Roma, 2 Novembre 2017
Si è svolto in Aran il primo incontro del tavolo tematico su classificazione e ordinamento nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL.
Nell’ambito della riunione sono stati consegnati alle OO.SS. due documenti, che alleghiamo, i quali – nelle intenzioni di Aran e Comitato di Settore – costituiscono la traduzione dei contenuti dell’atto d’indirizzo sull’argomento.
Come vedrete i documenti (uno di sintesi e uno più discorsivo) si concentrano soprattutto su quelle che, a parere delle controparti, dovrebbero essere le due principali innovazioni da introdurre con questa tornata contrattuale nell’ambito dell’attuale sistema: aree prestazionali e incarichi.
All’illustrazione dei documenti da parte delle controparti ha fatto seguito un giro di tavolo nel quale, al di là di alcune prima considerazioni a caldo e alla ripetizione di alcuni concetti di carattere generale già espressi nell’incontro di avvio della trattativa, ha prevalso – nonostante quel che leggiamo in queste ore – la necessità di svolgere un’analisi e un approfondimento sui contenuti della documentazione consegnata.
Per parte nostra, oltre a segnalare alcune perplessità già maturate a seguito della lettura dell’atto di indirizzo (ad esempio in relazione all’assenza, nel disegno delle aree, di un’area dedicata alla ricerca e – al contrario – alla presenza di un’area tecnico-ambientale che pare poco congrua), abbiamo acquisito la documentazione riservandoci di produrre considerazioni e proposte nel prosieguo del confronto anche a seguito di una discussione unitaria.
Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini
Roma, 2 Novembre 2017
Si è svolto in Aran il primo incontro del tavolo tematico su classificazione e ordinamento nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL.
Nell’ambito della riunione sono stati consegnati alle OO.SS. due documenti, che alleghiamo, i quali – nelle intenzioni di Aran e Comitato di Settore – costituiscono la traduzione dei contenuti dell’atto d’indirizzo sull’argomento.
Come vedrete i documenti (uno di sintesi e uno più discorsivo) si concentrano soprattutto su quelle che, a parere delle controparti, dovrebbero essere le due principali innovazioni da introdurre con questa tornata contrattuale nell’ambito dell’attuale sistema: aree prestazionali e incarichi.
All’illustrazione dei documenti da parte delle controparti ha fatto seguito un giro di tavolo nel quale, al di là di alcune prima considerazioni a caldo e alla ripetizione di alcuni concetti di carattere generale già espressi nell’incontro di avvio della trattativa, ha prevalso – nonostante quel che leggiamo in queste ore – la necessità di svolgere un’analisi e un approfondimento sui contenuti della documentazione consegnata.
Per parte nostra, oltre a segnalare alcune perplessità già maturate a seguito della lettura dell’atto di indirizzo (ad esempio in relazione all’assenza, nel disegno delle aree, di un’area dedicata alla ricerca e – al contrario – alla presenza di un’area tecnico-ambientale che pare poco congrua), abbiamo acquisito la documentazione riservandoci di produrre considerazioni e proposte nel prosieguo del confronto anche a seguito di una discussione unitaria.
Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini
Il 31 ottobre scorso è proseguito il confronto con Agespi per il rinnovo del CCNL. Abbiamo concordato gli aggiornamenti degli articoli relativi alla costituzione del rapporto di lavoro, ed abbiamo avanzato le nostre richieste, così come concordate, relativamente al tempo determinato, alla somministrazione a tempo determinato ed al part time. In particolare, per quanto riguarda il part time, abbiamo convenuto di stabilire un tetto massimo per il ricorso al lavoro supplementare nella misura del 15% dell’orario concordato, ed una maggiorazione del 36%. Abbiamo avanzato le nostre richieste, come da piattaforma, rispetto alla tutela della popolazione lavorativa anziana, ma su questo tema abbiamo riscontrato molte resistenze da parte della controparte, così come sulla nostra richiesta relativa alla normazione dei tempi di vestizione, rispetto alla quale è emersa una specifica contrarietà. Ci siamo aggiornati all’incontro già previsto per il 10 novembre prossimo. Vi terremo informati.
Denise Amerini
Resp. Naz.le SSAEP
02.11.2017 – Relazione incontro del 26 ottobre – La Fp Cgil VVF dice NO
Premessa
La Fp Cgil VVF è sempre stata contraria alla pubblicizzazione del rapporto di lavoro. Ha sempre sostenuto che i D.Lgs., il 217/05 e il 139/06, andavano completamente riscritti. Per questo ha chiesto e ottenuto, dopo 12 anni di arretramento del Corpo, la modifica dei testi grazie alla c.d. Delega Madia.
