CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
CONSIGLIO C.P.A. DEL 5 DICEMBRE 2018
Il 5 dicembre scorso si è riunito il consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Alla presenza del Presidente della Commissione di Gara Dott. Corbello ci è stato comunicato l’esito
della gara dove ha partecipato una unica società finanziaria inglese. Ci sono stati consegnati i
documenti relativi all’offerta tecnica ed economica e comunicate le polizze assicurative che
dovrebbero coprire la gestione del capitale della Cassa stessa. A maggior garanzia il Presidente della
Cassa ci riconvocherà a gennaio per fornire al Consiglio ulteriori elementi di valutazione prima di
approvare la stipula a contrarre insieme ad una proposta per l’investimento dei 2.500.000 euro.
I lavori del consiglio sono proseguiti con l’approvazione della nuova circolare per l’assistenza per
l’anno 2019 dove ci sono alcuni cambiamenti riguardanti il ricovero presso strutture ospedaliere ed
interventi chirurgici ambulatoriali in regime privatistico, nonché il mantenimento della
certificazione medica di 1^ istanza dell’INPS. Su questo punto era stato chiesto di prevedere
unicamente i punti previsti dalla Commissione e non più alcuna certificazione ma a garanzia di tutti
come consiglieri FP CGIL abbiamo chiesto che fosse prevista.
Si è proceduto con l’approvazione di alcune pratiche del primo semestre 2018 e con la liquidazione
della una tantum.
Abbiamo chiesto che, anche se disponibile sul sito della C.P.A., la circolare 2019 per gli interventi
assistenziali sia inoltrata dal CED a tutti i dipendenti.
Come consiglieri FP CGIL della C.P.A. auguriamo Buon Natale ed un sereno e felice Anno Nuovo.
11 Dicembre 2018
I Consiglieri FP CGIL
Al Ministro della Salute
On. Giulia Grillo
Al Presidente della Conferenza delle Regioni
e Province Autonome
Dott. Stefano Bonaccini
E p.c.
Al Capo di Gabinetto Ministero della Salute
Dott. Guido Carpani
Al Direttore della Direzione generale delle
professioni sanitarie e delle risorse
umane del Servizio Sanitario Nazionale
Dott.ssa Rossana Ugenti
Alla Segreteria della Conferenza delle Regioni
e Province Autonome
Dott.ssa Alessia Grillo
Al Presidente della Federazione Nazionale
Ordini TSRM e PSTRP
Dott. Alessandro Beux
Oggetto: problematiche iscrizione albi professionali delle professioni sanitarie
Egregio Ministro, egregio Presidente
le scriventi Federazioni Nazionali di categoria sono a chiedere da parte delle SS.LL. un intervento
urgente, tangibile ed efficace per fronteggiare e risolvere le difficoltà connesse con il processo di
iscrizione ai nuovi Ordini da parte di lavoratrici e lavoratori che esercitano in regime di dipendenza
e libero professionale la professione sanitaria.
Negli ultimi mesi abbiamo sollecitato ripetutamente l’avvio di un percorso di confronto per
individuare assieme la strada per il riconoscimento dei titoli di studio che, negli ultimi venti anni,
hanno consentito di accedere e svolgere professioni sanitarie nei servizi pubblici e privati ma che
oggi risultano non idonei per l’iscrizione ai nuovi Ordini.
Un’interlocuzione che si è avviata, pur con velocità e attenzioni diverse e che sta tentando
di risolvere parte del problema attraverso emendamenti correttivi della L. 3/2018 di cui però, ad
oggi, non vi è ancora certezza.
Le ultime circolari e comunicazioni, sia dei singoli ordini che della loro federazione
nazionale, hanno contenuti incentrati solo sull’accelerare la presentazione delle domande di
iscrizione e sulle conseguenze, civili e penali, della non iscrizione.
Alcuni ordini, nonostante la delicatezza della situazione, hanno improvvidamente sollecitato
le aziende pubbliche e private ad effettuare fin d’ora i controlli sull’ottemperanza all’obbligo di
iscrizione agli albi da parte dei propri dipendenti.
Allo stato attuale della normativa, nessuno può negare che l’obbligo di iscrizione sia
effettivamente operativo ed esigibile dal 1 luglio u.s., e cioè da quando è stata attivata la modalità
di iscrizione dematerializzata.
Ma, al contempo, sono innegabili anche tutte le difficoltà procedurali del sistema
implementato dalla Federazione Nazionale, così come le troppe gravi incertezze sul
riconoscimento dei titoli con le quali troppe lavoratrici e lavoratori stanno avendo a che fare, che
rischiano di avere gravi ripercussioni sul piano occupazionale e dell’erogazione dei servizi.
Se non si trova subito una soluzione adeguata, tanti, troppi lavoratrici e lavoratori saranno
impossibilitati a proseguire nell’esercizio dell’attività propria delle loro professioni sanitarie, che
hanno sempre svolto e che hanno dimostrato di sapere svolgere con efficacia, spesso nel corso di
decine di anni di carriera e, inevitabilmente, i cittadini che si troveranno davanti a servizi
impossibilitati dal mantenere il livello delle prestazioni, anche di quelle essenziali.
È quindi incomprensibile l’approccio incentrato sui soli aspetti burocratici tenuto dagli ordini
professionali, come se l’unico problema fosse il rispetto dei tempi e il pagamento delle tasse di
iscrizione annuale. Tasse, peraltro oltremodo alte (tra le più alte se comparate a quelle di altri
ordini), gravate da contributi non ben giustificati (diritti di segreteria per chi non è iscritto alle
associazioni rappresentative) e da quote per servizi non disponibili per tutte le professioni (costo
assicurazione obbligatoria, che però è fornita solo per i TSRM e per il quale abbiamo notizie che si
è in attesa di pronunciamento da parte del Tribunale).
Unitariamente confermiamo che tuteleremo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in tutte le
sedi e, nel sollecitare l’approdo a una rapidissima soluzione alle problematiche di riconoscimento
che non può prescindere anche dall’apertura dei percorsi di equivalenza dei titoli pregressi, di
esclusiva competenza delle singole regioni, chiediamo alle SS.LL. di intervenire anche su ordini e
federazioni affinché, in questa fase ma non solo, possano essere di aiuto a tutto il percorso.
Cordiali saluti.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Gianluca Mezzadri Marianna Ferruzzi Maria Vittoria Gobbo
CCNI 2018 AREA VI PROFESSIONISTI:QUALCOSA NON TORNA…….
Martedì scorso si è tenuto un ulteriore incontro per la negoziazione del CCNI 2018 per l’Area dei professionisti.
La trattativa non si è svolta, in segno di protesta rispetto a modalità e contenuti della
determinazione presidenziale n. 153 del 30/11/2018, che, come avevamo già denunciato, ha
formulato, senza alcuna previa informativa o confronto con le OO.SS., il piano dei fabbisogni di
personale per il triennio 2018/2020, prevedendo fra l’altro la contrazione di organici senza che
alcuna norma di legge imponga in questo momento tagli alla dotazione di personale dell’INPS.
Per quanto riguarda in particolare i professionisti, è previsto il taglio, in alcun modo
giustificato, di 12 unità del ramo tecnico-edilizio e di 1 unità del ramo legale rispetto agli
organici da ultimo determinati con determinazione n. 59/2017.
Sempre per i professionisti, a fronte di una norma contrattuale vigente, l’articolo 12 del
CCNL del 21/7/2010, che prevede l’articolazione dei professionisti in due livelli differenziati di
professionalità, rispettivamente nella misura del 40% sul secondo livello e del 60% sul primo
livello, il provvedimento fotografa i livelli differenziati ad oggi attribuiti, con la conseguenza che ai
professionisti non sarà consentito l’accesso ai secondi livelli.
Si è ritenuto pertanto necessario sospendere ogni negoziazione in attesa del
necessario ripristino della correttezza nei rapporti sindacali e profonda rivisitazione dei
contenuti del provvedimento.
Non di meno, prima della sospensione, l’amministrazione ha distribuito una nuova ipotesi
di contratto integrativo, elaborata all’esito dei lavori del tavolo tecnico sul sistema indennitario.
Tale testo, a dispetto delle richieste avanzate in occasione del precedente incontro, non
prevede alcun aumento della indennità di funzione e propone invece un ulteriore aumento
della indennità di coordinamento per i coordinatori regionali e metropolitani del ramo
legale.
Tale ipotesi è inaccettabile.
Ribadiamo che il CCNI 2018 è uno snodo contrattuale importante. Proprio perché si pone a
valle della pesantissima “riorganizzazione” dell’Area legale e di una serie di altri provvedimenti che
hanno interessato tutti i professionisti nell’ultimo anno (introduzione del piano di lavoro a distanza,
riscrittura dei criteri di attribuzione degli incarichi, introduzione del principio di rotazione), è in
questa sede che occorre regolare gli effetti di tali operazioni sui lavoratori.
Non solo. Questi provvedimenti vanno ad incidere su una dinamica contrattuale di ente –
dalla quale ci siamo sempre dissociati – che ha visto crescere a dismisura negli anni sia il numero
degli incarichi di coordinamento sia l’ammontare delle relative indennità, ovviamente sempre
a carico del Fondo per la retribuzione di risultato, quindi con una conseguente progressiva e
costante erosione della retribuzione accessoria di tutti i professionisti.
Una simile dinamica era volta (ed è riuscita) a creare una artificiosa frattura fra
professionisti di serie A e professionisti di serie B, differenziando sensibilmente anche dal punto di
vista economico professionisti che la legge, il contratto collettivo e le norme degli ordinamenti
professionali pongono su un piano di assoluta parità. Basti pensare che le indennità di
coordinamento in Inps sono determinate in un range variabile dal 26% fino addirittura all’85%
della retribuzione tabellare, mentre in Inail tutte indistintamente le indennità di coordinamento
sono determinate nella misura del 12% della retribuzione tabellare.
In tale contesto l’amministrazione ha “proposto” (imposto) una riorganizzazione che
avrebbe dovuto consentire “un ingente risparmio di spesa, a valere sul fondo”, da destinare tra
l’altro a “progetti speciali per il funzionamento del lavoro a distanza”, a “misure incentivanti per
assicurare un presidio difensivo più consistente presso aree di criticità” (Informativa 21/11/2017).
Ebbene, come abbiamo verificato al tavolo tecnico, non solo la riorganizzazione non ha
comportato alcun risparmio, ma anzi l’attuale sistema indennitario risulta più costoso del
precedente. Ciò in quanto, come da noi a suo tempo denunciato, a fronte di un lieve decremento
dal punto di vista numerico delle posizioni indennizzate minori (per intenderci quelle mai previste
dal CCNL ed attribuite negli anni in assenza di ogni procedura), è stato attribuito un maggiore
numero di incarichi di coordinamento, compensati con ben più costose indennità.
Torneremo in altra sede sulle modalità di attribuzione di tali incarichi ed anche sulle enormi
difficoltà attuative della riorganizzazione varata (che, come noto, comporta l’ingiustificata
istituzione di decine di nuovi uffici legali). Ai fini del contratto integrativo conta che tali innovazioni
sottrarranno, a partire da ottobre 2018, ulteriori risorse altrimenti destinate al trattamento
accessorio di tutti i professionisti.
A questo si aggiunge l’introduzione nel CCNI della cd. indennità di mobilità, alla quale
viene destinato il 5% delle risorse per l’erogazione della retribuzione di risultato e che, sembra,
andrà a remunerare principalmente i neo coordinatori che, all’esito delle ultime selezioni, abbiano
deciso di trasferirsi in altra sede.
Il risultato di tali interventi è, evidentemente, un massiccio spostamento di risorse
del Fondo a vantaggio di un ristretto gruppo di professionisti, che vedono aumentare in
modo rilevante il loro trattamento economico rispetto a tutti gli altri.
Quando abbiamo chiesto quali fossero le misure compensative, quali gli interventi per
sostenere i legali nelle sedi critiche, quali le misure per compensare gli enormi disagi dei legali
derivanti dall’adozione del piano di lavoro a distanza, o dei tecnici dal riavvio del programma di
dismissioni, abbiamo scoperto che non c’era niente di niente.
In tale situazione, dopo che nel 2017 era stato già proposto l’aumento delle indennità di
alcune figure di coordinamento del tecnico-edilizio, viene oggi proposto l’ulteriore aumento delle
indennità dei coordinatori regionali e metropolitani del ramo legale (il che è paradossale, perché
trattandosi di figure che derivano dal frazionamento di un unico incarico, dovrebbero semmai
essere remunerate in proporzione alle minori responsabilità loro attribuite).
E, alle nostre richieste di aumento dell’indennità di funzione per tutti i professionisti per
compensare i maggiori disagi derivanti dall’attività in sussidiarietà, oppone che non si possono
spostare risorse dalla parte variabile del Fondo verso il sistema indennitario !!!!!
Noi riteniamo che il nostro ruolo nella contrattazione sia assicurare una distribuzione del
Fondo equa ed idonea a compensare in modo adeguato (sulla base di un sistema di valutazione
specifico per le attività professionali) l’impegno e la qualità offerti dal singolo professionista e le
importanti responsabilità connesse.
Per questo motivo, non firmeremo l’ipotesi sottoposta. E non firmeremo contratti
integrativi che non segnino un’inversione di tendenza, dando un significato concreto alle
espressioni di autonomia e parità tra professionisti e soprattutto remunerando le sempre
crescenti e più onerose responsabilità connesse all’attività professionale.
P.S. Poiché l’altro giorno al tavolo eravamo soli ad insistere in queste richieste, siamo sicuri
che, alla ripresa delle trattative, avremo al nostro fianco tutte le altre sigle, che potranno sostenere,
con noi, quello che scrivono nei comunicati.
IL COORDINATORE NAZIONALE FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Pubblichiamo il resoconto del Tavolo Tecnico Formazione, tenutosi il 12 Dicembre 2018 riguardante la definizione della Circolare NBCR e quella inerente il settore Ginnico
Pubblichiamo la lettera di risposta dello Stato Maggiore della Difesa I Reparto Personale.
Incontro Nazionale Dogane/Monopoli del 12 dicembre 2018
Nell’ambito del processo riorganizzativo presentato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nella sua versione “definitiva” durante l’incontro di oggi, sono state parzialmente accolte alcune riflessioni e richieste che queste OO.SS. avevano proposto durante le riunioni precedenti.
Al momento lasciamo però sospeso ogni giudizio in quanto, come abbiamo già detto in precedenza, la richiesta unitaria di queste OO.SS. era e rimane quella di costruire un quadro organico degli incarichi di responsabilità previsti dal nuovo CCNL nel quale le POER, o incarichi similari, non sono contemplati.
Pur nell’apprezzamento degli sforzi compiuti dalla Agenzia queste OO.SS. rimangono della idea che le priorità sono quelle legate alla riscrittura di parti fondamentali del CCNI, ai nuovi passaggi di fascia e di area cosi come ad altri istituti quali la nuova struttura ed i compensi delle turnazioni, la mobilità volontaria ecc.
Muovendo da queste considerazioni abbiamo pertanto chiesto alla Amministrazione, esaurito il confronto sulle POER, di fissare fin da subito un calendario di incontri che consenta in breve tempo di chiudere gli accordi legati ai temi contrattuali proposti, ricevendo in tal senso precise assicurazioni.
L’Agenzia, infatti, si è impegnata a convocare le OO.SS. Nazionali entro la prima decade del prossimo mese di gennaio sull’argomento degli incarichi di responsabilità previsti dal nuovo CCNL per poi proseguire a stretto giro sulle altre materie contrattuali proposte.
Si coglie l’occasione per augurare a tutti colleghi i migliori auguri per le prossime festività.
Roma, 12 dicembre 2018
FPCGIL CISLFP UILPA CONFSAL-UNSA
Iervolino Fanfani Procopio Veltri/Fici/Fiorentino
INCONTRO A MARISTAT SULLA RIORGANIZZAZIONE DELLE MARIGENIMIL:
In piazza a Roma il 20 dicembre anche per fermare
la riduzione delle tabelle organiche degli Enti.
Si è svolto oggi l’incontro a Maristat sulla riorganizzazione delle Marigenimil, in particolare sulla sede di Taranto, e sulla recente iniziativa delle OO.SS. territoriali che hanno portato alla ribalta na-zionale la perdita della capacità operativa del Ponte Girevole in conseguenza dell’applicazione della nuova tabella organica proposta per l’Ente.
Le OO.SS. hanno rappresentato che la problematica non è circoscritta alla sede di Taranto, ma ri-veste carattere generale ed hanno precisato che è diffuso il disallineamento tra le informazioni forni-te a livello nazionale e quelle dei livelli territoriali, circostanza che crea confusione, non favorisce il dialogo ed allontana la risoluzione dei problemi.
L’Amministrazione, nel condividere la necessità di un confronto continuo fra i livelli territoriali per evidenziare i fabbisogni e le criticità di ogni singolo Ente, ha precisato che la diminuzione degli organici rinviene dalla legge 244 del 2012 che obbliga progressivamente alla ridefinizione in chia-ve riduttiva delle tabelle organiche di ogni Ente e che, fermi i numeri complessivi assegnati ad ogni regione, non si può far altro che spostare il problema da un Ente all’altro.
Ha trovato dunque conferma, anche in questa circostanza, la necessità di aggiornare la legge di revi-sione dello strumento militare sospendendone gli effetti sulle dotazioni organiche del personale ci-vile della Difesa, confermando l’opportunità di richiamare l’attenzione del vertice politico anche at-traverso l’iniziativa di mobilitazione del 20 dicembre a Roma.
Nello specifico di Margenimil Taranto, l’Amministrazione ha condiviso la necessità di rivedere in aumento gli organici complessivi, riportando le unità del Ponte Girevole a 51 unità, aggiungendo un profilo di Funzionario Amministrativo e dando mandato al livello territoriale di disegnare uffici e servizi dell’Ente secondo le esigenze ritenute più funzionali.
E’ stato altresì sottolineato che la riorganizzazione proposta per tutti gli Enti ha carattere sperimen-tale.
Accanto alla soddisfazione per aver efficacemente affrontato un problema territoriale, è evidente che permangono inalterate le criticità di un intero sistema che richiede una visione complessiva e che conferma la necessità di iniziative nazionali, peraltro già in corso, nell’interesse generale di tutti i lavoratori della Difesa.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
Pubblichiamo la nota inviata al Direttore Centrale per la Formazione nella quale richiediamo la sospensione temporanea della ricognizione per istruttori nautici.
Le circolari, così come richiesto dalla stessa Amministrazione, necessitano di un riallineamento generale e linee guida uniche; se questo percorso deve essere portato a termine è bene farlo per tutte le circolari, nessuna esclusa.
Sanità privata senza contratto da oltre 12 anni, una trattativa per il rinnovo che procede lentamente, tempo di rinnovo per i circa 150 mila lavoratori interessati. Per queste ragioni domani (venerdì 14 dicembre) sciopereranno le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata nel Lazio, seguiti nelle prossime settimane da altre regioni, come ad esempio in Emilia Romagna il 28 gennaio, per una mobilitazione che cresce in tutti i territori. A farlo sapere sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
“In attesa da oltre dieci anni del rinnovo – scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -, per le lavoratrici e i lavoratori della Sanità privata è ora di rinnovare il contratto nazionale: ‘Ora basta, #TempoScaduto!‘. La trattativa va, infatti, sbloccata ed è per questa ragione che chiamiamo in causa le associazioni datoriali, Aris e Aiop in primis: la pazienza è finita, insieme alle istituzioni è tempo che i datori di lavoro facciano la loro parte. Per queste ragioni sosteniamo lo sciopero proclamato dalle federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil del Lazio in programma domani e le altre iniziative che si stanno calendarizzando per i prossimi giorni. Aumentare gli stipendi, raggiungere relazioni sindacali più forti, migliorare le condizioni e valorizzare il lavoro, sono questi i nostri obiettivi, questi i riconoscimenti che le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata meritano dopo tanti, troppi, anni di blocco contrattuale”.
Domani incroceranno le braccia quindi le lavoratrici e i lavoratori della Sanità privata nel Lazio: sciopero regionale con manifestazione a Roma a partire dalle ore 9 in piazza Oderico da Pordenone alla presenza dei segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi.
Pubblichiamo la circolare con le sedi disponibili per gli allievi attualmente impegnati nell’83° Corso
Senato della Repubblica
Al Presidente e ai membri della IV Commissione Difesa
Sen. Donatella Tesei
Egregie Senatrici e illustri Senatori,
nell’unica occasione d’incontro fin qui avuta con il Ministro della Difesa – si era ormai al 19 luglio scorso – le scriventi organizzazioni sindacali confederali, che insieme rappresentano circa il 92% dei 26000 lavoratori civili sindacalizzati, ebbero modo di rappresentare a voce i contenuti di un più complessivo e costruttivo documento fatto pervenire al Gabinetto prima della riunione, dal titolo “Per la tutela dell’industria italiana e la valorizzazione del patrimonio pubblico il Ministero della Difesa deve saper interpretare l’istanza di cambiamento e rappresentare il volano di sviluppo del Paese” (che ad ogni buon fine alleghiamo).
Si analizzarono le scelte politiche compiute, le criticità e le prospettive di sviluppo del sistema difesa e del lavoro pubblico, gli annosi problemi strutturali che condizionano la funzione dei dipendenti civili mortificandone la professionalità, le conseguenze generate dal prolungato blocco del turn over e l’impossibilità di mantenere adeguati standard operativi per un area tecnico-industriale di eccellenza che, invece, avrebbe bisogno di investimenti pubblici (della Cassa Depositi e Prestiti, ad esempio), di nuove commesse su mercati nazionale ed internazionale, e di un buon numero di assunzioni, per un non più ulteriormente rimandabile ricambio generazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, in particolare dei ruoli tecnici negli arsenali e nei poli, come bene hanno evidenziato le RSU e le nostre strutture sindacali territoriali ieri nell’ambito dell’iniziativa pubblica tenuta a Taranto in occasione del passaggio della portaerei Cavour dal canale navigabile.
Questioni assai rilevanti sulle quali il Ministro assunse con noi impegni precisi, invero al momento disattesi, con particolare riguardo alle assunzioni, di cui non si ravvisa traccia nella legge di bilancio 2019, nonostante siano presenti nel testo approvato alla Camera per altre amministrazioni pubbliche.
Sono queste le argomentazioni che hanno costretto le scriventi OO.SS. a dichiarare lo stato di agitazione nazionale del personale e a prevedere l’avvio di incisive forme di lotta e mobilitazione dei lavoratori, di cui peraltro non si parla mai in ambito istituzionale, a differenza dei colleghi militari, ma che sono essenziali per la tenuta e il buon funzionamento del sistema difesa del Paese.
Nelle more delle iniziative che saranno assunte per richiamare l’attenzione sui bisogni dei lavoratori civili della Difesa e del mantenimento del ruolo pubblico delle attività, che non possono prescindere dall’aggiornamento della legge 244/2012, le scriventi organizzazioni sindacali avvertono comunque l’esigenza di avviare un interlocuzione con codesta Commissione, a cui si richiede apposito incontro sugli argomenti innanzi rappresentati e a cui inviamo l’unita proposta di emendamento alla legge di bilancio 2019.
Restiamo in attesa di cortese riscontro.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi Gianfranco Braconi
Rinnovo CCNL Sanità Privata
Sono proseguiti gli incontri per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata, nel corso dei quali sono
stati affrontati diversi articoli di cui vi forniamo una breve sintesi.
Sono stati definiti: l’articolo 32 sulla tutela dei dipendenti in particolari condizioni psicofisiche, con
l’inserimento della ludopatia; l’art. 33 sulla tutela dei dipendenti con disabilità, con l’inserimento di
misure per abbattere le barriere architettoniche; l’art.37 su patrocinio legale; l’art. 38 sul comportamento in servizio e l’art. 40 sui permessi e recuperi che sarà spostato all’interno dell’art. 31 relativo ai permessi retribuiti e non retribuiti che è ancora tutto da discutere.
