Ai Sottosegretari di Stato
Sen. Alberto Balboni
balboni.sottosegretario@giustizia.it
Sen. Andrea Ostellari
ostellari.sottosegretario@giustizia.it
Al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Dott. Stefano Carmine De Michele
capodipartimento.dap@giustizia.it
Al Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Antonio Sangermano
dgmc@giustizia.it
del Ministero della giustizia
Oggetto: nota FP CGIL – avvio procedimento negoziale per il personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, istituzione della qualifica della dirigenza superiore penitenziaria ed effetti sul trattamento previdenziale del medesimo personale
Gentili,
la FP CGIL intende rappresentare, nuovamente, la necessità di procedere quanto prima alla definizione di tutti gli atti propedeutici all’avvio del procedimento negoziale relativo al personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, che aspetta il contratto da ormai vent’anni, così come all’istituzione della qualifica della dirigenza superiore penitenziaria e degli effetti sul trattamento previdenziale dello stesso personale.
Riteniamo assolutamente necessario che, anche in vista della prossima definizione della legge di bilancio per l’anno 2027, il Governo preveda delle specifiche misure per valorizzare pienamente la carriera della dirigenza penitenziaria, in particolare con lo stanziamento di apposite risorse. A giudizio della scrivente organizzazione sindacale non è più rinviabile la definizione di un articolato contrattuale vero, essendo questo l’unico modo per rendere piena giustizia retributiva al personale che, per norma – anche di rango europeo – e Costituzione, è posto a presidio di un servizio pubblico fondamentale come quello dell’esecuzione penale. Ulteriori rinvii o tentativi di individuare soluzioni che non comprendano l’avvio del confronto per la redazione e la sottoscrizione di un accordo negoziale sarebbero parziali e inadeguate nel riconoscimento delle legittime aspirazioni di valorizzazione professionale ed economica della dirigenza penitenziaria.
Per ragioni analoghe, crediamo che sia altrettanto necessario che il medesimo intervento normativo e il relativo stanziamento di risorse comprenda anche l’istituzione della qualifica della dirigenza superiore penitenziaria. Le recenti modifiche del quadro normativo che sono state introdotte sono ancora una volta cartina tornasole della necessità che la legge rispetti l’ambito che dovrebbe essere riservato al negoziato tra le parti datoriali e di rappresentanza del lavoro senza prevaricazioni e soprattutto con la dovuta attenzione all’insieme del personale dell’amministrazione. Il rischio è quello che si generi altrimenti un’insopportabile discrasia tra ordinamento penitenziario e qualifiche d’inquadramento delle diverse componenti dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità, con la conseguente rottura del delicato equilibrio tra diverse funzioni e personale che svolge tali compiti.
Infine, desideriamo porre l’attenzione sulla disparità di trattamento relativa all’applicazione delle norme in materia pensionistica del personale della carriera dirigenziale penitenziaria al personale dirigente della Polizia di Stato. Anche su questo crediamo si debba procedere urgentemente ad un intervento di chiarimento circa il perimetro applicativo della norma specifica in modo da superare interpretazioni restrittive che pregiudicano la posizione previdenziale della dirigenza penitenziaria.
Su tutte queste questioni riteniamo opportuno che si apra un confronto al fine di raggiungere un obiettivo che riteniamo essere comune: la valorizzazione del personale del Ministero della giustizia.
In attesa di gentile riscontro, si porgono distinti saluti.
Giordana Pallone
Segretaria FP CGIL Nazionale