Al Segretario Generale dell’Avvocatura Generale dello Stato
sede
e p.c.
a tutti i lavoratori dell’Avvocatura Generale dello Stato
alle Federazioni Nazionali CGIL- FP, CISL- FP, UIL- PA
Oggetto: PIATTAFORMA CONTRATTUALE INTEGRATIVA
Egregio Avvocato,
le scriventi O.O.S.S. Le chiedono, anche a causa del deterioramento delle relazioni sindacali in troppe Avvocatura Distrettuali, l’avvio di un calendario di contrattazioni per la discussione e la firma di un Contratto Integrativo di Amministrazione in linea con le profonde modifiche intervenute con il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro.
A tale scopo Le allegano la piattaforma contrattuale integrativa unitaria.
Cordiali saluti
Roma 1 marzo 2019
I Coordinatori Nazionali
CGIL- FP CISL- FP UIL- PA
Vincenzo Malatesta Corrado Nuccetelli Tommaso Capezzone
Al Segretario Generale della Corte dei conti
Cons. Franco Massi
Al Vice Segretario Generale della Corte dei conti
Cons. Saverio Galasso
Al Dirigente Generale della D.G.G.R.U.F. della Corte dei conti
Dott. Pasquale Le Noci
Al Presidente della Commissione Sussidi
Dott. Mauro Cardarelli
E, p.c.
All’Ufficio Relazioni Sindacali
LORO SEDI
OGGETTO: Sussidi – modifiche e integrazioni.
Le scriventi OO.SS., esprimono soddisfazione per la decisione dei Vertici d’Istituto di riaprire i termini
per la presentazione delle istanze di sussidio. Riapertura dei termini, fortemente voluta da queste sigle sindacali, le quali, a seguito degli incontri in sede di contrattazione, hanno avviato un rapido percorso per la modifica e l’integrazione del Regolamento sui Sussidi.
Pertanto, queste sigle sindacali, dopo aver analizzato la proposta dell’Amministrazione, comprendente la bozza di Addendum recante modifiche e integrazioni all’Accordo sui sussidi sottoscritto in data 6 agosto 2018 nonché lo schema di Atto generale di indirizzo e la tabella ad esso allegata, nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori della Corte dei conti, presentano osservazioni e proposte migliorative degli attuali contenuti della documentazione citata.
In particolare, chiedono:
– di inserire tra i riferimenti iniziali del nuovo Atto generale di indirizzo anche l’Addendum all’Accordo sottoscritto in data 6 agosto 2018.
– l’integrale ripristino della tabella riportata a pag. 3 dell’Atto di indirizzo del 12/11/2018, ritenuta già completamente esaustiva.
– In relazione all’art. 9 “Spese straordinarie con grave situazione economica”, queste sigle propongono che entrambe le modifiche previste per rimuovere gli ostacoli attualmente esistenti alla fruizione dei sussidi da parte dei lavoratori più bisognosi, siano espresse/modificate/integrate nei termini che seguono:
– Art. 9, comma 2. “Per grave situazione economica si intende la sopportazione di spese che incidano con una percentuale maggiore rispetto a quella indicata per scaglioni di ISEE nella tabella in allegato 1”;
– Art. 9, comma 6. “Per grave situazione economica non derivante dalla volontà del destinatario si intende quella derivante da causa di forza maggiore, anche provocata da rilevanti spese mediche” (utilizzando, a tal fine, la stessa formula già presente nell’Accordo sui sussidi sottoscritto in data 6 agosto 2018).
Nel rilevare, poi, che per effetto della contrattazione si è giunti finalmente a modificare i criteri derivanti da scelte unilaterali dell’Amministrazione, in relazione alla tabella allegata allo schema di Atto di indirizzo, le scriventi ritengono che si debba compiere uno sforzo ulteriore affinché sia effettivamente garantita la parità di trattamento a tutte le lavoratrici e i lavoratori, non escludendo alcun dipendente dalla possibilità di accedere ai sussidi qualora si verifichi una grave situazione economica. A tal fine, si chiede che tra gli scaglioni previsti dalla citata tabella, ci sia anche quello che, in conformità con l’Accordo sottoscritto dalle parti, comprenda ISEE tra euro 35.001 e 45.000.
