03.11.2017 – Lo abbiamo annunciato nella relazione del 26 ottobre. I Capo Reparti sono destinati ad estinguersi lo dimostra la tabella stilata dal Coordinamento Regionale Toscana. La proposta del passaggio a ruolo aperto a Capo Reparto, sostenuta da talune organizzazioni conniventi al progetto di riordino proposto il 26 dall’Amministrazione, è la solita manovra a costo zero per l’Amministrazione, non porterà benefici al personale e, dimostrazione alla mano, è di mera facciata.

I 12 anni trascorsi, evidentemente, non sono bastati a procurare malcontento e danni alla categoria. La possibile modifica concessa grazie alla Delega Madia, sarà utile ai soliti noti per migliore la propria carriera.

La Fp Cgil VVF ribadisce il suo NO al progetto e invitale lavoratrici e i lavoratori a sostenere la CGIL


03.11.2017 – Pubblichiamo la nuova rubrica della Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco dal titolo, UniciNellaTutela. Parte oggi con il N° 0 un nuovo servizio di informazione per il personale del Corpo Nazionale.

Ipotesi di Accordo FUA 2017 e sviluppi economici sottoscritta tra le parti ad Agenzia Industrie Difesa.

Lettera_OO.SS

ipotesi_di_accordo

Nota ministeriale GDAP-0350084 del 3.11.2017 relativa a quanto in oggetto indicato.

 

 

Interpello per accesso al Gruppo Operativo Mobile. Personale Corpo P.P. ruoli non direttivi

… FACCIAMO UN PO’ COME CI PARE … 

Da tempo serpeggia una strana tendenza, in particolar modo nelle sedi territoriali degli Ispettorati. E cioè l’interpretazione individuale di ogni nota, circolare, accordo nazionale, ecc., cosicché essa si concretizza in atteggiamenti, nei confronti del personale, rigidi in alcune sedi o flessibili in altre, creando malcontento e confusione.

Già nell’ambito del tavolo contrattuale sull’orario di lavoro abbiamo fatto notare all’Amministrazione come il problema fondamentale emerso sia proprio la disomogenea applicazione sul territorio dell’accordo nazionale.

Allo stesso modo, non possiamo non notare i comportamenti fantasiosi di alcuni dirigenti che, in alcune ITL accorpate, non considerano missione – o addirittura tempo di lavoro – il tempo di viaggio fra le due sedi, oppure di altri dirigenti che, nonostante i loro nient’affatto brillanti precedenti in altre sedi, continuano a creare un clima di paura e divisione tra lavoratori, comportandosi come satrapi cui tutto è permesso.

Da parte nostra, riteniamo che se davvero l’INL vuole uscire dalle secche in cui si è arenato dovrà affrontare al più presto – oltre ai noti problemi finanziari – anche simili situazioni interne, intervenendo in modo chiaro e preciso per garantire omogeneità di comportamento sul territorio e correttezza nei comportamenti.

Roma, 3 novembre 2017

FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Antonella La Rosa
UIL PA
Angelo Vignocchi

ATTO DI INDIRIZZO DELLA DIRIGENZA DEL RUOLO SANITARIO: FINE DI UNA TELENOVELA

Roma, 2 Novembre 2017

Si è svolto in Aran il primo incontro del tavolo tematico su classificazione e ordinamento nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL.

Nell’ambito della riunione sono stati consegnati alle OO.SS. due documenti, che alleghiamo, i quali – nelle intenzioni di Aran e Comitato di Settore – costituiscono la traduzione dei contenuti dell’atto d’indirizzo sull’argomento.
Come vedrete i documenti (uno di sintesi e uno più discorsivo) si concentrano soprattutto su quelle che, a parere delle controparti, dovrebbero essere le due principali innovazioni da introdurre con questa tornata contrattuale nell’ambito dell’attuale sistema: aree prestazionali e incarichi.
All’illustrazione dei documenti da parte delle controparti ha fatto seguito un giro di tavolo nel quale, al di là di alcune prima considerazioni a caldo e alla ripetizione di alcuni concetti di carattere generale già espressi nell’incontro di avvio della trattativa, ha prevalso – nonostante quel che leggiamo in queste ore – la necessità di svolgere un’analisi e un approfondimento sui contenuti della documentazione consegnata.
Per parte nostra, oltre a segnalare alcune perplessità già maturate a seguito della lettura dell’atto di indirizzo (ad esempio in relazione all’assenza, nel disegno delle aree, di un’area dedicata alla ricerca e – al contrario – alla presenza di un’area tecnico-ambientale che pare poco congrua), abbiamo acquisito la documentazione riservandoci di produrre considerazioni e proposte nel prosieguo del confronto anche a seguito di una discussione unitaria.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

 

Roma, 2 Novembre 2017

Si è svolto in Aran il primo incontro del tavolo tematico su classificazione e ordinamento nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL.

