Pubblichiamo la nota delle Segreterie Provinciali CISL, CGIL, UIL, CONFSAL di Trapani.
“Soccorso, accoglienza e integrazione. Sono i tre nodi che costituiscono la rete che il lavoro pubblico garantisce, attraverso l’impegno di tutti gli operatori in campo, nella gestione dei fenomeni migratori. Un fenomeno strutturale che deve e può rappresentare non solo un’opportunità ma soprattutto una risorsa per il nostro paese, a partire dal valorizzare il contributo, di pratiche e di idee, di chi lavora in questo complesso segmento che attraversa l’intero mondo dei servizi pubblici, ma servono risorse e programmazione”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.
Ed è per questo, aggiunge, “che quanto è accaduto e sta accadendo in queste ore, a partire dalla vicenda della nave Aquarius, richiede un impegno straordinario per chi ha a cuore la dignità e il rispetto delle persone, perché nessun essere umano può essere ritenuto illegale in ragione del colore della pelle o dalla terra di nascita. Da subito abbiamo, infatti, offerto un sostegno concreto a chi, dai sindaci alle varie autorità, si è reso disponibile ad offrire un aiuto, promuovendo azioni di iniziative umanitarie e di accoglienza. Siamo con loro perché è in questi valori che ci riconosciamo e che quotidianamente pratichiamo”.
Per queste ragioni infatti, fa sapere Sorrentino, “saremo domani a Melilla, l’enclave spagnola sulla costa orientale del Marocco, per un progetto condotto dal sindacato europeo Epsu, insieme alla Funzione Pubblica Cgil e al sindacato spagnolo Fsc-Ccoo, che ha come obiettivo quello di costruire una rete coordinata di solidarietà e di intervento che risponda anche alle politiche sbagliate che l’Unione Europea sta facendo sui migranti. La via maestra è dare qualità alla contrattazione e ai rapporti di lavoro di chi opera all’interno di questa vasta rete”.
Quanto alle nostre vicende, precisa la dirigente sindacale, “al Ministro dell’Interno va rimarcato il fatto che al nostro paese manchi un piano che integri accoglienza e integrazione. Il problema non sono gli sbarchi ma i lager in cui sono costretti temporaneamente i migranti, così come la tendenza a limitare il riconoscimento del diritto d’asilo insieme alle previsioni della legge Bossi-Fini. Le leggi internazionali proteggono chi migra, che sia il nostro paese a decidere di chiudere i porti è contro le radici della nostra cultura e della nostra storia, oltre ad essere una pratica disumana. In queste ore magari se il titolare del Viminale facesse un giro nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) comprenderebbe che, al di là della propaganda, ha un dovere istituzionale in quanto ministro della repubblica: riconoscere dignità a chi arriva nel nostro paese”, conclude Sorrentino.
Inps/Usb: la perfetta sintonia per impedire il confronto, a danno dei lavoratori!
Partendo dal siparietto pubblicato oggi dai “tupamoros de’ noantri”, riportiamo la trascrizione degli ultimi istanti del video:
Libero Ponticelli: comunque la proposta presentata dall’Amministrazione era quella … mi corregga …
D.G.: sapete qual è la mia posizione …
Libero Ponticelli: per cercare diciamo di portare avanti dei temi che riguardano tutto il personale, no giusto?
D.G.: sì però, se vogliamo andare avanti … Chiudiamo, eh!
Luigi Romagnoli: no, no, basta, basta (facendo segno con la mano di interrompere il video)
– Fine del video –
Video interruptus, proprio sul più bello, quando finalmente possono prendere assieme le decisioni su come portare avanti i temi che riguardano tutto il personale, cala il sipario …
Ancora una volta l’Inps si sottrae alla contrattazione facendosi scudo di chi non riconosce e ostacola il nuovo CCNL che assegna proprio al sistema di relazioni sindacali la possibilità di intervenire per impedire l’adozione di atti unilaterali delle amministrazioni. L’11 giugno scorso l’ennesima riunione interrotta.
Nel rispetto di quanto disposto dall’art. 40 del decreto legislativo n. 165/2001, il CCNL consente solo ai firmatari di sedersi al tavolo della contrattazione integrativa. Ricordiamo che quella norma era presente anche nei precedenti CCNL e che le stesse organizzazioni, che ora urlano e strepitano, in passato hanno successivamente firmato quei CCNL “per adesione”.
Quello che ci chiediamo ora è perché ed a chi giova questo cambio di atteggiamento di alcune organizzazioni sindacali. Fa forse più comodo far saltare i tavoli di confronto nel rispetto delle regole e permettere all’amministrazione di adottare provvedimenti unilaterali, magari dopo mediazioni sotterranee nel chiuso delle stanze della direzione?
