Rinnovo contratto Funzioni Centrali, il punto della Fp Cgil

14 Maggio 2021

CCNL Funzioni Centrali 2019/2021. 13 maggio 2021: il punto della FP CGIL (e il comunicato unitario)

 

Si è tenuto giovedì 13 maggio 2021 il secondo incontro tra Aran e Organizzazioni Sindacali per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto delle Funzioni Centrali.
Come previsto l’Aran ha presentato un primo indice di argomenti che nel corso della trattativa dovranno essere affrontati, secondo uno schema di lavori che le parti hanno condiviso e che comincerà a entrare nel merito dei singoli temi a partire dal prossimo incontro che Aran ha annunciato di poter convocare entro un paio di settimane.
L’indice proposto comprende le seguenti macroaree di intervento: Relazioni sindacali, Ordinamento professionale, Rapporto di lavoro, Lavoro agile, Trattamento economico.
Nel corso dell’incontro ciascuna organizzazione ha espresso condivisione sullo schema di lavoro presentato da Aran fornendo prime valutazioni di merito. Di seguito le riflessioni della Funzione Pubblica CGIL.
Relazioni sindacali.
Abbiamo chiesto ad Aran di fornire un quadro puntuale sull’effettiva attivazione degli Organismi Paritetici per l’Innovazione, ponendo la necessità di rafforzarne l’istituto con il prossimo CCNL. Dal nostro punto di vista, infatti, quello che doveva essere il luogo in cui le rappresentanze dei lavoratori potevano esercitare un ruolo su materie che la legge esclude dalla contrattazione (organizzazione del lavoro, benessere organizzativo, innovazione organizzativa e tecnologica, …) non è stato utilizzato quando addirittura non è stato nemmeno costituito. Eppure, proprio la pandemia ha richiesto a tutte le amministrazioni di misurarsi con la necessità di sperimentare nuove modalità di lavoro (il ricorso al lavoro da remoto e non solo) e le RSU hanno fatto tanta fatica, quando non sono state impedite, nel determinare condizioni utili a salvaguardare da un lato le lavoratrici e i lavoratori e dall’altro la continuità dei servizi.
Allo stesso modo abbiamo rimarcato la necessità di rendere gli istituti di partecipazione (informazione e confronto) maggiormente esigibili, evidenziando come l’aver eliminato la distinzione tra informazione preventiva e successiva anziché richiamare le amministrazioni ad una costante e preventiva informazione a RSU e organizzazioni sindacali, troppo spesso ha visto amministrazioni agire discrezionalmente e senza alcun coinvolgimento reale delle rappresentanze.
Abbiamo poi chiesto di valorizzare figura e ruolo dei rappresentanti sindacali che, proprio nella pandemia, hanno spesso svolto un ruolo fondamentale non solo per difendere e tutelare lavoratrici e lavoratori ma per l’interesse più generale di amministrazioni che senza il loro contributo avrebbero avuto seri problemi nel fronteggiare l’inedita condizione dell’emergenza sanitaria.
Ordinamento professionale.
La commissione paritetica, istituita con il precedente CCNL, ha svolto un importante lavoro di ricognizione delle criticità degli attuali sei sistemi di classificazione esistenti nel comparto. Al suo interno si sono misurate proposte, sindacali e di parte pubblica, diverse ma che possono trovare un punto di sintesi avanzata.
I nostri obiettivi rimangono: superamento della prima area per una pubblica amministrazione sempre più proiettata verso un lavoro di qualità e dalle competenze sempre più qualificate; ridefinizione di aree di inquadramento giuridico in grado di corrispondere da un lato alla semplificazione delle carriere e dall’altro alla flessibilità organizzativa, con l’obiettivo di una pubblica amministrazione riconoscente – nei confronti di chi già lavora e da tempo svolge il proprio lavoro ben oltre i limiti imposti dalle declaratorie dei profili di appartenenza – e attrattiva – nei confronti di chi guarda alla pubblica amministrazione come il luogo in cui investire la propria professionalità e il proprio sapere; l’istituzione di un’area di inquadramento giuridico per le elevate professionalità, in cui salvaguardare l’esercizio della propria attività professionale quando non è esclusivamente assoggettabile al potere gerarchico.
Il nuovo sistema di classificazione dovrà poi prevedere percorsi di apprezzamento economico (le attuali progressioni economiche orizzontali) che, da un lato, facciano premio dell’esperienza acquisita nel tempo, con un meccanismo di riconoscimento dell’anzianità lungo tutto l’arco della vita lavorativa e, dall’altro, apprezzino la crescita di competenze con strumenti di valutazione condivisi, trasparenti e certi, per tutte e tutti.
Andrà poi rivisto il sistema degli incarichi di coordinamento e responsabilità, riconoscendone adeguatamente l’esercizio con forme di inquadramento specifico in ragione dell’effettività degli stessi.
Non potevamo non stigmatizzare però, nell’incontro di ieri, il fatto che, proprio mentre si avvia la trattativa per il rinnovo del contratto, dalla stampa si apprende della possibilità di interventi legislativi proprio su questa materia. Per questo abbiamo chiesto al presidente Aran di rendere noto alle parti in quale situazione di contesto anche normativo la trattativa si svolgerà, ricordando che le sole modifiche legislative che anche noi abbiamo chiesto devono riguardare il fatto che la contrattazione torni ad avere la possibilità di prevedere i passaggi tra le aree di inquadramento giuridico per il personale già in servizio, superando l’obbligatorietà del concorso pubblico e ripristinando la possibilità di prevedere requisiti sostitutivi del titolo di studio eventualmente richiesto per l’accesso dall’esterno.
Rapporto di lavoro.
Abbiamo posto l’accento sulla necessità di manutenzione della parte normativa del ccnl 2016/2018 alla luce delle difficoltà applicative riscontrate. Solo per citarne alcune: i permessi ex artt. 32 e 35, la cancellazione del limite temporale dei 4 mesi per le malattie in caso di gravi patologie, aggiornare la malattia sulla base dell’esperienza fatta nel corso dell’emergenza sanitaria, disciplinare il caso della malattia insorta nel corso della giornata lavorativa, l’estensione delle ferie solidali a casi diversi dalla necessità di assicurare assistenza a minori, eccetera).
Lavoro agile.
Abbiamo rimarcato la necessità di una disciplina contrattuale piena e completa di un sistema di relazioni sindacali utile a definire con la contrattazione e gli strumenti di partecipazione: le attività lavorabili da remoto, le forme e le diverse tipologie di lavoro agile, i criteri per la definizione e assegnazione degli obiettivi, il riconoscimento dell’autonomia e flessibilità organizzativa da parte del lavoratore, il diritto alla disconnessione, le fasce di contattabilità, la disciplina delle assenze giornaliere e dei permessi temporanei, il rispetto delle tutele previste da legge (legge 104, maternità e genitorialità), il sistema indennitario (reperibilità, straordinari, buoni pasto, eccetera). Così come è necessario ricondurre alla contrattazione collettiva la cornice di riferimento degli accordi individuali previsti dalla legge 81/2017.
Trattamento economico.
Naturalmente si dovrà conglobare l’elemento perequativo nella retribuzione tabellare.
Abbiamo poi ribadito la necessità di incrociare il negoziato con gli interventi legislativi che il governo si è impegnato ad adottare, con il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, da un lato per il superamento dei vincoli stabiliti dall’art. 32, comma 2 del decreto legislativo 75/2017, che pongono il limite all’incremento dei fondi per la contrattazione integrativa, dall’altro per rendere disponibili risorse economiche aggiuntive a quelle previste dalla legge di bilancio e che dovranno essere messe a disposizione innanzitutto dei passaggi dal vecchio al nuovo sistema di classificazione.
Va poi fatta una valutazione su come intervenire contrattualmente per mettere nelle condizioni le lavoratrici e i lavoratori di vedere riconosciuto il proprio salario accessorio in tempi certi e possibilmente sulla concreta esigibilità dell’utilizzo dei fondi risorse decentrate in contestualità di esercizio economico – finanziario con l’anno di riferimento e non più a distanza di almeno due anni come avviene ancora adesso.

Roma, 14 maggio 2021

Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio

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