Nella giornata del 3 ottobre si è tenuto l’incontro per l’esame dei nuovi criteri per l’attribuzione del secondo livello differenziato di professionalità.
Premesso che i documenti distribuiti venivano modificati dalla stessa Amministrazione poco prima che l’incontro avesse inizio, l’esigenza di rivedere i criteri in questione nascerebbe dalla necessità di introdurre tra i criteri selettivi anche elementi di valutazione dell’attività del professionista.
In via preliminare, abbiamo contestato l’intempestività e l’inopportunità dell’iniziativa.
Per un verso, infatti, l’Amministrazione non bandisce da anni selezioni per l’attribuzione del secondo livello di professionalità e l’ultima selezione effettuata risulta anzi sospesa e oggetto di contenziosi giudiziari. Per altro verso, siamo alla vigilia della sottoscrizione del nuovo CCNL Dirigenti e
Professionisti, che certamente si occuperà dell’argomento, stante la necessità di dare soluzione al sostanziale blocco nell’accesso al secondo livello registrato negli ultimi anni.
Per tali motivi, prima ancora di entrare nel merito dei criteri proposti, abbiamo invitato l’Amministrazione:
– a bandire con urgenza una selezione per la copertura dei posti eventualmente disponibili, sulla base dei criteri oggi vigenti, previa composizione dei contenziosi pendenti;
– a rinviare il tema della revisione dei criteri di accesso all’indomani della sottoscrizione del nuovo CCNL, ormai imminente.
Nel merito, abbiamo rilevato:
– la palese ed ingiustificata differenziazione – a parità di previsioni contrattuali
– nell’attribuzione dei punteggi tra legali da una parte, tecnici ed attuari dall’altra;
– l’inopportunità di utilizzare quale criterio di selezione il punteggio attribuito al professionista in sede di valutazione della qualità individuale, posto che i criteri attualmente in uso per la valutazione dell’attività dei professionisti sono notoriamente inadeguati e non riferiti all’attività professionale del singolo, tant’è che è la stessa Amministrazione ha recentemente avviato un percorso di revisione di detti criteri;
– l’incongruenza nella distribuzione del punteggio tra i diversi titoli professionali (8 punti per un dottorato di ricerca conseguito anche 30 anni addietro contro i 3 punti per l’iscrizione all’Albo dei Cassazionisti o, per tecnici e attuari, per lo svolgimento di incarichi di particolare rilevanza);
– l’eccessivo peso attribuito agli incarichi di coordinamento, persino a quelli non attribuiti a seguito di regolari selezioni, peraltro con immotivato riferimento ai soli ultimi sei anni e non anche all’intera vita lavorativa del professionista presso l’Istituto;
– l’ingiustificato rilievo, per i legali, all’adesione a richieste di mobilità temporanea verso sedi critiche per periodi di 10 giorni, a scapito di chi in quelle sedi lavora stabilmente da anni;
– l’assoluta improprietà, sempre per i legali, del riferimento alla percentuale delle costituzioni in giudizio o, peggio, delle cessazioni della materia del contendere o abbandoni della causa da parte delle controparti, le prime inattendibili per la parzialità e insufficienza delle procedure informatiche in uso, da tempo denunciata, le seconde per l’evidente non significatività del dato ai fini della valutazione del merito del professionista.
L’Amministrazione ha preso atto dei rilievi mossi dalla CGIL e dalle altre OO.SS. e si è impegnata ad una nuova convocazione su nuovi testi, riservandosi di incardinare eventualmente un tavolo tecnico per l’individuazione di criteri maggiormente idonei al fine dichiarato di inserire elementi di valutazione del merito dei professionisti.
IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
“Da quello che è possibile leggere dalla pubblicazione della nota di aggiornamento del Def non vi è previsione, né quantificazione, delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, finanziare le assunzioni e fare investimenti nell’innovazione delle pubbliche amministrazioni. Dal momento che il ministro della Pubblica amministrazione e altri esponenti del governo in queste settimane hanno dichiarato più volte che invece le risorse ci sarebbero state, chiediamo al Ministro Bongiorno di dar conto del perché non ve ne sia traccia nel Def e di avviare subito il confronto sulla legge di Bilancio, come già chiesto da Cgil Cisl e Uil”. È quanto affermano in una nota i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.
Pubblichiamo la comunicazione dell’ Ufficio del Capo del Corpo in riferimento alle modalità di partecipazione alla manifestazione Memorial Scuola AVVA che si svolgerà alle SCA il giorno 13 ottobre 2018
Pubblichiamo la comunicazione della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo il D.M. per la nomina in ruolo dei Vigili del Fuoco dell’82° corso
Al Segretario generale della Corte dei conti
Al Vice Segretario generale della Corte dei conti
Al Servizio relazioni sindacali
e p.c.
Al personale della Corte dei conti
Oggetto: Comunicazione del 17 settembre 2018 su artt. 32 e 35 CCNL 2016-2018.
In riferimento alla comunicazione del 17 settembre u.s., pubblicata sulla Intranet, a firma dell’Ufficio Disciplina Rapporto di Lavoro che recita: “PMFH – PMVI – Da lunedì 17 settembre 2018, sarà attivo, nel sistema SPRING, il controllo sulla incompatibilità fra assenze effettuate a diverso titolo nella stessa giornata lavorativa, prevista dagli artt. 32 e 35 del C.C.N.L. 12 febbraio 2018 del Comparto Funzioni Centrali. Pertanto, nella gestione dei dati giornalieri il suddetto sistema informativo non consentirà l’inserimento, nella medesima giornata, di permessi orari retribuiti per particolari motivi personali/familiari o per l’espletamento di visite mediche, unitamente ai riposi compensativi o alle altre tipologie di permessi fruibili ad ore previsti dalla legge o dalla normativa contrattuale”, si rappresenta quanto segue:
– pur essendo esplicitato negli artt. su citati l’incompatibilità di utilizzo nella medesima giornata lavorativa di altre tipologie di permessi fruibili ad ore, la ratio è quella di intendere la fruizione di più permessi ad ore, di diversa tipologia, che vadano a coprire l’intera giornata lavorativa;
– il recente orientamento applicativo dell’Aran, che si allega, manifesta chiaramente la ratio di cui sopra e consente inoltre, la possibilità di deroghe ben specificate.
Pertanto, si chiede di provvedere, con urgenza, alla modifica della comunicazione citata in oggetto.
Si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.
Firmato
La Coordinatrice FP CGIL
Corte dei conti
Susanna Di Folco
Pubblichiamo il Contratto Collettivo Integrativo – Dirigenza Area VI
Parte economica anno 2018
Lettera aperta al Ministro e a tutto il Personale
Egregio Sig. Ministro, care Colleghe e cari Colleghi,
le organizzazioni sindacali e la RSU del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del
mare intendono portare a conoscenza di quanto segue.
Il 25 settembre abbiamo partecipato ad una riunione con il Capo di Gabinetto, in cui, dopo la
presentazione del Prefetto Silvana Riccio quale nuovo Segretario Generale, in cui sono stati trattati i
seguenti argomenti all’ordine del giorno: procedure concorsuali pubbliche, trasferimento della sede,
iniziativa plastic free.
Relativamente ai concorsi pubblici, il Capo di Gabinetto, alla presenza del Segretario Generale e del
Capo del Personale, dopo aver ribadito la necessità di procedere al reclutamento di nuovo personale,
ha chiesto alle OO.SS. di indicare le proprie valutazioni in merito. Su tale affermazione costretti ad
esprimere la nostra incredulità: dopo l’incontro di giugno, in cui erano stati dati, con una buona
dose di sicurezza, i numeri dei posti coinvolti in tale procedura, ci saremmo aspettati che
l’Amministrazione fosse venuta al tavolo con le idee chiare, presentandoci una proposta normativa
da inserire nella prossima legge di stabilità, con l’indicazione dei numeri relativi ai posti ed alle
professionalità derivanti da una ricognizione, effettuata con i vertici di tutte le direzioni generali,
confacente alla mission del Ministero. Per non parlare, poi, dell’evidente imbarazzo in merito alla
presenza o meno del piano dei fabbisogni di personale. A questo punto si sarebbe potuto aprire un
tavolo di negoziazione con le OO.SS., che avrebbero sicuramente dato il loro contributo. Siamo
quindi dell’avviso che l’unica strada percorribile per raggiungere questo obiettivo è che venga
predisposta una norma specifica, che deroghi alle vigenti norme in materia di mobilità del personale
della PA, partendo dalle competenze e dalle funzioni svolte dal Ministero, nonché dalle figure
attualmente presenti, sia di ruolo che esterne: sul personale di ruolo, registriamo con favore ed
apprezziamo l’impegno preso dal Cons. Alesse, presente alla riunione, il quale, su sollecitazione
delle OO.SS. nel voler prevedere una quota percentuale di posti riservata al personale del Ministero,
si è fatto carico della proposta dichiarandola “prioritaria sopra ogni altra considerazione”; sul
personale esterno, segnatamente il personale delle strutture tecniche di Sogesid, la maggioranza ha
chiesto di non disperdere il patrimonio di competenze acquisito da questo personale e di mettere in
atto tutte le tutele necessarie alla difesa dei posti di lavoro. È per questi motivi che chiediamo al Sig.
Ministro di aprire un tavolo di confronto sul tema, a cui partecipino tutti i soggetti coinvolti: oltre ai
vertici del Ministero, i sindacati interni e di categoria, nonché i vertici di Sogesid.
Riguardo, poi, al trasferimento della sede istituzionale del Ministero, il Prof. Petrillo ha inteso
riportare le parole del Ministro sull’argomento: non c’è l’intenzione di distribuire il Ministero su più
sedi. Al contrario, il Gen. Costa ritiene necessario che tutte le strutture del Ministero stiano insieme
in un unico edificio, per evitare inutili dispersioni e rallentamenti delle attività; respinge, inoltre,
quanto affermato da alcuni, secondo cui è in atto la ricerca di un’altra sede centrale, per agevolare i
vertici dell’Amministrazione negli spostamenti verso il Parlamento e/o Palazzo Chigi. Il Capo di
Gabinetto ha riferito che, nella riunione del luglio scorso tenutasi all’Agenzia del Demanio, è
emerso che sulla base dei dati forniti dall’Amministrazione, che la sede di Viale Trastevere, sotto il
profilo degli spazi e delle aree, non sia idonea ad ospitare il Ministero. Allo stato, quindi, la
soluzione percorribile risulta essere lo stabile di Viale Boston. È stato fatto presente al Prof. Petrillo
che l’edificio di in questione, oltre ad essere ancora occupato da uffici del Ministero dello Sviluppo
Economico, necessita di numerosi e rilevanti interventi di riqualificazione: ricordiamo che,
nell’incontro che abbiamo avuto con la dott.ssa Rizzo e i suoi collaboratori, nel caso di
trasferimento all’EUR si può ragionevolmente ipotizzare che i tempi si allunghino
significativamente. In attesa della “nuova casa” del Ministero dell’Ambiente ed in assenza di
ulteriori indicazioni, è ragionevole ipotizzare che rimarremo ancora per qualche tempo nell’attuale
edificio. Riteniamo che queste notizie siano positive, ma non possiamo dimenticare che i fabbricati
attuali (via C. Colombo e via Capitan Bavastro) sono molto carenti sotto il profilo della sicurezza.
Capitolo plastic free: siamo favorevoli all’iniziativa del Ministro, anche perché ha consentito al
Ministero di essere protagonista di una buona prassi, seguita anche da altre amministrazioni in
Italia. Dobbiamo segnalare, però, che nel corso dell’incontro, in cui ci sono state illustrate le
modalità di eliminazione della plastica, relativamente alla distribuzione dell’acqua siamo stati
informati della prossima installazione di erogatori che forniranno acqua in tre varianti, con un costo
per i dipendenti che però riteniamo eccessivo, se si pensa che gli erogatori saranno allacciati alle
reti idrica ed elettrica del Ministero e, pertanto, con costi a carico dell’Amministrazione. Riteniamo,
quindi, opportuno un adeguamento dei costi che sosterranno i dipendenti per fruire di questi
“beverini” (definizione tecnica), riducendoli ad un prezzo meramente politico. Non
dimentichiamoci che l’acqua è un bene prezioso e pubblico.
