Lunedì scorso si è svolta una riunione divisa in due sessioni che avevano come oggetto della
discussione, la prima, la sottoscrizione definitiva dell’ Accordo sulla retribuzione di risultato per il
2017 relativa ai Dirigenti, la seconda l’accordo integrativo per l’utilizzazione del Fondo Unico di
Amministrazione 2017 per il personale non dirigenziale, l’accordo stralcio riguardante l’indennità
per i centralinisti non vedenti e,infine, l’accordo sui criteri di attribuzione del premio individuale.
Accordo fondo risultato Dirigenti 2017 – La proposta dell’Amministrazione sostanzialmente
ricalcava quella già presentata all’atto della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, avvenuta in data
24.4.2018, anche se vanno evidenziate minime variazioni in aumento. Si è colta l’occasione per
ribadire, ancora una volta, attraverso lo strumento della nota a verbale sottoscritta da CGIL, CISL e
UIL, che l’Amministrazione si faccia parte attiva e diligente per definire la questione relativa alle
risorse da acquisire al fondo di risultato in relazione al processo di accorpamento dell’ex
Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali (IVCA).
Accordo Fua 2017 Personale non dirigente – Al di là del merito dell’accordo, che in ogni caso
rispecchia quello degli scorsi anni e su cui non ci sono state richieste di modifica, va evidenziato
quanto previsto dall’articolo 6 che, concretamente, avvia il percorso della progressioni economiche
orizzontali. Si tratta di un primo risultato, importante e frutto anche delle nostre reiterate richieste
negli anni trascorsi; ma è evidente che si tratta di un percorso che si avvia e che va portato a
definizione compiuta nel più breve tempo possibile. Proprio in quest’ottica, come CGIL, CISL, UIL,
Confsal Unsa, e Confintesa Fp abbiamo sottoscritto una nota a verbale per cui si chiede che la
contrattazione di merito avvenga entro il 31 gennaio 2019. E’ appena il caso di dire che tale nota a
verbale ha valore assolutamente vincolante per la nostra Organizzazione.
Accordo stralcio indennità centralinisti – Posto che l’indennità per i centralinisti non vedenti,
pur ricadendo sulle risorse destinate alla contrattazione integrativa, trova il suo fondamento in
norme di legge, si è concordato che l’indennità stessa venga erogata con cadenza annuale.
Accordo criteri di attribuzione premio individuale – Abbiamo, infine, affrontato la questione
relativa all’attuazione dell’articolo 78 del CCNL Funzioni Centrali, riguardante la differenziazione
del premio individuale. L’Amministrazione aveva proposto un testo che si attestava, in termini di
maggiorazione da definire in sede di contrattazione integrativa, su una quota pari al 50% del valore
medio pro-capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente. Ancora, proponeva di
definire al 15% la limitata quota massima di personale valutata positivamente a cui tale
maggiorazione veniva attribuita.
Come FP CGIL abbiamo proposto insieme alle altre OO.SS., visto che le risorse finanziarie
insistono sullo stesso capitolo di spesa del premio correlato alla performance organizzativa e di
quello relativo alla performance individuale, e che, quindi, aumentare la platea dei beneficiari del
premio individuale avrebbe potuto avere ricadute significative sull’insieme dei lavoratori, che la
maggiorazione si attestasse sul minimo previsto dal CCNL (quindi 30%) e che la limitata quota
massima venisse identificata nel 5% della platea di personale valutato, dispiegando, per tal verso,
il massimo della quota disponibile a favore di tutti i lavoratori.
L’amministrazione ha convenuto sulla nostra proposta.
Coordinatore nazionale Fp Cgil MIT
Paolo Camardella
INCONTRO CON IL MISE
Il giorno 11 ottobre si è svolto l’incontro presso l’INL con la rappresentanza del Ministero per lo Sviluppo Economico, come avevamo richiesto, per poter avere un quadro più chiaro relativamente alla formazione di colleghi che hanno formulato istanza per acquisire la qualifica di revisore di società cooperative.
Ci è stato riferito che le domande inoltrate in totale sono state 1.836 e che per quest’anno non si terranno ulteriori corsi di formazione, oltre a quello già in corso, che ha coinvolto i primi venticinque colleghi di quelle province in cui esiste maggior necessità di nuovi revisori.
L’intenzione, per il prossimo anno, è di procedere ad effettuare tre ulteriori corsi di formazione, classi composte sempre da venticinque unità, per un totale di altre settantacinque unità.
E’ stato altresì riferito che: il “corpo” nazionale di revisori di società cooperative è composto all’incirca da 1.000 unità presenti in tutte le province, secondo le necessità rivenute dal rapporto numero di società cooperative/revisori, è composto da funzionari del MISE, dell’Agenzia della Entrate e dell’INL, e che questo è il numero standard di revisori da mantenere.
Alla nostra richiesta unitaria di sapere quali saranno gli ulteriori ambiti provinciali interessati, ci è stato risposto che si renderà necessario verificare vari fattori che potranno andare a incidere, quali il numero dei pensionamenti dei revisori attualmente attivi ovvero il rapporto tra revisori attivi e numero di cooperative per ciascun ambito provinciale.
Il MISE sta inoltre implementando un sistema informatico che consentirà una gestione automatica della copertura provinciale, così da verificare se potranno esserci assegnazioni fuori la provincia di assegnazione laddove si rendesse necessario.
Ci è stato fatto comunque presente che la graduatoria appena stilata secondo i criteri indicati ha validità triennale, da cui si continuerà ad attingere di volta in volta che si creeranno scoperture nei vari ambiti provinciali.
Ciò che abbiamo chiesto è che, una volta riavviata la collaborazione fra le due Amministrazioni, si prosegua su questa strada, così da verificare un possibile ulteriore ampliamento dei numeri dei lavoratori dai coinvolgere, al momento troppo esigui rispetto alle richieste dei lavoratori.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo Ariano Antonella La Rosa Bruno Di Cuia
Riunione con il Sottosegretario Ferraresi: qualcosa sembra muoversi
La riunione che abbiamo tenuto ieri al Ministero della Giustizia, giunta dopo una lunga stasi, ha
prodotto alcuni risultati concreti e molti impegni da parte dell’Amministrazione. Ed è stata utile per
un chiarimento su come si intenda andare avanti nel confronto, in particolare rispetto ai punti che
noi avevamo chiesto venissero discussi e che poi sono stati oggetto tutti di disanima. Da questo
punto di vista, a fronte delle dure prese di posizione di buona parte delle OO.SS. presenti, dal
Sottosegretario sono venute parola chiare circa l’intenzione di avviare un confronto intenso e
proficuo con le parti sociali, che hanno in sostanza solennemente confermato gli impegni assunti
direttamente dal Ministro Bonafede. Impegno che noi abbiamo chiesto di estendere anche agli altri
Dipartimenti (DAP, Giustizia Minorile e Archivi Notarili), coinvolgendo il Sottosegretario che ha
ricevuto la delega specifica. Una prima riunione con il Sottosegretario a cui è stata assegnata la
delega al personale del DOG, venuta tardi, ma non priva di risultati concreti e di impegni precisi su
tutte le materie elencate. Andando in ordine ecco i risultati:
FUA 2017 e 2018.
il 2017 sarà sottoscritto definitivamente all’inizio della prossima settimana. Il 2018 sarà trattato
immediatamente dopo. Di fronte alle nostre lamentele per i ritardi ingiustificati che ha subito
l’approvazione del FUA, l’Amministrazione ha portato al tavolo le osservazioni degli organi di
controllo. Sta di fatto che il ritardo accumulato rende molto difficile la possibilità di percepire i
compensi entro l’anno. Per tale motivo sarà opportuno avviare immediatamente dopo la firma
definitiva e la contestuale emanazione del decreto di riparto delle somme le contrattazioni locali.
Sperando di avere dall’Ufficio Centrale di Bilancio l’ok in tempo utile da consentire il pagamento
entro il mese di dicembre. Su questo punto assai delicato, che sconta su l’invadenza e la
prepotenza degli organi di controllo, noi abbiamo chiesto di utilizzare da subito l’art. 8 del CCNL
che prevede tempi precisi e brevi per la certificazione degli accordi e abbiamo comunque
osservato che sulle materie vincolate alla contrattazione noi dobbiamo essere tempestivamente
informati su qualunque impedimento si dovesse verificare e incidere sull’efficacia degli accordi
sottoscritti. Infine abbiamo chiesto di verificare possibilità di incremento del FUA, alla luce di
situazioni analoghe che si stanno realizzando in altri ministeri. Su questo la buona notizia è che il
FUA 2018 avrà un incremento di circa 20 milioni di euro di somme recuperate, ma l’obiettivo
rimane quello di portare il montante accessorio a livelli accettabili rispetto ai bassissimi rendimenti
attuali. Ci siamo riservati delle proposte anche dietro sollecitazione dell’amministrazione.
Progressioni economiche.
