“Medicina fiscale: tutto da rifare. Riteniamo assolutamente irricevibile la bozza di convenzione in forma di accordo collettivo su base nazionale inviataci dall’INPS solo poche ore prima dell’incontro previsto per il 27 ottobre 2017”.Lo affermano in una nota Fp Cgil, Fp Cgil Medici e il Sindacato Medici Visite di Controllo (Sin.Me.Vi.Co.).

La bozza di Convenzione, proseguono, “non tiene conto delle norme di legge in vigore a tutela dei medici iscritti nelle liste ad esaurimento, non prevedendo alcuna forma di stabilizzazione, rendendo l’incarico ancora più precario rispetto all’attuale. Nonostante gli impegni accolti dal Governo durante l’iter parlamentare di approvazione della legge Delega, è prevista addirittura una riduzione dei compensi, ancora fermi al 2008. Non sono previste tutele e, al contrario, sono state introdotte norme di carattere vessatorio, penalizzanti e umilianti per una categoria che da decenni svolge un’attività estremamente delicata”.

“Se l’ostacolo per arrivare al riconoscimento di un ACN vero (nella forma e nella sostanza) conforme a quelli esistenti nel SSN sono le norme contenute nel Decreto Legislativo e nell’Atto di indirizzo emanato dal Governo, le organizzazioni sindacali ne chiedono una modifica che possa permettere la stesura di una Convenzione che dia stabilità e tutele alla categoria. Intanto, considerato che il titolo dell’atto di indirizzo (non conforme alla ratio della norma primaria e al contenuto dello stesso atto di indirizzo) sta generando problemi per una serena prosecuzione dei lavori, chiediamo la rettifica urgente di quel titolo”, concludono.

Obbligare professionisti a sovrapprezzo su tassa iscrizione
a ordine/collegi è illegittimo

Roma, 31 ottobre – Il collegio nazionale professionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica (Tsrm), con una deliberazione del 21 ottobre, ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione per ‘offrire obbligatoriamente’ la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli. A denunciarlo è la Fp Cgil Nazionale nel ricordare che il nuovo obbligo previsto dalla legge per chi esercita la professione sanitaria, ovvero quello di dotarsi di una polizza di assicurazione per colpa grave, “è strettamente personale ed è in carico al singolo professionista/lavoratore”, puntando così il dito sulla “totale illegittimità della decisione del collegio nazionale Tsrm”.
Una decisione, rincara la Funzione Pubblica Cgil, “assunta in palese violazione dell’articolo 23 della Costituzione e contro le previsioni della stessa legge Gelli che non affida alcun ruolo o potere di riscossione ‘obbligatoria’ ai collegi/ordini, tanto meno quello di abbinare la copertura assicurativa per colpa grave all’obbligo di iscrizione a albi, ordini e collegi”. La Fp Cgil Nazionale sta procedendo in queste ore, fa sapere, “a diffidare il collegio nazionale Tsrm dal proseguire in una azione dai profili di illegittimità più che evidenti. In assenza di ripensamenti del Collegio metteremo in campo tutte le iniziative possibili, anche legali, per impedire un’improvvida e ingiusta tassa obbligata sulle lavoratrici e sui lavoratori”, conclude.
In allegato un volantino informativo.

 

     

    Roma, 31 ottobre –“Medicina fiscale: tutto da rifare. Riteniamo assolutamente irricevibile la bozza di convenzione in forma di accordo collettivo su base nazionale inviataci dall’INPS solo poche ore prima dell’incontro previsto per il 27 ottobre 2017”.Lo affermano in una nota Fp Cgil, Fp Cgil Medici e il Sindacato Medici Visite di Controllo (Sin.Me.Vi.Co.).

    La bozza di Convenzione, proseguono, “non tiene conto delle norme di legge in vigore a tutela dei medici iscritti nelle liste ad esaurimento, non prevedendo alcuna forma di stabilizzazione, rendendo l’incarico ancora più precario rispetto all’attuale. Nonostante gli impegni accolti dal Governo durante l’iter parlamentare di approvazione della legge Delega, è prevista addirittura una riduzione dei compensi, ancora fermi al 2008. Non sono previste tutele e, al contrario, sono state introdotte norme di carattere vessatorio, penalizzanti e umilianti per una categoria che da decenni svolge un’attività estremamente delicata”.

