Questo è il costo del ritardo del Ministero della giustizia con la complicità delle organizzazioni sindacali firmatarie. E dovremmo dire grazie?
Finalmente il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria si è preso le proprie responsabilità e si è reso conto che era necessario determinare un cronoprogramma puntuale attraverso cui affrontare le reali esigenze del personale.
Peccato che questo avvenga con 3 anni di ritardo rispetto a quando l’abbiamo proposto noi: le lavoratrici e i lavoratori della giustizia potevano avere progressioni verticali, orizzontali e un sistema indennitario all’altezza delle professionalità loro richieste ogni giorno a partire dal 2025, invece che (forse) dal 2028 come rivendicato da roboanti comunicati di organizzazioni sindacali che hanno passato le trattative del 2023-2024 a picconare ogni nostra proposta, spaccare le lavoratrici e lavoratori in gruppi divisi e che hanno contribuito a determinare il clima di lotta costante in cui versano gli uffici giudiziari, salvo poi accorgersi che la proposta della FP CGIL era effettivamente l’unica buona proposta fatta a quel tavolo.
Questo ritardo è costato alle lavoratrici e ai lavoratori migliaia di euro: per i soli passaggi economici stiamo parlando di 6.750€ per l’Area Funzionari, 3.750€ per l’Area Assistenti, 2.400€ per l’Area Operatori. Per i passaggi verticali fino a oltre 12.000€ di mancata riqualificazione. Per le indennità di posizione organizzativa e di natura professionale per l’Area Funzionari sono fino a 10.500€, per le indennità di specifiche responsabilità per l’Area Assistenti sono fino a 3.000€.
Dovremmo ringraziare qualcuno per questo bel servizio?
Nel mentre il Governo fa approvare un decreto-legge che non risolve davvero i problemi della strutturazione a regime dell’ufficio per il processo, non stanzia le risorse per un piano straordinario di assunzioni e si dimentica della stabilizzazione degli oltre 1.500 tra prorogati e disoccupati in graduatoria. Non si può continuare così, c’è bisogno di una svolta.
FP CGIL Nazionale