Inoltre, pur valutando positivamente la proposta dell’Amministrazione di non prevedere alcuna percentuale di incidenza della spesa per le lavoratrici e i lavoratori che hanno ISEE compreso tra euro 0 e 5.000, queste OO.SS, allo scopo di garantire maggiore equità e non arrecare eccessive penalizzazioni in situazioni che sono già gravi, ritengono che le progressive percentuali di incidenza debbano essere sensibilmente ridotte come di seguito:
– da 0 a 5.000 0%
– da 5.001 a 10.000 3%
– da 10.001 a 20.000 5%
– da 20.001 a 35.000 7%
– da 35.001 a 45.000 10%
Infine, in relazione al citato Addendum all’accordo sui sussidi, le scriventi OO.SS. esprimono, unitariamente, massima attenzione per la proposta di ripristinare un sussidio straordinario, pari a euro 1.800, per situazioni di grave situazione economica derivanti da causa di forza maggiore, per le lavoratrici e i lavoratori inquadrabili nella prima fascia di ISEE prevista dall’accordo, non supportate da spese documentabili. Introdurre tale flessibilità, infatti, potrebbe consentire un sollecito intervento per venire incontro ad emergenze che, in base alle attuali regole, potrebbero non essere affrontate.
Con l’auspicio che le proposte formulate siano adeguatamente valutate e con l’obiettivo di pervenire al più presto alla definizione dell’accordo per consentire la liquidazione degli importi al personale, le scriventi OO.SS. chiedono con la massima urgenza la convocazione del tavolo negoziale.
Distinti saluti
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE
SENZA RISPOSTE IMMEDIATE SI ANDRA’ ALLO SCIOPERO GENERALE
A distanza ormai di anni dall’effettuazione delle prestazioni e del raggiungimento degli obiettivi il personale dell’Agenzia si vede ancora incredibilmente negare le somme spettanti relative agli anni 2016 e 2017. Come se non bastassero i ritardi nell’emanazione dei Decreti relativi allo stanziamento delle somme derivanti dal comma 165 e il progressivo e continuo decremento delle risorse complessive disponibili, nonostante gli sforzi compiuti in questi anni dalle donne e dagli uomini dell’Agenzia per permettere il buon funzionamento della struttura.
Se il problema fino a pochi giorni fa era quello di reperire risorse aggiuntive per riconoscere tali sforzi, resi ancora più complessi dalle nuove attività attribuite e dai carichi di lavoro aumentati, oggi apprendiamo che l’Agenzia mette in discussione parte delle risorse storicamente affluite al Fondo, previste dallo Statuto dell’Agenzia e dal CCNL : quelle relative alle attività aggiuntive svolte per conto di altri Enti pubblici, che si attestano mediamente sui 30 milioni annui. La cosa incredibile è che questo avviene a distanza quasi di un anno dalla costituzione del Fondo che ha fatto l’Agenzia ( che comprende tali somme) e su cui da tempo si protrae il negoziato.
Abbiamo nei giorni scorsi ripetutamente sollecitato, senza alcun riscontro, una convocazione per definire le intese necessarie sulle due annualità 2016/2017, dal momento che gli accordi relativi alle annualità pregresse hanno sempre contenuto questa voce e gli stessi sono stati regolarmente certificati negli anni dagli organi di controllo (Revisori dei conti, Ragioneria Generale dello Stato e Funzione Pubblica).
Ci è stato detto di aspettare, di pazientare, perché stanno ancora verificando… Cosa ? e con chi ? La pazienza e il senso di responsabilità non solo hanno un limite, ma non possono essere invocate quando si mettono in discussione diritti e risorse acquisite e previste dal CCNL.
