Pubblichiamo la convenzione stipulata tra il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione ed il Dipartimento dei Vigili del Fuoco riguardo il presidio antincendio VVF presso l’Hotspot in Lampedusa.

SELEZIONE P.O.E.R.: ORMAI PROSSIMO IL BANDO

Dopo i recenti incontri con il nuovo direttore generale Antonino Maggiore è emersa l’esigenza da parte del nuovo vertice di ridefinire qualche aspetto della riorganizzazione varata dal precedente direttore, con particolare riferimento agli Uffici Centrali, ma soprattutto è emersa l’importante novità in merito ai criteri di selezione delle nuove figure professionali delle POER.
E’ stata rappresentata, infatti, l’esigenza che la selezione delle POER, inizialmente prevista attraverso un colloquio e la valutazione dei titoli fosse “rafforzata” da una prova preselettiva. Pertanto, ai già previsti max 15 punti per i titoli e ai max 15 punti per il colloquio la prova preselettiva avrà a sua volta un max di 15 punti con uno sbarramento della “sufficienza” che sarà a breve definito dalla stessa Agenzia.
I limitati spazi di confronto sulla materia che la legge non riserva alla contrattazione non ha consentito neanche di dettagliare molto di più di quanto in sintesi esposto.
Critiche e perplessità, in tal senso, sono state rappresentate dal fronte sindacale in particolare per la circostanza che si sta delineando una selezione ibrida che mischia i connotati di una procedura concorsuale con aspetti prettamente legati a formule di interpello.
Infatti, fortemente criticato è stato l’intenzione di prevedere, alla fine delle descritta procedura di selezione, dei “range” di voti tra cui individuare i candidati a cui assegnare gli incarichi “non necessariamente, quindi, a colui che riporta il voto complessivo più alto”… comprenderete le nostre non sono semplici “perplessità”.
La definizione delle nuove figure professionali delle POER, pari a quasi 1.500 incarichi, costituirà il nuovo assetto gestionale dell’Agenzia delle Entrate pertanto, a parere delle Scriventi, sarebbe stato opportuno predisporre procedure di selezione che non prestino facilmente il fianco a una serie di ricorsi.
Di fatto è ormai prossimo il primo bando che riguarderà tutte le 1.252 posizioni POER previste dalla riorganizzazione nelle Direzioni Regionali e Provinciali (escluso la D.P. di Bolzano). Seguirà, successivamente, il bando per le posizioni previste negli Uffici Centrali che porteranno complessivamente sul territorio nazionale un numero pari a 1.483 POER.
Per la predisposizione delle prove scritte preselettive sono già al lavoro 5 commissioni a livello centrale mentre saranno 10 le commissioni, composte a livello interregionale, che valuteranno le prove dei candidati.
La tipologia di incarichi e le relative prove scritte saranno coerenti con la tipologia di “famiglia professionale” (es.: controllo, legale e riscossione, consulenza, servizi fiscali, servizi catastali, servizi pubblicità immobiliare, Staff, ecc.).
Il funzionario interessato potrà, quindi, scegliere di concorrere fino a due tipologie di incarico (famiglie professionali) e/o due regioni (o uffici centrali) a prescindere dalla sede di servizio.
Gli incontri con il vertice dell’Agenzia sono stati l’occasione anche di essere informati sul prossimo (così dichiarato) emanazione di un bando concorsuale a 160 posti da dirigente (di cui 10 riservati per posizioni inerente i servizi catastali) nonché il riavvio della vecchia procedura “concorsuale” a 175 posti da dirigente dopo che, quest’ultima, sarebbe uscita dopo anni da numerose vicissitudini legati ai
molti ricorsi.
In merito al concorso specifico a 175 posti abbiamo rappresentato la nostra contrarietà a che venga ripreso (dopo oltre 10 anni!) in quanto ormai non più attinente alle effettive esigenze dell’amministrazione e assolutamente incoerente come criteri di selezione. Infatti, stride, anche a confronto con la tipologia di selezione prevista per le POER, sostenere la legittimità di un concorso a dirigente in cui è previsto il solo colloquio orale e che ha visto definito, da parte delle commissioni preposte, una valutazione irrisoria dei titoli dei candidati che, oltre ad essere non più attinenti con quanto recentemente stabilito per decreto dalla Funzione Pubblica, elude il giusto equilibrio del punteggio da attribuire ai titoli stessi rispetto a quello della prova orale che diverrebbe così unica prova “selettiva”.

Roma, 6 novembre 2018

FP CGIL              CISL FP                UIL PA             CONFSAL/UNSA
Boldorini                Silveri               Cavallaro                     Sempreboni

Dott.ssa Elisabetta Trenta
Signora Ministro,

siamo certi rammenterà che in occasione del primo, e finora purtroppo, unico breve incontro avuto
tra le parti lo scorso 19 Luglio, le scriventi organizzazioni sindacali – che insieme rappresentano circa il 92% del personale civile della difesa sindacalizzato – Le rappresentarono l’urgenza di intervenire su talune rilevanti criticità, peraltro contenute, insieme alla trattazione di molte altre importanti questioni, nel documento riassuntivo che Le facemmo pervenire prima della predetta riunione.
La più importante delle quali – quella afferente i drammatici bisogni assunzionali manifestati in particolare dall’area operativa e tecnico industriale della Difesa, di cui Lei stessa si fece carico nell’ambito dell’intervento successivamente prodotto avanti le Commissioni difesa di Camera e Senato in seduta comune – fu proprio quella che in seguito è divenuta centrale nel dibattito politico e nell’azione di governo che ha ispirato l’assunzione di taluni provvedimenti di carattere straordinario per la P.A. inseriti nella legge di bilancio 2019, stando almeno alla bozza che è stata licenziata dal Consiglio dei Ministri e resa pubblica.
Nel corso dell’incontro tenuto tra le parti lo scorso 26 ottobre presso il Gabinetto, i Suoi Consiglieri
e diretti collaboratori che hanno presieduto alla riunione ci hanno informato dell’elaborazione, e successivo invio al Dipartimento della Funzione Pubblica, di un piano straordinario di fabbisogno di personale civile messo a punto dalla Difesa che avrebbe dovuto conseguire l’assunzione di oltre 2.000 dipendenti, stante probabilmente anche la richiesta in tal senso avanzata dagli Stati maggiori.
Notizia accolta con grande soddisfazione dalle scriventi organizzazioni sindacali, che in tempi non sospetti, e in numerose altre occasioni avevano avuto modo di soffermarsi sulla gravità del problema generato alla Difesa, sia per effetto del blocco del turn over over imposto dalle misure attuate dai governi che si sono fin qui succeduti alla guida del Paese, sia per le conseguenze prodotte dalla legge n. 244 del 2012, che di fatto non ha realizzato alcun risultato tangibile tra quelli sperati, evidenziando in tutte le sedi istituzionali l’assoluta necessità di realizzare invece concretamente, accanto al piano ordinario triennale dei fabbisogni, un programma straordinario di assunzioni volto alla soluzione della annose problematiche che stanno ormai riducendo drammaticamente la potenziale capacità produttiva industriale dello Stato nella Difesa.
Invece, con nostra grande sorpresa e malumore, abbiamo dapprima appreso e poi materialmente
constatato che sulla bozza di DEF approvato dal Consiglio dei Ministri trasmesso alle competenti
commissioni parlamentari per il consueto iter non c’è alcuna traccia degli stanziamenti economici destinati alle assunzioni nel Ministero della Difesa, mentre trovano piena soddisfazione i piani assunzionali presentati da altri Ministeri e Pubbliche Amministrazioni.
Confidavamo in ben altro risultato, signora Ministro, inutile girarci attorno, vengono ancora una volta tradite le aspettative ingenerate dall’assunzione di impegni precisi e circostanziati da parte del vertice
politico del dicastero della Difesa che i lavoratori – da noi sempre puntualmente informati – non sono
disposti a tollerare oltre senza manifestare pubblicamente il proprio forte e condivisibile dissenso.
In ragione di quanto sopra esposto, e nelle more delle decisioni che queste OO.SS. riterranno necessario assumere a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati, Le chiediamo di fissare un urgente incontro tra le parti al fine di poter almeno assumere ogni utile informazione al riguardo.

 

       Fp Cgil                                           Cisl Fp                           Uil Pa                            Confsal Unsa
Francesco Quinti        Massimo Ferri/Franco Volpi    Sandro Colombi      Gianfranco Braconi

 

Si mette in crisi occupazione, a rischio 50 mila lavoratori sistema immigrazione

 

La fiducia sul decreto sicurezza è una scelta sbagliata, presa su uno dei provvedimenti più ingiusti di questo governo“. Così la Fp Cgil Nazionale in merito al decreto sicurezza in oggi al Senato e alla questione di fiducia posta, sottolineando come “gli effetti del decreto si respirino già, attraverso diverse iniziative restrittive: le circolari coprifuoco e controllo pacchi a Firenze, la mancata apertura a Roma di un centro d’accoglienza di migranti e richiedenti in seguito ad un presidio di neofascisti e leghisti, l’azzeramento del progetto ‘Integrazione’ da parte del Viminale”.

Nel decreto inoltre, osserva la Funzione Pubblica Cgil, “c’è il taglio delle risorse che ricadrà anche sulle spalle delle lavoratrici e lavoratori impiegati, tra pubblico e privato, nel settore dell’accoglienza, come denunciammo alla nostra iniziativa Palermo ‘Uecare’. Il lavoro degli operatori e degli assistenti sociali rischia di esserne snaturato: un ruolo volto all’inclusione sociale e che invece rischia di trasformarsi, rendendo questi lavoratori veri e propri controllori degli ospiti dei centri”.

Inoltre, continua la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “non solo si produce una riduzione dei diritti dei richiedenti asilo, ma si mettono in crisi anche i livelli occupazionali degli operatori che agiscono nel settore immigrazione, che stimiamo possa tradursi in circa 50 mila lavoratori a rischio. Pesanti potrebbero essere le ripercussioni sul sistema della cooperazione sociale che in questi anni ha garantito, insieme al pubblico, i servizi necessari per l’accoglienza e l’inclusione. La riduzione del costo per ospite dai 35 euro attuali a 19/26 euro secondo la dimensione del centro di accoglienza, sulla base di contratti tipo elaborati insieme all’Anac, impediranno l’erogazione di servizi efficaci ed efficienti e rappresentano un serio pericolo per l’occupazione”.

Per queste ragioni, “in vista dell’incontro tra il ministro dell’Interno Salvini e le istituzioni locali, abbiamo scritto ai vertici della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi, per sostenere l’allarme lanciato da diversi amministratori locali circa gli effetti che il decreto produrrà sui servizi e sul lavoro“. Infine, sul punto della sicurezza, “la situazione non è migliore: si aggiungono altre fattispecie per l’applicazione del Daspo urbano, si allarga l’utilizzo del taser alla polizia locale, si inaspriscono le sanzioni relative alle occupazioni e ai blocchi stradali mentre, al contrario, nell’ambito delle misure per il contrasto alle organizzazioni mafiose, si inseriscono norme quantomeno pericolose, come quella che dà la possibilità a soggetti privati di acquistare beni confiscati alla mafia, nonostante sia conosciuta la capacità delle organizzazioni criminali di agire attraverso intermediari per la riacquisizione di immobili o aziende sequestrate”, conclude la Fp Cgil.

 

Guarda la nostra video inchiesta sul lavoro nei servizi per l’immigrazione: ‘migr[A]zioni’

SOTTOSCRITTO IN VIA DEFINITIVA IL CCNI PARTE ECONOMICA 2018
 PER IL MINISTERO DIFESA

AL VIA IL PAGAMENTO IMMEDIATO DEL 50% DEL FONDO
STRAORDINARIO DI 21 MILIONI PER IL PERSONALE CIVILE

Sottoscritto in via definitiva il Contratto Integrativo – parte economica – del Ministero della Difesa sulle distribuzione delle risorse economiche relative all’anno 2018, le cui disposizioni, dunque, entrano in vigore da oggi, 7 novembre.
Smentiti anche in questa circostanza, i profeti di sciagura che speravano in una bocciatura degli organi di controllo all’ipotesi di accordo che non avevano potuto sottoscrivere ed al suo tentativo coraggioso di distribuire, entro l’anno, parte del fondo straordinario di 21 milioni da NOI ottenuto per il personale civile del Ministero Difesa.
Ed invece no! MEF e Funzione Pubblica hanno dato il via libera definitivo, rendendo possibile il pagamento entro il prossimo mese di dicembre, di un acconto del 50% del fondo, pari a € 303,60 pro capite della somma complessiva individuale disponibile di € 607,21, utilizzando la Performance Organizzativa.
Il Contratto sottoscritto ieri recepisce le disposizioni del CCNL delle Funzioni Centrali del 12 febbraio 2018 su diversi istituti economici ed indennità che, o si rinnovano integralmente (turnazioni) o che vengono confermate, con alcune precisazioni migliorative nella struttura conosciuta da anni (rischio, reperibilità, sede disagiata, ecc.).
Le risorse destinate al Fus di sede per il 2018 sono pari ad una somma pro capite di € 132,94, mentre la somma destinata alla performance individuale è pari ad € 67,84.
Le risorse complessivamente destinate al Fus ed alla performance individuale sono necessariamente contenute, per la scelta di realizzare velocemente le progressioni economiche (il cui bando è atteso da un giorno all’altro), nell’accordo stralcio che, come è indicato nell’intesa, sono previste anche per il 2019, ovviamente nei numeri consentiti dalle risorse disponibili.
Se l’ importo irrisorio destinato alla Performance individuale consentirà di depotenziare il suo macchinoso meccanismo di ripartizione, la nuova classificazione del personale prevista dal CCNL, che dovrebbe vedere luce forse entro l’anno, consentirà di rendere finalmente giustizia al personale della prima area come da tempo ormai stanno chiedendo le scriventi al vertice politico, ovviamente nelle more delle azioni che comunque queste OO.SS metteranno in campo prossimamente.
Infine, e come già preannunciato, vi informiamo che il direttore generale del personale ci ha comunicato che a giorni uscirà il bando di mobilità.
Contrattiamo diritti, ed alle chiacchiere fuori luogo preferiamo contrapporre i fatti, e quelli sono ineludibili.

 

            Fp Cgil                             Cisl Fp                                         Uil Pa                     Confsal Unsa
Francesco Quinti          Massimo Ferri/Franco Volpi       Sandro Colombi      Gianfranco Braconi

Appuntamenti a Milano, Roma e Napoli, al centro proposte per una ‘Pa migliore’

 

‘Contrattiamo Diritti’. Giovedì 8 novembre Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl promuovono tre grandi assemblee unitarie interregionali a Milano, Roma e Napoli. Tre appuntamenti con al centro la rivendicazione dell’avvio del confronto per il rinnovo dei contratti nazionali 2019-2021 delle Funzioni Locali, della Sanità Pubblica e delle Funzioni Centrali, insieme al sostegno alle proposte contenute nel documento unitario approvato dagli esecutivi unitari delle categorie, dal titolo ‘Contrattiamo Diritti’. Sono undici punti per una Pa migliore, che mettono al centro un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse, e che i sindacati vorrebbero sottoporre al governo anche in vista dell’approvazione della legge di Bilancio.

Questi gli appuntamenti. A Milano, alla presenza del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, e del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, presso la Sala Valente del Tribunale Civile in via Freguglia 14 a partire dalle ore 10. A Roma, dove sarà presente la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio in piazza del Campidoglio 55 dalle ore 10. E, infine, a Napoli, con il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, e il segretario generale della Uil Pa, Nicola Turco, presso l’Auditorium Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, in viale della Costituzione 80, sempre dalle ore 10.

Assunti alcuni impegni rispetto alle richieste che abbiamo avanzato in passato e che mandano un segnale al personale di Polizia Penitenziaria. Impegni che però non sono risolutivi dei problemi prospettati. Ci preoccupa invece il silenzio sulle risorse da stanziare per il rinnovo del contratto di lavoro e sul riordino delle carriere“. Così il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria al termine della incontro con il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone.

“In materia di sicurezza e funzionalità delle strutture penitenziarie – fa sapere Prestini – si prevede di stanziare 2 milioni per il 2018, 15 per il 2019 e 25 a partire dal 2020, quando solo per la manutenzione degli istituti penitenziari servirebbero 40 milioni ogni anno. Per contrastare il fenomeno del sovraffollamento delle carceri sono in discussione accordi con i paesi di origine dei detenuti per far scontar loro la pena in patria, accordi il cui esito non è affatto scontato, e si potrebbero ottenere 5.000 nuovi posti convertendo in istituti penitenziari caserme dismesse. Riteniamo che se non viene potenziato il ricorso alle misure alternative alla detenzione, anche questa soluzione risulterà insufficiente e potrebbe portarci ad una nuova condanna della Cedu”.

Prospettato inoltre, prosegue Prestini, “un piano di assunzioni che oltre a recuperare le unità perse per i pensionamenti, dovrebbe portare nel 2019 ad assumere 800/900 poliziotti in più rispetto agli anni precedenti. Ci preoccupa che le nostre richieste di chiarimenti sulle risorse stanziate per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa e per il riordino delle carriere non abbiano trovato risposta. Così come ci preoccupa che il sottosegretario, malgrado la nostra insistenza, non abbia preso impegni sulle richieste avanzate dal personale che sta effettuando il corso per vice ispettori, se non quello di convocare una riunione specifica sul tema”, conclude.

Si informa che lo schema di decreto ministeriale in materia di assunzioni straordinarie riservate al personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, previste sia dalla legge di bilancio n. 205 del 2017, sia dall’articolo 19-bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 (cinofili), è stato firmato dal Ministro dell’Interno in data 26 ottobre 2018 ed è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

A Roma l’assemblea nazionale di quadri e delegati per fare il punto sul settore e sulla trattativa. I racconti degli operatori da Nord a Sud del Paese. Sabato (Fp): “Servono aumenti salariali”. Bozzanca: emerge con forza la richiesta del contratto

Una sala strapiena e nell’aria una sana rabbia, costruttiva e con una gran voglia di cambiamento. Diversi interventi, tante storie, personali e collettive, tutte riconducibili a una forte richiesta di dignità, che solo il contratto può riconoscerti. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno promosso oggi (6 novembre) l’assemblea nazionale quadri e delegati della cooperazione sociale: quel pezzo di privato che garantisce servizi pubblici. Un appuntamento importante, nato per fare il punto della situazione, specie in relazione alla trattativa per il rinnovo del contratto che, come ricorda il responsabile delle cooperative sociali della Fp Cgil nazionale, Stefano Sabato, “non solo riguarda una platea enorme di lavoratrici e lavoratori, che stimiamo essere intorno alle 350 mila unità, ma che soprattutto attendiamo da oltre sei anni”.

Diverse le questioni sul tappeto, legate ad un settore che, nella profonda crisi che ha colpito in modo radicale il sistema dei servizi pubblici, ha rappresentato l’anello più debole. Come è emerso da subito dalle storie che le lavoratrici e i lavoratori hanno raccontato oggi. Come quella di Gaia Bandini, da Gorizia e nella vita educatrice professionale. “Mi occupo di minori disabili – ha raccontato Gaia -. Creiamo per i nostri ragazzi un progetto educativo, per la loro autonomia e integrazione. Ma abbiamo bisogno di diritti. Lavoriamo per l’inclusione ma siamo i primi a non essere riconosciuti”. Da qui la richiesta forte di Gaia di dignità, possibile attraverso il rinnovo del contratto: “Ridiamo dignità a questo lavoro – ha affermato – ridiamo dignità al lavoro delle donne. Dignità e lavoro non possono essere separati”. Nello stesso segno l’intervento di Emanuele Fontana, operatore al Centro unico di prenotazione a Latina. “Vogliamo il rinnovo del contratto nazionale, vogliamo che ci sia riconosciuta la giusta retribuzione”, rilanciando il bisogno della mobilitazione per raggiungere il rinnovo: “Al mio polso porto ancora il braccialetto della mobilitazione che promuovemmo il 25 maggio del 2016. È ora di rimetterci in campo. È ora di mobilitarci di nuovo. Noi siamo caldi: vogliamo il rinnovo del contratto”.

Scendendo ancora più a sud, Roberto Valestra, operatore socio sanitario a Napoli, ha raccontato come nella città partenopea “siamo passati da un appalto unico che riguardava tutto il Comune a una suddivisione in dieci lotti che ha rotto il monopolio ma che ha favorito, allo stesso tempo, le cooperative spurie, che non pagano gli stipendi e che non riconoscono i contratti nazionali”. Da qui il bisogno di garantire adeguati servizi ai cittadini ma, allo stesso tempo, di tutelare coloro che li rendono possibili. “Bisogna reinternalizzare i servizi ma vanno internalizzati anche i lavoratori – ha spiegato Roberto -. Non si possono lasciare soli, riprendiamo la mobilitazione, anche per garantire lo stesso livello di assistenza in tutto il Paese”.

Risalendo al nord, il racconto di Antonino Campaniolo, anch’egli operatore socio sanitario ma a Torino. “Siamo sotto un ricatto morale – ha fatto sapere Antonio -. Chi ha un contratto precario ma anche chi ha il tempo indeterminato. A lavoro lotto sempre, faccio quasi 200 ore di lavoro al mese per circa 1.300 euro. Ma siamo stanchi, tutti. Ora basta. Sappiamo che da soli non andiamo da nessuna parte e che abbiamo bisogno del sindacato per riacquistare dignità. Il sindacato ha il dovere di raccogliere gli assoli e avviare una mobilitazione corale per riaffermare il diritto al rinnovo del contratto”. Ad elencare per esteso alcuni dei problemi che gravano sulle lavoratrici e i lavoratori della cooperazione sociale è stato invece Manuel Mesoraca, educatore di strada a Bologna. “Un uso spasmodico del part time verticale, nessuna tutela nei cambi di appalto, le notti passive e altro ancora. E alla fine siamo noi a pagare la crisi. A noi è richiesto di fare le veci del pubblico, perché sempre più depotenziato, solo perché ‘garantiamo’ orari flessibili e meno diritti. Sono stanco di sentir parlare di qualità dei servizi e poi sono le stesse cooperative a non essere disponibili a investire soldi nella nostra professionalità. Bisogna riconoscere il nostro valore, che dà risposte alle fasce deboli. Chiediamo dignità, chiediamo il contratto e se non ci ascoltano: sciopero!”.

A tirare le fila di questa intensa giornata, il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca. “Da questa sala strapiena – ha sintetizzato – emerge con forza il bisogno di un rinnovo del contratto che certifichi un incremento salariale e il rafforzamento del sistema dei diritti, a partire dalla esigibilità delle clausole sociali. Serve uno scatto rispetto al passato, facendo uscire la sana rabbia che abbiamo registrato oggi, condizionando la strategia dei prossimi mesi. Chiedete normalità, che oggi diventa straordinarietà: lavoriamo per ottenerla e prepariamoci a mettere in campo tutte le necessarie forme di lotta”. Questo l’impegno unitario del sindacato, mentre in vista tra questo e il prossimo mese sono calendarizzati diversi appuntamenti della trattativa con l’obiettivo di arrivare ad un accordo entro la fine dell’anno.

Un accordo che, come ha spiegato Stefano Sabato, anche alla luce delle questioni in campo, “certifichi aumenti salariali adeguati e retribuzioni stabili. In termini di qualità del lavoro lavoriamo per inserire nel contratto più tutele nei cambi di gestione e il contrasto al part time verticale usato come strumento di precarizzazione del lavoro. Ma ci sono altri, tra i tanti, punti che vanno affrontati, come il corretto inquadramento del personale e il freno da porre al tema delle notti passive”.

