Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali dove si chiede la mobilità dei Capo squadra vista la carenza di personale, in particolar modo dei qualificati, in cui desta la regione.

‘Meno ipocrisia e più diritti per gli agenti, basta teatrini per i media’

Un’operazione propagandistica, una vuota speculazione mediatica, che nasconde le gravi condizioni in cui versa la Polizia Penitenziaria“. Così la Fp Cgil Polizia Penitenziaria stigmatizza la gestione dell’arresto di Cesare Battisti, dalle foto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con la giacca della Polizia Penitenziaria al video diffuso su Facebook sui ‘retroscena’ dell’arresto, nel sottolineare le difficoltà in cui versa il corpo. La cronaca degli ultimi giorni, spiega la Fp Cgil Pol Pen, “ha reso evidente al Paese tutte le contraddizioni entro le quali chi opera nel sistema carcerario si trova quotidianamente di fronte. La voglia sfrenata di offrire ai cittadini una passerella per i media dove far sfilare i vertici politici del  Ministero della Giustizia e quelli istituzionali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha prodotto un risultato pessimo, criticato da più parti”.

La Fp Cgil Penitenziaria precisa che “per noi non è in discussione il concetto della certezza della pena e il rispetto delle sentenze, più volte ribaditi, così come non è in discussione, sempre per noi, il principio costituzionale della finalità che la Costituzione affida alla pena detentiva. Ma anche per questo non troviamo giustificazioni ad una operazione mediatica vuota, fine a se stessa. Se uno spiegamento così importante di personale di polizia penitenziaria, ben equipaggiato, dotato di armi e nuove divise mai viste prima, intendeva rappresentare la presenza dello Stato nella sua forma più severa, il risultato ottenuto è stato, a nostro giudizio, non solo contrario a gli obiettivi che si perseguivano, ma addirittura dannosi per le stesse condizioni in cui operano i poliziotti penitenziari. Gli stessi ai quali, ad esempio, quegli equipaggiamenti vengono negati per carenza di risorse, gli stessi che, osservando le decine e decine di colleghi impegnati in questa operazione, oggi, come ieri e purtroppo come domani, si ritrovano ad operare nelle sezioni detentive in condizioni di estremo disagio, in una situazione di sotto organico, senza diritti certi da esigere”.

“Noi siamo certi – prosegue – che questo voler apparire intendeva distogliere l’attenzione da problemi ben più grandi e che celi un vuoto pneumatico. Un vuoto, ormai profondo, riguardante la  formazione  del personale, la tutela dei diritti, la sicurezza sul lavoro e i riconoscimenti contrattuali e salariali. Desideriamo un altro approccio, quello del rispetto incondizionato del lavoro svolto costantemente,  silentemente e soprattutto con elevata professionalità dalle donne e dagli uomini della Polizia. Quello stesso lavoro che, ad esempio, tutti i giorni viene sottoposto a verifiche disciplinari da parte del Dap che chiede loro rispetto delle norme, dei regolamenti, anche quando questi riguardano il delicato rapporto fra i diritti dei lavoratori della polizia Penitenziaria, le finalità della pena detentiva, il rispetto della dignità di tutti”.

I fatti che hanno accompagnato la gestione dell’arresto di Battisti sono per la Funzione Pubblica Cgil Polizia Penitenziaria “l’ennesima prova che dietro questa inspiegabile fascinazione per la  divisa da parte di Ministri della Repubblica, dietro questa ‘pelosa’ e falsa attenzione per gli uomini e le donne delle forze di Polizia, si nasconda un sostanziale disinteresse nei confronti delle loro reali condizioni di vita e di lavoro. Meno ipocrisia, più investimenti, rispetto dei diritti contrattuali, pieno riconoscimento delle libertà sindacali e politiche, rinnovo del contratto di lavoro. Questo un Ministro deve fare, questo un’amministrazione deve chiedere per i suoi uomini e le sue donne in divisa. Ieri hanno fatto altro. Ad altri interessi rispondeva quel teatrino”, conclude la Fp Cgil Polizia Penitenziaria”, conclude.

Venerdì scorso e ieri – 11 e 15 gennaio – si sono svolti due ulteriori incontri nell’ambito del rinnovo del contratto coop sociali. 
La trattativa ha avuto come oggetto la definizione di alcuni ultimi punti inerenti la trasformazione dell’Elemento Retributivo Territoriale in Premio Territoriale di Risultato, con l’obiettivo in particolare di definire le procedure da adottare nei casi di cambio di appalto in corso d’anno.
A questo proposito si è registrata una convergenza rispetto alla proposta di lavorare sui ratei di competenza delle cooperative cedenti e subentranti; la soluzione, apparentemente banale, ha però alcuni complicazioni tecniche sulle quali è stato necessario lavorare.
Sciolto quel nodo abbiamo proceduto ad inserire, come da nostra richiesta, la riduzione del tasso d’infortuni sul lavoro fra gli indicatori legati alla qualità organizzativa che saranno utilizzati per determinare il premio .
Abbiamo, inoltre, demandato alla contrattazione integrativa il ruolo di definire come determinare le tipologie di assenze che non incideranno nei calcoli utili a definire l’aumento o la riduzione del tasso di presenza dentro le aziende.
Resta ora solamente aperto, in questo capitolo, il tema dell’Elemento di Garanzia Retributiva che – seppur poco rivendicato in sede di applicazione del vigente contratto – svolge una funzione di potenziale “stimolo” alla contrattazione e che, per decisione comune, è stato rimandato alla fase finale del confronto.
In esito a una settimana che ha visto lo svolgersi di quattro incontri è possibile produrre una prima valutazione rispetto all’andamento del negoziato dopo la pausa natalizia. Pur in presenza di alcune difficoltà di merito che restano sul tavolo siamo di fronte a una trattativa che sembra diventare via via più concreta e che lascerebbe supporre l’intenzione anche delle controparti di produrre una reale accelerazione per arrivare ad una stretta.
Questa valutazione è supportata anche dal fatto che, a latere dell’incontro, c’è stato un primo superficiale approccio ai temi economici e delle decorrenze del contratto. I temi posti unitariamente sono stati quelli dell’allineamento della durata e delle quantità economiche del contratto a quelle degli altri CCNL del settore già sottoscritti, del riconoscimento di una quantità economica adeguata per il periodo trascorso in assenza del rinnovo contrattuale oltre alla necessità di regolare diversamente alcune parti normative (rapporti di lavoro flessibili, notti passive, etc etc).
Le controparti per parte loro ci hanno evidenziato difficoltà in particolare su decorrenze e “una tantum”, oltre a sottolineare come, a seguito dell’entrata in vigore del decreto dignità, si stiano determinando grossi problemi in particolare nella gestione dei progetti di inserimento per le coop di tipo B.
Abbiamo condiviso la calendarizzazione di ulteriori quattro incontri, oltre a quello già previsto per il giorno 30 gennaio prossimo, nella date del 7-8-12 e 18 febbraio data che, qualora vi fossero le condizioni, potrebbe essere individuata per la stretta finale. Il cambio di passo che stiamo registrando, seppure in modo discontinuo, è un risultato concreto da mettere in relazione alle iniziative di pressione che soprattutto come Fp-CGIL abbiamo messo in campo; si rende necessario, quindi, in questa fase di avvicinamento ai momenti in cui si capirà se ci sono le condizioni per fare il contratto, mantenere alto il livello di consapevolezza delle lavoratrici dei lavoratori.

Roma, 15 Gennaio 2019

Alla c.a.:
Ill.mo Generale Sergio Costa
Ministro dell’Ambiente e della
tutela del territorio del mare

E p.c.: Al Capo di Gabinetto
Prof. Luigi Petrillo

Al Sig. Segretario generale
Prefetto Silvana Riccio

Al Direttore generale

Direzione generale degli Affari
generali e del Personale
Cons. Roberto Alesse
SEDE

Gentile Sig. Ministro,
sono passati alcuni mesi dagli incontri tra il Capo di Gabinetto e le OO.SS., durante i quali erano
stati affrontati alcuni aspetti critici relativi all’organizzazione di codesta amministrazione. In
quell’occasione era stata sollevata, tra l’altro, l’esigenza di prevedere un definitivo incremento
della dotazione organica, anche in considerazione degli aumentati compiti istituzionali del
Dicastero, così da consentire il reclutamento delle necessarie professionalità operative e tecniche
per l’adeguato svolgimento della missione istituzionale.
In particolare le Scriventi, nel prendere atto dell’ampliamento della dotazione organica, secondo le
previsioni dell’ultima legge di bilancio (come sostenuto più volte in tutte le sedi) esprimono,
tuttavia, il proprio rammarico, dovendo constatare il mancato coinvolgimento delle stesse nei
processi che hanno condotto all’approvazione del testo definitivo. A tale riguardo, nel corso
dell’ultima riunione, inoltre, è stata anche evidenziata la necessità di un maggiore coinvolgimento
delle direzioni tecniche nella fase di individuazione delle professionalità da assumere.
Altro elemento che si evince dalla legge di bilancio e che desta non poche preoccupazioni è relativo
all’incremento della dotazione organica di solo 300 unità, a fronte invece di 400 assunzioni (350
III area e 50 in II area) da effettuarsi nel triennio 2019-2021. A conti fatti, considerando il
fisiologico collocamento a riposo del personale attualmente in servizio, l’incremento reale della
pianta organica potrebbe risultare non adeguato alle reali esigenze della struttura ministeriale.
Inoltre, le scriventi OO.SS. sottolineano l’importanza che non vada disperso il patrimonio di
conoscenze tecniche, acquisite nel corso degli anni, da parte del personale appartenente a soggetti
esterni che, a vario titolo, hanno supportato il Ministero nello svolgimento dei propri compiti
istituzionali. Inutile dire che per queste OO.SS. la difesa del posto di lavoro è un elemento
necessario ed imprescindibile.
Altro argomento trattato nel corso dei due incontri con il Capo di Gabinetto attiene alla necessità
di ricercare nuove forme di finanziamento per incrementare il Fondo Unico di Amministrazione e
la necessaria perequazione dell’indennità di Amministrazione, come già ottenuto da altre
amministrazioni centrali e come peraltro positivamente accolto e sostenuto dallo stesso Capo di
Gabinetto. A tale scopo, con nota del 6 dicembre scorso era stato anche suggerito di adottare le
stesse modalità, utilizzate da altri Ministeri e giustificate dal trasferimento di competenze
aggiuntive, cosi come è avvenuto per il nostro Ministero (dissesto idrogeologico, terra dei fuochi
etc.) per realizzare gli incrementi di cui sopra.
Quindi, alla luce dell’aumentate competenze e del conseguente incremento della dotazione
organica, si ritiene necessario conoscere gli orientamenti dell’Amministrazione circa il futuro
assetto organizzativo del Ministero.
Infine, giova segnalare che anche in relazione all’eventuale trasferimento della sede istituzionale
del Ministero, tematica strettamente connessa con la vita lavorativa dei dipendenti, i vertici politici
ed amministrativi non hanno adeguatamente coinvolto le parti sociali.
Pertanto, le Scriventi ritengono necessario aggiornare le informazioni in possesso sugli argomenti
affrontati e rafforzare l’utilizzo delle forme partecipative previste dal CCNL funzioni centrali –
confronto sindacale e Organismo paritetico per l’innovazione – che rappresentano strumenti di
coinvolgimento idonei, attraverso i quali sviluppare un’analisi ed una riflessione pertinenti sugli
aspetti di natura organizzativa che impattano sul lavoro del personale delle aree e del comparto del
ministero.
Tutto ciò premesso, le scriventi OO.SS richiedono un incontro urgente per affrontare le tematiche
appena esposte.
Cordiali saluti

 

FP CGIL                              CISL FP                              UILPA
Oliverio                               Marinelli                              Bordini

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali dove si ribadisce l’importanza della sede in oggetto per sostenere il “progetto Marcianise”.

IL PUNTO

Si è appena concluso un anno, il 2018, ricco di novità che ha visto in ambito MEF le scriventi OO.SS. chiamate a districare nodi, a risolvere problematiche e a lanciare proposte che, come sempre, hanno avuto come protagonisti tutti i dipendenti. Abbiamo fin da subito improntato la nostra azione sindacale attraverso un dialogo costruttivo con l’Amministrazione.
Non è stato un anno facile e i risultati del lavoro svolto si sono resi visibili solo negli ultimi mesi (FUA/Cartolarizzazione/Equiparazione dell’indennità di amministrazione e revisione della cd “prelex”). In particolare per quanto riguarda la prelex, l’approvazione del maxi emendamento ha ripreso gran parte delle nostre osservazioni, reinvestendo parte dei fondi nella equiparazione.
Non vogliamo appropriarci della paternità assoluta della felice conclusione della equiparazione, ma ci teniamo a sottolineare lo sforzo profuso fin dal dicembre 2017, come testimoniano i tanti comunicati in cui rappresentavamo le difficoltà, le prospettive e le nostre azioni.
Abbiamo preferito aspettare prima di rispondere ad alcuni deliranti proclami di qualche sigla sindacale, il cui desiderio di apparire è davvero tanto: sembra alquanto curioso che sindacati non convocati ai tavoli (perché non rappresentativi) abbiano poi sottoscritto comunicati, manifestando dissenso e infiammando il personale. Forse origliavano da dietro la porta?
È apparso singolare anche come le stesse sigle abbiano unitariamente creato e fomentato il dissenso nel territorio per poi rivendicarne singolarmente il raggiungimento del risultato. Forse il loro unico scopo era aumentare il consenso? Questo dovrebbe far capire ai lavoratori da che parte stare e perché. Qualcuno affermava che le falsità più pericolose sono le verità distorte moderatamente … per l’appunto!
Il nostro, purtroppo, non è un Paese che ha memoria lunga per cui può essere utile, se pur brevemente, fare il percorso a ritroso.
Nel dicembre del 2017, tutte le OO.SS., unitariamente, chiesero che fosse equiparata l’indennità di amministrazione nel MEF, tutti convinti che quella fosse una giusta istanza. Invece con la legge di bilancio 2018 giunse, con grande sorpresa, l’approvazione del fatidico comma 685; erano state trovate le risorse per la “prelex”, mentre non si parlava affatto della perequazione. Alcune OO.SS. sostennero che quelle erano risorse destinate alla perequazione, scatenarono una guerra fra i lavoratori e fra le OO.SS. dividendo fra buoni e cattivi, montarono la rabbia nelle assemblee, dichiararono ai quattro venti che le risorse della “prelex” erano illegittime, minacciavano ricorsi d’incostituzionalità, lanciavano petizioni cartacee e on-line … che fine hanno fatto quei paventati ricorsi o quelle petizioni la rimettiamo all’intelligenza di chi legge.
Come CGIL CISL e UIL, studiata la questione, cominciammo a far presente che le risorse destinate alla perequazione sarebbero dovute essere altre e che quindi bisognava proseguire sulla tortuosa strada dell’equiparazione. Contemporaneamente chiedemmo di modificare il comma 685 e il consequenziale DM applicativo, rivedendone la distribuzione in modo più trasparente, mentre altri proponevano soluzioni ben più drastiche rischiando che le sperequazioni sarebbero state addirittura due!
E mentre il parlamento stava votando nella direzione da noi auspicata, ridisegnando la “prelex” e trovando le ulteriori risorse da destinare alla perequazione, altre OO.SS. che, come noi dovrebbero fare gli interessi dei lavoratori e come noi essere felici se al personale arrivano maggiori risorse, ebbene queste OO.SS. scrivevano in un loro comunicato che “è presto per cantar vittoria” come fosse una vittoria di una parte e non di tutti. Le stesse OO.SS. che ora cantano vittoria su come sia stata rivista la distribuzione di risorse destinate al personale del MEF, mentre taluni ne rivendicano finanche la paternità…
Non ci interessa tutto questo, noi continueremo a lavorare portando avanti attivamente e costantemente, senza grandi clamori e senza falsare la realtà delle cose, i veri valori del sindacato. Ora, con la legge di bilancio 2019 si prospetta una riorganizzazione del MEF su cui desideriamo riporre la massima attenzione. A tal proposito, prima delle feste natalizie, abbiamo chiesto un incontro per capire in che termini si intende portare avanti il nuovo riassetto.
Per concludere chiediamo all’Amministrazione di effettuare le opportune verifiche per tutte le OO.SS. in relazione alla crescita delle tessere sindacali in concomitanza con fine anno, dal momento che è sempre in questo periodo che da qualche anno taluna O.S. evidenzia l’aumento dei propri iscritti. Se tali aumenti negli ultimi mesi fossero seguiti da diminuzioni repentine nei primi mesi del nuovo anno e questo fosse accaduto anche negli anni precedenti, sarebbe il caso di approfondire la questione.
Ci siamo dilungati oltremodo ma era inevitabile e quanto mai necessario dire, non la nostra, ma la verità. Perché la menzogna, come l’olio, galleggia sulla superficie della verità e noi quindi dobbiamo far il lavoro sporco di ripulire l’olio delle bugie!!!
Attenzione, quindi, a ciò che leggete perché le bugie sono come le ciliegie…una tira l’altra!!!