La prima proposta di modifica che ci fu presentata l’8 Febbraio 2017 dall’Amministrazione, come tutti ricorderanno, oltre ad essere peggiorativa rispetto all’attuale ordinamento professionale conteneva al suo interno anche il subdolo tentativo di collocare un prefetto a Capo del Corpo.
La grande mobilitazione messa in campo dalla FP Cgil VVF, sostenuta dalla Confederazione Cgil e dalla Segretaria Generale Susanna Camusso, convinse il Ministro Minniti ad azzerare quanto proposto dall’Amministrazione e, successivamente, il 5 aprile 2017, a far sottoscrivere un protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali impegnando le parti a valorizzare le diverse professionalità del Corpo e ad esaminare l’intero impianto ordinamentale previo compatibilità sistemica ed economica.
A seguito di quell’accordo, fino al 26 ottobre u.s., ci sono stati alcuni incontri tra organizzazioni sindacali e Amministrazione che hanno riguardato la parte finanziaria (87 milioni di euro) e la parte ordinamentale (16 milioni di euro). Il risultato, come vedremo, non è stato quello che le lavoratrici e i lavoratori auspicavano.
Resoconto della riunione del 26 ottobre
Il 26 ottobre u.s, presso il Dipartimento si è tenuto l’atteso incontro riguardante il riordino dei compiti, delle funzioni e dell’ordinamento del Corpo Nazionale VVF in attuazione della delega Madia Legge 13 agosto 2015, n. 124, alla presenza del Sottosegretario, del Capo Dipartimento, del Capo del Corpo e dei Direttori Centrali.
La proposta presentata, un riassunto privo di contenuti e di difficile valutazione, non coglie, a nostro avviso, quella opportunità concessa al Corpo dalla delega Madia di migliorare le tante storture contenute nell’attuale decreto legislativo 217/05.
Il testo composto da 10 punti, privo di corrispettivi economici di spesa e numeri di riferimento, non ci ha permesso di apprezzare lo sforzo profuso in questi otto lunghi mesi di discussione e mediazione frutto del protocollo d’intesa sottoscritto il 5 aprile.
Il silenzio dell’Amministrazione sulle modifiche da noi proposte sul D.Lgs. 139/06, risalta la volontà di mantenere il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco subalterno al potere burocratico dei Prefetti e al potere politico.
Nei pochi minuti concessi per gli interventi, abbiamo con convinzione ribadito la nostra posizione, senza voler entrare nello specifico se non su alcuni punti a nostro giudizio importanti: il vertice del Dipartimento e del Corpo Nazionale deve essere unificato ad appannaggio della Dirigenza Generale del Corpo Nazionale VVF. proveniente dalla carriera tecnico operativa, ossia, l’attuale Capo del Corpo. Questo in linea con quanto avviene nelle altre forze dello Stato, prese purtroppo a riferimento da talune organizzazioni sindacali, e dalle quali, purtroppo, ne importiamo soltanto le parti più negative. Il Governo può ancora prefiggersi questo obiettivo, il risparmio legato all’unificazione del vertice potrebbe essere reinvestito nel Corpo migliorandone l’organizzazione.
Per quanto riguarda il testo di modifica del D.Lgs. 217 presentato dall’Amministrazione, abbiamo espresso il giudizio di assoluta contrarietà. Oltre ad essere privo di una qualsivoglia proposta strategica non coglie, a nostro avviso, la finalità concessa dalla Delega. Non migliora l’impianto organizzativo del Corpo rispetto alle necessità di decentramento, non ripaga il merito dei lavoratori, non da alcuna certezza ai bisogni ed alle aspettative del personale sia operativo che amministrativo, semmai lo penalizza, favorisce nuovi e falsi ruoli apicali, sminuendo quelli esistenti per rispondere ad esigenze “personalistiche” di carriere. Una vergogna.
Queste le motivazioni che hanno spinto la Fp Cgil VVF ad esprimere la totale contrarietà al testo. La creazione di ruoli come quello dei “Direttivi Aggiunti”, utili soltanto a confondere i lavoratori e a giustificarne i vantaggi concessi, ad-hoc, per una parte di personale.
