INTERROTTA BRUSCAMENTE LA RIUNIONE SALTA IL CONFRONTO SUL FUA 2016
Come sapete, dopo la riunione del 4 Luglio u.s., il confronto per definire il riparto del FONDO anno 2016 era stato fissato per la giornata odierna. L’incontro è iniziato con l’esposizione, da parte dell’Agenzia, di alcune modifiche al testo presentato il 4 Luglio.
La discussione, però, è stata ben presto interrotta dall’irruzione di alcuni rappresentanti di una Sigla non firmataria del nuovo CCNL. I suddetti hanno inscenato una protesta plateale che non ha consentito la prosecuzione dei lavori; l’incontro è stato, pertanto, rinviato a data da destinarsi. Invitiamo l’Amministrazione a garantire, per il futuro, il regolare svolgimento delle contrattazioni.
Per ogni ritardo nella definizione del Salario Accessorio 2016, i colleghi sapranno chi ringraziare.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA INTESA FP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Vitiello Ciro Craus
IL TURISMO MERCE DI SCAMBIO POLITICO I NUMERI DEL MINISTRO
E’ stato pubblicato ieri Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge che trasferisce le funzioni in materia di
Turismo dal Mibac al Mipaaf. Si è portata a compimento l’operazione che era stata preventivata ad
inizio legislatura con uno di quei classici blitz normativi che poco cambiano rispetto alle abitudini
della precedente. Ribadiamo: noi abbiamo sempre giudicato l’operazione che ha portato queste
competenze nei beni culturali artificiale e frutto di una impostazione ideologica che poi ha aperto la
strada alla filosofia della valorizzazione che ha permeato tutta la riorganizzazione dell’ex Ministro
Franceschini. Quindi un ripensamento era quanto mai opportuno e, a nostro avviso, si doveva e
poteva aprire una discussione su come impostare le politiche generali sul turismo, considerata il
carattere di trasversalità di questa materia. Invece, motivando ufficialmente con “la straordinaria
necessita’ ed urgenza (?) di procedere al riordino delle attribuzioni in materia di turismo,
concentrando le relative funzioni nell’ambito del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, al fine di favorire una politica integrata di valorizzazione del Made in Italy e di
promozione coerente e sostenibile del Sistema Italia” (!) ; si emana un decreto legge giustificando
in tal modo l’urgenza. Risulta veramente difficile comprendere in che modo il Ministero che si
occupa di agricoltura possa favorire una politica integrata di valorizzazione del marchio italico, a
noi pare invece di assistere ad uno dei più classici scambi politici, ad un patto di potere. La portata
di questa scelta sta tutta nel portato economico di questa competenza e solo il tax credit ha una
dimensione economica che si aggira sui 200 milioni di euro l’anno. Insomma un pacchetto regalo
fatto in nome del patto di governo, non certo una valutazione funzionale che mirasse ad una
ricollocazione di questa competenza in un Ente ad hoc costituito. Una scatola vuota in quanto il
personale, in questo caso giustamente, potrà essere trasferito solo su base volontaria, che è parte
costitutiva dell’accordo di governo. Ma che nulla ha a che vedere con una visione strategica delle
politiche sul Turismo, che riconosca la trasversalità di questa competenza, che definisca intrecci e
strategie con i vari settori istituzionali con cui interseca, dalle infrastrutture allo sviluppo economico,
giusto per citarne alcune importanti. Insomma una toppa peggiore del buco. Di seguito il link da cui
scaricare il DL:
DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 86 Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzion i
dei Ministeri dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e
forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonche’ in materia di famiglia e
disabilita’. (18G00113)
Il Ministro ci sorpassa a sinistra
Sempre in tema di atti del Governo ci hanno colpito molto le affermazioni del Ministro Bonisoli alla
Camera, in particolare quelle con cui identifica i numeri di un piano straordinario per l’occupazione
nel Ministero, che il Ministro quantifica in 6000 nuove assunzioni. Noi ne abbiamo chieste 3500
entro il 2020 e siamo ben lieti di sapere che il neo Ministro ci sorpassa a sinistra. Ma sui numeri
bisogna essere attenti: la nostra quantificazione è riferita alle carenze accertate e prevedibili sulla
base delle uscite certe entro il 2020. Una valutazione peraltro basata sulle stime ufficiali
dell’amministrazione e che corrisponde all’obiettivo di coprire entro quella data tutto il fabbisogno
teorico previsto dall’attuale pianta organica. Di conseguenza due sono le cose: o l’Amministrazione
ci ha fornito dati sballati e il numero delle carenze è di molto superiore a quelle che noi
conosciamo oppure nelle intenzioni del Ministro vi è l’ampliamento della pianta organica
recuperando i 2200 posti persi a seguito dell’entrata in vigore del DPCM di riforma Franceschini.
Poiché la prima opzione è evidentemente inesistente, resta la seconda: il Ministro vuole ampliare
la dotazione organica? Nell’attesa di conoscere queste intenzioni vogliamo però invitare il Ministro
alla prudenza, non siamo più in campagna elettorale e le attese per avere una occupazione stabile
sono tra le aspettative prioritarie di giovani e meno giovani.
Creare aspettative a cui poi non si è in grado di corrispondere è addirittura peggio che non crearle
e noi abbiamo di fronte un percorso che dovrà tenere insieme la stabilizzazione dei rapporti
flessibili, la crescita professionale del personale interno e l’inserimento di nuova linfa vitale al
funzionamento dei servizi. Un percorso complicato che deve tener conto di tutti i lacci e lacciuoli
che la burocrazia impone e in primis della disponibilità di risorse fresche e strutturali da utilizzare
per finanziare questi processi. Per assumere 6000 lavoratori servono circa 200 milioni di euro di
spesa annuale in più sul costo del lavoro e, appunto, l’ampliamento della dotazione organica
teorica. Se il neo Ministro sarà in grado di assicurare questo risultato lo porteremo in processione
insieme a Sant’Eusebio, se invece siamo alle dichiarazioni propagandistiche sarà nostra cura
riportare la nostra controparte politica con i piedi per terra.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Anche quest’anno la FP CGIL non sottoscrive l’accordo sulle progressioni economiche.
Si è svolta ieri la prevista riunione per la sottoscrizione dei criteri per le progressioni economiche decorrenza 01.01.2018. La scrivente O.S., coerentemente a quanto precedente espresso per la precedente progressione, non ha firmato l’accordo.
In dettaglio, pur condividendo un maggior impegno finanziario per soddisfare quanto più possibile il maggior numero dei lavoratori coinvolti, il protocollo di intesa ripresenta gli stessi criteri e lo stesso impianto precedente:
1) esperienza professionale. a causa del meccanismo previsto, che fissa a 18 punti il massimo punteggio valutabile, il periodo di servizio superiore ai 33 anni risulta “non utile” e pertanto azzerato, provocando un danno ingiusto;
2) appare inaccettabile inserire tra i criteri valutabili gli incarichi di posizione organizzativa (già retribuiti con il fondo!!). Per di più, il protocollo fa decorrere tale valutazione dal 2010, cioè precedentemente all’ultimo accordo sulle posizioni organizzative del 2014, resosi necessario a seguito di attribuzioni non conformi al dettato contrattuale. Non solo: nonostante la prescrizione prevista nell’ultimo contratto nazionale, che ha inserito tra le materie di confronto i criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi di posizione organizzativa con le OO.SS., la nostra Amministrazione ha proceduto violando sia l’accordo del 2014 sui tempi ed i conferimenti delle posizioni che sulla
mancata convocazione del confronto contrattualmente previsto;
3) La definizione di incarichi, estremamente generica, non consente neanche di appurare se davvero esistono o siano individuabili disposizioni normative o contrattuali alle quali ricondurre la fattispecie di incarico, così da fornire almeno una garanzia di certezza e trasparenza. Viceversa, ancora una volta si
è aperta la strada alla più ampia, incontrollata e soprattutto incontrollabile discrezionalità da parte dell’Amministrazione nell’attribuire punteggi anche ad attività del tutto improbabili ai fini delle progressioni.
Per tutti questi motivi abbiamo ribadito il nostro NO!!!
Per la Delegazione trattante CGIL FP
Malatesta Vincenzo
Al Segretario generale della Corte dei conti
Al Vice Segretario generale
Al Servizio Relazioni Sindacali
e, p.c.
Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Rinnovo richiesta Contrattazione Progressioni economiche 2018 – Sussidi.
Con la presente, le scriventi OO.SS. rinnovano la richiesta urgente di avviare il tavolo negoziale
per la Contrattazione dei criteri per la definizione delle procedure delle progressioni economiche,
ai sensi dell’art. 7, comma 6, lettera c) del CCNL 2016-2018 Funzioni centrali, sottoscritto in data
12 febbraio 2018, al fine di dare risposte concrete alle legittime aspettative di riqualificazione del
personale della Corte dei conti.
Inoltre, ribadiscono la ferma indisponibilità a far parte di una Commissione paritetica che presenta
profili di illegittimità, così come costituita in palese contrasto con quanto statuito dal citato art. 7.
Contestualmente, CGIL CISL UIL, a fronte della forte istanza del personale, rinnovano la richiesta
di avviare anche la contrattazione integrativa per la concessione di benefici di natura assistenziale
e sociale (sussidi) in favore dei dipendenti, ai sensi dell’art. 80 del CCNL 2016-2018 Comparto
Funzioni centrali.
Vista l’urgenza di dare corso a quanto richiesto, si resta in attesa di una sollecita convocazione.
Cordiali saluti.
F.to Susanna DI FOLCO F.to Alessandro GUARENTE F.to Fernanda AMIDANI
FINALMENTE SI E’ APERTO IL CONFRONTO
SULL’INCENTIVO ALLE FUNZIONI TECNICHE AL MIT
Si è svolto ieri un incontro tra la Delegazione di parte pubblica e le OO.SS. avente all’ordine del giorno il confronto sul Regolamento per le norme e i criteri per la ripartizione dell’incentivo per le funzioni tecniche di cui all’articolo 113 del decreto legislativo 50/2016.
All’inizio della discussione il dott. Finocchi ci ha comunicato l’emanazione della circolare che disciplinerà la gestione del periodo transitorio, agosto 2014 – aprile 2016, della corresponsione degli emolumenti legati all’incentivo. Anche se con ritardo riteniamo positiva l’emanazione della circolare che ci permetterà di chiudere correttamente e positivamente una fase incerta e complessa che hanno vissuto tutti i Provveditorati negliultimi anni.
Entrando, invece, nel merito della discussione del nuovo Regolamento l’Amministrazione ci ha tenuto a ribadire che la contrattazione sulla materia andava ristretta al campo delle modalità e criteri per la ripartizione del Fondo limitando la discussione, di fatto, al solo articolo 7.
Su questa impostazione la FP CGIL ha subito espresso una valutazione fortemente negativa in quanto riteniamo che il confronto debba avvenire su tutto il Regolamento, non solo perché su questo siamo stati convocati, ma perché è del tutto evidente che ogni parte dello stesso ha riflessi e ricadute di natura economica che, alla luce del nuovo contratto, rientrano pienamente nelle materie di contrattazione tra le parti. Inoltre, insieme ad altre Organizzazioni sindacali, abbiamo suggerito, per una migliore gestione del confronto, di discutere il Regolamento affrontandolo articolo per articolo per una lettura, data la
delicatezza e l’importanza della materia, più analitica e attenta del testo.
