“Siamo soddisfatti delle dichiarazioni dell’assessore Venturi sulla necessità di sbloccare il contratto della sanità privata, fermo da ormai oltre 12 anni. Ora attendiamo l’esito dell’incontro di domani con Aris e Aiop e intanto proseguiamo la mobilitazione.” E’ quanto emerso dall’incontro di oggi tra la Funzione Pubblica Cgil, insieme a Cisl Fp e Uil Fpl, e l’assessore alle politiche per la salute, Sergio Venturi, in qualità di coordinatore della Commissione Salute, presso la Conferenza delle Regioni, per discutere il tema del rinnovo del contratto della sanità privata, che interessa una platea di circa 250 mila lavoratrici e lavoratori.
Nel corso dell’incontro, fa sapere la Fp Cgil, “ci siamo fatti portavoce della rabbia e dell’esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori che continuano a vedere calpestato un proprio diritto fondamentale da parte di imprenditori, Aris e Aiop, che, come se non bastasse operare in un mercato protetto quale quello dei servizi accreditati, continuano spudoratamente a chiedere che siano i bilanci delle regioni, quindi le tasche di tutte le cittadine e i cittadini, a farsi carico di aumentare gli stipendi di chi opera quotidianamente alle loro dipendenze. Alle Regioni abbiamo chiesto atti concreti, incisivi e immediati – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici – che diano il segno della reale determinazione delle istituzioni senza escludere, stante il permanere di questa vergognosa situazione di stallo, la revoca degli accreditamenti”.
“Abbiamo registrato positivamente le dichiarazioni dell’assessore in merito alla necessità di sbloccare il contratto – dichiara la Fp Cgil -, pur nella determinazione a far sì che ognuno produca, nel percorso che deve portare alla conclusione della vertenza, quanto sta in capo alle proprie responsabilità: in primo luogo le imprese. Aspettiamo ora l’esito dell’incontro con Aris e Aiop che si svolgerà domani, a cui seguirà, nell’ultima settimana del mese di giugno, un incontro trilaterale che metterà finalmente tutte le parti coinvolte attorno allo stesso tavolo. Nel frattempo proseguiremo, con la massima determinazione, nelle iniziative di mobilitazione previste nelle prossime settimane”, conclude il sindacato.
Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale nella quale si ribadisce come a distanza di molti mesi l’Amministrazione non abbia ancora effettuato la sostituzione dei caschi d’intervento proprio a tutela del personale
Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale, dove si chiede e si ribadisce a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori le necessarie integrazioni di supporti liquidi e nutrizionali.
Pubblichiamo il comunicato della Fp Cgil MB – RSA dove si evidenziano tutte le criticità del nuovo Comando di Monza e Brianza, che invece di decollare sembra già soccombere.
Ci aspettavamo qualcosa in più. Invece, dalla riunione di ieri sera, 10 giugno, nessuna risposta
concreta ci è stata data.
Il Direttore generale ci ha comunicato che è stata attivata una interlocuzione con gli organi di controllo
preposti al fine di avere certezza di eventuali risorse aggiuntive per attivare le nuove P.O.
Entro una settimana dovrebbe arrivare la risposta.
Nel corso del nostro intervento abbiamo ricordato che la CGIl, nel luglio 2018, aveva proposto di
rivedere il complessivo impianto delle figure di responsabilità atteso che entrambe, le POER istituite
per legge e le P.O. dal CCNL, potevano essere considerate un unicum all’interno di un’ area
professionale necessaria ad una efficiente Amministrazione e, conseguentemente, gestirle utilizzando
gli stessi criteri in modo da legare il grado reale di responsabilità con la corrispondente indennità
di posizione.
Ci rendiamo conto che ora il tempo a disposizione non è sufficiente per questa operazione, ma siamo
al contempo convinti che oggi possiamo fare un grande passo in avanti unificando le figure ex
art. 17 ed ex art. 18. Un’unica figura organizzativa permetterebbe di graduare le indennità di posizione
in maniera più razionale e confacente ad una organizzazione complessa e articolata come
quella dell’Agenzia delle Entrate.
Abbiamo fatto presente, altresì, che proprio queste figure organizzative hanno dimostrato la loro
importanza, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del marzo 2015, relativa agli ex incaricati,
nel garantire comunque il funzionamento degli Uffici e il raggiungimento degli obiettivi in quanto
unico punto di riferimento per tutto il personale.
Questo nuovo impianto necessita di ulteriori risorse poiché quelle messe a disposizione dal Fondo
Risorse Decentrate, come previsto dall’art. 77 CCNL, non sono sufficienti.
E’ chiaro che l’impegno preso dal Direttore Generale è fondamentale per arrivare alla sottoscrizione
del relativo accordo.
E’ stato istituita una commissione tecnica che si riunirà già domani, 12 giugno, allo scopo di definire
congiuntamente gli aspetti normativi e contrattuali delle figure organizzative.
FP CGIL NAZIONALE FP CGIL NAZIONALE
Elena Ciola Luciano Boldorini
Cordoglio e vicinanza ai familiari, ai cari ai colleghi del Vigile Antonio Dell’Anna deceduto questa notte durante lo spegnimento di un incendio autocarro a San Giorgio Jonico, Taranto.
Ancora una vittima sul lavoro, ancora un Vigile del Fuoco, ancora un lavoratore da ricordare non per ciò che ha fatto ma per ciò che non farà più.
Ciao Antonio
Al Presidente
Prof. Pasquale Tridico
Gentilissimo Presidente,
Con la presente le chiediamo degli interventi per poter sbloccare una serie di questioni di rilievo, tuttora pendenti:
– il 18 aprile scorso, grazie anche al suo decisivo intervento, si è finalmente sbloccata la trattativa sul CCNI dell’Inps, che ne ha portato alla firma. Tuttavia, sarebbe ora utile e necessario un suo autorevole intervento sugli organi di controllo, per accelerare i tempi previsti per le verifiche e consentire ai dipendenti dell’Ente di percepire il salario accessorio relativo ad attività abbondantemente
chiuse.
– Nel corso dei primi incontri al tavolo nazionale, lei si disse favorevole sia a una riscrittura della Determina Presidenziale n. 177/2018 – relativa ai criteri per le progressioni verticali – così da snellirne l’iter, sia a un ampliamento del numero di posti disponibili per le progressioni verticali per il 2020. Le chiediamo, pertanto, di farsi parte attiva all’interno dell’Ente per la convocazione urgente di un tavolo nazionale in cui affrontare e, possibilmente, definire questi argomenti.
– Come lei ben sa, è in corso un processo assunzionale di particolare rilievo all’interno dell’Istituto. Da quanto dichiaratoci al tavolo nazionale, pare tuttavia che, a causa di ostacoli burocratici, l’Inps procederà, a luglio, all’immediata assunzione di circa 2.000 persone, a fronte delle 3.000 inizialmente comunicateci.
Le chiediamo, pertanto, di attivarsi presso gli organi deputati al rilascio delle autorizzazioni per far sì che l’intera graduatoria del concorso da consulenti della protezione sociale possa essere utilizzata ed esaurita dall’Inps nei tempi che ci erano stati originariamente comunicati (3.000 ingressi entro luglio con successivo esaurimento della graduatoria a metà novembre, superato il blocco normativo delle assunzioni), e che nello stesso percorso siano compresi i 74 posti della graduatoria dei B1, sottoposta alla “mannaia” della decadenza del 30 settembre p.v., prevista per legge.
Crediamo che su questi temi si possano già dare le prime risposte concrete sul ruolo dell’Inps e sulla sua valorizzazione all’interno del lavoro pubblico.
In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Pubblichiamo il D.M. contenente l’equiparazione dell’indennità di amministrazione-AOO-DAG – XX SETT Protocollo numero:0066499 del 11/06/2019
CRITERI TRASFERIBILI –MOBILITA’ 2019
Come preannunciato, si è svolto in data odierna l’incontro conclusivo relativo ai criteri di mobilità
volontaria per l’anno 2019 iniziato lo scorso 5 febbraio.
Nell’ambito degli incontri avuti, ed in considerazione della carenza di organico, specie delle sedi periferiche , aggravato dai prossimi pensionamenti ordinari ai quali si devono aggiungere quelli per“ quota 100”, avevamo proposto all’amministrazione una serie di punti al fine di aggiornare le disposizioni
per la mobilità all’interno dell’amministrazione che risalgono all’agosto 2013.
Il delicato confronto ha avuto momenti difficili, in cui la parte sindacale ha sostenuto con molta forzale proprie posizioni.
Pertanto l’intesa raggiunta costituisce il punto di mediazione possibile a condizioni date, ricordando che la materia non è oggetto di accordo ma di concertazione, ed in considerazione che l’amministrazione per l’anno 2020 intende modificare le procedure ed i criteri per l’attuazione della mobilità, per cui l’intera materia sarà da rivedere.
