LETTERA APERTA ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
COSA E’ SUCCESSO VERAMENTE IL 24 MAGGIO A ROMA AL TAVOLO SINDACALE CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE?

Attenzione alle fake news!

Lo scorso 24 maggio il Direttore Centrale delle Risorse umane e organizzazione dell’Agenzia
delle Entrate ha convocato due riunioni:
– la prima alle ore 10,30 per parlare di CAM, posizioni organizzative e nuove procedure
selettive di sviluppo economico per l’anno 2018- invitando le sole OO.SS. firmatarie del
contratto
– la seconda alle ore 15 per la sottoscrizione definitiva del FPSRUP 2015 – invitando FP
CGIL, CISL FP, UIL PA, CONFSAL/UNSA, FLP, USB PI.
Appena iniziata la riunione delle 10,30 sono entrati nella sala diversi esponenti di USB
interrompendo la riunione e chiedendo di essere ammessi al tavolo sindacale in quanto O.S.
rappresentativa.
E’ seguita una fase molto concitata dove gli esponenti USB hanno espresso con particolare
vigore le loro idee cercando di interloquire in modo vivace (provocatorio) più che con
l’Amministrazione con le OO.SS. presenti.
Come FP CGIL abbiamo tenuto un comportamento di assoluta correttezza, non cadendo nella
trappola della polemica con USB.
L’Amministrazione dopo un po’ di tempo ha deciso, concordando con la stessa USB
che ha accettato la proposta di parte pubblica, una modalità di confronto che
prevedesse la partecipazione ad un secondo tavolo sindacale di quella O.S. e di FLP,
entrambe non firmatarie del recente CCNL delle Funzioni Centrali, convocato seduta stante
nel pomeriggio alle ore 17. La convocazione dell’Amministrazione di USB e FLP è partanto
avvenuta “con riserva…… in considerazione altresì dei contenziosi pendenti in
materia di legittimazione alla contrattazione”, come risulta dalla NOTA ALLEGATA
ALL’IPOTESI DI PROCEDURA SELETTIVA DI SVILUPPO ECONOMICO – ANNO 2018, peraltro
firmato da FLP e non firmato da USB.
In pratica l’Amministrazione ha risolto il problema della convocazione dei non firmatari del
CCNL, in attesa delle decisioni dei Giudici aditi dalle stesse OO.SS. (USB e FLP).
A seguito di questa soluzione gli esponenti USB sono usciti dalla sala e la riunione
con i firmatari del CCNL è proseguita dando luogo agli accordi e ai verbali di intesa
che vi abbiamo già inviato.
Non vogliamo entrare in disquisizioni giuridiche che non ci competono, sulla legittimità delle
richieste avanzate dai sindacati non firmatari del CCNL decideranno i Giudici, vogliamo al
contrario ribadire con forza che
– abbiamo firmato con convinzione il recente CCNL delle Funzioni Centrali e ci
impegneremo a completare quella tornata contrattuale con un NUOVO
ORDINAMENTO PROFESSIONALE, a firmare quanto prima il CONTRATTO
INTEGRATIVO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE e a predisporre la NUOVA
PIATTAFORMA CONTRATTUALE PER IL CCNL 2019/2021, al netto della
situazione fortemente critica che stiamo vivendo come sistema paese, senza un
governo oramai da tre mesi;
– siamo fortemente impegnati a completare il percorso di avanzamento
economico di tutto il personale dell’Agenzia delle Entrate che, ricordiamo,
prevede due procedure per il 2018 (75% del personale) e una nel 2019 (restante 25%
del personale); il 24 maggio abbiamo firmato la seconda di queste procedure che,
ricordiamo, USB non ha firmato né il 23 dicembre come impegno nel biennio al
passaggio di tutto il personale, né la prima procedure né la seconda, quella, per
intendersi, dove ha chiesto a gran voce l’ammissione al tavolo, averlo ottenuto “con
riserva”, salvo poi non firmare alcun accordo (cosa pienamente legittima ci
mancherebbe altro).
Francamente non comprendiamo di cosa USB si lamenti. Come CGIL nel volantino
incriminato abbiamo solamente ricordato che quella regola ora contestata (la non
ammissione ai tavoli di contrattazione integrativa dei sindacati non firmatari del
CCNL) è una norma che ritroviamo identica nei passati contratti da oltre VENTI anni.
In tutto questo tempo USB ha SEMPRE FIRMATO i contratti dopo essersi presa il
tempo necessario per condividerli e senza fare alcun ricorso.
SOLO OGGI RITIENE QUELLA NORMA ILLEGITTIMA E’ HA FATTO RICORSO.
Bene, per noi non c’è alcun problema, ora deciderà la MAGISTRATURA sulla questione
sollevata.
Tutto il resto è pura propaganda, utile forse in campagna elettorale RSU (non sembrerebbe,
dato che USB non avanza e in molte situazioni cala nei consensi), ma riproporla ora con una
estrema virulenza, mettendo a rischio i passaggi economici e le altre importanti intese firmate
il 24 maggio, non ci convince; tanto più che la stessa Amministrazione ha trovato la soluzione
(seppur transitoria) sopra ricordata che garantisce gli accordi che se vorrà, USB, potrà firmare
nelle more delle decisioni dei giudici, senza metterne a rischio la legittimità nel caso contrario.
Tutto ciò a prescindere dal fatto che poi USB li firmi veramente (poche volte) o non li firmi
(molto spesso) gli accordi!
Se volessimo entrare in polemica ci chiederemmo dove porta questo modo di fare sindacato?
Certamente non porta alcun beneficio (piccolo o grande che sia) ai lavoratori dell’Agenzia delle
Entrate che, al contrario, hanno recentemente confermato la CGIL come primo sindacato e
riconfermato la fiducia a CGIL CISL UIL come sindacati maggioritari nel settore.
Francamente vorremmo finirla qui, dato che le roboanti parole di USB non portano da nessuna
parte, né hanno mai portato a fare buoni accordi né tantomento a risolvere i tanti problemi che
attanagliano l’Agenzia delle Entrate. Noi siamo impegnati a tentare di trovare soluzioni a quei
problemi che i lavoratori delle Entrate da tempo ci chiedono di dare risposte. In parte ci siamo
riusciti, con fatica e l’impegno anche di altri sindacati, quasi mai con il contributo di USB, ma la
strada intrapresa (purtroppo molto spesso con tanti incidenti di percorso) siamo intenzionati a
proseguirla con serietà e impegno nell’esclusivo interesse dei lavoratori.