FP CGIL                       CISL FP                       UIL PA
Americo Fimiani          Walter De Caro           Andrea G. Bordini

Pubblichiamo il provvedimento del Capo del Dipartimento.

Pubblichiamo la nota del Coordinatore territoriale di Bari nella quale chiede all’Amministrazione di provvedere alle carenze strutturali e di organizzazione del personale riguardo la sede di Molfetta

Comunicato

Dopo la manifestazione del 20 dicembre di Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa e Confsal Unsa, le OO.SS hanno incontrato il Ministro della Difesa On. le Trenta. In un clima costruttivo ed aperto al dialogo le OO.SS hanno dato atto dall’approvazione del piano di assunzione straordinario di 294 profili tecnici il cui bando dovrebbe uscire in tempi brevissimi. Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa e Confsal Unsa , nel ribadi-re che sono indispensabili numeri superiori per garantire la continuità delle attività, hanno convenu-to con il Ministro un metodo comune con cui affrontare le problematiche del personale civile , indi-viduando le soluzioni possibili, in particolare: 1. Organici ed assunzioni. È necessario modificare la legge 244/12, fermare la riduzione delle tabel-le organiche, ricollocare i transitati presso altre PP.AA. nonché nella fase iniziale, favorire il transi-to, su base volontaria e ripartito in percentuale, presso le altre amministrazioni. 2. Risorse salario accessorio. È necessario incrementare le risorse destinate al salario accessorio del personale civile tenuto conto non solo che è ulteriormente aumentato il divario con il personale mi-litare, a parità di impiego e mansioni, ma che è necessario realizzare le progressioni tra le aree, compresa la prima, in attesa che la nuova classificazione del personale ne disponga l’inserimento in seconda area; Relazioni sindacali con Persociv. Si é convenuto di riprendere le relazioni sindacali interrotte, previa sospensione, da parte della Direzione, delle circolari unilaterali emanate in materia di distribuzione delle risorse, di orario di lavoro, di pausa e sulle modalità di calcolo delle assenze del personale turnista; si è poi convenuto di riavviare il confronto sul contratto normativo. 4. Problematiche Noi Pa e busta paga. SMD ha dato notizia che è in corso l’accorpamento delle pro-cedure informatiche, ora divise per Forza Armata, che dovrebbe consentire il superamento delle no-te disfunzioni. Le OO.SS. hanno ribadito che é indispensabile riaffidare alle direzioni periferiche la possibilità di correggere gli errori; 5.Circolare polverifici e lavori insalubri. È in fase di revisione la normativa che dovrebbe consentire di superare entrambe le problematiche; 6.Mobilità volontaria. La settimana prossima sarà pubblicato il bando sulla mobilità volontaria che, siamo certi, non risolverà – se non in minima parte- i problemi di chi vuole trasferirsi, rendendo ne-cessario cambiare le regole; 7. Formazione. L’Amministrazione ha reso noto un piano di formazione rivolto a 3.200 dipendenti di tutte le aree, compresa la prima (non ancora dunque le vecchie scuole allievi operai) ma forma-zione a chi già lavora; 8. Applicazione della Direttiva sulle funzioni del personale civile da molti Enti disattesa; l’Ammini-strazione si è impegnata a imporne l’osservanza; 9.OPS e Welfare. Per superare la deriva degli OPS, affidati a gestioni private le OO.SS. hanno riba-dito la necessità di modificare il Codice dell’Ordinamento Militare ripristinando l’affidamento prio-ritario alle associazioni di dipendenti. Il confronto con il Ministro riprenderà martedì 5 febbraio ad iniziare dalle materie che indicheremo come prioritarie per il personale.

Roma, 15 gennaio 2019

Fp Cgil                              Cisl Fp                                       Uil Pa                                 Confsal Unsa
Francesco Quinti   Massimo Ferri/Franco Volpi   Sandro Colombi             Gianfranco Braconi

Mancata manutenzione espone gravemente salute lavoratori e cittadini

Piazzale Clodio a rischio legionella. I fatti emersi nelle ultime ore nella cittadella giudiziaria di Roma sono sconcertanti, con grave rischio di contaminazioni microbiologiche registrato a seguito di una verifica degli impianti di climatizzazione in uso presso la cittadella giudiziaria romana“. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Confintesa Fp, nel denunciare “una situazione incredibile che mette al centro la mancanza di serie e adeguate programmazioni dei cicli manutentivi e per la quale oggi si registra un grave rischio di malattie infettive i cui effetti sull’apparato respiratorio posso arrivare ad essere irreversibili”.

Per questo i sindacati invocano “l’adozione di misure urgentissime al fine di tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ma non basta: occorre che gli Uffici Giudiziari, la cui condizione logistica è spesso oltre il limite della decenza, come più volte segnalato su tutto il territorio nazionale, siano luoghi sicuri e dotati di ogni misura atta a prevenire rischi per la salute di chi vi opera e di chi fruisce dei servizi giudiziari. Quanto avvenuto a Roma denota invece una situazione di decadimento strutturale, frutto di politiche sbagliate di tagli ai bilanci  di cui oggi si pagano i costi pesantissimi che mettono in discussione persino la salute di lavoratori e utenti, oltre che l’efficacia del servizio”.

Per tale motivo, aggiungono, “servono oggi investimenti straordinari per la messa in sicurezza degli Uffici Giudiziari e una politica di corretta applicazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. La Giustizia, per essere il luogo di garanzia dei diritti dei cittadini, deve garantire anzitutto quelli dei suoi lavoratori e deve promuovere la cultura della prevenzione e della sicurezza, cultura oggi del tutto sconosciuta per chi lavora in questo settore”, concludono  Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Confintesa Fp.

Il problema della carenza degli organici è un problema annoso e, purtroppo, ancora irrisolto. A pagarne le conseguenze oltre ad essere le lavoratrici e i lavoratori è la cittadinanza; aumentando i tempi di intervento aumenta il rischio, questo per la Fp Cgil  è inaccettabile.

Le assunzioni che arriveranno nel 2019 in realtà non saranno un potenziamento semmai un adeguamento della dotazione organica. 40000 mila i pompieri che servirebbero in Italia, che meriterebbero uno stipendio adeguato al mestiere e al rischio che corrono, almeno uguale a quello dei colleghi del Nord Europa e senza altri stupidi paragoni.

Il lavoro del Vigili del Fuoco non può essere paragonato a nessun altro, sono gli #UniciNellaTutela.

Nel documento pubblicato la Fp Cgil VVF ha cercato di rappresentare tutto questo.

 

Contratto fermo da 11 anni e blocco delle assunzioni: voce alla protesta dei medici

Sono professionisti della salute, garantiscono uno dei diritti fondamentali dell’uomo, il loro mestiere è quello di prendersi cura. Eppure vivono una situazione paradossale: le assunzioni sono bloccate, il personale medico è ridotto all’osso e il contratto che dovrebbe tutelarli e permettergli di svolgere il proprio lavoro con dignità è bloccato da ben 11 anni. Stiamo parlando di 130 mila medici, veterinari e sanitari che ogni giorno con professionalità garantiscono il diritto di ognuno di noi a stare in buona salute. E se non si inverte immediatamente la tendenza, la situazione è destinata a diventare ancor più drammatica. Sono infatti pochissimi i giovani specialisti che si affacciano al mondo della medicina. Nel giro di qualche anno, dunque, la carenza di medici sarà sempre più consistente e preoccupante, i servizi sempre meno efficienti e le liste d’attesa sempre più lunghe, a scapito non solo di un lavoro ben svolto ma anche della salute di tutti.

 

Per queste ragioni da mesi i medici stanno scendendo in piazza, a far sentire la propria voce, ad avanzare le proprie legittime rivendicazioni. E continueranno a farlo con un sit-in, giovedì 17 gennaio, di fronte al Ministero della Pubblica Amministrazione e con due scioperi nazionali in cui il personale medico, veterinario e sanitario interromperà le proprie attività lavorative per ben 24 ore, nella giornata di venerdì 25 gennaio e ancora a febbraio, in data ancora da stabilirsi.

 

Ma quali sono, nello specifico, le loro rivendicazioni?
1. Contratto
Uno su tutti, lo sblocco del contratto, fermo dal 2008, che interessa una platea di 130 mila persone. L’unico contratto della Sanità non ancora rinnovato. Undici anni in cui il costo della vita è aumentato, le condizioni di lavoro peggiorate ma stipendio e diritti per i medici sono rimasti assolutamente fermi.
2. Assunzioni
Altro punto fondamentale della protesta dei medici è lo sblocco delle assunzioni, a partire da tutto il personale precario. Si conta oggi una carenza di ben 7 mila medici. Un quadro che è destinato a peggiorare se non ci si muove immediatamente invertendo questa cattiva tendenza. Infatti si stima che, in prospettiva, si arriverà a breve ad una carenza di 25 mila medici; dato che non tiene conto degli effetti di quota 100. Per lo sblocco delle assunzioni è necessario però prima di tutto sbloccare il tetto di spesa massimo stabilito per il personale sanitario, introdotto nel 2010 dal governo Berlusconi e fissato al dato 2004 ridotto dell’1,4%.
3. Specialisti
Infine, altra importante rivendicazione che tiene in piedi la mobilitazione degli ultimi mesi è la gravissima carenza di specialisti nel mondo della medicina. Quattro in particolare i settori in crisi: ginecologia, pediatria, anestesia e rianimazione e, naturalmente, emergenza-urgenza. In particolare, la carenza di specialisti in emergenza-urgenza porterà sempre più ad una grave criticità nei pronto soccorso. Sono ben 3 mila gli specialisti che oggi dovrebbero far ingresso nel mondo della medicina per colmare queste carenze. Di questi 3 mila, il governo ne ha finanziati solo 900.

 

La riduzione di personale e di specialisti ha portato nei casi peggiori alla necessità di chiudere degli ospedali di comunità dove non c’era più copertura per i pronto soccorso: è quello che è accaduto in Veneto, e che rischia di succedere a Parma. Ma per invertire la rotta e dare seguito ad ognuna delle rivendicazioni dei medici è necessario, prima di tutto, investire adeguatamente sul sistema sanitario nazionale. Negli ultimi anni infatti la sanità non è stata valorizzata come doveva, basti pensare che la spesa sanitaria è scesa dall’8% al 6,5% del Pil.

Blocco del contratto, mancate assunzioni e finanziamenti inadeguati non danno modo alla macchina della salute di rimettersi in moto come dovrebbe. E intanto aumentano le liste d’attesa, prolifera il malcontento, i servizi sono scoperti e le proteste proseguono.

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