Pubblichiamo la nota della struttura territoriale FPCGIL VVF  Frosinone inerente le problematiche interventistiche in presenza di Imenotteri aculeati

INCONTRO CON LA MINISTRA DELLA DIFESA ELISABETTA TRENTA: CHI BEN COMINCIA…

Ieri sera a palazzo Baracchini si è svolto l’incontro fra il nuovo Ministro della Di-fesa – Elisabetta Trenta – e le OO.SS. Nazionali.
Abbiamo particolarmente apprezzato l’esordio della Ministra che ha comunicato di voler mantenere personalmente la delega alle relazioni sindacali, quale segnale di interesse primario verso il personale civile, e di considerare quello di ieri il primo di una lunga serie di incontri tesi alla comprensione e conseguente soluzione delle numerose problematiche che caratterizzano un amministrazione articolata e complessa come la Difesa.
La Ministra Trenta ha poi dichiarato di voler investire particolarmente sulla for-mazione del personale civile delle aree funzionali, intesa come elemento strategico sia per la crescita professionale e il miglioramento complessivo della qualità del lavoro espresso dall’Amministrazione, sia come leva motivazionale e, a tal fine, ha comunicato di aver affidato ad un suo collaboratore diretto la cura della materia.
Nei nostri brevi interventi (che la Ministra per l’occasione ci ha chiesto di conte-nere in 3 minuti), pur apprezzando particolarmente la scelta del mantenimento della delega e condividendo l’investimento sulla formazione del personale, abbiamo ricor-dato che il personale civile della Difesa è altamente professionalizzato, mediamente anziano, scarsamente formato e aggiornato, e con un trattamento economico e di car-riera totalmente inadeguato, soprattutto per quanto attiene al personale della prima area funzionale.
Condizioni che impongono davvero una particolare attenzione del vertice poli-tico alla loro trattazione e soluzione e, quindi, alla necessità di procedere all’esame delle questioni avanzate a step, da svolgersi comunque nell’ambito di una serrata mo-dalità di confronto con le scriventi OO.SS. che, per quanto ci riguarda, non manche-remo di cominciare subito a sollecitare.
Ma in ogni caso, questo è quanto abbiamo riferito alla Ministra Trenta nell’occa-sione, ciò che in questo particolare momento storico assume maggior rilievo per l’in-tero sistema Difesa alla luce del blocco del turn over imposto negli ultimi 10 anni, muove dall’impellente necessità di concordare ed avviare una fase straordinaria di nuove assunzioni di personale tese, nell’immediato, a salvaguardare il know how e col-mare i vuoti di organico pressoché presenti in tutte le strutture – ai quali non si può certo far fronte continuando ad agevolare i transiti del personale ex militare (circa 60 al mese ormai) – che a breve in alcuni casi provocheranno addirittura il blocco di intere lavorazioni nell’area tecnico industriale, e in prospettiva a garantire il rilancio dell’area tecnico industriale della difesa inteso anche come volano dello sviluppo economico del Paese.
Considerate, poi, le attuali difficoltà insite nel confronto con la direzione gene-rale del personale a causa di una diversa interpretazione delle norme vigenti per la di-stribuzione a tutto il personale entro quest’anno anche della quota parte dei 21 milioni di euro ottenuti da Cgil-Cisl-Uil- Confsal Unsa, abbiamo chiesto alla Ministra di adope-rarsi per favorire il pagamento entro il 2018 di almeno il 70% del fondo reso disponibile dal Ministero Difesa e, come noto, autorizzato dalla legge di stabilità di quest’anno, quale immediato elemento migliorativo della retribuzione del personale, segnalando al contempo alcuni forti criticità avvertite nell’ambito di un sistema di relazioni sindacali tra le parti che per alcuni stati maggiori (esercito e marina in particolare) continua evi-dentemente a rappresentare elemento di residua importanza.
E’ stato un primo incontro meramente conoscitivo, cordiale ma fermo e costrut-tivo che può indurre a sperare in un proficuo proseguo del confronto sui temi che ieri abbiamo solo potuto esporre al tavolo, evidentemente teso a conferire adeguata solu-zione ai problemi da noi più volte denunciati.
Circa l’incontro avuto ieri mattina con Persociv, vi comunichiamo che siamo or-mai in dirittura d’arrivo per quanto attiene agli sviluppi economici nelle aree funzionali per l’anno 2018, si stanno ormai limando gli ultimi dettagli per consentire l’avvio delle progressioni destinate alle lavoratrici ed ai lavoratori civili della Difesa che non hanno potuto beneficiarne nel biennio 2016/2017.

        Fp Cgil                      Cisl Fp                      Uil Pa                      Confsal Unsa
Francesco Quinti          Carlo Vangelisti      Sandro Colombi        Gianfranco Braconi

“Grave e intollerabile il non aver cancellato ancora la scelta del sindaco di Monfalcone che ha prodotto l’esclusione di oltre sessanta bambini stranieri da alcune scuole dell’infanzia”. A denunciarlo sono la Cgil nazionale e le categorie Fp e Flc nel chiedere “da parte dei ministri competenti un intervento chiaro e risolutivo sull’illegittimità del provvedimento”.

In una nota, infatti, il sindacato scrive di ritenere “gravissimo il fatto che non sia stata ancora rimossa, ad opera delle istituzioni responsabili, la decisione assunta dalla sindaca di Monfalcone e da due dirigenti scolastici che impedisce la frequenza della scuola dell’infanzia ai figli di lavoratori stranieri negli istituti ‘Giaicich’ e ‘Randaccio'”.

Per la Cgil e le sue due categorie, “oltre l’eventuale responsabilità penale su cui indagherà la Magistratura alla quale ci siamo rivolti, è al momento indispensabile sanare la ferita che quella decisione ha inferto alla Costituzione, alla comunità del territorio e alle persone coinvolte. Una vera ingiustizia che sfigura il profilo democratico e inclusivo del nostro paese e della scuola pubblica, oltre a colpire direttamente le bambine e i bambini, i loro genitori e la comunità di Monfalcone”.

Per queste ragioni, concludono Cgil, Fp e Flc, “rivendichiamo da parte dei ministri competenti in materia una disposizione che renda chiara e definitiva la natura illegittima del provvedimento del sindaco di Monfalcone, ribadendo in linea col dettato costituzionale il rispetto e l’impegno per i diritti dell’infanzia e per la funzione sociale della scuola pubblica”.

Ispettorato Nazionale del Lavoro Comunicato Unitario – Accordo FUA 2017

In data 17 luglio è proseguito il confronto per la definizione dell’ipotesi di accordo integrativo sulle politiche di incentivazione della produttività del personale del fondo di amministrazione per l’anno 2017.
In relazione alle proposte formulate dall’amministrazione nel corso dei precedenti incontri, abbiamo rappresentato l’esigenza, tenuto conto della particolare situazione che si è determinata con l’avvio dell’agenzia, di lasciare quanto più possibile immutato l’impianto previsto per il FUA 2016.
In particolare abbiamo chiesto ed ottenuto il mantenimento delle quote destinate alla produttività collettiva ed a quella individuale rispettivamente 80% e 20%, della percentuale di maggiorazione da attribuire ai responsabili dei piani operativi 5%, l’eliminazione del precedente limite di 60 giornate di effettiva presenza in servizio per la partecipazione all’incentivazione. Permane la c.d. “quota ispettiva”, utile alla composizione complessiva del fondo in continuità con quanto si è sempre fatto anche con il Ministero.
Nell’ottica di definire una più equa distribuzione delle risorse da destinare al personale dell’INL, avendo ben chiaro l’obiettivo di arrivare finalmente a superare le contrapposizioni attualmente esistenti tra il personale, abbiamo concordato con la delegazione di parte pubblica di destinare una quota pari al 25% delle risorse disponibili, i cui criteri di attribuzione saranno oggetto di contrattazione di sede, per personale che non svolge attività di vigilanza ispettiva. Questo, ancorché di minimo impatto economico sull’intero impianto, è il primo passo per riconoscere giustamente pari valore di ogni funzione svolta da ciascun collega, sia che si occupi direttamente di ispezione del lavoro, sia che venga impegnato in altre attività comunque indispensabili per il buon funzionamento dell’INL.
Naturalmente abbiamo rappresentato, ancora una volta, l’urgente necessità di reperire nuove risorse di incentivazione del personale utilizzando i canali di finanziamento previsti dall’art.76 del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali, anche proponendo modifiche legislative che consentano di aumentare gli importi derivanti dalle sanzioni all’INL ai sensi del DM 25/11/2014; ricercare le modalità che consentano di acquisire nella disponibilità dell’INL, in caso di vittoria per liti, le spese legali riconosciute da utilizzare per ristorare i funzionari impiegati nella rappresentanza in giudizio e per coloro che cooperano presso le Aree Legali degli ITL; mettere in campo tutte le iniziative per ottenere nuovi introiti rivenienti dalla gestione dei Fondi strutturali Europei.
Al termine della riunione abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo che, tra l’altro prevede l’introduzione dell’istituto della banca delle ore, riservandoci di monitorare gli effetti che si determineranno in fase di distribuzione dei fondi relativi al 2017 ed eventualmente di apportare correttivi con l’accordo del 2018. È stato previsto un monte ore annuale pro capite di 100 ore che si potrà far confluire nella banca ore, che dovrà essere oggetto di accordo sindacale di sede.
Nella direzione di implementare la flessibilità del personale, sollecitiamo l’amministrazione a convocare l’organismo paritetico per l’innovazione, per proseguire la discussione sulla definizione dei progetti per l’attivazione dello “smart-working” e del telelavoro.
Da ultimo abbiamo richiesto di proseguire il confronto sul tema dei profili professionali ed a tal fine è stata calendarizzata una riunione per il giorno 25 luglio p.v.

FP CGIL                            CISP FP                                SUIL PA
Matteo ARIANO               Antonella LA ROSA                 Bruno DI CUIA

Pubblichiamo l’elenco recante le assegnazioni alle sedi di servizio con decorrenza 06 Agosto 2018 per i Vigili del Fuoco dell’82° corso

Pubblichiamo per opportuna conoscenza il manuale SAF basico inviato al  tavolo Tecnico della Formazione elaborato dal G.di L. della Direzione Centrale dell’Emergenza  Soccorso Tecnico e Antincendio Boschivo

Pubblichiamo la nota della struttura territoriale FPCGIL VVF  Veneto che richiamo le corrette relazioni sindacali

RIUNIONE DEL 19 LUGLIO E LO “SCANDALO” DEL POST LAUREA

Abbiamo tenuto ieri una riunione importante, partita da un confronto tecnico sulle progressioni e
conclusa con una discussione sui passaggi di area, che ha avuto una riflessioni sulle polemiche
strumentali messe in piedi in questi giorni ed una conclusione di sintesi rispetto agli obiettivi
predeterminati. Andando per ordine:

Nuove assunzioni

La prima notizia è che sono imminenti gli scorrimenti previsti dal piano assunzioni. A breve i nuovi
assunti verranno chiamati per la scelta delle sedi e, considerato il periodo feriale. l’amministrazione
ha espresso la disponibilità a differire la data di presa servizio a settembre per coloro che lo
dovessero richiedere. Si avvia a conclusione questo percorso, ad eccezione della vicenda che
riguarda la graduatoria dei restauratori, della cui situazione abbiamo scritto nell’ultimo comunicato,
che continuerà ad essere monitorata e ad essere oggetto di sollecitazioni da parte nostra. Resta
ancora aperta la questione degli ulteriori scorrimenti, ma facciamo riferimento alle dichiarazioni del
Ministro che intende procedere, con nostra soddisfazione, anche all’assunzione di questi ultimi
idonei.

Progressioni economiche 2018.

C’è stato il primo confronto tecnico sul nuovo accordo sulle progressioni 2017 e naturalmente la
discussione si è incentrata sulle modalità con cui si intendono definire i criteri, con particolare
riferimento al personale che è rimasto escluso dalle progressioni 2010, 2016 e 2017. Ancora la
discussione è in fase embrionale e soprattutto non abbiamo ancora la definizione dei numeri dei
passaggi per posizione economica che ci saranno dati la prossima settimana. L’obiettivo è quello
di siglare l’accordo entro fine mese, considerato l’iter periglioso che dovrà affrontare con i
cosiddetti organi di controllo. Naturalmente sarete tempestivamente informati sull’evoluzione del
confronto.

La polemica sui titoli di studio: cui prodest?

A fronte di una proposta dell’Amministrazione, mai discussa sul tavolo nazionale, che qualche
interessato soggetto ha fatto circolare, relativa ai criteri del famoso bando per i passaggi di area,
abbiamo assistito ad una vera e propria sollevazione da parte di una parte della Associazioni
professionali di settore che hanno sottoscritto una lettera congiunta colma di proteste per quello
che, a loro dire, sarebbe una prova dell’appiattimento professionale a cui noi, intesi come parte
sindacale, e l’Amministrazione mireremmo con evidentemente il gusto perverso degli
sfasciacarrozze. Un vero e proprio intervento a gamba tesa, improprio in quanto riferito ad una
bozza che non è certo una ipotesi di accordo e discutibile nelle sue finalità esplicite di condizionare
il lavoro del tavolo nazionale.
In questi anni abbiamo collaborato attivamente con le Associazioni tecniche con iniziative comuni
sui tempi generali che riguardano i beni culturali: stupisce e addolora il fatto che non siamo stati
contattati per confrontarci preventivamente e di trovarci di fronte ad una nota dai toni francamente
inaccettabili e discutibili nel merito e nel metodo. Così come stupiscono queste mancanze di
rispetto anche formali verso le rappresentanze democratiche dei lavoratori, che ogni tre anni si
misurano con i consensi dei lavoratori e sulla base di questo basano i principi di rappresentatività e
di potere negoziale.
La pietra dello scandalo sarebbe la previsione di sostituire la specializzazione post laurea con
l’esperienza professionale come criterio di accesso nel corso concorso per il passaggio dalla
seconda alla terza area. Noi non entriamo nel merito della bozza, che deve essere ancora
discussa, specifichiamo solo che risultano vane le obiezioni sulla mancata attinenza, che è un
criterio che certo non vogliamo perseguire.
La richiesta dell’ulteriore titolo come requisito per l’accesso dall’esterno è stata introdotta nella
riforma dell’ordinamento professionale interno fatta nel 2010. Una scelta che in parte aveva, in
riferimento a determinati profili, una sua legittimità derivante dall’indeterminatezza normativa nella
definizione dei relativi standard per alcuni profili professionali, Archivisti e Bibliotecari, e in parte
una certa discrezionalità che ha prodotto, in occasione del recente bando per l’assunzione dei 500
funzionari, vibranti proteste ad esempio da parte dell’Ordine degli Architetti. Una scelta pertanto
controversa, peraltro con la singolare risultanza di pretendere per l’accesso alla qualifica di
funzionari titoli che non vengono richiesti per l’accesso a quella di dirigente. Ma una scelta che
nessuno intende mettere in discussione.
In generale, nell’accesso agli impieghi pubblici, il possesso di laurea magistrale o specialistica è
giudicata condizione sufficiente per l’accesso e il possesso di titoli ulteriori specialistici quali il
dottorato di ricerca, master e affini, diventa titolo rivendicabile con attribuzione di punteggi
aggiuntivi, il cui valore è proporzionale al grado di specializzazione richiesta.
L’idea invece di applicare al personale interno in possesso della laurea specialistica il criterio
alternativo dell’esperienza professionale, attinente ai profili per i quali si intende concorrere, è una
scelta perfettamente legittima ed in linea con tutte le previsioni normative che riguardano la
carriera del personale interno alle pubbliche amministrazioni, basti pensare a quanto previsto dal
DPR 70 del 2013, non del secolo scorso, che, nel disciplinare l’accesso del personale interno alla
qualifica di funzionario, prevede addirittura il semplice possesso della laurea triennale e tre anni tre
di esperienza professionale genericamente intesa. Il secondo aspetto di questa antipatica
polemica che, dal nostro punto di vista produce solo divisioni tra i lavoratori, è che la valutazione
dell’esperienza professionale produrrebbe un appiattimento. Anche in questo caso non riusciamo a
comprendere: l’esperienza e la capacità professionale sono, una volta entrati nei ruoli
dell’amministrazione, il criterio principe di valutazione della qualità del lavoro dei dipendenti, molto
più dei titoli di accesso e nel caso del MIBACT caso mai l’appiattimento professionale deriva dai
mancati riconoscimenti degli apporti professionali che hanno determinato nel corso degli anni
fenomeni diffusi di mansionismo e di scostamento professionale. A tale proposito non possiamo
non citare la polemica speciosa del prof. Volpe che scrive un articolo lamentando l’abbassamento
dell’asticella della qualità del lavoro se casomai dovessero essere applicati questi criteri.
Dimostrando ancora una volta un profondo disprezzo per i lavoratori interni e la loro
professionalità. Noi invece restiamo fermamente convinti che la gestione del Consiglio Superiore
dei Beni Culturali, sotto la direzione del prof. Volpe, abbia toccato, e non era facile, il massimo del
suo scadimento storico, considerato che il ruolo di questo importante organismo è stato
esplicitamente di mera accettazione e propaganda della riforma di Franceschini. Una grancassa e
se proprio il Presidente vuole alzare l’asticella, come scrive, richiedesse ad esempio che il post
laurea venga considerato obbligatorio per l’accesso alla dirigenza. Invece di prendersela sempre
con i lavoratori, in particolare quelli delle qualifiche più basse, come è solito fare. Il Ministero,
ancora oggi, esprime livelli di qualificazione dei lavori tecnici mediamente molto apprezzabili, e
non è sempre il titolo di studio a garantirla, ma la capacità e la competenza professionale acquisita
dai lavoratori nella loro esperienza lavorativa. Ci auguriamo vivamente che il prossimo Consiglio
Superiore sia diretto da una personalità che abbia forte il senso della terzietà e dell’indipendenza
dal potere politico: anche su questo misureremo le scelte del nuovo Ministro.
In ogni caso la riunione di ieri si è conclusa con l’impegno comune alla prosecuzione del confronto,
con la definizione di un accordo cornice, la stipula dell’accordo specifico per i passaggi dalla prima
alla seconda area, e l’avvio delle riflessioni specifiche sui criteri da definire per i passaggi verso gli
specifici profili professionali di terza area.
Al riguardo ci pare doverosa una ulteriore precisazione: la norma che prevede i passaggi di area è
il frutto, con tutti i suoi limiti, della battaglia che per anni ha condotto il personale interno. Non
facciamolo diventare un frutto avvelenato. Il processo su base triennale può dare risposte a molte
esigenze di miglioramento della propria condizione professionale, e molti avranno la possibilità di
giocarsi le proprie chances, ci pare invece che diversi soggetti in questa vicenda non mirino che ad
un affossamento di queste opportunità.
In allegato, per dimostrare che non c’è pensiero unico, vi inviamo la lettera che ci è pervenuta da
parte di alcuni “funzionari ombra”: amareggiata e indignata per la mancanza di rispetto evidente
verso il loro lavoro.
Sempre in allegato vi inviamo l’articolo a firma del sottoscritto pubblicato oggi sulla rivista LEFT e
relativo alla situazione del sistema bibliotecario: come si potrà constatare abbiamo ben chiari i veri
problemi e le possibili soluzioni.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane che modifica, per errata corrige la precedente circolare  del 10 luglio scorso, e rende disponibili le sedi per la mobilità dei Capo Squadra specialisti sommozzatori e radioriparatori.

Pubblichiamo la Direttiva emanata dal Gabinetto del Ministro sui modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche

Pubblichiamo la Circolare della Direzione Centrale delle Risorse logistiche e Strumentali riguardo la risoluzione convenzione Consip buoni pasto 7 lotto 3 Cap. 1951/PG01 Buoni Pasto QUI!GROUP

Aggiornamenti rinnovo CCNL 2016/2018 Dirigenza Medica e Sanitaria

In data 19 luglio 2018 si è tenuto tavolo di confronto tecnico tra ARAN e OO.SS. della Dirigenza
Medica e Sanitaria per l’articolato riguardante l’indice del rapporto di lavoro, argomento
importante nell’individuazione delle priorità da trattare nel proseguimento dei lavori.
Negli incontri immediatamente precedenti alcune sigle sindacali di categoria (Cimo, Fvm, Anpo)
avevano proposto l’interruzione dei tavoli di confronto tecnico in attesa di chiarimenti riguardanti
il finanziamento del rinnovo contrattuale; al contrario le altre sigle tra cui la nostra (Fp-Cgil, Cisl
Medici, Uil-Fpl, Anaao, Fassid, Fesmed), rigettavano questa proposta perché ritenuta inefficace ai
fini di un esercizio di pressione sulla parte datoriale, incoerente con il confronto politico avviato
con le Regioni e foriera di una pericolosa paralisi dei tavoli di trattativa che, nel ritardare
ulteriormente il confronto tecnico, rischiava di impedire in questa tornata contrattuale
l’aggiornamento di argomenti fondamentali per la valorizzazione della professionalità dei
Dirigenti del SSN.
Nel proseguire il confronto politico con Governo e Regioni per la definizione degli aumenti
economici del contratto, anche in coerenza con le indicazioni fornite dalla Ragioneria dello Stato in
tema di decorrenza e di massa salariale, riteniamo fondamentale proseguire il lavoro tecnico
presso ARAN per completare il percorso di esplorazione di tutti i temi contrattuali, naturalmente
pronti a modificare il percorso in assenza di risposte chiare da parte del Ministero dell’Economia e
delle Finanze.
Nell’incontro del 19 luglio abbiamo unitariamente proposto un indice degli argomenti da trattare
che partendo da quelli a minor impatto economico (nell’ordine: costituzione, struttura ed
estinzione del rapporto di lavoro, assenze e congedi, ferie e festività, mobilità, verifica e
valutazione dei Dirigenti, coperture assicurative e patrocinio legale), ci consenta di avviare da
settembre quelli finanziariamente più rilevanti (Fondi, Incarichi, disagio).
Nel condividere con ARAN i criteri di questo percorso, abbiamo calendarizzato i prossimi incontri
per le date del 26 luglio e del 2 agosto.
Ricordo infine che in data 26 luglio si svolgerà un incontro tra la Conferenza delle Regioni e
Ministero dell’Economia e Finanza che tra gli argomenti affronterà quello della definizione della
massa salariale sulla quale calcolare la parametratura del 3,48% per il rinnovo del CCNL delle
Dirigenza del SSN, momento evidentemente importante per il proseguimento della contrattazione.

Segreterio Nazionale
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
Andrea Filippi

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto