COMUNICATO SULL’INCONTRO DEL 28 NOVEMBRE 2018
PER IL RINNOVO DELL’A.C.N. DEL PERSONALE SANITARIO
AMBULATORIALE DEI SASN

Nella mattinata del 28 novembre 2018, nella sede di via G. Ribotta, si è tenuto l’incontro con la delegazione di parte pubblica (Dr. Damario, D.ssa Damonte, D.ssa Velluccie Dr. Forte) per continuare l’esame della bozza di accordo collettivo nazionale riguardante il personale sanitario degli ambulatori SASN, scaturita dal lavoro svolto in sede di contrattazione nei mesi scorsi . .
I rappresentanti della Fp CGIL, pur esprimendo un sincero apprezzamento per il buon lavoro svolto dai colleghi della Direzione generale della Prevenzione che si stanno occupando della redazione della bozza di accordo, hanno richiesto una implementazione del testo presentato, in particolare su

a) Riconoscimento dei benefici della legge n. 104/92 per il personale sanitario oggetto
dell’A.C.N.;
b) Estensione dell’astensione per gravidanza e puerperio anche al periodo facoltativo;
c) Introduzione dei congedi parentali per il personale sanitario oggetto dell’A.C.N.;
d) Esplicitazione delle nuove tariffe economiche orarie anche in previsione del calcolo
degli arretrati dal 1 gennaio 2016;
e) Armonizzazione della disciplina della formazione permanente.
Le nostre richieste sono state condivise da altre OO.SS. presenti al tavolo .

La parte pubblica ha espresso le proprie perplessità riguardo al riconoscimento dei
benefici della legge n. 104/92 per i lavoratori e le lavoratrici del settore sanitario dei SASN,
seppure gli stessi benefici sono stati introdotti nell’accodo per i Medici, che fa riferimento
all’Accordo nazionale SUMAI .
Per quanto attiene alle altre richieste, i rappresentanti di parte pubblica si sono dichiarati disponibili ad approfondire le richieste . In particolare il Dr. Damario ha espresso il proprio parere positivo alle richieste sul periodo di astensione in gravidanza e sui congedi parentali .
Per la parte economica ci siamo resi disponibili anche ad una collaborazione con i colleghi della DG PREV per l’individuazione dei testi dei CC NN LL della Sanità pubblica a cui fare riferimento .
La prossima riunione è stata ipotizzata per i primi giorni del mese di gennaio 2018 (il 10).
Vi terremo informati sui prossimi sviluppi della trattativa .

Roma, 29 novembre 2018

La delegazione FP CGIL
Carla Mari
Fabio Lupi

Si trasmette la ministeriale n.0375330U del 30.11.2018 di cui all’oggetto.

Al Presidente della Corte dei conti

Al Segretario Generale della Corte dei conti

Al Vice Segretario Generale

e, p.c.

Al Dirigente Generale del Servizio Risorse Umane e Formazione

Alla Commissione Sussidi

Al Servizio Relazioni Sindacali

Al Personale della Corte dei conti

LORO SEDI

Oggetto: Circolare n. 51/2018 – Sussidi per il personale dipendente ed Atto generale di indirizzo 2018.

Con riferimento alla circolare n. 51 del 15/11/2018 e all’atto generale di indirizzo n. 28 del 12/11/2018, le scriventi OO.SS., firmatarie dell’Ipotesi di Accordo sui sussidi, sottoscritta in data 6 agosto 2018, ai sensi dell’art. 80 del CCNL 2016-2018 Funzioni Centrali, esprimono forte contrarietà per le decisioni assunte unilateralmente dall’Amministrazione che hanno stravolto la portata e il contenuto dell’Accordo, arrecando grave nocumento alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori della Corte dei conti.
In modo particolare, sono stati adottati criteri per l’attribuzione dei sussidi non solo non concordati in sede negoziale (“per grave situazione economica si intende la sopportazione di spese che incidano per più del 40% di ISEE” – art. 9, comma 2 dell’atto generale di indirizzo), ma addirittura contrari a quanto previsto nell’Ipotesi di Accordo, di cui si allega copia, che riconosce i sussidi “per spese straordinarie in caso di grave situazione economica, derivante da causa di forza maggiore, anche provocata da rilevanti spese mediche”.
Pertanto, queste OO.SS. chiedono il ritiro immediato della suddetta circolare e dell’atto generale di indirizzo, nonché la sospensione dei lavori della Commissione Sussidi.
Contestualmente rappresentano l’urgenza della riapertura del tavolo negoziale.
In attesa di un urgente riscontro, si inviano cordiali saluti.

Roma, 27 novembre 2018

FPCGIL           CISLFP            UILPA        CONFSAL/UNSA            CONFINTESAFP
Di Folco         Guarente          Amidani              Cafiero                           Stefanangeli

Pubblichiamo la Circolare dell’ Ufficio Attività Sportive  in merito al 13° Campionato Italiano VVF di Corsa campestre   Memorial  “Pinuccio La Vigna” che si svolgerà in data 27 gennaio 2019 in località  San Vittore Olona (MI), la manifestazione è la prima prova del circuito podistico VVF 2019

“Disapproviamo la scelta dell’ordine dei medici di Bologna di radiare l’assessore alle politiche sanitarie dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi”. Queste le parole di Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, e Vittorio Dalmastri della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn dell’Emilia Romagna, circa la radiazione dell’assessore per scelte politico/gestionali “che nulla hanno a che vedere con l’esercizio della professione”.

“È inaccettabile che un medico venga giudicato per questo. Se la facoltà di giudizio supera i confini professionali, entriamo in ambiti discrezionali che non sono più governabili. Gli ordini in questo modo rischiano di diventare dei tribunali dell’inquisizione in cui questioni ideologiche condizionano quelle deontologiche” sottolineano Filippi e Dalmastri. Inoltre, la Fp Cgil medici non condivide la posizione dell’ordine dei medici di Bologna di criticare le scelte della Regione, al contrario “abbiamo apprezzato lo sforzo di valorizzare tutte le professionalità per migliorare l’efficienza dei servizi. Il dibattito sull’integrazione delle professionalità in una visione multidisciplinare è molto complesso e non può e non deve essere condizionato da una logica corporativa che alza barricate che dividono gli operatori sanitari e allontanano la cittadinanza”.

Concludono Filippi e Dalmastri: “Ci sentiamo offesi dall’iniziativa intrapresa dall’ordine di Bologna perché crediamo che una posizione così corporativa sia lesiva dell’immagine del medico impegnato quotidianamente a tutelare la salute dei cittadini e non a difendere la propria posizione sociale. Il problema delle competenze e delle responsabilità dei professionisti della salute non può essere liquidato con un atto miope e parziale che divide invece di unire”.

Serena Sorrentino rieletta segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil. Oggi a Perugia, al termine della quattro giorni dell’11° Congresso nazionale della categoria della Cgil che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici, l’Assemblea generale appena eletta ha riconfermato Sorrentino alla guida della Fp Cgil con il 96% di voti a favore. Su 187 votanti, infatti, hanno votato a favore in 179, 6 i no e 2 gli astenuti.

“È stato un Congresso straordinario, di grande orgoglio di categoria, una vera e propria festa popolare. Adesso abbiamo davanti un periodo impegnativo – ha affermato Sorrentino -. Il documento finale ci impegna a mettere in campo iniziative per rappresentare al meglio le lavoratrici e i lavoratori. Abbiamo fatto una scelta: quella di fare un congresso politico e di dibattere del merito. Dobbiamo portare questo nostro valore in Cgil e chiedere che riconosca il nostre essere ‘valore pubblico’’, ha concluso.

 

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Pubblichiamo il comunicato unitario relazioni sindacali – Inapplicabilità procedura semplificata e prosecuzione confronto nazionale.

 

 

 

“Dobbiamo ampliare la nostra capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini”

Oltre 820 mila dipendenti pubblici in meno della Germania e più di 1 milione e 400 mila in meno rispetto agli Stati Uniti, con un’età media di 50 anni e solo il 2% di under 34. Ma l’Italia ha anche un record: il numero di over 55, ben il 45% del personale. Questa la fotografia dell’occupazione nella Pa fornita da Enzo Bernardo della Funzione Pubblica Cgil Nazionale, all’11° Congresso della categoria dei servizi pubblici, a Perugia.

“Se improvvisamente una norma internazionale obbligasse l’Italia ad avere lo stesso di numero di dipendenti pubblici degli altri paesi dell’Ocse saremmo costretti ad assumere almeno 821mila persone per raggiungere il livello della Germania e oltre un milione e 400 mila nuovi addetti per avere lo stesso rapporto degli Stati Uniti – spiega Bernardo, illustrando i dati -. Oggi la pubblica amministrazione italiana può contare sul 70% in meno di dipendenti rispetto alla Germania, il 65% rispetto al Regno Unito e il 60% della Francia”. Non solo il numero di dipendenti, ma anche la loro età ha, in Italia, una tendenza diversa. “La media Ocse di under 34 è del 18%, a fronte del 2% italiano. La media di over 55 invece è del 25%, a fronte del nostro 45%. L’età media dei dipendenti pubblici italiani è di oltre 50 anni e cresce ogni 6 mesi ogni anno”.

“E’ questa la drammatica fotografia dell’occupazione della nostra pubblica amministrazione e perciò della sua capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, delle imprese, e delle altre pubbliche amministrazioni”. Conclude Bernardo: “Abbiamo bisogno di definire il numero necessario di dipendenti pubblici perché il perimetro pubblico diventi capace di ampliare le sue capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, di diventare espressione del valore pubblico, di essere davvero forza motrice dello sviluppo del nostro Paese”.

Messaggio del professor Marmot, tra i più autorevoli epidemiologi al mondo, al congresso della Fp Cgil: “Drammatica la riduzione dell’aspettativa di vita, conseguenza delle politiche di austerità. Serve un approccio sociale al problema”

di Fabrizio Ricci, Rassegna.it

L’aspettativa di vita nei paesi europei è cresciuta di anno in anno sin dalla fine della Grande Guerra, quindi da cent’anni a questa parte. Ma poi nel 2011 è cambiato qualcosa. La curva si è appiattita, sia per gli uomini che per le donne. L’aspettativa di vita ha smesso di crescere, anzi, ha cominciato a calare. In Italia, ad esempio, dopo il picco di 83,09 anni del 2014 (nel 1960 era 69,12), l’aspettativa è scesa a 82,54 nel 2015 ed è rimasta uguale anche nel 2016.

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“Condizioni di vita di qualità favoriscono la salute dei pazienti”

 

“A che pro curare le persone per poi riportarle nelle condizioni che le hanno fatte ammalare?”. È con questo interrogativo che si apre l’intervento di Sir. Michael Marmot, professore di Epidemologia e Sanità pubblica alla University College di Londra, alla terza giornata dell’XI Congresso della Fp, nel quale spiega come salute e fattori sociali siano strettamente correlati, argomento di cui parla nel suo libro ‘The Health Gap’.

Il professor Mormot illustra come le aspettative di vita in Gran Bretagna (e non solo), cresciute costantemente negli ultimi cent’anni, stiano invece subendo un’importante inversione di rotta dal 2011. “Un rallentamento che va’ di pari passo con la crisi economica degli ultimi anni e le politiche di austerità e che spiega, dunque, come la salute sconti gli effetti dei fattori sociali, dell’equità e, quindi, delle disparità sociali”.
Le politiche di governo possono dunque fare moltissimo per arrestare il fenomeno, secondo il famoso epidemiologo. “Cosa si può fare? Intervenire, fin dalla primissima età sulla qualità della vita, a partire dall’educazione e dalla formazione. Un buon rendimento scolastico prefigura la possibilità di proseguire gli studi, di avere un posto di lavoro di migliore qualità e dunque, a cascata, un reddito più elevato, un alloggio migliore e, infine, uno stato di salute migliore”.

Marmot, nel suo intervento, dedica un focus anche allo stato dei servizi pubblici. “Vi sono stati tagli impietosi che hanno contribuito all’andamento delle aspettative di vita degli ultimi anni”. Infatti, secondo il professore, i dati mostrano un chiaro nesso tra le morti premature e la mancanza di risorse: quanto più elevata è la mortalità precoce, maggiore è il taglio effettuato alle risorse destinate ai servizi. “Nella salute pubblica si vuole che i governi spendano i propri fondi, ma da dove derivano questi fondi? Dal gettito fiscale e tributario. Il che significa che evasione ed elusione fiscale diventano potenzialmente un problema di salute pubblica”. Con questa provocazione il professor Marmot chiude il suo intervento, e con la raccomandazione a prestare attenzione ai fattori sociali, elemento determinante per la salute e il benessere dei pazienti della sanità pubblica.

 

Voci di delegate e delegati al congresso della Fp Cgil a Perugia. Nel 1998 un cambiamento epocale, da allora grandi avanzamenti, ma anche sfide e difficoltà nuove. “Viviamo il nostro ruolo come una missione, bisogna credere di più nelle sue potenzialità”

di Rassegna.it, Fabrizio Ricci

Nel novembre 1998, esattamente 20 anni fa, prendeva il via l’esperienza delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le Rsu, nel pubblico impiego. L’accordo quadro del 7 agosto di quell’anno aveva infatti sancito che le organizzazioni sindacali avrebbero rinunciato “formalmente ed espressamente” a costituire le Rsa previste dallo Statuto dei Lavoratori, per sperimentare (come nel privato) questa nuova forma di rappresentanza, attraverso il voto di lavoratrici e lavoratori.

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Pubblichiamo la revisione dell’organizzazione deputata alla gestione  amministrativa delle risorse della F.A.

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