Chiusa la fase di consultazione tra i lavoratori, firmata definitivamente l’intesa raggiunta il 28 marzo scorso.
Il nuovo contratto della Cooperazione Sociale, relativo al triennio 17-19, prevede aumenti medi del 5,95% su tutti i livelli, una tantum di 300 Euro, inderogabilità del contratto da parte dei regolamenti, più contrattazione territoriale, nuovi diritti e maggiori tutele.
Chiudiamo oggi un capitolo che ha segnato una lunga stagione di impegno sindacale.
Vogliamo ringraziare tutte le organizzazioni sindacali per il lavoro unitario e la nostra delegazione trattante.
Ma vogliamo soprattutto ringraziare le lavoratrici e i lavoratori della Cooperazione Sociale: abbiamo sentito forte il loro sostegno durante tutta questa lunga fase di trattativa per il rinnovo del contratto ed è per noi un grande riconoscimento il giudizio favorevole espresso da loro, a larghissima maggioranza, nelle consultazioni alla pre intesa del 28 marzo.
Chiudiamo un capitolo e ne apriamo uno nuovo.
Al lavoro, e come sempre: noi #CiSiamo!

CCNI, SOLO UN TASSELLO

A seguito della firma del primo Contratto Integrativo dell’INL abbiamo saputo che diversi colleghi non lo ritengono sufficiente.
Ci riferiamo, in particolare, agli ispettori di vigilanza, che aspettavano il riconoscimento di una indennità ispettiva all’interno del CCNI. A queste colleghe e a questi colleghi vogliamo dire, con estrema franchezza, che il CCNI 2018 non poteva istituire una indennità di funzione e chi vi dice il contrario vi sta prendendo in giro per l’ennesima volta.
L’indennità non era possibile semplicemente perché il CCNI appena siglato era ancora prigioniero – per la parte economica – della logica del “costo zero”, contro cui noi ci siamo battuti sin dalla nascita dell’INL.
A partire dal 2019, invece, grazie all’inserimento nella Legge di stabilità per il 2019 di risorse specifiche per l’INL – che potranno arrivare fino a 15 milioni di euro e si aggiungeranno a quelle già presenti – sarà contrattato un sistema indennitario che – come recita l’art. 77, comma 2, lettera d) del CCNL, non a caso espressamente richiamato nel CCNI dell’INL – preveda “indennità correlate allo svolgimento di attività implicanti particolari responsabilità, anche di natura professionale”. Tra queste “attività implicanti particolari responsabilità” riteniamo debba esserci anzitutto quella ispettiva: basti pensare alle responsabilità che gli ispettori si assumono nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria ovvero per la sospensione di un’impresa, per ritenere ci siano tutti gli estremi per tale riconoscimento.
Dato che non è nostro costume illudere i lavoratori, ma parlare chiaramente con loro, vogliamo precisare che, al momento, anche con le somme inserite nella Legge di stabilità 2019 non ci pare possibile arrivare alla medesima indennità riconosciuta agli ispettori di vigilanza dell’INPS, prevista dal relativo contratto integrativo, pari a 414,94 € mensili per dodici mensilità, perché le grandezze degli Enti e dei rispettivi Fondi Risorse Decentrate sono molto diverse e anche in questo caso chi non ve lo dice vi sta prendendo in giro per l’ennesima volta. Per intenderci: l’INPS ha 5 volte il numero di dipendenti dell’INL e un FRD pari a circa 320 milioni di euro, mentre quello dell’INL dovrebbe arrivare a 30 milioni circa, per effetto dell’aumento previsto.
Il nostro obiettivo è arrivare a una equiparazione tra lavoratori che hanno simili responsabilità ma, nel frattempo, ci sembra comunque essenziale sancire a livello
contrattuale un principio: quello per cui certe attività sono meritevoli di una specifica indennità per le responsabilità ad esse connesse e iniziare a stabilire queste specifiche somme.
C’è ancora molto da fare? Certamente!
Difatti, il prossimo 8 giugno si terrà una manifestazione nazionale unitaria con cui chiederemo al Governo ulteriori risorse – economiche e umane – anche per l’INL e invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’INL a partecipare, per rivendicare il valore del proprio lavoro e del proprio ruolo.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