Creare un ruolo “cuscinetto” nel contratto direttivi e dirigenti – così lo ha denominato l’Amministrazione nel corso della presentazione – aperto oltre che ai laureti con la quinquennale anche ai diplomati e ai laureti con la triennale (i titoli richiesti dalla norma per accedervi sono la laurea quinquennale e l’abilitazione professionale) viola ogni tipo di regolamentazione contrattuale e ordinamentale, al contempo svilisce coloro i quali, dopo anni dedicati allo studio e alla specializzazione, attualmente ricoprono l’incarico di Direttori Vice Dirigenti.
La nostra proposta in merito è quella di riconoscere al personale interessato l’anzianità maturata e l’esperienza acquisita nel Corpo collocandolo in una posizione apicale nel contratto dei non direttivi e non dirigenti, istituendo il ruolo dei “Direttori Aggiunti”, e attribuendo loro un livello retributivo e funzioni equivalenti agli attuali DVD.
Al personale in possesso dei requisiti previsti dalla norma 217/05, si dovrà dare la possibilità di partecipare ai concorsi speciali che, ricordiamo, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno eliminare dalla proposta presentata. Questa modifica, è certo, non avrebbe concesso a qualcuno di transitare nel contratto dei direttivi e dirigenti ma non è possibile farsi un decreto su misura.
Abbiamo dichiarato la nostra contrarietà sul passaggio a ruolo aperto a Capo Reparto, un’operazione di facciata, che bloccherà i passaggi di qualifica a Capo Squadra e di contro determinerà il demansionamento degli attuali CR che, alla lunga, saranno costretti a svolgere le mansioni previste per i CS. Da simulazioni effettuate, inoltre, risulterà quasi impossibile maturare l’anzianità necessaria (12 anni) per aspirare a diventare Capo Reparto a ruolo aperto. Appare quindi evidente come l’operazione, per l’ennesima volta, avverrà senza investimenti per il personale e a costo zero per l’Amministrazione. Oltre al danno, anche la beffa.
Conclusioni
La Fp Cgil VVF non intende nascondere le “marachelle” dell’Amministrazione sostenuta da qualche organizzazione sindacale connivente. Questa così come predisposta è l’ennesima riforma inutile se non addirittura controproducente. Non ci faremo paladini del fare in fretta e chiudere, penalizzando l’85% del personale del Corpo. Non saremo disposti a subire il ricatto del blocco delle risorse da parte del Governo; chi intende farlo lo faccia, la Fp Cgil VVF non sarà complice.
Siamo altresì consapevoli che il personale sente la necessità di vedersi riconosciuti incrementi economici, tuttavia, per il ruolo che svolgiamo, la proposta di riordino delle carriere presentata il 26 Ottobre rimane irricevibile.
Non valorizzare le figure professionali, non riconoscere il merito e rimanere ancorati al vecchio criterio dell’anzianità è una scelta che peggiora le aspettative di crescita auspicate dal personale tutto, sia operativo sia amministrativo tecnico e tecnico informatico.
Abbiamo subito la riforma del 2005, sostenuta dalle solite consociative rappresentanze sindacali, pagandone le conseguenze per 12 anni; evidentemente non sono bastati.
E’ indispensabile intervenire e cambiare il testo una volta presentato alle commissioni parlamentari. Lo faremo cercando di svolgere il nostro ruolo mettendo in campo tutte le opzioni possibili chiedendo le modifiche e le cancellazioni necessarie.
Un riordino non può contenere provvedimenti predisposti ad-hoc per qualcuno, questo è improponibile e inaccettabile, una vergogna, per il sindacato, per l’Amministrazione e per il vertice politico.
Aspettiamo di prendere visione dell’articolato completo che verrà presentato dall’Amministrazione e sul quale faremo i dovuti ulteriori approfondimenti. Chiediamo alle lavoratrici ed ai lavoratori di sostenere la Fp Cgil VVF e dire NO a questa modifica di riordino così come è stata presentata.