p. il Coordinamento Nazionale FP CGIL Nazionale                Il Coordinatore Ag. Fiscali
FP CGIL/Agenzia delle Entrate                                                         Luciano Boldorini
S. Bartuccio – C. Di Leo

Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Santi Consolo

e, p.c.

Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio

Al Direttore generale del Personale
e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
R o m a

Alla Segreteria regionale e territoriale FP CGIL
Emilia Romagna – Forlì

Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Oggetto: casa circondariale di Forlì – apertura nuova sezione femminile.

Egregio Presidente,
come già evidenziato dalla FP CGIL di Forlì, con due note che si allegano in copia e
e che si chiede di riscontrare, l’eventuale apertura di una nuova sezione femminile, tra
l’altro con ampliamento della popolazione detenuta, presso l’istituto in oggetto non
sarebbe possibile a causa della forte carenza di personale di Polizia Penitenziaria,
soprattutto nell’organico femminile.
Per quanto sopra esposto la FP CGIL le chiede di bloccare l’apertura della sezione
fino all’assegnazione dei neo assunti, che stanno terminando il corso di formazione, e al
completamento del piano di mobilità. Durante le due procedure dovrà essere previsto un
notevole incremento del personale in servizio presso la casa circondariale di Forlì, con
particolare attenzione per l’organico femminile.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.