Nell’ambito della riunione sono stati consegnati alle OO.SS. due documenti, che alleghiamo, i quali – nelle intenzioni di Aran e Comitato di Settore – costituiscono la traduzione dei contenuti dell’atto d’indirizzo sull’argomento.
Come vedrete i documenti (uno di sintesi e uno più discorsivo) si concentrano soprattutto su quelle che, a parere delle controparti, dovrebbero essere le due principali innovazioni da introdurre con questa tornata contrattuale nell’ambito dell’attuale sistema: aree prestazionali e incarichi.
All’illustrazione dei documenti da parte delle controparti ha fatto seguito un giro di tavolo nel quale, al di là di alcune prima considerazioni a caldo e alla ripetizione di alcuni concetti di carattere generale già espressi nell’incontro di avvio della trattativa, ha prevalso – nonostante quel che leggiamo in queste ore – la necessità di svolgere un’analisi e un approfondimento sui contenuti della documentazione consegnata.
Per parte nostra, oltre a segnalare alcune perplessità già maturate a seguito della lettura dell’atto di indirizzo (ad esempio in relazione all’assenza, nel disegno delle aree, di un’area dedicata alla ricerca e – al contrario – alla presenza di un’area tecnico-ambientale che pare poco congrua), abbiamo acquisito la documentazione riservandoci di produrre considerazioni e proposte nel prosieguo del confronto anche a seguito di una discussione unitaria.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

Il 31 ottobre scorso è proseguito il confronto con Agespi per il rinnovo del CCNL. Abbiamo concordato gli aggiornamenti degli articoli relativi alla costituzione del rapporto di lavoro, ed abbiamo avanzato le nostre richieste, così come concordate, relativamente al tempo determinato, alla somministrazione a tempo determinato ed al part time. In particolare, per quanto riguarda il part time, abbiamo convenuto di stabilire un tetto massimo per il ricorso al lavoro supplementare nella misura del 15% dell’orario concordato, ed una maggiorazione del 36%. Abbiamo avanzato le nostre richieste, come da piattaforma, rispetto alla tutela della popolazione lavorativa anziana, ma su questo tema abbiamo riscontrato molte resistenze da parte della controparte, così come sulla nostra richiesta relativa alla normazione dei tempi di vestizione, rispetto alla quale è emersa una specifica contrarietà. Ci siamo aggiornati all’incontro già previsto per il 10 novembre prossimo. Vi terremo informati.

Denise Amerini
Resp. Naz.le SSAEP

02.11.2017 – Relazione incontro del 26 ottobre – La Fp Cgil VVF dice NO

Premessa

La Fp Cgil VVF è sempre stata contraria alla pubblicizzazione del rapporto di lavoro. Ha sempre sostenuto che i D.Lgs., il 217/05 e il 139/06, andavano completamente riscritti. Per questo ha chiesto e ottenuto, dopo 12 anni di arretramento del Corpo, la modifica dei testi grazie alla c.d. Delega Madia.
La prima proposta di modifica che ci fu presentata l’8 Febbraio 2017 dall’Amministrazione, come tutti ricorderanno, oltre ad essere peggiorativa rispetto all’attuale ordinamento professionale conteneva al suo interno anche  il subdolo tentativo di collocare un prefetto a Capo del Corpo.
La grande mobilitazione messa in campo dalla FP Cgil VVF, sostenuta dalla Confederazione Cgil e dalla Segretaria Generale Susanna Camusso, convinse il Ministro Minniti ad azzerare quanto proposto dall’Amministrazione e, successivamente, il 5 aprile 2017, a far sottoscrivere un protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali impegnando le parti a valorizzare le diverse professionalità del Corpo e ad esaminare l’intero impianto ordinamentale previo compatibilità sistemica ed economica.
A seguito di quell’accordo, fino al 26 ottobre u.s., ci sono stati alcuni incontri tra organizzazioni sindacali e Amministrazione che hanno riguardato la parte finanziaria (87 milioni di euro) e la parte ordinamentale (16 milioni di euro). Il risultato, come vedremo, non è stato quello che le lavoratrici e i lavoratori auspicavano.

Resoconto della riunione del 26 ottobre

Il 26 ottobre u.s, presso il Dipartimento si è tenuto l’atteso incontro riguardante il riordino dei compiti, delle funzioni e dell’ordinamento del Corpo Nazionale VVF in attuazione della delega Madia Legge 13 agosto 2015, n. 124, alla presenza del Sottosegretario, del Capo Dipartimento, del Capo del Corpo e dei Direttori Centrali.
La proposta presentata, un riassunto privo di contenuti e di difficile valutazione, non coglie, a nostro avviso, quella opportunità concessa al Corpo dalla delega Madia di migliorare le tante storture contenute nell’attuale decreto legislativo 217/05.
Il testo composto da 10 punti, privo di corrispettivi economici di spesa e numeri di riferimento, non ci ha permesso di apprezzare lo sforzo profuso in questi otto lunghi mesi di discussione e mediazione frutto del protocollo d’intesa sottoscritto il 5 aprile.
Il silenzio dell’Amministrazione sulle modifiche da noi proposte sul D.Lgs. 139/06, risalta la volontà di mantenere il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco subalterno al potere burocratico dei Prefetti e al potere politico.
Nei pochi minuti concessi per gli interventi, abbiamo con convinzione ribadito la nostra posizione, senza voler entrare nello specifico se non su alcuni punti a nostro giudizio importanti: il vertice del Dipartimento e del Corpo Nazionale deve essere unificato ad appannaggio della Dirigenza Generale del Corpo Nazionale VVF. proveniente dalla carriera tecnico operativa, ossia, l’attuale Capo del Corpo. Questo in linea con quanto avviene nelle altre forze dello Stato, prese purtroppo a riferimento da talune organizzazioni sindacali, e dalle quali, purtroppo, ne importiamo soltanto le parti più negative. Il Governo può ancora prefiggersi questo obiettivo, il risparmio legato all’unificazione del vertice potrebbe essere reinvestito nel Corpo migliorandone l’organizzazione.
Per quanto riguarda il testo di modifica del D.Lgs. 217 presentato dall’Amministrazione, abbiamo espresso il giudizio di assoluta contrarietà. Oltre ad essere privo di una qualsivoglia proposta strategica non coglie, a nostro avviso, la finalità concessa dalla Delega. Non migliora l’impianto organizzativo del Corpo rispetto alle necessità di decentramento, non ripaga il merito dei lavoratori, non da alcuna certezza ai bisogni ed alle aspettative del personale sia operativo che amministrativo, semmai lo penalizza,  favorisce nuovi e falsi ruoli apicali, sminuendo quelli esistenti per rispondere ad esigenze “personalistiche” di carriere. Una vergogna.
Queste le motivazioni che hanno spinto la Fp Cgil VVF ad esprimere la totale contrarietà al testo. La creazione di ruoli come quello dei “Direttivi Aggiunti”, utili soltanto a confondere i lavoratori e a giustificarne i vantaggi concessi, ad-hoc, per una parte di personale.
Creare un ruolo “cuscinetto” nel contratto direttivi e dirigenti – così lo ha denominato l’Amministrazione nel corso della presentazione – aperto oltre che ai laureti con la quinquennale anche ai diplomati e ai laureti con la triennale (i titoli richiesti dalla norma per accedervi sono la laurea quinquennale e l’abilitazione professionale) viola ogni tipo di regolamentazione contrattuale e ordinamentale, al contempo svilisce coloro i quali, dopo anni dedicati allo studio e alla specializzazione, attualmente ricoprono l’incarico di Direttori Vice Dirigenti.
La nostra proposta in merito è quella di riconoscere al personale interessato l’anzianità maturata e l’esperienza acquisita nel Corpo collocandolo in una posizione apicale nel contratto dei non direttivi e non dirigenti, istituendo il ruolo dei “Direttori Aggiunti”, e attribuendo loro un livello retributivo e funzioni equivalenti agli attuali DVD.
Al personale in possesso dei requisiti previsti dalla norma 217/05, si dovrà dare la possibilità di partecipare ai concorsi speciali che, ricordiamo, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno eliminare dalla proposta presentata. Questa modifica, è certo, non avrebbe concesso a qualcuno di transitare nel contratto dei direttivi e dirigenti ma non è possibile farsi un decreto su misura.
Abbiamo dichiarato la nostra contrarietà sul passaggio a ruolo aperto a Capo Reparto, un’operazione di facciata, che bloccherà i passaggi di qualifica a Capo Squadra e di contro determinerà il demansionamento degli attuali CR che, alla lunga, saranno costretti a svolgere le mansioni previste per i CS. Da simulazioni effettuate, inoltre, risulterà quasi impossibile maturare l’anzianità necessaria (12 anni) per aspirare a diventare Capo Reparto a ruolo aperto. Appare quindi evidente come l’operazione, per l’ennesima volta, avverrà senza investimenti per il personale e a costo zero per l’Amministrazione. Oltre al danno, anche la beffa.

Conclusioni     

La Fp Cgil VVF non intende nascondere le “marachelle” dell’Amministrazione sostenuta da qualche organizzazione sindacale connivente. Questa così come predisposta è l’ennesima riforma inutile se non addirittura controproducente. Non ci faremo paladini del fare in fretta e chiudere, penalizzando l’85% del personale del Corpo. Non saremo disposti a subire il ricatto del blocco delle risorse da parte del Governo; chi intende farlo lo faccia, la Fp Cgil VVF non sarà complice.
Siamo altresì consapevoli che il personale sente la necessità di vedersi riconosciuti incrementi economici, tuttavia, per il ruolo che svolgiamo, la proposta di riordino delle carriere presentata il 26 Ottobre rimane irricevibile.
Non valorizzare le figure professionali, non riconoscere il merito e rimanere ancorati al vecchio criterio dell’anzianità è una scelta che peggiora le aspettative di crescita auspicate dal personale tutto, sia operativo sia amministrativo tecnico e tecnico informatico.
Abbiamo subito la riforma del 2005, sostenuta dalle solite consociative rappresentanze sindacali,  pagandone le conseguenze per 12 anni;  evidentemente non sono bastati.
E’ indispensabile intervenire e cambiare il testo una volta presentato alle commissioni parlamentari. Lo faremo cercando di svolgere il nostro ruolo mettendo in campo tutte le opzioni possibili chiedendo le modifiche e le cancellazioni necessarie.
Un riordino non può contenere provvedimenti predisposti ad-hoc per qualcuno, questo è improponibile e inaccettabile, una vergogna, per il sindacato, per l’Amministrazione e per il vertice politico.
Aspettiamo di prendere visione dell’articolato completo che verrà presentato dall’Amministrazione  e sul quale faremo i dovuti ulteriori approfondimenti. Chiediamo alle lavoratrici ed ai lavoratori di sostenere la Fp Cgil VVF e dire NO a questa modifica di riordino così come è stata presentata.

Coordinatore Nazionale FP CGIL VVF
Mauro GIULIANELLA 

RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI CENTRALI
DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE. 

Nella riunione del 30 ottobre il Direttore dell’Agenzia e il Direttore del Personale hanno illustrato alle OO.SS la proposta di riorganizzazione delle Direzioni Centrali. La proposta, una volta approvata dal comitato di gestione, sarà trasmessa al Ministro dell’Economia e delle Finanze che dovrà esprimere il proprio parere entro 45 giorni. Si tratta di una vera e propria trasformazione, di una modifica radicale dell’attuale modello organizzativo. Obiettivo principale della riorganizzazione è quello di attivare strutture funzionali alle nuove politiche fiscali che prevedono una maggiore cooperazione tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti, ovvero di dotare il sistema fiscale di una macchina meno “oppressiva “, di basare la propria attività più sull’ adempimento spontaneo che sugli accertamenti. Abbiamo già espresso le nostre perplessità nei confronti di tale strategia, effettuata in un paese dove l’evasione fiscale è calcolata in circa 140 miliardi di euro,l’8% del PIL. Chi decide di evadere lo fa scientemente, analizza costi e benefici, decide in base alla probabilità di ricevere un accertamento e alle relative sanzioni. Segnali troppo “permissivi” rischiano di favorire proprio quell’evasione fiscale che a parole tutti dichiarano di voler contrastare.
Il nuovo modello organizzativo prevede:
Sette Direzioni Generali: 
DG Affari Generali
DG Affari Legali
DG AUDIT
DG Pianificazione e Amministrazione
DG Risorse Umane e Organizzazione
DG Tecnologie e Innovazione
DG Coordinamento Normativo
Due divisioni : 
SERVIZI:
D.C. Servizi Fiscali
D.C Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare
D.C Servizi Estimativi e Osservatorio Mercato Immobiliare
CONTRIBUENTI
D.C. Persone fisiche e Lavoratori autonomi D.C. Piccole e Medie Imprese D.C. Grandi Contribuenti
Successivamente a questa riorganizzazione si avvierà quella delle Direzioni Regionali e Direzioni Provinciali. Al termine della riunione è stata fissata per l’8 novembre la riunione per la ripartizione del FPS 2015, FPS 2016 , indennità Front –office 2017 e progressioni economiche.

Roma 2 novembre 2017

FP CGIL Nazionale
Luciano Boldorini

Ipotesi di accordo integrativo del personale dirigente di seconda fascia del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali relativo  al Fondo 2017 per le retribuzioni di posizione e di risultato.

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