Coordinatore Nazionale FP CGIL VVF
Mauro GIULIANELLA
RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI CENTRALI
DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
Nella riunione del 30 ottobre il Direttore dell’Agenzia e il Direttore del Personale hanno illustrato alle OO.SS la proposta di riorganizzazione delle Direzioni Centrali. La proposta, una volta approvata dal comitato di gestione, sarà trasmessa al Ministro dell’Economia e delle Finanze che dovrà esprimere il proprio parere entro 45 giorni. Si tratta di una vera e propria trasformazione, di una modifica radicale dell’attuale modello organizzativo. Obiettivo principale della riorganizzazione è quello di attivare strutture funzionali alle nuove politiche fiscali che prevedono una maggiore cooperazione tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti, ovvero di dotare il sistema fiscale di una macchina meno “oppressiva “, di basare la propria attività più sull’ adempimento spontaneo che sugli accertamenti. Abbiamo già espresso le nostre perplessità nei confronti di tale strategia, effettuata in un paese dove l’evasione fiscale è calcolata in circa 140 miliardi di euro,l’8% del PIL. Chi decide di evadere lo fa scientemente, analizza costi e benefici, decide in base alla probabilità di ricevere un accertamento e alle relative sanzioni. Segnali troppo “permissivi” rischiano di favorire proprio quell’evasione fiscale che a parole tutti dichiarano di voler contrastare.
Il nuovo modello organizzativo prevede:
Sette Direzioni Generali:
DG Affari Generali
DG Affari Legali
DG AUDIT
DG Pianificazione e Amministrazione
DG Risorse Umane e Organizzazione
DG Tecnologie e Innovazione
DG Coordinamento Normativo
Due divisioni :
SERVIZI:
D.C. Servizi Fiscali
D.C Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare
D.C Servizi Estimativi e Osservatorio Mercato Immobiliare
CONTRIBUENTI
D.C. Persone fisiche e Lavoratori autonomi D.C. Piccole e Medie Imprese D.C. Grandi Contribuenti
Successivamente a questa riorganizzazione si avvierà quella delle Direzioni Regionali e Direzioni Provinciali. Al termine della riunione è stata fissata per l’8 novembre la riunione per la ripartizione del FPS 2015, FPS 2016 , indennità Front –office 2017 e progressioni economiche.
Roma 2 novembre 2017
FP CGIL Nazionale
Luciano Boldorini
Ipotesi di accordo integrativo del personale dirigente di seconda fascia del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali relativo al Fondo 2017 per le retribuzioni di posizione e di risultato.
Ipotesi di accordo integrativo del personale dirigente di seconda fascia del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali relativo al Fondo 2017 per le retribuzioni di posizione e di risultato.
L’accordo sottoscritto lo scorso 26 aprile da Lei Sig. Ministro e dalle scriventi organizzazioni sindacali costituisce un importante passo in avanti verso la valorizzazione giuridica ed economica del personale in servizio negli uffici giudiziari. Lo stesso, infatti, prevede,tra l’altro, la rimodulazione della declaratoria di alcuni profili professionali, la istituzione anche per la organizzazione giudiziaria dei profili tecnici, nuove progressioni economiche con i FUA 2017 e 2018 (in favore anche del personale degli altri dipartimenti del Ministero), il passaggio da un profilo ad un altro nell’ambito della stessa area attraverso l’istituto della flessibilità, la pubblicazione del bando per il passaggio degli ausiliari nell’area seconda, “mantenendo apertala graduatoria” al fine di realizzare lo scorrimento della stessa, il transito nell’area terza di tutti i cancellieri e di tutti gli ufficiali giudiziari che hanno superato le procedure ex art. 21 quater della legge 132 entro il giugno del 2019.L’accordo contempla l’emanazione di una serie di atti da parte dell’amministrazione, quali il decreto ministeriale che recepisce i profili nuovi e quelli emendati ed il decreto ministeriale che rimodula gli organici, nonché la conclusione di successivi accordi, quali quelli sulle progressioni economiche, secondo una tempistica ben precisa volta a dare certezza della esigibilità dell’accordo in un arco temporale ragionevole (cfr. art. 6 dell’accordo del 26 aprile cit).Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono disappunto per il fatto che lo schema di decretonon si limita a recepire i nuovi profili (assistente e funzionario tecnico) e quelli modificati nella denominazione e/o nella declaratoria ma contempla tutti i profili, anche quelli previsti dal vigenteCCNI e non toccati dall’accordo del 26 aprile. Tale circostanza rende il decreto irricevibile per il sindacato perché un atto unilaterale dell’amministrazione non può incidere, se non in via deltutto limitata ed eccezionale, su materie, quali la disciplina di profili e mansioni, che la legge riserva alla contrattazione integrativa. CONFSAL CGILCISL UIL e INTESA rappresentano ancora come lo schema di provvedimento non reca, neanche in premessa, alcun riferimento agli impegni assunti dall’amministrazione con l’accordo del 26 aprile. In particolare stride il silenzio sulle procedure ex art. 21 quater,sull’inquadramento dei vincitori, sullo scorrimento delle graduatorie che, per l’impegno assunto personalmente dal ministro, è previsto sia ultimato entro il 30 giugno 2019, sull’estensione della procedura alle altre figure apicali dell’area seconda. Stride il silenzio anche sulle procedure di transito degli ausiliari nell’area seconda e sui tempi e modi di attuazione della flessibilità. Infatti non vi è alcun cenno sui passaggi a domanda dei conducenti di automezzi nella figura dell’operatore giudiziario, degli operatori giudiziari nella figura dell’assistente giudiziario, degli assistenti giudiziari nella figura del cancelliere esperto, per quanto riguarda l’Area Seconda, e dei funzionari giudiziari nella figura del direttore, per quanto riguarda l’Area Terza. CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA riscontrano come nel testo del decreto non sia specificato che la figura dell’ufficiale giudiziario è ad esaurimento e che pertanto in tale figura non ci possono essere accessi né dall’interno né dall’esterno, come peraltro stabilito dal 21 quater. Inoltre le stesse rilevano come nella tabella A la figura del direttore reca ancora la originariadenominazione di direttore amministrativo e come nelle premesse non si comprende il reale significato del seguente periodo: “CONSIDERATO che, quanto ai profili ridenominati, nuovi accessi, sia con procedure esterne che interne, potranno determinarsi solo nei profili di”Direttore” e di “Cancelliere esperto”, con ;”.CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA chiedono innanzitutto che il decreto de quo richiami nel dettaglio quanto definito nell’accordo del 26 aprile 2017 e ribadisca l’impegno a rispettare la programmazione degli interventi siccome indicata nell’articolo 6 dell’accordo medesimo ed in attuazione del comma 2 dell’art. 5 del medesimo accordo, con particolare riferimento alla rimodulazione delle dotazioni organiche, all’inquadramento in terza area entro il 30 giugno 2019 di tutti gli idonei delle procedure ex art.21 quater L. 132/15; all’avvio delle procedure per il transito degli ausiliari nell’area seconda; all’avvio delle procedure di flessibilità per tutte le figure interessate. Inoltre le stesse chiedono che: venga cassato nella tabella A ogni riferimento ai profili previsti dal vigente CCNI e non modificati dall’accordo del 26 aprile 2017; venga corretta nella tabella A la mera denominazione della figura del Direttore; venga precisato che la figura dell’ufficiale giudiziario è ad esaurimento nel senso che non potrà ricevere ulteriori unità di personale né dall’interno né dall’esterno; venga riformulato e meglio specificato in premessa il richiamo ai nuovi accessi nelle figure del direttore e del cancelliere esperto.Tanto premesso CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA restano in attesa di nuova bozza di DM riformulata secondo le osservazioni test è formulate.
Roma, 31 ottobre 2017
Confsal- Unsa FPCGIL CISL FP UILPA Intesa FP
Battaglia D’Orazio Marra Amoroso Ratti
Resoconto della riunione Vice Ministro MIT Sen. Nencini-OO.SS.del 31 ottobre 2017
Si è tenuto questa mattina l’incontro richiesto dalle scriventi Organizzazioni sindacali al Vice Ministro M.I.T., Senatore Riccardo Nencini.
In esito all’incontro, dobbiamo registrare una moderata soddisfazione.
Nella prima parte dell’incontro, tutte le sigle sindacali presenti hanno rappresentato il grave “stato di malessere” del nostro Ente, sottolineando che, a fronte di un preoccupante trend decrescente delle risorse umane in servizio, si registra un aumento del numero e della complessità delle competenze; il tutto con un crescente andamento degli utili derivanti dalle attività fatturate (che hanno prodotto milioni di euro, tutti riversati nelle casse dello Stato).
Sullo sfondo di questo paradosso – che descrive un Ente tanto virtuoso quanto impossibilitato adoperare le necessarie scelte per assicurare l’ottimale svolgimento della sua mission – c’è tutto il sistema di tagli lineari messi a punto dagli ultimi Governi. Sistema creato con il dichiarato scopo di contenere la spesa pubblica ma che, invece, era finalizzato allo smantellamento della Pubblica Amministrazione che ha di fatto tolto linfa vitale anche a quegli Enti chiamati a svolgere compiti essenziali, come nel caso dell’ENAC, a garanzia della sicurezza del sistema di trasporto aereo nazionale.