Se a questo aggiungiamo il caos che si sta verificando in occasione della gestione delle procedure POER, con notevoli e manifeste criticità, e il ritardo nella definizione da noi più volte sollecitata della procedura per completare nel 2019 le progressioni economiche per tutto il personale dell’Agenzia, il quadro assume gravità non più tollerabili.
In data odierna abbiamo quindi proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale e attivato le obbligatorie procedure di conciliazione con il Ministero del Lavoro e il Dipartimento della Funzione Pubblica, necessarie per proclamare lo Sciopero generale del personale dell’Agenzia.
Lunedì 18 marzo l’Agenzia ha organizzato la solita parata in pompa magna alla presenza del Ministro Tria per presentare i risultati raggiunti dall’Agenzia (noi diciamo dal personale) nel 2018;
come se nulla stesse succedendo. Diserteremo l’invito a presenziare e saremo presenti invece tra le lavoratrici ed i lavoratori alla grande assemblea cittadina che abbiamo indetto, d’intesa con le Segreterie territoriali, in concomitanza con l’evento presso la sede centrale di Via Cristoforo Colombo. Per far sentire, anche a chi non si è mai degnato di incontrarci, la voce e la rabbia del personale.
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL/UNSA FLP
BOLDORINI SILVERI CAVALLARO SEMPREBONI CEFALO/PATRICELLI
Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali
DGRapportiLavoro@lavoro.gov.it
All’Agenzia delle Entrate
Al Direttore dr. Antonino MAGGIORE
Entrate.segreteriadirezione@agenziaentrate.it
Alla Presidenza del Consiglio
Dipartimento della Funzione Pubblica
Protocollo_dfp@mailbox.gov.it
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, in relazione alla mancata definizione e conseguente erogazione al personale dell’Agenzia delle Entrate delle risorse economiche relative ai premi di produttività delle
annualità 2016 e 2017
PROCLAMANO
Lo stato di agitazione , a livello nazionale, di tutto il personale in servizio
CHIEDONO
ai sensi della vigente normativa di esperire, entro i termini previsti, il tentativo obbligatorio di conciliazione
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL/UNSA FLP
BOLDORINI SILVERI CAVALLARO SEMPREBONI CEFALO/PATRICELLI
L’ipotesi paventata dall’Amministrazione di chiusura del distaccamento cittadino Mostra nella provincia di Napoli metterebbe a rischio migliaia di cittadini abitanti della zona dove, è bene ricordarlo, insistono innumerevoli strutture pubbliche e private ad altissima capacità ricettiva come lo Stadio San Paolo, Mostra d’Oltremare, Palapartenope, Ippodromo, ecc.
Per questo le strutture provinciali Cgil Cisl e Uil sono state costrette a dichiarare lo stato di agitazione del personale e Cgil, Cisl e Uil nazionali hanno chiesto un incontro urgente al Capo Dipartimento e al Capo del Corpo.
In data 13/03/2019 si è tenuto il previsto incontro con l’Agenzia per trattare gli argomenti relativi ai passaggi di fascia, passaggi di area, incarichi di responsabilità e posizioni organizzative.
In premessa l’amministrazione ha confermato – in dettaglio – il quadro delle operazioni di acquisizione di personale in Comando, attivate per alcune Direzioni Regionali in funzione delle esigenze operative delle sedi più direttamente esposte all’evento BREXIT.
In particolare sono state autorizzate le seguenti acquisizione in comando:
– Lombardia 60 unità
– Veneto e Friuli 80 unità
-Toscana, Umbria e Sardegna 40 unità
– Emilia Romagna e Marche 25 unità
– Piemonte e Liguria 15 unità + ulteriori unità a completamento
di quelle già autorizzate
Ci è stato inoltre comunicato che – oltre mobilità intercompartimentale – sono in corso contatti con Dipartimento di Funzione Pubblica per definire le procedure delle assunzioni di personale già autorizzate, anche tramite il “concorso unico” che riguarderà l’intera P.A. e che dovrebbe definirsi entro l’anno.