I criteri definiti, oltre ai criteri previsti nell’ambito del programma di mobilità ordinaria, ha recepito le seguenti integrazioni richieste dalla parte sindacale:
– gli operatori amministrativi stabilizzati , già coadiutori a tempo determinato, possono produrre domanda di trasferimento ed essere inseriti nelle graduatorie ordinarie, (ad oggi non era previsto);
– i movimenti ex lege 104/92 saranno autorizzati con cadenza semestrale e non più annuale;
– è stato disciplinato l’esercizio del diritto di cui all’articolo 42 bis della legge 151/2001 ed alla legge n. 104/1992 dei funzionari amministrativi assunti quest’anno per le esigenze delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale ed attualmente privi di tale diritto;
– con i medesimi criteri previsti dai dipendenti che hanno prodotto istanza dal 1995 al 2005 saranno disposti i movimenti di coloro che sono stati inviati in missione a decorrere dal 1 gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2018, ed aspirano ad un trasferimento definitivo;
– per gli assistenti linguistici il cui profilo è ad “esaurimento”si procederà al trasferimento qualora vi sia posto nella sede richiesta, avendo riguardo non solo al profilo professionale ma all’intero settore linguistico.
– stessa possibilità viene data agli ausiliari qualora vi sia posto nella sede richiesta , avendo riguardo alla copertura del 50% dell’intera Area I.
Le altre proposte sindacali, avanzate nel corso di questa lunga trattativa, sono state inserite in una dichiarazione congiunta da noi considerata presupposto imprescindibile alla definizione dei criteri di mobilita volontaria 2019.
Riteniamo infatti dirimente nei prossimi mesi, procedere anche agli scambi di sede in ambito nazionale ed addivenire ad un confronto trasparente sui criteri relativi ai distacchi temporanei , procedendo sempre ad un preventivo confronto tra le parti.
Anche su questi punti l’amministrazione ha accettato molti dei nostri suggerimenti e possiamo dare una valutazione positiva dell’intesa raggiunta.
L’Amministrazione procederà nei prossimi giorni alla pubblicazione delle graduatorie e nel rispetto dei tempi previsti dalle procedure, si prevede che i trasferimenti partiranno dal prossimo settembre.
Ci auguriamo che il lavoro compiuto possa rispondere alle richieste di tutti coloro che da tempo sono in attesa di veder riconosciuta la loro legittima richiesta di trasferimento.
Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Nazionale Ministero Interno
Alle lavoratrici e ai lavoratori del MIUR
Resoconto incontri 24 maggio e 6 giugno
In data 24 maggio e 6 giugno 2019 si sono svolti due ulteriori incontri di contrattazione decentrata tra la delegazione di parte pubblica del MIUR e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.
All’incontro del 24 maggio l’amministrazione, sulla base della comunicazione sull’entità delle risorse disponibili sul FRD ha presentato una proposta di utilizzo che sostanzialmente si può riassumere nei seguenti punti:
• aumento del 25% rispetto a quanto definito dal CCNL della quota di maggiorazione per i turni notturni e notturni/festivi.
• pagamento al personale ex area vasta delle competenze per gli anni precedenti nelle more di una eventuale costituzione di apposito fondo, come anticipato nella riunione del 15 maggio scorso.
• destinazione della quota residua (al netto quindi delle spese per i due punti precedenti nonché delle risorse necessarie al pagamento delle progressioni economiche degli anni precedenti) ai premi per la performance organizzativa per il 50% e individuale per il restante 50%.
• maggiorazione del premio individuale prevista dall’art. 78 del CCNL al 30% rispetto al valore medio pro-capite (valore minimo previsto dal CCNL) e attribuzione al 30% del personale, con risorse da prelevare da quanto destinato alla performance organizzativa.
• predeterminazione del numero massimo di persone per ciascun ufficio a cui il dirigente potrà attribuire il punteggio massimo utile a vedersi riconosciuta la maggiorazione del premio individuale prevista dall’art. 78.
E’ seguito un giro di tavolo in cui come FP CGIL abbiamo fatto le seguenti osservazioni:
• l’informazione sull’entità del FRD è stata fornita in maniera estremamente approssimativa, tanto che non è stato possibile ricondurre le diverse voci a quanto previsto dal CCNL all’art. 76 – Costituzione fondo risorse decentrate, elemento indispensabile per una valutazione complessiva dei criteri da adottare per la destinazione del fondo stesso.
• la proposta dell’amministrazione rispetto alla differenziazione del premio individuale non è condivisibile poiché tramite la suddivisione al 50% per ciascuna delle tipologie (organizzativa e individuale), l’alta percentuale dei destinatari, e la previsione di finanziare la differenziazione del premio individuale con risorse destinate alla performance collettiva comporterebbe un marcato sbilanciamento dell’utilizzo delle risorse verso la performance individuale. Inoltre, predeterminando il numero di beneficiari per ciascun ufficio di fatto si consegnerebbe l’istituto alla piena e totale discrezionalità dei dirigenti.
• Proprio per ridurre l’impatto dell’istituto ex art. 78 del CCNL sul premio per la performance individuale di tutti i dipendenti abbiamo invece concordato sulla proposta di fissare al 30% la misura della maggiorazione rispetto alla quota media pro-capite, che è quella minima prevista dal contratto;
Per quanto riguarda gli altri istituti da finanziare con le risorse del FRD:
• abbiamo concordato sulla soluzione proposta per i lavoratori ex area vasta in mobilità verso il
MIUR che avevamo noi stesso sollecitato
• abbiamo concordato anche sulla rivisitazione delle quote destinate ai turni più gravosi, (anche
in questo caso su nostra sollecitazione) che sono risultati penalizzati dall’applicazione delle
nuove maggiorazioni previste dal CCNL. Su questo punto abbiamo chiesto di avere le tabelle di corresponsione anno 2016 per una analisi più dettagliata.
Abbiamo inoltre chiesto di avere una informativa dettagliata rispetto agli organici teorici del Ministero,
alle carenze di organico e al piano triennale di fabbisogno del personale, in vista delle procedure di
assunzione che l’Amministrazione intende programmare.
Le nostre osservazioni sono state recepite in particolare da CISL e UIL e da alcune delle OO.SS. presenti al tavolo, pur con qualche distinguo. Più sfumate (e a tratti incomprensibili) sono state le osservazioni delle altre OO.SS.
L’amministrazione, vista la scarsa adesione alla propria proposta ha quindi aggiornato il tavolo chiedendoci di formulare una controproposta.
Nel frattempo si sono impegnati a completare l’informativa rispetto ai dati del fondo e a quelli del personale.
L’incontro del 6 giugno si è incentrato sulla proposta che abbiamo elaborato con CISL e UIL, che,
all’interno di un quadro normativo che richiede di garantire la differenziazione delle risorse destinate
al personale per la performance individuale prevede che:
• si utilizzino per la maggiorazione unicamente le risorse destinate alla performance individuale
• si limiti la platea dei percettori della maggiorazione in modo da garantire una quota maggiore
di produttività alla generalità dei dipendenti
• si identifichi il livello di contrattazione di sede come luogo in cui definire la percentuale di destinatari
della maggiorazione nell’ambito del tetto che verrà definito a livello nazionale
• venga individuata una modalità per gestire eventuali casi di pari-merito eccedenti la percentuale
definita
L’Amministrazione ha ascoltato le spiegazioni della proposta e si è riservata di fare un approfondimento per dare una valutazione definitiva in un prossimo incontro per il quale non abbiamo ancora una data fissata, ma che contiamo si possa tenere entro la prossima settimana.
Sebbene i rappresentanti dell’amministrazione non si siano sbilanciati rispetto all’apprezzamento della proposta l’impressione è che non abbiano particolari problemi rispetto al primo e terzo punto (risorse e rafforzamento del ruolo della contrattazione di sede), mentre abbiamo registrato una certa resistenza all’idea di tenere bassa la percentuale dei beneficiari del premio.
Ovviamente queste “impressioni” andranno verificate nel prossimo incontro.
Come potete intuire la trattativa si svolge con una discreta fatica, ma noi non desistiamo, se qualcuno
si stancherà non saremo certo noi e vi terremo informati di ogni ulteriore sviluppo.
Vi terremo informati di ogni ulteriore sviluppo e nel frattempo vi rammentiamo la riunione del coordinamento nazionale MIUR in videoconferenza fissata per il 20 giugno alle ore 15.30.
FP CGIL
Anna Andreoli /Roberta Sorace
Ancora una volta: chi governa pensa che la risoluzione di tutti i mali passi per la riorganizzazione degli uffici.
Si è tenuta, nel pomeriggio di mercoledì scorso, la riunione per la prima discussione circa l’ennesima
proposta di riorganizzazione del Mit.
