Roma, 8 marzo – Investito mentre transennava una strada per la presenza di alcune buche da un automobilista poi scappato via. È accaduto oggi ad Acilia, frazione di Roma, vittima un agente del gruppo Gruppo pronto intervento traffico della Polizia Locale. Trasportato in ospedale l’agente non è in gravi condizioni. “Questo episodio, tra i tanti che registriamo quotidianamente sulle strade delle nostra città, conferma la difficoltà e la delicatezza di questo lavoro, insieme all’impegno continuo per affermare condizioni di sicurezza”, afferma la Fp Cgil Nazionale.
Un servizio, quello svolto dalla Polizia Locale, spiega la Funzione Pubblica Cgil, “unico per i cittadini, eppur svolto troppo spesso in situazioni di estrema difficoltà e pericolosità. Per questo siamo vicini al lavoratore colpito e gli auguriamo di rimettersi al più presto, rivendicando allo stesso tempo per tutte e tutti il diritto di poter svolgere il loro dovere in condizioni di assoluta sicurezza”.
Proprio per questo, infatti, con la recente intesa sul rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, fa sapere la Funzione Pubblica Cgil, “abbiamo lavorato e ottenuto una sezione specifica per la Polizia Locale, proprio per valorizzare al meglio le peculiari attività svolte, cercando così di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori interessati. Misure che possono e devono ridare dignità alle lavoratrici e ai lavoratori, determinando così quelle condizioni necessarie di assoluta sicurezza nell’esercizio di questa delicata professione”, conclude la Fp Cgil.
PROGRAMMA FP CGIL MIUR RSU 2018
In questi anni abbiamo assistito ad un progressivo ed apparentemente inarrestabile declino del Ministero. I dati che periodicamente ci vengono consegnati indicano una continua emorragia del personale di ruolo che si è assommata alla politica dei tagli feroci al costo del lavoro che hanno ridotto di circa la metà l’organico effettivo rispetto alle previsioni teoriche. La condizione che ne sta derivando pone ineluttabilmente la questione sulla capacità di sopravvivenza dei servizi e le soluzioni adottate non sono state altro che piccoli interventi occupazionali e, a livello centrale, una massiccia politica di esternalizzazioni dei servizi, in particolare quelli connessi a cicli lavorativi qualificati come ad esempio la gestione dei fondi europei e del contenzioso.
L’immagine che ne deriva è quella di un Ministero ripiegato su sé stesso e incapace di ripensare una progettazione organizzativa che individui corrette politiche di efficientamento dei servizi, a partire dalla programmazione finalizzata alla copertura progressiva delle carenze esistenti negli organici.
In tale contesto andrebbe ripensata l’attuale organizzazione territoriale, afflitta da una burocratizzazione delle strutture che via via ha mortificato i settori operativi. La centralizzazione operata in capo alle Direzioni Regionali, al punto di farle divenire un “ministero nel ministero” ha prodotto sottrazione di risorse importanti al front office e la battaglia condotta in questi anni ha avuto un carattere prevalentemente difensivo, come ad esempio la salvaguardia delle funzioni dirigenziali per gli Ambiti Territoriali
UN MINISTERO DA CAMBIARE
IN PERIFERIA:
Occorre mettere al centro una politica di rilancio delle attività, a partire dai servizi di prossimità. La riqualificazione dei servizi front office è uno dei nodi centrali: la progressiva marginalizzazione del sistema incentrato sui Provveditorati, in parte giustificata dall’obsolescenza organizzativa di quel modello, ha prodotto soluzioni parziali e penalizzanti. Ancora oggi i servizi diretti all’utenza soffrono di una condizione di indeterminatezza organizzativa che li pone perennemente a rischio di chiusura o di riduzione di competenze. Bisogna invece definire un progetto organizzativo che valorizzi il ruolo essenziale che questi Uffici hanno nella programmazione e la gestione di tutte quelle attività connesse all’avvio della scuola pubblica, ridimensionare il peso burocratico delle Direzioni Regionali eliminando duplicazioni funzionali e sovrapposizioni burocratiche. La legge sulla Buona Scuola nulla ha prodotto in termini di investimenti organizzativi per il funzionamento dei servizi amministrativi: è necessario invece dirottare risorse per la loro salvaguardia e finalizzarle ad una ritrovata efficacia, sia nella definizione chiara delle competenze in rapporto all’Autonomia scolastica che in riferimento ai fabbisogni professionali e strumentali che ne derivano. In questo contesto va rivista anche la gestione logistica, attualmente in mano alle ex Province che scaricano l’abbattimento delle risorse a disposizione sui costi che ne derivano, chiudendo sedi, come a Roma, o non provvedendo più ai cicli manutentivi.
