Presentata al Parlamento Europeo la rete costituita da Fp Cgil, Fsc Ccoo ed Epsu tra i lavoratori dei servizi di soccorso, accoglienza e integrazione dei migranti. Precisa la richiesta: ‘La politica la sostenga, passando dai principi ai fatti’.

Una rete che connette lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi per l’immigrazione. Nello specifico tutti coloro che coprono lo spettro che va dal soccorso all’integrazione passando per l’accoglienza. Promossa dalla Funzione Pubblica Cgil, dal sindacato spagnolo Federación de Servicios a la Ciudadanía de Comisiones Obreras (Fsc Ccoo) e da quello europeo European Federation of Public Service Unions (Epsu). Una rete che nasce, formalmente, tra le iniziative di Melilla e Palermo e che con #EuCare, l’appuntamento di Bruxelles del 18 marzo, è stata ‘presentata’ alla politica. Con una precisa richiesta di sostenerla, passando dai principi ad elementi concreti, e di metterla al centro della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Nella sede del Parlamento Ue – alla presenza di parlamentari come Sergio Cofferati, Andrea Cozzolino, Elly Schlein, Elena Gentile e Cecile Kyenge lavoratrici e lavoratori di Spagna e Italia hanno raccontato le loro esperienze, lungo la filiera dell’immigrazione. Ad aprile i lavori, e a riconoscere il lavoro (e il valore del lavoro) fatto, il parlamentare europeo, Sergio Cofferati: “Eu Care è una bella scelta, una bella intuizione. Investire nell’accoglienza vuol dire produrre un confronto tra le organizzazioni sociali e la politica per determinare rispetto nei confronti dei migranti e per chi lavora nel settore. E questa rete europea è un passo fondamentale”. E dopo le parole di Cofferati, l’alternarsi delle lavoratrici e dei lavoratori. Per l’Italia Bashar Ibrahim, mediatore cultuale in una cooperativa che si occupa di migranti a Comacchio in provincia di Ferrara; Brunella Maglione, lavoratrice della Prefettura di Pisa, impegnata nel settore immigrazione; e Deborah Rota, assistente sociale del comune di Cassano d’Adda in provincia di Milano. Interventi complementari, che hanno fatto sintesi del sistema.

Come quello di Bashar Ibrahim che, lavoratore in una cooperativa sociale, ha acceso un faro sulla condizione di questi lavoratori i quali “benché molto qualificati, sono spesso assunti con contratti precari, sottopagati, eppure l’impegno è massimo nell’obiettivo accoglienza e integrazione dei migranti. Sono lavoratori versatili, sono dei professionisti e offrono grande qualità, al cospetto di scarse risorse. Ma questa motivazione, seppur forte, rischia di venire meno se non ci si occuperà delle loro condizioni di lavoro”.

 

Così come Brunella Maglione, dal suo osservatorio, quello della Prefettura, ha osservato come “la nuova normativa, punto di rottura con un passato già non perfetto, rinuncia a governare il fenomeno migratorio in modo costruttivo, trasformandolo in una questione di sicurezza. Immigrazione e sicurezza vengono disciplinate nella stessa norma. Abolisce il permesso umanitario, modifica i requisiti per l’accesso allo Sprar e l’accesso ad alcuni diritti quali l’iscrizione anagrafica. Prevede procedure accelerate che si differenziano da quelle ordinarie non solo per i tempi ma soprattutto per le garanzie, prevede di stilare un elenco di Paesi sicuri”. Una deriva che non interessa solo il nostro paese, ma che richiede un intervento europeo: “Dobbiamo restare umani. E visto il contesto dove ci troviamo, qui a Bruxelles, in questo momento di recrudescenza xenofoba, la politica europea hai il dovere di esprimersi”.

Dal canto suo Deborah Rota, impegnata nei servizi sociali, ha puntato il dito contro la semplificazione, del linguaggio e del pensiero, chiamando in causa, anche lei, la Politica: “Richiediamo insomma, al prossimo Parlamento europeo, la previsione di una politica della migrazione che non sia l’insieme di interventi affastellati, in gran parte emergenziali, ma che parta da modalità anticipatorie, da un’analisi della complessità e possa fornire una pianificazione e una programmazione in grado di utilizzare al meglio le risorse. Come afferma la dichiarazione di Palermo ‘Sappiamo che l’Unione Europea è basata su valori solidi per cui è necessario mobilitare i cittadini e le migliori forze della cultura e della militanza. Sappiamo bene dove questa strada può portare e non possiamo restare a guardare’”.