    “Se l’ostacolo per arrivare al riconoscimento di un ACN vero (nella forma e nella sostanza) conforme a quelli esistenti nel SSN sono le norme contenute nel Decreto Legislativo e nell’Atto di indirizzo emanato dal Governo, le organizzazioni sindacali ne chiedono una modifica che possa permettere la stesura di una Convenzione che dia stabilità e tutele alla categoria. Intanto, considerato che il titolo dell’atto di indirizzo (non conforme alla ratio della norma primaria e al contenuto dello stesso atto di indirizzo) sta generando problemi per una serena prosecuzione dei lavori, chiediamo la rettifica urgente di quel titolo”, concludono.

     

    Nella giornata di ieri, 30 ottobre, è proseguito il confronto con Anffas, finalizzato al rinnovo del CCNL. Abbiamo continuato il lavoro già avviato, di lettura del testo rispetto alle modifiche proposte da Anffas, ed alle nostre richieste, fino all’art. 35 compreso. Abbiamo evidenziato la necessità di definire e normare in maniera corretta la disciplina delle mobilità, missioni e delle trasferte, e di intervenire sull’articolo che riguarda i provvedimenti disciplinari. Siamo intervenuti sulla regolamentazione del periodo di prova, concordando di quantificarlo in giorni di calendario piuttosto che di effettiva prestazione. Il 6 novembre è calendarizzato un ulteriore incontro.
    Vi terremo informati

    Denise Amerini
    Resp. Naz.le SSAEP

    Roma, 31 ottobre 2017

    IL MINISTERO CAVIA

    Nella riunione ultima di contrattazione nazionale abbiamo avuto l’ultima sorpresina da parte degli organi di controllo che, nel certificare l’accordo sulle progressioni economiche 2017, hanno pensato bene di decurtare di 62 posizioni dal numero complessivo delle progressioni economiche. La motivazione? Del tutto inventata: una interpretazione capziosa dell’art.23 del D. Lgs. 150/09, con l’inserimento dell’obbligo di percentualizzare le progressioni al 50% della platea che potenzialmente ne beneficerebbe. Naturalmente non sottoscrivere definitivamente avrebbe comportato il blocco del processo e pertanto abbiamo predisposto e concordato unitariamente la nota a verbale che vi alleghiamo. Questa percentualizzazione è solo l’ultima trovata dei cosiddetti organi di controllo, e ormai abbiamo una sfilza di precedenti applicati alla contrattazione integrativa del MIUR ed in particolare sulle progressioni economiche, dall’obbligo di inserire la valutazione individuale nei criteri all’inserimento nei costi dell’indennità di vacanza contrattuale alla pretesa di far concludere il processo entro il 31 dicembre dopo avere fatto trascorrere ben 2 mesi e mezzo per certificare l’accordo con le restrizioni di cui sopra. Insomma un Ministero cavia su cui ormai si esercita una vessazione continuata, che si riflette anche in altre scelte governative. Il MIUR, infatti, non ha avuto un centesimo in tasca dal fondo straordinario da destinare alle assunzioni di cui alla scorsa legge di stabilità, e nell’attuale disegno di legge per la stabilità 2017 non è previsto nulla per le assunzioni di personale amministrativo, né si vede luce sulla possibile integrazione di risorse per remunerare le prestazioni rese in modo sempre più gravoso e inaccettabile, dai lavoratori.
    Circa un mese fa abbiamo inviato una lettera unitaria alla Ministra chiedendole un incontro urgente per discutere esattamente di queste cose, abbiamo sollecitato e nessun segnale è arrivato dai piani alti del Ministero.
    Abbiamo di conseguenza la sgradevole sensazione che la Ministra si sia adeguata allo stile di chi l’ha preceduta, ovvero si parla solo della Scuola, senza alcuna attenzione verso lo stato drammatico in cui versano i servizi amministrativi che fanno funzionare la Scuola Pubblica, tranne poi per rivendicare, grazie al superlavoro in deroga a qualunque norma contrattuale dei lavoratori, i meriti per il rispetto delle scadenze. E parlare di questo argomento sul tavolo di contrattazione nazionale diventa un esercizio inutile: ti viene data subito ragione, loro non fanno altro che segnalare il problema alla Direzione politica ed esprimono tutta la loro condivisione per le nostre valutazioni. Insomma un gioco a perdere,dove a perdere sono solo i lavoratori.

