Occorre intervento straordinario per sterilizzare effetti conseguenze
L’avvio di un confronto che chiami in causa Governo, Comune di Napoli e Anci sul rischio dissesto che investe il capoluogo partenopeo, “per individuare tutte le soluzioni necessarie per salvaguardare le condizioni di lavoro del personale in servizio ed evitare misure di contenimento che possano ostacolare le assunzioni necessarie alla garanzia di servizi ai cittadini”. A chiederlo è la Fp Cgil Nazionale nel sottolineare “la preoccupazione che desta il provvedimento assunto dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti sul ricorso presentato dal Comune di Napoli”.
La categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori dei servizi pubblici sottolinea, inoltre, che “non sfugge a nessuno il rischio a cui vanno incontro la città ed i suoi cittadini, ma soprattutto i lavoratori che, oltre a rivestire tale ruolo, sono a loro volta cittadini e quindi saranno costretti a subire due volte le conseguenze negative di un eventuale dissesto; noi saremo al fianco della città e di chi la difende, con dignità e nell’interesse della collettività, ma non faremo sconti a chi ritiene di poter gestire in solitudine problemi che ormai investono gli interessi collettivi ed il bene comune”.
La Fp Cgil si aspetta che “chi rappresenta l’Amministrazione Comunale apra un immediato confronto con tutte le organizzazioni sindacali, ricordando che da sempre ci siamo dichiarati pronti ad offrire un contributo, sempre caparbiamente rifiutato, alla risoluzione dei problemi che ormai da troppo tempo affliggono cittadini e lavoratori”.
Ora, continua, “visto il peso che questa situazione di criticità avrà nell’equilibrio complessivo del comparto, riteniamo che, parallelamente al confronto locale, ci debba essere un necessario confronto con i diversi livelli di governo interessati. La condizione di emergenza richiede, a nostro avviso, un intervento straordinario che sterilizzi le conseguenze che potrebbero ricadere sul personale dipendente del comune di Napoli”. Per queste ragioni, conclude la Funzione Pubblica Cgil, richiede al Governo, al Comune e all’Anci, “l’avvio di un tavolo di confronto per individuare tutte le soluzioni necessarie”.
CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
CONSIGLIO C.P.A. DEL 28 FEBBRAIO 2018
Lo scorso 28 Febbraio si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Dopo l’approvazione del verbale n. 430 ed a seguito del mandato ricevuto dal Consiglio nel quale si è convenuto di approfondire le proposte di investimento oggetto della precedente riunione del 1° Febbraio scorso, il Presidente ci ha illustrato le due proposte giunte per l’investimento delle risorse finanziarie pari ad € 2.500.000,00. Dopo averci illustrato le proposte di Banca Intesa (scelta perché è l’Istituto finanziario dove è tenuto il conto corrente della CPA) e Banca Etica (per il profilo sociale della stessa) ha chiesto al consiglio di votare per il mandato a procedere con gli investimenti.
Considerato che su tali investimenti non c’è una totale garanzia sul capitale, come FP CGIL ci siamo astenuti e la proposta, malgrado la nostra astensione, è passata con 4 voti a favore.
Successivamente il consiglio, su richiesta di un consigliere, ha riaperto la votazione ma tenuto conto delle diverse posizioni espresse si è deciso di rinviare tutto a fine di aprile. Come FP CGIL abbiamo già ribadito che non cambieremo la nostra posizione nel prossimo consiglio, poiché si tratta di investire soldi dei lavoratori per i quali per noi è imprescindibile la garanzia totale sul capitale investito.
Fondi con un misto di azioni ed obbligazioni o su altro profilo di risparmio anche se conservativo non sono garanzie che riteniamo sufficienti.
Il Consiglio è proceduto con la visione e lettura del disciplinare per il bando di gara relativo alla assicurazione nonchè la valutazione dello stesso. All’interno del bando sono emerse alcune parti che necessitano di integrazione con il Codice degli Appalti che, successivamente, una volta modificato e corretto, consentirà di procedere alla pubblicazione del bando e, nel prossimo Consiglio, alla composizione della Commissione di Gara ed altri atti necessari. Su questo, come FP CGIL, abbiamo rinnovato la richiesta di aumentare la cifra da 30 a 40 milioni di euro.