A tirare le fila di queste esperienze le parole di Nicoletta Grieco, responsabile dipartimento Internazionale della Fp Cgil: “Ascoltare e sostenere la rete delle lavoratrici e dei lavoratori che offrono servizi ai migranti coincide con l’impegno ad affermare un’Europa solidale, perché senza servizi, senza risorse né coordinamento non c’è integrazione né accoglienza”, ha affermato Grieco, spiegando che: “Le ragioni del lavoro coincidono con l’affermazione della solidarietà, dell’antirazzismo e della lotta alla xenofobia che dobbiamo affermare con forza in questo delicato momento storico. Le ragioni del lavoro sono talmente forti che possono spiegare a quei cittadini che sono stati colpiti gravemente dalla crisi che sono le cattive politiche economiche e non lo straniero a peggiorare le loro condizioni di vita, e così sottrarli alle sirene populiste e sovraniste”. Ma se i sindacati, i lavoratori, si ‘mettono in rete’ ora è la politica a dover assumere un impegno: “Oggi siamo qui, insieme, a chiedervi di portare avanti queste ragioni del lavoro per l’Europa che verrà, e che vorremmo fosse solidale, aperta. Un’Europa fatte di persone che lavorano e esercitano diritti e doveri a prescindere dal loro paese di origine. L’ Europa dei padri fondatori”.

Al Capo del Dipartimento A. P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma

e, p.c.:
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma

Oggetto: Procedura di assegnazione definitiva del personale del Corpo di Polizia penitenziaria impiegato in sedi extra-moenia.

Egregio Presidente,
la Fp Cgil, in tutti gli incontri tenutosi sulla stabilizzazione del personale nelle sedi extra-moenia, pur essendo contraria a tale operazione, aveva chiesto che la parte pubblica scegliesse una linea politica e si facesse garante che tale soluzione non sarebbe stata diversa per ogni sede o servizio. In particolare, si chiedeva che la stabilizzazione venisse attuata stabilendo a monte dei criteri oggettivi applicabili a tutto il personale in servizio al fine di evitare discriminazioni inutili.
A quasi un anno dalla stabilizzazione che, è bene ricordarlo, ha fino ad ora interessato solo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, i Provveditorati Regionali, il Nucleo Investigativo Centrale e l’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, è costretta ad intervenire per conoscere le motivazione per cui il personale che opera nel Gruppo Operativo Mobile così come il personale che presta servizio negli istituti penitenziari e nelle Scuole di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria non è stato ancora assegnato.
Questo “ritardo”, per quanto concerne il G.O.M., sembrerebbe non riguardare tutti, difatti, pare che la Direzione Generale del Personale e delle Risorse abbia recentemente proceduto, in netto contrasto a quanto affermato in sede concertativa, a stabilizzare al D.A.P. solo alcune delle unità di Polizia penitenziaria in servizio provvisorio al G.O.M., mentre non ha mai provveduto a stabilizzare il personale che presta servizio nelle S.F.A.P.P. e negli istituti, pur essendo distaccato da anni, anzi spesso viene ordinato il rientro in sede.
La Fp Cgil, per quanto evidenziato, chiede l’avvio di un’indagine conoscitiva e qualora la notizia venisse confermata di adottare i necessari
provvedimenti affinché si ponga rimedio a questa grave e discriminatoria disparità di trattamento con tutto il restante personale.
Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono distinti saluti.