L’Amministrazione aveva comunque proposto alle sigle non firmatarie di dare loro documentazione e di aprire tavoli di discussione separati. Soluzione che avrebbe
comunque permesso a tutti di dire la propria senza però incorrere nel rischio della dichiarazione di nullità di un eventuale accordo, ma chi non ha firmato il CCNL si è rifiutato. Forse perché si preferisce bloccare la contrattazione alla luce del sole, che invece sarebbe nell’interesse di tutti i lavoratori?
Ma ciò che lascia sconcertati è l’atteggiamento dell’Amministrazione che ancora una volta usa i sindacati non firmatari a proprio uso e consumo violando apertamente le norme di legge prima ancora che quelle contrattuali. Non vorremmo che l’Istituto usasse USB come cane da guardia del padrone, allentando o stringendo il guinzaglio a seconda delle proprie convenienze. E di questo chiediamo conto al presidente Boeri.
L’amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità. Se continua a impedire il concreto esplicarsi del CCNL nella piena esigibilità del sistema di relazioni sindacali e garantendo il nostro diritto al confronto, all’informativa e alla contrattazione, a livello nazionale come a livello territoriale, non ci resta che richiedere alla stessa di rispondere di palese attività antisindacale. A maggior ragione, dopo la sentenza del Tribunale di Milano, che ha già dichiarato infondato il ricorso di una delle organizzazioni non firmatarie del CCNL proprio sulla loro esclusione dai tavoli di contrattazione integrativa.
Noi a questo gioco non ci stiamo e chiediamo all’Istituto di assumersi le proprie responsabilità, facendo rispettare il CCNL e garantendo il nostro diritto al confronto, all’informativa e alla contrattazione per affrontare e discutere argomenti, quali per esempio le progressioni verticali per le aree A e B, disciplina delle pp.oo. , la riorganizzazione dell’Istituto, l’attuazione del CCNI 2017 e l’avvio della contrattazione integrativa 2018, che sono di diretto interesse per l’intera platea dei lavoratori.
Nel frattempo, la discussione sulla Circolare 76 che si sta avviando sui territori non può assolutamente partire o proseguire, visto lo stato patologico delle relazioni sindacali nell’Istituto. Per questo daremo mandato ai nostri rappresentanti sui territori di non offrire alcuna sponda all’Istituto, non sedendosi a tavoli simili che rischierebbero di essere dichiarati nulli nei loro effetti.
Chiediamo all’Istituto il ritiro immediato di quella circolare, visto che non sono state rispettate le regole contrattuali.
Nel frattempo, diffidiamo formalmente l’Amministrazione dal far uscire eventuali modifiche alla determina n. 55/2017 sulle pp.oo., che il nuovo CCNL individua tra le materie oggetto di confronto con le sigle firmatarie. In caso contrario denunceremo l’amministrazione per palese comportamento antisindacale ai sensi dell’art. 28 Statuto dei Lavoratori.
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
CONFINTESA/INPS
Francesco VIOLA
CONFSAL-UNSA/INPS
Piergiuseppe CIARALDI
A seguito degli incessanti intercorsi contatti con l’Ufficio Legale della Federazione nazionale riguardo i decreti che l’amministrazione sta notificando alle lavoratrici e ai lavoratori finalizzati alla richiesta della decurtazione anche retroattiva, dal 2008, della indennità penitenziaria per le assenze dovute a malattia , vi inoltriamo i predisposti modelli che ciascun interessato dovrà compilare , sottoscrivere ed inoltrare agli indirizzi indicati negli stessi. Si tratta di “Richiesta di accesso agli atti” e “Riscontro provvedimento di restituzione indennità penitenziaria”.
Come potete verificare la FpCgil sulla questione, che sta comportando gravi disagi al personale delle Funzioni centrali, continua incessantemente il percorso avviato già dal 2016 con la diffida al Ministro e ha già interessato della problematica i propri uffici legali territoriali a tutela degli interessi, troppo spesso negati, non solo degli iscritti ma di tutte/i le lavoratrici e i lavoratori penitenziari del comparto delle funzioni centrali .
Vi terremo comunque e sempre informati sull’evolversi della questione che riteniamo sempre più iniqua ed inopportuna.
I coordinatori nazionali DAP e DGMC
F/to Lina Lamonica – Gianfranco Macigno
Al Ministero della Difesa
Stato Maggiore Difesa
I° Reparto
E, p.c.
Alla Direzione generale del personale civile
R o m a
Oggetto: Quesiti avanzati dagli Enti di Forza armata.
Lo scorso 5 giugno, nell’ambito dell’incontro svolto con la Direzione generale del personale civile dell’A.D., si è anche discusso sul fenomeno dei frequenti quesiti posti dagli Enti di Forza armata a Persociv sull’attuazione/interpretazioni di taluni istituti contrattuali, resi peraltro oggetto delle recenti e puntuali circolari applicative emesse tempestivamente da quest’ultima.
Tale smodata prassi, ormai consolidata tra i Direttori Comandanti di quelle strutture, se non prontamente arginata finirà per determinare un serio problema per la tenuta del sistema delle relazioni sindacali, in quanto le risposte sollecitate oltre a delimitare fortemente ed impropriamente il perimetro entro il quale i lavoratori coinvolti rivendicano a giusta ragione l’esigibilità dei propri diritti,
rischiano poi di essere erroneamente utilizzate o liberamente interpretate anche per situazioni diverse da quelle proposte.
Così come concordato anche con la predetta Direzione generale al tavolo di confronto, sulla questione si ritiene indispensabile invitare codesto Stato maggiore a richiamare l’attenzione delle predette Forze armate sulle procedure da seguire in tali circostanze, avendo cura in particolare di segnalare l’esigenza di trasmettere gli eventuali quesiti avanzati preventivamente alla valutazione dei propri organi di vertice, anziché direttamente a Persociv – se del caso comunque raggiungibile all’esito di quella determinazione – e/o addirittura all’Aran, come purtroppo già accaduto.
Ad avviso delle scriventi, il ricorso a tale strumento potrà comunque essere evitato, o se del caso agito, solo dopo aver preliminarmente compiuto l’analisi e l’approfondimento delle norme contrattuali e degli accordi vigenti in sede locale, avviando tempestivamente il necessario confronto tra le RSU, le rappresentanze sindacali territoriali e i responsabili dei predetti Enti.
Certi che la posizione testé espressa possa incontrare la condivisione di codesto Stato maggiore, si chiede di sensibilizzare le direzioni degli Enti richiamati.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNS
F. Quinti C. Vangelisti S. Colombi G. Braconi
Come si può pensare ad un servizio mensa adeguato e dignitoso per i Vigili del Fuoco quando chi lavora in quel settore non percepisce lo stipendio da tre mesi.
La Fp Cgil VVF denuncia queste condizioni da tempo, sia nel settore ristorazione che in quello delle pulizie – non è con il buono pasto che si risolvono i problemi.
La monetizzazione del servizio attraverso l’erogazione del buono pasto, resta un diritto negato per i Vigili del Fuoco. Inoltre a pagarne le conseguenze anche le addette e gli addetti mensa che con questa scellerata operazione rischiano il posto di lavoro.
Se il Ministero ha crediti con le ditte appaltatrici, paghi immediatamente e consenta alle lavoratrici e dei lavoratori del settore di ricevere immediatamente le spettanze stipendiali dovute.
Nel frattempo, come Coordinamento Nazionale VVF, esprimiamo vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori del settore e, convintamente, sosteniamo la loro vertenza.
Comunicato Filcams-Cgil
Servizio ristorazione caserme vigili del fuoco, lavoratori senza stipendi. La denuncia e la protesta della Filcams-Cgil
8 giugno ’18 – La Filcams-Cgil denuncia la situazione che si è venuta a creare per i lavoratori del servizio ristorazione delle caserme dei vigili del fuoco. “L’azienda “Le Palme” che gestisce l’appalto e che opera complessivamente nel territorio siciliano e in quello calabrese – evidenziano il segretario generale della Filcams di Messina Francesco Lucchesi e Nino Fazio che segue il settore – non paga i propri dipendenti da tre mesi compresi i lavoratori messinesi impiegati nella mensa della caserma di via Salandra. Una situazione inaccettabile soprattutto per le famiglie monoreddito”.
La Filcams lo scorso mese di maggio ha indetto una prima protesta e nelle giornate dell’8, 9 e 10 giugno a livello regionale è stato proclamato uno sciopero unitario.
“Abbiamo ripetutamente chiesto alla ditta di ristorazione – fanno presente Lucchesi e Fazio – di saldare le mensilità arretrate ma ad oggi la stessa continua ad essere inadempiente nei confronti dei propri dipendenti”. “L’azienda – aggiungono gli esponenti della Filcams – dice di vantare crediti da parte del ministero e di mezzo ci vanno i lavoratori che ormai da parecchi mesi si ritrovano senza un reddito mensile”.