    Quindi, signora Ministra, per noi sta ritornando il tempo della mobilitazione, se non arriva una convocazione in tempi più che solleciti e risposte adeguate alle nostre richieste.

    FUA 2016

    Nella stessa riunione abbiamo avuto il primo confronto sul FUA 2016. La proposta presentata dall’Amministrazione è sostanzialmente la fotocopia della proposta 2015. Noi abbiamo chiesto delle modifiche su cui sono convogliate la maggioranza delle altre sigle sindacali. Intanto abbiamo chiesto il riequilibrio almeno al 50% della ripartizione delle quote da suddividere tra produttività collettiva e produttività individuale, e poi abbiamo chiesto di inserire le procedure di garanzia per il valutato, ovvero la possibilità di ricorso per via gerarchica, con l’assistenza di un rappresentante sindacale, in caso di valutazione del dirigente giudicata non congrua.
    Due proposte di cui la prima è di mediazione: per noi la ripartizione ideale sarebbe del tutto differente ed in ogni caso il sistema valutativo non può non tener contro anche dell’evoluzione normativa che ha avuto la materia, in seguito alla emanazione del D. Lgs. 74/2017. L’altro aspetto è la riduzione chirurgica dell’importo da assegnare agli Uffici, quota ridotta per effetto degli importi impegnati sulle progressioni economiche. Non vale nemmeno la fretta che hanno tentato di metterci, come se siglare domani potesse garantire l’immediata disponibilità delle risorse. Non è così, prima dell’estate prossima non ci sarà in ogni caso concreta disponibilità e quindi c’è tutto il tempo per avviare un confronto che inizi a rivedere radicalmente l’impostazione di un accordo che ha fatto certamente il suo tempo. Abbiamo sottolineato che i lavoratori in questo Ministero lavorano su obiettivi riconoscibili e quantificabili, non vengono retribuiti, se non in minima parte, per lo straordinario richiesto e poi si pretende di mantenere un assetto che, sulla base delle attuali risorse, diventa oggettivamente vessatorio.
    L’Amministrazione si è riservata di rispondere nella prossima riunione, prevista per il 7 novembre, anche se la prima risposta non ci è sembrata confortante. A noi questa sembra una proposta ragionevole e ci sembrerebbe irragionevole non valutarla positivamente. Vedremo: ma deve essere chiaro che il riequilibrio nella ripartizione delle quota destinate alla produttività è un problema ineludibile, così come le procedure a garanzia dei valutati.In assenza di segnali siamo orientati a non sottoscrivere l’accordo.

    FP CGIL Nazionale
    Claudio Meloni

    Nella giornata di ieri, 30 ottobre, è proseguito il confronto con Anffas, finalizzato al rinnovo del CCNL. Abbiamo continuato il lavoro già avviato, di lettura del testo rispetto alle modifiche proposte da Anffas, ed alle nostre richieste, fino all’art. 35 compreso. Abbiamo evidenziato la necessità di definire e normare in maniera corretta la disciplina delle mobilità, missioni e delle trasferte, e di intervenire sull’articolo che riguarda i provvedimenti disciplinari. Siamo intervenuti sulla regolamentazione del periodo di prova, concordando di quantificarlo in giorni di calendario piuttosto che di effettiva prestazione. Il 6 novembre è calendarizzato un ulteriore incontro.
    Vi terremo informati

    Denise Amerini
    Resp. Naz.le SSAEP

     (367.02 KB)Download circolare (367.02 KB)

