CCNI 2018 DIRIGENTI E PROFESSIONISTI: SERVE UN REALE CAMBIAMENTO!
Il 22 maggio si è svolta la trattativa per il rinnovo del CCNI 2018 per dirigenti e professionisti.
Riguardo al CCNI dirigenti, anche quest’anno non abbiamo sottoscritto l’ipotesi di CCNI proposta,
in quanto mera fotocopia del precedente. Diciamo francamente che siamo stufi di questo continuo
spostamento in avanti della contrattazione, in quanto impedisce un qualsiasi serio intervento.
L’assetto attuale del sistema di classificazione, retribuzione e valutazione della dirigenza di II fascia è infatti insoddisfacente dal punto di vista della valutazione del merito e della efficacia e trasparenza del sistema. L’attuale situazione dell’Ente rende difficoltosa una carriera verso la dirigenza di prima fascia, per cui l’unica possibilità di differenziare sta nelle retribuzioni di posizione e di risultato.
I coefficienti di retribuzione stabiliti dal CCNI risultano invece totalmente sganciati da una reale
coerenza con la realtà organizzativa, in termini di autonomia, responsabilità, rischio e valore delle
posizioni e dell’azione dirigenziale.
Ne deriva un sistema ora appiattito, ora addirittura distorto.
Per questo, non abbiamo firmato l’ipotesi di accordo presentataci.
Per questo, chiediamo un intervento urgente, mediante tavoli tecnici da convocare prima possibile (ossia non dopo l’estate), così da introdurre coefficienti realmente in grado di premiare il merito ed evitare che il CCNI 2019 sia l’ennesimo contratto fotocopia.
Riguardo al CCNI 2018 dei professionisti, abbiamo anzitutto evidenziato quella che a nostro parere è la sistematica violazione di tutti gli impegni presi dall’Amministrazione nonché la grave violazione degli obblighi in tema di relazioni sindacali, nonostante l’intervento di apertura del Presidente, che aveva preannunciato di voler improntare il sistema delle relazioni sindacali dell’Istituto alla massima apertura. Ad es., aspettiamo ancora di ricevere l’informativa in merito all’istituzione di nuovi uffici, perché per noi non vale il motto: promuovo chi decido io, lo pago quanto mi pare e trasferisco chi dico io dove mi pare.
Riguardo al CCNI, ricordiamo di aver sottoscritto il precedente facendo fiducia all’Amministrazione,
che si era obbligata a realizzare una serie di impegni (rivisitazione del sistema indennitario a seguito dei risparmi di spesa derivanti dalla riorganizzazione, attivazione di tavoli tecnici per la revisione del sistema di valutazione della performance e perequazione dei carichi di lavoro).
L’Amministrazione aveva assunto poi l’impegno di espletare entro il 2018 le selezioni per il passaggio al secondo livello di professionalità.
Niente di tutto questo è accaduto. Tanto per dirne una: i famosi risparmi di spesa derivanti dalla riorganizzazione non solo non ci sono stati ma, addirittura, si è creato un sistema più costoso e bizantino del preesistente.
Anche in questo caso, il CCNI proposto è praticamente la fotocopia del precedente. Si conferma una politica retributiva all’insegna del massiccio spostamento di risorse del Fondo a vantaggio di un ristretto gruppo di professionisti, peraltro scelti dall’Amministrazione in totale discrezionalità, che vedono aumentare in modo rilevante il loro trattamento economico rispetto a tutti gli altri. Politica che, lo ribadiamo, in INPS, e solo in INPS, crea una ingiustificata frattura nell’ambito della medesima categoria, differenziando sensibilmente anche dal punto di vista economico professionisti che la legge, il contratto collettivo e le norme degli ordinamenti professionali pongono su un piano di assoluta parità.
Al contrario di altri, che, assuefatti, continuano ad accontentarsi di dichiarazioni a verbale destinate a rimanere sulla carta, riteniamo che questa politica e queste scelte mortifichino la professionalità del professionista pubblico, ne limitino oggettivamente l’autonomia ed indipendenza, disegnino strutture professionali costose ed inefficienti, inidonee a competere nel mondo delle professioni.