PASSAGGI DI AREA
L’Amministrazione ha comunicato che sono in fase conclusiva le interlocuzioni utili per consentire la effettuazione, entro l’anno, dei passaggi di Area, sia dalla prima alla seconda che dalla seconda alla terza Area.
Per quanto concerne il passaggio dalla prima alla seconda Area l’Agenzia sarebbe intenzionata ad investire ulteriori risorse a disposizione per aumentare la platea di dipendenti che potranno partecipare, permettendo così il passaggio della maggior parte se non addirittura di tutto il personale attualmente inquadrato in Prima Area.
Per quanto concerne il passaggio dalla seconda alla terza Area l’Agenzia ha confermato che i posti, in rapporto a quelli riservati per il concorso esterno, dovrebbero aggirarsi intorno alle 180 unità.
PASSAGGI DI FASCIA
A seguito delle nostre ripetute richieste l’Agenzia ha presentato la proposta di effettuare un passaggio di fascia per oltre 2500 colleghi con decorrenza 01 gennaio 2019.
Tale procedura impegnerebbe circa 5 milioni di euro del Fondo, portando l’investimento complessivo sulle progressioni economiche a quasi il 50% della sua consistenza.
Nel merito tuttavia abbiamo rappresentato alla Agenzia che questo ulteriore investimento economico si muove nell’ambito del percorso di crescita professionale che abbiamo riattivato dal 2015 con lo sblocco dei passaggi di fascia.
Nel prossimo incontro saranno effettuati gli ultimi approfondimenti sul testo che abbiamo chiesto di poter siglare in quella sede.
POSIZIONI ORGANIZZATIVE E INCARICHI DI RESPONSABILITA’
Nel corso della riunione è continuata la trattativa sui criteri di individuazione e di accesso alle P.O. e agli Incarichi di responsabilità che dovranno essere attivati in concomitanza con la partenza della nuova riorganizzazione e delle POER.
Le scriventi OO.SS. avevano già espresso all’Amministrazione molteplici criticità rispetto alle precedenti proposte avanzate, rappresentando la necessità di riconoscere “incarichi” che rispecchino realmente i livelli di gravosità organizzativa e di responsabilità sia per le Dogane che per i Monopoli.
L’Agenzia ci ha consegnato una proposta che prevede l’individuazione di Posizioni Organizzative e di Incarichi di Responsabilità all’interno di tutti i livelli delle strutture organizzative dell’Agenzia comprendendo quindi la Direzione centrale , le DID, DR e DP, gli Uffici delle Dogane, gli Uffici dei Monopoli e le SOT delle Dogane e dei Monopoli.
Riteniamo il quadro presentato dall’Agenzia un deciso passo in avanti rispetto alle precedenti
proposte.
Abbiamo tuttavia rappresentato la necessità di rivedere alcune previsioni, di rendere più chiare e descrittive le posizioni che dovranno essere ricoperte, nonché di estendere il quadro delle responsabilità anche ad ulteriori funzioni ed incarichi che saranno attivati in sede di posto di lavoro.
A seguito di una nostra precisa richiesta l’amministrazione ha convenuto – per l’accesso agli incarichi di responsabilità edalle posizioni organizzative – di procedere ad interpelli tra il personale tramite valutazione culturale e professionale delle candidature ed eventualmente, dove ritenuto necessario, effettuazione di un colloquio conoscitivo.
L’amministrazione ha infine preso atto di tutte le osservazioni ulteriori, rimandando alla prossima riunione la definizione di un articolato per addivenire ad un accordo sulla materia.
Il prossimo incontro è già previsto per la prossima settimana.
14/03/2019
FPCGIL CISLFP UILPA Confsal/UNSA FLP
Iervolino Fanfani Procopio Veltri Cefalo/Sperandini
Pubblichiamo la nota del Coordinatore Fp Cgil MB – RSA in cui si chiede un incremento di personale da indirizzare nel comando di nuova istituzione, considerando le caratteristiche del territorio.
Pubblichiamo il sollecito unitario delle OO.SS. territoriali, nel quale chiedono risposte da parte dell’amministrazione sulle gravi carenze organizzative e di gestione in cui desta il Comando
L’ACCORDO DEFINITIVO SUL LAVORO AGILE
Ieri abbiamo sottoscritto l’accordo definitivo sullo smart working. Un accordo che è stato rivisto rispetto alla prima stesura con alcuni miglioramenti significativi e che noi riteniamo particolarmente innovativo rispetto all’impatto organizzativo ed alle modalità con cui si attiva questo importante istituto lavorativo. La prima particolarità è che l’articolazione complessiva dell’accordo permette di affrontare la fase sperimentale con i criteri che prefigurano una sua entrata a regime rispetto all’insieme delle attività individuate come lavorabili a distanza.
L’ampliamento delle attività che possono entrare nel lavoro agile è infatti il primo elemento di valutazione positiva dell’accordo unitamente alla eliminazione di alcune clausole che potevano diventare punitive per i lavoratori che fruiscono delle tutele sociali, impropriamente definite nella prima stesura come flessibilità.
L’accordo, il cui testo vi trasmettiamo in allegato, entra adesso nella sua fase applicativa e la prossima settimana sarà emanata la relativa circolare, che consentirà l’estensione dell’istituto al 10% del personale in servizio presso ogni struttura, con la possibilità di redistribuire le opportunità nel caso le adesioni risultassero in misura inferiore a questa percentuale.
Nelle valutazioni delle adesioni, nel caso invece di domande eccedenti la quota prevista, vengono inseriti criteri di preferenza che tengono conto delle particolari situazioni socio-familiari e di salute dei dipendenti.
La previsione dell’avvio concreto dei progetti che ci hanno dato ieri è metà giugno o il primo luglio prossimi.
Infine è del tutto evidente che un ruolo fondamentale, sia nella predisposizione dei progetti legati alle attività individuate che nel monitoraggio e nella valutazione degli stessi, lo avranno i Dirigenti degli Uffici ed è pertanto fondamentale la massima attenzione nella fase di programmazione e nell’applicazione dell’accordo nei luoghi di lavoro, avendo cura che gli Uffici predispongano i progetti e identifichino in modo corretto la platea dei lavoratori, segnalandoci tempestivamente ogni comportamento improprio e ed eventuali rinunce a priori rispetto alla sua applicazione.
Invitiamo pertanto tutti i lavoratori interessati a produrre istanza nei modi e nelle forme che saranno indicate nella Circolare.
Il Direttore e noi
Abbiamo avuto, in occasione di un recente viaggio a Arezzo, un colloquio con il Direttore dell’Archivio di Stato dove si è verificata l’immane tragedia che ha colpito purtroppo due colleghi, morti sul lavoro.
Un colloquio con una persona evidentemente provata da questo tragico evento e verso la quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà, per essersi trovato, a nostro avviso senza specifiche responsabilità, in un tritacarne mediatico e sotto inchiesta in virtù del ruolo ricoperto.
Nel corso del colloquio il Direttore ci ha posto due problemi, a nostro avviso delicati e importanti,
sollecitandoci ad avviare opportuni approfondimenti.
Il primo è relativo alla individuazione del datore di lavoro ai sensi della vigente normativa sulla sicurezza.
Un problema di non poco conto: il datore di lavoro è colui che può disporre delle prerogative gestionali e di spesa che lo pongano in grado di intervenire immediatamente e con efficacia rispetto alle problematiche insorgenti nella gestione degli apparati di sicurezza in uso presso gli Uffici, in particolare rispetto alla prevenzione dei danni (incendio, allagamenti, etc) al patrimonio custodito. Nel caso degli Archivi noi abbiamo in genere un funzionario privo di poteri di spesa specifica e che riveste un ruolo marginale rispetto alle attività procedurali volte ad assicurare sistemi di protezione e sicurezza privi di rischi per i lavoratori e gli utenti. A cui viene attribuita la titolarità esclusiva del datore di lavoro in assenza di specifiche responsabilità rispetto alla scelta degli apparati da adottare. Una questione su cui ci riserviamo gli opportuni approfondimenti tecnico giuridici i cui esiti renderemo noti sia ai lavoratori che, nel caso le nostre perplessità fossero confermate, all’Amministrazione.
Il secondo problema è più che altro una sollecitazione: quanti sistemi di sicurezza in uso presso gli Archivi e nelle strutture analoghe sono come quelli utilizzati a Arezzo?
Il quesito a nostro avviso va risolto: quei sistemi, che contengono un gas inodore e venefico come l’argon, vanno immediatamente rivisitati e adeguati al potenziale rischio che purtroppo, nel caso di Arezzo, ha comportato il decesso dei due colleghi. Il Ministro ha annunciato proprio a Arezzo lo stanziamento dei 109 milioni di euro da destinare alla messa in sicurezza degli apparati relativi: questa ci pare una priorità assoluta ed è opportuno che anche noi, tramite i nostri delegati, iniziamo a fare una ricognizione sui sistemi in uso presso gli Archivi per verificare il potenziale rischio qualora gli apparati siano analoghi a quelli utilizzati a Arezzo, in modo da poter formulare le opportune richieste al Ministro.
Perché certo altri morti sul lavoro non ce ne devono essere più, nei luoghi della cultura.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
“Contro l’ennesimo atto unilaterale perpetrato dal comune di Napoli”, la Funzione Pubblica Cgil scrive all’Aran. Al centro della questione la cancellazione dell’unità motociclisti del corpo di Polizia Municipale di Napoli, decisa attraverso una disposizione dirigenziale sottoscritta dal comandante del corpo partenopeo, Ciro Esposito, “in palese violazione del sistema di relazioni sindacali”. La categoria che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici della Cgil ha, infatti, scritto al presidente dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, Sergio Gasparrini, e per conoscenza al comune di Napoli, per segnalare “l’urgenza di attivazione dell’osservatorio paritetico” previsto dal contratto delle Funzioni Locali.
Dopo aver tentato di sollecitare la revoca del provvedimento assunto dai vertici del corpo di Polizia Locale di Napoli, la Fp Cgil sottolinea la necessità di un pronunciamento dell’Aran “in particolar modo sulla base dell’ennesimo atto unilaterale del Comune di Napoli che, in palese violazione del sistema di relazioni sindacali, decide in pochi giorni di smantellare un servizio trasferendo il personale in altre unità organizzative. Nell’ambito di questi trasferimenti, evidenziamo, non si tiene nemmeno conto delle prerogative sindacali dei nostri dirigenti sindacali”.
Obiettivo della Funzione Pubblica Cgil: “Ristabilire nel contesto di un grande Ente, come il Comune di Napoli, un corretto sistema di relazioni sindacali rappresenta un elemento di forza per tutto il comparto ed è per questo che si ritiene urgente analizzare in modo condiviso le ragioni di questo incomprensibile strappo non giustificato in alcun modo da ragioni di urgenza”. In queste stesse ore, in tanti comuni italiani, le Rsu della Fp Cgil stanno esprimendo solidarietà e sdegno per quanto si registra nel capoluogo campano, sottolineando la necessità del rispetto delle regole, così come previsto dal contratto nazionale.
STATO DI AGITAZIONE: ASSEMBLEA/PRESIDIO IL 20 MARZO 2019 A VIA VENETO
In considerazione del fatto che ad oggi né l’Amministrazione né la parte politica hanno dato risposte alle istanze scaturite dall’assemblea del personale del 27/2/2019 , le RSU e le OO.SS. ritengono indispensabile portare avanti lo stato di agitazione.
Di seguito si ricordano le motivazioni, votate all’unanimità, che hanno portato a tali decisioni:
– Ripristino delle relazioni sindacali
– Mancata corresponsione dei buoni pasto
– Nuovo CCNI di Ministero – FRD (FUA) Orario di lavoro – progressioni economiche, fondo benessere del personale (ex sussidio) etc. etc.
