Care colleghe, cari colleghi,
dopo aver emanato il DL n. 100/2026, come anticipato, il Governo e la maggioranza parlamentare sono intervenuti con grande solerzia a modificarlo. Non per rafforzare gli organici del Ministero della giustizia, per dare certezze al percorso di strutturazione a regime dell’ufficio per il processo, o ancora per stanziare risorse aggiuntive per realizzare le progressioni verticali che il personale attende da decenni, ma per formulare una modifica testuale che renderà più difficile garantire la continuità dell’esperienza professionale maturata fin qui dai precari PNRR e che al tempo stesso non risolve i problemi che stringono gli uffici giudiziari nella morsa della carenza di organico, di strumentazione adeguata, di investimenti nelle sedi – come il drammatico crollo del tribunale di Bolzano ci ha ricordato.
Tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori assunti con i fondi europei del PNRR sono oggi impiegati quasi esclusivamente nelle cancellerie per sopperire alla cronica carenza di personale. Le nuove figure professionali, nate per sostenere il progetto “Ufficio per il Processo”, sono state utilizzate per colmare vuoti di organico ormai strutturali.
Eppure il progetto dell’Ufficio per il Processo, pur essendo ancora perfezionabile anche ad esempio attraverso il coinvolgimento di tutte le necessarie figure professionali, ha prodotto risultati importanti:
l’abbattimento di una parte consistente dell’arretrato, soprattutto nel settore civile e azzeramento nel settore penale;
la costante riduzione della durata dei procedimenti.
Risultati che lo stesso Ministro rivendica nelle aule parlamentari, convegni e interviste, ma nel frattempo contribuisce a demolire, attraverso accordi che mortificano le figure dei professionisti (funzionari AUPP – funzionari tecnici – operatori data entry) che negli ultimi quattro anni ha supportato l’attività giurisdizionale per raggiungere questi obiettivi.
Il progetto presentato alla Commissione europea per ottenere un finanziamento di oltre quattro miliardi di euro, denominato “Ufficio per il Processo”, non rappresenta semplicemente un nuovo profilo professionale, ma un nuovo modello organizzativo degli uffici giudiziari, che pone il processo al centro dell’organizzazione del lavoro.
Una riorganizzazione che deve necessariamente coinvolgere tutto il personale, attraverso un lavoro di squadra tra funzionari e assistenti, professionalità diverse ma complementari, chiamate a collaborare per rendere efficiente una macchina complessa e garantire un unico obiettivo: il diritto dei cittadini ad avere una giustizia in tempi certi.
Il nuovo ordinamento rappresenta un’opportunità irripetibile grazie all’impiego di fondi straordinari del Next Generation EU. Non possiamo permetterci di sprecarla trasformandola nell’ennesima soluzione tampone.
Per la FP CGIL, il nuovo modello dell’Ufficio per il Processo deve diventare l’occasione per costruire una nuova organizzazione del lavoro, capace di garantire un reale efficientamento e una vera modernizzazione della giustizia italiana, allineandola agli standard dei principali sistemi giudiziari europei.
La proposta della FP CGIL
La nostra proposta prevede la suddivisione in famiglie professionali:
Famiglia dei Servizi della giurisdizione (DOG);
Famiglia degli UNEP (DOG);
Famiglia del Trattamento rieducativo e del reinserimento sociale (DAP e DGMC);
Famiglia dei Conservatori degli Archivi notarili (UCAN);
Famiglia degli Informatici e Statistici (DIT e tutti i Dipartimenti).
A queste si aggiungono due famiglie trasversali:
Famiglia dei servizi amministrativi e di organizzazione;
Famiglia dei servizi tecnici.
Per ogni famiglia professionale sono previste quattro aree:
Elevate Professionalità;
Funzionari;
Assistenti;
Operatori.
Per la famiglia dei servizi della giurisdizione, nell’Area dei Funzionari, la FP CGIL propone tre distinti profili:
Funzionario giudiziario;
Funzionario addetto all’UPP;
Funzionario addetto all’assistenza qualificata al magistrato e alle attività d’udienza.
Di conseguenza proponiamo il trasferimento nell’Area dei Funzionari di tutte le attività oggi svolte dai Cancellieri esperti e dagli Assistenti giudiziari, insieme al personale che già esercita tali funzioni.
Per l’Area degli Assistenti chiediamo la riqualificazione di tutto il personale oggi inquadrato come Operatore, attribuendo anche il potere di firma affinché possa svolgere autonomamente le attività proprie dell’area.
L’Area degli Operatori deve progressivamente essere svuotata e trasformata in un’area di transito per il personale di nuova assunzione delle categorie protette.
L’Area delle Elevate Professionalità attualmente non è stata prevista per tutti i dipartimenti e per il DOG sono programmate appena 15 unità. Anche questa area deve rappresentare un opportunità per le professionalità presenti, per il personale che da anni svolge attività ben superiori alla propria qualifica e responsabilità, prevedendo un un numero adeguato di posti e l’attuazione piena della riserva di posti al 50% per il personale dell’Area dei Funzionari.
Salari e valorizzazione del personale
Il miglioramento delle retribuzioni passa anche attraverso la strutturazione di un sistema di indennità, di posizioni organizzative e di natura professionale (Area Funzionari) oltre che di specifiche responsabilità (Area Assistenti).
Occorrono inoltre regolari progressioni economiche attraverso i nuovi differenziali stipendiali determinati dal CCNL 2019-2021.
La nostra proposta prevede incrementi strutturali annui degli stipendi tabellari pari a:
Funzionari: € 2.250;
Assistenti: € 1.250;
Operatori: € 800.
Nella prossima contrattazione del FRD proporremo di rivedere le voci del fondo e destinare almeno i 43 milioni di euro aggiuntivi:
Almeno 30 milioni, per i passaggi economici. Tale somma può essere aumentata con le risorse già disponibili nel FRD originario
Le restanti risorse vanno destinati costruzione del nuovo sistema indennitario;
Non è più rinviabile la pubblicazione del bando per i passaggi di cui all’art 21-quater, Informatici, contabili, Bibliotecari, Esperti Linguistici, attendono i passaggi dal 2019. La procedura va attivata nel più breve tempo possibile.
Passaggi in deroga, art. 18 CCNL 2019-2021 deve prevedere la banca dati e la possibilità di rimanere nella stessa sede.
Direttori e Funzionari, tenuto conto del ruolo di coordinamento svolto e di reggenza in molti uffici privi del Dirigente, la loro attività deve essere adeguatamente valorizzata utilizzando le riserve di legge per i concorsi per dirigenti che può bandire l’amministrazione oltre all’attivazione della riserva al 50% per la selezione comparata per il passaggio in area EP.
Serve un’organizzazione moderna
Dobbiamo prendere atto che l’attuale organizzazione non è più in grado di rispondere alle esigenze di una società digitale. Mentre il CCNL disciplina perfino l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il Ministero della Giustizia continua ancora oggi a chiedere personale per trasportare fascicoli cartacei da una cancelleria all’altra. Se non cambiamo questo modello, continueremo a certificare una realtà inaccettabile: una giustizia che arriva dopo anni perde inevitabilmente gran parte della propria efficacia.
Per la FP CGIL la giustizia è e deve restare un diritto immediatamente esigibile.
Per questo abbiamo combattuto in questi anni ottenendo l’assunzione a tempo indeterminato della gran parte dei lavoratori precari del PNRR e continueremo a lottare per il passaggio nei ruoli del Ministero dei circa 1.500 lavoratori ancora precari o presenti nelle graduatorie.
La costruzione del nuovo modello dell’Ufficio per il Processo è stata osteggiata da chi ha invece sottoscritto un accordo sulle famiglie professionali vecchio, privo di contenuti innovativi e incapace di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori del Ministero. Quell’accordo rappresenta, di fatto, la trasposizione dell’Allegato B del Contratto Integrativo del 2010, firmato allora da CISL, UNSA e Intesa. Un modello già bocciato dai dipendenti del Ministero, che aderirono allo sciopero proclamato dalle altre organizzazioni sindacali con una partecipazione superiore al 60%.
Ancora una volta la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, vecchi e nuovi, rischia di non essere ascoltata.
La FP CGIL vuole invece ascoltarla e raccogliere tutte le opinioni.
Per questo, già dal mese di settembre, riprenderemo le assemblee in tutti gli uffici e continueremo a mettere in campo ogni iniziativa utile affinché il nuovo modello dell’Ufficio per il Processo diventi finalmente una realtà e rappresenti un modello organizzativo virtuoso capace di garantire a tutti i cittadini una giustizia efficiente.
Continueremo inoltre a chiedere nuove assunzioni per colmare tutte le carenze di organico, perché gli ex lavoratori PNRR stabilizzati non possono e non devono essere considerati la soluzione alle gravi scoperture di organico esistenti in tutti gli uffici.
L’unità delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione indispensabile per ottenere una nuova organizzazione del lavoro e la riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale. La divisione ha sempre favorito chi punta all’immobilismo.
L’assunzione a tempo indeterminato dei precari è stata un risultato della straordinaria mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari insieme alla Fp Cgil, mentre c’era chi remava contro fin dall’inizio e oggi si scopre paladino dei precari, noi rivendichiamo dal principio la nostra azione. E siamo convinti che si possa traguardare anche un altro grande obiettivo: la riqualificazione di tutto il personale e un piano straordinario di nuove assunzioni.
La Fp Cgil metterà in campo ogni utile iniziativa per ottenere per tutte le lavoratrici e lavoratori di questo dicastero, un contratto integrativo moderno, che valorizzi tutti il personale, che preveda istituti nuovi per competere e misurarsi con nuove e innovative richieste dei dipendenti.
Coordinatrice FP CGIL Giustizia
Felicia Russo