Prima di procedere, è stato chiarito che l’una tantum spetta a coloro che hanno richiesto l’A.P.E. Social e a chi è stato licenziato. Per questi ultimi la segreteria della C.P.A. verificherà se possono o meno mantenere i benefici come per il personale andato in quiescenza.
Il Consiglio ha proseguito approvando 1) le liquidazioni una-tantum, 2) le anticipazioni indennità una-tantum anno 2016, 3) l’assistenza pratiche dal 1° gennaio al 30 giugno 2017 (rimborso pari al 40% al titolare e 30% al coniuge), 4) la cronicità per tutto l’anno 2017 (pratiche pervenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017), 5) sussidi funerari (pratiche pervenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017).
I lavori si sono conclusi con l’esame dei casi particolari ed 1 articolo 8.
Roma, 8 Marzo 2018
IL CONSIGLIERE CPA FP CGIL
Deborah Pompili
Al Capo DAP
Pres. S. Consolo
Al Direttore Generale
Del personale e dei servizi
Dott. P. Buffa
E,p.c.
Al Direttore dell’Ufficio per le relazioni Sindacali A.P.
Oggetto: Sollecito richiesta convocazione incontro con soggetti firmatari del CCNL Funzioni Centrali 2016/2018
Considerando che molti Provveditori e dirigenti penitenziari di codesta amministrazione nell’applicazione degli istituti previsti dal CCNL del Comparto Funzioni centrali 2016/2018 stanno procedendo secondo interpretazioni soggettive e a parere di questa O.S alquanto opinabili., si ribadisce la necessità e l’urgenza dell’incontro con codesti vertici dipartimentali, già richiesto con nota del 23 febbraio u.s., al fine di definire congiuntamente le modalità più efficaci per l’applicazione adeguata e coerente delle norme contrattuali.
Si resta in attesa di sollecito urgente riscontro .
Per la Funzione Pubblia CGIL
La coordinatrice nazionale
F/to Lina Lamonica
Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale, “riteniamo necessario che il comparto sicurezza e difesa completi il percorso di piena sindacalizzazione avviato con il decreto legislativo 195, partendo dalla cancellazione di alcuni divieti ancora esistenti in materia di iscrizione ai sindacati, per proseguire poi con la modifica del sistema di rilevazione della rappresentatività e l’istituzione delle Rsu. Per non parlare poi – conclude Prestini – della necessità di istituire la previdenza complementare anche per i lavoratori in divisa e rivedere il sistema che regola le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro”.
Ci giungono notizie da vari posti di lavoro di interpretazioni soggettive dell’art. 35 del CCNL.
Cercheremo ancora una volta di fare chiarezza.
Il CCNL è entrato in vigore il 13 febbraio 2018.
Quindi da quella data vanno applicati tutti gli istituti del Contratto.
Infatti anche il Segretariato generale ha emanato una nota a proposito:
Data Evento: 7 marzo 2018
Organo Emittente: SERVIZIO PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO
Con riguardo alle assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, di cui all’art. 35 del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, si comunica che è stata attivata una causale di assenza in SPRING: PMVI da utilizzarsi per i permessi fruiti a partire dal 13 febbraio 2018.
IL CCNL NON ABROGA LE NORME DI LEGGE
Testo unico sul Pubblico impiego
(Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165)
Art. 55 – septies – Controlli sulle assenze – comma 5 – ter
“Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”.
VISITE MEDICHE, TERAPIE E ESAMI DIAGNOSTICI
COSA PREVEDE IL NUOVO CCNL?
art. 35, comma 1 – CCNL 12.2.2018
1. Ai dipendenti sono riconosciuti specifici permessi per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, fruibili su base sia giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore annuali, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro.
2. I permessi di cui al comma 1, sono assimilati alle assenze per malattia ai fini del computo del periodo di comporto e sono sottoposti al medesimo regime economico delle stesse.
3. I permessi orari di cui al comma 1:
a) sono incompatibili con l’utilizzo nella medesima giornata delle altre tipologie di permessi fruibili ad ore, previsti dalla legge e dal presente CCNL, nonché con i riposi compensativi di maggiori prestazioni lavorative;
b) non sono assoggettati alla decurtazione del trattamento economico accessorio prevista per le assenze per malattia nei primi 10 giorni.
4. Ai fini del computo del periodo di comporto, sei ore di permesso fruite su base oraria corrispondono convenzionalmente ad una intera giornata lavorativa.
5. I permessi orari di cui al comma 1 possono essere fruiti anche cumulativamente per la durata dell’intera giornata lavorativa. In tale ipotesi, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.
6. Nel caso di permesso fruito su base giornaliera, il trattamento economico accessorio del lavoratore è sottoposto alla medesima decurtazione prevista dalla vigente legislazione per i primi dieci giorni di ogni periodo di assenza per malattia.
PER QUANTO CI RIGUARDA LA SITUAZIONE È CHIARA:
Il 17•18•19 aprile vota Fp Cgil
Scegli chi dà forza ai tuoi diritti!
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco
Pubblichiamo la nota unitaria della regione Emilia Romagna che evidenzia come sia complicato organizzare una esercitazione, simulazione o test del personale presso Comandi provinciali. Sguarnire il dispositivo di soccorso ordinario per questo tipo di attività, a nostro avviso, non ha senso.
La Fp Cgil è sempre stata favorevole alle attività di simulazioni, mantenimento e test del personale tuttavia reputiamo inaccettabile la modalità adottata dal Direttore Regionale dell’Emilia Romagna.
Poliziotti penitenziari in inverno con le divise estive, la denuncia della Fp Cgil su ‘Il Fatto Quotidiano’
Giudice lavoro condanna per condotta antisindacale, affermato valore difesa diritti
Roma, 9 marzo – Impedito un trasferimento coatto di sede, da Acerra a Gela, perché illegittimo. Accade alla Tekra Srl, azienda impegnata nel settore dei servizi ecologici e ambientali, e vede come protagonista un delegato della Fp Cgil che aveva subito a dicembre scorso un’ordine di servizio che gli imponeva, in ragione del suo impegno sindacale, un trasferimento immediato dalla sede di Acerra, provincia di Napoli, a quella di Gela, provincia di Caltanissetta. A darne notizia è la Fp Cgil Nazionale.
Il sindacato si era opposto facendo ricorso e il giudice del lavoro del Tribunale di Nocera ha dato ragione alla Fp Cgil accogliendo il ricorso ex articolo 28 riconoscendo l’anti sindacalità della condotta posta in essere dalla società Tekra Srl srl nei confronti del lavoratore. Di fatti l’azienda, spiega la Fp Cgil, “non poteva disporre il trasferimento senza prima aver espletato l’informativa preventiva e la consultazione col sindacato, da qui la scelta di impedire il trasferimento e la condanna nei confronti della Tekra al pagamento delle spese processuali”.
“Un risultato importante – osserva la Fp Cgil -, che premia il lavoro del nostro delegato e della categoria tutta a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Era ed è intollerabile pensare che nel rapporto coi lavoratori alcune aziende fondino il loro agire sulle minacce. Con questa sentenza e col nostro agire abbiamo dato fiducia alle lavoratrici e ai lavoratori, dimostrando il valore dell’azione nella difesa e nella tutela dei diritti”, conclude.
A Capo di Stato Maggiore Esercito
A Stato Maggiore Esercito
1° Reparto
e, p.c.
A Ufficio di Gabinetto del Ministro
Oggetto: 10° CERIMANT Napoli.
Si fa riferimento alla nota del 21 febbraio scorso (allegato 1) con la quale le nostre Segreterie territoriali ci informavano che:
1. Stato Maggiore Esercito con lettera datata 2 febbraio 2018, a firma del Sottocapo di SM Gen. C.A. Claudio Mora, indirizzata al Comando Logistico dell’Esercito, per ciò che concerne la sospensione dell’erogazione dei buoni pasto al personale civile del 10° CERIMANT evidenziava “l’estrema urgenza di individuare una soluzione alla problematica esplorando la fattibilità/opportunità di replicare quanto posto in essere dal CONFOP SUD” e relativamente alle relazioni sindacali chiedeva di “essere informato sullo stato delle stesse, indicando, oltre alla problematica in titolo se sussistano ulteriori aspetti di attrito tra le rappresentanze dei lavoratori e l’attuale Direzione”.
