenza di personale, di mezzi e di strutture.
Abbiamo ricordato come le segnalazioni che ci giungono dai singoli Uffici operativi (Genova, Bologna, Taranto) scoprono una realtà inquietante : la mancanza del personale causa l’impossibilità di rispettare le percentuali di campionamento minime stabilite dalla Comunità Europea per le merci sotto controllo accresciuto, né quelle stabilite dalla stessa Amministrazione: ossia il 5% sul totale delle merci in ingresso e il 3% sulle matrici con possibili pesticidi, con gravi ricadute sulla tutela della Salute pubblica.
Anche per questo abbiamo ribadito la necessità di tenere un confronto serrato per la risoluzione della problematica correlata alla normale attività di istituto degli Assistenti di prevenzione e sanità e dei Funzionari tecnici della prevenzione, in servizio sia negli uffici centrali dell’Amministrazione che presso gli Uffici periferici . Non è più tollerabile che le Lavoratrici e i Lavoratori del Ministero della Salute solo per svolgere il proprio lavoro rischino delle denunce penali .
Per quanto attiene al rinnovo dell’ACN del personale SASN non medico, abbiamo portato a conoscenza della controparte del blocco della contrattazione per una risposta dell’Ufficio legislativo che non arriva. La DGPREV ha inoltrato un quesito all’Ufficio legislativo a marzo 2019 ed ancora non ha avuto risposta. Si tratta del quesito riguardante l’erogazione anche ai lavoratori a convenzione dei SASN delle tutele sociali che abbiamo sempre richiesto con forza sul tavolo ma sono state sempre negate.
Per questo motivo abbiamo ribadito la nostra vecchia richiesta di superare l’attuale situazione con l’istituzione di un tavolo tecnico per arrivare a strutturare i lavoratori a convenzione dei SASN nei ruoli del Ministero della Salute .
Infine, abbiamo posto di nuovo al Dr. Amato la questione della verifica organizzativa della DGPREV ed in particolare dell’Ufficio X DGPREV.
La storia infinita dell’Ufficio X della DGPREV è stata segnalata all’Amministrazione in numerose occasioni a partire dalla bozza di Regolamento del Ministero del 2015, senza che la paradossale situazione nella quale versa tutta l’organizzazione del lavoro e del servizio reso, abbia avuto il benché minimo cambiamento .
Le lavoratrici e i lavoratori assegnati all’Ufficio X sono ormai da anni protagonisti di una farsa che non può più essere perpetrata sine die come se niente fosse.
Sono anni che mettiamo in luce un sistema logistico organizzativo senza capo né coda con un Ufficio che sulla carta è centrale con sedi sparse su tutto il territorio nazionale in una strana “comunione” con gli Uffici USMAF, che crea soltanto disagio e problemi sia ai lavoratori che all’espletamento del servizio di tutti giorni .
Abbiamo chiesto che venga affrontato e risolto il caso dell’Ufficio X con tutta l’urgenza che la situazione merita.
Il Dr. Amato ha risposto alle sollecitazioni delle OO.SS. assicurando che – Per l’Ufficio X della DGPREV non saranno più prese misure tampone che precarizzano il rapporto lavoratori / amministrazione ed ha preso l’impegno di convocare le OO.SS. per vagliare una proposta operativa prima delle ferie
estive ;
– Per quanto attiene ai piani assunzionali i contatti con il Dipartimento della Funzione pubblica sono costanti e ci sono ottime possibilità di portare a termine i concorsi entro l’anno ; in particolare per la figura di Tecnico dell’ambiente e dei luoghi di lavoro, vista la cronica carenza degli Uffici periferici, i concorsi/selezioni verranno banditi per primi già dal mese di luglio 2019. Le assunzioni serviranno
anche a riequilibrare l’insostenibile rapporto numero dirigenti/aree funzionali ormai completamente squilibrato.
– La questione delle ore tagliate sarà riesaminata per cercare di recuperare al massimo quanto indebitamente “riallineato” lo scorso anno.
– Relativamente al rifinanziamento dei fondi e alla eventuale stabilizzazione di parte dell’articolo 7, sono stati presi degli impegni precisi ad approfondire le possibilità con il MEF facendo riferimento da un lato, ad una norma di rifinanziamento come già fatto da altre Amministrazioni e dall’altro al fatto che
le somme dell’art. 7 sono ormai fisse e ricorrenti di fatto .
– La situazione degli Assistenti di prevenzione e sanità e dei Funzionari tecnici della prevenzione verrà affrontata a breve con l’emanazione dell’apposito decreto collegato alla previsione della legge di bilancio 2018.
– I progetti del telelavoro in essere verranno prorogati fino alla fine dell’anno, per pianificare dal 2020 lo smart working e gli altri istituti .
– E’ stata accettata la proposta sindacale di superare l’attuale situazione dei lavoratori a convenzione dei SASN con l’istituzione di uno specifico tavolo tecnico già dalla prima settimana di luglio .
Vi terremo informati sugli sviluppi delle questioni affrontate .

La delegazione FP CGIL
Fabio Lupi
Danilo Munno

Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P.
Dott. Massimo Parisi

e, p.c.
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida Del Grosso
R o m a

Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Oggetto: visite mediche di controllo per il personale di Polizia Penitenziaria.
Egregio Direttore,
si susseguono nel tempo i messaggi dell’INPS che ribadiscono che l’ente non può effettuare visite mediche di controllo d’ufficio per il personale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, ma che tali visite possono essere richieste dalle amministrazioni interessate.
Tale previsione è stata applicata in modo corretto da gran parte delle Direzioni degli istituti penitenziari del nostro Paese, che per il personale di Polizia Penitenziaria richiedono le visite mediche di controllo all’INPS solo per le malattie su cui l’ente in questione ha competenza per gli accertamenti medico legali, ossia quelle ordinarie.
Purtroppo, alcune Direzioni, in particolare nel PRAP per il Lazio, Abruzzo e Molise, stanno richiedendo le suddette visite non solo in caso di malattia ordinaria, ma anche in caso di malattia riconosciuta dalla commissione medico ospedaliera e dal comitato di verifica come dipendente da causa di servizio, su cui l’ente non ha alcuna competenza.
Infatti, come ribadito proprio dall’INPS nel messaggio 3265 del 9 agosto 2017, l’ente non può procedere ad effettuare accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio e malattia professionale, in quanto non può interferire con il procedimento di valutazione medico-giuridica di tali tipologie di eventi.
Per quanto sopra esposto e anche considerato che le visite mediche di controllo comportano un esborso per l’erario dello stato, si chiede di emanare una direttiva che dichiari l’illegittimità della richiesta di applicazione ed estensione delle disposizioni che regolano le visite mediche fiscali per la malattia ordinaria alla malattia professionale, ossia quella dipendente da causa di servizio per il personale di Polizia Penitenziaria.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil                                    Il Segretario Nazionale
Polizia penitenziaria                                                                Fp Cgil
Massimiliano Prestini                                                           Florindo Oliverio

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto