Pubblichiamo il documento presentato lunedì 26 novembre 2018 in occasione dell’audizione presso la Commissione Lavoro del Senato sull’Atto Senato 920 “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”.
LEI NON SA CHI SONO IO
L’art. 7 del CCNL al comma 3 recita: ” I soggetti sindacali titolari della contrattazione integrativa
nazionale sono i rappresentanti delle OO.SS. di categoria firmatarie del presente contratto”.
L’art. 7 del CCNL al comma 4 recita: “I soggetti sindacali titolari della contrattazione integrativa di sede territoriale o di sede unica sono: la RSU e i rappresentanti territoriali delle OO.SS. di categoria firmatarie del presente CCNL”.
Dalla lettura di questi due articoli si evince in modo chiaro che esistono diversi livelli di contrattazione e che soprattutto ogni livello ha il suo soggetto sindacale di competenza.
Nella fattispecie emerge che, per temi quali le indennità specifiche, i soggetti sindacali previsti dal CCNL sono le OO.SS. nazionali.
In questi giorni abbiamo letto, con un certo stupore, una comunicazione inviata da parte di un gruppo ristretto di persone (4) che appartiene alla RSU della sede centrale MEF, che si attribuiva la paternità della avvenuta firma del decreto ministeriale sulla “prelex”. Tale comunicazione riguarda tematiche che nulla hanno a che fare con il livello di relazioni sindacali proprie della RSU, ma soprattutto millanta un’azione sindacale, portata avanti a titolo “assolutamente personale”, avvalendosi della loro appartenenza ad un organo collegiale composto da un numero molto superiore di partecipanti dei quali non rappresentano che una sparuta minoranza.
Senza voler entrare in polemica con chicchessia vogliamo sottolineare che la RSU è un organo rappresentativo collegiale; in quanto tale agisce il proprio ruolo sindacale attraverso una maggioranza
numerica composta perlomeno dal 50% +1 e che in nessun modo singoli componenti possono svolgere attività a titolo personale.
La vicenda “comma 685” è una faccenda che ci vede da sempre contrari, sia nel merito che nel metodo. Nel corso di questi mesi non abbiamo mai smesso di provare a risolvere questa ingarbugliata matassa in modo unitario con CISL e UIL, cercando una interlocuzione sia a livello amministrativo che politico. Ricordiamo a tutti che questa indennità non è mai stata oggetto di contrattazione o confronto con le OO.SS. e che il decreto ministeriale è stato fornito meramente a titolo di informativa. Questo ha azzerato il ruolo sindacale e ha generato questa situazione di “tutti contro tutti” che purtroppo da mesi viviamo all’interno della nostra Amministrazione.
Quello che però è inaccettabile è che qualcuno possa utilizzare “a fini assolutamente personali” il fatto di appartenere ad un organo sindacale per ottenere vantaggi per se’ stessi e per pochi eletti.
Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a tutti i componenti RSU, che nonostante tutto questo continuano ad agire quotidianamente il proprio ruolo, ovviamente soprattutto alle componenti elette
nelle liste CGIL, che continuano a svolgere il proprio mandato in continuità con la linea politica della O.S. cui appartengono, a differenza di altri che utilizzano la loro copertura sindacale solo “Cicero pro
domo sua”.
Infine chiediamo all’Amministrazione di mantenere relazioni sindacali attenendosi rigorosamente a quanto stabilito dal CCNL, evitando di fornire informazioni a soggetti non legittimati, che poi magari sarebbero tentati di intestarsi la risoluzione anche del problema della fame nel mondo.
FP CGIL MEF
Americo Fimiani
“Misure inaccettabili, che introducono una disparità tra regioni e, di conseguenza, una diversificazione nell’esigibilità del diritto alla salute”. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl commentano le indiscrezioni di stampa, che riportano fonti governative, secondo le quali sarebbe in arrivo un tetto di spesa per le assunzioni di personale sanitario diversificato tra regioni e regioni.