2. A seguito delle discendenti disposizioni del Comando Logistico Esercito e del Comando TRAMAT, il Direttore del 10 CERIMANT, in data 13 febbraio c.a., provvedeva ad inoltrare ai predetti Comandi una relazione, partecipata alla RSU, che al p.3 indica “…..…e, di conseguenza attribuire il buono pasto, quale strumento di razionalizzazione organizzativa, a tutto il personale civile, con il conseguente depotenziamento della contrapposizione con le OO.SS. così come auspicato con lettera in riferimento in c.” ed al p. 5 riporta “Con l’occasione si evidenzia che non sono a conoscenza di questa Direzione ulteriori motivi di attrito con la Rappresentanza sindacale unitaria”
Ciononostante, siamo nuovamente costretti ad intervenire sul tema, stimolati dai contenuti della nota (allegato 2) fatta pervenire dalle nostre strutture territoriali, le quali ci informano che ad oggi non è ancora stata presa nessuna decisione concreta da parte dei Comandi sovraordinati, e ciò sta determinando un clima di tensione e contrapposizione all’interno dell’ambito lavorativo non più ulteriormente tollerabile.
Premesso quanto sopra, nel rammentare a codesto Stato Maggiore che le scriventi OO.SS. nazionali dopo aver registrato un lungo periodo di protesta e mobilitazione sindacale in loco, e la dichiarazione di avvio dello stato di agitazione del personale dipendente ad opera delle segreterie territoriali, hanno deciso di interrompere le relazioni sindacali fino a quando non venisse adottata una soluzione capace di porre fine alla vicenda, come già per il Confop a suo tempo, si chiede di dar pronto seguito al provvedimento che lo stesso Direttore del 10° CERIMANT indica come il più idoneo per l’organizzazione dell’Ente, che farebbe cessare “l’unico motivo di attrito” nei confronti della Direzione.
In attesa di urgente riscontro, le scriventi OO.SS. si riservano di porre in essere tutte le iniziative ritenute idonee a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, ivi compreso il possibile ricorso a talune iniziative di protesta da tenere proprio sotto palazzo esercito a Roma.
Cordiali saluti
Roma, 8 marzo 2018
FP CGIL – F. QUINTI
CISL FP – C. VANGELISTI
UIL PA – S. COLOMBI
CONFSAL/UNSA – G. BRACONI
Roma, 8 marzo – Investito mentre transennava una strada per la presenza di alcune buche da un automobilista poi scappato via. È accaduto oggi ad Acilia, frazione di Roma, vittima un agente del gruppo Gruppo pronto intervento traffico della Polizia Locale. Trasportato in ospedale l’agente non è in gravi condizioni. “Questo episodio, tra i tanti che registriamo quotidianamente sulle strade delle nostra città, conferma la difficoltà e la delicatezza di questo lavoro, insieme all’impegno continuo per affermare condizioni di sicurezza”, afferma la Fp Cgil Nazionale.
Un servizio, quello svolto dalla Polizia Locale, spiega la Funzione Pubblica Cgil, “unico per i cittadini, eppur svolto troppo spesso in situazioni di estrema difficoltà e pericolosità. Per questo siamo vicini al lavoratore colpito e gli auguriamo di rimettersi al più presto, rivendicando allo stesso tempo per tutte e tutti il diritto di poter svolgere il loro dovere in condizioni di assoluta sicurezza”.
Proprio per questo, infatti, con la recente intesa sul rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, fa sapere la Funzione Pubblica Cgil, “abbiamo lavorato e ottenuto una sezione specifica per la Polizia Locale, proprio per valorizzare al meglio le peculiari attività svolte, cercando così di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori interessati. Misure che possono e devono ridare dignità alle lavoratrici e ai lavoratori, determinando così quelle condizioni necessarie di assoluta sicurezza nell’esercizio di questa delicata professione”, conclude la Fp Cgil.