Non di meno, proseguiremo la nostra battaglia per l’affermazione di relazioni sindacali corrette e per l’adozione di misure che diano un significato concreto alle espressioni di autonomia e parità tra professionisti e consentano di remunerare con equità le sempre crescenti e più onerose responsabilità connesse all’attività professionale.
IL COORDINATORE NAZIONALE FP CGIL INPS
Matteo Ariano
L’INPS PER L’AMBIENTE
Nella giornata odierna si terrà il secondo sciopero mondiale per il clima, lanciato dal movimento #FridaysForFuture.
In tutto il mondo (110 nazioni, ad oggi) centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi di scuole medie inferiori, superiori e università scenderanno in piazza per chiedere ai rispettivi Governi di prendere misure a tutela dell’ambiente e della nostra casa madre, la Terra, all’insegna del motto: “non c’è un Pianeta B!”.
Noi siamo convinti che anche l’Inps possa fare qualcosa, proseguendo e implementando la campagna “Plastic Free” già avviata in Direzione Generale, avviata con l’installazione di erogatori di acqua e distribuzione gratuita di borracce a tutti i dipendenti, con un costo di ricarica di 0,20 centesimi.
Per questo chiediamo che l’Istituto avvii subito una sua trasformazione ecocompatibile, realizzabile in vario modo:
– Estensione a tutte le strutture del territorio dell’installazione di erogatori di acqua e distribuzione gratuita di borracce di plastica di buona qualità a tutti i dipendenti;
– Nei distributori di bevande, richiesta alle ditte esterne di sostituire bicchieri e palette di plastica con materiale biodegradabile;
– Installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica nelle sedi, laddove possibile;
– Inserimento progressivo di lampade a LED.
Ognuno di noi può fare la differenza per salvare il nostro Pianeta. Anche l’Inps può farlo.
IL COORDINATORE NAZIONALE FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Sen. Danilo Toninelli
e p.c. Al Responsabile della Direzione generale del
personale e degli affari generali
Dott. Enrico Finocchi
Oggetto: Proclamazione stato di agitazione del personale
Le scriventi OO.SS. rappresentano la forte preoccupazione e il senso di frustrazione del personale
per la situazione in cui versa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: a quasi un anno
dall’insediamento del Governo, restano immutati, spesso aggravati, i nodi critici più volte segnalati
in tutte le sedi istituzionali.
Malgrado le intenzioni dichiarate e reiterate, di voler rilanciare il ruolo dello Stato e del Ministero
nella gestione della cosa pubblica, si sono susseguiti atti e norme che vanno in una direzione
diametralmente opposta, con ulteriori perdite di competenze del Ministero nel campo sia dei
controlli sulle opere pubbliche e sulle infrastrutture ferroviarie e stradali, che delle revisioni dei
mezzi pesanti, a favore di nuove agenzie e di privati. Scelte che hanno ricadute sicuramente
negative sui cittadini, in termini di incremento della spesa pubblica e di garanzia della sicurezza
collettiva in settori strategici, avviando un processo di perdita di centralità e strategicità del nostro
Ministero, segnando, così, un pericoloso arretramento del perimetro pubblico rispetto alle funzioni
da esercitare.
Sempre più problematica è la situazione in cui devono operare gli Uffici, in assenza degli
investimenti necessari, da noi più volte richiesti, per rafforzare le risorse infrastrutturali ed umane.
Molte sedi periferiche versano in condizioni a dir poco indecenti e fortemente aggravate rispetto al
passato. Sia il settore Infrastrutture che quello dei Trasporti sono stati svuotati nel corso degli anni
da leggi che hanno trasferito le competenze a Regioni, Province e addirittura a privati. Di fatto si è
persa la centralità sia in materia di Opere pubbliche che di Trasporti, lasciando allo Stato, in tal
modo, solo attività di controllo e vigilanza che andrebbero comunque rafforzate. Va sottolineato
come il personale sia ormai arrivato, dal punto di vista delle presenze effettive, al collasso. Molte
sedi funzionano con la metà del personale previsto dal piano del fabbisogno e si deve solo ai
lavoratori se, ancora, si riesce, nonostante tutto, ad essere presidio dello Stato che eroga servizi sul
territorio: il tutto in una logica emergenziale che riguarda i Provveditorati, le Motorizzazioni e le
Capitanerie di Porto. E’ evidente che tale situazione sia divenuta intollerabile.