“Se dovessero essere confermate queste misure – proseguono – ci troveremmo difronte a una intollerabile diversificazione che determinerà una ulteriore esplosione delle diseguaglianze in termini di diritto alla salute. Per queste ragioni, in attesa del confronto che ci sarà oggi tra governo e sindacati, sulla legge di bilancio, ribadiamo le priorità relative non solo allo sblocco del turn over ma, soprattutto, all’adozione di un piano straordinario di nuova e stabile occupazione“.
“Bisogna concretamente riaffermare il valore della Pubblica amministrazione, così come recita la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, come cerniera tra cittadini, imprese e servizi e quindi fondamentale strumento per accompagnare le politiche per la crescita e lo sviluppo nel paese. Per queste ragioni sollecitiamo il governo a smentire queste indiscrezioni che, al contrario, se dovessero essere confermate oggi durante l’incontro troveranno la nostra ferma e determinata opposizione“, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
On.le Vittorio Ferraresi
Sottosegretario alla Giustizia
e per conoscenza
Dott. Fulvio Baldi
Capo di gabinetto
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Oggetto: Sollecito convocazione tavolo nazionale.
Sig. Sottosegretario
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, con varie note inviate unitariamente o singolarmente, hanno più volte sollecitato codesta Amministrazione a convocare le organizzazioni sindacali al fine di definire:
– i criteri di pagamento del FUA 2018 (la cui entità risulta considerevolmente incrementata rispetto al recente passato) e l’impegno di spesa per la terza tornata di progressioni economiche, quelle relative all’anno 2019;
– la sottoscrizione dell’accordo definitivo sulle progressioni economiche relative all’anno 2018 sì da consentire la pubblicazione dei relativi bandi entro fine anno;
– l’avvio del confronto relativo ai passaggi dalla prima alla seconda area del personale;
– l’attuazione dell’accordo sulla mobilità volontaria del personale (interpelli ordinari e straordinari per tutte le figure professionali);
– lo scorrimento integrale delle graduatorie ex art.21 quater L.132/15 per cancellieri ed ufficiali giudiziari;
– la pubblicazione dei bandi ex art.21 quater L.132/15 per contabili ed assistenti informatici e linguistici ed ex 22 n.15 del D.L.vo 25 maggio 2017, n. 75 per gli assistenti di area pedagogica;
– la pubblicazione dei bandi per le progressioni giuridiche (passaggio da una figura all’altra nella stessa area attraverso l’istituto della flessibilità);
– l’attuazione dell’art. 492 bis CPC per gli ufficiali giudiziari.
Orbene nulla è stato fatto di tutto ciò. Se la trattativa sul FUA 2018 risulta piuttosto complessa, attesa la necessità sia di disciplinare ex novo alcuni istituti, quali le posizioni organizzative per l’organizzazione giudiziaria, sia di quantificare le ulteriori progressioni economiche per ciascun settore del Ministero, non si comprende l’inerzia dell’amministrazione in merito alle progressioni economiche 2018. Per realizzare queste ultime, infatti, occorre non una trattativa ma la mera sottoscrizione di un accordo già raggiunto ed approvato mesi fa dagli organi di controllo nonché la successiva pubblicazione, sulla piattaforma telematica in uso al Ministero, dei bandi che sono del tutto identici a quelli già pubblicati nel dicembre 2017 atteso che i criteri non sono stati modificati.
Cosi come pare non giustificabile il mancato avvio del confronto sugli ulteriori punti sopra elencati, considerati anche gli impegni formalmente assunti nel corso degli incontri avuti con l’Amministrazione. Tale inerzia, che concerne adempimenti di ordinaria amministrazione (gli stessi infatti non richiedono interventi legislativi da parte delle Camere e/o finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli già nella disponibilità della Direzione Generale del bilancio), non trova giustificazione alcuna e risulta, per tale motivo, oltremodo offensiva nei confronti dei lavoratori degli uffici giudiziari, delle strutture penitenziarie, anche minorili, e degli archivi notarili che ogni giorno non si sottraggono ai loro doveri ed assicurano i servizi tra mille difficoltà a tutti note.
Sic stantibus rebus si chiede ancora una volta la convocazione entro l’anno del tavolo negoziale al fine di definire le problematiche elencate, specificando che, nel caso di ulteriore mancato riscontro alla presente richiesta, le scriventi OO.SS. si riservano ogni ulteriore valutazione in ordine ad eventuali iniziative conseguenti.
Distinti saluti
Confsal- Unsa FPCGIL CISL FP UILPA Confintesa FP
Battaglia Meloni Marra Amoroso Ratti
Alla Direzione Generale del Personale Civile
Oggetto: Circolari pausa ed orario di lavoro
In riferimento alla circolare sulla pausa e l’orario di lavoro, inviata per la preventiva visione, le scriventi rilevano quanto segue:
1. Quando è possibile usufruire della pausa psicofisica
La circolare richiama l’art. 23 del CCNL 2016/18 che sancisce il diritto del lavoratore a fruire di una pausa di almeno 30 minuti. Peraltro l’articolo medesimo precisa il diritto al lavoratore purché non in turno. A quest’ultima fattispecie, dunque, si applicano necessariamente le disposizioni dei precedenti CCNL (pausa per turni di almeno 8 ore, previsione di 15 minuti come da accordo Persociv, ecc.), così come disposto dall’art. 96 del CCNL 2016/2018 “Per quanto non previsto, continuano a trovare applicazione, in quanto compatibili con le previsioni del presente CCNL e non disapplicate, le disposizioni dei precedenti CCNL concernenti le amministrazioni confluite nel presente comparto delle Funzioni centrali”.
È dunque indispensabile che in tutte le circolari sia richiamata la precisazione contrattuale e, successivamente, in sede di definizione del Contratto integrativo giuridico, valutare la possibilità di non applicare la pausa di 15 minuti al personale turnista, così come previsto fino al 2007.
Sarebbe altresì coerente modificare la dicitura “Accordo su tipologie degli orari di lavoro del 12 gennaio 1996, abrogato nell’attuale disposizione del CCNL”, tenuto conto che per il personale turnista l’accordo medesimo continua a trovare applicazione.
2. Fruizione pausa all’esterno
Al par. B la circolare prevede l’autorizzazione del responsabile dell’ente alla fruizione della pausa all’esterno, precisando che il diniego deve essere motivato.
Ricordiamo che la pausa è una sospensione dell’attività lavorativa a carico e nella esclusiva disponibilità del lavoratore e non può essere soggetta a limitazioni o autorizzazioni.
La disciplina dell’orario di lavoro, di cui al dl 66/03, prevede all’art 1 comma 2 lettera a) , che l’ “orario di lavoro è qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. La pausa dunque non è in nessun caso riconducibile o assimilabile all’orario di lavoro e non può essere introdotta, neppure indirettamente, una disciplina che possa ricondurla ad una forma di controllo o ad una restrizione analoga all’orario di lavoro.
Si suggerisce di sostituire la richiesta di autorizzazione con la comunicazione al responsabile dell’ente
5. Pausa psicofisica e vitto gratuito
La circolare prevede che la individuazione di fasce temporali deve avvenire a cura del responsabile dell’Ente il quale almeno dovrà fornire le informazioni ai soggetti sindacali.
Peraltro la individuazione di fasce temporali, avendo diretta incidenza sull’orario di lavoro e sulla sua articolazione, rientra tra le materie che il CCNL 2016/2018 all’art 5 comma 3 lettera a) dispone essere obbligatoriamente oggetto di confronto.
Non si ritiene dunque opportuna il riferimento ad una unilaterale determinazione da parte dei responsabili degli enti che certo non favorirebbe il dialogo costruttivo e trasparente tra le parti, come richiamato dalla circolare.
Tenuto conto della complessità degli istituti trattati che non sono circoscritti alla sola pausa ma ricomprendono l’argomento più generale dell’orario di lavoro e della sua articolazione, argomento sul quale si richiede apposito confronto ai sensi del CCNL F.C. 2016/18, le scriventi invitano a sospendere l’emanazione della richiamata circolare che potrà trovare occasione di approfondimento nell’ambito del CCNI nella parte normativa.
Distinti saluti
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
Il prossimo 10 dicembre siamo stati convocati dall’Amministrazione,unitamente alle altre Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL di comparto, per discutere del contratto integrativo delle aree relativo al 2018.
Anticipiamo in questo comunicato le richieste, già rappresentate informalmente alla Delegazione di parte datoriale in occasione di precedenti riunioni ed il cui mancato accoglimento, contrariamente a quanto qualcuno afferma e scrive, determinerà la nostra non sottoscrizione del CCNI 2018:
1. Inserimento nel contratto integrativo degli stanziamenti relativi al finanziamento delle progressioni orizzontali 2018 comprensivi anche dei passaggi per gli attuali A2 e B2 così come già richiesto in sede di trattativa nazionale;
2. Riallineamento del trattamento economico di professionalità (TEP) ai valori ante-passaggio per tutti i colleghi interessati dalle progressioni orizzontali 2016 e 2017;
3. Incremento di 50,00 euro mensili del TEP per tutto il personale e riduzione da due anni a 12 mesi dell’anzianità di servizio richiesta per l’accesso a tale istituto;
4. Ripristino delle funzioni di tutoraggio, secondo la formula contenuta nel CCNI 2017, con impegno a far decollare tale istituto in tempi brevi in applicazione della circolare n.147/2015;
5. Introduzione di una specifica indennità per il personale amministrativo addetto, in forma prevalente e continuativa, all’attività di contenzioso in materia di invalidità civile così come convenuto con specifico verbale di intesa sottoscritto il 5/10/2017;
6. Estensione a tutto il personale dell’Istituto della maggiorazione oraria della retribuzione per le attività di front-office senza perimetrazione a specifiche aree professionali;
7. Impegno formale alla rivisitazione, per tutte le posizioni organizzative, senza alcuna discriminazione, dell’attuale sistema indennitario;
8. Aggiornamento del sistema indennitario per i profili specialistici;
9. Reintroduzione nel testo del contratto integrativo della figura, con relativa indennità già contemplata nel CCNI 2017, del Coordinatore del gruppo di lavoro posizione assicurativa dipendenti pubblici ex circolare 36/2014 (figura immotivatamente scomparsa nei testi sino ad oggi consegnati alle Organizzazioni Sindacali);
10. Estensione ai colleghi incardinati nella Sede Virtuale della Direzione servizi agli utenti ed al personale del Progetto Estratto Conto dipendenti pubblici della maggiorazione del coefficiente individuale di attribuzione degli incentivi nella misura del 10%.
A latere, rispetto ai dieci punti esplicitati, chiederemo l’attivazione di un bando di mobilità nazionale in vista dell’immissione in ruolo dei vincitori del concorso pubblico a 967 posti di consulente protezione sociale, area C, posizione economica C1, per il quale sono in fase di svolgimento le prove orali.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
“Ma dov’è il cambiamento? Da mesi denunciamo le criticità dei dipendenti civili della Difesa, il problema delle assunzioni, della formazione professionale e altre questioni che sono rimaste inascoltate dopo una serie di promesse vuote. Ora basta, proclamiamo lo stato di agitazione nazionale!”. Queste le parole di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa della Difesa, con cui dichiarano, dietro l’hashtag #CambiamentoCercasi, l’avvio di iniziative di protesta per sostenere le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori civili del settore.
“Dopo l’incontro avuto con il ministro Trenta, durante il quale discutemmo dei problemi dei dipendenti civili, ad oggi ancora nessun cenno di riscontro – commentano i sindacati -. Il ministro ci assicurò un cambiamento, attraverso il rilancio della formazione e dell’aggiornamento professionale e con l’assunzione del personale civile necessario, utilizzando tutte le forme possibili di reclutamento consentite. Lo stesso ministro della Funzione Pubblica dichiarò di voler predisporre un massiccio reclutamento di almeno 450 mila dipendenti pubblici da inserire nella legge di bilancio 2019. Peccato che di quei solenni impegni, tutt’oggi, non vi sia alcuna traccia nella bozza. Dove sarebbe il cambiamento?”.
Un’ingiustificabile assenza di attenzione, secondo i sindacati. “Ormai da mesi denunciamo, inascoltati, il problema dei colleghi di prima area, bloccati da anni nella crescita professionale, o la mancata attuazione della norma che consentirebbe i passaggi fra le aree, il problema dei lavori insalubri, per non parlare dell’impossibilità di accedere ad un corretto sistema di relazioni sindacali basato su un dialogo costruttivo e trasparente”. Per queste ragioni, concludono, “proclamiamo lo stato di agitazione nazionale del personale civile della Difesa e nei prossimi giorni avvieremo le conseguenti iniziative di protesta, dietro l’hashtag #CambiamentoCercasi”.
Al Ministro della Difesa
Dr.ssa Elisabetta Trenta
Signora Ministro,
siamo purtroppo costretti a rilevare che, dopo l’incontro dello scorso 19 Luglio sulle criticità
del sistema Difesa e dei problemi dei dipendenti civili -questioni irrisolte e successivamente richiamate nella nota trasmessa lo scorso 7 Novembre e, da ultimo, nel comunicato stampa diffuso il 15 Novembre- ad oggi nessun cenno di riscontro è pervenuto alle scriventi organizzazioni sindacali confederali.
In quella prima ed unica occasione d’incontro, dopo averci frettolosamente ascoltato, Lei ci assicurò che la Sua politica del cambiamento si sarebbe concretizzata attraverso:
– il rilancio della formazione e dell’aggiornamento professionale di tutto il personale delle aree funzionali della Difesa;
– l’assunzione del personale civile necessario, utilizzando tutte le possibile forme di reclutamento
consentite dalla vigente normativa;
– la trattazione “a step” delle rilevanti problematiche che avevamo portato alla Sua attenzione.
Accogliemmo con favore l’assunzione di quegli impegni e, in tal senso, giudicammo in maniera più che positiva anche la decisione di mantenere per sé la delega alle relazioni sindacali, intesa come segno concreto di attenzione verso quelle antiche e annose problematiche che, ovviamente, hanno in parte contribuito a caratterizzare l’intervento da Lei prodotto nell’audizione svolta dinanzi alle Commissioni Difesa di Camera e Senato.
Solo pochi giorni dopo il nostro incontro, fu lo stesso Ministro della Funzione Pubblica a dichiarare
di voler predisporre un massiccio reclutamento di almeno 450.000 dipendenti pubblici da inserire nella legge di bilancio 2019 e, a tal fine, con apposita circolare diramata nei primi giorni dello scorso mese di Agosto, chiese a tutte le amministrazioni statali di far pervenire al competente Dipartimento un nuovo piano straordinario di fabbisogno di personale. In relazione all’avvio di questa ormai prossima campagna straordinaria di assunzioni, Le chiedemmo di organizzare uno specifico incontro che poi Lei decise di affidare ai Suoi più stretti collaboratori e consiglieri. Costoro, lo scorso 26 Ottobre, tentarono di rassicurarci, sostenendo che la richiesta di assunzione di circa 2.000 dipendenti civili della Difesa, tra quelli inseriti nel piano ordinario e quelli previsti nello straordinario, era stata correttamente trasmessa.
Peccato che di quei solenni impegni, tutt’oggi, non vi sia alcuna traccia nella bozza di legge di bilancio 2019 bollinata e trasmessa in Aula per l’avvio della discussione parlamentare iniziata ieri sera alla Camera, mentre risultano essere presenti numerose assunzioni destinate ad altre amministrazioni pubbliche che, evidentemente, anche se comprenderne le ragioni è faticoso, pesano politicamente molto più del Ministero della Difesa.
Ciò detto, in costanza di un’ingiustificabile assenza di attenzione/soluzione alle molte e importanti
vertenze che denunciamo, inascoltati, ormai da mesi quali, ad esempio, il problema dei colleghi di prima area bloccati da anni nella crescita professionale, la mancata attuazione della norma che consentirebbe i passaggi fra le aree, la mancata soluzione del problema dei lavori insalubri e, soprattutto, in considerazione della manifesta impossibilità di poter accedere ad un corretto sistema di relazioni sindacali improntato all’auspicato dialogo costruttivo e trasparente con la massima Autorità politica del Ministero, con la Direzione generale del personale civile e con alcuni tra gli Stati maggiori delle Forze armate, le scriventi OO.SS. proclamano lo “Stato di agitazione nazionale del personale civile della Difesa”, riservandosi di avviare nei prossimi giorni le conseguenti iniziative di protesta ritenute necessarie a sostenere pubblicamente le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL UNSA
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
Al Sig. Capo di Gabinetto
Prof. Pier Luigi Petrillo
Al Sig. Segretario Generale
Prefetto Silvana Riccio
Al Direttore della Direzione Generale
degli Affari Generali e del Personale
Cons. Roberto Alesse
Sig. Capo di Gabinetto, Sig. Segretario Generale, Sig. Direttore.
le scriventi organizzazioni sindacali, con la presente intendono formulare delle proposte anche emendative al disegno di legge di bilancio, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, con particolare riguardo all’articolo 28, comma 6.
Preliminarmente, riguardo al reclutamento di 350 funzionari di III area F1, si ritiene necessario prevedere l’introduzione, in sede di pubblicazione del bando di concorso, della prevista riserva fino al 50% dei posti per il personale interno, in base all’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Tale richiesta parte da quanto affermato nel corso dell’ultimo incontro con il Prof. Petrillo, alla presenza del Segretario Generale, Prefetto Riccio, e del Cons. Alesse, in cui, su richiesta delle organizzazioni sindacali di prevedere tale riserva, il Capo di Gabinetto ha espresso il suo parere favorevole ed il Capo del Personale ha dichiarato “che in occasione di questi concorsi, non si prescinderà dal personale interno”, facendosi garante della previsione della quota di riserva. Memori di questo impegno, chiediamo, pertanto, che vengano avviate tutte le procedure del caso, affinché ciò si possa realizzare.
Sempre all’articolo 28, comma 6, del disegno di legge in argomento è previsto il reclutamento, tramite procedura concorsuale pubblica, di 50 unità di personale di II area F1. Sul punto, le scriventi OO.SS. formulano la seguente osservazione: il CCNL normativo 2006-2009 del comparto Ministeri prevede due tipologie di accesso dall’esterno alla II area:
1. diploma di scuola secondaria di primo grado,
2. diploma di scuola secondaria di secondo grado,
che corrispondono rispettivamente alle fasce retributive F1 ed F2. Considerato che nel ddl si fa esplicito riferimento al diploma di scuola secondaria di secondo grado, le Scriventi ritengono opportuno che si presenti un emendamento al suddetto disegno di legge che preveda concorsi pubblici per 50 posti nella II area, con ingresso nella fascia retributiva F2.
Inoltre, proprio in considerazione dell’ampliamento dell’organico del Ministero, queste OO.SS. ritengono che sia anche necessario rivedere le quote d’obbligo, di cui alla legge 68/99, in materia di assunzioni obbligatorie.
Altro tema che riveste per queste OO.SS. un’importanza fondamentale, strettamente connesso con le procedure concorsuali, è tutto ciò che è direttamente legato all’erogazione delle retribuzioni accessorie: il Fondo Unico di Amministrazione, gli straordinari e ogni altra voce assimilata. Non possiamo accettare che alle prossime nuove assunzioni non corrisponda un proporzionale aumento delle risorse dedicate. A tale proposito, le Scriventi ritengono oltremodo necessario l’adeguamento della consistenza dei capitoli competenti alle nuove previsioni organiche, derivanti dalle procedure concorsuali, al fine di non penalizzare economicamente sia il personale già in servizio, sia i nuovi arrivati.
Sul punto, le Scriventi segnalano, altresì, che sia nel testo dell’articolo 28, comma 6, sia nella relazione illustrativa al disegno di legge, testualmente “Si prevede la progressiva riduzione delle convenzioni vigenti riguardanti attività di assistenza e di supporto tecnico-specialistico ed operativo in materia ambientale, con versamento, per gli anni dal 2019 al 2024, delle risorse derivanti dalle riduzioni delle convenzioni annualmente accertate e relativo versamento all’entrata del bilancio dello Stato ed acquisizione all’erario. Nell’esercizio finanziario 2025, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate e quantificate le risorse che derivano dall’estinzione delle convenzioni di cui al citato periodo al fine di ridurre corrispondentemente, a regime, i relativi stanziamenti di bilancio”. Ciò indica che tutte le somme usate in precedenza per la stipula delle convenzioni con Sogesid e altri soggetti assimilati, dal 2019 al 2024 verranno iscritte nel bilancio del MATTM, per essere stornate e rientrare nelle casse dello Stato, mentre dal 2025 verranno definitivamente cancellate dal bilancio. In considerazione di quanto appena riferito, queste OO.SS. chiedono, quindi, che parte di queste risorse vengano riassegnate per proporzionare la consistenza del FUA al complesso delle nuove assunzioni, già dal 2019. Tali fondi potrebbero anche essere destinati all’introduzione di forme di welfare integrativo, nonché per iniziative che incentivino la produttività e migliorino il benessere dei dipendenti.
Infine, le Scriventi sono venute a conoscenza della predisposizione, da parte degli uffici competenti, di una bozza di Piano triennale del fabbisogno di personale. Sul punto, queste OO.SS. si augurano di essere consultate in merito, anche alla luce delle previsioni normative del decreto legislativo n. 75 del 2017, relativamente alle progressioni economiche verticali, nel limite del 20 % delle assunzioni programmate nel triennio.
In ultimo, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge c.d. “Terra dei Fuochi”, il Ministero dell’Ambiente ha ottenuto il trasferimento di molteplici competenze, prima in capo alla Presidenza del Consiglio, che comporteranno un maggior carico di lavoro per il personale del Ministero, notoriamente già sottodimensionato. Pertanto, oltre alla corretta perequazione del fondo connessa alle future assunzioni, proponiamo di trovare ulteriori risorse da destinare all’incentivazione della produttività del personale, al fine di poter efficacemente riequilibrare l’incremento delle attività lavorative conseguenti all’assunzione delle ulteriori funzioni sopra citate, come già attuato da altri Ministeri.
Ci auguriamo che il Sig. Capo di Gabinetto, come anche il Prefetto Riccio nella sua qualità di Segretario Generale, nonché il Cons. Alesse si facciano garanti di queste nostre proposte, che noi riteniamo FONDAMENTALI per garantire dignità ai lavoratori.
Roma 06 dicembre 2018
FPCGIL CISL FP UILPA
“Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi sul concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche, promossi dalla Fp Cgil Medici con il patrocinio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Il Giudice Amministrativo ha, infatti, ordinato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di procedere allo scorrimento della graduatoria fino all’esaurimento dei posti vacanti”. A farlo sapere è la Funzione Pubblica Cgil Medici e Dirigenti Ssn.
I dati, ricorda la Fp Cgil, “parlano di oltre 500 posti rimasti disponibili e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenere. Trattasi di una vittoria che dà seguito alle ormai storiche affermazioni di questo principio stabilite da TAR e Consiglio di Stato con riferimento alle medesime procedure concorsuali del 2015 e del 2016”. Anche per il 2018, “lo studio Bonetti e Delia al fianco della FP-CGIL Medici, ha tutelato i diritti di numerosi giovani dottori che si sono cimentati nel concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione Medica e che lamentano, oltre all’attribuzione diretta dei posti vacanti, diverse irregolarità riguardanti le domande e la strutturazione del test”.
“La Fp Cgil Medici da tempo afferma come il numero degli specilizzandi sia inferiore al reale fabbisogno del sistema sanitario – afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici Andrea Filippi, il quale prosegue -. Con queste importanti pronunce, il Tar, quanto meno, impone che tutti i posti messi a bando vengano effettivamente coperti”.
Pubblichiamo la ministeriale, del Ministero della Giustizia, GDAP – 0381413. U data odierna relativa alla materia in oggetto indicata.