    Nella giornata del 26 ottobre si è svolta una manifestazione dinanzi al MEF, che ha visto la straordinaria partecipazione di centinaia di lavoratrici e lavoratori degli uffici centrali del Ministero del Lavoro, dell’ Anpal, dell’Inl e degli uffici Territoriali di tutta Italia. Contemporaneamente, in decine e decine di uffici territoriali dell’INL si sono tenute assemblee e presidi, con elaborazione di documenti finali. E per questo vogliamo anzitutto ringraziare tutte e tutti per l’eccezionale sforzo compiuto! L’esito dell’incontro avvenuto presso il MEF – inizialmente assolutamente deludente, visto che ci si è limitati a una semplice presa d’atto della situazione e a un impegno a interloquire con i vertici del Ministero del Lavoro – ha tuttavia prodotto un primo passo nella direzione da noi auspicata. Infatti, nella giornata del 27 ottobre, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato una nota – che si allega – nella quale ci si informa che “Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha comunicato la sospensione dei termini del controllo congiunto con riferimento alla procedura di certificazione dell’accordo FUA 2016, in attesa dei necessari chiarimenti”. Per quanto ci riguarda, pur apprezzando il contenuto della nota, intendiamo confermare il persistere dello stato di agitazione. Occorre, quindi, proseguire con le iniziative sindacali e, pertanto, chiediamo a tutti gli uffici la massima partecipazione e di riorganizzare il proprio lavoro, limitando la disponibilità sinora dimostrata, osservando i seguenti criteri: Revoca dell’utilizzo del mezzo proprio; Indisponibilità alla partecipazione a campagne di vigilanza straordinaria; Astensione dalla partecipazione in udienza; Restituzione delle deleghe relative alla programmazione dell’attività ispettiva; Blocco degli straordinari e/o accesso alla banca ore; Pedissequa osservanza di tutte le norme, prima di procedere all’emissione di un qualsiasi provvedimento. Chiediamo l’implementazione del mail-bombing, inviando ai seguenti indirizzi mail
    segreteria.capodigabinetto@mef.gov.itcaposegreteria.ministro@mef.gov.it,segreteriatogenerale@lavoro.gov.itsegrgabinetto@lavoro.gov.it,segreteriacapoispettorato@ispettorato.gov.it, la richiesta di attivarsi immediatamente per chiedere: La restituzione dei fondi FUA; La previsione di risorse in favore dell’INL, come promesso dal Ministro Poletti; Lo sblocco della nomina del presidente del collegio dei revisori dell’INL. Chiediamo, inoltre, di scrivere ai seguenti indirizzi:
    segreteriatogenerale@lavoro.gov.itsegrgabinetto@lavoro.gov.it,segreteriacapoispettorato@ispettorato.gov.it , per chiedere: L’attivazione di un tavolo permanente per avviare la contrattazione integrativa di Agenzia e attivare un piano di interventi che, attraverso la valorizzazione dei ruoli professionali di tutti i lavoratori dell’INL, sviluppi azioni più efficaci per la tutela del lavoro e delle politiche sociali. L’immediata modifica del cosiddetto “Decreto Poletti” e tempestiva corresponsione dei fondi ivi previsti, riferiti al 2016 e 2017 e redazione del regolamento per la distribuzione degli onorari percepiti ai sensi dell’art. 9, co. 2, del D.lgs. 149/2015 con effetto retroattivo dal 1 gennaio 2017. Con la restituzione delle somme del FUA, inoltre, chiediamo l’immediata ripresa dei lavori del tavolo tecnico finalizzato a sottoscrivere l’accordo per avviare le progressioni economiche che dovranno coinvolgere non solo il personale dell’INL, ma anche i lavoratori del Ministero del lavoro e dell’ANPAL. Se nel giro di pochi giorni anche tutto questo non dovesse portare ad alcun risultato, riterremo necessario alzare ulteriormente il livello dello scontro.

    Roma, 30 ottobre 2017

    FP CGIL    CISL FP     UILPA      CONFSAL-UNSA   USB-PI    INTESA
    Ariano     La Rosa    Vignocchi           Di Biasi          Sabani     Morgia
    Palumbo                                            Giovannetti

    Con la circolare n. 140 del 12 ottobre 2017 l’Inps ha fornito le istruzioni operative riguardo al cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti da parte degli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima ed alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, nello specifico in presenza di periodi di contribuzione presso Enti di previdenza privati. La circolare si riferisce con particolare riguardo ai singoli trattamenti pensionistici che possono essere conseguiti in regime di cumulo (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità, pensione ai superstiti), esponendo requisiti, criteri e modalità necessari per l’erogazione della pensione nel caso in cui si ricorra al cumulo dei periodo assicurativi anche con gli Enti privati.

    Con riferimento alla pensione di vecchiaia in cumulo, al fine di garantire il principio di autonomia, anche regolamentare, riconosciuto agli Enti previdenziali privati, si precisa che:
    – nei casi in cui i regolamenti delle Casse private prevedano requisiti minimi per la pensione di vecchiaia in cumulo diversi e più elevati rispetto a quelli di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011, i periodi contributivi non coincidenti presso gli Enti di previdenza privati sono comunque validi ai fini della maturazione del diritto alla pensione;
    – ciascun Ente procederà alla liquidazione della propria quota di pensione solo al momento dell’effettiva maturazione di tutti i requisiti previsti dal proprio ordinamento;
    – sebbene l’erogazione della pensione, in virtù di requisiti di vecchiaia diversi, possa avvenire in diverse tranche, la pensione in regime di cumulo costituisce un’unica pensione e pertanto gli istituti giuridici connessi al trattamento pensionistico (quali la perequazione automatica, l’integrazione al trattamento minimo, la c.d. quattordicesima, la maggiorazione sociale) vengono liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato.

    Infine si precisa che il pagamento dei trattamenti pensionistici in regime di cumulo è effettuato dall’INPS, ma è subordinato alla stipula di una apposita convenzione con gli Enti interessati.

    Roma, 30 ottobre 2017

    Oggetto: progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017

    A STATO MAGGIORE DIFESA
    STATO MAGGIORE ESERCITO
    STATO MAGGIORE AERONAUTICA
    STATO MAGGIORE MARINA
    COMANDO GENERALE ARMA CARABINIERI
    CONSIGLIO MAGISTRATURA MILITARE
    e, p.c. : GABINETTO DEL MINISTRO
    PERSOCIV

    La Direzione Generale per il personale civile, con la circolare introduttiva prot. n. 63283 del 17.10.2017, ha preannunciato per lunedì 30 ottobre p.v. la pubblicazione on line del bando che avvierà la procedura concorsuale per i n. 9.940 sviluppi economici alla fascia immediatamente superiore con decorrenza 1.1.2017 che, sulla base di quanto previsto dal CCNI 9.10.2017, verranno effettuati anche sulla base del criterio selettivo relativo alla “valutazione della prestazione professionale” 2016.La stessa Direzione Generale, con foglio n. 64358 del 20.10,2017, ha trasmesso a codesti OO.PP., “per il successivo inoltro a tutti gli Enti dipendenti”, i nuovi elenchi trasmessi in pari data da O.I.V. contenenti “i punteggi attribuiti ai dipendenti civili di questa A.D. che abbiano riportato una valutazione multipla dell’attribuzione del punteggio della performance per l’anno 2016 a seguito del conteggio delle rispettive medie ponderate effettuato dall’O.I.V.”, punteggi che dovranno essere conosciuti dal dipendente all’atto della compilazione della domanda di partecipazione al concorso, che dovrà essere inoltrata entro il termine perentorio di gg. 15 dalla data di pubblicazione del bando.In relazione a quanto precede, preso atto della ristrettezza dei tempi a disposizione che rendono non facilmente praticabili ipotetici rinvii per il completamento della procedura che consentano la pubblicazione delle graduatorie entro il corrente anno, tenuto conto della scadenza oramai imminente legata alla pubblicazione del bando selettivo e atteso infine che, per quanto risulta alle scriventi OO.SS., ad oggi non tutti gli Enti della Difesa hanno ricevuto gli elenchi del personale civile in forza destinatario di valutazione multipla, invitiamo codesti OO.PP. a procedere con urgenza all’inoltro ai propri Enti dipendenti degli elenchi trasmessi da PERSOCIV con il già richiamato foglio n. 64358 del 20.10.2017.

    FP CGIL              UIL PA        FLP DIFESA     CONFSAL UNSA
    F.to  Quinti     F.to Colombi     F.to Pittelli          F.to Braconi

    Roma, 30 ottobre 2017

    I lavoratori della Giustizia, in questi giorni, hanno espresso molta preoccupazione nei confronti della Circolare Inps n. 94 del 31/05/2017 che come ben sapete riguarda la prescrizione quinquennale del diritto a contribuzione dal 2012 sino ad oggi.

    La Confederazione CGIL è prontamente intervenuta sia con i vertici dell’Inps sia con i vertici politici perché quella circolare non può e non deve essere applicata e affinché sia ristabilito un corretto rapporto contributivo.

    Troverete qui allegata una nota esaustiva di ciò che è stato fatto ed ottenuto finora e di ciò che si continuerà a fare nell’interesse di ciascun lavoratore.

    Vi terremo aggiornati e vi faremo sapere gli ulteriori sviluppi rimanendo a vostra disposizione per qualunque delucidazione in merito.

    La Coordinatrice Nazionale FP CGIL 
        Ministero della Giustizia DOG
    Amina D’Orazio

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