Le nuove assunzioni previste sono fortemente insufficienti rispetto alle esigenze, anzi, con il
pensionamento di numerosi colleghi la situazione non può che aggravarsi. Serve un piano
straordinario di assunzioni che possa garantire, in tempi rapidi, il ripristino di “normali condizioni
di lavoro”. Non abbiamo bisogno di lavoratori “eroi” ma semplicemente di persone che siano messe
nelle condizioni di poter svolgere dignitosamente il proprio lavoro. Inoltre, gli uffici
dell’Amministrazione, in particolare quella periferica, sono sguarniti di mezzi materiali ed
attrezzature indispensabili per lo svolgimento corretto delle attività, a partire da idonee attrezzature
di sicurezza, non disponendo altresì di mezzi per effettuare i normali controlli sui cantieri e sugli
automezzi. Le dotazioni informatiche sono spesso obsolete, sia in termini di hardware che di
software, gli uffici tecnici sono privi dei nuovi programmi informatici che consentono la
progettazione e la gestione dei lavori. E’ indispensabile un intervento complessivo, sia per la
dotazione degli strumenti che per la formazione degli addetti. Da tempo immemore, infatti, il
personale MIT si aggiorna autonomamente sulle innovazioni normative e sulle nuove procedure da
adottare.
Più volte abbiamo evidenziato, senza riscontro alcuno, i gravi problemi di carattere tecnico e
strutturale di tutti gli Uffici del MIT.
Avevamo anche prospettato l’adozione di una legge speciale per far transitare in Terza Area il
personale di Seconda e risolvere quindi l’annoso problema dei lavoratori che espletano particolari
funzioni in virtù del possesso di titoli e abilitazioni specifiche di Legge, come anche per i lavoratori
della prima area, sfruttati e compressi in una posizione giuridica ormai desueta e non più
funzionale.
A fronte della gravità di tali problemi, le nostre richieste di interlocuzione con i vertici del
Ministero sono rimaste lettera morta.
Il personale del Ministero che, in condizioni emergenziali, cerca di “tenere in piedi la baracca” e di
fornire i servizi ai cittadini, viene visto dagli attuali vertici del Ministero, in continuità con i
precedenti governi non come una risorsa fondamentale su cui investire, ma come una controparte
su cui eventualmente addossare le colpe di inefficienze e problematiche. Visione condivisa
purtroppo da buona parte di utenza disinformata e vittima di campagne mediatiche che hanno
associato i lavoratori pubblici ai fannulloni. Le inefficienze e i problemi sono, invece, riconducibili
a miopi scelte politiche, consolidatesi nel tempo. Inefficienze che spesso diventano il pretesto per
continuare l’espropriazione di funzioni del Ministero a vantaggio dei privati.
Sul fronte salariale permane la discriminazione del personale MIT. Sebbene il Ministero sia il
secondo come introiti per le casse dello Stato, i dipendenti percepiscono gli importi più bassi per
remunerare la produttività, anzi, come più volte evidenziato, le risorse destinate a pagare il salario
accessorio non consentono di coprire sufficientemente istituti connessi ad attività di assoluto rilievo
per la sicurezza dei cittadini (si pensi alla vigilanza sulle dighe e sulle strade ed autostrade).
E poi, oltre il danno, la beffa: a fronte di nessun progresso sulle risorse per il salario accessorio,
l’accordo stipulato a settembre 2018 sul Regolamento per erogare gli incentivi per le funzioni
tecniche (art.113 D.L.vo 50/2016) sarà, con ogni probabilità, vanificato dalle ulteriori modifiche
apportate al Codice sui contratti pubblici. Il Decreto Sblocca Cantieri, infatti, prevedrebbe il
coinvolgimento di figure diverse e l’incentivo anche per la fase progettuale ma a parità di importi
(sarebbe invece auspicabile l’elevazione degli accantonamenti lordi almeno al 2,5%). Ancora quindi
non sarà erogato l’incentivo al personale che ha regolarmente svolto gli incarichi, già bloccato da
ormai cinque anni, con il grave rischio di un possibile danno agli stessi per la perdita, per
prescrizione, delle somme spettanti.
