Si è tenuta in data odierna presso il Gabinetto del Ministro la prevista riunione sulle procedure di mobilità all’interno dell’Amministrazione Difesa presieduta dal Vice Capo di Gabinetto Dott.ssa A. FAVA con la presenza dei delegati di SMD, SEGREDIFESA e PERSOCIV.
In apertura di riunione le Parti hanno concordato di adottare quanto previsto dal CCNL 2016 – 2018 all’art. 5.
Abbiamo, inoltre, manifestato la necessità di definire celermente la materia al fine di consentire una rapida emanazione del relativo Bando di mobilità.
Roma, 15 febbraio 2018

FP CGIL                     CISL FP                     UIL PA                CONFSAL UNSA
F.to F. Quinti      F.to C. Vangelisti      F.to S. Colombi       F.to GF. Braconi

Min.Difesa unitario mobilità fpcgil cisl uil unsa

 

In allegato il protocollo d’intesa firmato questa mattina tra Amministrazione e OO.SS.

Roma 15 Febbraio 2018

Corso per il conseguimento della patente di guida VF di III° categoria.


Il 12 febbraio abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa che dà l’avvio alla sperimentazione del lavoro
agile, il cosiddetto smartworking per chi ama importare termini anglofoni.Una sperimentazione che si dovrà concludere entro l’estate per poi passare alla fase applicativa vera e propria che interesserà tutti gli Uffici del Ministero.Il lavoro agile, è bene ricordarlo, non è una agevolazione ma molto più semplicemente una diversa possibilità di articolare la propria prestazione lavorativa fuori dall’ambiente del lavoro e non con le rigidità tipiche del telelavoro. Quindi è una opportunità che può interessare tutti i lavoratori, ad eccezione di quei servizi, che dovranno essere previsti in uno specifico regolamento che determinerà anche le modalità con le quali si assicura la prestazione lavorativa, la cui natura è tale da rendere imprescindibile la presenza fisica del lavoratore nella sede di lavoro.Pertanto siamo appena all’inizio di un cammino che dovrà essere perfezionato in corso d’opera, sulla base di valutazioni più approfondite che produrremo in occasione del confronto sul regolamento e che certamente terranno conto delle indicazioni che al riguardo proverranno dal CUG di Ministero, che ha un ruolo molto importante in questo processo.In allegato il Protocollo di Intesa.Platea elettorale delle RSU e accorpamenti.non abbiamo ricevuto risposta dall’Amministrazione circa il quesito che abbiamo posto rispetto alla identificazione dell’elettorato attivo con riferimento al personale della scuola presente a vario titolo negli Uffici amministrativi del Ministero. Questo per evitare interpretazioni di comodo e comunque non omogenee. La risposta ci è stato garantito che sarebbe arrivata, e anche questo rende bene le attuali difficoltà nelle relazioni sindacali con la controparte. Per cui noi oggi vi inviamo in allegato la nota Circolare relativa alle elezioni del 2015, in quanto ultimo atto chiarificatore della materia prodotto dall’Amministrazione ed in considerazione che, per quel che riguarda la materia specifica, nulla è mutato rispetto alle modalità regolamentate nelle RSU del 2015.Ci viene segnalata inoltre qualche difficoltà di interpretazione dell’accordo sulla mappatura RSU, in relazione agli accorpamenti operati. Rispetto a questo confermiamo che la prima sede indicata nell’Accordo è la sede che accorpa gli altri Uffici e non viceversa, aggiungendo che non è nella facoltà dei dirigenti periferici operare modifiche sull’accordo stesso e che si devono strettamente attenere ai compiti e le funzioni di supporto previsto nell’Accordo generale.
Ovviamente vi invitiamo a segnalarci opportunamente tutte le situazioni in cui si possano determinare problemi come quelli sopra evidenziati.

Claudio Meloni
Fp Cgil nazionale

Grave situazione automezzi di soccorso in dotazione al Distaccamento di Barletta.


Al Segretario Generale della Corte dei conti
Consigliere Dott. Franco Massi

In riferimento al primo ed unico incontro tra l’Amministrazione e le OO.SS., in cui Lei ed il Vice Segretario Generale avete dato disponibilità all’ascolto delle proposte, come FPCGIL riteniamo che la firma del nuovo CCNL offra strumenti di confronto innovativi che potranno aiutarci nella condivisione degli obiettivi relativi al personale ed al servizio.

Primo tra tutti quello di prevedere ulteriori assunzioni presso la Corte dei conti; vi sono, nelle more della eventuale organizzazione di un concorso dedicato, graduatorie valide in altre Amministrazioni per profili flessibili facilmente adattabili alle esigenze della Corte dei conti, a partire dalla graduatoria per assistenti giudiziari del Ministero della Giustizia. L’età media avanzata e la necessità di effettuare il ricambio generazionale impongono infatti una tempestiva risposta.

Ovviamente, per procedere in questo senso, va fatta una riflessione comune sugli organici anche alla luce della nuova normativa che stabilisce la dichiarazione di fabbisogno triennale per le Amministrazioni.

Inoltre, con la firma definitiva del CCNL, è opportuno procedere alla formazione dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione in modo da permettere progetti finalizzati alla ricerca di soluzioni lavorative che rispettino il benessere vita-lavoro come il lavoro agile, da noi più volte sollecitato.

Altra questione che ci sta particolarmente a cuore sono le Progressioni Economiche la cui realizzazione sarà oggetto di discussione nella Commissione Paritetica prevista nell’accordo del Fua 2017, ma i cui membri ancora non sono stati designati, nonostante l’accordo sia stato certificato dagli organi competenti.

Va avviata, inoltre, in vista della formazione della Commissione paritetica per il Nuovo Ordinamento professionale all’Aran, che concluderà i lavori entro maggio, una discussione su un nuovo Contratto Integrativo per la parte normativa e nuovi profili professionali. I profili della Corte dei conti vanno aggiornati alle esigenze di modernizzazione ed alle nuove professionalità sopraggiunte.

Altra discussione, sempre alla luce delle innovazioni del nuovo CCNL, è quella sull’orario di lavoro; le nuove norme stabiliscono la possibilità per la contrattazione di posto di lavoro di negoziare fasce di flessibilità oraria, pertanto, riteniamo che debba essere oggetto di un tavolo negoziale la revisione dell’accordo sull’orario di lavoro, anche alla luce che il previsto periodo di sperimentazione si è ampiamente concluso.

Trattandosi di molteplici questioni riteniamo che possano essere avviati tavoli tecnici paralleli in modo da affrontare simultaneamente i temi sensibili.

Per quanto concerne la FPCGIL diamo da subito la nostra disponibilità ad aprire una discussione costruttiva.

Roma, 14 febbraio 2018

La Coordinatrice Nazionale FPCGIL
della Corte dei conti
Di Folco Susanna

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On. Ministro Marianna Madia
On. Ministro Marco Minniti
On. Ministro Andrea Orlando

Oggetto: Contratto di Lavoro Comparto Sicurezza e Difesa
Richiesta di emanazione urgente del D.P.R. e convocazione ai tavoli contrattuali

Le scriventi OO.SS. sollecitano la chiusura urgente dell’iter del D.P.R. relativo al recepimento dell’accordo sul rinnovo contrattuale 2016-18 nonché la rapida apertura del tavolo di confronto inerente la definizione della coda contrattuale e di quello riguardante i correttivi al riordino dei ruoli.

Nel rimarcare la necessità tesa a discutere detti temi con una certa urgenza, si resta in attesa di un cenno di un rapido riscontro alla presente.  Roma, 14 Febbraio 2018

Salvatore Chiaramonte
Segretario Nazionale Fp Cgil
Daniele Tissone
Segretario Generale Silp Cgil

Verbale Assemblea Dipartimento Protezione Civile – Bozza provvisoria.

Accordo Fondo Dirigenza 2017 – Firmato.

Alla Direzione Generale del Personale Civile
dr.ssa Anita Corrado
e,p.c. Al Capo del 1° Reparto personale Stato Maggiore Marina
Amm. Giacinto Ottaviani
Al Gabinetto del Ministro della Difesa

Oggetto: Organigramma Arsenali M.M. – Attribuzione funzione Capo Reparto Supporto Tecnico Arsenale di Taranto a personale civile A.D..

Egregia,
il Protocollo d’intesa sottoscritto dalla scrivente O.S. con la Ministra Roberta Pinotti il 2 maggio 2016 sulle funzioni del personale civile della difesa, e la conseguente direttiva attuativa trasmessa di recente agli organi programmatori e all’A.D., dovrebbero indurre codesta direzione generale a riconsiderare le ragioni che almeno negli ultimi 10 anni hanno costantemente ispirato l’assunzione di taluni provvedimenti amministrativi sul tema in oggetto, per lo più orientati – in mancanza di dirigenti civili – all’attribuzione di quell’incarico ai dirigenti militari collocati in posizione extra tabellare. Peraltro, gioverà sapere che tale questione è stata ampiamente discussa sia in sede di riorganizzazione degli Arsenali con lo S.M.M., sia con il competente COMLOG, i quali hanno perfettamente compreso e, anzi, condiviso e decretato l’affidamento dell’incarico a “Capo Reparto Supporto Tecnico” negli Arsenali al dirigente civile che per caratteristiche tecniche, organizzative e continuità di servizio più e meglio può rispondere alle esigenze funzionali proprie dell’incarico affidato. Poiché abbiamo appreso che in questi giorni sarebbe nuovamente in atto la sostituzione dell’attuale ufficiale militare incaricato di adempiere alla funzione su menzionata con altro, e pur sapendo che l’interpello diramato da codesta direzione generale tra i dirigenti civili della difesa eventualmente interessati non ha prodotto alcun risultato tangibile allo scopo prefissato, ci si continua a domandare perché invece di ricorrere all’attribuzione di quella funzione ad altro ufficiale militare non si verifichi prima la possibilità di nominare nell’ambito del medesimo Arsenale un Funzionario Tecnico in possesso dei requisiti necessari, cosi come previsto dal comma 6 dell’art.19 D.Lgs. 165/2001, considerato anche che sarebbe possibile reperirlo. Sappiamo in fine, che esiste per tutta l’A.D. una percentuale massima di incarichi eventualmente conferibili in ambito nazionale secondo il comma 6 su menzionato, e a tal proposito la scrivente O.S. si rende da subito disponibile, qualora fosse ritenuto necessario da codesta direzione generale, considerata l’assoluta valenza strategica attribuita alla posizione in oggetto, di scambiare l’attuale posizione di Capo Reparto Amministrativo dell’Arsenale di Taranto, assegnata da più di 6 anni con il comma 6 in parola, con quella del Capo Reparto Supporto Tecnico dell’Arsenale di Taranto, al fine di operare una corretta turnazione e alternanza degli incarichi conferiti ai funzionari e vedere finalmente attribuito quell’incarico a un funzionario civile dell’area tecnica in possesso dei requisiti necessari.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Ministero Difesa
Francesco Quinti

Al MIBACT

Sig. Capo di Gabinetto
dr.ssa Tiziana Coccoluto

SEDE

Oggetto: DM rimodulazione ambiti territoriali Poli Museali, Musei autonomi e Soprintendenze in corso di registrazione presso la Corte dei Conti.