Nelle prossime settimane, ed entro la prima settimana di novembre verranno pubblicate le
graduatorie delle progressioni economiche. Questo, insieme alla sigla sull’accordo FUA 2018,
consentirà anche l’avvio del nuovo processo, che però a questo punto dovrà essere finanziato con
fondi 2018.
Interpello del personale
L’Amministrazione ci ha annunciato la prossima emanazione del bando per gli interpelli degli
assistenti giudiziari. Per noi non è sufficiente: abbiamo chiesto la possibilità di estendere la
possibilità di interpello a tutto il personale e su questo lavoreremo da subito.
Passaggi dalla prima alla seconda area
Un tema delicato sul quale le risposte dell’amministrazione sono state interlocutorie e non
sufficienti. Rappresentando difficoltà nell’attuazione del processo previsto nel 2010. Noi abbiamo
semplicemente proposto di utilizzare la possibilità che ci offre, utilizzando l’art.22, comma 15, del
D. Lgs. 75/2017, la legge Madia. Analogamente a quanto avvenuto al Ministero dei Beni Culturali,
dove è stato sottoscritto un accordo per i passaggi dalla prima alla seconda area. Il vantaggio di un
accordo fatto su questa norma è la sua vigenza triennale, con possibilità di scorrimento entro il
2020 della graduatoria, e la previsione di copertura finanziaria, nei limiti del 20% della disponibilità
ordinaria di budget assunzionale assegnabile nel triennio. Un percorso che può essere certamente
attivato e noi ci siamo riservati di produrre ogni utile contributo.
21 quater, piano dei fabbisogni, piano assunzioni, lavoratori precari.
Questi sono i veri punti nodali del confronto politico: abbiamo preso atto dell’impegno del
Sottosegretario, teso alla realizzazione di tutti gli obiettivi previsti dall’accordo del 26 aprile 2017,
comprese le modifiche normative che hanno esteso ad altre professionalità la possibilità di
avanzamento giuridico. Un impegno peraltro giustificato non dall’obbligo di dare attuazione a
impegni concordati con il precedente governo, ma dalla convinzione che tali misure siano
necessarie all’efficientamento dei servizi. Appare del tutto evidente che l’attuazione sia del 21
quater che dell’assorbimento dei lavoratori precari è legata alla qualità e quantità del piano
assunzionale e di quello dei fabbisogni. Piani di cui non abbiamo ricevuto alcuna informativa,
malgrado più volte richiesta. Per cui, a fronte di notizie contraddittorie che pervengono in questa
fase convulsa di definizione delle misure da inserire nella legge di stabilità, abbiamo chiesto di
acquisire dati certi sia in riferimento alla programmazione triennale delle assunzioni che alla
definizione del fabbisogno.
Le risposte sono state al momento parzialmente soddisfacenti e hanno definito solo per grandi
linee un processo che, per l’anno prossimo, dovrebbe portare a circa 7mila assunzioni nelle varie
qualifiche, compresi gli scorrimenti ed i passaggi giuridici interni e l’assorbimento graduale e totale
della graduatoria degli assistenti giudiziari, per i quali peraltro è previsto lo scorrimento dei 200
idonei già autorizzato all’atto dell’emanazione di un DPCM che dovrebbe uscire entro la fine del
prossimo mese. Sono numeri ballerini, nel senso che ci è stato detto che è in corso un serrato
confronto con il MEF per le risorse, e soprattutto non sono ripartiti per i vari profili professionali.
Inoltre noi vogliamo avere il dato sull’evoluzione dell’organico con riferimento alle uscite per
cessazione previste nel prossimo quinquennio, al netto della quota 100 che produrrebbe
certamente una quantità molto più grande dei pur corposi numeri previsti in vigenza della Fornero.
Quindi il confronto nelle prossime settimane, alla luce di quanto sarà definito nel dettaglio nel
disegno di legge stabilità per il 2019, dovrà portare ad avere un quadro generale che ci consenta di
avere ragionevoli certezze sulla dimensione finale del processo avviato dalla norma. In tale
contesto il rispetto dei tempi definiti dall’accordo del 26 aprile del 2017 è parte del problema e in tal
senso si è discusso di una possibile modifica a quell’impianto normativo che consenta una
velocizzazione degli scorrimenti, in particolare il comma 2 che lega gli scorrimenti alle assunzioni
dall’esterno, trovando una formula meno vincolante.
Bando 300 operatori
La problematica dei lavoratori precari è stata da noi posta in modo specifico sul tavolo, sia per i
ritardi registrati nella emanazione del bando per i 300 operatori che per la ricerca di soluzioni
complessive che pongano termine ad una situazione assolutamente inaccettabile.
L’Amministrazione ci ha risposto che il bando per le 300 assunzioni è stato predisposto, ma che si
sta pensando ad una ulteriore blindatura dei criteri tramite una norma specifica e ad un
ampliamento dei numeri rispetto alla platea originaria.
Resta il problema legato alla dimensione numerica di questo personale, che deve essere valutato
alla luce dei numeri delle carenze riferibili al profilo specifico che dovranno andare a ricoprire, nel
contesto dei dati generali che abbiamo richiesto e anche con riferimento al medio periodo, e
dobbiamo comprendere quali soluzioni normative sono allo studio garantendo in ogni caso
continuità alla prestazione resa nelle more della definizione e dei tempi di conclusione del
processo. Pertanto noi pensiamo che una norma che salvaguardi nella selezione per chiamata
diretta i requisiti maturati con i tirocini svolti al Ministero sia necessaria e utile, in qualche modo
assimilando il tirocinio ad un rapporto di lavoro. E che l’ampliamento corposo dei numeri sia
altrettanto necessario. Quindi lavoreremo sin dai prossimi giorni su questa vertenza, valutando
anche noi proposte che possano in qualche modo aiutare a trovare una soluzione. Anche su
questo non abbiamo tempistiche certe da offrire ma è chiaro che i tempi dovranno essere di molto
abbreviati rispetto a quelli dilatati che abbiamo vissuto in questo periodo.
Tavolo UNEP.
L’ultima notizia è quella riferita all’impegno di aprire al più presto il tavolo tecnico sulla situazione
degli Uffici NEP. Che consenta di affrontare, anche alla luce della piattaforma presentata da CGIL
e CISL, il nodo complesso della riorganizzazione di questi uffici.
In conclusione non possiamo certo definire improduttiva la riunione che si è svolta ieri, ma è del
tutto evidente che gli impegni assunti sulla partite più delicate devono essere puntualmente
verificati passo dopo passo e questo sarà il nostro compito al servizio dei lavoratori.
Scusandoci per la lunghezza, cari saluti
p. FP CGIL Nazionale Funzioni Centrali
Claudio Meloni
Al Capo di Gabinetto
Dott. Giuseppe CHINE’
Al Capo Dipartimento per la programmazione e
la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Dott.ssa Daniela BELTRAME
E p.c.
Al Direttore delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali
Dott. Jacopo GRECO
Al Dirigente dell’Ufficio I della DGRUF
Dott. Vito ABBADESSA
LORO SEDI
OGGETTO: Fallimento QUI!GROUP s.p.a
Le scriventi OO.SS. sono venute a conoscenza del fallimento della QUI GROUP e della necessità di reperire tutti i titoli esigibili presso la sede legale di Genova.
Si sottolinea l’urgenza di avere una informativa circa le modalità ed i tempi con cui questa Amministrazione intende agire a tutela di tutto il personale degli Uffici centrali e degli Uffici scolastici regionali, sia per quel che riguarda il necessario rimborso dei buoni pasto non spendibili che per l’assegnazione dei buoni pasti della Società subentrante nella Convenzione.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro.
Roma 10.10.2018
FPCGIL CISL FP UILPA
Salvatore Chiaramonte Michele Cavo Alessandra Prece
“No a soluzioni pasticciate sul Tfr/Tfs dei dipendenti pubblici, altrimenti scenderemo in piazza. Serve un confronto col sindacato e servono assunzioni straordinarie per evitare il collasso delle pubbliche amministrazioni”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito alle previsioni sul settore pubblico della ‘quota 100’ nella prossima legge di Bilancio.
La Fp Cgil, ricorda la dirigente sindacale, “ha promosso nei passati mesi la petizione ‘Pensioni, difendi i tuoi diritti’, che al momento ha raccolto 25 mila adesioni, con al centro tre richieste: rivedere l’accordo Aran e Sindacati del 1999 che ha recepito il principio dell’invarianza retributiva; stabilire l’ampliamento della base di calcolo del Tfr ed eliminare ogni ingiusta trattenuta; ridurre i tempi di pagamento del Tfs e del Tfr adeguandoli a quelli del privato. Una iniziativa promossa, quindi, tra le altre cose, per mettere fine a questa vergognosa disparità di trattamento per le lavoratrici e lavoratori pubblici, rispetto ai privati, che determina tempi più lunghi, pari a ben 27 mesi, per l’erogazione del Tfr/Tfs ai dipendenti che vanno in pensione”
Quelle quote, fa sapere Sorrentino, “sono un accantonamento salariale: se le amministrazioni non mettono da parte le risorse necessarie a pagarne il prezzo non possono esserne le lavoratrici e i lavoratori. Per questo diciamo sin da ora che ipotesi pasticciate sul Tfr/Tfs le contrasteremo in ogni sede e con ogni forma di protesta. Le soluzioni che sta ipotizzando il governo per dare efficacia a quota 100 per i pubblici devono essere discusse con le organizzazioni sindacali. Allo stesso tempo se, come si stima, nei prossimi due anni saranno circa 200 mila le fuoriuscite nel pubblico impiego in ragione di quota 100, si rende del tutto inutile parlare di ‘assunzioni selettive’, come sostiene il ministro Bongiorno. Si tratterebbe di una vera e propria colossale emorragia che, come rivendichiamo, richiede procedure per assunzioni straordinarie ed evitare così il collasso delle pubbliche amministrazioni”, conclude.
INCONTRO CON IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO:
ASSUNZIONI IMMEDIATE L’UNICO VIATICO PER IMPEDIRE IL DECLINO!
Nel corso dell’incontro affrontati anche i temi delle relazioni sindacali, le criticità del NOI Pa, le problematiche degli ex militari ed il benessere del personale.
Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro con il Capo di Stato Maggiore Esercito – Generale Salvatore Farina – da noi a suo tempo richiesto per discutere, fra l’altro, delle criticità che continuiamo a registrare in tema di relazioni sindacali.
Dopo il saluto e la relazione introduttiva a cura del CSME, le scriventi OO.SS. hanno in via preliminare evidenziato che il diffuso incremento della conflittualità, in particolare nelle sedi periferiche, richiede una iniziativa straordinaria da parte dell’amministrazione, per ristabilire relazioni sindacali serene e coerenti con il disposto contrattuale.
FP CGIL CISL FP UIL PA e CONFSAL UNSA hanno poi sottolineato che è divenuta non più tollerabile la gestione complessiva delle buste paga, e che i ritardi nelle attribuzione delle competenze nonché gli errori seriali appurati nei cedolini privano i lavoratori della Difesa di una retribuzione puntuale nella tempistica e corretta nelle somme corrisposte, costituendo un unicum nel panorama della pubblica amministrazione.
Appare evidente che la riforma del sistema stipendiale avviata con il Noi Pa e realizzata nella Difesa attraverso una pluralità di piattaforme informatiche (CUSE, BDUS, ecc.), a cui è peraltro precluso a differenza del passato l’accesso ed il contributo degli enti amministrativi periferici, non ha conseguito l’obiettivo di razionalizzare e rendere efficiente il servizio, anzi, lo ha gravemente peggiorato.
Del tutto irrazionale è poi registrare che, per il personale amministrato da altre FF.AA, siano state assunte diverse soluzioni organizzative che rendono funzionale e privo di problemi il sistema in argomento.
Sulla richiamata problematica, che assume dimensioni via via sempre più gravi, FP CGIL UIL PA CISL FP UIL PA e CONFSAL UNSA hanno già richiesto l’intervento del vertice politico; tuttavia, all’eventuale assenza di risposte significative e al perdurare della problematica irrisolta, conseguiranno inevitabili percorsi di mobilitazione.
Le scriventi OO.SS. hanno poi evidenziato i numeri – impietosi – rinvenibili nel bi lancio della Difesa, che sanciscono il definitivo e acclarato fallimento della legge 244 del 2012 con la quale, sull’altare del contenimento della spesa per il personale, sono stati sacrificati il 30% degli organici del personale civile (pari 10.000 posti di lavoro) ed il 17% di quello militare.
A distanza di 6 anni da quel provvedimento legislativo la spesa complessiva invece che diminuire è oggi ulteriormente aumentata, mentre a ridursi è stata la sola spesa per il personale civile, acuendo così ulteriormente un divario già assai rilevante.
Accanto all’analisi compiuta sul passato, che ha ampiamente dimostrato quanto sia stata parziale ed inadeguata quella legge che ha evidentemente mancato di raggiungere l’obiettivo prefigurato, è in fine proprio l’Esercito a risultare maggiormente colpito per la sofferenza imposta all’attuale organico del personale civile, di fatto reso insufficiente nei numeri e ormai avviato alla soglia della meritata pensione.
Al punto in cui si è malauguratamente giunti, come abbiamo già avuto modo di comunicare al Ministro nell’incontro avuto lo scorso 19 luglio, anche per iscritto, solo il ricorso ad una assunzione straordinaria ed immediata di alcune migliaia di giovani da formare nelle Scuole di Formazione della Difesa e a cui trasferire le conoscenze professionali e le preziose esperienze maturate dal personale civile tuttora in servizio, potrà salvare il settore da un inevitabile declino.
In tale compromesso contesto, non può certo rappresentare l’unica soluzione l’impiego degli ex militari che transitano nei ruoli civili per motivi di salute, perlopiù non impiegabili in mansioni tecniche o con profili incoerenti con la pregressa esperienza, e spesso assegnati lontani dai luoghi di residenza, con ulteriori disagi personali e senza beneficio alcuno per l’A.D. In proposito, riteniamo non sia più ulteriormente rinviabile l’assunzione di un provvedimento legislativo, peraltro già chiesto al vertice politico da FP CGIL CISL FP UIL PA e CONFAS UNSA nell’ambito del menzionato incontro, che disponga il transito di quel personale su base volontaria in tutta la pubblica amministrazione, non solo alla Difesa, con la conservazione dell’assegno ad personam.
In tema di benessere del personale civile, richiamato l’art.80 del nuovo CCNL Funzioni Centrali, è stato rappresentato al vertice di Forza armata che l’attuale gestione esternalizzata degli Organismi di Protezione Sociale ha trasformato strutture una volta di grande pregio in opere degradate in completo stato di abbandono, facendo venir meno gli originali obiettivi di tutela sociale stabiliti per i dipendenti civili. Circostanza, quest’ultima, che richiederà una riflessione approfondita ma sulla quale siamo in grado di avanzare proposte di soluzione.
Nelle sue conclusioni il CSME ha espresso una generale condivisione delle analisi e delle proposte avanzate dalle scriventi OO.SS., evidenziando l’opportunità di trasmetterle per iscritto al Ministro ed impegnandosi ad intervenire tempestivamente sulle criticità più immediate rappresentate nel corso della riunione in tema di corrette relazioni sindacali e sul cedolino unico.
L’incontro si è tenuto in un clima cordiale, di disponibilità al dialogo e al confronto, nella consapevolezza di una comunione di intenti che confidiamo possa tradursi in risultati concreti per le lavoratrici ed i lavoratori della Difesa.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri/ Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
CUT – FUA – CARTOLARIZZAZIONE – PEREQUAZIONE – PRELEX – PROGRESSIONI TRA LE AREE – IDONEI AREA III – COMANDATI – PROGRESSIONI ECONOMICA – VARIE
Si è svolto ieri il previsto incontro con l’Amministrazione avente come ordine del giorno il CUT 2016-2017 e varie ed eventuali. L’accordo è stato firmato da tutte le sigle rappresentative delle aree funzionali e si basa sugli stessi criteri utilizzati negli anni precedenti. Per l’anno 2016 gli uffici virtuosi sono stati 106, mentre nel 2017 sono stati 124, quindi la totalità delle Commissioni Tributarie. Il pagamento sembrerebbe previsto dopo il primo trimestre 2019. È stato inoltre ribadito che all’interno della prossima legge di stabilità dovrebbe essere inserita la variazione della norma relativa al contributo unificato che dovrebbe prevedere un sistema di pagamento simile a quello dei giudici e che tenga conto della contrattazione.
A margine della riunione il capo dipartimento ha fornito una serie di informazioni su più temi:
FUA 2017
Quota 80% probabile pagamento entro fine anno; per il restante 20% da contrattare sulle sedi territoriali RSU è stata firmata la circolare con le istruzioni operative che verrà trasmessa a tutti gli uffici a breve.
CARTOLARIZZAZIONE
Sul comma 165 il decreto che individua le risorse si trova alla RGS per le relative quantificazioni. Le somme non dovrebbero discostarsi molto da quelle previste per il compenso 2016 che erano già state maggiorate per compensare quelle del 2015. Pertanto sembrerebbe che le risorse siano superiori rispetto alla media degli anni 2015/2016.
PEREQUAZIONE
Altra informazione che aspettavamo da tempo riguarda la predisposizione di un provvedimento che finalmente equipari le indennità di amministrazione all’interno del MEF. La norma, in fase di predisposizione, si trova presso la Ragioneria Generale che dovrà occuparsi della bollinatura definitiva (circa 20 milioni di euro). Ovviamente, al contrario di quanto affermava qualcun altro, le somme da destinare nulla hanno a che vedere con quelle previste per la cd prelex.
PRELEX
Sul comma 685 ci è stato confermato che è in corso di stesura il provvedimento che tiene conto dei rilievi della Corte dei conti, nonché, come sollecitato dalle OO.SS., con criteri concreti e trasparenti. In ogni caso, è stato richiesto che il pagamento delle indennità perequazione e prelex avvenga nello stesso periodo, ed al contempo si cerchino altre risorse per finanziare altre competenze accessorie che vadano a compensare anche le differenze economiche supplementari, come ad esempio l’attività sull’antiriciclaggio.
IDONEI AREA III
È stato altresì firmato il provvedimento che riguarda lo scorrimento della graduatoria degli “idonei” del concorso per la procedura di selezione nazionale per il passaggio tra le aree professionali, finalizzata alla copertura di n. 407 posti disponibili nella posizione economica C1 riservata al personale inquadrato nel ruolo unico MEF, si tratta di circa 120 colleghi, collocati in posizione utile al termine della procedura conclusasi nel 2010. Giorno 10 ottobre 2018 sono state inviate le e-mail dall’ufficio III DAG-DP con la richiesta dei documenti/informazioni (carta d’identità – codice fiscale – indirizzo di residenza)
PROGRESSIONI TRA LE AREE
Per quanto riguarda il problema delle progressioni verticali, l’Amministrazione ha intenzione di attivarsi per avviare le relative procedure nel corso del 2019, attenendosi alle norme attuali (decreto Madia), e dunque prendendo in considerazione per tali passaggi solo i colleghi che sono in possesso del titolo previsto per l’accesso dall’esterno. Purtroppo anche se l’Amministrazione si era resa disponibile ad aprire a coloro che non erano in possesso del titolo di studio tenendo come requisito la professionalità acquisita sul posto di lavoro, non sarà possibile superare i vincoli normativi. Questo vedrà l’ennesima lotta tra i partecipanti e la demotivazione per gli esclusi che da anni prestano il loro servizio per la pubblica amministrazione. Ci dispiace registrare che alcune OO.SS. di questo ne erano veramente soddisfatte.
COMANDATI
Sulla stabilizzazione dei comandati il Capo Dipartimento ha dato la propria disponibilità ad attivare una nuova procedura, ma non prima del secondo semestre dell’anno prossimo.
VARIE
Le prossime Progressioni Economiche saranno contrattate con il FUA 2018 vista la mancata costituzione OIV e quindi l’impossibilità di certificazione. Si dovrà trovare una soluzione per recuperare il passaggio economico non effettuato nel 2017 soprattutto per quei colleghi che partecipando alle ultime due selezioni sono rimasti esclusi;
Il personale di Via Casilina e via dei Normanni per il momento non subirà alcun trasloco, eventuali futuri spostamenti saranno comunicati ai lavoratori interessati con largo anticipo;
Per la situazione di piazza Dalmazia di sovraffollamento l’amministrazione sta cercando una soluzione a breve;
Per i parcheggi l’amministrazione ha trovato delle soluzioni che per il momento non sono proponibili in quanto lontane dal Dicastero.
Come CGIL, CISL e UIL vigileremo sugli impegni presi dall’Amministrazione al fine di dare concretezza alle aspettative dei colleghi tutti.
FP CGIL CISL FP UILPA-MEF
A. FIMIANI W. DE CARO A. G. BORDINI
“Nessuna persona in uno stato democratico dovrebbe avere paura di denunciare le illegalità perché ciò determini una minaccia per sé. Vogliamo uno stato libero dalle mafie, combattiamo tutti i giorni per la legalità e l’affermazione dei diritti. Per questo non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione per le minacce ricevute dal nostro dirigente della Fp Cgil Bologna, Gaetano Alessi. Non è solo e sa di avere tutta la Funzione pubblica e la Cgil al suo fianco: #siamotuttigaealessi“. È quanto si legge in una nota della Fp Cgil, Emilia Romagna e Bologna, in merito alla lettera di minacce ricevuta da Gaetano Alessi, sindacalista della Fp Cgil di Bologna e attivista dell’osservatorio ‘Mafie sotto casa’.
“C’è una modalità superficiale e irrispettosa di raccontare il lavoro degli operatori dei Centri per l’impiego pubblici che è intollerabile e che respingiamo con forza“. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, in merito ad alcune ricostruzioni, aggiungendo che: “Senza avviare paralleli impietosi con altri paesi, in termini di risorse e di personale impegnato, nel corso di questi anni, specie negli ultimi dieci di crisi nonché di discutibili interventi normativi, i circa seimila lavoratori dei Centri per l’impiego, per non parlare dei tanti precari storici, hanno fatto ben oltre il possibile per garantire un servizio adeguato ai cittadini”.
“Serve rispetto. Ed è per queste ragioni – aggiunge il dirigente sindacale – che invitiamo tutti a raccontare la verità dei fatti, ovvero gli effetti di politiche miopi rispetto al lavoro pubblico che in questi anni hanno prodotto danni incalcolabili, nei confronti dei cittadini utenti e delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati. Ora che siamo alle porte di un intervento importante, ovvero il varo del reddito di cittadinanza, le cui forme e modalità sono ancora tutte da vedere, si rende necessario – prosegue – un intervento sui Centri per l’impiego, a partire dalla centralità degli operatori e dal bisogno di stabilizzare il personale precario attualmente in servizio. La politica deve, concretamente, dare valore al lavoro pubblico ed evitare che le responsabilità delle inefficienze ricadano sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Per Bozzanca, “se le intenzioni del governo sono quelle di mettere al centro il sistema dei Centri per l’impiego nell’ambito del reddito di cittadinanza, ancor prima della misura dovrà occuparsi dell’architettura. Servono infatti investimenti e risorse, così come serve procedere con celerità alla stabilizzazione del personale precario. Ma soprattutto bisogna partire dalle lavoratrici e e dai lavoratori perché solo attraverso la loro esperienza diretta sarà possibile ridisegnare il sistema e rispondere così alle esigenze dei territori“, conclude.
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. VVF territoriali sulla carenza cronica degli automezzi di soccorso in particolare APS e AS del Comando di Roma che non garantisce il soccorso e la sicurezza dei lavoratori.
COMUNICATO AI LAVORATORI
In data odierna il nuovo Direttore dell’Agenzia, Dott. Mineo, ha voluto salutare tutte le OO.SS. pur
riservandosi di convocare ulteriori incontri su materie specifiche non appena completato l’iter formale
della sua opinione.
Nel corso dell’incontro, oltre che augurare un buon lavoro al dott. Mineo soprattutto per le sfide che lo
attendono, abbiamo unitariamente rappresentato tutte le criticità che necessitano di attenzione e di
urgenti decisioni risolutive.
Prima fra tutte, il processo di riorganizzazione in atto che, ad nostro avviso, dovrà essere rivisto in
alcune delle frettolose decisioni fin qui assunte e, in particolare, per quanto riguarda le ipotesi di
strutturazione delle realtà territoriali (Direzioni Regionali e Uffici delle Dogane).
Abbiamo inoltre ribadito unitariamente la necessità urgente di iniziare le trattative sul nuovo CCNI al
fine di rivedere la distribuzione del salario accessorio, i termini delle relazioni sindacali, i criteri di
mobilità.
Abbiamo poi rappresentato la necessità della pubblicazione sollecita dei bandi di concorso esterno già
autorizzati dal Dipartimento di Funzione Pubblica e, nel contempo, di procedere alla selezione per il
passaggio di Area del personale interno, viste le forti carenze di personale specialmente negli Uffici
operativi.
Considerato che il dott. Mineo, in premessa, ha puntualizzato che la “mission” dell’Agenzia dovrà
essere improntata a migliorare i rapporti con l’utenza ed in generale con i cittadini e che, in questa
direzione, sarà necessario motivare adeguatamente il personale, abbiamo ribadito che, per tale
obbiettivo, è necessario proseguire, anche per il 2018, il processo di passaggi di fascia economica del
personale.
Sarà peraltro necessario che l’Agenzia verifichi la possibilità di superare gli attuali “tetti” dei Fondi del
personale che non permettono oggi di distribuire tutte le somme a disposizione per il salario
accessorio.
In ultimo abbiamo ricordato al Direttore che al 1/1/2019 scadranno le POT e, pertanto, con i pochi
Dirigenti in servizio, gli Uffici rischieranno di trovarsi in difficoltà operative con riflessi anche sui servizi resi all’utenza. Pertanto, nell’ambito del confronto sulla riorganizzazione, non si potrà fare a meno di tener presente tale criticità anche in funzione dell’ attivazione delle POER, come introdotte dalla normativa vigente.
In conclusione abbiamo assicurato sin da subito la nostra disponibilità ad avviare il confronto di merito su tutte le singole questioni, ciò per giungere a breve alla soluzione delle tante aspettative del
personale.
Roma 4 ottobre 2018
FPCGIL CISLFP UILPA UNSA/Salfi
Iervolino Fanfani Procopio Veltri