Peraltro, le modifiche apportate al Codice comporteranno, come ogni innovazione, nuove difficoltà
operative ed interpretative al personale addetto.
In assenza di alcuna interlocuzione dei vertici politici con i lavoratori, di investimenti importanti in
nuove assunzioni, in formazione ed in infrastrutture, di un inderogabile incremento delle risorse per
il salario accessorio, di qualsiasi riconoscimento della professionalità e di prospettive di crescita per
i lavoratori, il Ministero appare destinato ad un costante e inevitabile declino, a danno della
collettività, che dovrà ricorrere ai privati, a tariffe ben maggiori, e dovrà rinunciare a controlli e
garanzie sulla sicurezza.
Quanto descritto è, per noi, inaccettabile e pertanto, le scriventi OO.SS .proclamano lo stato di
agitazione del personale che sarà accompagnato anche da una serie di iniziative che verranno poste
in essere sui singoli posti di lavoro. In assenza di adeguate risposte, sensibilizzeremo l’opinione
pubblica sulle gravi scelte e sulle mancanze della politica in merito agli importanti servizi erogati
dal Ministero, avviando tutte le iniziative necessarie al fine di garantire al personale i necessari
riconoscimenti professionali e contrastare la prospettiva di declino del Ministero fin qui
rappresentata.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Paolo Camardella Marcello De Vivo/Marimena Casamassima Vincenzo Lichinchi/Duilio Carino
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale sulla grave situazione organizzativa e strutturale in cui si trova il Comando da anni
Pubblichiamo il D.M. n. 283 del 23/5/2019 inviato dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali, inerente i canditati esclusi dal concorso di stabilizzazione
Si è svolto oggi a Roma presso la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il secondo incontro sul percorso di individuazione del profilo professionale dell’Autista Soccorritore. “Un incontro produttivo e che ci ha permesso di fare notevoli passi avanti. In particolare, si è convenuto sull’opportunità di istituire la figura professionale del profilo unico di autista soccorritore del sistema di emergenza/urgenza. L’ obbiettivo è quello di arrivare in tempi brevi all’approvazione di un provvedimento importante che valorizzi i servizi pubblici, privati e del volontariato e le professionalità coinvolte. Un provvedimento che il settore attende da tempo e che Cgil, Cisl e Uil, insieme all’associazione Coes (Conducenti Emergenza Sanitaria) vogliono conquistare”. Così, in una nota stampa, Gianluca Mezzadri, Marianna Ferruzzi e Mariavittoria Gobbo, di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
“Nel merito dell’incontro – proseguono -, abbiamo convenuto sull’opportunità di stabilire adeguate ore formative, omogenee su tutto il territorio nazionale, e ribadita la necessità di istituire un unico profilo professionale di Autista Soccorritore, migliorando la proposta di accordo Stato-Regioni che prevedeva invece qualificazioni e abilitazioni diversificate. Le nostre proposte sono state recepite e la Commissione ha accettato di rivedere la sua bozza. L’obiettivo, ora, è quello di concludere proficuamente il percorso che porterà ad una qualificazione e ad un riconoscimento degli operatori del settore che mancava da tanti, troppi anni”, concludono Mezzadri, Ferruzzi e Gobbo.
Solo un primo passo in avanti, ma bisogna cambiare registro!
con il comunicato unitario del 15 maggio scorso avevamo chiesto un urgente un incontro con i vertici dell’Agenzia in relazione alle prime criticità emerse in merito alla riorganizzazione del Servizio estimativo ed OMI nonché per il confronto sull’attivazione degli Uffici territoriali Atti pubblici, successioni e rimborsi Iva.
Su quest’ultimo aspetto, nel corso dell’incontro di ieri, le Scriventi hanno tenuto a stigmatizzare con decisione il ritardo del confronto a livello nazionale, visto che in gran parte del territorio la fase informativa si è già conclusa.
Nel merito delle due questioni tutte le OO.SS. hanno espresso perplessità sul modello organizzativo dell’area territorio nonché complessive preoccupazioni sulle ricadute per il personale per la concreta attuazione della riorganizzazione
Ciononostante, per la parte che compete alle scriventi e cioè la ricaduta sul personale dei processi di riorganizzazione, con il verbale di confronto del 22.05.2019 abbiamo raggiunto l’intesa con l’Agenzia che consentirà al personale che attualmente svolge le attività inerenti agli atti pubblici, successioni, registro e rimborsi iva, di continuare ad essere preposto alle medesime attività, rimanendo immutata l’attuale sede si servizio.
In relazione ai colleghi che, invece, esercitano le attività delle Aree servizi estimativi e OMI, l’Agenzia ha concordato di non modificare le attuali sedi di organica appartenenza e di servizio, mentre per l’attuazione delle previste modifiche organizzative i Direttori Regionali procederanno alla formalizzazione della condivisione tra le diverse strutture provinciali delle attività dei dipendenti, fotografando l’attuale operatività.
Quello che in questa sede appare opportuno evidenziare che l’intesa di ieri “sgombra il campo” da illazioni ed orientamenti che in qualche caso, a livello territoriale, sembravano già assunti o in corso di assunzione, da qui la considerazione che l’accordo d’interesse avrebbe dovuto rappresentare ed oggi rappresenta la base per gli opportuni interventi operativi territoriali.
Sul telelavoro, che sicuramente registrerà un aumento del numero dei posti, abbiamo acquisito una prima bozza (predisposta di disciplinare) che richiede, necessariamente, momenti di approfondimento.
Pertanto il tema verrà affrontato in uno dei prossimi incontri, unitamente alla richiesta calendarizzazione di tutti i temi strategici, a cominciare dagli artt. 17 e 18 e dall’ anticipo front office 2018/19
Infine, è stato chiesto un aggiornamento sull’iter delle preintese assunte nello scorso mese in materia di salario accessorio (2016-2017) nonché sulla terza “tranche” dei passaggi di fascia economica.
Questi pre-accordi dovrebbero in questi giorni andare, finalmente, al vaglio degli organi di controllo
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Cefalo/Patricelli
“Dodici anni senza contratto. Una vera e propria vergogna”. Oggi a Roma, davanti alla sede del Ministero della Salute, la mobilitazione per il rinnovo del contratto della sanità privata ha segnato una nuova tappa. Con un presidio promosso dalle federazioni regionali, le lavoratrici e i lavoratori hanno manifestato sotto la sede del dicastero guidato da Giulia Grillo per rivendicare un intervento pubblico a sostegno della chiusura di una vertenza che si trascina da anni.
Il contratto riguarda circa 300 mila tra infermieri, radiologi, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e tutti i professionisti della salute, impegnati nel privato pur garantendo un servizi pubblico. Le controparti, ovvero Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari), spiega la segretaria nazionale della Fp Cgil, Barbara Francavilla, “vogliono un rinnovo senza le risorse necessarie per riconoscere un giusto salario alle lavoratrici ed ai lavoratori. Con un obiettivo preciso, ovvero continuare a fare profitti all’ombra della spesa pubblica e sulle tasche dei dipendenti. Ma il rinnovo è necessario non solo per garantire più salario ma anche più diritti, fermi dal 2006”.
Per queste ragioni il presidio oggi si è tenuto davanti al Ministero, “per chiedere un intervento istituzionale – spiega Francavilla – nei confronti di strutture private che gestiscono risorse pubbliche e che devono rendicontare e pubblicare i loro bilanci, anche per evitare presunti stati di crisi che inevitabilmente ricadono sulle lavoratrici e i lavoratori e sulle prestazioni erogate. Così come spingere le controparti al rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo il rinnovo dei contratti”. Nel corso del presidio una una delegazione di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è stata ricevuta dal Ministero della Salute, da una delegazione dell’ufficio di Gabinetto del ministro Grillo. “Ci hanno assicurato il loro impegno per spingere le controparti alla chiusura di una vertenza che da tanto, troppo tempo le lavoratrici e i lavoratori attendono”, conclude Francavilla.