P. il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI

Pubblichiamo la circolare dell’ONA per la stagione estiva anno 2019

In merito alla sottoscrizione del CCIE 2018 INAIL,il silenzio della FP CGIL, confrontato alla ipertempestività di altri comunicati, può aver generato qualche curiosità o perplessità.
Si è trattato di un momento di riflessione e di ulteriore condivisione, necessario di fronte alla
responsabilità che la firma (e forse di più la mancata firma) di un accordo comporta, prima di tutto
nei vostri confronti .
Da poco tempo seguo INAIL, raccogliendo un testimone “pesante” e approcciando un’esperienza
nazionale non paragonabile a quelle che già ho, relative ad enti meno popolati e per molti versi
meno complessi di INAIL. A maggior ragione quindi i primi passi sono quelli che richiedono
maggior attenzione (caso mai esistesse la lontana ipotesi di potersi distrarre un momento senza
pagarne le conseguenze… giustamente).
La contrattazione del CCIE 2018 è stata relativamente rapida ed ha visto risultati non esaltanti ma
comunque positivi, quali ad esempio l’inserimento, nelle premesse del CCIE, della previsione, nelle
more della definizione del CCIE normativo, di un confronto sulle tematiche del personale (passaggi
economici e passaggi di area).
Aggiungiamo anche – nel positivo – gli incrementi del CUP e del compenso incentivante per A3 e
B3, anche se non “eclatanti” : purtroppo il leit-motiv che ci sentiamo ripetere, dal 2 gennaio 2019, è
che non si può fare più di tanto perché ormai è stato speso oltre il 70% del Fondo tra indennità,
acconti della produttività, p.o e posizioni fisse. Problema comune, se si rincorrono le annualità
anziché chiuderle in tempo utile….
In un corretto bilancio, però, dobbiamo scrivere anche le criticità.
Aver previsto, al termine dell’articolo 6 (cup e salario di garanzia) che ” le parti si impegnano a
rivedere, a decorrere dalla prossima tornata contrattuale, i criteri di attribuzione di tali compensi”
potrà anche essere una dichiarazione di principio, ma dato che nella bozza originale
l’amministrazione legava questa revisione ai principi di valutazione della performance, come FP
CGIL abbiamo richiesto con forza l’eliminazione di questo passaggio, che pone un’ipoteca sulle
future contrattazioni. A differenza degli anni precedenti, da febbraio 2018 abbiamo un CCNL che ci
consente di nuovo di contrattare : accettare una formulazione del genere è fare un passo indietro
rispetto a quanto abbiamo riconquistato, e non vorrei che la formuletta Inail si rivelasse un cavallo
di Troia per i colleghi di altri Enti.
Altra criticità, il meccanismo di attribuzione della maggiorazione della performance individuale (art.
9) : la nostra richiesta era di definirlo in sede di CCIE come esito di un confronto, altro aspetto
previsto dal CCNL . Ma la risposta della controparte è stata negativa.
Il sistema di individuazione dei meritevoli rimane quello conosciuto, risalente ad un accordo del
13.02.2013, che la Fp CGIL a suo tempo non ha firmato.
Dai compensi dell’art. 10 (gravose articolazioni dell’orario, attività disagiate, particolari compiti)
restano fuori figure professionali come ad es. gli informatici sul territorio, giusto per citare un caso.
Non è passata neanche la nostra (ragionevole) proposta di compensare (con una cifra ridotta
rispetto a quella destinata all’h24) le figure professionali che garantiscano il servizio al pubblico
con un regime di turnazione antimeridiana e pomeridiana.
Il bilancio, sommando questi elementi, non poteva essere in attivo.
Con dispiacere, perché non è mai augurabile dover prendere atto che il percorso di contrattazione,
non facilitato da rigidità “brunettiane di ritorno”, ha condotto a un risultato che non può essere
condiviso.
Questo ci abbatte ? NO. Da oggi siamo pronti a ripartire, ancora più motivati rispetto al portare a
casa una parte normativa che affronti temi come il sistema di relazioni sindacali e i meccanismi di
attribuzione delle posizioni organizzative e di quelle fisse ed un economico 2019 che dedichi le
risorse alle progressioni economiche e a compensare l’impatto della nuova tariffa, della
sperimentazione (anche se limitata ad alcune regioni), dell’impatto di quota 100, del crescente
disagio degli operatori del front office….insomma provi a dare qualche risposta in più e a più
(persone), contrastando pure il trend al rialzo degli obiettivi, che pare “dimenticare” il
contemporaneo decremento del personale.
Una nota di colore : siamo così “cattivi” che abbiamo segnalato la sparizione, dal testo proposto
ieri, della previsione del recupero, alla produttività, dei risparmi che possono derivare dal non pieno
utilizzo di voci del Fondo. E l’abbiamo fatta reinserire. Perché il CCIE può non piacerci, ma i
compensi a cui avete diritto dovete riscuoterli tutti, fino all’ultimo euro.

FP CGIL il Coordinatore Inail
Giulietta Oberosler

In relazione al testo di CCIE INAIL 2018 per il personale contrattualizzato CCNL Funzioni Centrali, sottoposto al tavolo sindacale in data 18 marzo 2019, la FP CGIL, pur riconoscendo il percorso di avvicinamento messo in atto dall’Amministrazione rispetto alle richieste della scrivente sigla, non può valutare positivamente il risultato raggiunto, in particolare rispetto alle tematiche dello straordinario, della valorizzazione delle figure apicali (in specie a3 e B3), della previsione della revisione dei criteri di attribuzione di Cup e salario di garanzia, del mancato confronto sui criteri per il riconoscimento della maggiorazione della premialità individuale e per le risposte non esaustive in materia di compensi legati ad attività disagiate, gravose articolazioni di lavoro e particolari compiti.
Pertanto comunica di non procedere alla firma del CCIE 2018 Inail per il personale contrattualizzato CCNL Funzioni Centrali.
SI chiede di allegare la presente al relativo verbale di intesa .
Distinti saluti
FP CGIL
Il Coordinatore INAIL
Giulietta Oberosler

PRIME INIZIATIVE DI LOTTA A TUTELA DI TUTTI I LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA

La gravissima situazione che si registra in tutti i dipartimenti della Giustizia è ben nota a tutti ed ancor più a chi ogni giorno svolge la propria attività lavorativa negli uffici giudiziari, nelle strutture penitenziarie di adulti e minori, negli uffici di esecuzione penale esterna, negli archivi notarili. Tuttavia fornire qualche dato ufficiale, disponibile al momento solo per l’organizzazione giudiziaria, può ben far comprendere, in aggiunta a quanto già illustrato nel comunicato sulla proclamazione dello stato di agitazione, che cosa sta succedendo e perché il sindacato confederale si è mobilitato a difesa dei lavoratori. Tale dato, che riguarda la situazione delle scoperture di organico negli uffici giudiziari, è stato trasmesso dal Ministero al Parlamento ma non alle parti sociali: al 7 gennaio 2019 le vacanze di organico erano pari a 9.573 unità, il 21,93% della dotazione organica (al netto delle nuove assunzioni); solo nel 2018 ci sono state 2.330 cessazioni dal servizio; in conseguenza dell’età avanzata del personale e quindi non solo per l’applicazione della cd quota cento, secondo le proiezioni del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, nel triennio 2019/2021, ci saranno 10.685 pensionamenti e di questi 7.158 nel solo 2019. Nella sostanza in tutti i distretti il personale in servizio negli uffici giudiziari risulterà in pratica dimezzato entro il 2021.
È evidente che la responsabilità di questo sfascio è amministrativa/politica e che le conseguenze ricadranno, oltre che sulla cittadinanza in termini di quantità e qualità del servizio offerto, anche e soprattutto sui lavoratori che resteranno in servizio, i quali inevitabilmente saranno chiamati a lavorare il quadruplo a parità di retribuzione, specie accessoria, e senza avere quei riconoscimenti economici (progressioni economiche) e giuridici (cambi di profilo, dentro a tra le aree), che l’accordo del 26 aprile 2017 aveva disegnato e la cui realizzazione con i vuoti di organico che si stanno creando diventa ancora più difficile se non impossibile.
In questo sfascio totale per FP CGIL CISL FP e UIL PA sono inevitabili urgenti interventi normativi da parte del Governo pena la chiusura degli uffici. Ma c’è un rischio, tutt’altro che remoto, ossia quello che gli interventi siano volti esclusivamente al reclutamento di nuovo personale. Se le nuove assunzioni sono indispensabili, FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno però il dovere di rappresentare che PRIMA BISOGNA TUTELARE I LAVORATORI INTERNI e pertanto chiedono che gli interventi normativi, oltre a prevedere assunzioni di personale, contemplino anche misure atte a:
1) Favorire l’attuazione dell’accordo del 26 aprile 2017 attraverso:
a. il finanziamento di progressioni economiche ulteriori rispetto a quelle già concordate (terza procedura);
b. la realizzazione delle progressioni giuridiche nelle aree ossia i cambi di profilo attraverso lo strumento della flessibilità;
c. la realizzazione delle progressioni tra le aree ossia transito degli ausiliari in area seconda e passaggio dei contabili e degli assistenti informatici e linguistici in area terza;
2) Realizzare lo scorrimento integrale delle graduatorie per funzionari giudiziari e funzionari NEP formate in applicazione dell’art.21 quater della L.132/15 anche in considerazione del fatto che le maggiori scoperture si determineranno proprio in area terza nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario NEP;
3) Attuare l’art.492 bis CPC sì da consentire agli ufficiali giudiziari il collegamento telematico diretto alle banche dati delle pubbliche amministrazioni per la ricerca dei beni da pignorare nonché superare definitivamente la dicotomia di mansioni tra Funzionario NEP ed Ufficiale Giudiziario, divenuta anacronistica dopo l’emanazione dell’art.21 quater della L. 132/2015;
4) Favorire il potenziamento dell’Amministrazione Centrale la quale, falcidiata dai pensionamenti, ingolfata dalle procedure concorsuali straordinarie (concorso per assistenti giudiziari, procedura ex art. 21 quater, progressioni economiche ecc.) ed appesantita dalle nuove procedure telematiche, necessita come non mai di nuove risorse umane;
5) Realizzare il RIFINANZIAMENTO del FUA, come richiesto da oltre dieci anni, attraverso la reinternalizzazione del servizio del recupero crediti di giustizia e pene pecuniarie, destinando quota parte delle maggiori entrate al salario accessorio dei lavoratori, attraverso la modifica della legge istitutiva del FUG, trasferendo al FUA quota parte delle somme di spettanza della Giustizia, ovvero attraverso un aumento del contributo unificato, facendo confluire nel FUA quota parte delle maggiori entrate;