La discussione, proseguita sulla base delle nostre indicazioni di metodo, è stata piuttosto articolata e approfondita in un clima sostanzialmente propositivo e costruttivo nella quale abbiamo suggerito e proposto emendamenti al testo in discussione.
Sull’articolo 2, riferito all’ambito di applicazione, abbiamo chiesto di espungere il comma 3 che intendeva escludere dalla corresponsione degli incentivi gli affidamenti diretti per importi inferiori a 40 mila euro e la manutenzione ordinaria. L’Amministrazione aveva inserito tale previsione anche in ragione di una semplificazione gestionale mentre noi abbiamo ribadito che tale vincolo non è previsto nella norma primaria, e che comunque non ritenevamo giusto penalizzare coloro che su tali lavori impegnavano tempo e professionalità.
Sull’articolo 3, dopo aver convenuto con tutto il tavolo di preferire la dizione “soggetti destinatari” rispetto a “soggetti beneficiari” al comma 2 in cui dove vengono evidenziati modalità e figure professionali che partecipano alla ripartizione del fondo abbiamo chiesto di inserire “previo confronto in sede decentrata sui criteri generali di individuazione del personale”.
Nell’esame dell’articolo 4 abbiamo proposto di togliere, al comma 3, il riferimento all’IRAP chiedendo di indicare quanto previsto dalla norma dove fa riferimento genericamente ad oneri previdenziali e assistenziali; nel comma 4, invece, abbiamo suggerito di inserire in coda al comma, quando si fa riferimento a risorse da destinare allo svolgimento di dottorati di ricerca, che questo potrà avvenire previa sottoscrizione di Convenzioni con le Università e gli istituti scolastici superiori, come peraltro previsto dallo stesso articolo 113.
Sull’articolo 5, uno dei più importanti in quanto definisce i criteri di attribuzione degli incarichi, abbiamo richiesto una sostanziale modifica del comma 2 che muove da tre punti per noi centrali, il primo dei quali è la necessità di assicurare la corretta e verificabile rotazione degli incarichi quasi come un prerequisito per l’attribuzione, di semplificare e ridurre il numero delle criteriologie per evitare che utilizzando in modo strumentale troppi indicatori si possa arrivare ad una scelta mirata a favore di qualcuno nonché alla fine del processo di attribuzione una informativa successiva alle OO.SS. nell’ottica della tanto dichiarata trasparenza.
La riunione si è conclusa, dopo un esame dell’articolo 6 che non ha evidenziato particolari problemi, con l’accordo di proseguire il confronto sul testo, a partire, dall’articolo 7 nella giornata di martedì 17 luglio p.v. con l’intenzione di chiudere la fase preliminare su tutto il regolamento in modo da dare la possibilità all’Amministrazione di valutare ed eventualmente accettare quanto proposto in termini di modifiche dalle Organizzazioni sindacali in modo da poter chiudere tutta la materia alla ripresa dopo la pausa estiva.
Su tutto vi terremo aggiornati e puntualmente informati.
Roma, 12 luglio 2018
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
FP CGIL MIT
Pubblichiamo il Bollettino Ufficiale a firma del Capo Dipartimento riguardo la graduatoria finale del concorso a 238 posti di C.R. decorrenza 1.1.2017
Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo la mobilità anticipata per le sedi insulari di Lampedusa e Pantelleria
Trattativa rinnovo CCNL Sanità Privata 12 luglio 2018
L’incontro con AIOP e ARIS che si è tenuto oggi, è stato preceduto dalla presentazione della nuova delegazione trattante AIOP che, in sede ristretta, è così composta:
Capo Delegazione responsabile delle relazioni sindacali Dott. Guerino Nicchio
Dott. Prandini Alberto Veneto
Dott. Cerioli Renato Lombardia
Avv. Gallozzi Sonia AIOP Nazionale
A loro si affiancano due Consulenti del lavoro. La delegazione ARIS è rimasta invariata.
Per comodità di esposizione vi forniamo una sintesi della discussione sugli articoli che hanno formato oggetto del confronto.
Art. 1 Campo di applicazione. Come sapete la loro proposta è di escludere i Centri di Riabilitazione e le RSA, a carattere prevalentemente sanitario.
È stata decisa la costituzione di una commissione ristretta di cinque componenti che, partendo
dalle norme sui LEA e dagli accreditamenti in vigore nelle varie Regioni, ha il compito di elaborare
una proposta.
Art. 2 Disposizioni Generali. Concordato con alcune modifiche rispetto al testo attuale in ordine
ai regolamenti aziendali.
Art. 3 Inscindibilità delle norme contrattuali. La loro richiesta è quella di considerare superate
dal nuovo CCNL eventuali norme di miglior favore esistenti frutto di accordi aziendali. Per parte
nostra abbiamo ribadito che deve restare l’attuale formulazione. In sede di esame finale del
contratto si potrà definire un’eventuale diversa formulazione.
Art. 4. Decorrenza e durata. Condividono le decorrenze 1/1/2016 – 31/12/2018 e la parte relativa
alle modalità della disdetta e di presentazione delle piattaforme. Mentre per quanto riguarda
l’anticipazione IPCA, la questione è rinviata alla discussione sulla parte economica.
Art. 5 Norme di garanzia dei servizi minimi essenziali. Concordato, è uguale a quanto previsto
per il pubblico, fatto salvo ovvie differenze su quei servizi che il privato non eroga.
Artt. 6/7/8 Relazioni sindacali. Si sono riservati di esaminare il testo che avevano inviato e su cui
vi abbiamo informato nelle note precedenti. Resta che, al momento, non assistiamo ad un tentativo
di modificarle in senso peggiorativo. Il tema sarà trattato nel prossimo incontro.
Art. 9/10 Pari Opportunità e Mobbing. Hanno accettato la nostra proposta di applicare quanto
previsto per i CUG. Per le strutture di piccole dimensioni, dove è oggettivamente difficile costituire i
comitati, si prevede che possano essere costituiti a livello Regionale per tali strutture “associate”. Il
numero dei dipendenti sotto il quale i CUG sarebbero regionali non è definito, fra i 150 e i 200.
Art. 11 Assunzione. Concordato. L’articolo è buona parte stato riscritto, in particolare per quanto
riguarda i diritti d’informazione per il neo assunto, e sulle norme relative alle privacy, in modo tale
da fornire più garanzie per i lavoratori.
Art. 12 Documenti per l’assunzione. Concordato con modifiche, con l’obiettivo di diminuire il
contenzioso che in questi anni si è prodotto, spesso a danno dei lavoratori.
Art. 13 Visite mediche. Concordato con modifiche derivanti dalla legge, in particolare quanto
previsto dall’art. 41, comma 2 e 2bis, del D.Lgs 81/2008.
Si prevede che al lavoratore sono concessi permessi retribuiti per i lavoratori a turno, nel caso in
cui gli accertamenti sanitari siano previsti durante il turno, ivi compreso il tragitto di andata e
ritorno.
Art. 14 Periodo di prova. Concordato. Per la categoria A) e b) si passa dagli attuali 2 mesi, a 60
giorni di calendario. Per le restanti categorie 6 mesi. Il periodo di prova non è più sospeso solo in
caso di malattia, ma in tutti i casi previsti dalle leggi.
La risoluzione del rapporto di lavoro, in questi casi, non sarà dopo 90 giorni di assenza, come
adesso previsto, ma di 120 giorni.
È prevista la possibilità di essere esonerati dalla prova in caso di richiesta di trasferimento fra
un’azienda e l’altra del medesimo gruppo.
Art. 15 Mansioni Superiori. L’articolo, molto delicato, non è da considerarsi “chiuso”. Al momento
al discussione verte sui seguenti punti:
Mantenimento dei 3 mesi per la categoria A). Unitariamente proponiamo che restino 3 mesi anche
per la categoria B)
6 mesi per la categoria C) e, per loro, la categoria B)
9 mesi per le categorie D) – E) che non svolgono funzioni di coordinamento
24 mesi chi ha funzioni di coordinamento
Anche quest’ultimo punto è ancora aperto.
Quanto alla possibilità del demansionamento previsto dal nuovo art. 2120 del c.c, hanno accettato
di definire una regolamentazione nelle relazioni sindacali.
Art. 16 Cumulo di mansioni. Concordato.
Art. 17 Passaggio ad altra funzione per inidoneità fisica. Concordato.
Art. 18 Orario di lavoro. Il tema è stato lungamente dibattuto e resta tutto aperto. I punti sui quali
vi è convergenza sono:
a) Resta l’attuale orario settimanale, cosa non scontata all’avvio del negoziato.
b) I turni, come nel pubblico, non potranno superare le 12 ore continuative. Fatte salve
esigenze eccezionali.
c) I criteri per la definizione dei turni sono oggetto di esame congiunto, entro i primi tre mesi
dell’anno. Si prevede la verifica periodica, con le rappresentanze sindacali, sull’andamento
dei turni
d) I programmati dovranno essere comunicati ai lavoratori con congruo anticipo
e) La distribuzione dell’orario di lavoro, resta materia di relazioni sindacali.
f) Resta come oggi, la multeperiodalità dell’orario di lavoro.
g) Nella definizione dei turni si dovrà tenere conto, per quanto possibile, di conciliare i tempi di
vita e di lavoro. Inoltre, i turni dovranno essere predisposti in modo che l’eventuale debito
orario, sia assorbito nell’ambito di periodi non superiori a sei mesi.
I punti ancora aperti sono:
1) Il periodo di riferimento per il calcolo della media delle 48 ore settimanali, propongono che
passi da 12 mesi a 9 mesi. Noi abbiamo proposto 6 mesi come nel pubblico. Si riservano
una risposta.
2) Tempi di vestizione e consegna. La loro proposta è di 14 minuti complessivi. Per parte
nostra abbiamo proposto la norma prevista nel pubblico, fatte salve condizioni di miglior
favore esistenti. È questo un punto sul quale si è dibattuto lungamente con varie proposte
mediative, ma non ancora definito.
3) Consecutività delle 11 ore di riposto. Mentre condividono il principio e la previsione nel
CCNL che devono essere garantite 11 ore di riposo consecutiva, concordano di introdurre
le due deroghe (formazione e riunioni di reparto) come è previsto nel pubblico. Propongono
una terza deroga collegata all’effettuazione di lavoro straordinario. Se, ad esempio, un
lavoratore deve effettuare ore di lavoro straordinarie (sempre nel limite di 180 annue) a
causa di un imprevedibile necessità, il periodo di riposo non fruito, dovrà avvenire
immediatamente. In caso eccezionali dovrà fruire delle ore di mancato riposo entro sette
giorni.
Abbiamo ribadito, che la delicatezza dell’argomento potrà formare oggetto di valutazione finale
nell’ambito dell’equilibrio complessivo del contratto.
Lavoro Agile. Non sono contrari, invieremo una nostra proposta.
Sono stati definiti altri tre incontri: 11-18-25 settembre .
Antonio Marchini
Comparto Sanità
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini
Capo Area Sanità/SSAEP
FP CGIL Nazionale
“Nel pubblico impiego esiste una legge sulla rappresentanza, manca però la previsione della consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Partiamo da qui ed estendiamola a tutti, proprio come abbiamo previsto nella Carta dei diritti universali del Lavoro”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, commenta le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, oggi alla Camera parlando della ‘riforma dei sindacati’.
Nel settore pubblico, infatti, aggiunge la dirigente sindacale, “da anni abbiamo disciplinato la misurazione della rappresentanza, dando corso anche alle elezioni delle Rsu che quest’anno, nel corso del ventennale dalla loro introduzione, abbiamo rinnovato attraverso un grande momento di partecipazione democratica”. Per Sorrentino, “quello che manca spesso non è la certificazione sulla rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori, che va estesa e generalizzata per garantire la massima trasparenza, ma quella dei datori di lavoro”. Nei settori privati dei servizi pubblici, fa sapere Sorrentino, “che come Fp Cgil rappresentiamo, i tanti contratti che insistono sugli stessi settori sono dovuti alla moltiplicazione delle associazioni dei datori di lavoro. Se il Ministro del Lavoro vuole intervenire sulla materia siamo pronti a collaborare”.
“Vorremmo su questo tema e sull’estensione dell’attuale normativa per il pubblico impiego, includendo anche il pronunciamento dei lavoratori sugli accordi, aprire il confronto con ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, che aveva annunciato di essere disponibile al confronto ma che, sollecitata ancora ieri, ha fatto rispondere che ‘siamo in lista’, a testimoniare quanto poco siano prioritari i lavoratori e i loro rappresentanti per un ministro in carica da circa 50 giorni”, conclude Sorrentino.
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali sindacali del Comando di Matera sulla proclamazione dello stato di agitazione per le tante problematiche esistenti all’interno del Comando
INTEGRAZIONE SUL COMUNICATO 11 LUGLIO:
RELAZIONI SINDACALI E ANCORA PASSAGGI DI AREA
Per motivi di spazio e di tempo abbiamo tralasciato colpevolmente una importante tematica che
pure è stata ampiamente discussa durante il confronto del 10 luglio scorso: ovvero le numerose
denunce che ormai ci giungono da tutto il territorio nazionale e riguardano la gestione delle
relazioni sindacali in periferia, ovvero la continua e palese violazione di accordi sottoscritti, di
impegni assunti, di disposizioni ministeriali, di prerogative delle parti sindacali che viene praticata
in moltissimi uffici periferici. In tale contesto la parte del leone, inutile dirlo, la fanno i cosiddetti
Direttori manager dei Musei autonomi. Situazioni che definiamo al limite, come ad esempio quella
che si vive nella Reggia di Caserta, con atti unilaterali e sottoscrizione di accordi con singole sigle
sindacali, magari in quel contesto più compiacenti di altre e stravolgimenti di clausole relative agli
accordi nazionali in materia di orari o peggio ancora l’abitudine di pubblicizzare a tutti i lavoratori le
condizioni di tutela sociale fruite da lavoratori. Oppure Capodimonte, dove gli impegni che si
assumono sul tavolo negoziale vengono immediatamente e puntualmente non rispettati dal
Direttore di quel sito per finire a Pompei, dove si è arrivati alla rottura delle relazioni sindacali da
parte delle sigle firmatarie del CCNL e, dopo aver raggiunto un faticoso compromesso che ancora
una volta ha impegnato con clausole precise la Direzione per poi essere immediatamente
disatteso dalla stessa. Non sono le uniche realtà, ma solo quelle più significative: ad esse
possiamo aggiungere Galleria Borghese nella gestione del Direttore attualmente sospeso dal
servizio, il Palazzo Ducale di Mantova, alle prese con la fantasiosa gestione del suo Direttore, e
buon ultima, in mero ordine di tempo, la Pilotta di Parma dove il clima lavorativo interno si è fatto
irrespirabile a causa di atteggiamenti non propriamente uniformabili al Codice di comportamento
da parte del Direttore. A queste aggiungiamo certamente molti altri Uffici: il caso della BUG di
Genova, alle prese con interpretazioni singolari e il tentativo di piegare il tavolo ai voleri di una