La Filcams-Cgil di Messina è pronta a intraprendere già dalla prossima settimana ulteriori iniziative di protesta a sostegno dei diritti di questi lavoratori.
Pubblichiamo la richiesta di incontro che come OO.SS. confederali abbiamo chiesto al nuovo Ministro dell’Interno On. Matteo Salvini.
Nella circostanza abbiamo preparato un documento in cui sono state evidenziate le problematiche di maggior rilievo per l’Amministrazione e per i lavoratori del Ministero , su cui vorremmo avviare un confronto.
Le problematiche esposte riguardano il futuro assetto organizzativo, e le scelte politiche che si dovranno prendere e sono già state oggetto di confronto con il precedente Ministro Minniti., nel corso del 2017,
Pur nella consapevolezza di non vivere un momento politico sindacale semplice presso il nostro Ministero, abbiamo comunque il dovere di iniziare ad instaurare con il nuovo Ministro, corrette relazioni sindacali, e di definire la posizione da assumere al fine di sottolineare e dare valore al ruolo ed ai valori che rappresentiamo.
Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Ministero Interno
La Segreteria della FP CGIL della Calabria ha comunicato che si è proceduto alla delibera del nuovo coordinatore regionale VVF.
Si tratta di Giuseppe Cilione, che succede al compagno Giuseppe Ferraro della Fp Cgil regionale che, in attesa della nuova nomina, si è reso disponibile a ricoprire il complicato incarico. A lui, a nome del Coordinamento nazionale, un ringraziamento particolare per la preziosa e proficua collaborazione.
Esprimiamo, inoltre, le nostre più sincere congratulazioni al neo Coordinatore Giuseppe Cilione per l’assunzione dell’incarico di responsabile regionale ed il sincero augurio di buon lavoro ricco di risultati e soddisfazioni.
.
Soccorso, accoglienza, integrazione.
È il lavoro pubblico, ciò che facciamo e in cui crediamo.
Per questo quanto sta avvenendo in queste ore con la vicenda della nave #Aquarius richiede un impegno per chi in questi valori crede.
Come Funzione Pubblica Cgil diamo la nostra piena e totale disponibilità a mobilitare tutto il personale a sostegno di iniziative umanitarie e di accoglienza che in queste ore sindaci e autorità stanno dichiarando di voler intraprendere.
Perché nessun essere umano è illegale, perché non esistono confini nei diritti.
Restiamo umani.
#CiSiamo!
#StayHuman
#UmanitàAperta
Al Ministero della Difesa
Segretariato Generale della Difesa
Direzione Nazionale degli Armamenti
Al Direttore del I Reparto
dr. Giuseppe Quitadamo
(rif.nota del 8.06.2018)
sgd@sgd.difesa.it
E,p.c.
Al Gabinetto del Ministro
Allo Stato Maggiore Difesa
R o m a
OGGETTO: Art. 14 legge n. 124/2015 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro nelle amministrazioni pubbliche.
In relazione a quanto comunicato con la nota in riferimento, e con specifico invito alla corretta
osservanza di quanto previsto dall’art. 7, comma 6, lett. v) del C.C.N.L. triennio 2016/2018,
sottoscritto in data 12 Febbraio c.a., le scriventi OO.SS. pur concordando sull’esigenza di avviare
quanto prima la sperimentazione dell’isttuto dello smart working in funzione degli interessi delle
lavoratrici e dei lavoratori rappresentati, diffidano codesto reparto ad intraprendere eventuali
iniziatve del tutto unilaterali sul tema in oggetto.
Sul tema, come già antcipato per le vie brevi, sarà nostra cura far pervenire al Segretariato quanto
prima possibile il testo della proposta unitaria avanzata dalle scriventi OO.SS. che, in aggiunta a
quella fatta pervenire da codesto reparto, costituirà l’oggetto dell’analisi e della discussione che si
dovrà tenere al tavolo di confronto tra le parti prossimamente.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNS
F.to F. Quinti F.to C. Vangelisti F.to S. Colombi F.to G. Braconi
BENVENUTO AL NUOVO MINISTRO
Vogliamo preliminarmente formulare i migliori auguri di buon lavoro al neo Ministro Bonisoli. Abbiamo ascoltato con attenzione il suo discorso programmatico e letto con altrettanta attenzione gli impegni programmatici contenuti nel cosiddetto contratto.
Ci è parso di cogliere diversità di accenti rispetto ai deludenti contenuti programmatici, anche se non riteniamo che questo possa tradursi in una discontinuità rispetto alla precedente gestione politica.
Ma gli impegni prefigurati in tema di occupazione e di riordino della macchina amministrativa per noi sono positivi e li verificheremo non appena si avvierà il confronto con la nuova Direzione politica, partendo, per quello che ci riguarda dall’insieme delle proposte che abbiamo avanzato nel programma elettorale per le RSU, ovvero la dimensione e la qualità dei processi occupazionali, a partire dal completo assorbimento delle graduatorie vigenti, la risposta alle sacche di precariato strutturale derivanti dai rapporti di lavoro flessibili, le opportunità di crescita professionale del personale interno ai ruoli del Ministero.
Resta invece tutto intero il giudizio negativo sulla riorganizzazione operata dal Ministro Franceschini e, di conseguenza, il giudizio negativo sull’impianto programmatico alla base del patto di governo che invece la legittima e ne sostanzia in termini di continuità la filosofia di fondo che purtroppo gravi danni sta determinando a tutti i settori che si occupano di tutela del patrimonio culturale.
Ma di questo naturalmente avremo modo e tempo di approfondire nell’ambito dei confronti che ci apprestiamo ad attivare, confidando naturalmente nella disponibilità al dialogo sociale ed al confronto negoziale.
L’AMMINISTRAZIONE? DORME IN ATTESA DI TEMPI MIGLIORI
come quasi sempre succede ad ogni cambio di governo la burocrazia si inabissa in attesa di comprendere le intenzioni del politico di turno e questo sta producendo un ingiustificabile stallo rispetto alla necessaria e urgente calendarizzazione di incontri sulle materie più volte elencate sia sul tavolo nazionale che nei nostri comunicati. Passaggi di area, progressioni 2018, FUA 2018, nuovo Contratto Integrativo sono tutti temi che, insieme ad altri, compongono la somma degli impegni da affrontare senza perdere ulteriore tempo, dopo quello che ci è stato fatto perdere inseguendo la chimera del conto terzi. E noi non siamo disposti ad attendere oltre: solleciteremo una ultima volta all’inizio della prossima settimana, in assenza di risposte per noi viene il tempo della mobilitazione e della protesta, che in questo caso sarà diretta solo contro la gestione amministrativa, considerato che in questo caso non possiamo imputare nulla a quella politica. Pertanto invitiamo la controparte amministrativa a riemergere e ad avviare immediatamente il confronto, altrimenti li costringeremo con la proclamazione dello stato di agitazione e delle iniziative conseguenti.
COLLABORATORI DI TUTTO IL MIBACT UNITEVI!
Abbiamo ricevuto, e vi giriamo per opportuna conoscenza, copia di una lettera inviata al Ministro a firma dei Precari Uniti del MIBACT, che evidenzia una problematica sino ad oggi compressa e a volte disconosciuta. Che riguarda la presenza nei nostri cicli lavorativi di un numero indefinito di collaborazioni ad alta qualificazione professionale, senza alcuna tutela e senza alcuna certezza di continuità dei propri apporti lavorativi. Riteniamo del tutto positivo lo sforzo, in parte generato dalle opportunità ma anche dei rischi che la legge Madia offre rispetto alla prospettiva di stabilizzazione occupazionale di questi lavoratori, di far emergere una realtà spesso rinchiusa ed isolata nei confini del rapporto individuale e del ricatto occupazionale.
Noi invece riteniamo che sia venuto il tempo delle rivendicazioni collettive e per questo salutiamo con favore ogni tentativo di dare una dimensione plurale a questo fenomeno e per questo il nostro invito è quello di uscire dall’ombra e rivendicare i propri diritti. Su questo non mancherà certo il nostro apporto: stiamo verificando la possibilità di produrre iniziative specifiche, per fare questo serve la partecipazione attiva e visibile dei lavoratori.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
L’emergenza organici non è una mera rivendicazione sindacale; il personale è nuovamente sotto pressione, le richieste di intervento come previsto stanno aumentando e alcune regioni come la Sicilia la Lombardia, il Friuli, parte del Veneto sono in piena emergenza. Servono altre assunzioni, subito.
A Catania la Fp Cgil VVF provinciale chiede il raddoppio dei turni almeno fino a quando non saranno inserite tutte le partenze boschive. Questa è una soluzione che la Fp Cgil VVF reputa un “ripiego tampone”; servono subito assunzioni, gli idonei al concorso 814 posti del 2008, devono essere assunti tutti entro l’anno.
L’attuale Governo ha sempre criticato il precedente per non aver dato risposte concrete ai Vigili del Fuoco. Vediamo cosa è capace di fare per organici, mezzi e attrezzature mancanti.