6) Ampliare la dotazione organica dei Contabili e Funzionari Contabili, tenuto conto che, ad esempio, buona parte delle spese di giustizia non viene recuperata per carenza di personale e cade in prescrizione, con grave danno per l’erario;
7) Interpelli per tutte le figure professionali, considerato che da troppi anni non ne è stato svolto alcuno;
8) Attuare la stabilizzazione di tutto il personale precario attraverso procedure dedicate, nonché la stabilizzazione del personale comandato da altre PP.AA. – come previsto dal CCNL 2016/18, art. 51, co.5 – , la immissione nei ruoli, a domanda, di personale di altre PP. AA. che ha già lavorato in posizione di comando presso gli uffici giudiziari, la trasformazione il full time del personale transitato nell’amministrazione giudiziaria con rapporto part time.
Non sono stati forniti dall’Amministrazione alcun dato sulle attuali vacanze di organico e su quelle previste nel triennio. Infatti nulla si conosce in merito all’emanazione del piano di fabbisogno triennale (2019-2021) alla luce delle linee di indirizzo di cui al decreto 8 maggio 2018, nonostante le ripetute richieste di informazioni formulate da queste OO.SS. Seppur i dati delle carenze di organico risultino inferiori rispetto all’Organizzazione Giudiziaria anche la situazione del DAP e del DGCM risulta assolutamente allarmante. La particolare attenzione inizialmente prospettata dalla nuova compagine politico/governativa al sistema dell’esecuzione penale intra ed extra murario è stata
totalmente disattesa; gravissima è la condizione operativa in cui versano le strutture penitenziarie e gli Uffici di esecuzione penale esterna lasciati in completo stato di abbandono e in continua emergenza lavorativa. La gravissima carenza di personale sta mettendo a dura prova operativa le professionalità afferenti ai due contesti gravate ulteriormente anche dai molteplici compiti che i recenti interventi normativi hanno loro demandato. La situazione che risulta evidentemente critica necessita di una particolare attenzione considerato il delicato e peculiare contesto. Le riduzioni dei dipendenti appartenenti al comparto funzioni centrali, attuate negli ultimi anni dalle molteplici norme, che hanno di fatto tagliato le dotazioni organiche, hanno determinato la necessità di un confronto costruttivo sugli organici che ad oggi non è ancora inspiegabilmente avvenuto; ciò al fine di ottenere un rilancio della programmazione del “reale fabbisogno” di personale. Nelle amministrazioni penitenziarie (DAP e DGMC), che hanno subito una radicale ristrutturazione organizzativa operata negli ultimi anni a costo zero ossia senza l’investimento di significative risorse, anche umane, particolarmente pesante è la situazione relativa ai profili dell’area contabile ove è necessario intervenire con estrema urgenza al fine di evitare la paralisi del funzionamento delle strutture; inoltre è drammatica la carenza di quelle professionalità fondamentali al rispetto del mandato istituzionale cui si riferiscono le due amministrazioni (art. 27 della Costituzione) ci riferiamo a quelle “trattamentali” (educatori ed assistenti sociali), nonché tecniche ed amministrative. Non si è mai potuto procedere ad un ricambio generazionale del personale cessato dal servizio in quanto – a causa di modifiche normative – negli ultimi anni viene assunto un solo lavoratore a fronte di 4 dipendenti cessati dal servizio (cd turn over). Si tratta di una problematica di non poco conto, ma non vi è alcun intervento finalizzato alla sua soluzione. Inoltre nei settori in questione peculiare è la problematica che riguarda il personale di Polizia Penitenziaria cessato dal servizio per gravi motivi di salute che pur gravando sulle dotazioni organiche della Polizia Penitenziaria, in virtù della norma di riferimento, transita nei ruoli del Comparto Funzioni Centrali determinando ricadute negative sia alle dotazioni organiche della Polizia Penitenziarie che a quelle del CFC risultanti paradossalmente entrambe in esubero. Mentre per l’organizzazione giudiziaria qualche iniziativa il Ministero la sta già prendendo, come dimostra l’emendamento all’art. 14 del DL 4/2019 approvato dal Senato, il quale autorizza il dipartimento ad assumere 1300 lavoratori di area seconda e terza dal 15 luglio pv (ma, eccezion fatta per gli idonei al concorso per assistenti giudiziari, non si comprende dove si troveranno questi lavoratori se non, dopo mesi o anni, attraverso