GLI ILLUSIONISTI

In questi giorni una sigla sindacale sta trasmettendo una raffica di comunicati con cui si illudono i colleghi, prospettando loro – tramite una serie di ricorsi – la possibilità di partecipare alle selezioni per le progressioni orizzontali.
Come ogni anno, entro dicembre, ogni sigla sindacale deve comunicare il proprio numero di iscritti ai fini del calcolo della rappresentatività e dei relativi permessi; per questo, alcuni hanno interesse, ora, a rastrellare tessere.
Invitiamo tutti i lavoratori a stare bene attenti a dar credito alle “Wanna Marchi” che promettono risultati miracolosi, perché dietro ogni imbonitore si può nascondere un raggiro…
Andiamo con ordine: con informativa sindacale scritta del 29 ottobre, l’Amministrazione comunicava quanto segue: “[…] si rappresenta che alcuni dipendenti inquadrati nella posizione economica C3, risultati idonei alle selezioni per la posizione economica C4 con decorrenza 31/12/2006 in virtù della previgente disciplina contrattuale che consentiva di fare domanda sia per la posizione immediatamente superiore che per quella successiva (cd. doppio passaggio), sono stati ammessi con riserva alle ultime selezioni per la posizione C5 con decorrenza 2016/2018.
Tale ammissione con riserva è avvenuta soltanto per coloro che avevano incardinato un contenzioso entro la data di presentazione della domanda di partecipazione (1/7/2016).
La permanenza in graduatoria di tali dipendenti è condizionata all’esito dei relativi contenziosi in essere che, al momento, risultano tutti favorevoli all’Istituto fatta eccezione per la sentenza di merito di Parma avverso la quale l’Istituto ha proposto ricorso in appello.
Pertanto, ai fini della individuazione di possibili soluzioni per tutti i dipendenti che vertono nella medesima condizione, risulta necessario attendere gli esiti delle sentenze definitive passate in giudicato.
Per quanto attiene la richiesta di scorrimento delle ultime graduatorie per la posizione C1 (2010/2011), la circolare del Dipartimento della Funzione pubblica prot. n. 11786 22/02/2011, ha precisato che, per effetto dell’art. 24, comma 1, del d.lgs. 150/2009, l’utilizzo delle graduatorie delle progressioni verticali è ammesso al solo ed esclusivo fine di assumere i vincitori, e non anche gli idonei, delle procedure selettive interamente riservate al personale dipendente.
Quindi, per effetto di tale disposizione, le suddette graduatorie hanno esaurito la loro efficacia.”
L’Amministrazione ha, quindi, preso una precisa posizione scritta su questioni pendenti da tempo.
Ancora: con messaggio Hermes n. 4014/2018 l’Amministrazione ha chiarito che la selezione è riservata: – al personale comandato da altra Amministrazioni, stabilizzato in INPS successivamente al 1° luglio 2016, termine di presentazione delle domande di partecipazione alle sessioni ordinarie delle ultime progressioni orizzontali; – al personale che, pur avendo partecipato alle prove nel 2016, non abbia acquisito l’idoneità (punteggio minimo 36/60) nelle sessioni ordinarie; – al personale escluso dalla partecipazione alla sessione ordinaria in quanto destinatario, nel biennio precedente alla pubblicazione del relativo bando, di provvedimenti disciplinari, sospeso dal servizio, destinatario dei precitati provvedimenti sanzionatori e/o cautelari nelle more della definizione della procedura di selezione ordinaria.
Ci appare, pertanto, totalmente scorretto illudere i colleghi di area B circa la possibilità di fare domanda per la posizione economica C2, con una modulistica creata ad arte dalla stessa sigla sindacale e quindi non conforme a quella allegata al msg Hermes n. 4014, sulla base dell’assunto che avere incardinato un contenzioso prima del 9 novembre p.v., per il riconoscimento della posizione C1, legittimi gli interessati a partecipare alla selezione straordinaria di recupero, per la posizione economica C2.
Da ultimo: considerando che il bando attuale è frutto dell’accordo siglato nel 2015, eventuali ulteriori integrazioni che ci vedrebbero d’accordo – come il passaggio dei colleghi A2 e B2 verso l’A3 e B3 –, non sono al momento giuridicamente possibili, ma è nostro preciso intento ottenerle.
Attenzione, quindi, a non farvi abbindolare!

FP CGIL/INPS    CISL FP/INPS       UIL PA/INPS   CONFINTESA/INPS     CONFSALUNSA/INPS
Matteo ARIANO  Paolo SCILINGUO  Sergio CERVO  Francesco VIOLA   Piergiuseppe CIARALDI

Incontro Anffas 5 novembre

Nelle giornate del 31 ottobre scorso, e di ieri, 5 novembre, è proseguito il confronto con Anffas, finalizzato al rinnovo del CCNL.
Abbiamo ultimato la revisione della parte normativa, ottenendo anche un importante risultato sulla
regolamentazione della malattia. Si è infatti condiviso la modifica del testo vigente, laddove prevedeva che Anffas non fosse tenuta ad integrare la parte non corrisposta da Inps, quando l’indennità è prevista in misura ridotta, ed è stata introdotta l’esclusione dal periodo di comporto per le malattie gravi e le terapie salvavita.
Abbiamo poi affrontato gli aspetti economici, ottenendo che Anffas recedesse dalla richiesta di spostare la vigenza contrattuale al triennio 2019/2021, e riallineandola con gli altri contratti sottoscritti (2017/2019). Per quanto riguarda le risorse da destinare agli incrementi tabellari, il confronto ha registrato alcuni passi in avanti, prevedendo anche delle risorse da destinare, come Una Tantum, al riconoscimento del periodo pregresso.
Abbiamo condiviso di aggiornare la discussione al 4 dicembre prossimo, per provare a chiudere anche
sugli aspetti economici, in coerenza con le richieste avanzate.
Vi terremo informati

 

Il Capo area Sanità SSAEP                    p. FP CGIL
Michele Vannini                                Denise Amerini

Sindacati lanciano proposte ‘Contrattiamo Diritti’, 8 novembre tre attivi interregionali

 

Avviare formalmente il confronto per il rinnovo dei Contratti nazionali 2019-2021 delle Funzioni Locali, della Sanità Pubblica e delle Funzioni Centrali”. A rivendicarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, insieme al presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e alla controparte, il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini.

Le categorie del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil chiedono così l’avvio di un confronto sul rinnovo dei contratti nazionali relativi al prossimo triennio e avanzano, in un documento unitario approvato dagli esecutivi unitari dal titolo ‘Contrattiamo Diritti’, undici punti per una Pa migliore, mettendo al centro un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse.

Proposte sulle quali le lavoratrici e i lavoratori pubblici si stanno esprimendo votandole sul sito www.contrattiamodiritti.it, così come raccogliendo firme in tutti i luoghi di lavoro pubblici, determinando il massimo del coinvolgimento e della partecipazione. Obiettivo di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, in vista dell’approvazione della legge di Bilancio, è mettere al centro, tra le altre cose, il tema delle risorse, del rinnovo del contratto e del varo di un piano straordinario di assunzioni nella Pa per rispondere all’emergenza occupazionale e contrastare le esternalizzazioni.

A sostegno delle proposte, e della richiesta di avvio del confronto, le categorie del pubblico di Cgil, Cisl e Uil, promuoveranno nella giornata di giovedì 8 novembre tre grandi attivi interregionali. A Milano, alla presenza del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, e del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, presso la Sala Valente del Tribunale Civile in via Freguglia 14 a partire dalle ore 10. A Roma, dove sarà presente la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio in piazza del Campidoglio 55 dalle ore 10. E, infine, a Napoli, con il segretario confederale della Uil, Antonio Focciollo, e il segretario generale della Uil Pa, Nicola Turco, presso l’Auditorium Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, in viale della Costituzione 80, sempre dalle ore 10.

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