Premettendo l’importanza di mantenere nell’alveo della Pubblica Amministrazione i compiti istituzionali dell’ENAC, le scriventi OO.SS. hanno portato al Vice Ministro Nencini due ordini di richieste: la prima che esige l’attivazione di immediate soluzioni con nuove e consistenti assunzioni. Tali assunzioni, indispensabili per affrontare i prossimi anni di vita dell’Ente, risultano essenziali anche per dare respiro a tutti i dipendenti attualmente in servizio (dipendenti – nessuno escluso – che in questi ultimi tempi si sono responsabilmente presi in carico il superlavoro dovuto alla carenza di organico, aggravata dai pensionamenti). Infatti, seppure l’Ente ha formalizzato una richiesta di assunzioni al MIT, all’interno della bozza di legge di stabilità 2018 circolata in queste ore, non se ne trova traccia.
La seconda richiesta sollecita la disponibilità del Vice Ministro ad avviare una nuova fase di confronto sul progetto di riforma e rilancio dell’ENAC, da fondare su principi di partecipazione,trasparenza, oltre che di autorevolezza dei soggetti istituzionali chiamati a parteciparvi e che escluda il ricorso alla forma dell’EPE.
Concluso il giro di tavolo, il senatore Nencini ha da subito chiarito che né lui né tantomeno il Ministro Delrio, hanno mai pensato a delegare lo svolgimento di funzioni pubbliche a strutture caratterizzate da uno status e da una gestione di tipo privatistico. Riguardo la previsione di assunzioni per l’ENAC nella prossima finanziaria, il Vice Ministro ha informato il tavolo che la richiesta era stata con forza sostenuta presso il MEF da parte del MIT ma al momento non è stata accolta; tuttavia, il senatore Nencini ha comunicato che – anche in queste ore – il Ministero sta conducendo ogni utile iniziativa di “pressing” sul MEF affinché tale scelta sia rivista.
Inoltre, ricordando la propria partecipazione ad un convegno tenutosi lo scorso luglio sul futuro dell’Ente, il Vice Ministro ha fatto presente che il Governo – per il tramite del nostro Ministero vigilante – ha l’onere e il compito di individuare obiettivi e fasi per realizzare il processo di riforma dell’ENAC: partendo dalla carenza di organico che si acuirà nei prossimi anni e dal trend di crescita del mercato del trasporto aereo nazionale (con tassi del 4-5%), bisogna decidere se intervenire con un “restauro conservativo” o una “profonda ristrutturazione” dell’ENAC e del comparto dell’aviazione civile in senso lato.
Il Vice Ministro ha poi chiarito che bisognerà operare con modalità e tempi idonei, ribadendo, in sintonia con le posizioni sindacali, la sua contrarietà a forme di trasformazione che utilizzerebbero lo strumento del decreto ministeriale.
Proseguendo, il Senatore Nencini – essendo il primo sostenitore del fatto che oggi il trasporto aereo rappresenta una esigenza oggettiva oltre che un asset strategico per il Sistema Paese – si è personalmente impegnato a:
– intensificare i necessari interventi politici per il recepimento in finanziaria della richiesta di assunzioni per l’ENAC, fino a sostenerla in aula quale priorità del governo;
– ferma la natura pubblica dell’Ente, ad approfondire l’analisi di eventuali altri esempi di status giuridico al fine di riconoscere maggior autonomia economico/finanziaria all’Ente;
– attivare entro la fine dell’anno un tavolo permanente presso il Ministero per guidare al meglio il processo di riforma dell’ENAC.
– consultare il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione dell’ENAC in quanto a loro spetta il primo giudizio riguardo il rilancio dell’Ente.
In ordine a tale ultimo punto, è stato ricordato al Vice Ministro come il Presidente Riggio ed il Consiglio di Amministrazione, in più occasioni, abbiano espresso la ferma contrarietà ad una trasformazione dell’ENAC in EPE.
Tutte le sigle sindacali presenti, apprezzando la disponibilità e l’impegno dimostrato, hanno chiesto di essere riconvocate una volta che le attività prospettate dal Vice Ministro saranno entrate nel vivo.