l’espletamento di nuovi concorsi), per l’Amministrazione Penitenziaria e quella della Giustizia minorile e di Comunità nessuna iniziativa, al momento, sembra intervenire. FP CGIL CISL FP e UIL PA, per dette articolazioni dipartimentali richiedono urgenti provvedimenti normativi volti a consentire nuove assunzioni, soprattutto attraverso concorsi pubblici, per rafforzare l’organico di quelle professionalità “strategiche” e necessarie per la realizzazione del mandato istituzionale di riferimento delle due amministrazioni (Funzionari di servizio sociale, educatori, Funzionari giuridico pedagogici, contabili, funzionari contabili, funzionari dell’organizzazione e delle relazioni, funzionari amministrativi, assistenti tecnici, assistenti informatici).
FP CGIL CISL FP e UIL PA chiedono inoltre la estensione dell’art. 21 quater L.132/15 anche ai contabili, agli assistenti informatici e linguistici ed agli assistenti di area pedagogica che operano nei dipartimenti in questione trattandosi di personale della Giustizia . Ma prioritariamente FP CGIL CISL FP e UIL PA chiedono per il DAP e il DGMC una norma che risolva l’incresciosa problematica questione della detrazione della Indennità penitenziaria a causa dei giorni di malattia che ha interessato il personale delle funzioni centrali ed escluso quello appartenente al Comparto sicurezza ( Corpo di Polizia penitenziaria e i Dirigenti di Istituto penitenziario). Tale questione sta determinando conflittualità interprofessionali e acuendo la rigida separazione tra i due comparti il cui personale si
trova a prestare servizio nelle medesime strutture.
Ben nota, viceversa, è la situazione degli Archivi Notarili. Questa amministrazione soffre di un grave sottodimensionamento degli organici determinato dal taglio subito in conseguenza della applicazione delle leggi sulla spending review. Nello specifico gli archivi notarili sono l’unica amministrazione ad aver subito i tagli non sull’organico dell’amministrazione centrale bensì sull’organico complessivo di tutta l’amministrazione. La stessa, inoltre, ha avuto di recente, ope legis, un incremento considerevole delle competenze e, quindi, dei carichi di lavoro. Orbene tutti i tentativi posti in essere per incrementare l’organico anche da parte della stessa Direzione Generale degli Archivi Notarili non hanno avuto successo benché questa amministrazione, in ragione della sua autonomia finanziaria e delle ingenti entrate che ottiene attraverso i servizi erogati all’utenza, può pagarsi interamente il costo dell’aumento di organico senza alcun onere per le casse dello Stato. È evidente che, stante l’insufficienza dell’attuale organico (520 unità) a garantire la funzionalità dei circa cento uffici esistenti sul territorio nazionale, si dovrà procedere ad una chiusura di alcune sedi nella ipotesi in cui non si riveda al rialzo, ope legis, l’organico dell’amministrazione. Ed è proprio questa la prima richiesta di FP CGIL CISL FP e UIL PA: una norma che preveda l’ampliamento dell’organico degli Archivi Notarili di almeno cento unità, in attuazione del progetto predisposto dalla stessa Direzione Generale della predetta amministrazione. FP CGIL CISL FP e UIL PA chiedono inoltre una norma che consenta il rifinanziamento del FUA attingendo a quota parte delle entrate dell’amministrazione che, allo stato, vengono integralmente versate alla Cassa Depositi e Prestiti.
FP CGIL CISL FP e UIL PA ritengono necessario informare della situazione della Giustizia lavoratori e cittadinanza. Per tale motivo invitano i Segretari Regionali e Territoriali in indirizzo ad acquisire dai capi degli uffici i dati sulle scoperture di organico, attuali e potenziali, al fine di valutare l’impatto a livello locale dei prossimi pensionamenti sulla funzionalità degli uffici del Ministero della Giustizia operanti sul territorio. A tal fine vorranno richiedere anche un incontro al Prefetto e dare notizia ai cittadini mediante comunicati stampa. Inoltre vorranno convocare unitariamente nei principali uffici assemblee dei lavoratori anche con la partecipazione dei rappresentanti nazionali al fine di rendere edotti nel dettaglio i lavoratori sulla situazione attuale della Giustizia e sugli sviluppi a partire dai contenuti del prossimo incontro con il Ministro già fissato per il 2 aprile p.v.
FP CGIL CISL FP e UIL PA si riservano di indire tre Assemblee Nazionali Unitarie, con la partecipazione contestuale dei Coordinatori Generali, in date e luoghi da definire, nonché l’adozione di ulteriori iniziative per realizzare la tutela piena dei lavoratori della Giustizia, quanto mai necessaria in questo periodo di crisi.