Per quanto attiene l’art. 41 relativo i provvedimenti disciplinari, sono stati apportati alcuni
aggiustamenti e precisazioni rispetto alla vigente normativa, mentre abbiamo ritenuto non accoglibile la loro richiesta di inserire fra i provvedimenti di natura conservativa, le sanzioni per quanti non rispettano l’obbligo di acquisizione dei crediti ECM e per quanti non rispettano le regole sul preavviso per la fruizione dei permessi di cui alla legge 104.
Ciò in ragione del fatto che ci siano opposti di ragionare attorno a queste due questioni, senza prima di aver affrontato compiutamente gli articoli sulla formazione e senza aver condiviso le regole per la richiesta di fruizione dei permessi.
Un altro tema lungamente dibattuto e non concluso riguarda il diritto allo studio, l’aggiornamento
e la riqualificazione professioni, i crediti ECM.
La controparte ci ha presentato una proposta articolata, che sostanzialmente prevede la
creazione di un fondo ore, eliminando le attuali percentuali, ma lasciando le 4 ore settimanali retribuite.
Abbiamo unitariamente giudicato d’interesse la proposta della costituzione di un fondo e la
definizione delle causali, fra cui gli ECM, proponendo 13 ore annue da moltiplicare per il numero dei
dipendenti, proposta che vede l’accondiscendenza dell’AIOP, mentre ARIS si riserva di valutarla.
Inoltre, hanno convenuto che la formazione ECM promossa dalle aziende deve essere
considerata, in ogni caso, come orario di lavoro.
I programmi di formazione e i fabbisogni, le modalità attuative, i criteri di attuazione sono rimessi
alla contrattazione integrativa.
In ogni caso, la materia concernente la formazione resta in sospeso.
Un altro tema su cui è iniziato il confronto riguarda l’apprendistato per il quale propongono il
recepimento di tutte le tipologie.
Mentre siamo favorevoli a recepire e normare l’apprendistato professionalizzante, ad esclusione di tutte le professioni sanitarie della legge 502/1992 e delle professioni sociosanitarie, ci siamo riservati di verificare l’inserimento nel CCNL dell’apprendistato per alta formazione e ricerca.
Come FP CGIL abbiamo espresso forti perplessità circa l’eventuale recepimento dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.
Per quanto riguarda la retribuzione, come sapete, è possibile sia definire una percentuale sia
l’inquadramento fino a due “livelli” inferiori.
Abbiamo dichiarato che non siamo disponibili a ragionare sulla parte retributiva
dell’apprendistato in totale assenze di risposte sugli incrementi economici.
Infine, ci hanno poi consegnato proposte riguardanti: Il lavoro notturno, i rapporti di lavoro a
termine, la somministrazione lavoro e la percentuale complessiva del ricorso al lavoro atipici, che
dovremo esaminare con la delegazione trattante e, quindi, con CISL e UIL.
Mentre seguitano ad essere inevase le nostre insistenti richieste sulla parte economica,
assistiamo al solito atteggiamento dilatorio, comprovato dalla comunicazione, da parte dell’AIOP, che
non ha fornito alcuna motivazione, di non essere più disponibile all’incontro che avevamo convenuto per il 19 dicembre a Milano, mentre, al momento, sono confermati gli incontri programmati per il 10 e 12 gennaio a Roma.
Di tutto ciò, è necessario informare le lavoratrici e i lavoratori con una campagna di assemblee,
anche per definire un’intensificazione della mobilitazione.
Oltre allo sciopero unitario del giorno 14 nel Lazio, è già programmato uno sciopero per l’8
gennaio a Bari, uno sciopero per il 28 gennaio in Emilia Romagna.
Oltre che invitarvi a tenerci informati sulle iniziative di mobilitazione che state definendo, l’approssimarsi delle feste può rappresentare l’occasione per sviluppare una campagna di sensibilizzazione rivolta agli utenti e alla cittadinanza, nelle forme e nelle modalità che ritenete più
opportuno.
Resta la nostra piena disponibilità a partecipare alle azioni che metterete in campo.
Buon Lavoro.
Per il Comparto Sanità/SSAEP Il Capo area Sanità/SSAEP
FP CGIL Nazionale FP CGIL Nazionale
Antonio Marchini Michele Vannini