Non solo Funzioni Centrali, risposte anche a Sanità e Enti Locali. Bongiorno ci convochi

Cè bisogno di risorse per tutti. Vanno rinnovati i contratti per le lavoratrici e i lavoratori delle Funzioni centrali dello Stato ma anche per chi è impegnato in Sanità e nelle Funzioni Locali bisogna garantire risorse aggiuntive alle Regioni. Così come c’è bisogno di risorse anche per rinnovare i contratti della Sanità privata accreditata, della cooperazione e del socio sanitario assistenziale”. Così la Fp Cgil commenta le indiscrezioni sulla legge di Bilancio che circolano in queste ore e relative alle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, nel sottolineare come “le risorse per il rinnovo dei contratti dovranno prevedere anche un finanziamento adeguato per garantire il nuovo sistema di classificazione”.

Le risorse che si leggono dalla bozza danno, infatti, spiega la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “circa 30 euro di aumento sul 2019 per arrivare a poco più di 50 euro nel 2021 in ragione del fatto che si passerebbe da uno stazionamento di 1.100 milioni per il 2019 che diventano 1.775 milioni nel 2021. Una cifra ben lontana dai 2.850 milioni che erano serviti a riconoscere un aumento medio di 85 euro per l’anno 2018. Ed è per questa ragione, per fare chiarezza, che serve un confronto immediato con il ministro Bongiorno sulla manovra per evitare che alla fine della fiera di annuncino grandi cifre e non si aumentino i salari”.

“Insieme Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl – prosegue la Funzione Pubblica Cgil – abbiamo lanciato una petizione unitaria, undici proposte per una Pa migliore, sulla quale aspettiamo ancora la convocazione che il ministro della Pa Bongiorno ha annunciato ma senza alcun seguito. Abbiamo proposte specifiche, che vanno dal rinnovo dei contratti al bisogno del varo di un piano straordinario di assunzioni, dal tema pensioni alle questioni relative alla valorizzazione del lavoro pubblico. Sulle proposte sulle quali stiamo consultando i lavoratori e su tutte le vertenze aperte è necessario che il confronto con governo e regioni arrivi in tempi celeri”, conclude la Fp Cgil.

Al Ministero della Giustizia
Sig. Sottosegretario con delega al personale
On.le Vittorio Ferraresi

e, p.c.,:
Al Ministro della Giustizia
On.le Alfonso Bonafede

Al sig. Capo di Gabinetto
dr. Fulvio Baldi

Alla Direzione Generale del Personale
sig. DG dr.ssa Barbara Fabbrini
LORO SEDI

Oggetto: trasmissione proposta per la stabilizzazione del personale precario del Ministero
della Giustizia.

Sig. Sottosegretario,
con la presente la FP CGIL le trasmette una proposta che riguarda il percorso complesso e delicato relativo alla vicenda dei cosiddetti “Tirocinanti”. Un percorso che, a nostro avviso, allo stato non prevede soluzioni normative che siano in grado di risolvere l’annosa vertenza. Così come peraltro emerso nelle comunicazioni dell’Amministrazione nel corso dell’ultima riunione del tavolo nazionale, la FP CGIL condivide la necessità rappresentata di intervenire individuando ulteriori soluzioni normative che agevolino il percorso di stabilizzazione e amplino i numeri delle possibili assunzioni.
Per tale motivo riteniamo utile formalizzarle la nostra proposta e chiederle la convocazione di un incontro sulla problematica, certi della sua sensibilità verso l’argomento.
Nel rimanere in attesa di formale riscontro restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro.

Distinti saluti

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

Trattativa rinnovo CCNL Sanità Privata 24 e 25 ottobre

Nelle due giornate di incontro con le controparti sono state affrontate alcune materie che
rivestono una particolare importanza politica e di cui vi forniamo un sintetico resoconto, anche in
ragione del fatto che l’esame delle materie non è concluso.
Relazioni Sindacali
Anzitutto sono stati affrontati gli articoli da 6 a 8 del vigente CCNL che riguardano il sistema
delle relazioni sindacali.
L’articolo 6 delinea il quadro politico nel quale si esercitano le relazioni sindacale e la
controparte ha accettato la proposta di riformulazione che unitariamente abbiamo presentato. Un
testo nel quale, fermo restando l’autonomia delle parti, viene sottolineato il valore della
partecipazione, del dialogo costruttivo, al fine della valorizzazione professionale di tutti i lavoratori e
lavoratrici, anche con riferimento alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, del benessere
organizzativo nonché la necessità di affrontare in maniera partecipata i cambiamenti di sistema in
atto e attesi, per il governo dei processi riorganizzazione conseguenti.
Una novità significativa è rappresentata dall’inserimento di comune intento affinché
nell’assegnazione degli appalti si tenga conto dei contratti sottoscritti dalla OO.SS maggiormente
rappresentative, in ciò facendo riferimento all’intesa confederale con Confindustria del febbraio
2018, mentre il controllo è affidato alla contrattazione aziendale.
Viene precisato che l’attivazione del tavolo regionale avviene annualmente ovvero in un
periodo temporale minore, su richiesta di una delle due parti.
L’articolo 7, il cui esame non è concluso del tutto, come sapete elenca le materie che sono
rimesse alla contrattazione decentrata, Regionale e Aziendale.
Gli incontri hanno portato ad alcune convergenze: oltre a quanto già oggi previsto, si
inserisce nel livello Regionale lo strumento del confronto sindacale, inserendo nuove materie
oggetto di informazione, confronto e contrattazione.
Fra queste segnaliamo:
– la promozione di azioni positive e di pari opportunità
– l’attivazione della formazione permanente ai sensi dell’art. 6 della legge 53/2000
– la verifica dello stato di attuazione e applicazione delle normative regionali
– l’analisi e le proposte per contrastare il fenomeno del burn-out
– la verifica e l’implementazione delle misure di prevenzione dello stress da lavoro correlato
Quanto al livello aziendale, la nostra richiesta di mantenere le materie oggi previste non ha visto
una loro opposizione, hanno formulato la richiesta di riordinare l’intera materia distinguendo ciò che
è, già oggi, contrattazione, esame congiunto ecc.
Tale “riordino” potrà essere fatto esaminando nel merito gli articoli nei quali vi sono rimandi alle
relazioni sindacali, sempre a condizione che ciò non comporti un arretramento rispetto a quanto
oggi previsto, nonostante abbiano tenuto a precisare che non sarebbe nelle loro intenzioni.
Abbiamo proposto l’inserimento di nuove materie ad esempio: i criteri per la flessibilità orarie per
la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; le modalità applicative dei tempi di vestizione (ne
parliamo più sotto, l’accesso alla mensa per i dipendenti delle ditte appaltatrici.
Su queste materie le controparti si sono dichiarate d’accordo.
Quanto al diritto di informazione previsto dall’articolo 8 viene inserito anche il confronto che si
esercita nei tre livelli: nazionale, regionale e aziendale.
L’articolo è stato ampiamente riscritto e, in particolare, sono inserite, per la prima volta, le
modalità e la tempistica in cui si esercita l’informazione e il confronto, oltre ovviamente alle materie.
Assegnazione a mansioni inferiori
Come sapete il Job Act ha modificato, in peggio, l’articolo 2013 del c.c. prevedendo due
fattispecie di demansionamento: la prima a seguito di ristrutturazioni, modifiche degli assetti
organizzativi che possono avere ricadute sull’occupazione, la seconda la possibilità, attraverso
accordi individuali, di assegnare i lavoratori a mansioni inferiori, tematiche sulle quali la
Confederazione si è più volte espressa nel recente passato.
Abbiamo ribadito la necessità di individuare gli strumenti contrattuali più consoni per
contenere gli effetti che le due misure potrebbero produrre, avendo a mente quanto rivendichiamo
nella Carta Universale dei Diritti, sapendo, che allo stato, le resistenze più marcate per un intervento
contrattuale più forte pervengono dall’AIOP.
Orario di lavoro (art. 18)
Restano ancora aperti alcuni nodi, in particolare:
– le deroghe alle 11 ore di riposo per le quali abbiamo proposto lo stesso testo previsto nella
sanità pubblica
– la definizione dell’orario convenzionale e le sue ricadute sulle assenze dal lavoro
Quanto al tema delle turnazioni, si convenuto un testo nel quale, nel quale viene previsto che
oltre tenere in considerazione, per quanto possibile, che nella loro programmazione si tenga conto
delle particolari condizioni personali e familiari dei lavoratori, questi siano portati a conoscenza con
sufficiente anticipo al fine di consentire ai lavoratori di conciliare il lavoro con la propria vita.
Tempi di vestizione
Come sapete per l’ARIS già sussiste un accordo nazionale che prevede la possibilità di
definire, a livello aziendale, un tempo non oltre i 14 minuti ivi compresi eventuali tempi di consegna.
Dobbiamo tenere conto che in alcune strutture sono stati sottoscritti accordi che prevedono
un tempo inferiore ai 14 minuti, ad esempio 10.
L’ipotesi sulla quale al momento vi è convergenza fra noi e le controparti, è quella di
prevedere 15 minuti indipendentemente da eventuali consegne.
Lavoro notturno (art. 19)
L’articolo non ancora chiuso definitivamente in quanto è in sospeso se la media delle ore
sono da calcolare su 7 giorni ovvero, come noi propendiamo, nelle 24 ore, fatto sala la possibilità di
individuare periodi più ampi in sede di contrattazione aziendale.
Vi è invece accordo nell’assegnare alla contrattazione aziendale la possibilità di individuare
causali ulteriori di esonero, anche temporaneo e volontariamente, oltre a quanto previsto dalle leggi.
Banca delle ore (art. 20)
L’articolo è stato ampiamente riscritto e, oltre che prevedere che la contrattazione aziendale
potrà definirne il regolamento, è precisato che si tratta di uno strumento dei lavoratori e non, come
avviene oggi troppo spesso, utilizzata dalle aziende in modo del tutto improprio, ad esempio per
compensare debiti orari e addirittura per le ferie.
Orario di lavoro flessibile
Si tratta di un nuovo articolo che sostanzialmente ricalca nel contenuto quanto previsto nei
CCNL dei lavoratori pubblici, con la precisazione, come ricordato più sopra, che l’attuazione, la
regolamentazione è affidata al livello decentrato.
Lavoro flessibile (artt. da 21 a 26)
La materia è stata brevemente discussa ma non approfondita, in quanto la controparte ci ha
consegnato una proposta complessiva scritta il primo giorno di trattativa. Argomento, dunque, sul
quale torneremo.
Mentre per quanto riguarda il rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 21) allo stato vi
sostanzialmente un accordo di massima, si tratterà di verificare la stesura dell’articolo che ci
faranno pervenire.
Tale possibile accordo, in sintesi, prevede:
– Il mantenimento dell’attuale percentuale del 25%
– Il sistema di relazioni sindacali oggi previsto
– la possibilità di aumentare il lavoro supplementare per il PT orizzontale nel limite di 200 ore
annue, con la possibilità per il lavoratore di rifiutare senza che ciò comporti provvedimenti
disciplinari
– la possibilità, a richiesta del lavoratore, di consolidare il lavoro supplementare
– una chiara definizione delle clausole elastiche, oltre che i casi di esclusione
– l’individuazione di ulteriori fattispecie di priorità nella trasformazione del rapporto da P.T a
tempo pieno, oltre a quanto previsto dalla legge
Ferie e riposi solidali
Così come previsto ne contratto nazionale della sanità pubblica, si inserisce il nuovo articolo
sulle ferie e sui riposi solidali con una differenza, la fruizione è consentita, oltre che per l’assistenza
a figli minori che necessitano di cure costanti per particolari condizioni di salute, anche per parenti
ed affini entro il secondo grado.
I prossimi incontri sono stati fissati per il 13 e il 14 novembre.

Per il Comparto Sanità  Fp Cgil nazionale                  Il Capo Area Fp Cgil nazionale
Antonio Marchini                                                                 Michele Vannini

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. VVF territoriali sulla carenza del personale amministrativo  del Comando di Palermo

Al Segretario generale
Cons. Franco MASSI

Al Vice Segretario generale
Cons. Saverio GALASSO
Loro Sedi

All’Ufficio Relazioni sindacali

E, p.c. Al Personale della Corte dei conti

Oggetto: Proclamazione dello stato d’agitazione del Personale della Corte dei conti

Le scriventi OO.SS., preso atto che nella seduta odierna di contrattazione l’Amministrazione ha confermato la volontà di rimandare al Fondo risorse decentrate per l’anno 2019 le progressioni economiche all’interno delle Aree, disattendendo quanto previsto nell’Accordo FUA 2017 del 7 marzo 2018, ed in modo particolare l’art. 12, ritengono che non ci siano più le condizioni per proseguire i lavori del tavolo negoziale e proclamano contestualmente lo stato di agitazione del personale.
Pertanto, indicono l’Assemblea generale del personale per il giorno martedì 30 Ottobre 2018.

Roma, lì 26/10/2018

FPCGIL             CISLFP             UILPA          CONSALUNSA     FLP          CONFINTESAFP
Di Folco           Guarente       Amidani              Cafiero          Benedetti             Stefanangeli

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Capo Dipartimento DAG
Direttore Generale
Cons. Renato Catalano
SEDE

e p.c. Ministero dell’Economia e delle Finanze DAG – Ufficio Relazioni Sindacali Dirigente
Dott. Michele NARDONE
SEDE

Oggetto: Smart Working 2019

Con l’avvicinarsi della definizione della fase sperimentale del progetto “Smart Working”, che riteniamo sia stata, seppur in attesa di conoscere le valutazioni di codesta Amministrazione, un’esperienza estremamente positiva sia nei numeri che nelle modalità di svolgimento, e che anzi valutiamo potenzialmente ampliabile in termini di partecipazione e di ambito territoriale, si chiede un incontro al fine di conoscere le intenzioni riguardo la stabilizzazione ed il miglioramento dell’istituto a partire dal 2019.
In attesa di riscontro al riguardo, si porgono distinti saluti.

 

CGIL                                    CISL                                          UILPA
Americo FIMIANI                 Walter DE CARO                   Andrea G. BORDINI

Ministero della Difesa: un piano straordinario di assunzioni per circa 2.000 unita

In esito all’impegno della Ministro Trenta e anche su richiesta di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Pa e Unsa Confsal si è svolto oggi al Gabinetto del dicastero Difesa un incontro con l’Amministrazione. La riunione è stata presieduta dai due Consiglieri della Ministro, dott. Bonacini e dott. Izzo. Era presente anche il Vice Capo di Gabinetto, dott.ssa Antonietta Fava, che a breve assumerà l’incarico di Vice Segretario Generale della Difesa, ruolo che dopo molti anni viene finalmente ricoperto da un dirigente interno all’Amministrazione.
I fatti maggiormente significativi dell’incontro sono stati il piano di assunzioni e il piano di formazione illustrati dall’Amministrazione. In merito al primo, a partire dal 2019 è previsto la richiesta di circa 2000 nuove unità (con particolare attenzione ai ruoli tecnici dell’area industriale) tra fabbisogno ordinario e straordinario. In merito al secondo, è previsto un progetto di formazione, presentato anche al Ministero della Funzione Pubblica, che ha il pregio di prevedere il coinvolgimento attivo di tutto il personale, anche nella fase di trasmissione delle conoscenze, attraverso le Scuole di Formazione periferiche.
Le scriventi OO.SS. hanno salutato positivamente questa inversione di tendenza rispetto al recente passato sottolineando tuttavia la necessità di aumentare ulteriormente il numero delle assunzioni visto che la legge 244 del 2012 ha provocato, nel suo contesto di riordino, pesanti contrazioni numeriche del personale e che il prossimo futuro vedrà un massiccio esodo dei colleghi che matureranno i requisiti per il pensionamento.
Sono state poi affrontate le problematiche relative alle buste paga e del Noi Pa, struttura la cui inefficienza è sotto gli occhi di tutti. Nel merito l’’Amministrazione ha riconosciuto la gravità del problema e la necessità di risolverlo in tempi rapidi attraverso un confronto politico fra la Ministro Trenta e i vertici del Mef.
Per la problematica relativa ai polverifici (di cui abbiamo già fornito ampia informazione), l’Amministrazione ha manifestato l’intenzione di aprire un tavolo di confronto con la partecipazione del Ministero della Salute e del Lavoro.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Fp e Unsa hanno poi evidenziato il problema delle progressioni tra le aeree con particolare riferimento ai colleghi della 1′ area. A riguardo è stata sottolineata l’importanza di aumentare i numeri previsti dalla normativa vigente che consentono ad oggi un numero limitato di passaggi fra le aree. Abbiamo anche riferito all’Amministrazione che nella giornata di ieri presso l’Aran si è insediata la commissione paritetica per il nuovo ordinamento professionale delle funzioni centrali; la commissione ha avviato i lavori prendendo l’impegno di esaminare le varie criticità dei precedenti comparti per arrivare a un nuovo ordinamento professionale che risolva i problemi rilevati prima dell’avvio delle trattative per il rinnovo del ccnl.
Le scriventi OO.SS. hanno poi sottolineato la necessità di definire in sede parlamentare il problema degli ex militari transitati per motivi di salute e assegnati spesso lontano dalla loro residenza. E’ necessario consentire il loro reimpiego presso altre pp.aa. conservando l’assegno ad personam.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Unsa hanno infine chiesto che l’Amministrazione richiami gli Enti al rispetto della Direttiva sulle funzioni del personale civile e che sia data risposta alla tabella di equiparazione civili.
Per ultimo resta da segnalare l’apertura e la disponibilità dell’attuale Amministrazione.
Segnali che giovano a ripristinare relazioni sindacali all’insegna del dialogo e del confronto nel rispetto degli specifici ruoli.

Roma , 26 ottobre 2018

Fp Cgil                                               Cisl Fp                                Uil Pa                        Confsal Unsa
Francesco Quinti              Massimo Ferri/Franco Volpi      Sandro Colombi          Gianfranco Braconi

Pubblichiamo lo stato d’agitazione proclamato congiuntamente dalla OO.SS. Fp Cgil VVF  Cisl Fns e USB territoriali a causa delle mancate relazioni sindacali del Comando di Siracusa.

“Leggo che il ministro Bongiorno risponde alle nostre critiche e annuncia provvedimenti ad hoc. Le diciamo che apprezziamo il fatto che risponda alla Cgil ma che comunque chiediamo di essere convocati al più presto e che non ci siano solo annunci, basta penalizzare i dipendenti pubblici. Vogliamo, in questo caso sì, ‘concretezza’”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, replica alle parole del ministro della Pa, Giulia Bongiorno, che “oggi risponde alle nostre denunce e alla richiesta esplicita che ieri le abbiamo avanzato durante un’iniziativa pubblica in cui erano presenti i responsabili del personale di grandi amministrazioni, su concorsi e pensioni, annunciando misure specifiche”.

Proprio ieri, infatti, “abbiamo presentato – aggiunge – uno studio che dimostra la necessità di un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione che vada oltre il turn over al 100%. Dai nostri dati emerge che se guardiamo a ritroso, andando a vedere da quando ha avuto effetto il blocco del turnover, scopriamo che il solo sblocco seppur al 100% non ci consentirà di avere abbastanza personale e, di conseguenza, adeguati servizi ai cittadini”. Per questo, precisa Sorrentino, “parliamo di piano straordinario di assunzioni. Rimangono due nodi da affrontare in via emergenziale: il primo è che tra tempi di espletamento delle procedure concorsuali e uscite per pensionamenti c’è un disallineamento che rischia di mettere in crisi quei settori dove è più forte l’impatto con l’utenza: sanità, servizi educativi e sociali, enti previdenziali, uffici territoriali di Comuni e Ministeri. Il secondo, che parlare di turn over selettivo e stabilire ex ante i criteri rischia di vanificare la costruzione dei fabbisogni basati sulla programmazione dei servizi e non su criteri decisi dall’alto”.

Quanto al tema pensioni ed effetti sulla Pa, Sorrentino afferma: “Le modifiche che si annunciano sulle pensioni, ancorché non essere la cancellazione della legge Fornero, rischiano di non affrontare la penalizzazione che si determina nel pubblico impiego data dalla minore entità dell’assegno previdenziale, in virtù dell’anticipo di uscita rispetto al requisito ad oggi in essere per l’anzianità contributiva, e l’erogazione del trattamento di fine rapporto dopo 27 mesi dal pensionamento. Se comunque una quota di dipendenti deciderà di accedere a quota 100, l’effetto di esodo previsto nei prossimi tre anni si aggraverà. Per questo servono misure urgenti e straordinarie per lo scorrimento rapido delle graduatorie in essere, procedure concorsuali tempestive e stabilizzazione dei precari”, conclude.

Pubblichiamo, condividendone a pieno i contenuti, la relazione della Segreteria  Generale Fp.Cgil  e del Coordinatore Fp Cgil VVF Umbria a seguito dell’incontro tenutosi a Perugia  con il sottosegretario  Stefano Candiani,

AI COLLEGHI E COLLEGE DEL DPC resoconto Assemblea del 17.10 us tenutasi a Vitorchiano

Nel corso dell’Assemblea i partecipanti hanno manifestato la necessità di avviare quanto prima la contrattazione del comparto. Il triennio 2016-2018 si sta chiudendo e si dovrebbe già traguardare il contratto del triennio successivo. E’ stata rappresentata la preoccupazione che il comparto PCM venga penalizzato dalla sovrapposizione delle due tornate contrattuali. Per quanto riguarda la specifica organizzazione del lavoro all’interno del DPC, si è ribadito che il lavoro reale richiesto al personale non trova riscontro nel contratto PCM attuale, e che è necessario e urgente assicurare la tutela contrattuale alle attività effettivamente svolte dai lavoratori, con le conseguenti ricadute sulle politiche di sicurezza e formazione del personale.
L’Assemblea ha quindi ribadito la necessità, già espressa ina analoga sede, che già nel testo del CCNL si trovi la formulazione adatta a consentire un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, e un richiamo al riconoscimento delle diversità esistenti nell’ambito della PCM. A tal proposito i delegati Fp CGIL del DPC unitamente agli eletti RSU formuleranno una proposta da sottoporre al comitato degli iscritti e poi a tutti gli iscritti cgil.
Si è anche confermato che in sede confederale e di categoria deve essere posto il tema del riconoscimento della funzione di protezione civile per tutte le strutture e componenti del servizio nazionale della PC, che attualmente non trova riscontro nei rispettivi contratti collettivi. Si è anche riaffermata l’esigenza di formulare/individuare, a valersi sui contratti vigenti di FP, modalità omogenee e tutte naturalmente esigibili, di trattamenti giuridici/normativi (da questo momento “integrativo Augustus”)., per tutte le attività e prestazione previste dal codice della PC. Tutto questo è possibile senza bisogno di ricorrere alla riscrittura di profili professionali
In questa prospettiva, l’Assemblea ha chiesto un intervento sulla PCM perché siano riconsiderati e integrati i criteri di accesso alla dirigenza del ruolo speciale di PC individuati nel bando del 28.9.18.
Nel sottolineare l’importanza del superamento degli incarichi diretti (“comma 6”) e di dotare il DPC di una classe dirigente tramite concorso, si è rilevato che il bando, se da un lato seleziona arbitrariamente i titoli di studio per l’accesso al concorso, non prevede in fase di pre-selezione e prevede in minima parte nelle prove successive, le materie specifiche afferenti alla PC. Queste scelte non costituiscono solo un danno per gli eventuali candidati o aspiranti al ruolo, ma anche una pericolosa ipoteca sulla gestione di un servizio pubblico essenziale, che richiede una classe dirigente con una specifica professionalità e competenza. Per questo si dà mandato di perseguire tutte le strade possibili per conseguire e affermare, i seguenti principi/obiettivi:
1 il rispetto della norma che dispone la quota riservata al personale DPC;
2 dare risalto alla conoscenza e competenze in materia di PC visto che il concorso è per il ruolo speciale di PC ;
3 la presenza di un membro interno nella commissione esaminatrice
Pertanto, l’Assemblea, nel prendere atto che, all’interno del DPC, la Fp CGIL è l’unica sigla che incontrando i lavoratori consente una partecipazione, un confronto e una diffusione della conoscenza di tematiche lavorative e professionali altrimenti sfuggenti, confida nell’attivazione della Fp CGIL, affinché l’Amministrazione assicuri trasparenti procedure concorsuali e criteri di selezione coerenti con lo spirito e la lettera della legge, che costituisce la base di legittimità del concorso stesso, con particolare riferimento ai requisiti di esperienza e conoscenza della PC e alle modalità per la definizione della quota “riservata” del 40 per cento di posti.
In particolare, si ritiene necessario un incontro urgente con il Capo dipartimento della PC per approfondire come l’Amministrazione intenda procedere rispetto alle preoccupazioni espresse dall’Assemblea.

Roma 18.10.18

Roma, 25 ottobre 2018

Si è riunita oggi la Commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’art. 12 del CCNL delle Funzioni Centrali 2016 – 2018.
L’Aran ha proposto un metodo di lavoro, unanimemente condiviso da tutte le organizzazioni
sindacali che, ferma restando la natura istruttoria della Commissione, dovrà offrire al tavolo
negoziale, successivamente, delle ipotesi per un nuovo sistema di classificazione unico di
comparto.
Il metodo proposto prevede due fasi distinte: la prima di analisi degli attuali sistemi di
classificazione in essere nei vecchi comparti confluiti (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti pubblici non
economici, enti ex art. 70), esaminandone modelli e criticità; la seconda di valutazione e
proposta di possibili nuovi modelli utili a definire soluzioni delle criticità evidenziate.
In questo primo incontro l’Aran ha altresì richiamato gli obiettivi già dichiarati nell’art. 12 del
CCNL che dovranno informare il lavoro della Commissione: verifica dell’attualità delle
declaratorie di area/categoria esistenti, l’appropriatezza dei contenuti dei profili professionali
rispetto ai modelli organizzativi delle amministrazioni, la possibilità di prevedere ulteriori sviluppi
di carriera per il personale oggi ai vertici delle aree giuridiche e una eventuale rivisitazione dei
criteri per le progressioni economiche e di carriera.
L’Aran ha poi ricordato i vincoli normativi oggi esistenti e che riguardano, in particolare, il numero
minimo di aree giuridiche e la disciplina delle mansioni come normate dal vigente decreto
legislativo 165/2001 e le avvenute modificazioni, la disciplina dei passaggi giuridici tra le aree e
la previsione del decreto legislativo n. 75/2017 relativo alla riserva dei posti nel limite del 20 per
cento delle scoperture d’organico.
L’Aran ha fornito dei primi dati di valutazione relativi a: i sistemi di classificazione esistenti. La
quantità e i valori economici delle posizioni di inquadramento economico nei diversi sistemi, i
titoli di studio previsti come requisito di accesso, gli occupati per aree e per inquadramento
economico, nonché la loro distribuzione per classi di età, di anzianità di servizio e per titolo di
studio posseduto nei diversi ex comparti.
Unitariamente FP CGIL, CISL FP e UIL PA hanno condiviso il metodo di lavoro proposto
mettendo in evidenza però come i lavori della commissione e l’eventuale accordo di definizione
del nuovo sistema di classificazione debbano concludersi in tempi rapidi e comunque prima di
avviare le trattative per il rinnovo contrattuale 2019 – 2021 al fine di poter affrontare utilmente il
capitolo dei finanziamenti del nuovo ordinamento e in considerazione delle legittime e forti
aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che dovranno poter trovare importanti
riconoscimenti anche economici delle professionalità già oggi espresse.
L’impegno assunto in conclusione è per riconvocare la Commissione a breve per cominciare ad
approfondire più nel merito le singole questioni.
Cordiali saluti

FP CGIL                                   CISL FP                                     UIL PA
Florindo Oliverio                Angelo Marinelli                        Sandro Colombi

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