Il  Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

 

Al Ministero della Difesa
Stato Maggiore Marina
Capo 1° Reparto – Ord.to e personale
Amm. Giacinto Ottaviani
R o m a
E, p.c.
Al Gabinetto del Ministro
Al Ministero della Difesa
Comando Marittimo Sicilia
Alla Direzione
di Commissariato militare marittimo
A u g u s t a
Alle Segreterie territoriali
S i r a c u s a

OGGETTO: Marisicilia Augusta – Inosservanza sistema relazioni sindacali.

Le scriventi rappresentanze sindacali nazionali hanno ricevuto copia di una nota
di protesta inviata dalle proprie strutture sindacali territoriali in data 25 maggio u.s. al
Comando in oggetto – che ad ogni buon fine si allega -, con la quale nel ricostruire
minuziosamente i termini critici della vicenda affrontata in riunione lo scorso 21 maggio,
relativamente all’argomento “ Regolamento per la gestione e la frequenza dell’Organismo
di Protezione Sociale (O.P.S.) – C.R.D.D. Marina Militare – Edizione 2018” posto all’ordine
del giorno, chiedono la revoca del predetto regolamento approvato in data 8 maggio 2018
senza il preventivo ascolto delle OO.SS. del personale, e una sollecita nuova
convocazione avente pari oggetto.
Sulla condivisibile posizione assunta, scrupolosamente esplicitata e
adeguatamente supportata dalle nostre articolazioni territoriali, le scriventi OO.SS., nel
prendere atto dell’inusuale procedura utilizzata nell’occasione da quel Comando,
assunta in palese violazione tra l’altro dell’art. 7, comma 6, lettera g) del nuovo C.C.N.L.
2016/2018, domandano di conoscere quali provvedimenti formali codesto Reparto
intende assumere per dirimere la questione sollevata in quell’ambito.
Restiamo in attesa di cortese urgente cenno di riscontro.
Cordiali saluti

FP CGIL                            UIL PA
F. Quinti                         S. Colombi

Si trasmette la ministeriale n.0177566 del 28.5.2018 di cui all’oggetto.

Pubblichiamo  la nota del Ministero dell’Interno Protocollo nr: 9567 – del 25/05/2018 riguardante

informazioni sulla campagna antincendio boschivo stagione estiva 2018.

Pubblichiamo il terzo numero del foglio informativo online sulle dipendenze.

Pubblichiamo il programma dell’iniziativa che si svolgerà a Torino il 14 giugno 2018.

Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Santi Consolo

e, p.c.
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio

Al Direttore generale del Personale
e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
R o m a

Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Oggetto: commissione ex articolo 50 D. Lgs. 443/92.

Egregio Presidente,
sono circa due anni che la commissione in oggetto, istituita per valutare i ricorsi,
presentati dal personale di Polizia Penitenziaria, ai giudizi complessivi previsti dal D. Lgs.
443/92, non viene convocata.
Con questa decisione l’amministrazione penitenziaria sceglie per l’ennesima volta di
calpestare i diritti dei Poliziotti Penitenziari, non consentendo loro di ricorrere contro un
sistema di giudizio obsoleto ed inadeguato, che tende spesso a punirli, invece di premiarli
per gli enormi sacrifici che stanno sostenendo negli istituti penitenziari del nostro Paese.
Considerato che tale mancanza è inaccettabile, la FP CGIL chiede un suo immediato
intervento finalizzato a far convocare al più presto la commissione in oggetto e recuperare
velocemente il lavoro rimasto in arretrato.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

COMUNICATO

Abbiamo appreso, all’indomani della riunione sull’informativa riguardante l’emittendo Decreto Ministeriale sulla maggiorazione ex comma 685 della Legge di bilancio anno 2018, di alcuni comunicati sindacali che, tra una contestazione ed una critica, parrebbero voler accusare CGIL CISL e UIL non solo di un comportamento troppo “morbido”, ma addirittura di connivenza con le scelte dell’Amministrazione sui criteri di attribuzione e distribuzione del beneficio economico.
Appare quasi pleonastico, ma evidentemente è necessario farlo, evidenziare come le scriventi OO.SS. hanno da subito manifestato e mantenuto una posizione fortemente critica nei confronti del provvedimento, la cui genesi è da attribuire esclusivamente all’Amministrazione e non certo alle OO.SS., tanto meno confederali, nella misura in cui non coinvolge buona parte dei dipendenti del Mef: ai più “distratti” consigliamo di consultare i nostri comunicati, sia singoli che unitari ed a segnalarci, se ci riescono, in quali di questi ci saremmo dichiarati favorevoli all’azione dell’Amministrazione sull’argomento.
Criticare un modus operandi che riteniamo non consono né opportuno, non significa però dover buttare il bambino con l’acqua sporca, come invece pare voler fare intendere qualcun altro minacciando improbabili ricorsi giurisdizionali dal paradossale obiettivo di eliminare l’intero stanziamento: se vengono date risorse ai dipendenti, qualunque sia il mezzo adottato, noi non saremo mai contrari né faremo barricate ideologiche, ma lotteremo, come sempre, affinché si possa ottenere il meglio per la stragrande maggioranza dei lavoratori. A questa logica, ovviamente, risponde l’impegno formale, ottenuto al tavolo, riguardante la prosecuzione dell’iter necessario all’ottenimento della perequazione dell’indennità di amministrazione per tutto il personale del Mef, nonché una serie di correttivi quali, ad esempio, il divieto di cumulo con le indennità di reperibilità, di turno, posizione organizzative e straordinari analogamente a quanto già avviene per i colleghi che svolgono particolari attività per cui percepiscono indennità omnicomprensive, in modo da dirottare tali somme a favore di chi non potrà godere della maggiorazione, o che le stesse possano rientrare nel FUA a beneficio di tutti.
Fa specie inoltre constatare come se da un lato molti si dichiarino indignati per questa disparità di trattamento, gli stessi poi in passato abbiano tranquillamente sorvolato su altre iniquità perpetrate ai danni dei dipendenti: come spiegare dunque il silenzio sulla direttiva sugli incarichi istituzionali, che anziché regolamentare l’istituto non ha fatto altro che cristallizzare molti privilegi in godimento ai soliti (e pochi) “fortunati” in barba al merito ed alla professionalità effettivamente possedute, al di là dell’appartenenza ad un determinato Dipartimento? E che dire del trattamento subito dai dipendenti di area II a cui ormai da troppi anni è stata preclusa, tra l’altro, la possibilità di una progressione di carriera che altri colleghi più fortunati sono riusciti, in passato, ad ottenere, e dei quali più di qualcuno si è ricordato solo di recente, guarda caso con l’approssimarsi delle elezioni RSU?
Chi vi scrive non solo non rientrerà, a scanso di equivoci, tra coloro che percepiranno l’incentivo, ma non accetta lezioni da nessuno riguardo la coerenza e la costanza con cui cerca di tutelare tutti i dipendenti, nessuno escluso: di errori ne commetteremo perché solo chi non fa non sbaglia mai, ma ci mettiamo sempre la faccia ed alla luce del sole, e soprattutto manteniamo una linea di condotta chiara ed inequivocabile, che non muta con il cambio delle stagioni o a seconda di interessi di parte che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale dei lavoratori.

Roma, 25 maggio 2018

CGIL                                               CISL                                            UILPA
Americo FIMIANI                  Walter DE CARO                         Andrea G. Bordini