In conclusione, le scriventi OO.SS. informano che tutti i temi sopra riportati saranno doverosamente discussi e approfonditi in occasione di un’Assemblea generale dei lavoratori ENAC che sarà convocata nei prossimi giorni.
Roma, 31 ottobre 2017
F.to F.to F.to F.to F.to F.to
FP– CGIL FIT-CISL UIL–PA FLP-FP CIDA-FC USB-PI
M. Barberis S. Ingrassia C. Conti P. Proietti G. Parisini C. Del Villano

‘Ci Siamo’, appuntamento a Roma al Centro congressi Roma Eventi
Roma, 27 novembre – ‘Ci siamo. Il nostro lavoro per una Sanità di tutti’.Questo il titolo dell’Assemblea nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssnche si terrà venerdì 1° dicembre a Roma, al Centro Congressi Roma Eventi Piazza di Spagna in via Alibert 5/a dalle ore 10 alle ore 14. A conclusione dell’evento ci sarà l’intervento di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.
Il programma della mattinata prevede l’introduzione della segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e a seguire gli interventi di Massimo Cozza e Andrea Filippi della Fp Cgil Medici. Come sempre, centrale sarà il contributo dei delegati e delle delegate che racconteranno e condivideranno le loro esperienze lavorative e daranno testimonianze riguardo la situazione del settore, per creare partecipazione intorno alle condizioni di lavoro del sistema sanitario nazionale e riguardo le aspettative per il rinnovo contrattuale. Alla fine della mattinata le conclusioni di Susanna Camusso.
“Medici e dirigenti sanitari vengono chiamati a raccolta – esordisce Andrea Filippi della Funzione Pubblica Cgil Medici -. È importante lasciare la parola ai delegati: psicologi, biologi, medici, veterinari e dirigenti delle professioni sanitarie, tutti uniti per il finanziamento del Fondo sanitario nazionale, da anni depauperato a causa delle politiche che fanno cassa con la salute dei cittadini”. Blocco contrattuale, riduzione degli organici, progressiva precarizzazione e delegittimazione del ruolo professionale. Queste, secondo Filippi, “le criticità che dovremo affrontare per il rilancio del Sistema sanitario nazionale, afflitto negli ultimi anni da una progressiva e inarrestabile privatizzazione dei servizi”.
“È necessario oggi – conclude Filippi – ripartire dalla partecipazione e dalla condivisione per contrastare la dilagante mercificazione del diritto alla salute. La salute non è una merce e i medici non sono dei mercenari”. Per queste ragioni, venerdì 1° dicembre a Roma, alle ore 10 i delegati e le delegate della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn si ritroveranno a discutere delle problematiche del settore. ‘È tempo di più contrattazione, più diritti, più rappresentanza, più partecipazione’, i medici saranno così protagonisti di questa ultima tappa di ‘Ci siamo’, l’iniziativa firmata Fp Cgil che ha visto diversi appuntamenti in tutta Italia nelle scorse settimane.

Obbligare professionisti a sovrapprezzo su tassa iscrizione
a ordine/collegi è illegittimo
Roma, 31 ottobre – Il collegio nazionale professionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica (Tsrm), con una deliberazione del 21 ottobre, ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione per ‘offrire obbligatoriamente’ la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli. A denunciarlo è la Fp Cgil Nazionale nel ricordare che il nuovo obbligo previsto dalla legge per chi esercita la professione sanitaria, ovvero quello di dotarsi di una polizza di assicurazione per colpa grave, “è strettamente personale ed è in carico al singolo professionista/lavoratore”, puntando così il dito sulla “totale illegittimità della decisione del collegio nazionale Tsrm”.
Una decisione, rincara la Funzione Pubblica Cgil, “assunta in palese violazione dell’articolo 23 della Costituzione e contro le previsioni della stessa legge Gelli che non affida alcun ruolo o potere di riscossione ‘obbligatoria’ ai collegi/ordini, tanto meno quello di abbinare la copertura assicurativa per colpa grave all’obbligo di iscrizione a albi, ordini e collegi”. La Fp Cgil Nazionale sta procedendo in queste ore, fa sapere, “a diffidare il collegio nazionale Tsrm dal proseguire in una azione dai profili di illegittimità più che evidenti. In assenza di ripensamenti del Collegio metteremo in campo tutte le iniziative possibili, anche legali, per impedire un’improvvida e ingiusta tassa obbligata sulle lavoratrici e sui lavoratori”, conclude.
In allegato un volantino informativo.