Questa ci è stata presentata, prima dal Ministro e poi dal Capo di Gabinetto, come necessaria al fine di rilanciare le funzioni essenziali del Ministero e per restituire centralità e maggiore efficienza a tutte le strutture, anche al fine di provare ad intercettare le nuove sfide a cui, come Amministrazione, siamo chiamati a rispondere.
Come FP CGIL abbiamo sottolineato come:
a) alla bozza di Decreto allegata, manca del tutto la parte relativa agli organici del personale. Questo, ovviamente, non può che farci allarmare posta la gravissima situazione di sottorganico in cui versa il Mit che, non a caso, è alla base della proclamazione dello stato di agitazione del personale da parte di CGIL, CISL e UIL. E’ del tutto evidente, quando si parla di processi di riorganizzazione, che non si possa prescindere dalla valorizzazione e dalla messa a fattore del personale che si ha a disposizione: pertanto, qualsiasi proposta dovrebbe vedere l’impegno dell’Amministrazione circa un piano straordinario di assunzioni, ben oltre il semplice turn over, che possa davvero consentire al Mit di essere messo nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni: per questo siamo stati in piazza sabato 8 giugno e per questo continueremo, con ogni mezzo, non escludendo lo sciopero generale, fino a quando non avremo risposte definitive nel merito delle rivendicazioni avanzate. Insomma, in presenza di uffici, in particolare quelli periferici (e ci riferiamo alle Motorizzazioni, ai Provveditorati e alle Capitanerie di Porto) in cui la presenza del personale è ben al di sotto di quanto previsto dalle piante organiche, troviamo poco opportuno, parlare di riorganizzazione complessiva del Mit;
b) entrando nel merito della proposta, quel che balza immediatamente agli occhi è che si passa da due a tre capi dipartimento ma, nel contempo, diminuisce il numero dei Dirigenti Generali (quelli che gestiscono la macchina amministrativa) che passano da 39 a 38: ovviamente, con la nascita del terzo dipartimento, nasce anche un nuovo ufficio di coordinamento che avrà sicuramente bisogno di personale che, per forza di cose, sarà spostato da altri uffici operativi;
c) ad un primo esame, risulta evidente, balza agli occhi per così dire, che ci sono Direzioni con un grande carico di lavoro e altre che si vedono assegnate carichi di lavoro molto meno impegnativi;
d) posto che non abbiamo numeri a disposizione (tranne quelli dei Dirigenti Generali e dei Capi Dipartimento), il giudizio non può che rimanere sospeso per tutto quello che attiene la riorganizzazione,
in particolare in sede periferica. Abbiamo ribadito come sia soprattutto nelle sedi periferiche che si gioca la partita della fruizione dei diritti da parte dei cittadini e della erogazione degli stessi da parte dell’Amministrazione: a tal proposito, richiamandoci alla dimensione attuale, ci sembra non rispondente ai criteri di democrazia del sistema – ma anche se volessimo attenerci a parametri più economicistici, di efficacia e di efficienza – una Amministrazione con competenze spesso regionali quand’anche non addirittura, sovraregionali. Diviene, pertanto essenziale, ricondurre a dimensioni più accettabili gli ambiti di competenza degli uffici.
e) si è posta la questione delle Capitanerie di Porto, poiché, mentre nell’organigramma li si individua come uffici periferici, nulla rileva ad una lettura attenta della bozza di decreto. Per quanto ci riguarda, è ora che questa anomalia venga sanata e si restituisca dignità, anche dal punto di vista della stesura formale dell’eventuale decreto di riorganizzazione ad un personale che rischia di sentirsi estraneo alla propria amministrazione;
f) infine, si è rilevato come la Direzione per l’intervento statale e abitativo e gli interventi speciali assommerebbe le responsabilità di due settori molto diversi: quello delle opere pubbliche di competenza statale (edifici scolastici, edilizia per Forze Armate, edilizia per la costruzione di case circondariali o di reclusione e via dicendo) e quello dell’edilizia abitativa con i relativi interventi speciali che mirano, da una parte, alla riduzione del disagio abitativo e a consentire l’accesso alle abitazioni in locazione, dall’altra a ridurre l’abusivismo edilizio e ad individuare programmi speciali di edilizia speciale e ad elaborare indirizzi per l’edilizia abitativa. Di fronte al grandissimo problema dell’emergenza abitativa nel nostro Paese, pensiamo sia utile riaffermare l’importanza strategica di una direzione del Mit che si occupi, nello specifico, del diritto alla casa.
la coordinatrice Fp Cgil Mit p.la Fp Cgil nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella