Al Capo di Gabinetto
Dott. Antonio Mura
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Gentile dott. Mura,
dalla data di pubblicazione del bando di stabilizzazione dei precari PNRR, con l’indicazione del solo numero complessivo delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno essere stabilizzati entro il prossimo 30 giugno, la notizia ha creato forte sconforto tra il personale interessato.
È grande la preoccupazione di chi, dopo anni di lavoro, rischia tra pochi mesi di trovarsi senza occupazione, inserito in una delle tante graduatorie di disoccupati in attesa di essere chiamati, senza alcuna certezza sui tempi e senza garanzie rispetto alla sede o al distretto di eventuale assegnazione.
Un’ulteriore anomalia, difficilmente accettabile, riguarda la previsione di una nuova prova da sostenere dopo aver già superato con successo un regolare concorso pubblico per essere assunto nell’attuale posto di lavoro.
La scrivente organizzazione sindacale, in numerose note inviate a questa Dirigenza, ha più volte segnalato quanto questo Ministero sia poco attrattivo: organizzazione vetusta, scarsa informatizzazione, stipendi e salario accessorio insufficienti, assenza di reali prospettive di carriera. Sono queste le cause della fuga del personale verso altre amministrazioni che offrono condizioni migliori.
Quanto sopra è stato denunciato anche da Presidenti delle Corti d’Appello e Procuratori Generali in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Riscontriamo con rammarico che queste stesse preoccupazioni evidentemente non sono condivise dai vertici politici di questa amministrazione.
L’accordo appena firmato sulle famiglie professionali ripropone nei fatti i contenuti del vecchio CCNI del 2010, cambiando il nome “profilo” con “famiglia”, non cogliendo la sfida dell’innovazione dei processi organizzativi e amministrativi, tra l’altro senza neanche prevedere i profili di ruolo per le figure professionali reclutate con il PNRR e quindi contribuendo all’incertezza circa le vere intenzioni di questa amministrazione sulla strutturazione a regime del modello organizzativo dell’ufficio per il processo.
Riteniamo invece che un vero contratto integrativo, oltre ad un accordo adeguato alle aspettative del personale sulle famiglie professionali, deve attuare i tanti strumenti definiti dalla contrattazione collettiva nazionale: a partire dalla definizione dei criteri per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, passando per la definizione di un sistema indennitario, con posizioni organizzative e incarichi di natura professionale per l’area dei funzionari, specifiche responsabilità per l’area degli assistenti, realizzando le progressioni verticali in deroga ex art. 18 del CCNL 2019-2021 i cui fondi sono in scadenza anch’essi al 30 giugno 2026, nonché i passaggi di cui all’art. 21-quater. Su questo ci impegneremo a partire dalla prossima contrattazione per il FRD 2025 perché siano opportunamente finanziate queste leve che dovranno necessariamente essere definite sul piano normativo.
Oltre all’ordinamento professionale, la nostra attenzione è rivolta alla grave situazione degli organici di tutti gli uffici giudiziari. La scopertura media nazionale, già attestata intorno al 35%, si è aggravata e viaggia verso il 37% da Nord a Sud, con particolare criticità nei Tribunali per i Minorenni e negli uffici di Sorveglianza. Catastrofica è la situazione degli uffici requirenti, tutti sotto organico, con scoperture medie tra il 37% e il 40%.
Sia negli uffici giudicanti sia in quelli requirenti, la scopertura più elevata riguarda le figure del Cancelliere Esperto e dell’Assistente Giudiziario con punte che, ad esempio, nel distretto di Venezia superano l’80%.
Per il reclutamento di queste due figure sono stati banditi concorsi e disposti scorrimenti di graduatoria, ma le scoperture continuano a restare irrisolte.
La ragione è semplice: un’attività caratterizzante, che identifica il lavoro del Ministero, deve essere collocata nell’area dei Funzionari. Questo vale anche per il personale che svolge attività di udienza e assistenza qualificata al Magistrato.
Dott. Mura, proprio per le ragioni esposte, è nostro dovere continuare a chiedere la stabilizzazione di tutti i precari, nessuno escluso. L’esclusione di 1.500 lavoratrici e lavoratori può mettere in discussione il risultato positivo fin qui realizzato in termini di abbattimento dell’arretrato e riduzione dei tempi del processo.
È assolutamente necessario mantenere i numeri attuali in ogni distretto, per consolidare gli obiettivi concordati con l’Europa e per strutturare davvero il nuovo modello organizzativo dell’Ufficio per il processo.
Sono obiettivi raggiungibili se si procede con:
1 la stabilizzazione di tutti i precari o, in subordine, la proroga al 31 dicembre 2026 dei contratti di chi rimarrà fuori dalle procedure di assunzione, finalizzata alla stabilizzazione dal 1° gennaio 2027;
2 la valorizzazione professionale ed economica di tutto il personale;
3 la riqualificazione nell’area dei Funzionari di che svolge le attività caratterizzanti del Ministero, come per le altre amministrazioni del comparto delle funzioni centrali, per almeno il 70% del personale;
4 lo svuotamento dell’area degli Operatori.
Serve inoltre un piano straordinario di assunzioni per coprire i posti vacanti, anche negli Archivi notarili, oggi in enorme difficoltà a causa delle gravi scoperture di organico. Molti uffici sono rimasti aperti solo grazie all’applicazione del personale di tutte le qualifiche. Si tratta di una situazione non più sostenibile per le lavoratrici e i lavoratori. Le applicazioni, anche fuori regione, comportano disagi pesanti per il personale coinvolto.
Per quanto esposto, con senso di responsabilità e spirito costruttivo, Le chiediamo ancora una volta di fissare un incontro per affrontare le urgenti questioni indicate, ormai non più rinviabili, tenuto conto della grave situazione in cui versano gli uffici e della condizione delle 1.500 lavoratrici e lavoratori che dal 1° luglio rischiano di restare a casa senza stipendio, con tutte le conseguenti criticità di natura soggettiva oltre ai danni sopra rappresentati per l’efficienza e l’efficacia della giustizia italiana.
Come Fp Cgil metteremo in campo ogni utile iniziativa a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, per un lavoro stabile per tutte e tutti, oltre che per garantire l’esigibilità dei diritti previsti dalla Costituzione attraverso servizi pubblici di qualità, a partire proprio dalla giustizia.
Roma 6 maggio 2026
FP CGIL
La coordinatrice nazionale
Felicia Russo