“La Fp Cgil Nazionale esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori morti sul lavoro nell’Archivio di stato di Arezzo. Quanto alle cause che hanno determinato questo gravissimo episodio e alle eventuali responsabilità aspettiamo gli accertamenti della Magistratura, ma c’è un problema di sicurezza che ormai avvolge da troppo tempo i luoghi della cultura”. È quanto si legge in una nota della Funzione Pubblica Cgil Nazionale.
Un problema di sicurezza, aggiunge la categoria della Cgil, “derivante dai mancati investimenti, dai tagli ai bilanci che hanno inciso sulle spese di manutenzione ordinaria e dalla insostenibile leggerezza con la quale si bypassano le misure di sicurezza in nome delle politiche di valorizzazione”. Come Fp Cgil, aggiunge, “abbiamo denunciato, inascoltati, gli effetti di politiche che hanno fortemente indebolito i cicli di tutela e manutenzione del nostro patrimonio culturale, non dobbiamo aspettare i morti sul lavoro perché questo tema diventi centrale nella coscienza collettiva”.
Per la Funzione Pubblica Cgil “serve da subito un piano straordinario di messa in sicurezza del patrimonio, dei lavoratori e dei cittadini che ne fruiscono e serve una riflessione profonda sugli effetti di politiche che hanno inciso in maniera negativa anche sulla percezione collettiva, inducendo a pensare che le misure di tutela e conservazione fossero un freno alla valorizzazione dei nostri luoghi della cultura. Non è così e la vicenda drammatica e profondamente triste che ha colpito i lavoratori dei Beni culturali evidenzia un declino apparentemente inarrestabile che interessa il settore degli Archivi di Stato, fondamento della memoria storica del nostro paese ma poco appetibile al mercato della valorizzazione”, conclude.
È la riprova che avevamo visto giusto. Nel corso della campagna elettorale per le RSU hanno raccontato falsità ai lavoratori pur di guadagnare voti. Hanno giurato e spergiurato che mai avrebbero firmato un contratto capestro e antidemocratico. E ora, passate le elezioni, finalmente gettano la maschera!
È un film già visto e oggi appare del tutto evidente la strumentalità delle critiche al Ccnl alla disperata ricerca di facili consensi in campagna elettorale.
Per giustificare il voltafaccia si parla di firma tecnica: ci si vuole cosi, con questo espediente, sedere al tavolo dei firmatari che, con senso di responsabilità, hanno messo fine al lungo blocco contrattuale e creato le premesse per il miglioramento delle tutele normative ed economiche e per la riforma del sistema di classificazione professionale e dell’ordinamento.
Per quanto riguarda il prossimo contratto – 2019/2021, dal Governo ci aspettiamo, ora, risposte chiare e in tempi rapidi perché il Ccnl possa vedere la sua piena efficacia e il suo naturale completamento con il rinnovo.
Per questo continuiamo a rivendicare risorse e stanziamenti necessari a proseguire il percorso di valorizzazione delle retribuzioni solo avviato dal Ccnl 2016/2018.
È questo che intendiamo fare con determinazione e convinzione, proprio come abbiamo fatto negli otto lunghi anni di blocco precedente, sapendo di avere al nostro fianco i lavoratori e le lavoratrici che rappresentiamo.
“No a scappatoie e a capri espiatori, al sistema carcerario servono cambiamenti necessari”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale, che aggiunge: “A meno di 24 ore dalla tragedia al carcere femminile di Rebibbia, a poche ore dalla terribile morte di due bambini per mano della madre, ancor prima di conoscere fatti, circostanze, responsabilità, il Ministro della Giustizia Bonafede e il Capo del Dipartimento Penitenziario Basentini hanno stabilito colpe e sanzioni, a carico di direttore vicedirettore e vice comandante della Polizia Penitenziaria”.
Il tutto, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “senza interrogarsi sul perché, ad oggi, la Magistratura possa ancora ordinare di rinchiudere in carcere mamme con bambini piccolissimi, e sul perché non si rispetti una legge che tale circostanza vuole evitare. Il Ministro e il Capo del Dap pensano di assolvere ai loro doveri punendo funzionari e dirigenti, con motivazioni ancora in queste ore sconosciute ai più”. Per la Fp Cgil, “la morte così terribile di due bambini deve portare immediatamente ad altre decisioni: il rafforzamento, anche con decreto d’urgenza, della legge 62 del 2011 che impedisce la reclusione negli istituti di pena di donne con prole in tenera età; una accurata e tempestiva indagine sull’operato dei magistrati; un provvedimento immediato che realizzi case protette per questi casi, con sorveglianza speciale in ambiente adatto a rimuovere ogni causa di disagio per i bambini coinvolti, che non devono e non possono pagare per le colpe delle loro madri; un intervento a tutela degli operatori tutti, dai poliziotti penitenziari alle educatrici ed educatori, a tutto il personale che quotidianamente svolge il proprio lavoro con competenza e professionalità; e, infine, un potenziamento dei servizi sanitari, soprattutto di supporto e assistenza psicologica e psichiatrica“.
Secondo il sindacato di categoria della Cgil, “dopo aver, come primo atto di governo, rimosso dal tavolo la riforma dell’Ordinamento Penitenziario e avere abbandonato, alla ricerca del facile consenso, qualsiasi ipotesi di trattamenti alternativi al carcere e di riordino dei regolamenti che sovrintendono all’esecuzione penale, il Ministro della Giustizia non può sfuggire comunque alla necessità che si metta mano da subito ai cambiamenti necessari attraverso leggi e regolamenti che siano in grado di coniugare il dovere ad eseguire le pene e i trattamenti di sicurezza con la dignità di chi vive e lavora in carcere“. Infine, “noi abbiamo ancora forte nel cuore il dolore per la tragedia di Rebibbia femminile, per la sua violenza e per la sua assurdità, e l’amaro senso di sconfitta dello Stato, ma vorremmo diffidare chi è responsabile di governo e di gestione dal praticare scappatoie e dal dedicarsi al gioco del trovare subito capri espiatori. Alle dirigenti e funzionarie punite con solerzia e senza motivazioni conosciute rivolgiamo la nostra solidarietà e la nostra disponibilità a tutelarle anche per via legale in qualsivoglia loro istanza contro un provvedimento disciplinare così grave”, conclude la Fp Cgil.
SULLA NOSTRA PELLE
Colleghe e colleghi, venerdì 14 settembre c’è stato l’incontro con l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali di cui all’art. 7 del CCNL 2016-2018.
La convocazione è stata inviata a meno di 24 ore dall’appuntamento e per questo abbiamo contestato vivacemente il metodo con una nota unitaria, CGIL CISL e UIL, in allegato.
L’amministrazione si è scusata giustificando la repentina convocazione, per motivi di celerità.
FONDO RISORSE DECENTRATE 2018
Ci è stato consegnato uno schema di ripartizione del Fondo 2018 IDENTICO a quello degli anni precedenti.
La disponibilità del Fondo consta di 4.532.736€ con un incremento di 229.455€ che permetterebbe agevolmente di iniziare a procedere, almeno in parte, con le riqualificazioni.
Secondo l’Amministrazione, eventuali procedure di Progressioni Economiche, riguarderebbero solo una minima parte del personale (15-20%); ipotesi che abbiamo respinto con forza.
BUONI PASTO
Premesso che la società Qui Group ha subìto la dichiarazione di procedura fallimentare, sono stati individuati i seguenti gestori:
SODEXO CARTACEO: Lotti 1 – 3 – 6
(Val D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio, Calabria, Sicilia, Sardegna e Basilicata)
REPAS CARTACEO: Lotti 4 – 5
(Umbria, Abruzzo, Marche, Puglia, Campania e Molise)
E’ in via di conclusione la procedura per ripristinare la normale erogazione dei buoni pasto maturati dal mese di luglio; gli stessi verranno emessi dai gestori suindicati e, presumibilmente, saranno consegnati al personale tra il mese di ottobre e il mese di novembre.
Per il recupero dei buoni pasto non usufruiti emessi dalla Società Qui Group, l’Istituto è in stretto contatto con la Consip e l’Avvocatura dello Stato si è in attesa di un disegno di legge che sani la complessa situazione.
DOTAZIONI ORGANICHE
Stante il decreto sulle dotazioni organiche, i bandi di mobilità e le procedure di trasferimenti interni all’Istituto, abbiamo chiesto un incontro ad hoc su tali argomenti per avere tutte le informazioni. Inoltre abbiamo chiesto se era stata data attuazione al Decreto del Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione, pubblicato sulla G.U. il 27 luglio 2018, riguardante le linee guide per la predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale da parte delle amministrazioni pubbliche.
L’Amministrazione ha risposto in senso positivo.
SUSSIDI
Abbiamo chiesto un’accelerazione dei tempi di verifica dell’accordo da parte degli organi preposti per poter dare presto attuazione alla pubblicazione del bando.
LIQUIDAZIONI FUA 2016 – 2017
Abbiamo ulteriormente sollecitato le liquidazioni dei residui Fua e dei Risparmi di Spesa del 2016, nonché dellle spettanze del Fua 2017.
L’incontro si è concluso con l’impegno di una calendarizzazione su tutte le tematiche su esposte.
La Coordinatrice Nazionale
FP CGIL Corte dei conti.
Il 24 settembre, alle ore 15.00, presso la sede della CISL FP Nazionale, in via Lancisi, 25, Roma è indetto un Coordinamento unitario per la presentazione della piattaforma programmatica relativa alla figura dell’Ufficiale Giudiziario. Una piattaforma che è il frutto di un lungo lavoro comune e che si propone di identificare nuove modalità di articolazione di questo importante servizio ai cittadini, legate ai processi di innovazione tecnologica, con riferimento allo sviluppo professionale di questa centrale figura professionale.
La riunione è aperta ai nostri iscritti e sarà un utile momento di confronto rispetto alle proposte
contenute nella piattaforma che saranno illustrate dai lavoratori che hanno contribuito alla sua predisposizione.
Per motivi meramente organizzativi la UIL ci ha comunicato che non potrà essere presente alla riunione, pur confermando l’adesione al documento unitario.
Vi alleghiamo pertanto la piattaforma e restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Nella riunione di oggi, accogliendo precise richieste avanzate da molti colleghi delle regioni del nord, abbiamo provveduto a modificare, relativamente all’accordo siglato lo scorso luglio, il punto “C” laddove prevedeva: “Il personale decaduto dal diritto al trasferimento non potrà partecipare alle due successive procedure di mobilità nazionale…” sostituendolo con “Il personale decaduto dal diritto al
trasferimento non potrà partecipare alla successiva procedura di mobilità nazionale…”.
Con l’occasione sono anche stati aumentati i posti disponibili “in entrata” e “in uscita” dalle regioni, come segue:
– Posti in uscita da 300 a 350;
– Posti in entrata da 366 a 444.
Roma, 18 settembre 2018
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni
Al Direttore Generale
Dott.ssa Gabriella Di Michele
Al Direttore Centrale Risorse Umane
Dott. Giovanni Di Monde
Al Direttore Centrale Patrimonio e Archivi
Dott. Giorgio Fiorino
Al Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott. Leonardo Aquino
Oggetto: richiesta sospensione procedure di recupero avviate nei confronti dei CRAL
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, in vista della riunione programmata per giorno 27 settembre 2018 presso la Direzione Generale dell’Istituto con all’ordine del giorno le problematiche relative ai locali in uso ai CRAL – nella quale si augurano di ricevere finalmente il prospetto riepilogativo più volte richiesto – chiedono che siano sospese le procedure già avviate da alcune Direzioni regionali per la percezione di canoni ed utenze legati all’utilizzo di locali dell’INPS: la richiesta, ispirata ad elementari principi di buon senso, è motivata dall’esigenza, più volte manifestata per iscritto e verbalmente all’Amministrazione, di avere un quadro complessivo su tutto il territorio nazionale dello stato del “contenzioso” onde poter concordare soluzioni condivise e non “divisive” che rischierebbero di arrecare un danno irreversibile non solo ai CRAL, quali libere associazioni aventi finalità ricreative e culturali a supporto dei colleghi, ma soprattutto al personale che si vedrebbe di fatto privato di un soggetto fondamentale per il benessere lavorativo e le condizioni ambientali di chi opera nel nostro Ente.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UILPA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Fp Cgil VVF Regionale Puglia e Provinciale BAT riguardo lo stato dei lavori della sede VVF nella Provincia BAT
VIGILI DEL FUOCO: Nuova Legislatura, vecchi problemi. Il fondamentale ruolo sociale dei Vigili del Fuoco incontra lo scarso interesse del Senato. Adesso basta!!
Nei giorni scorsi, il Senato, in seduta plenaria, ha discusso l’atto di Governo n.36 che prevede di intervenire, con risorse economiche insufficienti, sul Corpo più amato dagli Italiani, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
I Senatori, sicuramente impegnati con temi elettoralmente più interessanti in vista della prossima campagna elettorale per le elezioni europee, incuranti della richiesta di proroga avanzata dai Vigili del Fuoco, in pochi minuti hanno licenziato un testo che, per le poche risorse economiche a disposizione e per la concentrazione delle stesse su piccoli gruppi di pressione, finirà per danneggiare la maggior parte dei Vigili del Fuoco Operativi, a partire da quelli appartenenti ai fondamentali ruoli dei Vigili e dei Capi Squadra.
In pratica, se alla Camera dei Deputati non sarà rivisto il testo, i veri sconfitti saranno proprio coloro che svolgono, h24, attività di soccorso e che rappresentano ben più dell’80% del personale del Corpo, a cui saranno assegnate nemmeno il 50% delle misere risorse.
Inoltre, il Sottosegretario Candiani, dal quale ci aspettavamo, vista l’appartenenza, una discussione sul tema del decentramento e del ruolo delle Regioni, ha annunciato un ritorno al passato per l’intero sistema integrato della Protezione Civile, di cui il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è “componente fondamentale”, annunciando, con buona pace per la partecipazione democratica del sistema delle Regioni e Autonomie Locali e dei Cittadini, che il Governo sarebbe intenzionato a trasferire il Dipartimento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (dove è collocato sia per l’attività multidisciplinare svolta che va ben oltre il limite dei singoli Ministeri sia per la necessità di assumere, talvolta, provvedimenti a carattere d’urgenza) alla Difesa Civile.
Di fatto, si va verso una militarizzazione che, oltre a mostrare definitivamente lo stato di guerra in cui sono caduti i territori del nostro Paese a causa della mancata adozione di misure di prevenzione e protezione, serve a depotenziare la partecipazione democratica dei cittadini. Un ritorno al passato, ai tempi in cui i piani di Protezione Civile non erano visibili perché riportanti la scritta “SEGRETO”, con la conseguenza che i Cittadini non potranno nemmeno sapere quali rischi corrono.
In questo contesto, si tenta di mettere le mani sul Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, paventando interessi economici per i pompieri con un indefinito, quanto incerto, aumento stipendiale in cambio di un passaggio al comparto difesa e sicurezza.
Ed è in questo contesto, considerato che l’Italia è sotto infrazione europea a causa dell’elevato numero di forze di Polizia, che si apre, ancora una volta, il rischio di un accorpamento con altri Corpi, come accaduto per il Corpo Forestale dello Stato.
Vogliamo sperare che la Camera dei Deputati, che dovrà discutere il testo nei prossimi giorni, affronti il tema seriamente:
▪ Servono risorse fresche per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per dare, intervenendo sull’atto di Governo n. 36, risposte immediate ai Vigili del Fuoco, a partire dai Vigili e dai Capi Squadra.▪ Va data risposta alle questioni stipendiali, previdenziali e assicurative, sapendo che i Vigili del Fuoco assicurano una flessibilità di impiego che va ben oltre la comparazione con altri Corpi. ▪ Deve essere salvaguardato l’articolo 10 del nuovo codice di Protezione Civile e il Ruolo fondamentale dei Vigili del Fuoco. Un modello sperimentato con successo nei recenti fatti di Genova. ▪ L’attività del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco deve potersi sviluppare a carattere di certezza anche per quelle attività di Soccorso che attualmente trovano risposte parziali solo attraverso talune convenzioni regionali. ▪ Il sistema integrato di Protezione Civile deve essere salvaguardato e reso accessibile ai Cittadini, evitando militarizzazioni già sperimentate. ▪ Al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco deve essere garantita quella indispensabile autonomia tecnica, amministrativa e contabile che permetta una gestione celere e snella, compatibile con il soccorso. L’unificazione di vertice assegnata al Capo del Corpo è indispensabile.
A tutti i Parlamentari abbiamo inviato, dopo la recente audizione, una proposta di riordino e riforma del Corpo che metta al centro il Vigile del Fuoco, vero Professionista del Soccorso.
Riteniamo vergognoso ogni rinvio, ancor più se giustificato con la scusante delle “norme e regole”.
Le regole ci sono. Il Vigile del Fuoco è un professionista riconosciuto in tutta la sua vasta attività, dalla prevenzione al soccorso sempre più qualificato, dall’attività di polizia giudiziaria all’investigazione sulle cause degli eventi.
Le grandi emergenze che hanno caratterizzato il Paese in questi anni, hanno mostrato una preoccupante fragilità del territorio, spesso dovuta alla mancata adozione di misure di prevenzione.
Bisogna investire in sicurezza e, nel frattempo e da subito, garantire al Paese un numero sufficiente di Vigili del Fuoco (40.000 unità in luogo delle attuali 30.000) per assicurare un intervento di prossimità efficace e tempestivo. Anche in tal senso i numeri sparati via social non tornano. Non troviamo traccia di risorse fresche.
In conclusione, ribadiamo che non è un caso se i Vigili del Fuoco sono i più amati dagli Italiani. Così come non è un caso se i Vigili del Fuoco sono delusi per lo scarso interesse della politica.
Da troppi anni si parla di fumose regole solo per giustificare un mancato investimento economico. Infatti, per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco lo Stato spende solo l’1,07% sul totale della spesa del Pubblico Impiego.
Serve quindi un investimento economico, la proroga del provvedimento e l’apertura di una fase democratica e trasparente di discussione.
Questo chiediamo ai Parlamentari. Aspettiamo puntuali risposte, altrimenti saremo costretti a chiedere la mobilitazione dei Vigili del Fuoco.
Al Direttore generale
Dott. Salvatore Pruneddu
Direzione generale affari
generali, delle risorse umane e
per i rapporti con le regioni e gli
enti territoriali
SEDE
Egregio Direttore,
spiace evidenziare il grave ritardo di parte datoriale nell’applicazione del nuovo Contratto, a differenza di quanto risulta stia avvenendo nelle altre Amministrazioni del medesimo Comparto.
In particolare, si ricorda:
1. la necessità, alla luce dei vincoli previsti dalla nuova disciplina contrattuale in materia, di stabilire, mediante uno specifico accordo, la possibilità del superamento del limite previsto in materia di lavoro straordinario al fine di non danneggiare i lavoratori costretti, per sopperire alle croniche carenze di personale e garantire un buon andamento degli uffici, effettuando, ogni mese, prestazioni straordinarie.
2. che, per poter liquidare in tempi ragionevoli il salario accessorio del Fondo Risorse Decentrate del personale 2018 di cui all’art. 77 CCNL, è necessario rivedere i criteri del sistema di valutazione della performance dell’anno in corso.
3. che il nuovo CCNL, all’art. 7, comma g), stabilisce che i criteri generali per l’attivazione dei piani di welfare integrativo siano definiti in contrattazione nazionale. A tal fine, preliminarmente, si chiede una sollecita ricognizione sulla consistenza delle risorse allocate nel capitolo di spesa relativo alle provvidenze in favore del personale e si fa presente che, per distribuire i fondi volti al sostegno dei predetti dipendenti in condizione di difficoltà tramite i sussidi per l’anno corrente, è urgentissimo stabilire i criteri da applicare in apposito accordo nazionale.
Si rappresenta altresì l’importanza di convocare, con ogni consentita urgenza, la riunione della RSU della Sede Centrale del Mipaaft, volta a sottoscrivere l’accordo sui criteri di ripartizione per le prestazioni già effettuate nello scorso anno, al fine di consentire la celere liquidazione della residua parte del FUA 2017 spettante ai lavoratori, pari al 20% del totale evidenziando che le Rsu degli uffici centrali e periferici dell’Icqrf hanno già effettuato le analoghe riunioni o le terranno nei prossimi giorni.
Inoltre, in relazione alle somme recentemente poste in pagamento del Fondo Unico 2017 – con specifico riferimento all’indennità di turno del personale del ruolo agricoltura della sede centrale del Mipaaft – con la presente si chiede, ai sensi dell’art. 4 del vigente CCNL Comparto Funzioni Centrali 2016-18, la sollecita trasmissione degli elementi atti a consentire alla scrivente Organizzazione sindacale la valutazione, espressamente prevista dal citato articolo, circa il rispetto oltre che l’adeguatezza dei criteri di distribuzione del salario accessorio ai lavoratori coinvolti nelle prestazioni lavorative svolte in turnazione. In particolare si chiede di poter disporre di un elenco mensile nominativo con i giorni di effettiva presenza, nonché le indennità di turno conteggiate ed effettivamente liquidate.
In attesa di cortese urgente riscontro, si inviano i più cordiali saluti.
p. la FP Cgil Mipaaft
Savino Cicoria
Pubblichiamo la ministeriale di cui all’oggetto.
Pubblichiamo la ministeriale n.0289912 del 17/09/218 di cui all’oggetto.