AL CENTRO:
È necessario un profondo ripensamento delle politiche di esternalizzazione delle attività core dell’Amministrazione: ad esempio il Dipartimento della Formazione superiore e ricerca utilizza personale esterno fino a due volte il numero di quello interno. Una situazione inammissibile dal punto di vista della gestione dei costi indotti, che sono di gran lunga superiori a quelli prodotti dal personale di ruolo e una messa in discussione del carattere istituzionale, neutrale e pubblico del Ministero. La ridefinizione dei fabbisogni professionali deve riguardare anche gli organici dei Dipartimenti centrali, anch’essi ormai afflitti da carenze endemiche e non risolvibili con i mezzi ordinari.
OCCUPAZIONE, OCCUPAZIONE E OCCUPAZIONE
Grazie ai nostri sforzi ed alle sollecitazioni continue siamo riusciti a far riaprire i processi occupazionali: le 133 assunzioni avvenute negli ultimi mesi ed il programmato concorso per inserire 253 nuovi funzionari nell’organico sono un risultato che va valutato positivamente solo se accompagnato da una programmazione adeguata e finalizzata nel medio periodo alla copertura totale del turn over, altrimenti restano una goccia nel mare di carenze che nei prossimi due anni saranno ancora più incrementate dalle uscite per pensionamenti, in considerazione dell’età media elevata degli attuali lavoratori. Solo in questo modo si può dare una prospettiva diversa alla soluzione dei tantissimi problemi che un periodo infinito di tagli e di blocchi assunzionali ha prodotto. Occorre uno sforzo straordinario e un surplus di risorse mirato all’occupazione: il Ministero ha bisogno come l’aria di nuovi lavoratori, giovani e formati, per affrontare in tranquillità un cambio generazionale che diventa ineludibile. Il blocco del turn over ha prodotto inoltre una mancata trasmissione dei saperi e delle competenze: il vuoto che si va determinando rischia di diventare esiziale per la sopravvivenza stessa dei servizi. Quindi un programma che consenta di avviare un reclutamento in tutte le aree funzionali pari ad almeno 1500 assunzioni entro il 2020. In tale contesto si deve verificare anche la possibilità di anticipare il limite triennale per la trasformazione full time dei rapporti di lavoro instaurati con part time. Sappiamo che stiamo parlando di numeri elevati ma si tratta di un numero di molto inferiore alla carenze attuali ed in previsione delle prossime uscite per cessazioni.
CONTRATTAZIONE, DIRITTI E SALARIO
IL nuovo CCNL consegna alle rappresentanze sindacali ed alle RSU innovativi strumenti di confronto con l’Amministrazione e, soprattutto, la capacità di confronto e contrattazione sull’organizzazione dei servizi. Una grande opportunità che dobbiamo essere in grado di cogliere dando qualità alla nostra rappresentanza sui luoghi di lavoro e risorse alla contrattazione decentrata. Dobbiamo avviare la nuova stagione contrattuale definendo il nuovo Contratto Integrativo che sarà lo strumento fondamentale per gli anni a venire.