CON E PER I LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA PER UNA GIUSTIZIA EFFICIENTE
AL SERVIZIO DEI CITTADINI

 

FP CGIL                                           CISL FP                                              UIL PA
Meloni                                               Marra                                                  Amoroso

STATO DI AGITAZIONE: CONFERMATA ASSEMBLEA/PRESIDIO IL 20 MARZO 2019

A VIA VENETO

Nella giornata di ieri 18/3/2019 si è svolto un incontro, convocato in extremis dall’Amministrazione, al fine probabilmente di scongiurare il presidio e lo stato di agitazione del personale, al quale è stata presente la parte politica nella persona del Vice Capo di Gabinetto Cons. Fabia D’andrea.
Le risposte, o meglio la mancanza di risposte alle istanze della parte sindacale, più volte esposte al vertice politico amministrativo, la mancanza di una programmazione e di tempi certi, nonostante la disponibilità a parole ma non nei fatti, volta a risolvere le numerose criticità di questo Ministero, la parziale risposta sulla questione dei buoni pasto, che verranno distribuiti al momento solo ad una parte del personale sono gli unici fatti emersi dall’incontro di ieri.
Questo contesto così desolante fa si che sia ancora più urgente continuare con lo stato di agitazione ed essere tutti presenti al presidio programmato per domani 20/3/2019 davanti alla sede di via Veneto al fine di portare avanti le nostre rivendicazioni.
Pertanto la RSU e le OO.SS. confermano lo stato di agitazione e l’assemblea/presidio (il codice del badge è il N 14) di mercoledì 20/3 p.v. dalle ore 11,00 alle ore 13,30

RSU     FP CGIL      CISL FP      UIL PA    CONFSAL-UNSA   USB-PI     FLP

MAGGIORE….RISPETTO!!
GRANDE SUCCESSO DELL’INIZIATIVA DEI LAVORATORI DEL FISCO

Più di un migliaio di lavoratori degli Uffici di Roma hanno partecipato presso la Sede Centrale dell’Agenzia delle Entrate alla grande manifestazione unitaria che si è svolta in concomitanza della presentazione dei risultati anno 2018 alla presenza del Ministro Tria.
Abbiamo chiesto a gran voce, presenti la stampa, i vertici dell’Agenzia e lo stesso Ministro, come i brillanti risultati raggiunti sono dovuti esclusivamente all’impegno dei lavoratori ed è quindi necessario l’immediato sblocco delle somme del salario accessorio anni 2016 e 2017 nonché l’immediata conclusione della terza tranche delle progressioni economiche.
La protesta e la visibilità della giusta rivendicazione è proseguita fin dentro la sede dell’Agenzia dove era in corso la presentazione dei risultati, riuscendo a consegnare un puntuale documento di rivendicazione al Ministro e alla stampa presente.
La mobilitazione proseguirà sempre più aspra fino alla positiva soluzione delle sacrosante rivendicazioni.
Ove il tentativo di conciliazione obbligatoria propedeutico allo sciopero non dovesse sortire effetti positivi proclameremo lo sciopero generale di tutto il personale e accompagneremo la mobilitazione con incisive azioni di lotta su tutto il territorio nazionale.

 

FP CGIL                          CISL FP                    UILP PA          UNSA/CONFSAL                 FLP
Boldorini                         Silveri                       Cavallaro               Sempreboni           Cefalo/Patricelli

Pubblichiamo la richiesta  del Coordinatore Provinciale relativo alle problematiche inerenti le auto
elettriche, ibride, pannelli fotovoltaici e attrezzature specifiche

Al Presidente dell’ENAC
Dott. Nicola Zaccheo
SEDE

Egr. Presidente,
le scriventi Organizzazioni sindacali, rappresentative dei dipendenti dell’ENAC, si congratulano con Lei per l’ufficializzazione della Sua nomina.
Le rivolgiamo il nostro auspicio per un mandato proficuo, segnato da elementi di concreto cambiamento rispetto al passato e caratterizzato da corretti rapporti con le parti sindacali.
A tale proposito, una discussione sul documento che l’ENAC ha prodotto in Commissione Trasporti del Senato nel corso all’audizione del 13 marzo scorso, per il DDL delega al Governo, relativo al riordino in materia di trasporto aereo, potrebbe essere un inizio significativo in tal senso.
Pertanto, ci auguriamo un confronto aperto e fattuale sui temi del riordino dell’Ente, cosa che – proclami a parte – non è stato possibile esplicare con il suo predecessore.
In attesa di una sua convocazione, Le rivolgiamo il nostro “buon lavoro” e i nostri cordiali saluti.

FP-CGIL             FIT-CISL              UIL- PA                   UIL TRASPORTI            FLP ST – CIDA FC
F. Oliverio       M. Mascia           S. Colombi/C.Conti     C. Tarlazzi                    R. Caruso/P. Proietti

 

Pubblichiamo la Circolare dell’Ufficio Attività Sportive 11° Campionato Italiano VVF Beach Volley che si svolgerà a Vulcano (Me) dal 13 al 16 giugno 2019

SE SON ROSE, FIORIRANNO …

Nel corso della giornata del 15 marzo si è tenuto un incontro con il neo-Presidente dell’Istituto, prof. Pasquale Tridico.
Il Presidente ha esordito in apertura di riunione manifestando la volontà di ripristinare un clima di serenità sul piano delle relazioni sindacali all’interno dell’Istituto ed ha comunicato, come segno tangibile di tale proposito, la propria volontà di rivedere la, ormai tristemente, nota Determinazione Presidenziale n.153 del 30 novembre 2018 sul Piano dei Fabbisogni del personale per il triennio 2018/2020, contro cui sono tuttora pendenti ben due ricorsi presentati dalle scriventi organizzazioni sindacali: un ricorso dinanzi al TAR del Lazio per illegittimità del provvedimento ed un altro, dinanzi al giudice ordinario, per comportamento antisindacale dell’Amministrazione.
In particolare, il Presidente ha dichiarato di voler rivedere la Determinazione n.153/2018 su vari punti: la totale assenza di passaggi verticali dalla area A all’area B (passaggi per i quali diventa imprescindibile, al fine di rimuovere eventuali controinteressati, esaurire la graduatoria del concorso pubblico B1 risalente al 2010), il mancato rispetto delle norme contrattuali dell’area VI relative ai professionisti sulla distribuzione degli stessi tra i due livelli differenziati e la ridefinizione dei fabbisogni della dirigenza di prima e di seconda fascia ridimensionando sostanzialmente i tagli effettuati. Prima di emettere la nuova Determinazione, ci è stata garantita un’informativa sindacale preventiva (mancata in precedenza), in modo da sanare anche questa ferita al sistema delle relazioni sindacali (avviso ai naviganti: qualche buontempone interno, già anticipato sui social dall’attivo “compagno di merende” Pinocchio, scriverà di aver ottenuto dall’Amministrazione, grazie al proprio impegno, una “nuova simultanea determina di assunzioni”. Nulla di più falso in quanto, una volta preso l’impegno DI modificare la determinazione n.153/2018, l’Amministrazione dovrà necessariamente adottare un atto di pari livello, ma con contenuti differenti).
Nel formulare sinceri auguri di buon lavoro al Presidente, abbiamo chiesto il ripristino di corrette relazioni sindacali nell’Istituto, quale presupposto indefettibile per poter lavorare insieme per il bene dell’Inps e dei suoi lavoratori.
Nel corso del confronto abbiamo altresì rimarcato la necessità di rivedere anche la Determinazione presidenziale n.177/2018 sulle progressioni verticali verso l’area C al fine di semplificare una procedura selettiva disegnata, sbagliando, sulla falsariga di un concorso pubblico quando, al contrario, ci troviamo di fronte a selezioni interne che nel triennio
2018/2019/2020, così come le ha immaginate il legislatore, in deroga alla disciplina ordinaria del Decreto Legislativo n.165/2001, devono valorizzare l’esperienza, le competenze e le abilità conseguite sul campo da chi opera da anni all’interno dell’Istituto.
Un altro punto sul quale ci siamo soffermati riguarda la chiusura dei contratti integrativi 2018 delle Aree, dei Dirigenti, dei Professionisti e dei Medici: è giunto il momento di sciogliere i nodi su tutti i CCNI relativi al 2018 ed avviare, in tempi brevi, la discussione sui contratti integrativi del 2019.
Il Presidente ci ha garantito che prenderà in considerazione tutte le nostre richieste e, con riferimento al nostro grido d’allarme sulla grave carenza di personale, ci ha assicurato che il concorso per 967 consulenti della protezione sociale è oramai nella sua fase conclusiva, per cui le prossime immissioni di personale dovrebbero avvenire già dalla metà di maggio, annunciando, nel contempo, ulteriori assunzioni straordinarie per effetto degli stanziamenti di spesa, 50 milioni di euro, già inseriti nel D.L. n.4/2019 in attesa di conversione in Legge alla Camera dei Deputati.
È venuto davvero il momento di ripristinare un clima di sincera collaborazione fra tutti gli attori coinvolti, per garantire all’Inps ed ai suoi lavoratori quella serenità lavorativa che consentirà di riacquisire il ruolo centrale che meritano.
Per questa ragione, abbiamo dato la nostra disponibilità a rinviare il ricorso presentato per comportamento antisindacale e verificare le condizioni di sospendere la trattazione della richiesta di sospensiva della determinazione n.153/2018 rinviando al giudizio di merito, come segnale di apertura rispetto alle dichiarazioni del Presidente.

FP CGIL                 CISL FP                      UIL PA                  FIALP CISAL                    CIDA
Matteo ARIANO   Paolo SCILINGUO    Sergio CERVO    Francesco VIOLA     LucioPALADINO

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