“No all’uso strumentale della divisa dei Vigili del Fuoco a scopo elettorale”. A chiederlo sono la Cgil nazionale e la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco, nel denunciare due recenti casi. “La propaganda di Salvini fa scuola”, denunciano Cgil e Vigili del Fuoco, aggiungendo che: “Non solo il ministro, il ‘vizio’ di indossare divise a fini propagandistici influenza altri esponenti della Lega. Al comune di Spinea, in provincia di Venezia, infatti, il candidato della Lega al consiglio comunale, Marcello Gavagnin, a sostegno della candidatura a sindaco di Martina Vesnaver, diffonde santini e video elettorali indossando la divisa di Vigile del Fuoco”.

Facendo leva sulla sua professione, fanno sapere Cgil e Fp Cgil Vvf, “Gavagnin viola il regolamento di servizio piegando il Corpo a propaganda politica”. Ma non solo, il sindacato punta il dito anche contro una recente iniziativa che ha visto coinvolto il sottosegretario agli interni, Stefano Candiani. “Sempre in termini di speculazione politica – affermano – il sottosegretario al Viminale Candiani, nonché esponente della Lega, ha partecipato lunedì scorso a Torino ad un convegno, organizzato dal carroccio, radunando intorno ad un tavolo Vigili del Fuoco in divisa”.

Per queste ragioni, proseguono Cgil e Vigili del Fuoco, “sosteniamo le iniziative parlamentari assunte dal Pd e da Leu che hanno depositato due interrogazioni parlamentari, indirizzate al Ministro dell’Interno Salvini, per denunciare quanto accaduto a Spinea. Il ‘Regolamento di servizio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco’ richiama, infatti, tra i doveri generali del personale, la massima diligenza nell’uso e nella custodia dei dispositivi di protezione individuale, tra i quali rientra l’uniforme da intervento, e dispone di non avvalersi di quanto è di proprietà dell’Amministrazione per ragioni che non siano di servizio. Quando a noi viene impedito di manifestare in piazza per denunciare lo stato in cui versa il corpo, c’è chi utilizza l’uniforme a scopi elettorali e inevitabilmente di parte”, concludono Cgil e Fp Cgil Vvf.

“Da Tridico parole sconcertanti nei confronti dei medici fiscali, serve un incontro urgente”. Ad affermarlo sono la Fp Cgil Medici Fiscali e Sinmevico, in merito a recenti dichiarazioni del presidente dell’Inps che, in occasione di un incontro presso la commissione Lavoro della Camera, ha affermato che, riportano i sindacati, ‘Oggi Inps fa anche le visite fiscali, non era così fino a qualche anno fa, e lo facciamo con medici che prendiamo per strada, a contratti che rinnoviamo di anno in anno’.

I sindacati esprimono “il loro completo disappunto per la grave disinformazione in tema di visite fiscali, manifestata proprio da chi Inps dovrebbe dirigerla”. Per Fp Cgil Medici Fiscali e Sinmevico, “difronte a tale confusione che annulla 30 anni di attività di professionisti Medici che con sacrifico e dedizione garantiscono un servizio fondamentale come quello deputato della vigilanza sanitaria dei lavoratori pubblici e privati, siamo costretti a fare chiarezza per tutelare i 1.000 Medici fiscali in una fase delicata in cui è in corso una travagliata trattativa per la stesura di una nuova convezione di lavoro”.

L’Inps, infatti, ricordano i sindacati, “effettua le visite fiscali da 30 anni, ai sensi della legge 638/83, con circa 1.000 medici che sono, da oltre 25 anni, inseriti in una lista speciale resa ad esaurimento ai sensi della legge 125/2013 e ricorre ad essi in via prioritaria, ai sensi della legge 147/2013 e del decreto legislativo 75/2017. Sono già disponibili, peraltro, ai sensi della normativa vigente, le risorse destinate esclusivamente per lo svolgimento delle visite fiscali, pari a euro 68 milioni/anno e sono in corso trattative con i sindacati per una stabilizzazione che possa porre fine ai 30 anni di precariato della stessa categoria di medici fiscali”.

Il presidente dell’Inps Tridico, proseguono, “non può non sapere quanto sia prioritario, nella costituzione del Polo Medico Inps, partire dalla valorizzazione e dalla stabilizzazione di questi 1.000 professionisti. Il presidente, appena arrivato al vertice della struttura, è evidentemente molto male informato da chi nell’Istituto da anni pervicacemente conduce una ingiustificata battaglia contro la categoria dei Medici Fiscali, la cui unica colpa è rintracciabile nell’aver dedicato la propria attività in modo esclusivo a beneficio dell’Istituto, chiediamo un incontro urgente al Presidente di Inps per informarlo di una situazione che perdura da anni e che evidentemente conosce in modo molto approssimativo”, concludono Fp Cgil Medici Fiscali e Sinmevico.

Pubblichiamo la richiesta unitaria inviata al Commissario Liquidatore EsaCri, Dr.ssa Patrizia Ravaioli, il 14 maggio 2019.

Pubblichiamo la nota indirizzata alla Direzione Centrale per la Formazione in cui si chiede la temporanea sospensione ed una richiesta d’incontro riguardo la nota DCFORM 14471 del 15 maggio 2019 riguardante il settore cinofilo del CNVVF

Crediamo sia arrivato il momento che le lavoratrici e i lavoratori possano manifestare le tante difficoltà del Corpo in piazza.

Basta promesse, basta proclami servono fatti concreti, risorse per un contratto dignitoso, retribuzioni adeguate agli stipendi dei colleghi del Nord Europa, assunzioni, mezzi, attrezzature, Assicurazione INAIL e previdenza complementare.

Servono gli € veri

Pubblichiamo la nota inviata alla Direzione Centrale per la Formazione riguardo, la ricognizione  per la sostituzione del cane operativo, in quanto si evidenziano incongruenze con le circolari di riferimento

Pubblichiamo la nota delle OO.SS. territoriali dove dichiarano lo sciopero per le gravi carenze in cui si trova il Comando

SCIOPERO DELLA DP DI VERONA – 23 MAGGIO 2019

Ancora una volta i lavoratori sono costretti allo sciopero.
È un momento difficile per l’agenzia delle Entrate: c’è una situazione complicata che riguarda
la nomine delle figure di alta responsabilità che dovrebbero costituire i quadri intermedi
dell’organizzazione (previste addirittura con una legge), non sono stati ancora fissati gli
obiettivi per l’anno in corso per i ritardi del Ministero nel predisporre la Convenzione da
sottoscrivere con l’Agenzia, è evidente la volontà di una riforma del Fisco con provvedimenti
che avvantaggino le classi agiate a svantaggio di quelle più deboli, quotidianamente esponenti
del Governo attaccano per fini propagandistici i lavoratori.
Quegli stessi lavoratori a cui viene chiesto un impegno sempre maggiore per essere vicini ai
cittadini onesti e per reperire risorse per uno Stato che spesso dimostra di utilizzarle in
maniera quanto meno opinabile.
Con tali premesse ci si aspetterebbe, se non altro, che i dirigenti locali fossero capaci di
motivare le persone, di creare spirito di corpo, di fare fronte comune contro i continui attacchi
all’Agenzia delle Entrate.
O che almeno ci provassero…
Invece, pare che l’unico scopo di alcuni direttori sia quello di esasperare gli animi con
provvedimenti che rasentano l’assurdo e che non trovano giustificazione alcuna con la storia
degli Uffici, dove il modo di agire delle persone è sempre stato ligio al codice di
comportamento dei dipendenti pubblici e dove tutti gli obiettivi assegnati all’Ufficio sono stati
raggiunti nonostante tutte le difficoltà organizzative e la carenza di personale.
A Verona la CGIL ha indetto un sciopero giovedì 23 maggio
nella Direzione Provinciale, insieme a UIL USB e FLP.
Il motivo è presto detto: iniziative unilaterali da parte del Direttore Provinciale
riguardanti il personale.
Perché obbligare il personale a programmare le ferie a febbraio per tutto l’anno,
quando (da sempre) il calendario redatto nei periodi caldi è stato sufficiente a garantire
necessità personali ed esigenze di servizio?
Perché opporre uno sprezzante silenzio alla proposta di mediazione fatta dalle RSU ed
adottata anche dalle OO.SS?
Una vera e propria mancanza di rispetto e di lungimiranza, culminata poi nell’atteggiamento di
totale chiusura anche di fronte al Prefetto quando si è tentata l’ennesima conciliazione per
evitare lo sciopero.
In questa circostanza spiace anche l’evidente latitanza della Direzione Regionale.
Il direttore regionale, infatti, si era impegnato ad evitare l’emanazione unilaterale di Ordini di
Servizio ingiustificati che avessero generato inutilmente malcontento tra i lavoratori.
E invece, dopo Vicenza, la storia si è ripetuta: perché, se davvero vi fossero sporadici
comportamenti scorretti, l’autorevolezza del direttore sarebbe dimostrata nell’isolarli e nel
perseguirli applicando il Contratto di lavoro, non certo emanando provvedimenti
incredibilmente restrittivi che sembrano solo nascondere malamente la volontà di punizioni
esemplari generalizzate.
La CGIL e le altre sigle che hanno indetto lo sciopero, sono confortate dalla
partecipazione alle assemblee, in cui tutti i lavoratori hanno manifestato il proprio sconcerto
di fronte al comportamento di un direttore, nominato da soli pochi mesi, che pare voglia
ignorare la dignità delle persone e la loro storia.
È davvero triste, per chi tiene al proprio lavoro e lo svolge da anni difendendo la propria
organizzazione dalle offese gratuite cui è sottoposta, che i propri dirigenti non siano i primi a
sentire l’esigenza di creare, con i propri collaboratori, uno spirito di appartenenza che darebbe
forza all’Agenzia delle Entrate in questa fase delicatissima.
Ma la CGIL, i propri iscritti, i lavoratori del fisco, non si rassegneranno mai a qualsiasi tentativo
di svilirne il lavoro.
Da qualsiasi parte arrivi. Anche se dal suo interno.
“Abbiamo bisogno di partecipazione, reazione e indignazione.
Confido molto anche nelle forme spontanee, ma spero sempre che tanti, che oggi tacciono, quasi rassegnati, escano dal silenzio e si adoperino per il riscatto in tutte le forme che la democrazia prevede e tutela. Non arrendersi mai: questo dovrebbe essere il senso della partecipazione e della volontà di realizzare un futuro migliore“.
Carlo Smuraglia
Presidente emerito ANPI Nazionale. Intervista su Altreconomia 214\2019

Venezia, 20 maggio 2019

Per la CGIL-FP Veneto
Coordinamento delle Agenzie Fiscali
Carmine RUOCCO

Il 15 maggio si è tenuta a Roma una riunione nella quale la SISAC ha presentato alle OO.SS. una
bozza del nuovo Accordo Collettivo Nazionale 2016-2019 per la disciplina dei rapporti con gli Specialisti Ambulatoriali (Medici e Veterinari) e le altre Professionalità Sanitarie (Biologi, Chimici, Psicologi).
Tra le varie problematiche di cui si è discusso segnaliamo l’istituzione del fondo di ponderazione
per i Veterinari; inoltre sono in via di definizione l’incremento della quota oraria con i relativi
arretrati, il riconoscimento dell’esclusività di rapporto, l’estensione del godimento dei diritti derivanti
dalla legge 104/92. La prossima settimana avremo un altro incontro per cercare di chiudere
l’accordo.

 

Coordinatore Nazionale
Specialisti Ambulatoriali Interni FP-CGIL
Carlo Maria Petrangeli

 

Pubblichiamo il manuale sull’organizzazione operativa della componente aerea del CNVVF emanato dalla Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’ Antincendi Boschivo, lo stesso sostituirà quello del 1993

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