PROGRAMMA FP CGIL MIUR RSU 2018
In questi anni abbiamo assistito ad un progressivo ed apparentemente inarrestabile declino del Ministero. I dati che periodicamente ci vengono consegnati indicano una continua emorragia del personale di ruolo che si è assommata alla politica dei tagli feroci al costo del lavoro che hanno ridotto di circa la metà l’organico effettivo rispetto alle previsioni teoriche. La condizione che ne sta derivando pone ineluttabilmente la questione sulla capacità di sopravvivenza dei servizi e le soluzioni adottate non sono state altro che piccoli interventi occupazionali e, a livello centrale, una massiccia politica di esternalizzazioni dei servizi, in particolare quelli connessi a cicli lavorativi qualificati come ad esempio la gestione dei fondi europei e del contenzioso.
L’immagine che ne deriva è quella di un Ministero ripiegato su sé stesso e incapace di ripensare una progettazione organizzativa che individui corrette politiche di efficientamento dei servizi, a partire dalla programmazione finalizzata alla copertura progressiva delle carenze esistenti negli organici.
In tale contesto andrebbe ripensata l’attuale organizzazione territoriale, afflitta da una burocratizzazione delle strutture che via via ha mortificato i settori operativi. La centralizzazione operata in capo alle Direzioni Regionali, al punto di farle divenire un “ministero nel ministero” ha prodotto sottrazione di risorse importanti al front office e la battaglia condotta in questi anni ha avuto un carattere prevalentemente difensivo, come ad esempio la salvaguardia delle funzioni dirigenziali per gli Ambiti Territoriali
UN MINISTERO DA CAMBIARE
IN PERIFERIA:
Occorre mettere al centro una politica di rilancio delle attività, a partire dai servizi di prossimità. La riqualificazione dei servizi front office è uno dei nodi centrali: la progressiva marginalizzazione del sistema incentrato sui Provveditorati, in parte giustificata dall’obsolescenza organizzativa di quel modello, ha prodotto soluzioni parziali e penalizzanti. Ancora oggi i servizi diretti all’utenza soffrono di una condizione di indeterminatezza organizzativa che li pone perennemente a rischio di chiusura o di riduzione di competenze. Bisogna invece definire un progetto organizzativo che valorizzi il ruolo essenziale che questi Uffici hanno nella programmazione e la gestione di tutte quelle attività connesse all’avvio della scuola pubblica, ridimensionare il peso burocratico delle Direzioni Regionali eliminando duplicazioni funzionali e sovrapposizioni burocratiche. La legge sulla Buona Scuola nulla ha prodotto in termini di investimenti organizzativi per il funzionamento dei servizi amministrativi: è necessario invece dirottare risorse per la loro salvaguardia e finalizzarle ad una ritrovata efficacia, sia nella definizione chiara delle competenze in rapporto all’Autonomia scolastica che in riferimento ai fabbisogni professionali e strumentali che ne derivano. In questo contesto va rivista anche la gestione logistica, attualmente in mano alle ex Province che scaricano l’abbattimento delle risorse a disposizione sui costi che ne derivano, chiudendo sedi, come a Roma, o non provvedendo più ai cicli manutentivi.
AL CENTRO:
È necessario un profondo ripensamento delle politiche di esternalizzazione delle attività core dell’Amministrazione: ad esempio il Dipartimento della Formazione superiore e ricerca utilizza personale esterno fino a due volte il numero di quello interno. Una situazione inammissibile dal punto di vista della gestione dei costi indotti, che sono di gran lunga superiori a quelli prodotti dal personale di ruolo e una messa in discussione del carattere istituzionale, neutrale e pubblico del Ministero. La ridefinizione dei fabbisogni professionali deve riguardare anche gli organici dei Dipartimenti centrali, anch’essi ormai afflitti da carenze endemiche e non risolvibili con i mezzi ordinari.
OCCUPAZIONE, OCCUPAZIONE E OCCUPAZIONE
Grazie ai nostri sforzi ed alle sollecitazioni continue siamo riusciti a far riaprire i processi occupazionali: le 133 assunzioni avvenute negli ultimi mesi ed il programmato concorso per inserire 253 nuovi funzionari nell’organico sono un risultato che va valutato positivamente solo se accompagnato da una programmazione adeguata e finalizzata nel medio periodo alla copertura totale del turn over, altrimenti restano una goccia nel mare di carenze che nei prossimi due anni saranno ancora più incrementate dalle uscite per pensionamenti, in considerazione dell’età media elevata degli attuali lavoratori. Solo in questo modo si può dare una prospettiva diversa alla soluzione dei tantissimi problemi che un periodo infinito di tagli e di blocchi assunzionali ha prodotto. Occorre uno sforzo straordinario e un surplus di risorse mirato all’occupazione: il Ministero ha bisogno come l’aria di nuovi lavoratori, giovani e formati, per affrontare in tranquillità un cambio generazionale che diventa ineludibile. Il blocco del turn over ha prodotto inoltre una mancata trasmissione dei saperi e delle competenze: il vuoto che si va determinando rischia di diventare esiziale per la sopravvivenza stessa dei servizi. Quindi un programma che consenta di avviare un reclutamento in tutte le aree funzionali pari ad almeno 1500 assunzioni entro il 2020. In tale contesto si deve verificare anche la possibilità di anticipare il limite triennale per la trasformazione full time dei rapporti di lavoro instaurati con part time. Sappiamo che stiamo parlando di numeri elevati ma si tratta di un numero di molto inferiore alla carenze attuali ed in previsione delle prossime uscite per cessazioni.
CONTRATTAZIONE, DIRITTI E SALARIO
IL nuovo CCNL consegna alle rappresentanze sindacali ed alle RSU innovativi strumenti di confronto con l’Amministrazione e, soprattutto, la capacità di confronto e contrattazione sull’organizzazione dei servizi. Una grande opportunità che dobbiamo essere in grado di cogliere dando qualità alla nostra rappresentanza sui luoghi di lavoro e risorse alla contrattazione decentrata. Dobbiamo avviare la nuova stagione contrattuale definendo il nuovo Contratto Integrativo che sarà lo strumento fondamentale per gli anni a venire.
Quali obiettivi:
un incremento sostanziale delle risorse utili a finanziare la contrattazione di produttività e il surplus lavorativo nei periodi di massimo impegno dei lavoratori. Abbiamo recuperato 850mila euro sul FUA, grazie ad una costante pressione sulla controparte. Non sono sufficienti: il FUA è stato decurtato nel corso degli anni dalle manovre economiche che ne hanno tagliato l’ammontare teorico decurtandolo di tutte le somme spese per le progressioni economiche degli anni passati e impedendo il riversamento delle somme variabili legate ai risparmi di gestione. Bisogna invece che il meccanismo di rifinanziamento dei Fondi sia riportato a regime, con riversamenti annuali ed incrementi certi e periodici. Occorre uno sforzo straordinario per remunerare le attività del personale nei periodi di superlavoro, appare inaccettabile una retribuzione media pari al 25% dello straordinario maturato dai lavoratori. Vanno garantiti i diritti contrattuali dei lavoratori ed il rispetto dei regimi orari e del diritto alle ferie, prevedendo strumenti ad hoc di verifica e controllo da attribuire alla contrattazione di luogo di lavoro;
va garantito il diritto ad avere una periodizzazione annuale delle progressioni economiche dei lavoratori. Ogni anno, sulla base delle risorse disponibili, vanno previsti processi di avanzamento economico dei lavoratori che consentano di garantire opportunità di crescita professionale e miglioramento dei trattamenti economici;
vanno riaperte le opportunità dei passaggi di area del personale, in particolare utilizzando la norma prevista nel Testo Unico che offre questa opportunità nel triennio 2018/2020. L’applicazione di questa norma dovrà prevedere i passaggi dall’area prima all’area seconda e dall’area seconda all’area terza;
va rivista l’attuale impostazione nella destinazione dei fondi per la contrattazione integrativa. A partire dalle percentuali attribuite alla produttività individuale, che dovranno essere il 30% delle risorse destinate a tale scopo. Va inoltre previsto il ripristino delle posizioni organizzative per le funzioni di particolare rilevanza e che comportano assunzione di responsabilità verso l’esterno,
va rivisto profondamente il sistema di valutazione della produttività individuale, che deve recepire le novità introdotte dal legislatore con il D. Lgs. 74/2017. In particolare va prevista la predeterminazione degli obiettivi in modo coerente con il fabbisogno professionale presente di fatto negli Uffici, la correlazione tra la performance organizzativa e quella individuale, la condivisione ai fini valutativi degli obiettivi assegnati al dirigenti con quelli dell’unità organizzativa di riferimento, la possibilità di verifiche intermedie rispetto al raggiungimento degli obiettivi, la possibilità di contraddittorio in sede gerarchicamente superiore per le valutazioni considerate non congrue e la definizione di criteri valutativi il più possibile oggettivi e non legate alla mera discrezionalità del valutatore. Vanno mantenute e rafforzate le prerogative sindacali di controllo sull’andamento del sistema di valutazione a tutti i livelli di contrattazione decentrata;
Vanno previsti strumenti di verifica e controllo a tutti i livelli di contrattazione sui processi di esternalizzazione produttiva che si intende avviare o che sono già in essere. In particolare deve essere messa in trasparenza la valutazione del rapporto costi benefici e deve essere inserita la possibilità di verifica del ricorso a prestazioni esterne rispetto alla effettiva carenza di professionalità interne che possano svolgere le attività oggetto di esternalizzazione;
Occorre integrare le risorse per la formazione del personale sulla base della previsione dell’art. 53, comma 14, del nuovo CCNL, ovvero l’accantonamento di risorse pari all’1% del monte salari del personale del MIUR. La formazione deve essere finalizzata in modo continuo e permanente all’accrescimento ed all’aggiornamento delle competenze professionali dei lavoratori ed alla loro valorizzazione, orientando i programmi formativi in modo coerente ai programmi dell’Amministrazione ed al miglioramento dell’efficacia dei suoi servizi. Vanno previste prerogative di controllo sull’attuazione dei programmi formativi, in relazione alla qualità dell’offerta formativa e alla garanzia di pari opportunità nell’accesso, a tutti i livelli di contrattazione decentrata e nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’Innovazione previsto all’art.6 del nuovo CCNL;
Occorre un protocollo specifico che regoli la mobilità volontaria dei lavoratori, tramite una procedura periodica, almeno annuale, che renda trasparente il processo e garantisca pari opportunità a tutti i lavoratori;
Va garantita l’applicazione in maniera certa ed esigibile tutte le innovazioni contrattuali in materia di congedi e permessi retribuiti, di fruizione del part time, di cessione solidale delle ferie, di tutela delle malattie gravi e delle lavoratrici che hanno subito molestie sessuali nell’ambiente di lavoro;
Occorre dare piena funzionalità al CUG e determinare l’intreccio dei lavori con l’Organismo per l’Innovazione sulle materie che riguardano i processi di innovazione organizzativa correlati al benessere organizzativo;
La qualità dell’ambiente di lavoro è indice di qualità dei servizi. Per tale motivo vanno implementate le possibilità di verifica da parte dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza rispetto ai cicli manutentivi, alla qualità delle collocazioni logistiche degli Uffici, alla messa a norma degli impianti ed alla garanzia di sicurezza per i lavoratori ed i cittadini;
Va garantita equità nella ripartizione degli incarichi di Revisore dei conti e la rotazione periodica degli stessi, garantendo pari opportunità di accesso al personale interessato, estendendo tale opportunità anche al personale della II Area funzionale. A tale scopo va prevista una sessione annuale di verifica delle modalità di conferimento degli incarichi;
Va regolamentato il sistema di relazioni sindacali ai vari livelli, garantendo la piena applicabilità degli istituti contrattuali connessi e valutati interventi per garantire la piena agibilità sindacale delle Rappresentanze RSU e Sindacali.
IL 17, 18 E 19 APRILE VOTA FP CGIL
PER I DIRITTI DI TUTTI E NON PER I PRIVILEGI DI POCHI