Il 30 maggio u.s., presso la sede Uneba in Roma, è proseguita la trattativa per il rinnovo del
contratto collettivo nazionale di lavoro.
La relazione di apertura, tenuta dalla parte datoriale, ha informato i presenti il lavoro svolto
dalla commissione tecnica che ha avuto il compito di aggiornare il testo normativo alle nuove norme
che regolano il mercato del lavoro.
Al momento rimangono sospesi alcuni temi legati all’orario di lavoro e alle flessibilità che
saranno affrontate al tavolo di contrattazione nazionale.
La delegazione Uneba ha inoltre presentato alle OO.SS. ulteriore richiesta di aggiornamento
e/o modifica del contratto di lavoro unitamente ad una proposta economica di rinnovo.
Per quanto riguarda gli assetti normativi ci è stata proposta una rivisitazione dell’art. 5
(struttura della contrattazione) che permetta una maggiore valorizzazione della contrattazione di
secondo livello regionale.
La proposta economica, seppur ancora in fase di definizione, ipotizza un aumento tabellare
non del tutto in linea con gli altri contratti del terzo settore già rinnovati, peraltro con la subordinazione
di una parte delle risorse economiche sul secondo livello.
Unitariamente è stata rinnovata la richiesta di avere garanzie sulla quantificazione di aumenti
salariali che siano in linea con gli altri rinnovi e che siano sommati al tabellare nazionale, per
garantirne l’esigibilità e la piena ed omogenea applicazione per tutti i lavoratori in tutti i territori.
Oltre a quanto sopra, siamo impegnati in una contrattazione che vede ancora le richieste di
parte datoriale di procedere al congelamento degli scatti di anzianità, nonché ad un diverso utilizzo
e riduzione dei ROL.
Al fine di poter avere una proposta articolata e scritta che permetta a noi una prima
valutazione congiuntamente ai nostri dirigenti territoriali abbiamo programmato una nuova data che
diventi concludente per capire se vi siano le condizioni per chiudere il contratto in tempi brevi.
La trattativa proseguirà il prossimo 24 giugno e continueremo a tenervi aggiornati sugli
ulteriori sviluppi.
FP CGIL CISL FP FISASCAT CISL UIL FPL UILTUCS
M. Vannini F. Berardi F. Ferrari B. Perna P. Proietti
Pubblichiamo il comunicato unitario delle OO. SS. territoriali Fp Cgil VVF, FNS Cisl e Confsal VVF riguardo le risposte rassicurative che le Amministrazioni interessate hanno dato, rispetto alle richieste sulle carenze degli organici
PROGRESSIONI VERTICALI: A CHE PUNTO SIAMO?
Lo scorso 15 marzo, in occasione del primo incontro tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali all’indomani dell’insediamento del Prof. Tridico ai vertici dell’Inps, sia pure nella veste non di Presidente, ma, come recitano le determine dell’Istituto, di “Organo munito dei poteri del Presidente”, chiedemmo al Presidente “in pectore” un impegno ben preciso sul versante delle progressioni verticali del personale attraverso la riscrittura della famigerata determina n.177/2018 che, a nostro avviso, lo abbiamo detto e scritto in più occasioni, avrebbe dovuto ricalcare, nella disciplina dei passaggi d’area del triennio 2018/2019/2020 i meccanismi e le modalità seguiti nel 2016 in occasione delle progressioni orizzontali effettuate all’interno delle aree professionali: tradotto significa eliminazione della prova orale, revisione dei punteggi legati ad alcuni titoli e pubblicazione preventiva dell’archivio dei quiz da cui saranno estratte a sorte le domande oggetto della prova scritta sulle materie riportate nella stessa determina.
Ad oggi, dopo circa tre mesi dal Suo insediamento nella veste di “Organo munito dei poteri del Presidente”, caro prof. Tridico non abbiamo avuto alcun riscontro rispetto a quella nostra richiesta nonostante l’impegno, ripetuto in più occasioni, dall’Amministrazione (Lei è Capo della delegazione
trattante di parte datoriale ai sensi della determinazione n. ) a convocare le organizzazioni sindacali per un confronto preventivo rispetto ad un tema, quello delle progressioni verticali, oggetto, Le ricordiamo, di un verbale di intesa, sottoscritto il 10 ottobre 2017 con il suo predecessore, che vincola l’Istituto, a realizzare i passaggi di area attraverso le selezioni interne, quindi senza concorso pubblico, approfittando della deroga temporale introdotta nel 2017 dall’ultimo decreto Madia (art.22, comma 15, D. Lgs. n.75/2017).
A che punto siamo? Il tempo passa prof. Tridico e non vorremmo ritrovarci a censurare nuovamente un’Amministrazione, distratta, o peggio, inadempiente rispetto agli accordi sottoscritti: pacta servanda sunt e fino ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro rispetto all’impegno preso il 15 marzo u.s. a meno che il confronto sindacale interno all’Istituto non venga sviluppato in sedi improprie, magari i convegni ai quali Lei è invitato e di cui apprendiamo i contenuti dalle cronache sindacali altrui!
Restando in tema di progressioni verticali CGIL CISL e UIL sono impegnate, nel confronto con l’ARAN, nella riscrittura dell’ordinamento professionale del personale che, tra le varie problematiche affronti e risolva la questione dei colleghi, della prima e seconda area, inquadrati sul piano giuridico in ambiti professionali che non corrispondono alle attività effettivamente svolte, tanto che una delle proposte in campo è quella di procedere ad una nuova declaratoria delle aree professionali con successiva rimessione alla contrattazione integrativa della individuazione delle attività svolte in ogni singola Amministrazione da collocare in tre distinte aree (come prevede il TU pubblico impiego, con buona pace di chi chiedeva a gran voce l’area unica, pur sapendo di non poterla avere) procedendo ad un
reinquadramento del personale in sede di prima applicazione del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali. Ebbene su questo tema non registriamo alcun intervento da parte dell’INPS sull’ARAN per sensibilizzare l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni nella direzione da noi
propugnata: addirittura ci risulta che INAIL ed ACI abbiano recentemente invitato la nostra Amministrazione a fare fronte comune attraverso un’azione concertata di pressione sui Vertici dell’ARAN.
La risposta è stata ad oggi il silenzio!
Al di là delle dichiarazioni pubbliche caro prof. Tridico servono impegni concreti:
– attivare in tempi brevi le progressioni verticali realizzabili sulla base del quadro normativo vigente che limita l’accesso sotto il profilo dei requisiti curricolari;
– esercitare la moral suasion nei confronti del Governo, in considerazione dei rapporti che Lei vanta con il Ministro del lavoro e con il Presidente del Consiglio, per modificare la norma del D. Lgs. n.165/2001 che irrigidisce il meccanismo delle progressioni verticali (concorso pubblico con eventuale riserva e titolo di studio richiesto per l’accesso esterno all’area) ripristinando l’ottima norma che queste organizzazioni sindacali, brutte, sporche, cattive e incompetenti, come qualcuno ci ha definito, scrissero nel lontano 1999 con il CCNL 1998/2001 (se Lei vuole basta fare il copia e incolla di quel dispositivo e proporlo ai Suoi interlocutoriistituzionali).
Si tratterebbe di due atti concreti che, uniti ad una profonda revisione del sistema di rilevazione e misurazione della performance (ci vorrebbe una moratoria più che giustificata dall’enorme mole dei carichi di lavoro accompagnata quest’anno, stime dell’Amministrazione, dall’uscita di oltre 2.100 colleghi futuri pensionati) e della multicanalità della comunicazione con l’utenza esterna, troverebbero queste organizzazioni sindacali pronte al confronto.
Noi ci siamo: e Lei Professore?
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Pubblichiamo la ministeriale del Ministero della Giustizia m_dg.GDAP.30/05/2019.0171871.U
inerente all’argomento in oggetto.
Al MIBAC
DG Organizzazione
Sig. Direttore Generale
dr.ssa Marina Giuseppone
Sig. Dirigente Servizio II
dr. Alessandro Benzia
LORO SEDI
Oggetto: Circolare n.187/2019 – Trattamento giuridico del personale transitato in terza area per
effetto di quanto previsto dalla legge 145/2018.
Gentili Dirigenti,
Per noi è sempre un piacere apprendere da una Circolare che l’orientamento in tema di mantenimento
delle ferie pregresse per il personale che transita in terza area sia mutato, consentendo a detto personale il mantenimento delle ferie residue maturate in vigenza del precedente rapporto di lavoro. Ma riteniamo utile, ai fini di una maggiore comprensione, avere contezza del parere emesso dall’Ufficio Legislativo per valutare i fondamenti giuridici di tale orientamento in particolare per i riflessi che lo stesso ha su situazione analoghe alcune delle quali avvenute e disciplinate, con un orientamento del tutto opposto, all’interno del Ministero stesso e nella generalità delle altre Pubbliche Amministrazione.
Quanto sopra sulla base della semplice considerazione, che si basa su orientamenti giurisprudenziali consolidati, relativa al fatto che la motivazione non potrebbe essere rintracciata nella diversa
modalità di accesso alla nuova posizione giuridica con la quale un certo numero di personale è transitato in terza area per effetto del concorso esterno indetto per 500 funzionari. È del tutto pacifica, infatti, l’assimilazione delle procedure di concorso interno, ribadita in tutti gli orientamenti in materia prodotti dalla Suprema Corte di Cassazione, alle assunzioni dall’esterno e pertanto il rapporto di lavoro si novella tramite la sottoscrizione di un nuovo contratto individuale di lavoro.
Di conseguenza si deve supporre che l’orientamento di codesta Amministrazione si sia basato su una valutazione di continuità nel rapporto di lavoro tale da non inficiare la fruizione di diritti contrattuali maturati nel precedente rapporto non essendo mutata, se non nell’inquadramento giuridico, la natura del rapporto di lavoro presso il medesimo datore che regolamentava il precedente.
Almeno stante a quanto si legge nella Circolare in oggetto, dove pur riconoscendo la novazione del
rapporto di lavoro, si definisce con motivazioni a dire il vero del tutto generiche una condizione
specifica che determina il mantenimento del diritto esattamente nei termini ipotizzati nel paragrafo
precedente.
Se così fosse allora non ci spieghiamo per quale motivo tale diritto viene riconosciuto solo ai lavoratori provenienti dalla progressioni interne escludendo coloro che hanno partecipato e poi vinto al concorso esterno. Producendo una discriminazione che sta producendo sconcerto tra i lavoratori interessati, ai quali risulta di difficile comprensione questa differenza di trattamento. Così come risulta difficile anche per noi comprendere la ragione di alcune scelte che determinano divisioni tra i lavoratori delle quali non si sente alcuna necessità, sia per la parte sindacale che per quella datoriale.
Pertanto si rimane in attesa di acquisire il parere dell’Ufficio Legislativo e si chiede, nelle more, di
restituire le ferie maturate ai lavoratori ai quali, a seguito di stipula di nuovo contratto individuale di
lavoro e già dipendenti di codesta Amministrazione, sono state sottratte, riservandosi, in caso contrario, ogni utile iniziativa a tutela del personale interessato.
Nel restare in attesa di formale e urgente riscontro si porgono distinti saluti.
Fp Cgil Mibac
Claudio Meloni
Al MIBAC
Sig. Ministro
On.le Alberto Bonisoli
Sig. Capo di Gabinetto
Dr.ssa Tiziana Coccoluto
Sig. Segretario Generale
Dr. Giovanni Panebianco
Sig. Direttore Generale Organizzazione
dr.ssa Marina Giuseppone
Sig. Dirigente Servizio II
Relazioni Sindacali
Dr. Alessandro Benzia
Oggetto: Piano assunzioni su base triennale – applicazione art.20 D. Lgs 75/2017 –
Segnalazione su andamento elezioni Consiglio Superiore – Festività del Primo Maggio
Sig. Ministro, sig. Capo di Gabinetto, sig. Segretario Generale e signori Dirigenti, riteniamo utile fornire anzitutto una nostra valutazione generale sulla programmazione assunzionale che parte dalla necessità di conoscere meglio la sua definizione su base triennale, al momento sconosciuta alle parti sociali. Perché il dato certo da cui si deve partire è che, l’attuale dimensione del piano assunzioni (2200 in via straordinaria o a valere su budget assunzioni anni precedenti e circa 3700 complessive entro il 2021) risulta del tutto insufficiente addirittura a coprire le attuali carenze, lasciando intatte quelle che si andranno a determinare, al netto della quota 100, entro la stessa data. Ci riferiamo naturalmente ai dati pubblicati sul sito istituzionale che molto correttamente riportano i dati delle uscite per cessazioni per raggiunto limite di età e quello del tutto previsionale relativo alla quota 100. Noi pertanto siamo coscienti che il numero complessivo è destinato ad aumentare sulla base della quantità di uscite anticipate che si verificheranno, ma sarebbe del tutto opportuno che, almeno sui dati certi, venga fornito un quadro generale del piano assunzioni 2019/21 con riferimento alle professionalità coinvolte ed ai tempi di attuazione prevedibili. In tale contesto a noi pare necessario porre in evidenza alcune situazioni che sono connesse alla modalità con la quale si determinerà il processo assunzionale, premettendo che a nostro avviso la questione centrale rimane la necessità di avviare un piano straordinario di occupazione che si ponga l’obiettivo di coprire interamente il fabbisogno organico e che allo stesso tempo operi realmente sulla rideterminazione dello stesso fabbisogno. Tramite la rimodulazione degli organici prevista dall’art.4, comma 3, del medesimo D. Lgs.75/17, che può consentire lo svuotamento della prima area, peraltro destinata ad una forte residualizzazione delle sue presenze effettive per effetto dei pensionamenti e della prevista riqualificazione del personale, e la spalmatura delle sue previsioni, a costo del lavoro complessivo immutato, in terza area dove è del tutto evidente la sottovalutazione del fabbisogno professionale occorrente, in raccordo con la rideterminazione del piano dei fabbisogni di cui al comma 2 del sopracitato art.4.. Sono necessità che consideriamo ineludibili se veramente si vuole affrontare e risolvere una volta per tutte e senza logiche emergenziali il problema annoso causato dal blocco prolungato del turn over.
Ci riferiamo in particolare all’applicazione della norma citata in oggetto per quello che riguarda il superamento del precariato strutturale presente, sotto varie forme, nei cicli lavorativi del Ministero che nel Mibac si compone di entrambe le fattispecie citate.
Per quanto riguarda i lavoratori a tempo determinato, nel prendere atto del formale impegno del sig.
Ministro assunto in sede di confronto con le OO.SS., chiediamo di conoscere quali atti in tale direzione
si intendono intraprendere a partire già dalla emanazione dei bandi previsti nel 2019, anche
considerando che questi lavoratori non hanno raggiunto i requisiti previsti dal citato art.20, D. Lgs. 75/17 e che pertanto occorre valutare una ulteriore proroga dei rapporti di lavoro fino alla concorrenza dei 36 mesi previsti dalla legge.
Per quanto riguarda invece i lavoratori con contratto flessibile, che rientrano nei requisiti previsti
dalla citata normativa, chiediamo di conoscere se nell’attuale programmazione è inserita la previsione
di concorso riservato e in quale percentuale rispetto alla parametrazione del piano a breve e medio
periodo. Chiediamo altresì di sapere se il Mibac ha valutato la possibilità, inserita nel comma 3
della norma di cui all’oggetto, di utilizzare risorse aggiuntive reperibili nel capitolo di spesa destinato
alle consulenze ed alle collaborazioni, finalizzate ad ampliare la platea delle assunzioni dedicate.
Chiediamo altresì di conoscere la programmazione relativa ai passaggi giuridici del personale interno
sulla base delle vigenti normative.
E chiediamo infine di avere un quadro generale che riassuma in modo chiaro gli indirizzi di codesta
Amministrazione rispetto alla intera programmazione dei fabbisogni, senza alcuna pretesa di avere
dati esaustivi, considerate le variabili sopra evidenziate, ma che metta in grado di valutare gli orientamenti e, qualora necessario, di formulare proposte.
Non possiamo che esprimere il nostro sconcerto e la nostra preoccupazione per l’andamento registrato delle elezioni dei tre rappresentanti del personale nel Consiglio Superiore. Abbiamo subito
l’esclusione di una nostra candidatura a urne aperte e in pieno contrasto con i tempi definiti dal DM
relativo (48 ore prima della scadenza del termine per la presentazione delle liste) che ha danneggiato il nostro risultato elettorale fortunatamente non al punto di impedire l’elezione di un nostro rappresentante in seno al Consiglio.
Abbiamo dovuto altresì verificare l’indisponibilità, da parte del competente Servizio III della D.G. Organizzazione, a fornire i dati relativi all’andamento delle elezioni per singolo posto di lavoro, moti- vando tale impossibilità con problemi tecnici di impostazione del programma di votazione on line.
Non ci pare che ci troviamo esattamente nel rispetto delle condizioni di garanzia e di trasparenza che dovrebbero uniformare ogni processo democratico e pertanto chiediamo un autorevole intervento
che ponga in grado le Organizzazioni Sindacale di verificare l’andamento del voto.
Infine ci preme richiamare la nostra nota del 17 aprile u.s., relativa ad una richiesta di ripristino della
giornata festiva il Primo Maggio, tramite una opportuna modifica del DM 30 giugno 2016, nota allo
stato purtroppo senza riscontro ed alla quale integralmente ci richiamiamo ribadendo la piena disponibilità a far rientrare la stessa giornata nel piano di valorizzazione programmabile per il prossimo anno.
Confidando in un cortese riscontro si porgono distinti saluti.
Fp Cgil MIBAC
Claudio Meloni
Pubblichiamo la nota di sollecito inviata ai vertici del CNVVF, riguardo le tante difficoltà evidenziate dal personale specialista a causa del nuovo inquadramento, tale situazione compromette l’intero impianto organizzativo e di soccorso dei settori.
PROGRESSIONI ORIZZONTALI E SUSSIDI
Nella giornata del 30 maggio si è riunito il tavolo per avviare la discussione sui criteri per le progressioni orizzontali, previste dal CCNI 2018. L’Amministrazione ci ha consegnato una prima proposta di accordo che vaglieremo con attenzione, al fine di garantire che la procedura si possa concludere senza intoppi entro il 2019, ovviamente a condizione che si definisca positivamente l’appello tuttora pendente, previsto per i primi giorni di giugno.
Ci è poi stata presentata un’ipotesi di accordo che introduce nuovamente i sussidi economici – anch’essi previsti dal CCNI 2018 – su cui pure ci siamo riservati di fare le nostre valutazioni.
Il prossimo 4 giugno è in programma incontro dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione per poter discutere di: estensione dell’orario di lavoro sperimentale in tutt’Italia; sperimentazione dello smart-working; proposte in materie di formazione di tutto il personale, sempre come previsto dal CCNI da noi sottoscritto.
Sono primi ma importanti passi in avanti che cercano di dare risposta alle richieste del personale e che, è indubbio, stanno producendo qualche risultato positivo come da ultimo il decreto direttoriale che aumenta l’importo dell’indennità oraria di missione, portandola a € 1,5 con decorrenza 1 giugno.
Insomma: c’è chi sta faticosamente cercando di costruire e chi invece racconta balle o fanfaronate per racimolare qualche tessera. A questo proposito, nel corso dell’incontro è anche intervenuto il Direttore Alestra, il quale ha detto di aver ricevuto le lettere sottoscritte da diversi colleghi ispettori e ha chiesto conto alla sigla che li sta trasmettendo. Sapete qual è stata la risposta ricevuta da quella sigla? Che loro non sono i responsabili di quanto scritto e che si sono limitati a veicolare il malessere di alcuni lavoratori… Non ci sembra questo il modo corretto per tutelare i lavoratori!
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo Ariano Michele Cavo Bruno Di Cuia
“Non procedere alle gare di appalto per lavori fino a un milione di euro può essere un vero e proprio incentivo per le mafie – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici -. In questo modo si lasciano soli i lavoratori e si espongono le amministrazioni a fenomeni di corruzione che ancora oggi resistono e andrebbero dunque contrastati con strumenti legislativi adeguati. Invece di procedere in questa direzione, assistiamo al processo inverso di deregolamentazione sulla base dell’errata convinzione che le regole ostacolino il dispiegarsi di ipotetiche crescite economiche”.
“L’Italia non è un paese che ha bisogno di ulteriore consumo di suolo – spiega il sindacato – ma di un grande investimento per il riordino idrogeologico del territorio e di riassetto urbano, negli appalti non ha bisogno di gare al massimo ribasso che permettono dumping contrattuale nei settori privati e in quelli dei servizi pubblici e che rischiano di produrre crisi occupazionali. Abbiamo bisogno di investimenti pubblici che producano lavoro di qualità e sostenibilità nell’impatto con l’ambiente, abbiamo bisogno di un grande piano straordinario di assunzioni nel lavoro pubblico per rafforzare gli uffici che svolgono attività di controllo nel territorio e per tenere alta l’attenzione sui fenomeni di illegalità mettendo in campo strategie di giustizia e protezione sociale”.
Al Segretario Generale
della Corte dei conti
Cons. dott. Franco Massi
SEDE
Al Vice Segretario Generale
della Corte dei conti
Cons. dott. Saverio Galasso
SEDE
e, p.c. Al Servizio relazioni sindacali
della Corte dei conti
SEDE
Oggetto: Richiesta elenco uffici destinatari dei Progetti Finalizzati 2016.
In riferimento all’ultimo incontro di contrattazione, avvenuto il 24 maggio u.s., in cui codesta Amministrazione comunicava che era pervenuta all’approvazione, previa conferma dei dirigenti circa il conseguimento degli obiettivi, dei Progetti Finalizzati 2016, e che quindi si era prossimi alla liquidazione degli importi, le scriventi Organizzazioni Sindacali segnalano che si stanno facendo sempre più insistenti le richieste da parte del personale su quali siano gli uffici destinatari.
Pertanto, in considerazione del fatto che ad oggi non si è ancora pervenuti alla definizione dell’accordo sul Fondo risorse decentrate 2018, e che quindi si è ancora lontani dall’erogazione delle risorse del trattamento accessorio mentre si avvicinano scadenze inderogabili per i lavoratori dell’Istituto, le scriventi chiedono che sia data pubblicità all’elenco degli uffici destinatari dei Progetti Finalizzati 2016 nonché la data, anche presunta, della liquidazione dei relativi importi.
Restando in attesa di un gentile e celere riscontro, si inviano cordiali saluti.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
Al Direttore dell’Ufficio USMAF SASN
Lazio, Marche, Umbria Abruzzo e Molise,
Dott. Carmine Guarino
sasn-rm@postacert.sanita.it
oggetto: Avviso pubblico per l’attribuzione di un incarico di infermiere a rapporto convenzionale per 24 ore settimanali presso l’Ambulatorio SASN di Fiumicino.
Si fa riferimento all’Avviso pubblico del 16 maggio u.s. citato in oggetto, con il quale codesto Ufficio SASN intende reclutare un infermiere a rapporto convenzionale per 24 ore settimanali, da svolgere presso la sede dell’Ambulatorio SASN di Fiumicino, via della Fiumara 28 (all.1).
A tale riguardo, si vuole segnalare una anomalia sulla stesura del predetto avviso pubblico. Infatti, per la prima volta il bando specifica non solo la quantità di ore che il lavoratore prescelto dovrà svolgere in rapporto convenzionale con codesto Ufficio SASN, ma addirittura i giorni e gli orari di svolgimento del servizio stesso.
Tale previsione, a parere della scrivente O.S. andrebbe a penalizzare senza alcuna ragione apparente il lavoratore nuovo assunto, che vedrebbe bloccato il proprio orario di lavoro senza alcuna possibilità di modifica nel futuro svolgimento dei servizi di codesto Ufficio, a tempo indeterminato.
Ciò, in quanto, l’Avviso pubblico in esame assume la natura di “lex specialis” che individua espressamente sia i requisiti necessari per la copertura del posto che si deve attribuire, nonché le modalità e i criteri con i quali il servizio stesso dovrà essere espletato, da considerare vincolanti ed accettati dal lavoratore che partecipa e dalla Amministrazione che li propone.
Di conseguenza, si chiede alla S.V. di modificare l’Avviso pubblico indicato in oggetto, riportando la formulazione a quanto previsto nell’analogo Avviso pubblico del 17 marzo 2017, il quale non prevedeva alcuna specifica rispetto ai giorni ed addirittura agli orari di espletamento del servizio dell’Infermiere nuovo assunto (all.2).
Il Coordinatore nazionale FPCGIL
del Ministero della Salute