– Sospensione HCM
– Smart Working
– Sicurezza delle Sedi
– Struttura Organizzativa del Ministero
Pertanto, nell’ambito dello stato di agitazione le RSU e le OO.SS., nelle more dell’incontro con il vertice politico/amministrativo che ci auguriamo avvenga quanto prima, invitano il personale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a non “cogliere la ghiotta occasione” e non utilizzare l’applicativo HCM per quanto riguarda l’inserimento al sistema della propria foto tessera, considerato anche il fatto che il termine dato è la fine di marzo. Questo in quanto in primo luogo, come era stato affermato dall’Amministrazione, siamo ancora nella fase sperimentale e quindi si ritiene non vi sia nessun obbligo. In secondo luogo è stata chiesta all’amministrazione la sospensione dell’utilizzo dell’applicativo e a tutt’oggi non è stata data ancora nessuna risposta.
Infine, non è pensabile che la Direzione Generale PIOB-UPD, che come compito istituzionale ha la gestione delle risorse umane, di fatto sembra aver delegato tale compito alla Direzione Generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione.
L’ulteriore iniziativa, per la quale si chiede la più ampia partecipazione, è l’assemblea/presidio indetta per il 20/3/2019 dalle ore 11.00 alle ore 13.30, davanti alla sede del Ministero del Lavoro via Veneto.
RSU FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL-UNSA USB-PI
Niente più agenti di polizia locale in motocicletta a Napoli. La sezione specifica del corpo, costituita da circa 50 agenti, è stata cancellata con una semplice disposizione firmata dal comandante del corpo, Ciro Esposito. Il comune di Napoli non avrà più una unità di motociclisti della polizia locale, con tutti i riflessi che una tale scelta avrà in una città, a dir poco complessa, in termini di sicurezza e controllo del territorio. A denunciarlo è la Funzione Pubblica Cgil giudicando la scelta “un atto molto grave, non solo nei confronti degli appartenenti al corpo ma soprattutto verso i cittadini e la loro richiesta di sicurezza e legalità”.
Benché la decisione della cancellazione della sezione motociclisti, come riportato oggi nel corso di un’assemblea degli agenti di polizia locale a Napoli, sia stata motivata da ragioni di ‘efficacia ed efficienza’, la Fp Cgil fa sapere che è “un atto di ritorsione nei confronti di un gruppo non allineato. La gestione del corpo, infatti, è non trasparente e sostenuta da alcuni sindacati vicini all’amministrazione comunale. È palese infatti che chi chiede il rispetto delle regole, chi rivendica legalità, venga attaccato, e la cancellazione dei motociclisti ne è la dimostrazione”. Contro questa disposizione la Fp Cgil ha sancito l’avvio della mobilitazione, con assemblee nei posti di lavoro, “e che senza passi indietro da parte dell’amministrazione arriverà fino allo sciopero”.
La decisione, riporta la Fp Cgil, “assunta dal comandante del corpo di Polizia Locale di Napoli Esposito attraverso una semplice disposizione e operativa dal 10 marzo, interessa i circa 50 motociclisti di un corpo, in evidente sotto organico, che conta 1.700 agenti”. Ma soprattutto, sostiene il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, rappresenta “un atto unilaterale, contro le previsioni del contratto nazionale, che viola il sistema di relazioni sindacali. Un esempio che dimostra come sia assai problematica la gestione del personale del comune di Napoli. Una gestione autoritaria che passa dalle intimidazioni, al non rispetto degli accordi, alla violazione delle regole delle relazioni sindacali”. Parallelamente all’avvio della mobilitazione, per riportare su un quadro nazionale la vicenda, Bozzanca ha fatto sapere che “scriveremo all’Aran per segnalare questo problema di Napoli. Lo faremo perché si accenda un faro sulla vicenda. Noi siamo qui, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, a sostengo di questa vertenza, perché sia fatta giustizia: i lavoratori meritano rispetto”, ha concluso.