Questa mattina siamo scesi in piazza, davanti al Ministero della Salute, insieme alle lavoratrici e i lavoratori della sanità privata che garantiscono servizi ai cittadini ma sono senza contratto da oltre 12 anni.Ci hanno ricevuto e hanno promesso di unirsi alla nostra battaglia contro Aris e Aiop per il rinnovo del contratto.Qui il video della mattinata 📹⬇️La nostra mobilitazione continua.#CiSiamo #ContrattoSubito #SenzaVergogna
Pubblicato da Fp Cgil Sanità su Giovedì 23 maggio 2019
Il Turnario dei Vigili del Fuoco. È la app ideata dalla Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco per semplificare la gestione dei turni e dei tempi alle lavoratrici e ai lavoratori del Corpo. Scarica subito gratuitamente l’app ufficiale Fp Cgil per il tuo telefono o tablet, Android o Apple, crea il tuo calendario e metti ordine alle giornate lavorative.
Semplice e intuitiva. Imposta il tuo turno di servizio e gruppo di salto e il gioco è fatto! Con l’intuitiva modalità di visualizzazione a calendario basterà uno sguardo per tener tutto sotto controllo.
Per non dimenticare nulla. Inserisci in un attimo le tue note o i tuoi eventi come ferie, permessi, malattia, vigilanza, straordinario e banca ore. Controlla i tuoi resoconti e scaricali in formato pdf.
Sempre informato. Scopri e condividi con un click le notizie nazionali e dal territorio sul Corpo dei Vigili del Fuoco redatte quotidianamente dalla Fp Cgil.
“Il Turnario” diventerà lo strumento quotidiano, per chi come i Vigili del Fuoco sono ‘Unici Nella Tutela’, del quale sarà impossibile fare a meno!
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Fp Cgil VVF, FNS Cisl e Uil Pa territoriali sulla situazione catastrofica degli automezzi del Comando, tale situazione ricade sulla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini
Nessun modello organizzativo senza condivisione
Questa mattina si è svolta la riunione richiesta unitariamente ad aprile al Direttore Generale, presenti i direttori di DCOD e DCRU, sul tema del nuovo modello organizzativo.
Avevamo richiesto tale incontro per conoscere dall’Amministrazione quali fossero gli sviluppi e i contenuti del progetto di rivisitazione del modello organizzativo vigente e avviare conseguentemente una fase di contrattazione.
Il dottor Lucibello in apertura di riunione ha subito dichiarato che:
– il progetto è ancora in una fase di elaborazione;
– non è stata ancora completata l’interlocuzione tra le diverse direzioni centrali interessate;
– è in corso un approfondimento sulla possibilità di giungere ad una sintesi tra l’esigenza di uniformità del modello e le soluzioni organizzative proposte secondo specificità territoriali, sintesi che deve essere funzionale e sostenibile;
– vi possono essere state carenze di informazione nei confronti del Sindacato;
– esaurita la fase di ideazione interna all’Amministrazione, ritenendo imprescindibile per la riuscita del progetto la condivisione con i lavoratori, il progetto sarà sottoposto alle OO.SS. in uno spirito di partecipazione per giungere all’individuazione di soluzioni auspicabilmente condivise;
– allo stato attuale non sono previste date di avvio di qualsivoglia forma di sperimentazione.
Ribadite le ragioni che ci avevano spinto a chiedere l’incontro, abbiamo manifestato soddisfazione per le nette dichiarazioni del Direttore Generale che costituiscono un impegno per tutta l’Amministrazione.
Dopo aver ricordato che non ci appartengono posizioni preconcette, abbiamo sottolineato che un modello organizzativo deve assolvere alla finalità di rafforzare il territorio e i servizi da garantire all’utenza; altresì, deve costituire un’occasione di rilancio dell’attività istituzionale dell’Ente e di sviluppo per tutte le figure professionali, senza trascurare l’evidente necessità di accelerare le procedure assunzionali.
Roma, 22 maggio 2019
G. Oberosler M. Molinari D. Di Cristo F. Savarese P. Romano