Min. Giustizia: comunicato incontro del 16 luglio

18 Luglio 2011

Comunicato

 

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Giustizia
 

Si è svolta ieri la prevista riunione sul C.I. del Ministero della Giustizia: l’Amministrazione si è presentata con una ipotesi di protocollo di intesa vaga ed incerta, priva di contenuti concreti che potessero garantire i passaggi tra le aree e all’interno delle aree, e soprattutto senza alcun impegno formale ed esigibile.

In sostanza un accordo vuoto e privo di garanzie.

Abbiamo cercato una mediazione spiegando per l’ennesima volta all’Amministrazione la nostra proposta che, attraverso l’utilizzo della norma di salvaguardia dell’art. 10. comma 4 del CCNL 2006/09, creata apposta per il Ministero della Giustizia, permette di portare a termine le procedure già concordate, nel caso in questione con il protocollo di intesa del novembre 2006 che prevede ‘procedure accelerate e semplificate’ per tutto il personale che garantirebbero il passaggio secondo il vecchio ordinamento senza alcuna perdita per i lavoratori.
Per fare questo serve un impegno dell’Amministrazione, tramite un emendamento o una norma, a reperire le risorse per la rideterminazione delle dotazioni organiche e i passaggi tra le aree: il resto è nella disponibilità delle parti. Questa è l’unica soluzione che assicura procedure semplificate ed accelerate senza lo svolgimento dei percorsi di cui al CCNL che necessiterebbero di molto tempo.

Abbiamo inoltre ribadito all’Amministrazione che tale percorso è necessario per la stesura dei nuovi profili professionali nel C.I. in quanto si devono necessariamente ricomporre i profili professionali che insistono su due aree, come impone il CCNL 2006/09.

Durante la lunga discussione abbiamo tentato in tutti i modi di modificare il protocollo presentato dall’Amministrazione, cercando di riempirlo con contenuti e vincolarlo con un impegno serio: tuttavia dalla lunga discussione è emersa infine chiaramente la vera volontà dell’Amministrazione ovvero quella di non assumere nessun impegno, in quanto è cosciente di non volerlo né poterlo mantenere. Non esiste infatti una volontà politica che intenda veramente risolvere i problemi dei lavoratori della giustizia né far funzionare gli uffici e garantire un servizio efficace per i cittadini.

Nei prossimi giorni ci impegneremo per ricercare una ulteriore mediazione da presentare all’Amministrazione: vi terremo informati sugli sviluppi.

Ad ogni modo se l’atteggiamento dell’Amministrazione non cambierà e non si renderà disponibile ad un serio confronto non resterà che una risposta: la mobilitazione di tutti lavoratori della giustizia.

Roma, 17 luglio 2009

La coordinatrice Nazionale
FPCGIL Organizzazione Giudiziaria

Nicoletta Grieco


 
 
 
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