Sig. Capo di Gabinetto,
siamo venuti a conoscenza della predisposizione di questo importante atto da parte della Direzione politica e anche del suo contenuto, considerato che lo stesso testo è a conoscenza ormai di tutto il Ministero. Non possiamo non rilevare la singolarità di una prassi, ormai affermata in questo Ministero, che vede la diffusione per via informale di notizie ed atti che invece dovrebbero essere oggetto di informazione ufficiale, in particolare alle OO.SS., secondo quanto previsto dalla vigente normativa.
Ci risulta altresì che nelle premesse del DM in oggetto viene esplicitamente citata la frase: “sentite le OO.SS. in data 9 gennaio 2017″, con riferimento ad una informativa avvenuta lo scorso anno ed avente per oggetto un provvedimento di analoga finalità ma che non ha mai avuto la conclusione del suo iter. Di conseguenza dobbiamo affermare che sui contenuti di questo DM, peraltro diversi dal provvedimento mai approvato dello scorso anno, noi non abbiamo mai avuto alcuna informazione preventiva, né, tantomeno, siamo stati mai sentiti. Pertanto l’inserimento della frase appare come una inutile furbizia e come una evidente illegittimità. Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di apertura e disponibilità fatte da lei in occasione dell’incontro di saluto alle OO.SS. in occasione del suo insediamento. Ci aspettiamo però atti conseguenti e certamente quanto avvenuto in questa occasione purtroppo non lo è.
Siamo così costretti a chiedere un chiarimento formale su quanto avvenuto, nonché un ripristino di corrette e rispettose relazioni tra le parti.
Distinti saluti

FP CGIL Nazionale MIBACT
Claudio Meloni

Da Conto annuale sistema al collasso, serve piano assunzioni giovani

Roma, 13 febbraio – Sempre di meno, sempre più anziani e con sempre più carichi di lavoro. Questo il quadro del ‘lavoro pubblico’ che emerge dai dati del Conto annuale dello Stato, analizzati in dettaglio dalla Fp Cgil Nazionale in un report che mette in luce i segmenti rappresentati dalla categoria, ovvero Funzioni centrali, Funzioni locali e Sanità pubblica. Un quadro che dimostra, secondo la categoria della Cgil, come “il perimetro di intervento dei servizi pubblici arretra e il sistema è al collasso”: serve “un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni” perché “per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3-6 anni 550.000 lavoratrici e lavoratori”.

Dal dato macro di partenza, che tiene dentro anche il mondo della Scuola e le forze di polizia, si contano complessivamente 3.247.764 lavoratrici e lavoratori al 2016, ultimo anno disponibile secondo il Conto annuale, in flessione nel corso di 10 anni del -7,2%, ovvero 246.187 in meno rispetto al 2007 quando si contavano 3.429.266 ‘pubblici’. Entrando nel dettaglio dei segmenti rappresentati dalla Fp Cgil, nei tre grandi comparti presi in considerazione il personale congedato e non sostituito nello stesso periodo di tempo (2007-2017) è pari a 157.828 unità (-10,55%), di cui in particolare: 54.830 nelle Funzioni centrali (Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici), 69.464 nelle Funzioni locali e 33.534 nella Sanità. Il report della Fp Cgil prende poi in considerazione l’ultimo rinnovo dei contratti nazionali pubblici, ovvero il 2009: comparando i dati si registra così una caduta occupazionale di 43.808 nelle Funzioni centrali, di 73.894 nelle Funzioni locali, di 45.053 unità in Sanità e oltre 3.000 unità nella sola Polizia penitenziaria.

FOCUS OCCUPAZIONE – Nel settore sanitario, e nello specifico delle professioni sanitarie, l’andamento occupazionale tra gli anni 2009 e 2016 ha registrato una perdita di 8.272 medici, 12.031 infermieri, 1.812 operatori di assistenza (operatore socio sanitario, operatore tecnico addetto e ausiliari) e 20.100 lavoratori tra tecnici, riabilitativi, della prevenzione e amministrativi. Nel settore delle Autonomie Locali, il report della Funzione Pubblica Cgil prende in considerazione l’oscillazione negativa, nello stesso lasso di tempo, registrata dalle unità di Polizia Locale che sono diminuite di 4.252 unità, sottolineando che questo dato “stride con la richiesta di una maggiore sicurezza urbana”. Inoltre, nel solo ultimo anno di rilevazione (2015-2016) sul totale del personale, stabile e non, le unità di lavoro in meno nelle pubbliche amministrazioni ammontano a circa 5.000 lavoratori in Sanità pubblica e oltre 14.000 unità in meno nelle Funzioni locali.

In ordine poi alla stabilità occupazionale nel 2016 i lavoratori a tempo determinato, nonostante l’avvio delle stabilizzazioni, in Sanità sono ancora 33.310 e 26.536 nelle Funzioni locali. Aumentano nell’ultimo anno i contratti in somministrazione che passano in Sanità dai 6.137 del 2015 ai 7.400 del 2016 e nelle Funzioni locali dai 2.768 ai 3.009. In crescita anche gli incarichi professionali per i quali (nelle sole Funzioni locali e Sanità) la spesa passa dai 363 milioni di euro del 2007 ai 397 milioni del 2016. Nelle amministrazioni locali i contratti di studio e consulenza nel 2016 ammontano a 39.243 mentre nel 2007 erano 21.712.

FOCUS LAVORO – Lo studio della Fp Cgil analizza poi in una sezione specifica carichi di lavoro e lavoro in reperibilità. Da sottolineare il passaggio sulle differenze di genere. Guardando al 2016, nelle Funzioni centrali i lavoratori part-time sono 16.442 di cui 13.464 sono donne, nelle Funzioni locali le donne in part-time arrivano a 35.534 unità e in sanità, a fronte di 2.799 uomini, le donne part-time sono ben 48.848. Lo stesso trend si registra nel lavoro flessibile, inteso come l’insieme di tempo determinato, somministrazione, LSU e Formazione lavoro, dove le donne sono la maggioranza arrivando a più di 28.000 su un totale di 41.358 in Sanità e quasi 24.000 su 40.488 nelle Funzioni locali.

FOCUS ETÀ – L’età media del personale è in aumento e nei prossimi anni si prevede un’accelerazione delle uscite. In tutti i comparti si supera l’età media dei 50 anni: in Sanità l’età media è di 50,6 anni, nelle Funzioni locali 52,6 anni e nei Ministeri 54,5 anni. Lungo questo trend di crescita dell’invecchiamento le proiezioni mostrano che in tutta la pubblica amministrazione nel 2020 circa 262.000 lavoratori si troveranno nella classe 65-67 e 621.000 nella fascia 60-64.

Dall’analisi dei dati a fine 2016 i lavoratori con più di 60 anni di età erano 124.737 nelle Funzioni centrali, 230.057 in Sanità e 199.692 nelle Funzioni locali. “Possiamo ragionevolmente prevedere che circa il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori dei tre comparti presi in esame nei prossimi 3-6 anni potrebbe raggiungere i requisiti per la pensione”, si osserva nello studio della categoria della Cgil, aggiungendo che: “Per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3-6 anni 550.000 lavoratrici e lavoratori”.

CONSIDERAZIONI – Dalla Fp Cgil una valutazione finale: “La lettura dei dati del Conto annuale e le rilevazioni statistiche sui servizi pubblici confermano quindi quanto denunciamo da anni. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici arretra e il sistema è al collasso, se non si procede con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili: ci saranno meno servizi per i cittadini e più privatizzazioni con il rischio di aumento delle disuguaglianze”. Il superamento del precariato, il varo di un piano di assunzioni, il cambio della normativa sulle pensioni e il rinnovo di tutti i contratti con le dovute strumentazioni: questi i passaggi necessari perché, conclude la Fp Cgil, “solo così si potrà invertire il trend negativo, che dura ormai da troppi anni, e dare nuova linfa al lavoro pubblico per servizi efficienti e di qualità”.

In allegato il report Fp Cgil su dati del Conto annuale dello Stato

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