Quali obiettivi:
un incremento sostanziale delle risorse utili a finanziare la contrattazione di produttività e il surplus lavorativo nei periodi di massimo impegno dei lavoratori. Abbiamo recuperato 850mila euro sul FUA, grazie ad una costante pressione sulla controparte. Non sono sufficienti: il FUA è stato decurtato nel corso degli anni dalle manovre economiche che ne hanno tagliato l’ammontare teorico decurtandolo di tutte le somme spese per le progressioni economiche degli anni passati e impedendo il riversamento delle somme variabili legate ai risparmi di gestione. Bisogna invece che il meccanismo di rifinanziamento dei Fondi sia riportato a regime, con riversamenti annuali ed incrementi certi e periodici. Occorre uno sforzo straordinario per remunerare le attività del personale nei periodi di superlavoro, appare inaccettabile una retribuzione media pari al 25% dello straordinario maturato dai lavoratori. Vanno garantiti i diritti contrattuali dei lavoratori ed il rispetto dei regimi orari e del diritto alle ferie, prevedendo strumenti ad hoc di verifica e controllo da attribuire alla contrattazione di luogo di lavoro;
va garantito il diritto ad avere una periodizzazione annuale delle progressioni economiche dei lavoratori. Ogni anno, sulla base delle risorse disponibili, vanno previsti processi di avanzamento economico dei lavoratori che consentano di garantire opportunità di crescita professionale e miglioramento dei trattamenti economici;
vanno riaperte le opportunità dei passaggi di area del personale, in particolare utilizzando la norma prevista nel Testo Unico che offre questa opportunità nel triennio 2018/2020. L’applicazione di questa norma dovrà prevedere i passaggi dall’area prima all’area seconda e dall’area seconda all’area terza;
va rivista l’attuale impostazione nella destinazione dei fondi per la contrattazione integrativa. A partire dalle percentuali attribuite alla produttività individuale, che dovranno essere il 30% delle risorse destinate a tale scopo. Va inoltre previsto il ripristino delle posizioni organizzative per le funzioni di particolare rilevanza e che comportano assunzione di responsabilità verso l’esterno,
va rivisto profondamente il sistema di valutazione della produttività individuale, che deve recepire le novità introdotte dal legislatore con il D. Lgs. 74/2017. In particolare va prevista la predeterminazione degli obiettivi in modo coerente con il fabbisogno professionale presente di fatto negli Uffici, la correlazione tra la performance organizzativa e quella individuale, la condivisione ai fini valutativi degli obiettivi assegnati al dirigenti con quelli dell’unità organizzativa di riferimento, la possibilità di verifiche intermedie rispetto al raggiungimento degli obiettivi, la possibilità di contraddittorio in sede gerarchicamente superiore per le valutazioni considerate non congrue e la definizione di criteri valutativi il più possibile oggettivi e non legate alla mera discrezionalità del valutatore. Vanno mantenute e rafforzate le prerogative sindacali di controllo sull’andamento del sistema di valutazione a tutti i livelli di contrattazione decentrata;
Vanno previsti strumenti di verifica e controllo a tutti i livelli di contrattazione sui processi di esternalizzazione produttiva che si intende avviare o che sono già in essere. In particolare deve essere messa in trasparenza la valutazione del rapporto costi benefici e deve essere inserita la possibilità di verifica del ricorso a prestazioni esterne rispetto alla effettiva carenza di professionalità interne che possano svolgere le attività oggetto di esternalizzazione;
Occorre integrare le risorse per la formazione del personale sulla base della previsione dell’art. 53, comma 14, del nuovo CCNL, ovvero l’accantonamento di risorse pari all’1% del monte salari del personale del MIUR. La formazione deve essere finalizzata in modo continuo e permanente all’accrescimento ed all’aggiornamento delle competenze professionali dei lavoratori ed alla loro valorizzazione, orientando i programmi formativi in modo coerente ai programmi dell’Amministrazione ed al miglioramento dell’efficacia dei suoi servizi. Vanno previste prerogative di controllo sull’attuazione dei programmi formativi, in relazione alla qualità dell’offerta formativa e alla garanzia di pari opportunità nell’accesso, a tutti i livelli di contrattazione decentrata e nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’Innovazione previsto all’art.6 del nuovo CCNL;
Occorre un protocollo specifico che regoli la mobilità volontaria dei lavoratori, tramite una procedura periodica, almeno annuale, che renda trasparente il processo e garantisca pari opportunità a tutti i lavoratori;
Va garantita l’applicazione in maniera certa ed esigibile tutte le innovazioni contrattuali in materia di congedi e permessi retribuiti, di fruizione del part time, di cessione solidale delle ferie, di tutela delle malattie gravi e delle lavoratrici che hanno subito molestie sessuali nell’ambiente di lavoro;
Occorre dare piena funzionalità al CUG e determinare l’intreccio dei lavori con l’Organismo per l’Innovazione sulle materie che riguardano i processi di innovazione organizzativa correlati al benessere organizzativo;
La qualità dell’ambiente di lavoro è indice di qualità dei servizi. Per tale motivo vanno implementate le possibilità di verifica da parte dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza rispetto ai cicli manutentivi, alla qualità delle collocazioni logistiche degli Uffici, alla messa a norma degli impianti ed alla garanzia di sicurezza per i lavoratori ed i cittadini;
Va garantita equità nella ripartizione degli incarichi di Revisore dei conti e la rotazione periodica degli stessi, garantendo pari opportunità di accesso al personale interessato, estendendo tale opportunità anche al personale della II Area funzionale. A tale scopo va prevista una sessione annuale di verifica delle modalità di conferimento degli incarichi;
Va regolamentato il sistema di relazioni sindacali ai vari livelli, garantendo la piena applicabilità degli istituti contrattuali connessi e valutati interventi per garantire la piena agibilità sindacale delle Rappresentanze RSU e Sindacali.
IL 17, 18 E 19 APRILE VOTA FP CGIL
PER I DIRITTI DI TUTTI E NON PER I PRIVILEGI DI POCHI
Al Direttore
dell’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli
dott. G. Kessler
Al Direttore Centrale del Personale
dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
dott.ssa M. Cantilena
OGGETTO: Richiesta convocazione urgente applicazione CCNL 2016/2018
La Scrivente Organizzazione Sindacale Funzione Pubblica CGIL, con la presente richiede la
convocazione urgente di un incontro, tra codesta Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali per il periodo 2016/2018, finalizzato a definire congiuntamente le modalità più efficaci per dare coerente applicazione alle innovazioni contrattuali.
Certi del suo favorevole e celere accoglimento inviamo distinti saluti.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL
Agenzia delle Dogane e Monopoli
Florindo Iervolino
Pubblichiamo per meglio specificare le motivazioni che portarono all’istituzione dell’orario differenziato al Distaccamento in oggetto.
Convocazione confronto sulle meterie relative all’addendum dell’accordo del 26 gennaio 2018
Roma 7 marzo 2018
TAVOLO NAZIONALE DEL 6 MARZO: GLI ESITI
ieri si è tenuta una riunione fiume di contrattazione nazionale, che ha toccato vari temi, alcuni di particolare importanza.
Li elenchiamo:
Problematiche relative ai passaggi di area
L’Amministrazione ci ha comunicato di avere inviato una missiva a MEF e Funzione Pubblica, così come si era impegnata a fare, rivendicando l’estensione anche al MIBACT della famosa norma MEF che autorizza gli scorrimenti interni a quel Ministero. Precisando che al momento non hanno ricevuto alcuna risposta. Contemporaneamente ci hanno preannunciato l’invio di una proposta operativa legata all’applicazione della norma contenuta nel D. Lgs. 75/2017, ovvero il percorso più volte descritto di un processo su base triennale, verso cui riservare una quota del 20% del budget ordinario per le assunzioni, con l’esclusione dalla partecipazione del personale non laureato. Noi abbiamo risposto che naturalmente valuteremo la proposta che ci verrà consegnata ma che ci pare dovuto, anche per il rispetto verso l’Amministrazione e verso i lavoratori , una risposta di MEF e Funzione Pubblica al quesito posto dal MIBACT. Non è possibile infatti accettare questi comportamenti da parte di chi ha sempre da ridire su qualunque atto produca l’Amministrazione e poi razzoli malamente nel proprio cortile infischiandosene delle regole che invece pretende vengano applicate agli altri. Un fatto dovuto, all’esito del quale faremo le nostre approfondite valutazioni rispetto agli scenari possibili che si apriranno di conseguenza.
Programma assunzioni dall’esterno.
Su questo punto ci è stato comunicato che, oltre all’inserimento nei ruoli dei funzionari architetti, convocati in questi giorni al ministero per sottoscrivere il contratto individuale, stanno procedendo per l’ultima graduatoria, quella dei restauratori per la quale prevedono la pubblicazione entro il mese. Per quanto riguarda la seconda fase, relativa agli ulteriori scorrimenti di 300 idonei, ci è stata indicata come data per il loro assorbimento la metà di aprile. I numeri sono quelli previsti dal bando originario, con il raddoppio dei numeri originariamente messi a bando per ciascun profilo. Rimane la questione degli ulteriori 170 concorrenti che hanno avuto l’idoneità al concorso. Sul punto noi abbiamo chiesto di conoscere l’orientamento dell’Amministrazione, anche a seguito di richieste pervenute dai soggetti interessati. L’orientamento è quello di considerare la graduatoria fino al raggiungimento delle 1000 assunzioni e poi chiuderla. Noi, fermo restando che non abbiamo condiviso alcune posizioni espresse da un Comitato formato ad hoc, nel senso che non è un problema di concorrenzialità con altre figure ed altri processi in atto, ancorché discutibili come la norma “Pompei”, riteniamo invece che sia una operazione di buon senso mantenere in piedi la graduatoria e procedere, nell’ambito della programmazione assunzionale ordinaria, al graduale assorbimento anche di questi concorrenti. Sia perché avremo un esodo massiccio (2500 lavoratori) entro il 2020, che per il fatto che predisporre un provvedimento che proroghi la graduatoria dandole una vigenza triennale non è una cosa insormontabile e il conseguente assorbimento da questa graduatoria eviterebbe la necessità di fare un altro bando di concorso. Naturalmente la questione deve essere mantenuta viva nelle nostre richieste e proposta ad una interlocuzione politica che, al momento e per effetto del terremoto elettorale, non c’è. Ma noi certamente riproporremo la questione al nuovo Ministro, e, se questo ritarda, al Parlamento.
Sempre su questo punto abbiamo chiesto di conoscere gli intendimenti dell’amministrazione rispetto alla programmazione delle assunzioni su base triennale e di avere cognizione effettiva delle disponibilità di budget presenti e acquisibili sulla base della percentuale sul turn over definite dalla legge, compresi i programmi per le assunzioni dei nuovi dirigenti. Infine abbiamo ricordato all’Amministrazione l’impegno assunto di applicazione delle tutele sociali ai lavoratori neo assunti, punto sul quale abbiamo notato un irrigidimento ingiustificato che ci viene confortato dalle segnalazioni degli interessati, ovvero ad esempio la richiesta di parere ai dirigenti dei singoli Uffici quando la normativa vigente prevede invece l’applicazione del diritto tout court. E ci pare peraltro un azzardo quanto ci è stato detto, ovvero che la valutazione su questi casi viene rinviata agli Uffici periferici. Non è così, l’Amministrazione, nelle sue strutture direttive è tenuta ad assumere un orientamento e a far applicare correttamente le norme: non ci pare che possa sottrarsi quando si parla dei diritti dei lavoratori.
Mobilità volontaria
La Commissione sta procedendo alla definizione del secondo giro di mobilità volontaria previsto dall’accordo. Quindi a breve avremo l’integrazione della graduatoria originaria a seguito delle rinunce che si sono verificate nella prima fase e questo interesserà circa un centinaio di lavoratori. Ricordiamo al riguardo che dopo l’emanazione del nuovo DM sugli organici avremo un’altra fase di mobilità volontaria e il tavolo sta valutando un ulteriore intervento sul personale distaccato a vario titolo finalizzato alla sua stabilizzazione nella sede di distacco, fermo restando la volontarietà del lavoratore.
Conto terzi
il DG Bilancio ci ha illustrato le modalità di applicazione della norma in legge di stabilità che prevede una diversa procedura contabile, ovvero il versamento preventivo da parte del concessionario dell’importo stabilito per l’evento oggetto di conto terzi in conto entrate dello Stato e la sua successiva riassegnazione tramite un Decreto del Ministro dell’Economia, al bilancio MIBACT.
Questa procedura presenta dei vantaggi e, come sempre, anche degli svantaggi per i lavoratori.
I vantaggi derivano dalla certezza di avere la retribuzione in quanto il versamento del dovuto è preventivo e condizione sine qua non per poter fare l’evento. E dalla assimilazione dei compensi al salario accessorio, e quindi alle norme contributive che rendono in termini di pensionabilità di questi compensi. Lo svantaggio riguarda essenzialmente i tempi di retribuzione che non saranno più immediati, ma sottoposti all’iter sopra descritto che normalmente comporta un periodo di 4/5 mesi per avere la concreta assegnazione delle risorse e procedere quindi al pagamento tramite i decreti di riparto da riversare sulla linea del cedolino unico.
Quello che è importante sottolineare è che la procedura è obbligatoria e gli Uffici devono immediatamente uniformarsi alla stessa se i dirigenti non vogliono incorrere in sanzioni. Non esiste pertanto un periodo di transizione, perché la norma è chiara nella sua esplicazione e nella sua decorrenza.
Decreto del DG Musei per l’interpello per la copertura delle sedi museali rimaste vacanti nella prima fase.
Alla riunione è intervenuto il DG Musei che ci ha illustrato la nuova circolare, in uscita oggi, che prevede i criteri per l’assegnazione delle direzioni dei musei rimaste vacanti. Da parte nostra non abbiamo avuto particolari rilievi da fare, ci pare una Circolare chiara e una definizione in generale congrua dei criteri. Vedremo adesso come sarà applicata sul territorio. In allegato la versione definitiva della circolare.
Firmati accordi definitivi sulle turnazioni 2018 e sulle posizioni organizzative.
Sempre ieri abbiamo definitivamente sottoscritto gli accordi relativi e pertanto si può procedere ai pagamenti tramite la predisposizione dei decreti di riparto.
Infine abbiamo chiesto di avere una valutazione preliminare sulle risorse disponibili sul FUA al fine di procedere al nuovo accordo per le progressioni economiche 2018, sollecitato l’emanazione di una circolare sul riconoscimento dei lavori insalubri, rappresentando le inammissibili difformità applicative che stiamo registrando negli Uffici periferici e denunciato ancora una volta i livelli inaccettabili di conduzione delle relazioni sindacali in alcuni Musei autonomi, citando come esempi la Reggia di Caserta, la Galleria Borghese, con la sua Direttrice rinviata a giudizio per assenteismo, e il Museo di Capodimonte. Che sono le situazioni, peraltro non le uniche, che hanno veramente raggiunto il limite della sopportabilità per il comportamento dei dirigenti.
Su tutto quanto sopra vi terremo dovutamente aggiornati
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Al Capo di Stato Maggiore Marina
Amm.di Sq. Walter Girardelli
e,p.c.
Al Gabinetto del Ministro
R o m a
OGGETTO: Richiesta di urgente incontro.
Egregio Ammiraglio,
in ragione di talune rilevanti criticità rimaste tuttora irrisolte che stanno creando notevoli
problematiche alle lavoratrici ed ai lavoratori civili rappresentati soprattutto in alcune sedi
periferiche di codesta Forza armata, le scriventi organizzazioni sindacali nazionali Le chiedono
un urgente incontro.
In attesa di ricevere la convocazione chiesta, l’occasione è propizia per porgere cordiali saluti.
Roma, 7 marzo 2018
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA
F.to F. QUINTI F.to C.VANGELISTI F.to S. COLOMBI F.to G. BRACONI
Roma, 7 marzo 2018
Al Direttore generale
degli Archivi Notarili
Renato Romano
La Scrivente Organizzazione Sindacale Funzione Pubblica CGIL, con la presente richiede la convocazione urgente di un incontro, tra codesta Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali per il periodo 2016/2018, finalizzato a definire congiuntamente le modalità più efficaci per dare coerente applicazione alle innovazioni contrattuali.
Certi del suo favorevole e celere accoglimento inviamo distinti saluti.
la coordinatrice nazionale FPCGIL
Dog ed Archivi Notarili
Amina D’Orazio
Roma, 7 marzo 2018
Al Segretario Generale della Giustizia
Amministrativa
Pres. Mario Luigi Torsello
La Scrivente Organizzazione Sindacale Funzione Pubblica CGIL, con la presente richiede la convocazione urgente di un incontro, tra codesta Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali per il periodo 2016/2018, finalizzato a definire congiuntamente le modalità più efficaci per dare coerente applicazione alle innovazioni contrattuali.
Certi del suo favorevole e celere accoglimento si inviano distinti saluti.
Per Funzioni Centrali FPCGIL
Nicoletta Grieco
Pubblichiamo
Il Protocollo nr: 4676 – del 06/03/2018 – STAFFCADIP – Uffici di staff del Capo Dipartimento VVF Schemi di regolamento, recanti le modalità di svolgimento dei concorsi per l’accesso alle qualifiche di capo squadra e capo reparto nel ruolo dei capi squadra e dei capi reparto del CNVVF, ai sensi degli artt. 12 e 16 del DLgs 217/2005 e successive modifiche e integrazioni
Pubblichiamo la circolare del Ministero dell’Interno del 6/03/2018 – Circuito di Tiro VV.F 2018
Fasce orarie di reperibilità in caso di infortunio sul lavoro, facciamo chiarezza. Il nuovo regolamento sulle visite fiscali (Decreto 206/2017) ha previsto l’obbligo per il lavoratore assente a causa d’infortunio di rispettare le fasce di reperibilità previste in caso di assenze dal lavoro per malattia, mentre la precedente normativa lo escludeva (Decreto 2016/2009). Una norma ingiusta che penalizza chi è già stato vittima di incidente sul lavoro.
Come Fp Cgil, assieme al Patronato Inca, abbiamo rilevato che l’infortunio è riconosciuto dall’Inail e solo a questo ente sono in capo gli accertamenti medico-legali dell’infortunio, né l’Inps era titolato ad effettuare gli accertamenti domiciliari senza con ciò violare l’art. 12 della legge 67/1988 in tema di competenze esclusive dell’Inail. Di tutto questo ci siamo fatti interpreti presso il Dipartimento della Funzione Pubblica il quale, con nota del 20 febbraio 2018, ci ha dato ragione.
Nella nota, infatti, si precisa che sono in capo all’INAIL gli accertamenti e il riconoscimento degli infortuni sul lavoro, con la conseguenza che i lavoratori non sono più tenuti a rispettare le fasce orarie di reperibilità al proprio domicilio in caso di assenza dal lavoro a seguito di infortunio.