Convocazione riunione Smart Working

LA BATTAGLIA SUL CONTO TERZI

Ieri abbiamo avuto una riunione del tavolo nazionale sulla questione Conto Terzi, importante non
certo per il tema, che continuiamo a definire come non prioritario, ma per le conclusioni interpretative
da parte dell’amministrazione sulla modalità di applicazione della norma introdotta dalla legge di
stabilità ultima, conclusioni che a nostro parere mettono termine ad una discussione capziosa dove,
come spesso accade in questa amministrazione, si tenta di piegare le norme ad interpretazioni di
comodo o di parte.
Da questo punto di vista a nostro avviso la proposta presentata dall’Amministrazione fa giustizia: la
prestazione viene inquadrata dal punto di vista normativo in maniera corretta e le modifiche proposte
rispecchiano la necessità di una corretta regolazione nell’accesso a questo istituto, che non poteva
certo essere identificato come una prestazione ordinaria. Ed anche il fatto che l’Amministrazione si è
presentata al tavolo con una linea condivisa da tutta la delegazione e non con le voci dissonanti e
qualche stecca ascoltata nell’ultima riunione lo giudichiamo positivo. Il testo dell’accordo sortito dal
tavolo a nostro avviso consente maggiore equità nella distribuzione delle opportunità, un controllo più
rigoroso nelle procedure contabili, maggiori garanzia rispetto al tetto massimo raggiungibile
annualmente dal singolo lavoratore, che viene individuato nell’importo di 7000 euro lordi, una
maggiore trasparenza nei criteri adottati e nelle fasi di rendicontazione. Per questi motivi abbiamo
espresso la nostra disponibilità alla sottoscrizione e poi abbiamo assistito ad una battaglia, che non
esitiamo a definire di retroguardia, condotta dalla UIL sulla base di posizioni che sin da subito ci sono
sembrate parecchio singolari. E così la battaglia si è conclusa con qualche ferito, e il ferito è
soprattutto il principio dell’unità sindacale.
E, sempre con la necessaria chiarezza e onestà intellettuale, dobbiamo sottolineare che noi non
abbiamo gradito affatto, sia nel merito che nel metodo, le posizioni assunte dagli amici della UIL. Nel
metodo perché è stato letteralmente imposto al tavolo nazionale un tema che di urgente aveva ben
poco, e lo testimonia l’accordo che , nei suoi criteri regolatori, non si discosta se non in minima parte
dall’accordo precedente, e nel merito perché la posizione portata pervicacemente avanti, basata
sulla interpretazione di una natura non più extraistituzionale della prestazione conto terzi, ci è parsa
del tutto fuorviante rispetto alle norme che regolano il nostro rapporto di lavoro. Con l’obiettivo
esplicito di eliminare il tetto retributivo dei 5 mila euro e di assimilare queste prestazioni a quelle
ordinarie. Non si tratta solo di una differenza di vedute, di per sé legittima, ma delle implicazioni che
tale scelta avrebbe comportato sulla organizzazione dei cicli lavorativi, introducendo un ulteriore
elemento di deregolazione a tutto favore dei privati e dei pochi siti che fanno cassa significativa con il
conto terzi. Dal nostro punto di vista già i 7000 euro sono un miraggio per il 98% dei lavoratori,
figuriamoci i 10 mila proposti dalla UIL come punto estremo di mediazione per avere la loro
sottoscrizione. In sostanza ieri ci è parso di ripercorrere tempi passati che non avremmo voluto
rivedere: abbiamo tenuto in questi anni un comportamento costantemente indirizzato verso una
sintesi unitaria delle posizioni del sindacato confederale. Ma noi non ci siamo sposati con nessuno e
misuriamo ogni giorno i percorsi unitari sulla base dei contenuti e del reciproco rispetto. Spiace
constatare che in questo caso sono prevalsi interessi di parte e spinte particolaristiche: ci auguriamo
che questo non avvenga più nel futuro altrimenti saremo costretti a fare scelte con dispiacere
diverse.
Sempre ieri è scoppiata sul tavolo la querelle sulla legittimità della presenza delle OO.SS. non
firmatarie del CCNL al tavolo nazionale ed anche su questo abbiamo partecipato ad un dibattito
vivace ed in qualche caso fuori dalle righe. Dal nostro punto di vista la questione non poteva
riguardare la riunione di ieri, dove l’Amministrazione ha consentito la partecipazione delle sigle non
firmatarie interpretando l’argomento come coda contrattuale, e noi riteniamo questa interpretazione
corretta. Resta sul tavolo il problema principale, ovvero se le sigle sindacali non firmatarie siano
ammesse o meno ai tavoli di contrattazione integrativa che applica il nuovo CCNL, e invece da
questo punto di vista non c’è alcuna interpretazione da fare perché la legge parla chiaro. Lo diciamo
senza alcun intento polemico: non amiamo i tavoli separati o le guerriglie procedurali, ma le regole
vanno rispettate, fatto salvo il legittimo diritto di ciascuno di condividerle o meno e di impugnarle nelle
sedi che si ritine più opportune.
E, inoltre, sempre in tema di urgenze vere abbiamo chiesto all’Amministrazione di calendarizzare gli
incontri sui temi che abbiamo più volte rappresentato: a breve ci sarà un incontro che riprenderà il
confronto sui passaggi di area, a seguire avremo FUA e progressioni economiche 2018, nonché
l’avvio del confronto sull’applicazione del nuovo CCNL, sia per quel che riguarda la normativa sulle
tutele sociali, che deve essere indirizzata ad una loro corretta applicazione che per la costruzione del
nuovo Contratto Integrativo che in primis dovrà rivedere ed aggiornare i progetti nazionali di
prolungamento orario e produttività ed efficienza. A tal proposito abbiamo rappresentato
all’amministrazione l’urgenza di intervenire presso alcuni dirigenti periferici che continuano
pervicacemente, a dispetto del minimo rispetto delle norme e degli accordi nazionali, a proporre e
imporre sui tavoli locali il cosiddetto turnone, ovvero l’impiego dei lavoratori su quattro giorni alla
settimana, senza più il pagamento delle turnazioni e dei progetti nazionali e in deroga alle previsioni
del CCNL. Il principale esponente di questa singolare corrente interpretativa è il direttore del Polo
Museale del Veneto, a cui rivolgiamo pubblica diffida a procedere, visto che le nostre note le ha
ignorate del tutto. E la pubblica diffida siamo costretti ad estenderla all’amministrazione, se non
interviene immediatamente a fermare questi propositi, perché non è più ammissibile in questi casi un
atteggiamento pilatesco: sono tenuti ad intervenire immediatamente altrimenti saremo costretti ad
assumere una posizione fortemente conflittuale a partire dalla sospensione delle relazioni sindacali
fino a valutare forme di mobilitazione dei lavoratori. Chiediamo semplicemente il rispetto delle regole
ed il giusto sanzionamento di comportamenti fuori dalle regole e irrispettosi dei diritti contrattuali dei
lavoratori e delle prerogative della parte sindacale.
In allegato vi inviamo il testo dell’accordo e del relativo disciplinare.

FP CGIL Nazionale MIBACT
Claudio Meloni

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Dipartimento della Funzione Pubblica
d.ssa Pia Marconi
p.marconi@funzionepubblica.it

E PC Capo Dipartimento per il Personale
d.ssa Francesca GAGLIARDUCCI
f.gagliarducci@governo.it

al Capo Dipartimento PC
dott. Angelo Borrelli
segreteriacd@protezionecivile.it

Roma 22.5.2018

Oggetto: procedure concorsuali ai sensi dell’Articolo 19 del Decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 convertito con modifiche dalla Legge n. 45 del 7 Aprile 2017.

Questa Organizzazione Sindacale con nota 614/U-FP 2017 del 20 novembre 2017 ha chiesto al Segretario della PCM informazioni rispetto alla stato di attuazione procedura concorsuale in oggetto. Come è noto, il Dipartimento della Protezione Civile è stato autorizzato ad effettuare incarichi diretti per dirigenti di seconda fascia in deroga alla normativa vigente, nelle more dell’attuazione di un concorso pubblico per n. 13 (tredici) posti per la medesima posizione.
Il Segretario Generale, con nota DIP 0053349 P-3.1.7 del 12/12/2017 ha comunicato di avere attivato con nota del 26 settembre 2017 codesto Dipartimento, che a sua volta ha interessato la Commissione RIPAM con nota del 6 novembre 2017, chiedendo l’avvio delle procedure concorsuali.
Si chiede pertanto di conoscere quale sia lo stato di avanzamento delle suddette procedure, rappresentando la necessità e urgenza di dare applicazione a quanto previsto dalla Legge.
Certi di un celere riscontro, si porgono distinti saluti.

Rsu PCM Fp CGIL
M. Leonardi
G. Vulpiani

p.la Fp Cgil
Gianni Massimiani

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