Era nostro desiderio introdurre altri argomenti. Dobbiamo però constatare che l’attuale compagine
politica, per il tramite del Capo di Gabinetto, ha manifestato un atteggiamento di chiusura verso le
politiche per il personale, rimettendo ogni iniziativa al Capo del Personale, indicandolo come
“interlocutore privilegiato”. Noi siamo di un altro parere, perché pensiamo che i cambiamenti
strutturali, che comportano anche dei benefici al personale dipendente, devono essere effettuati
dalla parte politica, cui spetta la predisposizione di provvedimenti normativi (rimarchiamo la
distinzione tra indirizzo politico e amministrazione): su indicazione dello stesso Capo di Gabinetto,
nell’incontro di giugno, è stata espressa l’intenzione di voler “adeguare le retribuzioni dei
dipendenti del Ministero”, ricorrendo a strumenti economico – finanziari che portino a questo
risultato. Sul punto, abbiamo precisato che non è possibile intervenire direttamente sugli stipendi
dei dipendenti, in quanto la loro determinazione è rimessa alla contrattazione collettiva nazionale di
comparto. La proposta che avremmo voluto fare e non ci è stato consentito è quella di utilizzare gli
strumenti normativi del caso, al fine di aumentare la consistenza del FUA attraverso, ad esempio,
l’utilizzo di una percentuale dei fondi del dissesto idrogeologico. Questo aumento consentirebbe
all’Amministrazione di introdurre forme di welfare integrativo, proprio come previsto dal recente
CCNL del comparto funzioni centrali (articolo 80), oltre a dare la possibilità di finanziare gli
sviluppi economici con le PEO. Siamo consapevoli di tutte le asperità della strada da percorrere per
poter realizzare questa proposta, ma avremmo voluto formularne un’altra, che secondo noi è
immediatamente percorribile, che è quella dell’incremento perequativo dell’indennità di
amministrazione. In questo modo, le retribuzioni mensili dei dipendenti avrebbero un beneficio
sensibile, concreto ed immediatamente quantificabile e, di conseguenza, renderebbe appetibile la
mobilità in entrata verso il nostro Ministero.
Ci saremmo aspettati un cambiamento da questa compagine politica verso le politiche riguardanti il
personale del ministero, rispetto alle scelte fatte in passato, da cui questo Ministro quotidianamente
dichiara di volersi dissociare.
FP CGIL CISL FP UILPA CONFINTESA RSU
On. Dott. Vittorio FERRARESI
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Fulvio BALDI
Capo di Gabinetto
e per conoscenza
Capo Segreteria del Ministro della Giustizia
Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Oggetto: richiesta individuazione ordine del giorno riunione 11 ottobre 2018.
Risulta alla scrivente organizzazione sindacale, firmataria dell’intesa del 26 aprile 2017, che le ipotesi di accordo sulle progressioni economiche 2018 e sui criteri di pagamento del FUA 2017, certificate dagli organi di controllo, giacciono presso gli uffici di via Arenula sin dal mese di giugno scorso. Tale circostanza, se fosse confermata, sarebbe molto grave perché a partire da tale mese, se solo codesta amministrazione avesse proceduto a convocare le organizzazioni sindacali per la mera e definitiva sottoscrizione, i predetti accordi sarebbero diventati esigibili dando luogo sia alla pubblicazione dei nuovi bandi di progressione economica sia all’apertura dei tavoli negoziali per il pagamento dei
fondi di sede, delle particolari posizioni e delle posizioni organizzative relativi all’anno 2017.
Invece, in assenza di sottoscrizione definitiva, il pagamento delle quote dovute ai lavoratori subirà certamente un rinvio al prossimo anno, con evidente danno per i lavoratori.
L’inerzia dell’amministrazione e l’estrema lentezza con cui viene attuato l’accordo del 26 aprile 2017 sono incomprensibili e stanno generando un forte malcontento tra i lavoratori. Per tale motivo, al fine di sottoscrivere i predetti accordi e dare nuovo impulso alle relazioni sindacali nella Giustizia, la scrivente O.S. chiede che sia definito l’ordine del giorno della convocazione per l’undici ottobre p.v. inserendo al primo punto la sottoscrizione dell’accordo sulle progressioni economiche anno 2018 e la sottoscrizione dell’accordo sui criteri di pagamento del FUA 2017. Inoltre si chiede che nel predetto ordine del giorno siano inseriti anche i seguenti argomenti: politica degli organici con particolare riferimento al
piano triennale del fabbisogno di personale ed all’attuazione del piano assunzioni già autorizzato (scorrimenti graduatoria assistenti giudiziari e bando per l’assunzione di 300 operatori); pubblicazione dei bandi di mobilità; pubblicazione del bando per il transito degli ausiliari in area seconda; scorrimento entro il 30.6.2019 delle graduatorie formate in attuazione dell’art.21 quater della legge 132/2015; pubblicazione dei bandi ex art.21 quater cit. per i contabili, gli assistenti informatici e gli assistenti linguistici; convocazione di un apposito tavolo per tutte le problematiche afferenti gli ufficiali giudiziari; calendarizzazione di appositi incontri per affrontare le specifiche problematiche di ciascuna delle altre
Amministrazioni della Giustizia (penitenziario, giustizia minorile e di comunità, archivi notarili).
Si ricorda infine che, in applicazione della normativa vigente, la partecipazione alle riunioni di contrattazione nazionale integrativa è prevista per le sole organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL Funzioni Centrali 2016/2018.
Distinti saluti
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Al Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Dr. Marco Bussetti
E, p.c.:
Al Capo di Gabinetto
dr. Giuseppe Chinè
Al Capo Dipartimento per la
Programmazione e la Gestione delle
Risorse umane, Finanziarie e Strumentali
Dott.ssa Daniela Beltrame
Al Direttore Generale per la Gestione delle
Risorse Umane e Finanziarie
dr. Jacopo Greco
L O R O S E D I
Oggetto: Sollecito richiesta incontro.
Gentile Ministro,
sono passati ormai quattro mesi dal Suo insediamento e nonostante la nostra formale
richiesta d’incontro del 25 giugno scorso, dobbiamo constatare che non abbiamo avuto ancora
l’occasione di poterLa incontrare.
Nel frattempo la situazione di estrema criticità in cui versano le strutture territoriali e centrali del
nostro mInistero continua inesorabilmente a peggiorare e ad avere ripercussioni sempre più
gravose sulla qualità dei servizi che siamo tenuti ad erogare ai nostri utenti.
Appare inutile ribadire le sigole questioni che affliggono, orami da troppo tempo, gli uffici del MIUR,
anche in considerazione dell’esperienza da Lei maturata all’interno dell’Amminiostrazione, ed è per
tali motivazioni che incontrare le rappresentanze dei lavoratori ci sembra, oltre che un dovuto atto
di cortesia, anche il modo migliore per provare a dare quelle risposte che il personale ed i cittadini
si aspettano da tempo.
Ci auguriamo pertanto che venga recepita la nostra richiesta e che questo consenta il ripristino di
un confronto profiquo finalizzato ad analizzare e possibilmente risolvere le problematiche più volte
denunciate da queste OO.SS.
Per questo riteniamo urgente la convocazione di un incontro con la SV.
Nel rimanere in attesa di formale riscontro porgiamo distinti saluti
FP CGIL
CISL FP
UILPA
COMUNICATO
Ennesimo nulla di fatto sulle progressioni verticali: dopo le aperture dimostrate la volta scorsa alle nostre proposte, l’Amministrazione ha nuovamente fatto marcia indietro.
Nel precedente incontro avevamo chiesto UNITARIAMENTE:
– l’eliminazione della prova orale;
– l’eliminazione del certificato B2 di inglese;
– una differenziazione di punteggio fra laurea triennale e quinquennale in modo da valorizzare anche la prima e ridurre la “forbice” tra i due
titoli;
– l’eliminazione del riferimento al D. lgs. n.150/2009 nella valorizzazione delle idoneità conseguite in precedenti procedure selettive interne per la progressione verso l’area C in quanto quella previsione, contenuta nella bozza, di fatto annullerebbe l’applicazione del parametro previsto dal “Decreto Madia” (non vi sono progressioni di area né in INPS né in INPDAP né in ENPALS fatte ai sensi del D. lgs. n.150/2009);
– l’ampliamento delle progressioni al personale di area A.
Niente di tutto questo è stato accolto nella proposta presentataci.
Per fortuna, neanche la proposta – presentata da altra sigla sindacale – di portare a quattro il numero delle prove è stata accolta…
Abbiamo unitariamente rimarcato che non si sta discutendo di concorso esterno, ma di consentire ai lavoratori dell’Istituto di poter mettere a frutto le competenze acquisite in anni di lavoro – nel pieno rispetto del principio della selettività: per questo, una simile inaspettata rigidità da parte dell’Amministrazione ci appare del tutto incomprensibile e inaccettabile.
Consideriamo molto grave il passo indietro e la responsabilità che l’Amministrazione si è assunta di fronte alle centinaia di lavoratori interessati: questo atteggiamento non resterà privo di conseguenze.
Per questo motivo, abbiamo interrotto la discussione sul CCNI 2018 senza entrare nel merito della nuova bozza e non siamo disposti ad andare avanti senza la chiusura dell’intesa sulle progressioni, così come l’Amministrazione si era impegnata a fare.
Per questo motivo, se i lavoratori di area A e B dovessero rifiutarsi di svolgere mansioni superiori, fino a che questo nodo non sarà sciolto, noi li appoggeremo.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFINTESA CONFSAL-UNSA
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO Francesco VIOLA Piergiuseppe CIARALDI
L’art. 22,comma 15 del decreto leg.vo 75/2017 (cosiddetta Riforma Madia) modifica sostanzialmente la riforma Brunetta (decreto 150/2009) sul tema dei passaggi tra le aree.
La riforma Brunetta, infatti, impose di consentire la progressione di carriera esclusivamente mediante la partecipazione a concorsi pubblici, con riserva di posti per gli interni non superiore al 50%.
La riforma Madia consente, invece, per il triennio 2018/2020 procedure selettive riservate interamente al personale interno è questa l’unica differenza…. anche se di non poco conto.
Vogliamo dire cioè che nulla è stato modificato, però, per ciò che concerne il titolo di studio…dalla riforma Brunetta in poi, infatti, potranno passare dalla prima alla seconda area solo i dipendenti diplomati e dalla seconda alla terza area solo i dipendenti laureati.
C’e’ da dire, inoltre, che comunque trattasi di una facoltà per le amministrazioni e non di un obbligo dal momento che i passaggi tra le aree riducono le facoltà assunzionali dall’esterno. Questo sta a significare che dovremo convincere l’Agenzia e il suo nuovo vertice a “congelare”, almeno per il 2019, le assunzioni dall’esterno per dare il via ad una specifica procedura interna….cosa che faremo assolutamente al primo incontro con il nuovo direttore generale.
In tutto ciò, però, nessun rilievo ha lo svolgimento di mansioni superiori.
Infatti nel rapporto di pubblico impiego, l’esercizio di mansioni superiori“in nessun caso fa sorgere il diritto alla definitiva acquisizione della diversa qualifica, tanto che, ove l’assegnazione venga disposta dal datore di lavoro senza che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, la stessa è affetta da nullità e il dipendente può solo rivendicare il trattamento retributivo corrispondente alla qualità e quantità del lavoro prestato”.
Per tale motivo, non si riesce a comprendere perché, in tema di passaggio tra le aree, vi si chieda da parte una Organizzazione Sindacale di produrre istanze “personalizzate” attestanti lo svolgimento
di mansioni superiori……..
Roma 2 ottobre 2018
FP CGIL CISL FP
Boldorini Silveri