unica Organizzazione sindacale, la SABAP di Lecce, dove siamo stati costretti a proclamare lo
stato di agitazione in conseguenza di decisioni unilaterali assunte dalla Dirigente per finire alla
SABAP Milano 2, con il Dirigente evidentemente solo attento alla compressione dei diritti dei
lavoratori addirittura in pieno e palese contrasto con gli indirizzi dati dalla Direzione Generale
Organizzazione. Insomma un panorama sconfortante dove sembra regnare la discrezionalità, una
visione autoreferenziale del proprio ruolo e interpretazioni di comodo persino delle disposizioni che
il Ministero emana. Come ad esempio quella che definisce la titolarità delle Organizzazioni
sindacali firmatarie del CCNL, disattesa spesso con interpretazioni bizzarre, non ultima quella che
ammette tutte le sigle al tavolo in nome della trasparenza, lasciando intendere che questa non
verrebbe garantita dalle sigle titolari in questo momento della negoziazione. Per questi motivi noi
abbiamo posto il tema delle verifica dello stato di salute delle relazioni sindacali come tema politico
chiedendo intanto una verifica degli accordi in materia di relazioni sindacali sottoscritti a livello
politico e portando la tematica alla conoscenza diretta del Ministro. Questo perché, a nostro
avviso, il ricorso permanente al tavolo nazionale come sede regolatoria di conflitti rischierebbe di
snaturare le vertenze in atto a livello territoriale e inciderebbe molto sulla funzionalità del tavolo
stesso che, come è noto, si trova ad affrontare delicati e complessi problemi vertenziali che
riguardano direttamente la vita e le legittime aspettative dei lavoratori. A corredo di quanto
affermiamo ricordiamo che nel recente passato abbiamo tenuto a livello nazionale due tavoli di
conciliazione su Pompei e Capodimonte. Dal risultato evidentemente inutile, come si può verificare
in questi giorni. Pertanto è importante che i tentativi di conciliazione seguano l’iter definito dal
recente accordo che abbiamo sottoscritto e che la verifica negativa rispetto agli eventuali impegni
assunti dai Dirigenti in sede di conciliazione sia oggetto di valutazione congiunta dei livelli
territoriali e nazionale rispetto alle decisioni da assumere di conseguenza.
Ancora sui passaggi di area
Riteniamo utile, ai fini della necessaria esigenza di chiarezza nello scenario confuso che riguarda
questo importante passaggio, trasmettervi la nota che l’Amministrazione ha trasmesso al MEF ed
alla Funzione Pubblica chiedendo in sostanza la possibilità che il MIBACT possa utilizzare la
famosa norma MEF che autorizza i passaggi interni in quella Amministrazione. E la nota di risposta
del MEF, l’unica pervenuta per quanto ci risulta all’amministrazione, assai significativa nella sua
esplicazione del parere contrario all’ipotesi prospettata dai vertici amministrativi del MIBACT. Una
nota di risposta che richiama alcune posizioni per noi già note, rispetto alla valutazione sulla
validità delle graduatorie interne, con il richiamo alla Circolare n. 5 del 2013 della Funzione
Pubblica, tema che abbiamo ampiamente illustrato nel momento in cui si attivarono i famosi
monitoraggi sulle graduatorie vigenti in applicazione della legge 125/2013. Quindi un giudizio
negativo su tutta la linea e corredato dall’ipocrita richiamo alla norma MEF esclusivamente
applicabile a quel Ministero. Questa corrispondenza abbiamo chiesto di acquisirla in questi giorni,
ma ci era stata già illustrata sul tavolo nazionale ed è perfettamente a conoscenza di tutte le sigle
sindacali. L’abbiamo chiesta con il chiaro intento di renderla pubblica, esattamente per far
comprendere le difficoltà di questo percorso: noi ribadiamo che riproporremo l’esigenza di una
norma specifica al Ministro Bonisoli quando ci convocherà, nelle more riteniamo irresponsabile non
affrontare l’altro percorso.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale