Pubblichiamo la circolare a firma del Capo del Corpo emanata dall’Ufficio Sanitario VF   dove vengono espresse alcune integrazioni a quella emanata il  Novembre 2018 riguardo gli interventi di bonifica nidi imenotteri, esposizione e prevenzione rischio agenti biologici e le linee guida.

Arrivano in extremis le Progressioni Economiche 2018

Francamente avevamo perso le speranze persino noi, che siamo ottimisti per contratto: invece ieri
è giunta la notizia della certificazione, da parte degli organi di controllo, dell’accordo ed immediatamente si è aperta la fase applicativa, con la pubblicazione della Circolare 464/2018 che emana il bando.
Chiaramente adesso si apre una corsa contro il tempo, per chiudere le procedure entro il 31 dicembre,
data fatidica il cui mancato rispetto comporterebbe il rinvio dell’applicazione dell’accordo al nuovo anno e con esso la decorrenza dell’attribuzione della nuova fascia ai vincitori slitterebbe al primo gennaio prossimo. I tempi strettissimi previsti pertanto impongono particolare attenzione nel rispetto delle tempistiche date. Ricordiamo che l’accesso alle domande di partecipazione consente di avviare la procedura sia tramite internet che la rete intranet di ministero.
Per tale motivo invitiamo le nostre strutture territoriali a supportare le richieste di aiuto e di chiarimenti provenienti dai lavoratori, come ad esempio avviene nella nostra Federazione di Roma e del Lazio che ha aperto uno sportello di consulenza ai lavoratori, e naturalmente restiamo anche noi a disposizione.
Sempre in relazione ad alcune richieste di chiarimento che ci sono pervenute specifichiamo quanto
segue:
la platea individuata è relativa ai posti residui risultanti dalle tre fasi di progressioni precedenti a cui
si aggiungono 200 posti ulteriori, resosi disponibili in conseguenza delle maggiori risorse impegnate;
alla progressione non potranno partecipare i vincitori 2016 e 2017 perché non in possesso del periodo di permanenza minima di due anni nella fascia. Peraltro tale evenienza era stata esplicitamente
prevista nell’accordo originario;
per quanto riguarda il requisito minimo di due anni di permanenza nei ruoli MIBAC questo è stato
esplicitamente imposto dagli organi di controllo e pertanto non è stato possibile bypassarlo;
risulta invece rivendicabile, per il personale ex comandato e poi stabilizzato, rivendicare l’anzianità
di fascia per tutto il periodo in cui si è prestato servizio nel MIBAC;
è possibile rivendicare i periodi di pre ruolo.
Inoltre vogliamo aggiungere che certamente questo accordo chiude una fase che si è aperta nel
2010 ed ha, per tale motivo, condizionato i criteri utilizzati in funzione prevalentemente risarcitoria
rispetto al periodo di blocco contrattuale. Ma che il processo di progressioni economiche non termina
qua: nostro obiettivo è quello di proporre ogni anno un processo che determini opportunità per i
lavoratori, perlomeno fin quando saranno vigenti le attuali regole. Processi che saranno definiti dalla
disponibilità di risorse sul fondo che di volta in volta riusciremo ad accantonare.
Per quanto riguarda infine il pagamento ai vincitori delle progressioni economiche 2017 ricordiamo
che il 30 novembre scorso è stata pubblicata la Circolare della DG Bilancio che dà mandato al fine
di aggiornare le partiate stipendiali. Pertanto la tempistica relativa alla retribuzione degli arretrati
ed all’attribuzione della nuova fascia economica sono esclusivamente legati ai tempi di espletamento
delle procedure da parte delle Ragionerie Territoriali dello Stato delle città capoluogo di Regione.
In allegato Circolare e Bando.

La Borghese, gli studenti e i lavoratori offesi e mortificati.

Francamente speravamo che le recenti disavventure giudiziarie vissute dalla Direttrice della Galleria
e per sua fortuna pare concluse senza addebiti penali portassero la stessa a più miti consigli
nei confronti della platea dei lavoratori. Invece si è ripreso a fare esattamente come prima, ovvero
mancato rispetto degli accordi sindacali e mancato rispetto per i lavoratori.
Da questo punto di vista ci pare esemplare l’episodio avvenuto lo scorso lunedì al Museo, nel corso
del quale la Direttrice ha ripreso il personale davanti ad una platea studentesca, perché lo stesso
si era rifiutato di aprire il Museo, in assenza di condizioni di sicurezza, alle visite degli studenti,
che, sulla base di una decisione del tutto discutibile, vengono previste durante la giornata di chiusura
settimanale del Museo. L’episodio è stato giustamente oggetto di una pronta diffida delle
OO.SS. Territoriali e seguirà ormai le prassi consolidate del conflitto perenne con una Direzione
che sinora si è dimostrata sorda e cieca di fronte anche ai tentativi di conciliazione.
Noi invece vogliamo solo esprimere piena solidarietà e sostegno ai lavoratori, ingiustamente additati
e mortificati pubblicamente, solo perché hanno inteso fare il loro dovere imponendo il rispetto
delle minime condizioni di sicurezza.
Vorremmo dire alla Direttrice del Museo che il periodo delle prove muscolari sul numero dei visitatori
pare ormai tramontato: se ne è discusso direttamente con il Ministro nell’ultima riunione e lui
stesso ha convenuto che questa ansia da prestazione sta generando più problemi che altro.
Per cui sarebbe il caso di ripensare una decisione che ci pare dettata solo dalla sindrome della valorizzazione estrema e di far respirare il Museo almeno nel giorno di chiusura. In particolare quando
si parla di siti per definizione fragili come è la Borghese.
Per quanto riguarda i rapporti con i lavoratori e con le Organizzazioni Sindacali verificheremo l’esito
di questa ennesima situazione di conflitto e certo stavolta non ci contenteremo di false conciliazioni
regolarmente seguite da un comportamento che ignora gli accordi sottoscritti e manca di rispetto
ai lavoratori.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

Comunicato FPCGIL a seguito teleconferenza nazionale del 23 novembre 2018 – Punto della situazione sullo stato attuativo delle nuove Autorità di bacino distrettuali

Il 23 novembre 2018 la FPCGIL Nazionale, Area Funzioni Centrali e Area Funzioni Locali – alla luce del
passaggio della gestione degli enti dal comparto Funzioni Locali al comparto Funzioni Centrali, sulla base degli esiti ultimi incontri con Ministero dell’Ambiente, considerate le problematiche locali fin qui emerse – ha convocato una teleconferenza nazionale tra i rappresenti unitari sindacali FPCGIL delle Autorità di bacino distrettuali e le strutture territoriali FPCGIL interessate per condividere le principali criticità registrate nonché le azioni da intraprendere in merito.
Al livello nazionale, comune a tutte le Autorità di bacino distrettuali, relativamente al passaggio della gestione del personale degli enti dal comparto Funzioni Locali al comparto Funzioni Centrali, l’ostacolo principale è rappresentato dall’assenza di un’interpretazione univoca – tra le varie Autorità – della disciplina normativa e della parte economica (composizione del nuovo tabellare a partire dalle voci del trattamento fisse e continuative percepite nel CCNL Funzioni Locali), difficoltà che appare superabile solo mediante l’assunzione di un orientamento univoco (a seguito di approfondimenti sulla base di precedenti analoghi trasferimenti di personale, di consultazione di tecnici e legali del settore e delle rappresentanze sindacali) nonché della rappresentazione delle caratteristiche professionali relative alle attività delle nuove Autorità nel percorso di aggiornamento, attualmente in corso in sede ARAN, dell’ordinamento professionale del CCNL Funzioni Centrali.
La mancanza conoscitiva di elementi fondamentali (quale, ad es., la individuazione definitiva delle sedi distrettuali a fronte del termine del 12 dicembre 2018 per l’opzione) per l’esercizio del diritto di opzione di cui al DM MATTM del 25 ottobre 2016 necessiterebbe di una dilazione dei termini per l’esercizio di tale diritto, in funzione della definizione delle intese con le Regioni per la determinazione definitiva delle localizzazioni delle sedi distrettuali.
Con riferimento al trattamento accessorio, lo storico dei fondi delle ex Autorità di bacino di rilievo nazionale appare insufficiente per l’avvio efficace delle nuove Autorità distrettuali e in molti casi addirittura incapiente a garantire il transito al nuovo CCNL Funzioni Centrali. L’unica soluzione e che, dopo la conferma da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione che le nuove Autorità di bacino distrettuali sono tutti gli effetti nuovi Enti pubblici, il fondo di trattamento accessorio iniziale delle risorse stabili sia ricalcolato secondo valori medi riconducibili alla media del comparto di contrattazione Funzioni Centrali.
Anche in ordine al livello distrettuale e locale sono emerse criticità comuni alle diverse realtà relative; alla necessità di informazione del personale sulle scelte attuative delle direzioni (non connotate da sufficiente trasparenza); al bisogno di una regia nazionale in grado di orientare omogenee scelte amministrative nel transito al nuovo CCNL Funzioni Centrali (anche al fine di evitare non auspicabili contenziosi); alla circostanza che diverse Regioni non hanno ancora istruito la procedura per le opzioni; all’avvenuta sospensione del trattamento accessorio al personale proveniente da alcune ex Autorità di bacino regionali/interregionali.
Le problematiche emerse nell’incontro, superabili solo con il più ampio coinvolgimento delle strutture FP CGIL regionali interessate, il contemporaneo impegno delle strutture sindacali territoriali, alle quali è affidato il compito di seguire l’approfondimento territoriale e decentrato delle problematiche delle cinque Autorità di bacino distrettuali peninsulari, mediante l’attivazione delle relazioni sindacali interne e locali, ci inducono a chiedere di sollecitare un nuovo incontro con il Ministero dell’Ambiente volto ad ottenere un intervento che possa garantire ai lavoratori un passaggio ordinato dal vecchio contratto al nuovo.

Alessandro Purificato       Andrea Impronta

CONGRESSO DELLA FP CGIL: ORDINI DEL GIORNO E MATERIALI

 

Al termine dell’ultimo congresso nazionale della Funzione Pubblica Cgil, tenutosi a Perugia
dal 28 novembre al 1 dicembre, che ha visto la conferma alla segreteria generale di Serena Sorrentino, sono stati approvati alcuni ordini del giorno. Ne segnaliamo due, che riteniamo particolarmente significativi.
Il primo, intitolato “Controlli, legalità nel lavoro e lotta l’evasione”, riguarda l’attuale situazione della vigilanza sul mercato del lavoro e impegna la FP CGIL ad affrontare “con urgenza il tema del funzionamento dell’lNL e del suo modello organizzativo, che deve essere sburocratizzato e reso più efficace nella lotta all’evasione contributiva, assicurativa e legale” nonché a “perseguire, anche nel confronto per il rinnovo del CCNL, la parità di trattamento, professionale e retributivo tra tutti gli ispettori, allineando i trattamenti a quelli di maggior favore in essere”.
Un altro ordine del giorno, “La Risoluzione UE CARE e la campagna Welcoming Europe” rimanda, invece, all’attuale situazione dei migranti, alle politiche messe in campo dall’attuale Governo e alla necessità di un intervento europeo in tema di accoglienza. Partendo dalla risoluzione di Palermo – approvata dal Comitato Esecutivo del Sindacato Europeo dei Lavoratori Pubblici grazie anche all’impegno determinante della FP CGIL – che prevede la realizzazione di una rete europea delle lavoratrici e dei lavoratori del settore dell’accoglienza come risposta “alle politiche divisive e sovraniste con una proposta unitaria, transnazionale, unificatrice”, l’ordine del giorno impegna la FP CGIL a promuovere raccolte di firme in favore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei denominata “Welcoming Europe”, a cui ha aderito anche la CGIL.
La Campagna in questione si pone tre obiettivi a livello europeo: “decriminalizzare la solidarietà”, creare passaggi sicuri per i migranti e proteggere le vittime degli abusi. Si può firmare online, al seguente indirizzo:

Firma

A questo indirizzo, tutti i documenti e i materiali del Congresso:

XI Congresso Fp: tutti i documenti e materiali

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Giovanni Tria

Ai Sottosegretari di Stato

Massimo Bitonci

Laura Castelli

Massimo Garavaglia

Alessio Mattia Villarosa

Oggetto : L’Agenzia delle Entrate al servizio del Paese. Richiesta incontro.

Sono circa quarantamila i funzionari dell’Agenzia delle Entrate che, con professionalità ed abnegazione, sono al servizio del Paese e dell’intera collettività.
Donne e uomini , servitori dello Stato, che svolgono una missione difficile, forse impopolare, ma fondamentale per il buon funzionamento del sistema Paese.
Dalla sua nascita (2001) l’Agenzia svolge la sua azione secondo le direttive dell’Autorità Politica che fissa annualmente gli obiettivi qualitativi e quantitativi, il cui raggiungimento è consuntivato e valutato direttamente dal Ministero vigilante .
Mai, dal 2001 ad oggi, si è verificato il mancato raggiungimento degli obiettivi, a conferma , senza timore di smentite, dell’impegno profuso dagli addetti.
L’Agenzia è perfettamente in grado di svolgere il suo ruolo di contrasto all’evasione fiscale ove quest’ obiettivo, sia in termini numerici che di gettito, gli sia assegnato in modo efficace e continuativo dall’Autorità Politica.
Tutto ciò è avvenuto nonostante un quadro normativo penalizzante per tutta la Pubblica Amministrazione, ma in modo più grave per l’Amministrazione fiscale che è stata costretta :
– a chiudere oltre cento Uffici, presidii di legalità sul territorio, in ossequio alla cosiddetta spending review;
– a ridurre drasticamente l’organico, sia del personale delle aree professionali che della dirigenza;
– a subire consistenti e ingiustificate riduzioni del salario di produttività nonostante l’assegnazione di obiettivi sempre più sfidanti
Inoltre l’accavallarsi dei provvedimenti normativi, spesso contraddittori e le politiche altalenanti sulle modalità di contrasto all’evasione, hanno indubbiamente reso ancora più difficile il lavoro delle donne e degli uomini dell’Agenzia, lasciandoli troppo spesso soli di fronte ai contribuenti, facendoli apparire come i responsabili di colpe non loro, addebitabili alla mala politica ed alle politiche emergenziali di questi anni.
Le contraddizioni di cui sopra hanno avuto anche pesanti riflessi sul consolidamento del modello organizzativo, mai definitivamente decollato, e sui processi di valorizzazione del personale e di accesso alla dirigenza. Criticità queste addebitabili anche alle scelte in molti casi autoreferenziali, e di scarso respiro, volute dai Vertici che si sono susseguiti in questi anni alla guida dell’Agenzia.
Ma la strada da seguire, a parere delle scriventi, non è l’indebolimento dell’Agenzia, la spoliazione delle sua attività istituzionali, a partire da quella di contrasto all’evasione. E’ necessario invece rafforzarne le funzioni, come sottolineato nei mesi scorsi dall’OCSE e dal Fondo Monetario Internazionale nei loro rapporti dedicati al funzionamento del sistema fiscale italiano.
Ecco il perché è si necessario un maggior coordinamento degli Enti e delle Amministrazioni impegnate nella lotta all’evasione, che ricordiamo ammonta ancora a circa centoquaranta miliardi di euro, secondo precise direttive dell’Autorità Politica che in questa direzione deve dare segnali chiari ed inequivocabili.
Condividiamo, e non potrebbe essere altrimenti, la necessità di rendere sempre più efficace l’azione di assistenza ai contribuenti, le politiche della tax compliance, un fisco più semplice, ma è evidente che questa azione deve essere accompagnata da un’efficace azione di contrasto all’evasione che rientra nelle mission fondamentali dell’Agenzia delle Entrate.
Per svolgere al meglio questo ruolo, nell’interesse dell’intero Paese e della sua capacità di essere competitivo, è necessario un rinnovato impegno del Governo e del Parlamento che deve tradursi, in un quadro organico e non parziale o emergenziale, in specifici interventi mirati a superare le criticità che impediscono lo sviluppo pieno delle potenzialità operative e professionali.
Ecco il perché, Sig. Ministro, Le rinnoviamo la richiesta di incontro, già avanzata nei giorni scorsi, finalizzata ad avviare un proficuo confronto, ormai ineludibile, sulle problematiche sopra evidenziate.
In attesa di un cortese riscontro le inviamo cordiali saluti

Roma. 5 dicembre 2018

FP CGIL                   CISL FP              UIL PA          CONFSAL/UNSA                   FLP
Boldorini                    Silveri              Cavallaro              Sempreboni           Cefalo/Patricelli

NO ALLA VIOLENZA DI GENERE

Apprezziamo la lodevole iniziativa che il Cug Inps ha avviato lo scorso 4 dicembre.
Riteniamo sia fondamentale tenere vivo il ricordo delle nostre colleghe uccise brutalmente, non a caso fummo i promotori della raccolta firme per dedicare una sala della Direzione Generale.
Ci sembra doveroso offrire ai figli un sostegno concreto attraverso l’avvio di una raccolta fondi, a testimonianza che le colleghe e i colleghi non dimenticano.
Momenti intensi sono stati vissuti durante la presentazione del progetto, Marisa Daniela e Rosanna erano presenti simbolicamente attraverso i “tre posti occupati”.
Promuoveremo l’iniziativa, in sintonia con quelle che già abbiamo avviato sui territori, una delle quali ha visto la presenza di Maria Andaloro, ideatrice di “Posto occupato”.
Continueremo, con impegno quotidiano, a sostenere le politiche di genere, contrastando ogni forma di violenza, e a promuovere anche neiluoghi di lavoro strumenti di sostegno come l’attivazione (in memoria di Rosanna) di un servizio telefonico dal titolo “AL TUO FIANCO”, rivolto alle donne che subiscono maltrattamenti e a cui si possono rivolgere per trovare un aiuto concreto.
Per questo aderiamo alla raccolta fondi del CUG, e invitiamo tutte e tutti a sostenerne il progetto in memoria di: Marisa Della Rocca, Daniela Nenni e Rosanna Belvisi.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

 

La Ces sta promuovendo una petizione da inviare a diversi ministri dell’UE. Possiamo far sì che l’UE conceda alle mamme e ai papà un congedo parentale di almeno quattro mesi. La nuova Direttiva attualmente in discussione a Bruxelles stabilisce standard minimi per il congedo parentale, il congedo di paternità e i permessi per i prestatori di cure. Introduce l’obbligo di retribuzione del congedo per i papà: 10 giorni in occasione della nascita del bebè e quattro mesi di congedo parentale ad uso esclusivo del padre. Troppi uomini europei non possono passare abbastanza tempo con i loro figli. Il peso della cura /dei bambini ricade principalmente sulle donne. In genere in Europa gli uomini non hanno diritto alla paternità e al congedo parentale, e anche nei paesi in cui è previsto il congedo, spesso si tratta di periodi brevi e non retribuiti. Per questo i papà non possono stare a casa con i figli anche quando vorrebbero, e sono costretti a cedere la loro quota di congedo alle mamme. D’altra parte le mamme faticano a reinserirsi nel mondo del lavoro e finiscono per restare relegate in ruoli di minore importanza, con una retribuzione inferiore a quella degli uomini.Questa petizione può supportare il buon esito della direttiva pertanto vi chiediamo di farla girare ed invitare quanti più lavoratori possibili a firmare al seguente link:

https://act.wemove.eu/campaigns/congedo-papa

Nicoletta Grieco

Incontro del 04 dicembre 2018

Martedì 04 dicembre, si è tenuto presso la sede dell’Agenzia del Demanio l’incontro previsto per l’approfondimento dell’istituto del Lavoro Agile.
La Direzione ha presentato una proposta di Accordo che, nella bozza, recepisce solo in parte le richieste avanzate dalle OO.SS durante i precedenti confronti.
Nell’ottica di riuscire ad agevolare il benessere dei dipendenti che presentano maggiori difficoltà nella conciliazione dei tempi vita – lavoro e per poter garantire la fruibilità dell’istituto ad una platea il più ampio possibile, è stata confermata la regionalizzazione dell’istituto (per la Direzione Generale, la Direzione Roma Capitale e la Direzione Lazio previsione di tre distinte graduatorie) e, per eventuali posti non assegnati nell’ambito delle singole strutture, l’attribuzione sulla base di una graduatoria nazionale tra tutti coloro che, pur avendo presentato domanda, non siano rientrati nella prima assegnazione territoriale.
Confermando il limite del 10% del personale come numero di postazioni disponibili, è stata introdotta la possibilità, una volta assegnato il totale delle posizioni, di valutare l’attribuzione di posti aggiuntivi a coloro che, in qualunque momento dell’anno, manifestino esigenze specifiche connesse a situazioni meritevoli di tutela opportunamente documentate.
E’ stato, inoltre, eliminato il vincolo delle attività istituzionali oggetto dell’attività in “lavoro agile” consentendo a tutti i dipendenti che presentino i requisiti previsti dall’Accordo di presentare la propria candidatura prescindendo dalla mansione svolta.
Restano tuttora punti nodali del confronto la definizione di criteri per l’accesso e la formazione della graduatoria che riescano a individuare modalità maggiormente aderenti alle condizioni individuali, quali ad esempio la proposta aziendale di eliminazione del criterio “distanza chilometrica” in favore del solo “tempo di percorrenza” e l’inserimento di eventuali fasce di reperibilità che consentano allo stesso tempo lo svolgimento dell’attività lavorativa in un arco temporale giornaliero più flessibile.
Nel prossimo incontro, previsto per il 17 dicembre, proseguirà l’approfondimento della proposta presentata.

FP CGIL                      CISL FP                   UIL PA               CONFSAL/UNSA           FLP
Gamberini                     Silveri                      Greggi                     Sempreboni                Cefalo

COMUNICATO AI LAVORATORI DELL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI

Sorpresa e delusione nel corso della presentazione da parte dell’Agenzia dei criteri di individuazione e
remunerazione delle Poer e degli incarichi di responsabilità.
Avevamo in realtà apprezzato la decisione del Direttore dell’Agenzia di accogliere la nostra richiesta di
definire il quadro delle responsabilità da istituire ed indennizzare con una proposta “unica” che
individuasse, insieme, le Poer e gli altri incarichi ai diversi livelli dell’amministrazione previo accordo
“stralcio” del CCNI che consente di concordare (art.7 lettera e) del CCNL Funzioni Centrali) la
attivazione di figure con “specifiche responsabilità”.
Ricordiamo in proposito che chiedevamo e continueremo a chiedere con forza per questi incarichi la
individuazione numerica rispetto alla analisi delle funzioni esercitate, nonché la previsione di indennità
di posizione e di risultato – da considerare in aggiunta ai compensi per produttività, straordinario, turni
ecc. – adeguate ed incrementate in misura sensibile.
Vi informiamo che l’Agenzia si è effettivamente presentata con un piano unitario che individua
l’insieme delle responsabilità esercitate, ma dobbiamo dire con chiarezza che la proposta è parsa
deludente, contraddittoria e, comunque, insufficiente a far compiere un conclusivo passo in avanti al
confronto e alla trattativa sulla base delle nostre richieste.
Il Piano prevede un aumento delle Poer rispetto alle 208 che ci erano state comunicate lo scorso 22
novembre. Peraltro se il criterio che sembra essere stato adottato, anche se in modo piuttosto
superficiale, è quello che ad ogni posizione dirigenziale (sono appunto 208) deve corrispondere una
Poer, l’Agenzia per prima – aumentandone inopinatamente il numero – se ne è discostata.
Noi abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà, sul piano generale, ad un aumento di tali posizioni,
rimarcando che non ne condividiamo comunque il metodo di individuazione, che pare privo di una
analisi approfondita delle funzioni e del grado di responsabilità da retribuire con tale istituto.
Abbiamo comunque proposto che andrebbero casomai previste, se di decidesse per una deroga del
criterio prescelto, ulteriori Poer nei maggiori uffici operativi.
Anche per quanto riguarda la individuazione delle procedure di selezione per le Poer l’Agenzia ha
presentato alcune modifiche alla proposta discussa lo scorso 22 novembre. Rispetto a tali novità,
alcune delle quali paiono francamente incomprensibili, abbiamo ribadito:
– di essere contrari alla introduzione della “valutazione” in aggiunta alle prove, soprattutto perché
le attività svolte dai candidati all’interno dell’amministrazione ed il colloquio sono già di per sé
elemento di valutazione degli stessi;
– di mantenere il peso attribuito alle prove (20 titoli di studio ed anzianità, 15 prova orale) ed il
punteggio di 15 alla prova scritta;
– di prevedere, tra i requisiti di partecipazione, un periodo di 5 anni di servizio in terza Area in
Agenzia.
La proposta che ci è stata presentata, partendo dal citato criterio generale, produce inevitabilmente
storture anche nella ulteriore individuazione degli Incarichi di Responsabilità Speciali (oltre 450) ai
quali l’Agenzia ha peraltro affiancato la proposta del mantenimento – al Centro e nelle DID – di 45 P.O.
che, ricorderete, furono istituite nel 2008 con il CCNL Agenzia Fiscali e che presuppongono una
indennità di posizione “omnicomprensiva” di 9000 euro.
In merito – rispetto ai circa 750 i dipendenti dell’Agenzia che ricoprono oggi incarichi di responsabilità e
P.O. per un costo, a carico del Fondo, che si aggira intorno ai 2 milioni 300 mila euro – abbiamo
ribadito che per la individuazione degli incarichi, che vanno introdotti in applicazione del CCNL
Funzioni Centrali, dovrà essere concordata – con criteri trasparenti – una spesa nettamente superiore
anche in considerazione del fatto che l’Agenzia potrebbe mettere in campo parte delle risorse non
spese negli anni scorsi a causa del meccanismo dei tetti alle risorse del comma 165.
Il confronto e la contrattazione proseguiranno nel corso della prossima settimana, a conclusione dei
quali, se nono ci saranno presentate proposte in linea con le richieste che abbiamo più volte
rappresentato in questi mesi, assumeremo tutte le conseguenti iniziative che valuteremo insieme al
personale.

FPCGIL                 CISLFP                          UILPA                          UNSASalfi
Iervolino                 Fanfani                    Procopio                  Veltri/Fici/Fiorentino

Una tragedia devastante, che registra due morti, uno dei quali un Vigile del fuoco. Alle famiglie e ai cari delle vittime vogliamo esprimere il nostro cordoglio e siamo vicini ai tanti feriti, come al Vigile del Fuoco ricoverato in condizioni gravissime e come ai lavoratori del 118 prontamente intervenuti e investiti dalle fiamme”. Così la Fp Cgil Roma e Lazio e la Fp Cgil Nazionale in merito all’esplosione avvenuta oggi in un distributore di carburante sulla via salaria, nel reatino, e che al momento avrebbe registrato decine di feriti e due vittime.

“Non è il momento questo di fare valutazioni sulla natura dell’incidente, aspettiamo e rispettiamo il lavoro che dovrà fare la Magistratura – aggiungono -. Il nostro pensiero e le nostre priorità vanno adesso alle vittime e ai feriti coinvolti e nelle prossime ore, insieme alle altre organizzazioni sindacali, metteremo in campo iniziative di solidarietà e di concreto sostegno. Ma non possiamo non ribadire, ancora una volta, come il nostro paese debba fare del tema della salute e della sicurezza sul lavoro una assoluta priorità. Le morti sul lavoro che registriamo sono un vero e proprio bollettino di guerra ed è ora di dire basta”, concludono Fp Cgil Roma Lazio e Nazionale.

DOPO LO SCIOPERO IL CONTRATTO DEI MEDICI E DIRIGENTI SANITARI È AL PUNTO DI PARTENZA.
SENZA SOLUZIONI CONCRETE POSSIBILI NUOVI SCIOPERI

Lo sciopero unitario dei Medici, Veterinari e Dirigenti sanitari del 23 novembre ha registrato una partecipazione senza precedenti, una ribalta mediatica eccezionale, un correre di Ministri e Regioni al capezzale della sanità pubblica. Con promesse ed impegni che, però, stentano a tradursi in fatti.
The day after è, infatti, una pagina vuota, ancora da scrivere, e le richieste delle Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria appaiono perse nei meandri della burocrazia, degli incontri a due o a tre, nelle furbizie e negli opportunismi di vario genere e di varie parti. Di modo che latitano ancora le condizioni necessarie per il rinnovo, dopo 10 anni, del contratto di lavoro, irrinunciabile strumento di governo, anche della spesa, e di innovazione dei modelli organizzativi, delle forme retributive, dei contenuti e delle tipologie di lavoro, capace di frenare la fuga dei medici e dei dirigenti sanitari dagli ospedali e di rendere questo lavoro di nuovo attrattivo per i giovani.
La discussione della Legge di Bilancio, e dei provvedimenti collegati, procede senza che si intravveda il mantenimento degli impegni assunti con i medici, ed i cittadini, fin dal contratto di governo,un testo sacro per tutto ma non per il capitolo salute. Il maxiemendamento che include l’indennità di esclusività nella massa salariale dal 1/1/2019, rischia di tradursi in beffa se, dopo avere dimenticato il rinnovo contrattuale in corso, la sua decorrenza non viene chiaramente ancorata al triennio contrattuale 2019-2021, essendo alto il rischio di un effetto ritardato alla tornata contrattuale 2022/2024 . E continua ad ignorare il recupero della dinamica contrattuale che coinvolge la RIA, forse la principale motivazione dello sciopero. In compenso, prova a destrutturare lo stato giuridico dei professionisti del SSN, aprendo ai contratti privati con medici senza specializzazione e pensionati. Un inaccettabile processo di precarizzazione di ritorno, dopo aver giurato e spergiurato sulla sua scomparsa con il decreto “Dignità”, l’assunzione da parte di Regioni ed aziende di un ruolo di nuovo caporalato, che chiama al lavoro chi vuole ed al costo che vuole,alla faccia della retorica dell’appartenenza.
Senza le auspicabili modifiche, saremmo di fronte ad un rimedio peggiore del male, una presa in giro, un danno presente e futuro, una frattura profonda tra le istituzioni ed i professionisti del SSN.
Il declino della sanità pubblica, sottoposta a continui e pesanti tagli che già peggiorano gli indicatori di salute, rischia di essere senza ritorno, se la agenda politica del Governo non restituisce valore al suo capitale umano, oggi lasciato esposto alla delegittimazione sociale, alle aggressioni, a rischi legali sempre meno sostenibili a fronte di retribuzioni bloccate al 2010, alla incertezza del futuro per i giovani, al maltrattamento contrattuale e, ciliegina sulla torta, alla criminalizzazione e militarizzazione dell’attività libero professionale intramoenia. La quale, giova ricordare, è l’istituto più regolamentato di tutta la pubblica amministrazione, attraverso tre leggi (“Bindi”, “Turco”, “Balduzzi”), tre contratti di lavoro nazionali, ventuno regolamenti regionali e centinaia aziendali. Per affossare una attività che rappresenta un diritto dei medici e dirigenti sanitari e degli stessi cittadini, donne in particolare, cui garantisce la libera scelta di un professionista , si mettono in campo carabinieri e guardia di finanza,come per le operazioni anti mafia, per criminalizzarla e poterla trasferire alla sanità privata, con l’intermediazione di fondi, mutue e assicurazioni, non avendo il coraggio di affrontare le vere cause delle liste d’attesa.
Continuare il gioco del cerino tra le istituzioni, vuol dire che le Regioni, con la complicità del Governo, non hanno alcuna intenzione di rinnovare il CCNL della dirigenza sanitaria, se non a condizioni che legittimino il saccheggio dei fondi contrattuali, e di onorare gli obblighi datoriali, se non nella logica dei padroni delle ferriere, giocando sulla pelle dei cittadini e dei medici, visto che i disagi non li sopportano certo gli assessori. Da parte nostra, rifiutiamo ogni ipotesi di scambio al massimo ribasso, figlia di una esegesi creativa di leggi e contratti, piegata alla volontà di coniugare il poco aggiunto a livello nazionale con il molto sottratto a livello aziendale, una mancia con un bottino.
Il Ministro della salute, che il 23 novembre ha dichiarato di essere “con i lavoratori della Sanità, in ogni caso”, rischia una sconfitta politica se viene meno all’impegno, assunto a nome del Governo, ad ascoltare i medici per rimediare ai guasti che nel passato hanno esasperato le situazioni di disagio reale del Servizio sanitario. Non è solo un problema economico. Per dirlo con parole del Ministro “….. nell’anno che celebra il quarantennale del nostro SSN, dobbiamo ripartire da chi questo sistema lo ha fatto diventare grande: i professionisti che lavorano in corsia, negli ambulatori periferici, nei laboratori, nelle guardie dimenticate da tutti, nei pronto soccorsi affollati”.
Questa è una promessa da non tradire. Se si vogliono evitare nuovi scioperi più incisivi nelle prossime settimane.

Apprendiamo notizia che durante le operazioni di soccorso nella provincia di Rieti, nelle vicinanze di  in un distributore di benzina sulla Via Salaria alcuni colleghi, uno dei quali sembrerebbe con estreme conseguenze,  sono stati interessati da una esplosione. In attesa di avere più dettagliate informazioni sulla dinamica dei fatti, ci stringiamo con affetto e partecipazione ai colleghi coinvolti  e alle loro famiglie.

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